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aggressione

Il giovane, residente in provincia di Potenza, è stato colpito alla testa durante una violenta aggressione avvenuta all’alba. I carabinieri stanno ricostruendo la dinamica dei fatti. Un 17enne originario della provincia di Potenza è ricoverato in condizioni gravissime dopo essere stato vittima di una violenta aggressione avvenuta nelle prime ore del mattino all’esterno di una discoteca di Gallipoli. Secondo le prime informazioni raccolte dagli investigatori, il ragazzo sarebbe stato colpito ripetutamente con un tirapugni, riportando un serio trauma cranico e altre lesioni. L’episodio si sarebbe verificato al termine di una discussione iniziata all’interno del locale e degenerata successivamente all’esterno. L’allarme è scattato poco prima delle 5 del mattino, quando una pattuglia del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri è intervenuta sul posto trovando il giovane ferito insieme ad altri ragazzi. I sanitari del 118, supportati da un’automedica proveniente da Casarano, hanno prestato le prime cure sul luogo dell’aggressione prima di trasferire il ragazzo in codice rosso al Trauma Center dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove è stato ricoverato in prognosi riservata. I carabinieri hanno avviato gli accertamenti per chiarire l’esatta sequenza degli eventi, verificare il movente della violenza e identificare l’autore dell’aggressione.:::

Le accuse sono di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni a personale sanitario. Ancora un episodio di violenza negli ospedali pugliesi. L’ultimo caso si è verificato nel pronto soccorso del “San Pio” di Castellaneta, in provincia di Taranto. Nella notte tra mercoledì e giovedì, un 47enne originario di Laterza, avrebbe aggredito un’infermiera spintonandola e strattonandola. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, era stato accompagnato nella struttura ospedaliera in condizioni di forte agitazione psicofisica, provocata probabilmente dall’abuso di sostanze stupefacenti. Per placare lo stato di agitazione, i sanitari sono stati costretti a somministrargli un sedativo. Al termine degli accertamenti medici, l’uomo avrebbe reagito contro le forze dell’ordine, provando a fuggire. I carabinieri lo hanno raggiunto e arrestato con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni a personale sanitario.

Violenza a Torre Ovo, nel tarantino. E’ caccia ai minorenni che hanno pestato il figlio del sindaco di Torricella per aver chiesto il rispetto del silenzio. Alessandro Turco, figlio del sindaco di Torricella, Francesco, è stato aggredito e brutalmente picchiato nella notte tra domenica e lunedi da un gruppo di minorenni in questa piazza adiacente all’area mercatale. E’ successo a Torre Ovo, localita’ turistica tra Torricella e Maruggio. L’uomo, 40 anni, residente in Svizzera per lavoro, sarebbe sceso da casa e avrebbe chiesto ai ragazzini, a bordo di motorini, di interrompere gli schiamazzi notturni. Il gruppo ha reagito accerchiandolo. Lo hanno prima colpito alla testa con una bottiglia di vetro e poi, una volta caduto a terra, gli avrebbero dato calci fino a fargli perdere conoscenza. Sono stati i familiari i primi a soccorrerlo. Trasportato al pronto soccorso del Giannuzzi a Manduria, è in osservazione. Ha riportato un grave trauma cranico-facciale e la perdita di alcuni denti. I Carabinieri stanno visionando i filmati delle telecamere della zona e stanno incrociando le testimonianze raccolte sul posto. Potrebbero essere stati già individuati. Sconcerto e indignazione da parte delle istituzioni locali e da parte dei residenti che, soprattutto durante il periodo estivo, chiedono maggiori controlli.

L’uomo ha riportato un trauma cranico e la frattura di alcuni denti. Un 40enne è rimasto ferito in una violenta aggressione avvenuta nella notte a Torre Ovo, sul litorale tra Torricella e Maruggio, in provincia di Taranto. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe uscito dalla propria abitazione intorno all’una per chiedere a un gruppo di giovani di interrompere gli schiamazzi e il rumore provocato dai motocicli, che da tempo disturbavano il riposo dei residenti. I ragazzi, però, hanno reagito accerchiando l’uomo e colpendolo alla testa con una bottiglia. Una volta a terra, l’uomo avrebbe subito una serie di calci al volto, perdendo conoscenza. A prestare i primi soccorsi sono stati i familiari, che hanno allertato il 118. Il ferito è stato trasferito in codice rosso all’ospedale “Marianna Giannuzzi” di Manduria, dove si trova ricoverato in osservazione. I medici gli hanno riscontrato un trauma cranico e facciale e la frattura di alcuni denti. I carabinieri stanno raccogliendo testimonianze e analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per identificare i presunti responsabili e ricostruire con esattezza la dinamica dell’aggressione. 

