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A scatenare la sua furia sarebbe stato uno sguardo di troppo nei confronti della sua ragazza. Calci, pugni, spintoni, insulti. Un’aggressione violenta ai danni di un 33enne disabile. È  successo venerdì pomeriggio a Trani, in via Umberto, nelle vicinanze della chiesa di San Michele. L’aggressore è un altro ragazzo, incappucciato, di 16 anni. Lo picchia, lo scaraventa a terra, lo sbatte contro il muro, infierisce contro di lui anche quando è a terra. A scatenare la sua furia sarebbe stato uno sguardo di troppo nei confronti della sua ragazza. Il video, forse girato proprio dalla fidanzata dell’aggressore, è stato pubblicato su tiktok Poi è stato rimosso, come tutto il profilo del responsabile. Ma era stato già ripreso da qualcuno, che lo ha diffuso. Il ragazzo aggredito si è recato al pronto soccorso per farsi refertare e poi ha denunciato quanto accaduto. Pare non sia la prima volta che finisce nel mirino di coetanei violenti.

Il figlio avrebbe da tempo minacciato i genitori per ottenere il denaro che sarebbe stato destinato all’acquisto di stupefacenti. Ha aggredito il padre ferendolo al collo al culmine di una lite per ottenere denaro. Per questo un 30enne di Taranto è stato arrestato dai carabinieri per estorsione, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. L’intervento dei militari è scattato dopo una richiesta di aiuto giunta alla centrale operativa. I militari sono arrivati nell’abitazione in cui il 30enne vive con suo padre, interrompendo l’aggressione e mettendo in sicurezza il padre, un uomo di 61 anni. Il figlio avrebbe da tempo minacciato i genitori, non mancavano anche violenze fisiche e pressioni psicologiche per ottenere il denaro che sarebbe stato destinato all’acquisto di stupefacenti. Il 61enne è stato soccorso dal personale sanitario e trasportato all’ospedale di Taranto dove è stato medicato. I carabinieri hanno attivato il Codice rosso.

La denuncia arriva dall’Associazione Incontra. Sono stati i volontari che di notte girano per le strade di Bari per aiutare i bisognosi a soccorrerlo e a portarlo al pronto soccorso. Un senza fissa dimora è stato aggredito da un gruppo di balordi la notte tra il 17 e il 18 dicembre a Bari, vicino la chiesa Russa, al quartiere Carrassi. La vittima ha 60 anni, è barese, stava dormendo sulla solita panchina, al freddo, sotto la coperta. È stato preso di mira da un gruppo di minorenni. La denuncia arriva dall’Associazione Incontra. Sono stati i volontari che di notte girano per le strade di Bari per aiutare i bisognosi a soccorrerlo e a portarlo al pronto soccorso. Ha riportato la frattura di alcune costole, trauma cranico facciale con ecchimosi, trauma toracico. Ne avrà almeno per un mese. “L’unità di strada ha il compito di proteggere chi indifeso e prevenire questi abusi” scrivono i responsabili di Incontra sulla loro pagina fb, “ma abbiamo bisogno dell’aiuto di tutta la cittadinanza segnalandoci la posizione di chi vive negli angoli isolati della città per consentirci di poter dare il nostro aiuto. Noi ora siamo con lui – concludono – ma lui ha paura di ritornare sulla stessa panchina e nello stesso quartiere”. 

Antonio Ciocia preannuncia una denuncia penale. La Asl di Bari ha aperto un’indagine interna sulla denuncia di un dipendente amministrativo del distretto socio-sanitario 3 di Bitonto. L’uomo, Antonio Ciocia, sarebbe stato aggredito nel parcheggio interno della struttura da un collega, un medico, che al culmine di una lite gli avrebbe sferrato un pugno in faccia, procurandogli una frattura alle ossa nasali e venti giorni di prognosi. Il medico, secondo quanto raccontato da Ciocia al Corriere del Mezzogiorno, da anni gli rivolgeva insulti e minacce. L’uomo preannuncia una denuncia penale.

