
Assalto al portavalori a colpi di Kalashnikov tra San Ferdinando e Trinitapoli
RAPINE La strada è stata interrotta, sul posto sono intervenuti i carabinieri del nucleo provinciale di Trani. Ancora non quantificato il bottino Pneumatici e chiodi
La strada è stata interrotta, sul posto sono intervenuti i carabinieri del nucleo provinciale di Trani. Ancora non quantificato il bottino. Pneumatici e chiodi intrecciati su uno dei sensi di marcia, un’auto data alle fiamme sull’altro per rallentare l’arrivo delle forze dell’ordine. L’assalto al furgone portavalori è riuscito, fatto esplodere il portellone per consentire ai rapinatori di portar via il carico, bottino ancora da quantificare, pezzi di lamiera finiti sulle complanari e nelle campagne. Ad agire un commando armato, forse una decina di uomini, con i volti coperti, nel primo pomeriggio, sulla statale 16 tra San Ferdinando di Puglia e Trinitapoli, in direzione sud. Nessuno dei tre occupanti del blindato, appartenente alla ditta Battistoli, è rimasto ferito, per terra una serie infinita di bossoli, tanta paura per il conducente di una vettura, costretto ad abbandonarla dietro la minaccia delle armi, fucili e kalashnikov, dicono i carabinieri che hanno avviato le indagini, coordinati dalla procura di Foggia. Il traffico ha subito rallentamenti. Non è il primo episodio che si registra su questo tratto di strada, l’ultimo il 30 settembre dello scorso anno, tra Barletta e San Ferdinando, all’altezza del territorio di Canne della battaglia, in direzione nord. La tecnica sempre la stessa, azione para militare, opera di professionisti.
La sfida a livello nazionale, passando dalle singole regioni, è rappresentata delle prossime politiche Intervista: Elly Schlein, segretario nazionale PD Antonio Decaro, candidato governatore regione Puglia Servizio Giuseppe Capacchione
Niente più spiagge per il tour “L’Arca di Lorè”. La tappa pugliese sarà in uno spazio da riqualificare prima del gran finale a Roma Intervista: Oronzo Cilli, Ass. cultura, Barletta
Cannito invita chi ha informazioni a denunciarle dopo la rinuncia ai ricorsi di alcuni residenti Intervista: Cosimo Cannito, sindaco di Barletta
Si tratta di Maria Anna Salvemini, sorella del consulente del lavoro Nicola Salvemini tra le 16 persone arrestate dalla Polizia nell’ambito di un blitz antiriciclaggio Nuovo scossone nella giunta di centro destra del sindaco di Barletta Cosimo Cannito: nelle ultime ore si è dimessa l’assessore alla Polizia locale Maria Anna Salvemini, sorella del consulente del lavoro Nicola Salvemini tra le 16 persone arrestate dalla Polizia nell’ambito di un blitz antiriciclaggio, come abbiamo riferito in un servizio dei giorni scorsi. Salvemini aveva ricoperto il ruolo di vicesindaco dal novembre 2024 al marzo 2025, quando gli è subentrata proprio sua sorella. “Desidero esprimere il mio sincero ringraziamento per il prezioso lavoro svolto al servizio della nostra comunità”, ha detto il primo cittadino, “Le sue dimissioni, presentate per affrontare un delicato momento familiare, le accolgo con rispetto e comprensione. Comprendo la priorità di dedicarsi alla propria famiglia e anche il suo travaglio personale che denota una grande generosità di animo e un profondo senso di responsabilità, qualità che hanno contraddistinto il suo impegno nell’attività di questa Amministrazione. Il mio augurio è che ogni problematica si risolva in tempi brevi permettendole di tornare a svolgere un ruolo attivo per la nostra città.”
