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La presentazione del progetto a Barletta. Dal 25 giugno al 25 agosto prossimi, due mesi interi per vivere un periodo di leggerezza, gioia e serenità e per garantire il loro recupero fisico e psicologico. A Barletta, ma non solo, le famiglie che fanno riferimento al gruppo di accoglienza dei bambini bisognosi attendono i piccoli dall’Ucraina devastata dalla guerra. Interviste a Francesco Bia, presidente associazione Gabbo; Antonio Gorgoglione, famiglia ospitante

La donna avrebbe compiuto 49 anni il prossimo agosto. È morta la donna che lo scorso 16 febbraio è stata investita da un’auto mentre, sulle strisce pedonali, stava attraversando via Regina Margherita a Barletta. La vittima, Filomena Rinella che avrebbe compiuto 49 anni il prossimo agosto, aveva riportato ferite craniche molto gravi. Purtroppo la donna è morta questa mattina nell’hospice don Uva di Bisceglie dove era stata trasferita dopo il ricovero in rianimazionenell’ospedale di Andria. L’incidente era avvenuto nel tardo pomeriggio e l’automobilista che l’aveva travolta, si era fermato e allertato i soccorsi. Nell’urto contro il mezzo, la donna aveva sfondato il parabrezza. Sull’accaduto indaga la polizia locale.

Tra le persone raggiunte dal provvedimento figura anche il 21enne Nicola Dibenedetto, già coinvolto, insieme ad altri quattro indagati, nell’inchiesta sull’omicidio di Francesco Diviesti. Sarebbero responsabili di aver costretto un uomo a salire con la forza in auto per poi aggredirlo brutalmente allo scopo di ottenere il pagamento di un debito. Per questo il Tribunale di Trani, su richiesta della Procura, ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro persone, tutte originarie di Barletta, di età compresa tra 22 e 59 anni, con le accuse di violenza privata e tentata estorsione. L’indagine è partita da una segnalazione anonima nella quale si riferiva di un uomo costretto a salire su un’autovettura. Dagli accertamenti è emerso che la vittima, un 47enne barlettano, sarebbe stata prelevata con la forza e condotta all’interno di un bar, dove sarebbe stata picchiata con violenza, anche mediante l’uso di un bastone e di uno sgabello. L’uomo ha riferito agli investigatori che l’aggressione sarebbe legata a un debito non saldato, contratto per esigenze personali. Tra le persone raggiunte dal provvedimento figura anche il 21enne Nicola Dibenedetto, già coinvolto, insieme ad altri quattro indagati, nell’inchiesta sull’omicidio di Francesco Diviesti, il 26enne barlettano scomparso il 25 aprile scorso e ritrovato carbonizzato pochi giorni dopo in un casolare tra Canosa e Minervino Murge.

Al via la quinta edizione. I giovani che si confrontano con la politica perché, dicono i loro insegnanti a Barletta, hanno capacità e competenza. Wannà è il festival che organizzano da cinque anni gli studenti dell’istituto “Leontine e Giuseppe De Nittis”, la volontà è capire come partecipare alla amministrazione della cosa pubblica. Interviste a prof. Antonio Diviccaro, dirigente scolastico IISS “Leontine e Giuseppe De Nittis”; prof.ssa Alessandra Baccarisi, Università di Foggia, direttrice artistica

L’obiettivo è creare delle comunità ospitali Promuovere un turismo accessibile e creare comunità ospitali è l’obiettivo di un progetto inserito nel bando regionale Costa a cui ha partecipato un’associazione temporanea di scopo. La presentazione a Barletta. Interviste a Sabina Torre, Stupor Mundi ats; Michele Cataldo, regione Puglia; Nica Mastronardi, Puglia Promozione; Raffaele Rizzi, Barletta ricettiva; Cristian Gambarota, Asd Barletta Offroad

Consegnati ufficialmente dal demanio i lavori per la realizzazione della caserma che sarà sede del comando provinciale dei vigili del fuoco di Barletta. Un percorso lungo 30 anni, spiega il senatore Dario Damiani, era consigliere comunale, ricorda, quando fu individuata l’area dell’ex mattatoio per ospitare la sede del comando provinciale dei vigili del fuoco a Barletta, attualmente dove prima era solo un distaccamento. Intervista al Sen. Dario Damiani, comm. Bilancio, Arch. Manuel Depetris, direttore lavori, Mirko Canestri, com. prov. Vigili del fuoco e Tullio Ferrante, sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture

Per i soci di Legambiente e i componenti del comitato “No discarica” è una decisione “politicamente e moralmente inaccettabile”. Sì all’ampliamento della discarica di rifiuti speciali non pericolosi nelle campagne di Barletta, in contrada San Procopio. Nella conferenza di servizi sono arrivati i parerei favorevoli del comitato tecnico della Provincia, della Asl e dell’Arpa, negativo solo quello del Comune secondo il quale il progetto mette a rischio la vocazione agricola del territorio. Per i soci di Legambiente e i componenti del comitato “No discarica”, che appena sabato scorso avevano manifestato davanti all’impianto, è una decisione “politicamente e moralmente inaccettabile” che “ignora sistematicamente le grida d’allarme dei cittadini, i monitoraggi ambientali, lo stato documentato di fragilità geologica e la necessità impellente di una transizione ecologica”. I movimenti parlano di uno schiaffo in faccia alla comunità riservandosi di valutare “ogni azione possibile nelle sedi opportune”. Il presidente della provincia Bernardo Lodispoto, ricorda, che a gennaio scorso aveva chiesto al governatore pugliese Antonio Decaro la convocazione di un tavolo tecnico in materia di impianti di trattamento dei rifiuti, in particolar modo quelli speciali non pericolosi. Nel confronto con i sindaci dei dieci comuni era più volte emersa, aveva spiegato, grande preoccupazione per i possibili impatti ambientali dovuti all’assetto degli impianti di gestione e di trattamento dei rifiuti sul territorio.

Scoperti 11 lavoratori senza adeguate misure di sicurezza sui luoghi di lavoro. Gestione di rifiuti non autorizzata, abbandono di rifiuti non pericolosi e violazione delle norme sul lavoro. Dopo la denuncia della Barsa, la società che a Barletta si occupa di igiene ambientale, i militari della Guardia di finanza sono riusciti a risalire all’azienda da cui gli investigatori presumono sono stati abbandonati nelle campagne sacchi neri con all’interno scarti di lavorazione di calzature e tessili. Le fiamme gialle, dopo una perquisizione disposta dalla procura di Trani, hanno accertato la presenza di scarti di lavorazione in tutto e per tutto simili a quelli trovati in strada. L’azienda, è emerso, non aveva mai istituito il registro di carico e scarico rifiuti, né aveva mai ottemperato all’obbligo di iscrizione al registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei medesimi. All’interno dei locali sono stati censiti 11 lavoratori in nero, secondo i militari, “esposti a gravi rischi di salute e sicurezza, data la totale assenza di adeguate misure di sicurezza sui luoghi di lavoro”, come constatato anche dal Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro della Asl, che ha disposto la sospensione dell’attività operativa dell’azienda, nelle more di un eventuale totale adeguamento alle regole violate.

Nella sua città di origine presentate le iniziative per ricordarlo. Nel giorno della sua nascita, a Barletta, in questa casa in pieno centro il cui androne è stato reso fruibile al pubblico per l’occasione. 180 anni da quel giorno, nel corso del 2026 diverse le manifestazioni per celebrare Giuseppe De Nittis, protagonista per eccellenza, lo hanno definito i critici, del rinnovamento dell’arte in Italia e in Europa alla fine del XIX secolo. Intervista a Oronzo Cilli, ass. cultura Barletta e al Col. Massimiliano Galasso, com.te prov. Carabinieri

Determinante, ai fini della decisione, un video prodotto dalla difesa delle parti civili in cui si ricostruiscono i momenti salienti del ferimento avvenuto all’esterno del locale. Sono diventate definitive le condanne per l’omicidio di Claudio Lasala, il 24enne barlettano ucciso con una coltellata all’addome dopo una lite in un bar nella notte fra il 29 ed il 30 ottobre 2021. I giudici della Corte di Cassazione hanno rigettato l’appello delle difese dei due imputati. La Corte d’Assise d’Appello di Bari aveva condannato a 22 anni di reclusione Michele Dibenedetto, mentre erano stati inflitti 18 anni al coimputato Ilyas Abid. Pare che tutto sarebbe accaduto in seguito ad una lite fra Lasala e Dibenedetto, il quale avrebbe preteso che la vittima gli offrisse da bere. La coltellata, però, sarebbe stata sferrata dal ragazzo straniero. Determinante, ai fini della decisione, un video prodotto dalla difesa delle parti civili, rappresentate dall’avvocato Rinaldo Alvisi, in cui si ricostruiscono i momenti salienti del ferimento avvenuto all’esterno del locale.