I primi segnali di attrito si sono verificati già quando l’arbitro ha estratto il cartellino rosso per l’espulsione di un giocatore dell’Hellas Laterza. Non ha rasserenato gli animi certamente il risultato finale 3 a 0 per il Ginosa che giocava in casa. La partita, che si è disputata sabato pomeriggio, è del campionato allievi provinciale Under 16. Secondo una prima ricostruzione, al termine della gara mentre l’arbitro, Nicola di 15 anni, di Taranto, stava raggiungendo gli spogliatoi quando dal tunnel sarebbero sbucati 2-3 giocatori del Laterza, uno dei quali avrebbe tirato calci al ginocchio e all’anca e sferrato pugni in faccia al minorenne. Soccorso immediatamente dal personale medico ha riportato ferite guaribili in 20 giorni. l’Hellas Laterza che sospeso immediatamente il calciatore responsabile dell’aggressione e valuterà insieme agli organi di giustizia sportiva un provvedimento esemplare.

L’aggressore immortalato dal sistema di videosorveglianza, le registrazioni messe a disposizione delle Forze dell’Ordine per l’identificazione. Ancora un’aggressione ai danni di un operatore di Kyma Mobilità. Ieri sera alle 21.20 in via Margherita, a Taranto, un uomo ha tentato invano di salire sul pullman al di fuori di una regolare fermata di linea. Così per vendicarsi, ha raggiunto il conducente del bus al capolinea in via Orsini, al quartiere Tamburi, e gli ha dato un pugno al volto. La vittima è stato trasportato al pronto soccorso del SS. Annunziata. Ha riportato una contusione ad un occhio. L’azienda, intanto, rende noto che l’autore dell’aggressione è stato immortalato dalle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza a circuito chiuso installato su tutti i mezzi. Le registrazioni sono già state messe a disposizione delle Forze dell’Ordine per l’identificazione formale. Un attacco vile e premeditato, dichiarano i sindacati di categoria, che dal 9 novembre scorso hanno chiesto un incontro urgente al prefetto, senza mai ricevere risposta. Troppi gli episodi di aggressione e le segnalazioni di situazioni a rischio per il personale di Kyma Mobilità.

La 71enne è affetta da problemi psichici, chiesto l’intervento delle istituzioni. Una donna di 41 anni è stata aggredita e minacciata di morte dalla madre di 71enne, affetta da problemi psichici, che le si è scagliata contro con un seghetto. È accaduto in un comune del Brindisino. La donna è stata costretta a chiedere l’intervento dei carabinieri e degli operatori del 118. L’anziana è ora ricoverata in psichiatria ed è sotto osservazione. La figlia è tornata in Puglia per assistere la madre da quando è rimasta vedova, ma ora la situazione è diventata complicata. Per questo la 41enne ha chiesto l’intervento delle istituzioni per poter curare al meglio l’anziana.

L’uomo è stato individuato: si tratta di uno straniero irregolare. Rilasciato il nulla osta per l’espulsione dall’Italia. Avrebbe aggredito una donna senza motivo impugnando un coltello, sfogando la sua rabbia anche contro il suo cagnolino. È accaduto sulla Strada Provinciale San Vito. La segnalazione è partita da alcuni passanti che hanno visto quanto stava accadendo in quel momento. Giunte sul posto, le volanti della questura di Brindisi hanno appurato che l’uomo non solo aveva spintonato, strattonato e colpito la donna al volto con un pugno, ma aveva anche sfogato la sua rabbia sul suo cagnolino sferrandogli alcuni calci. Grazie alle immagini di videosorveglianza, il giovane è stato individuato. Al momento del controllo indossava gli stessi indumenti della sera dell’aggressione e aveva nascosto dentro un marsupio un coltello risultato identico a quello usato contro la donna. La signora ha riconosciuto l’uomo: si tratta di uno straniero irregolare: per lui è stato rilasciato il nulla osta per l’espulsione dall’Italia.

Ivano De Luca ha riportato conseguenze fisiche e ha parlato di un duro colpo alla dignità del proprio ruolo. Grave episodio durante il concorso Pnrr in Puglia. Il dirigente scolastico e presidente del Comitato di vigilanza per le prove concorsuali in Puglia, Ivano De Luca, ha segnalato che una candidata, sorpresa a comunicare con un’altra partecipante, avrebbe reagito con violenza all’annullamento della prova. La donna avrebbe tentato di sottrarre i dispositivi in uso al dirigente, con l’intento di compromettere la procedura, rendendo necessario l’intervento di forze dell’ordine e sanitari. De Luca ha riportato conseguenze fisiche e ha parlato di un duro colpo alla dignità del proprio ruolo. Il Ministero dell’Istruzione giudica l’episodio gravissimo e l’Ufficio Scolastico Regionale sta ricostruendo la dinamica.

