
Bari, aggredisce ragazzo senegalese: condannato a 8 anni di reclusione
Alessio Blasi, 20 anni, si avventò sulla vittima provocandogli la rottura dell’arcata oculare e la perdita di un occhio Servizio di Guglielmina Logroscino
Alessio Blasi, 20 anni, si avventò sulla vittima provocandogli la rottura dell’arcata oculare e la perdita di un occhio Servizio di Guglielmina Logroscino
Il processo è stato aggiornato al 14 dicembre, quando saranno ascoltati i 18 imputati che hanno fatto richiesta Nella nuova udienza del processo ai militanti di Casapound, in corso questa mattina, davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Bari, sono state acquisite le testimonianze rese da due donne di origini etiope ed eritrea, che il 21 settembre 2018, rientravano dalla manifestazione “Bari non si Lega”, organizzata in concomitanza con la visita a Bari, dell’allora Ministro dell’Interno Salvini. “Ho visto uno dei due ragazzi che erano con me, circondato da alcuni uomini che lo stavano colpendo, mentre un altro uomo alto circa un metro e 90, molto robusto e vestito di scuro, brandiva una mazza, urlando in dialetto, andatevene feccia, qui comandiamo noi'”. Il processo è stato aggiornato al 14 dicembre, quando saranno ascoltati i 18 imputati per i reati – a vario titolo- di riorganizzazione del partito fascista e lesioni personali aggravate, che lo hanno chiesto.
Secondo quanto raccontato dalla donna alle forze dell’ordine, tutto sarebbe iniziato dopo la separazione dei due Ha perseguitato e condizionato la vita quotidiana della ex moglie con chiamate insistenti, messaggi,minacce, appostamenti e pedinamenti. Per questi comportamenti un 49enne di Taranto è stato condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione. Secondo quanto raccontato dalla donna alle forze dell’ordine, tutto sarebbe iniziato dopo la separazione dei due. La donna ha trovato la forza di denunciare dopo l’ennesima minaccia ricevuta all’esterno dell’uscio di casa
L’anziano di 72 anni, residente a Taurisano, all’ennesimo episodio di violenza nei suoi confronti non ce l’ha fatta e ha raccontato tutto ai poliziotti, intervenuti al termine della stessa lite Una situazione che andava avanti da tempo e che ha costretto il padre a denunciare il proprio figlio, affetto da problemi psichici e in cura in una struttura a Casarano. L’anziano di 72 anni, residente a Taurisano, all’ennesimo episodio di violenza nei suoi confronti non ce l’ha fatta e ha raccontato tutto ai poliziotti, intervenuti al termine della stessa lite. Secondo quanto raccontato dall’anziano, dopo il rifiuto del padre all’ennesima richiesta di danaro per comprare alcolici, il giovane, già in preda all’alcool, avrebbe prima sfogato la sua furia lanciando con forza il telecomando sul pavimento, poi lo avrebbe aggredito. Il 72enne è sfuggito alla prima aggressione, rifugiandosi dai vicini di casa. All’arrivo della Polizia il figlio ha provato a scappare, ma è stato fermato. E’ stato a questo punto che l’uomo ha provato a calmare il figlio ma è stato scaraventato per terra.
Solo il tempestivo intervento degli agenti della Polizia Municipale e dei Carabinieri ha evitato che la situazione potesse degenerare Anna Salamida, consigliera comunale di Pulsano con delega all’Ecologia, è stata aggredita da alcune persone che aveva rimproverato per aver gettato rifiuti per strada. La donna è intervenuta in difesa di un operatore ecologico oggetto di offese e insulti mentre era intento a ripulire un tratto di via Umberto ma, per tutta risposta, è stata aggredita fisicamente e verbalmente dal gruppo. Solo il tempestivo intervento degli agenti della Polizia Municipale e dei Carabinieri ha evitato che la situazione potesse degenerare.
Sul posto è intervenuta anche la Scientifica per i rilievi e la ricerca dell’eventuale bossolo Un 34enne di brindisi è stato ricoverato all’ospedale Perrino di Brindisi, nel pomeriggio del 24 agosto, dopo aver subito un’aggressione da un gruppo di quattro persone. Secondo quanto raccontato da alcuni testimoni agli agenti della Squadra Mobile della Polizia di Stato, sarebbe partito anche un colpo di pistola. Sul posto è intervenuta anche la Scientifica per i rilievi e la ricerca dell’eventuale bossolo.