Accordo raggiunto, al posto di un supermercato sorgerà un anfiteatro all’aperto vicino al fossato del Castello Svevo di Barletta. Il sindaco di Barletta parla di un duplice beneficio ottenuto, la salvaguardia e la valorizzazione di un contesto di pregio e poi un investimento economico che produce servizi e occupazione. Con l’accordo la catena della grande distribuzione Lidl ha rinunciato alla costruzione, che aveva già avviato sulla base di un regolare permesso, di un suo punto vendita nel terreno accanto al fossato del castello accettando la permuta di un’area più piccola in via Giulini. A giorni aprirà il secondo supermercato in città, 8 milioni di euro l’investimento complessivo, 22 nuovi posti di lavoro. Intervista a Pierpaolo Grimaldi, Assessore ai lavori pubblici e Cosimo Cannito, sindaco di Barletta

L’aggressione è avvenuta dopo il primo tempo di Barletta-Afragolese. Aggressione negli spogliatoi dopo il primo tempo di Barletta-Afragolese Ac (serie D, girone H). Ad avere la peggio Augustin Tarasso, 37 anni, capitano della squadra campana, finito al pronto soccorso per un trauma cranico. Il calciatore sarebbe stato preso a calci e pugni, negli spogliatoi, da Giancarlo Malcore, attaccante del Barletta. L’aggressione sarebbe stato l’epilogo di un acceso diverbio verbale. Tarasso ne avrà per qualche giorno. Malcore è stato esplulso e la sua posizione è al vaglio del giudice sportivo. Le indagini sono affidate alla Digos della questura di Andria 

Per cause ancora da accertare in pochi minuti le fiamme, partite da una stanza, hanno invaso tutto l’appartamento. Paura a Barletta per l’incendio divampato al quinto piano della palazzina di via Rizzitelli, al civico 19. Per cause ancora da accertare in pochi minuti le fiamme, partite da una stanza, hanno invaso tutto l’appartamento. Quattro persone sono rimaste intossicate, tra loro anche una donna di 81 anni. Due sono state trasferite in ospedale, due sono state soccorse sul posto dal personale del 118. Per domar l’incendio sono intervenuti tre mezzi dei vigili del fuoco.

Si tratta di due diverse indagini, condotte dalla guardia di finanza e coordinate dalla Procura di Trani, risalenti agli ultimi tre anni. Beni per un valore complessivo di 550mila euro sono stati confiscati a due imprese di Trani e Barletta, accusate di gestione illecita di rifiuti. Gli accertamenti investigativi relativi alla società di Barletta, attiva nel settore del recupero per il riciclaggio dei rifiuti solidi e biomasse, sono iniziati nel 2021 quando fu accertata la gestione di rifiuti da materiali inerti provenienti da demolizioni in quantità 22 volte superiori rispetto al limite stoccabile autorizzato e pari a mille tonnellate. Sarebbe stata realizzata una discarica abusiva estesa per 40mila metri quadrati e cinque volte più grande rispetto a quanto previsto dalle autorizzazioni in possessodell’impresa. La discarica sarebbe stata creata senza pavimentazione impermeabilizzata che ha provocato la caduta nel sottosuolo delle acque meteoriche di dilavamento dei rifiuti. Nell’aprile2023 il Tribunale di Trani ha disposto il sequestro dell’azienda e di 534mila euro riconducibili al guadagno illecitamente ottenuto tra il 2019 e il 2021. L’altra inchiesta ha riguardato una impresa di Trani attiva nella raccolta e lavorazione vetro e rottami di vetro. L’azienda ha gestito la raccolta e la frantumazione ma non il recupero di rottami vetrosi impuri, in quantità doppia rispetto al titolo autorizzativo di 6.650 tonnellate. Anche in questo caso, il Tribunale hadisposto il sequestro del compendio aziendale e di 1,26 milioni di euro, quale profitto illecito per il triennio 2022-2024.

Nell’urto contro il mezzo, avrebbe riportato profonde ferite craniche. Una donna di 49 anni è stata investita da un’auto ieri sera, 17 febbraio, a Barletta mentre attraversava, sulle strisce pedonali, via Regina Elena. Nell’urto contro il mezzo avrebbe sfondato il parabrezza riportando profonde ferite craniche. Soccorsa dal personale del 118, è stata trasportata all’ospedale Bonomo di Andria in gravi condizioni. Al momento è ricoverata in stato di coma. Il conducente dell’auto si sarebbe fermato. Indaga la Polizia locale.