Il Tar aveva sospeso il permesso a costruire dopo il primo ricorso I proprietari delle villette che avevano presentato ricorso straordinario al Presidente della Repubblica e al TAR di Bari contro il Comune di Barletta, la Regione Puglia e nei confronti della impresa costruttrice, hanno comunicato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e al TAR di rinunciare al ricorso stesso. A darne notizia è stato il Comune. I giudici amministrativi, lo ricordiamo, avevano sospeso il permesso di costruire per la realizzazione di un edificio residenziale convenzionata nella zona 167 tra via Leonardo Da Vinci e Via Palmitessa, dopo il ricorso del proprietario di una delle villette della zona. Dal Comitato di Quartiere Zona 167, di cui fa parte il presidente Giuseppe Di Bari, vittima di una gambizzazione lo scorso 24 ottobre, hanno preso atto della decisione spiegando di comprendere i timori e il clima di intimidazione presente in città. Le indagini sull’accaduto si sono subito concentrate sull’ipotesi della vendetta, un avvertimento per le battaglie di legalità portate avanti dal comitato in questi anni, tra cui proprio la lotta contro quella che ritengono la cementificazione della 167 anche con ricorsi alla giustizia amministrativa.
L’uomo, un 63enne, era stato già denunciato qualche anno fa in Abruzzo È agli arresti domiciliari perché esercitava abusivamente la professione di odontoiatra. L’operazione è della Guardia di Finanza della Bat che ha sequestrato l’ambulatorio medico, apparecchiature e farmaci. L’uomo, un 63enne, era stato già denunciato qualche anno fa in Abruzzo. Il presunto dentista, senza possedere alcun titolo abilitativo o iscrizione all’albo professionale, da tempo riceveva pazienti, eseguiva visite e prestazioni odontoiatriche, interventi di implantologia in un appartamento, sito al centro di Barletta, adibito a studio dentistico completo di attrezzature professionali e materiali odontoiatrici. L’uomo promuoveva anche un servizio di “turismo odontoiatrico” in Serbia e Romania ed effettuava prestazioni specialistiche all’estero e in Italia a tariffe notevolmente inferiori rispetto ai professionisti abilitati.
Sul ring per sfidarsi nelle antiche discipline del Muay Thai e Dela Kickboxing Intervista a Francesco Curci, organizzatore galà Tiger Fighting Champion Servizio di Giuseppe Capacchione
Operazione della Polizia di Stato coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani Nell’ambito di una vasta operazione, la Polizia di Stato coordinata dalla Procura della Repubblica diTrani sta eseguendo numerose custodie cautelari nei confronti di soggetti ritenuti responsabili di aver costituito un’associazione a delinquere finalizzata al trasferimento fraudolento di valori, ricettazione, riciclaggio, autoriciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita. Sono sedici le persone raggiunte dalle ordinanze. Hanno tra i 21 e i 57 anni, nove sono finiti in carcere e sette ai domiciliari. Tra gli indagati ci sono sei donne. Il Tribunale di Trani ha infatti accolto le richieste della Procura della Repubblica di Trani ed ha adottato un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali e reali nei confronti di numerosi soggetti di Barletta sulla base di investigazioni compiute dagli investigatori della Sisco di Bari e della Squadra Mobile della Questura di Andria. Disposto il sequestro preventivo finalizzato alla successiva confisca di 6 compendi aziendali – 5 bar e una ditta di rivendita all’ingrosso di prodotti surgelati – nel comune di Barletta.
Operazione della Polizia di Stato coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani Nell’ambito di una vasta operazione, la Polizia di Stato coordinata dalla Procura della Repubblica diTrani sta eseguendo numerose custodie cautelari nei confronti di soggetti ritenuti responsabili di aver costituito un’associazione a delinquere finalizzata al trasferimento fraudolento di valori, ricettazione, riciclaggio, autoriciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita. Sono sedici le persone raggiunte dalle ordinanze. Hanno tra i 21 e i 57 anni, nove sono finiti in carcere e sette ai domiciliari. Tra gli indagati ci sono sei donne. Il Tribunale di Trani ha infatti accolto le richieste della Procura della Repubblica di Trani ed ha adottato un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali e reali nei confronti di numerosi soggetti di Barletta sulla base di investigazioni compiute dagli investigatori della Sisco di Bari e della Squadra Mobile della Questura di Andria. Disposto il sequestro preventivo finalizzato alla successiva confisca di 6 compendi aziendali – 5 bar e una ditta di rivendita all’ingrosso di prodotti surgelati – nel comune di Barletta.