L’episodio a maggio. Si scagliarono contro un ragazzo per sottrargli una collanina d’oro Sono stati individuati i tre minorenni che a maggio, in pieno centro a Foggia, aggredirono un gruppo di giovani. Un 17enne e un 15enne foggiani sono stati trasferiti presso l’Istituto per minorenni di Bari, mentre un 14enne è stato collocato in comunità. Per loro le accuse sono in concorso con due maggiorenni dirapina aggravata e lesioni personali. Stando alla ricostruzione della polizia, i ragazzini hanno prima minacciato un gruppo di giovani, per poi scagliarsi contro uno di loro per sottrargli una collanina d’oro. La vittima ha riportato lesioni giudicate guaribili in 30 giorni.

L’episodio a maggio. Si scagliarono contro un ragazzo per sottrargli una collanina d’oro Sono stati individuati i tre minorenni che a maggio, in pieno centro a Foggia, aggredirono un gruppo di giovani. Un 17enne e un 15enne foggiani sono stati trasferiti presso l’Istituto per minorenni di Bari, mentre un 14enne è stato collocato in comunità. Per loro le accuse sono in concorso con due maggiorenni dirapina aggravata e lesioni personali. Stando alla ricostruzione della polizia, i ragazzini hanno prima minacciato un gruppo di giovani, per poi scagliarsi contro uno di loro per sottrargli una collanina d’oro. La vittima ha riportato lesioni giudicate guaribili in 30 giorni.

Sputi e botte ad un 22enne di Lequile Condannati con rito abbreviato due giovani per una violenta aggressione a sfondo omofobo avvenutanel centro di Lecce l’8 febbraio 2025. Il gup Tea Verderosa ha inflitto 4 anni e 2 mesi di reclusione a Jonathan Guido, 25 anni, e 4 anni e 4 mesi a Gioele De Marco, 20 anni, riconoscendoli colpevoli di lesioni personali aggravate da motivi abietti e discriminatori ai danni di un 22enne di Lequile. La sentenza prevede anche l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e il risarcimento dei danni in favore della vittima, assistita dall’avvocato Andrea Starace, con una provvisionale immediatamente esecutiva di 15mila euro.

Sputi e botte ad un 22enne di Lequile Condannati con rito abbreviato due giovani per una violenta aggressione a sfondo omofobo avvenutanel centro di Lecce l’8 febbraio 2025. Il gup Tea Verderosa ha inflitto 4 anni e 2 mesi di reclusione a Jonathan Guido, 25 anni, e 4 anni e 4 mesi a Gioele De Marco, 20 anni, riconoscendoli colpevoli di lesioni personali aggravate da motivi abietti e discriminatori ai danni di un 22enne di Lequile. La sentenza prevede anche l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e il risarcimento dei danni in favore della vittima, assistita dall’avvocato Andrea Starace, con una provvisionale immediatamente esecutiva di 15mila euro.

Due operatrici sono state aggredite da sconosciuti durante il turno di lavoro, colpevoli per aver fatto rispettare le regole Minacce, aggressioni ed intimidazioni agli ausiliari della sosta di Kyma mobilità da parte dei parcheggiatori abusivi. La denuncia è dei sindacati di categoria di Cgil e Uil di Taranto. Nei giorni scorsi due operatrici sono state aggredite da sconosciuti durante il turno di lavoro, colpevoli per aver fatto rispettare le regole. Da anni i sindacati chiedono la presenza delle forze dell’ordine nelle zone più critiche della città, ma la situazione è solo peggiorata. Pertanto è stato chiesto un nuovo incontro al Prefetto.