Insieme ad un gruppo di giovani il sacerdote ha costituito un’associazione che parla di Dio in modo non convenzionale . Comunicare la fede in maniera diversa; non convenzionale, spiegarla ai più giovani o alle persone lontane. Annunciate dai tetti, dice don Mimmo Bruno che, insieme ad un gruppo di ragazzi, ha costituito un’associazione senza scopo di lucro e a Barletta ha una sede da dove trasmette, via radio, via web tv, sui social, e raggiunge fedeli in tutto il mondo. Intervistato: don Mimmo Bruno, Annunciate dai tetti Aps

Un consigliere di centrodestra l’avrebbe invitata in modo scurrile a smettere di ridere dopo “un sorriso venuto fuori spontaneo di fronte alle farneticanti ricostruzioni ascoltate in Aula”. Rosa Cascella, capogruppo del Partito democratico nel Consiglio comunale di Barletta, denuncia sui social di essere stata offesa nel corso dell’ultima riunione quando un consigliere della maggioranza di centrodestra l’ha invitata in modo scurrile a smettere di ridere dopo “un sorriso venuto fuori spontaneo – afferma Cascella – di fronte alle farneticanti ricostruzioni ascoltate in Aula”. Per questo parla di “bullismo politico” e sottolinea che “mai prima d’ora si era assistito a una gestione del dibattito pubblico come quella attuale. Gestacci fatti di nascosto, provocazioni, risatine, microfoni che improvvisamente smettono di funzionare mentre si parla. Emendamenti ignorati, risposte sgarbate –aggiunge -. Questa non è buona politica, è il frutto di una cultura ignorante e retrograda che sta investendo il Paese e che trova spazio anche nelle Istituzioni”. “E allora mi chiedo – prosegue -: a che serve parlare di quote rosa, di rispetto per le donne, di cambio di cultura, ogni volta che una donna diventa un caso di cronaca? Chi ricopre ruoli pubblici dovrebbe essere un modello. Oggi, troppo spesso, è un cattivo esempio. Per i colleghi, per i cittadini, per i figli che osservano e imparano”.

In corso accertamenti sulla natura del rogo. L’auto del giornalista Adriano Antonucci è stata distrutta da un incendio avvenuto ieri sera, 5 febbraio, a Barletta. Nessuno è rimasto ferito. L’utilitaria era parcheggiata vicino l’abitazione del giornalista. Sono in corso accertamenti da parte della polizia di Stato che dovrà verificare se il rogo abbia avuto una origine dolosa oppure se si sia trattato di un incendio di natura accidentale.

Fare memoria, l’imperativo categorico. Le storie dietro la Storia, quelle cioè che non trovano spazio nei libri. Storie rimaste silenziose, di donne, uomini, comunità, scoperte per caso. Come quelle di tanti soldati, raccontate nella caserma “Stella” di Barletta, sede dell’82° reggimento fanteria dell’Esercito italiano. La giornata della memoria è anche questo. Intervista a prof. Vincenzo Robles, Università di Foggia; prof. Luigi Dicuonzo, Archivio della Memoria e della Resistenza

Nel girone H di Serie D al giro di boa del campionato ci sono sei squadre in appena sei punti e occhio a un mercato che può ancora regalare tante sorprese. C’è chi viene.. e c’è chi va. Come al solito nel girone H di Serie D, durante il calciomercato, tutti cambiano pelle alla ricerca della ricetta perfetta per provare a fare il salto tra i professionisti. Senza dubbio il Barletta di mister Pizzulli è stata la formazione più attiva nel corso di questa sessione di calciomercato: il colpo Malcore dal Casarano, dopo un girone di andata non facile per Da Silva e dietro il muro Bizzotto dal Monopoli, che ha già preso la leadership della retroguardia biancorossa. Sulla fascia sinistra è arrivato dalla Serie C Giuliano Alma, classe ’93 che nel corso della passata stagione a suon di gol e assist ha contribuito alla promozione del Siracusa in Serie C. Il Fasano, dopo aver messo in rosa Falzerano, si assicura le prestazioni di Giancarlo Bianchini, ex Audace Cerignola. Per lui si tratta di un ritorno, infatti, il Fasano è stato il primo club italiano dopo l’Argentina. Ritmo e geometrie per mister Padalino che può contare su un centrocampo di categoria superiore e provare a ridurre il gap dalla Paganese. Il mediano classe 1997 ha già fatto il suo debutto in maglia biancazzurra in quello che è stato il ritorno alla vittoria per il club di Ghilardi dopo più di due mesi di digiuno. Tutte hanno cambiato pelle e ora nel girone H di Serie D al giro di boa del campionato ci sono sei squadre in appena sei punti e occhio a un mercato che può ancora regalare tante sorprese. di Massimiliano Lella foto: pagina Facebook SSD Barletta 1922

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