Un un uomo, con precedenti, ha riportato lievi ferite. Aggressione per strada nel quartiere San Pio di Bari. É accaduto intorno alle 20 vicino ad una sala biliardo che si trova sotto i portici, in via della Gioia. Gli aggressori sono arrivati a bordo di due auto di grossa cilindrata, una volta scesi avrebbero preso di mira due uomini colpendoli con bottiglie e stecche da biliardo. Uno dei due è rimasto ferito. Per strada c’erano diverse persone e bambini che giocavano, seminando il panico. Sul posto sono intervenute le volanti e la squadra mobile della polizia. La vittima, con precedenti per reati contro le persone e il patrimonio, ha riportato lievi ferite.

I carabinieri hanno attivato il “Codice rosso”. Avrebbe aggredito l’ex compagna durante la festa di compleanno del figlio maggiorenne della coppia. Per questo un 44enne indiano, residente a Taranto, è stato arrestato dai carabinieri. L’intervento è scattato nella tarda serata di ieri, 7 luglio, dopo una richiesta di aiuto al 112. Secondo una prima ricostruzione, durante i festeggiamenti per il compleanno del figlio, l’uomo, inpresunto stato di alterazione dovuto all’abuso di alcol, avrebbe aggredito l’ex compagna al culmine di una discussione per futili motivi, colpendola più volte al volto con degli schiaffi. I militari hanno attivato il protocollo previsto dal “Codice Rosso”. L’uomo si trova nel carcere di Taranto.

Tre uomini con il volto coperto gli hanno teso un agguato, attendendolo davanti alla sua abitazione. Aggredito a colpi di spranghe davanti casa, Antonio Sicuro, 67 anni, attivista politico. È successo a Laterza, all’alba di lunedì 6 luglio. Tre uomini con il volto coperto gli hanno teso un agguato, attendendolo davanti la sua abitazione per poi aggredirlo, facendolo finire in ospedale, al pronto soccorso del San Pio di Castellaneta. Ha riportato contusioni al volto. Fortunatamente le condizioni non sono gravi. Sull’episodio indagano i carabinieri. Gli aggressori sono fuggiti a bordo di un’auto. Forza Italia Castellaneta esprime vicinanza “all’amico e sostenitore”, “nella speranza si possano conoscere quanto prima i responsabili di questa follia”, si legge in un post. Vicinanza anche dalla segretaria del Pd di Taranto, Anna Filippetti che condanna l’episodio con un messaggio sui social: “È un atto vile che non può trovare alcuna giustificazione. Un fatto gravissimo che scuote l’intera comunità”.

Momenti di tensione all’ospedale “Francesco Ferrari”. Un medico e un’infermiera in servizio nel reparto di otorinolaringoiatria dell’ospedale di Casarano sono stati aggrediti nel pomeriggio da un paziente che si era recato per effettuare una visita specialistica. Quando il medico gli ha fatto notare che la ricetta medica non prevedeva l’esenzione del ticket e che avrebbe dovuto pagare la visita, l’uomo è andato su tutte le furie, scagliandosi con tono minaccioso contro dottore e infermiera. L’uomo, che era accompagnato dalla moglie anche lei alterata dall’accaduto, quando ha visto che l’infermiera stava chiamando i carabinieri le ha strappato il cellulare di mano gettando per terra anche il telefono fisso. Poi si è impossessato di tutte le carte riconducibili alla sua identificazione ed è andato via Il medico e l’infermiera aggrediti hanno dovuto fare ricorso alle cure dei sanitari del pronto soccorso riferendo l’intenzione di sporgere denuncia.