Danneggiate anche alcune attrezzature a bordo dell’ambulanza Ancora violenza nei confronti del personale sanitario. Una soccorritrice del 118, a Taranto, sarebbe stata aggredita da un giovane motociclista, pare in stato di ebbrezza, coinvolto in un incidente stradale. Durante il trasporto in ospedale, l’uomo avrebbe dato in escandescenze, colpendo la soccorritrice e danneggiando alcune attrezzature a bordo dell’ambulanza. La vittima è stata medicata al SS. Annunziata ed è stato necessario l’intervento degli altri operatori sanitari per calmare il giovane. Sono sempre più frequenti le violenze ai danni degli operatori sanitari. I sindacati hanno più volte denunciato chiedendo misure più efficaci per la sicurezza del personale in servizio.

Il pestaggio è avvenuto a poche settimane dalla violenta aggressione ad Andrea Tigre Spinto a terra e picchiato dal branco con calci, pugni e bastonate: è accaduto sabato notte in via Le Maestre a Foggia, nei pressi della sede del Municipio. La vittima del pestaggio è un ragazzo, aggredito da un gruppo di minorenni. Secondo alcuni testimoni il malcapitato continuava a ripetere: “Non ho fatto niente”. L’aggressione sarebbe stata interrotta grazie all’intervento di alcune ragazze che hanno allontanato il branco. L’aggressione avviene a pochi settimane da quella subita dal giovane calciatore Andrea Tigre, anche lui brutalmente aggredito da un gruppo in centro a Foggia. La città si era mobilitata con una fiaccolata per dire No alla violenza. Purtroppo l’appello è rimasto inascoltato.

Aggressione violenta tanto da dover portare il ragazzino in ospedale Da alcune settimane si indaga su una presunta violenza sessuale avvenuta a Mesagne, ai danni di una 13enne. La Procura per i minorenni di Lecce ha iscritto nel registro degli indagati due coetanei della ragazzina, un 12enne e un 15enne, in concorso tra loro. La notizia a Mesagne è di dominio pubblico, tutti sanno anche chi sono i protagonisti. E uno di loro, il più piccolo, domenica scorsa, intorno alle 20.30, è stato picchiato nella villa comunale da un gruppo di tre ragazzi ed una ragazza. Gli hanno dato schiaffi e un pugno in volto. Molto violenti, tanto da dover portare il ragazzino in ospedale. Le frasi che gli hanno rivolto lasciato intendere chiaramente che l’aggressione sia legata all’indagine sulla violenza. Non si sa se i quattro ragazzi siano in qualche modo collegati alla presunta vittima della violenza sessuale.

I carabinieri lo hanno arrestato in flagranza di reato nel Vulture-Melfese Avrebbe picchiato la moglie diverse volte, in un caso addirittura mentre la donna stava allattando il figlio neonato. Un 20enne è stato arrestato in flagranza di reato nel Vulture-Melfese dai Carabinieri. Sono state attivate le procedure del Codice Rosso. Il giovane è ai domiciliari, in un altro comune. Per lui anche il divieto di avvicinamento alla donna.

L’episodio sarebbe avvenuto in un affitta camere di Metaponto ad agosto scorso Servizio di Alessandro Boccia, montaggio di Vito D’Aloia

L’episodio la sera del 26 agosto La Polizia di Stato di Brindisi ha identificato e denunciato quattro cittadini egiziani, ritenuti coinvolti nella rissa avvenuta in Piazza Cairoli la sera del 26 agosto scorso. Si tratta di due giovani di 21anni, uno di 23 ed e uno di 27 anni. Quella sera numerosi cittadini avevano segnalato al 112 una violenta colluttazione tra stranieri, documentata anche da alcuni video diffusi sui social. All’arrivo delle pattuglie, i partecipanti si erano già dileguati, ma gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico hanno subito avviato i rilievi, ascoltando testimoni e analizzando le immagini degli impianti di videosorveglianza. Dalle registrazioni è stato possibile ricostruire la presenza di 7-8 persone coinvolte nello scontro, con colpi scambiati anche utilizzando bottiglie di vetro, e che hanno causato danni a beni privati. Le indagini hanno consentito di deferire i quattro soggetti per i reati di rissa e danneggiamento aggravato. Nei giorni scorsi, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, la Polizia ha eseguito perquisizioni personali e domiciliari, recuperando parte degli indumenti indossati durante la rissa.

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