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aggressione

. Cosimo Pozzessere, farmacista di San Giorgio Ionico, in provincia di Taranto, è stato aggredito la sera di lunedi scorso, mentre chiudeva la saracinesca della storica attività in piazza del Popolo. Le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso tutta la scena. “Ho avuto paura di morire” confida il farmacista L’intervista al farmacista e le immagini dell’aggressione qui

Un passeggero è salito a bordo del pullman con il suo cane senza guinzaglio e museruola. L’operatore, un giovane di 32 anni, più volte, con garbo, gli ha chiesto di scendere. É tornato al volante del suo mezzo l’autista di Kyma Mobilità, sulla stessa linea 8, dove martedì mattina è stato aggredito. È successo in via Golfo di Taranto: un passeggero è salito a bordo del pullman con il suo cane senza guinzaglio e museruola. L’operatore, un giovane di 32 anni, più volte, con garbo, gli ha chiesto di scendere o di collaborare ma di fronte ha trovato un muro.  L’intervista di Annamaria Rosato all’autista aggredito la trovate qui 

. Il Tribunale di Lecce ha condannato a sei anni di reclusione per direttissima un 41enne origini pakistane per aver aggredito per strada un uomo di 86 anni. Lo aveva colpito con violenza facendolo cadere rovinosamente per terra solo perché si era rifiutato di dargli soldi. L’anziano era stato trasportato in ospedale e dimesso con una prognosi di 30 giorni. Qui il video dell’aggressione Il 41enne era stato arrestato lo scorso 29 gennaio dalla Polizia e portato in carcere. Il giudice Pietro Baffa ha disposto anche una multa di 1.500 euro e il risarcimento del danno in favore della vittima. Il pm aveva chiesto per l’imputato una pena di quattro anni. E’ ritenuto responsabile di tentata rapina e lesioni personali.

La gip ha convalidato l’arresto. L’uomo che ha precedenti penali, non avrebbe fornito spiegazioni sul movente che sarebbe da ricercare in una incomprensione avvenuta per strada. Il 37enne avrebbe detto di non sapere chi fosse la vittima. Resta in carcere il 37enne che due sere fa avrebbe aggredito il Console generale di Georgia Irakli Koiava mentre si trovava in corso Vittorio Emanuele a Bari. La gip ha convalidato l’arresto. L’uomo che ha precedenti penali, non avrebbe fornito spiegazioni sul movente che, secondo quanto si apprende, sarebbe da ricercare in una incomprensione avvenuta per strada. Il 37enne avrebbe detto di non sapere chi fosse la vittima. Ora è in carcere con le accuse di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale nei confronti degli agenti della polizia locale che lo hanno fermato.

L’episodio risale alla sera del 19 gennaio scorso e sarebbe avvenuto al termine di una discussione legata alla fine della relazione sentimentale. Un uomo di 26 anni è stato arrestato dai carabinieri nel Leccese con l’accusa di aver aggredito l’ex compagna, una giovane di 19 anni. L’arresto è avvenuto a Porto Cesareo in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Lecce su richiesta della Procura. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, l’episodio risale alla sera del 19 gennaio scorso e sarebbe avvenuto al termine di una discussione legata alla fine della relazione sentimentale. L’uomo avrebbe afferrato la ragazza al collo, stringendo con forza fino a farle perdere conoscenza per alcuni istanti. La giovane sarebbe poi caduta a terra, rimanendo sola fino al risveglio. Successivamente la vittima si è recata al pronto soccorso dell’ospedale di Copertino, dove i sanitari hanno riscontrato un quadro clinico ritenuto compatibile con quanto denunciato. Le indagini dei carabinieri hanno portato alla richiesta della misura cautelare, accolta dal giudice per le indagini preliminari. Il 26enne è stato condotto nel carcere di Lecce, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria. A tutela della giovane sono stati predisposti servizi di vigilanza nei luoghi da lei frequentati. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata in sede processuale.

È successo tra via Principe Amedeo e via Duca di Genova. Al culmine di un litigio tra un cittadino straniero ed un italiano, quest’ultimo sarebbe stato colpito alla testa con una bottiglia di vetro. Ancora una aggressione a Taranto. È successo tra via Principe Amedeo e via Duca di Genova. Al culmine di un litigio tra un cittadino straniero ed un italiano, quest’ultimo sarebbe stato colpito alla testa con una bottiglia di vetro. Sul posto sono intervenuti Polizia e personale sanitario del 118. L’aggressore è riuscito a scappare. La percezione di insicurezza cresce di giorno in giorno tra i residenti del Borgo. I commercianti hanno chiesto più controlli e un tavolo tecnico per la sicurezza con il prefetto per pianificare interventi concreti. Il sindaco Bitetti nei giorni scorsi ha scritto al ministro Piantedosi per sollecitare il potenziamento degli organici delle forze dell’ordine