. Un infermiere del 118 è stato preso a pugni dal padre di un ragazzino appena soccorso dopo un incidente stradale in moto. È accaduto a Bari la notte tra venerdì e sabato in viale Unità d’Italia.  Secondo quanto ricostruito, la moto con in sella due minorenni si sarebbe scontrata con un’auto. I ragazzini sono stati fatti salire in ambulanza per essere medicati e lì il padre, pare senza alcun motivo, ha aggredito l’infermiere sferrandogli un pugno. Per lui 15 giorni di prognosi.  Il direttore generale della Asl di Bari, Luigi Fruscio “condanna il gesto” definendolo “inqualificabile” perché si tratta di “una violenza del tutto immotivata, che non può essere tollerata in quanto compromette il regolare svolgimento di un pubblico servizio di emergenza”. La Asl garantirà la tutela legale all’infermiere. 

. Ancora un episodio di violenza ai danni del personale sanitario in Puglia. È accaduto sabato sera, al Policlinico di Bari. Un medico in servizio è stato aggredito fisicamente all’interno del reparto di neurologia. Sarebbe stato colpito con un pugno da un uomo che pretendeva un ricovero immediato per una familiare, senza dover passare dal pronto soccorso. Il medico ha riportato un trauma all’occhio sinistro con lesioni alla cornea e alla retina. L’aggressore è stato messo ai domiciliari nel corso della notte su disposizione del pm di turno. Si tratta di un incensurato, dovrà comparire domani mattina lunedì 25 davanti al gip per la convalida del fermo. Anche un medico donna presente in reparto è stata minacciata. L’episodio ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, chiamate a riportare la calma dopo l’arrivo di numerosi familiari e conoscenti all’interno dell’area ospedaliera. Il reparto è stato presidiato dalle forze dell’ordine fino al mattino.  Ferma condanna per l’episodio da parte della direzione dell’azienda ospedaliera. L’ennesimo caso riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza degli operatori sanitari. In Puglia, dopo una fase di relativa diminuzione degli episodi violenti, si registra infatti una nuova escalation di aggressioni verbali e fisiche nei confronti di medici, infermieri e personale ospedaliero.

. Ha riportato una frattura allo zigomo sinistro, varie escoriazioni e una prognosi di 30 giorni. La vittima è lo stesso autista del pullman che a Trani, due giorni fa, avrebbe sferrato un pugno ad un 15enne disabile. E’ stato lui stesso a relazionare dell’accaduto all’Amet, l’azienda di trasporto pubblico locale: tre persone lo hanno aggredito mentre lasciava il mezzo al parcheggio. L’uomo, che ha denunciato tutto alla polizia, ha riferito di non conoscere gli autori del gesto. Non si esclude che gli episodi, il pugno al minore e l’aggressione subita dal conducente del pullman, siano collegati.

. A Castrignano dei Greci la moglie del sindaco è stata aggredita da due cani di grossa taglia, un pitbull e un rottweiler. E’ accaduto martedì sera (19 maggio) vicino al campo sportivo, nella zona industriale del centro salentino.La donna era in compagnia del proprio cagnolino e stava aspettando il figlio impegnato negli allenamenti di calcio. All’improvviso, i due molossi – sfuggiti alla custodia da un’abitazione vicina – si sono diretti verso di lei. Nel disperato tentativo di sfuggire all’attacco e trovare riparo verso gli spalti, la donna è caduta ed è stata azzannata. Solo il tempestivo intervento di un allenatore e di un dirigente della scuola calcio ha evitato conseguenze peggiori. Richiamati dalle urla della donna, i due sono riusciti ad allontanare a fatica i due cani.La vittima è stata inizialmente trasportata all’ospedale di Scorrano e poi trasferita al “Vito Fazzi” di Lecce. Qui è stata sottoposta ad un intervento di chirurgia plastica per profonde lesioni all’avambraccio e al polso; le sue condizioni sono in miglioramento, sebbene resti sotto stretto monitoraggio medico. Ferito, ma non in pericolo di vita, anche il suo cagnolino. Sulla vicenda sono già scattati gli accertamenti d’ufficio da parte della Polizia Locale e del servizio veterinario dell’Asl, volti a ricostruire le responsabilità del proprietario dei due cani. Ancora profondamente scosso per l’accaduto il sindaco Roberto Casaluci: “Faremo formale denuncia alle forze dell’ordine” ha dichiarato il primo cittadino, “non invochiamo misure estreme contro gli animali, ma è evidente che serve una cautela e un’attenzione massima da parte di chi possiede cani di grossa taglia, che vanno custoditi con assoluto rigore. Al momento dell’aggressione, nella zona del campo c’erano anche tantissimi bambini che si stavano allenando: poteva essere una strage”.