Momenti di apprensione con un lieto fine oggi pomeriggio (08.11 ndr) alla periferia di Barletta, dove un gattino è stato salvato da morte certa dopo essere caduto in un vascone all’interno dell’area dell’ex distilleria. A trarlo in salvo sono stati i Vigili del Fuoco, intervenuti con una squadra specializzata che ha utilizzato attrezzature tecniche e manovre SAF (Speleo Alpino Fluviali). Uno dei vigili, indossato un idrocostume protettivo e dotato di dispositivi di sicurezza, si è calato nella vasca e, dopo diversi tentativi, è riuscito a recuperare il piccolo animale. Il gattino, fortunatamente, sta bene.
Protesta a Barletta contro l’esternalizzazione del servizio: “Ad ogni appalto perdiamo diritti” Intervista: Alessandro Leonetti, coord. Filt Cgil Bat
L’uomo, noncurante della presenza di personale e studenti, era solito introdursi all’interno delle scuole anche di giorno È in carcere un 40enne di Barletta perché ritenuto responsabile di vari furti nelle scuole di Bari. L’indagine, condotta negli ultimi mesi dai militari della Compagnia di Bari Centro, ha permesso di documentare diversi episodi furtivi registrati negli scorsi mesi di maggio e giugno a danno di diversi istituti scolastici cittadini, in cui sono stati rubati diversi computer e denaro contante. Dalle immagini della videosorveglianza i militari hanno riconosciuto singoli particolari del volto e della fisionomia (come la presenza di alcuni tatuaggi), individuando contestualmente alcuni indumenti indossati durante i furti. L’uomo, noncurante della presenza di personale e studenti, era solito introdursi all’interno delle scuole anche di giorno, portando all’interno di uno zaino arnesi rudimentali per forzare, qualora necessario, le porte di accesso esterne ed interne. I reati, nel totale di 6, sono stati commessi ai danni di tre istituti scolastici del capoluogo e di una Parrocchia del quartiere Carrassi, a cui si aggiunge il furto di una carta bancomat consumato all’interno di un ospedale e il suo successivo indebito utilizzo.
Rappresentanti dell’amministrazione comunale, delle associazioni, semplici cittadini a testimoniare vicinanza e solidarietà a Giuseppe Di Bari Interviste a Gennaro Cefola, vice sindaco; Giorgio Carpagnano, referente Libera Servizio di Giovanni Di Benedetto
A dare il consenso sono state la moglie e le due figlie dell’uomo Undicesima donazione di organi dall’inizio dell’anno nel territorio della Asl Bt. Il prelievo del fegato è avvenuto su un uomo di 75 anni di Margherita di Savoia. Le operazioni si sono svolte nelle sale operatorie dell’ospedale “Dimiccoli” di Barletta, dirette dal dottor Michele Debitonto. È intervenuta l’equipe del Policlinico di Bari. A dare il consenso sono state la moglie e le due figlie dell’uomo. Tutte le operazioni sono state coordinate dal dottor Giuseppe Vitobello.
Tra gli obiettivi c’è il restauro dell’ossario dei caduti jugoslavi, opera inaugurata nel 1970 a Barletta Intervista a Vito Saracino, Fondazione Gramsci PugliaServizio di Marika ScoccimarroMontaggio di Maria Cristina Quintale
Secondo gli inquirenti a sparare sarebbe stato un “killer non professionista” e per questo ancora più pericoloso. Servizio di Giovanni Di Benedetto
Giuseppe Di Bari ha condotto, con altri, diverse battaglie in difesa della legalità Servizio di Giovanni Di Benedetto. Intervista a Giuseppe Di Bari, presidente Comitato 167 Barletta
Avrebbero deturpato l’habitat marino. Distrutti chilometri di scogliera tra Barletta e Giovinazzo Servizio di Giovanni Di Benedetto Intervista a Renato Nitti, capo Procura di Trani
Documenti e materiali d’archivio raccontano l’impianto che dal 1955 al 1981 trasportava il “sale di Puglia” da Margherita di Savoia a Barletta Intervista: Michele Grimaldi, storico archivista

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