Vittima un meccanico di 43 anni, è accaduto un via Lepanto . Lo hanno sorpreso in via Lepanto, a Copertino, e picchiato ripetutamente al volto e al torace utilizzando un bastone di legno, forse una mazza da baseball. Vittima un meccanico di 43 anni che ora è ricoverato in gravi condizioni nell’ospedale Vito Fazzi di Lecce.  Sono stati alcuni residenti a chiamare le forze dell’ordine e i soccorsi. Il personale del 118 ha trovato la vittima riversa sull’asfalto priva di sensi. Ora è in rianimazione. Sull’accaduto indagano i carabinieri che hanno acquisito le immagini degli impianti di videosorveglianza della zona. 

È successo a Collemeto, frazione di Galatina . Lite tra vicini finisce nel sangue a Collemeto, frazione di Galatina. Un uomo di 60 anni è rimasto ferito alla mano al termine di una violenta discussione avvenuta nella sua abitazione di via Ragusa, scoppiata per futili motivi. Secondo quanto ricostruito, la vicenda ha coinvolto il proprietario dell’immobile e un inquilino di nazionalità polacca di 45 anni, al quale era stata affittata una parte della casa. Il diverbio è rapidamente degenerato e l’inquilino avrebbe impugnato un coltello, colpendo il 60enne alla mano. L’uomo avrebbe poi riferito agli agenti di aver agito per difendersi. Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di pubblica sicurezza di Galatina e i sanitari del 118, che hanno trasportato il ferito in ospedale. Dopo le cure del caso, l’uomo è stato dimesso con una prognosi di dieci giorni. L’autore dell’accoltellamento è stato denunciato all’autorità giudiziaria.

Gli inquirenti hanno acquisito le immagini per individuare le responsabili. A Foggia una 13enne è stata aggredita da un gruppo di coetanee: mentre alcune picchiavano, altre filmavano. L’episodio risale a domenica sera, i familiari della ragazzina hanno sporto denuncia. Gli inquirenti hanno acquisito le immagini dei filmati, diffuse nel frattempo sui social, per individuare le responsabili. La famiglia della 13enne picchiata ha inviato una formale richiesta a tutte le testate giornalistiche locali e ai media affinché venga immediatamente inibita qualsiasi divulgazione del video

La donna rischia di perdere il bambino. È successo a Merine, frazione di Lizzanello. Una donna di 49 anni in stato interessante rischia di perdere il bambino a causa di un forte shock subito domenica scorsa a Merine, frazione di Lizzanello. Il suo cane, un bulldog, è stato aggredito e ucciso da un altro cane, un amstaff, che era libero e senza museruola. Il fatto è successo in via Renda, alle 9 di mattina. Il cane della donna è morto a causa delle ferite riportate. La donna ha assistito alla scena ed è stata colta da malore. È ora ricoverata in ostetricia al Fazzi di Lecce. Il proprietario dell’amstaff è stato denunciato a piede libero, mentre il cane è stato portato in canile a disposizione dell’autorità giudiziaria.

La condizione di fragilità della vittima e la giovane età dell’aggressore hanno scosso l’opinione pubblica. Spetterà alla Procura per i minori fare chiarezza sull’aggressione ai danni di un 33enne disabile avvenuta il primo gennaio a Trani, in via Umberto. Nelle scorse ore è stato rintracciato e denunciato il presunto autore: un ragazzo di appena 16 anni. È stato un video, postato sui social e diventato presto virale, a permettere alle forze dell’ordine di individuarlo in breve tempo.  Spintoni, calci e pugni che non si fermano neanche quando il 33enne finisce a terra. Dall’altra parte dello smartphone, a girare il video, c’era una coetanea dell’aggressore. A scatenare la furia probabilmente uno sguardo ritenuto molesto rivolto alla ragazza.  Circostanze che ora saranno chiarite e appurate dagli inquirenti. È tangibile però la brutalità immortalata nel video. Rientrato a casa non ha subito raccontato ai familiari cosa era accaduto, ma una volta compresa la realtà dei fatti i genitori si sono rivolti ai carabinieri.  Il 33 enne è descritto dalle operatrici del centro diurno che frequenta come un “ragazzo ligio al dovere ed educato”.  La condizione di fragilità della vittima e la giovane età dell’aggressore hanno scosso l’opinione pubblica. “Atto deplorevole, l’autore andrà perseguito in tutte le sedi”, ha detto il sindaco di Trani Amedeo Bottaro. “La vera questione è il modo in cui funziona il contesto sociale, sempre più violento”, spiega invece il presidente regionale dell’ordine degli psicologi, Giuseppe Vinci. Una questione da approfondire in ogni aspetto e che non può ridursi al tempo di un video su tik tok.