La 13enne è stata dimessa dall’ospedale ed è tornata a casa . È tornata a casa la 13enne aggredita da due cani il 27 aprile scorso sul lungomare di Porto Cesareo. Fisicamente sta meglio, psicologicamente è ancora molto provata. Intanto continuano le indagini per ricostruire quanto accaduto. La Procura per Minorenni ha disposto il sequestro  dei telefoni delle due sorelle di 15 e 17 anni denunciate, oltre che quello della vittima e dell’amica che ha girato il video dell’aggressione. Alla prima denuncia, a cui è stato allegato il suddetto video, se n’è aggiunta un’altra con i messaggi inviati alla 13 subito dopo l’accaduto :“Ringrazia Dio che il cane ha lasciato la presa” scrivono e “Ringrazia Dio che mia sorella mi ha fermato, altrimenti da casa avrei preso alto”. Messaggi dai toni minatori che ora sono nelle mani degli investigatori. 

Secondo gli inquirenti potrebbe essersi trattato di un’aggressione punitiva, le due minorenni avrebbero aizzato contro la 13enne un rottweiler e un pastore del Caucaso. Sono stati sequestrati i cellulari delle due sorelle di 15 e 17 anni denunciate dopo l’aggressione subita da una 13enne. La ragazzina è stata azzannata da due cani sulla spiaggia di Porto Cesareo, dopo aver avuto un diverbio con le due sorelle. I carabinieri, su disposizione della Procura per i minori, stanno ricostruendo i dettagli dell’accaduto. Secondo gli inquirenti potrebbe essersi trattato di un’aggressione punitiva, le due sorelle avrebbero aizzato contro la ragazzina un rottweiler e un pastore del Caucaso. Fondamentale alle indagini il video girato e diffuso. Si vedono tutte le fasi dell’aggressione, si sentono insulti contro la vittima e anche risate.Le accuse sono di lesioni personali aggravate da futili motivi e dalla minorata difesa della vittima. La 13enne ha riportato gravi ferite ad una gamba. 

La vittima è tuttora ricoverata al Vito Fazzi nel reparto di chirurgia pediatrica con una prognosi di 20 giorni. Finisce all’attenzione della Procura di Lecce il caso della ragazzina 13enne azzannata da un rottweiler portato al guinzaglio da una 15enne del posto, lunedì sera, a Porto Cesareo. Alle denunce presentate è stato allegato anche un video girato da un testimone che ha assistito ai fatti, dove si vede il momento dell’aggressione. Dal video sembrerebbe scaturita da un comando impartito al cane che insegue la 13enne terrorizzata azzannandola ad una gamba. Si sentono anche le voci, forse i commenti delle due sorelle, insulti e frasi oltraggiose rivolte alla 13enne. l legale a cui la famiglia della vittima si è affidata, l’avvocato Rocco Rizzello , ha presentato due esposti denuncia: uno alla magistratura minorile contro la 15enne e la sorella 17enne che si trovava con lei al momento dei fatti; il secondo esposto è stato presentato alla Procura ordinaria nei confronti dei genitori delle due ragazze per omessa custodia dell’animale. Per il legale il cane sarebbe stato usato come un’ “arma impropria”, da qui la richiesta di far togliere la custodia alla proprietaria. Saranno le indagini a fare chiarezza. La 13enne è tuttora ricoverata al Vito Fazzi nel reparto di chirurgia pediatrica con una prognosi di 20 giorni.

Sull’accaduto indaga la polizia, che sta acquisendo i momenti delle telecamere di sorveglianza della zona. Picchiato da alcuni cittadini dopo aver urinato nei pressi di una pizzeria: è successo nella tarda serata di ieri a Foggia. La vittima è un ragazzo di 24 anni, ricoverato in prognosi riservata al Policlinico.Ad agire sarebbe stato un gruppo di almeno cinque persone, intervenute dopo che il ragazzo era stato redarguito da un cittadino. Dalle parole, gli aggressori sono passati ai fatti, colpendo ripetutamente il 24enne.Quest’ultimo ha tentato di fuggire, ma si è accasciato in piazza Siniscalco Ceci, accanto al Comune, dove è stato soccorso dal personale del 118, che lo ha trasportato al pronto soccorso.Il ragazzo ha riportato numerose ferite ed è ricoverato nel reparto di rianimazione.Sull’accaduto indaga la polizia, che sta acquisendo i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona.