L’aggressione scatenata da uno sguardo rivolto dall’uomo alla fidanzatina del ragazzo. È stato identificato il ragazzo che ieri ha aggredito un uomo disabile a Trani, nei pressi della chiesa di San Michele. Si tratta di un 16enne del posto. Secondo quanto ricostruito il ragazzo si è scagliato contro un  33enne con disabilità psichica a causa di uno sguardo rivolto alla sua fidanzata. Un modo di fare innocuo da parte del 33enne per approcciarsi all’altro, dice chi lo conosce. L’uomo è stato preso a calci e pugni anche dopo essere caduto per terra. Il video girato e pubblicato sui social poi subito rimosso dopo la denuncia presentata ai carabinieri. Rimasto in rete quel poco che è bastato per farlo diventare virale. Dopo l’aggressione l’uomo è andato in pronto soccorso, ma  non si è fatto refertare. Avrebbe riportato tagli e contusioni sul volto guaribili in alcuni giorni. La vittima frequenta il centro Jobel in città, in passato ha anche lavorato presso la locanda del giullare che si occupa di lavoro e inclusione. Sempre presente nella parrocchia degli Angeli custodi e iscritto all’omonima confraternita. Al momento persone a lui vicine ci fanno sapere che non ha voglia di parlare, è a casa, così come la sua famiglia. Una brutta storia difficile da dimenticare. La posizione del 16enne, raggiunto dai carabinieri, è al vaglio della procura per i minorenni di Bari.

A scatenare la sua furia sarebbe stato uno sguardo di troppo nei confronti della sua ragazza. Calci, pugni, spintoni, insulti. Un’aggressione violenta ai danni di un 33enne disabile. È  successo venerdì pomeriggio a Trani, in via Umberto, nelle vicinanze della chiesa di San Michele. L’aggressore è un altro ragazzo, incappucciato, di 16 anni. Lo picchia, lo scaraventa a terra, lo sbatte contro il muro, infierisce contro di lui anche quando è a terra. A scatenare la sua furia sarebbe stato uno sguardo di troppo nei confronti della sua ragazza. Il video, forse girato proprio dalla fidanzata dell’aggressore, è stato pubblicato su tiktok Poi è stato rimosso, come tutto il profilo del responsabile. Ma era stato già ripreso da qualcuno, che lo ha diffuso. Il ragazzo aggredito si è recato al pronto soccorso per farsi refertare e poi ha denunciato quanto accaduto. Pare non sia la prima volta che finisce nel mirino di coetanei violenti.

Il figlio avrebbe da tempo minacciato i genitori per ottenere il denaro che sarebbe stato destinato all’acquisto di stupefacenti. Ha aggredito il padre ferendolo al collo al culmine di una lite per ottenere denaro. Per questo un 30enne di Taranto è stato arrestato dai carabinieri per estorsione, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. L’intervento dei militari è scattato dopo una richiesta di aiuto giunta alla centrale operativa. I militari sono arrivati nell’abitazione in cui il 30enne vive con suo padre, interrompendo l’aggressione e mettendo in sicurezza il padre, un uomo di 61 anni. Il figlio avrebbe da tempo minacciato i genitori, non mancavano anche violenze fisiche e pressioni psicologiche per ottenere il denaro che sarebbe stato destinato all’acquisto di stupefacenti. Il 61enne è stato soccorso dal personale sanitario e trasportato all’ospedale di Taranto dove è stato medicato. I carabinieri hanno attivato il Codice rosso.

La denuncia arriva dall’Associazione Incontra. Sono stati i volontari che di notte girano per le strade di Bari per aiutare i bisognosi a soccorrerlo e a portarlo al pronto soccorso. Un senza fissa dimora è stato aggredito da un gruppo di balordi la notte tra il 17 e il 18 dicembre a Bari, vicino la chiesa Russa, al quartiere Carrassi. La vittima ha 60 anni, è barese, stava dormendo sulla solita panchina, al freddo, sotto la coperta. È stato preso di mira da un gruppo di minorenni. La denuncia arriva dall’Associazione Incontra. Sono stati i volontari che di notte girano per le strade di Bari per aiutare i bisognosi a soccorrerlo e a portarlo al pronto soccorso. Ha riportato la frattura di alcune costole, trauma cranico facciale con ecchimosi, trauma toracico. Ne avrà almeno per un mese. “L’unità di strada ha il compito di proteggere chi indifeso e prevenire questi abusi” scrivono i responsabili di Incontra sulla loro pagina fb, “ma abbiamo bisogno dell’aiuto di tutta la cittadinanza segnalandoci la posizione di chi vive negli angoli isolati della città per consentirci di poter dare il nostro aiuto. Noi ora siamo con lui – concludono – ma lui ha paura di ritornare sulla stessa panchina e nello stesso quartiere”. 