Lo denuncia la Fp Cgil che ribadisce la necessità di garantire condizioni di sicurezza adeguate per gli operatori dei servizi sociali. A Matera una assistente sociale del Comune è stata aggredita da un utente negli uffici dei servizi territoriali. La donna ha riportato contusioni, non gravi, e ha dovuto sottoporsi ad accertamenti medici. A denunciarlo la Fp Cgil Matera, che in una nota esprime ferma condanna per il grave episodio e ribadisce “la necessità di garantire condizioni di sicurezza adeguate per tutti gli operatori dei servizi sociali, troppo spesso esposti a situazioni di rischio senza strumenti e tutele sufficienti. Determinante è stato il tempestivo intervento della Polizia Locale che ha consentito di riportare la situazione sotto controllo e avviare le verifiche del caso.

“Un gesto incomprensibile figlio solo del clima di intolleranza e violenza che ai respira nel mondo”. Così Don Michele Stragapede, il sacerdote di Terlizzi aggredito lo scorso fine settimana mentre era in bici. Sulla strada che porta a Ruvo di Puglia, ricorda. Era in bicicletta quando è stato affiancato da un auto dalla quale si è sporta una persona che gli ha sferrato un pugno. Don Michele Stragapede, parroco della chiesa di San Gioacchino, nel centro di Terlizzi, lo racconta spiegando che è stato un episodio senza un perché, un gesto che non ha motivazione, figlio dice forse solo del clima di intolleranza e violenza gratuita che si respira in questo momento nel mondo. Lui da sempre impegnato con il suo ministero a favore della pace e della fratellanza, anche con messaggi forti come il manifesto di Pasqua ancora in mostra sulla parete accanto alla chiesa, come quando lasciò vuota la culla di Gesù bambino durante il periodo di Natale con la volontà di interrogare le coscienze davanti ai conflitti che segnano il tempo presente. Un gesto che invitava a non voltarsi dall’altra parte. Così come ha fatto lui che ha denunciato l’accaduto anche se non ha riconosciuto il suo aggressore e non ha fatto in tempo a prendere il numero di targa dell’auto. Le indagini sono in corso, si procede contro ignoti. È don Michele continua a chiedersi il perché di questa violenza.

La vittima avrebbe riferito di conoscere l’identità dell’aggressore, un coetaneo di origini egiziane. Un ragazzo di 20 anni, di origini tunisine, è stato trasportato d’urgenza in ospedale nella notte con una ferita da taglio alla gola dopo essere stato aggredito a Trepuzzi, in provincia di Lecce. Secondo una prima ricostruzione, l’episodio sarebbe collegato a un acceso litigio avvenuto sabato sera nella piazzetta Santa Chiara a Lecce, luogo abitualmente frequentato da giovanissimi. Il diverbio, apparentemente circoscritto, avrebbe invece avuto strascichi violenti, fino a far ipotizzare una spedizione punitiva. Ilgiovane non sarebbe in pericolo di vita. La vittima avrebbe riferito di conoscere l’identità dell’aggressore, un coetaneo di origini egiziane. Sulla vicenda indaga la Polizia di Stato.

L’uomo è finito al pronto soccorso, le sue condizioni non sono gravi. Gli aggressori sono fuggiti poco prima dell’arrivo dei carabinieri . Brutale pestaggio la notte tra il 3 e il 4 aprile a Bari. Un 58enne è stato aggredito da un gruppo di ragazzi in via Mario Pagano, nel quartiere Libertà. sembra che fosse uscito da casa per andare a cercare il figlio, che non era ancora rientrato a casa. Nel tragitto avrebbe chiesto informazioni ad un gruppo di ragazzi che, per tutta risposta, lo avrebbero picchiato. L’uomo è finito al pronto soccorso, le sue condizioni non sono gravi. Gli aggressori sono fuggiti poco prima dell’arrivo dei carabinieri che indagano sulla vicenda

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