Antonio Ciocia preannuncia una denuncia penale. La Asl di Bari ha aperto un’indagine interna sulla denuncia di un dipendente amministrativo del distretto socio-sanitario 3 di Bitonto. L’uomo, Antonio Ciocia, sarebbe stato aggredito nel parcheggio interno della struttura da un collega, un medico, che al culmine di una lite gli avrebbe sferrato un pugno in faccia, procurandogli una frattura alle ossa nasali e venti giorni di prognosi. Il medico, secondo quanto raccontato da Ciocia al Corriere del Mezzogiorno, da anni gli rivolgeva insulti e minacce. L’uomo preannuncia una denuncia penale.

I primi segnali di attrito si sono verificati già quando l’arbitro ha estratto il cartellino rosso per l’espulsione di un giocatore dell’Hellas Laterza. Non ha rasserenato gli animi certamente il risultato finale 3 a 0 per il Ginosa che giocava in casa. La partita, che si è disputata sabato pomeriggio, è del campionato allievi provinciale Under 16. Secondo una prima ricostruzione, al termine della gara mentre l’arbitro, Nicola di 15 anni, di Taranto, stava raggiungendo gli spogliatoi quando dal tunnel sarebbero sbucati 2-3 giocatori del Laterza, uno dei quali avrebbe tirato calci al ginocchio e all’anca e sferrato pugni in faccia al minorenne. Soccorso immediatamente dal personale medico ha riportato ferite guaribili in 20 giorni. l’Hellas Laterza che sospeso immediatamente il calciatore responsabile dell’aggressione e valuterà insieme agli organi di giustizia sportiva un provvedimento esemplare.

L’aggressore immortalato dal sistema di videosorveglianza, le registrazioni messe a disposizione delle Forze dell’Ordine per l’identificazione. Ancora un’aggressione ai danni di un operatore di Kyma Mobilità. Ieri sera alle 21.20 in via Margherita, a Taranto, un uomo ha tentato invano di salire sul pullman al di fuori di una regolare fermata di linea. Così per vendicarsi, ha raggiunto il conducente del bus al capolinea in via Orsini, al quartiere Tamburi, e gli ha dato un pugno al volto. La vittima è stato trasportato al pronto soccorso del SS. Annunziata. Ha riportato una contusione ad un occhio. L’azienda, intanto, rende noto che l’autore dell’aggressione è stato immortalato dalle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza a circuito chiuso installato su tutti i mezzi. Le registrazioni sono già state messe a disposizione delle Forze dell’Ordine per l’identificazione formale. Un attacco vile e premeditato, dichiarano i sindacati di categoria, che dal 9 novembre scorso hanno chiesto un incontro urgente al prefetto, senza mai ricevere risposta. Troppi gli episodi di aggressione e le segnalazioni di situazioni a rischio per il personale di Kyma Mobilità.

La 71enne è affetta da problemi psichici, chiesto l’intervento delle istituzioni. Una donna di 41 anni è stata aggredita e minacciata di morte dalla madre di 71enne, affetta da problemi psichici, che le si è scagliata contro con un seghetto. È accaduto in un comune del Brindisino. La donna è stata costretta a chiedere l’intervento dei carabinieri e degli operatori del 118. L’anziana è ora ricoverata in psichiatria ed è sotto osservazione. La figlia è tornata in Puglia per assistere la madre da quando è rimasta vedova, ma ora la situazione è diventata complicata. Per questo la 41enne ha chiesto l’intervento delle istituzioni per poter curare al meglio l’anziana.

L’uomo è stato individuato: si tratta di uno straniero irregolare. Rilasciato il nulla osta per l’espulsione dall’Italia. Avrebbe aggredito una donna senza motivo impugnando un coltello, sfogando la sua rabbia anche contro il suo cagnolino. È accaduto sulla Strada Provinciale San Vito. La segnalazione è partita da alcuni passanti che hanno visto quanto stava accadendo in quel momento. Giunte sul posto, le volanti della questura di Brindisi hanno appurato che l’uomo non solo aveva spintonato, strattonato e colpito la donna al volto con un pugno, ma aveva anche sfogato la sua rabbia sul suo cagnolino sferrandogli alcuni calci. Grazie alle immagini di videosorveglianza, il giovane è stato individuato. Al momento del controllo indossava gli stessi indumenti della sera dell’aggressione e aveva nascosto dentro un marsupio un coltello risultato identico a quello usato contro la donna. La signora ha riconosciuto l’uomo: si tratta di uno straniero irregolare: per lui è stato rilasciato il nulla osta per l’espulsione dall’Italia.

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