Sembra che l’aggressione sia avvenuta davanti alla compagna e al figlioletto. Le ferite sono gravi, il 28enne è ricoverato a Taranto Brutale aggressione la notte tra il 22 e il 23 agosto nei confronti di un 28enne di Maruggio con precedenti penali. È avvenuto in contrada Marchitella, una località nelle campagne di Maruggio. L’uomo sarebbe stato circondato da una decina di uomini e picchiato selvaggiamente, anche con l’utilizzo di mazze. Sembra che tutto sia accaduto davanti agli occhi della compagna del figlioletto. Sono stati i familiari a chiamare i soccorsi, il 28enne è stato trasportato in codice rosso al Santissima Annunziata di Taranto. Le ferite riportate sono gravi ma lui è rimasto sempre cosciente e ha dichiarato di non conoscere i suoi aggressori. Sul caso indagano i carabinieri che seguono la pista di un regolamento di conti.
L’uomo la ferì con coltellate a braccio, fianco e addome e le lanciò dell’acido, che le procurò ustioni sul 25% del corpo. Il marito morì dopo essersi dato fuoco E’ ritornata a casa a Galatone, dalle sue due figlie, la donna di 32 anni sopravvissuta al tentato omicidio del marito Abdo Badraoui, titolare di una kebabberia. Ci sono voluti quasi tre mesi di ricovero per recuperare dalle ferite da coltello, al braccio al fianco e all’addome, e dalle abrasioni da acido che l’uomo le aveva inferto nel pomeriggio del 29 maggio scorso al termine di una lite. Nonostante le ferite riuscì a raggiungere l’abitazione della madre e ad allertare i Carabinieri. La 32enne, che aveva subito ustioni sul 25% del corpo, fu poi ricoverata nel reparto grandi ustionati del Perrino. Al momento dell’aggressione le figlie non erano in casa. Nei giorni immediatamente successivi il marito era andato all’ospedale per visitare la donna, ma era stato bloccato perché era fuori dagli orari di visita. A quel punto il 32enne è tornato in auto, ferma nel parcheggio del nosocomio, si è cosparso di liquido infiammabile e si è dato fuoco. Morì a causa delle ustioni alcuni giorni dopo
Una volante, che si trovava da quelle parti, ha immediatamente rintracciato l’uomo, che ha opposto resistenza E’ stata minacciata con oggetti contundenti e poi è stata derubata. Brutta avventura per una prostituta di origini nigeriane, mentre si trovava in una strada di campagna nei pressi del quartiere Salinella, a Taranto. L’uomo, della stessa nazionalità della donna, dopo aver rubato la borsa con all’interno circa mille euro è scappato. Immediata la segnalazione alla polizia. Una volante, che si trovava da quelle parti, ha immediatamente rintracciato l’uomo, che ha opposto resistenza. E’ stato bloccato ed arrestato. Il nigeriano ha precedenti penali sempre per reati di violenza. Sull’episodio sta indagando la Polizia
Un extracomunitario di 50 anni ha strappato le chiavi dal quadro del pullman mentre il mezzo viaggiava a una velocità di 80 chilometri orari Momenti di terrore, nella notte tra venerdì e sabato, per i 70 passeggeri del bus di linea Air Campania partito da Napoli e diretto a Foggia. All’altezza di Avellino un immigrato extracomunitario di 50 anni che sarebbe dovuto scendere alla fermata di Mercogliano, ha strappato le chiavi dal quadro del pullman mentre il mezzo viaggiava a una velocità di 80 chilometri orari. Solo la prontezza di riflessi dell’autista ha evitato il peggio. A motore e luci spente, il conducente del bus è riuscito comunque a raggiungere la stazione di servizio più vicina, mettendo in salvo i passeggeri. L’esagitato è stato preso in consegna dagli agenti della Polizia stradale giunti sul posto. Il bus ha poi ripreso il suo viaggio verso Foggia
Nel post a corredo della foto la donna rimarcando come il figlio abbia rischiato la vita, chiede aiuto affinché chiunque creda di riconoscerli Una donna di Gallipoli ha postato sulla sua pagina social un fotogramma estrapolato da una telecamera di video sorveglianza che ritrae due giovani, uno di spalle. I due insieme ad una terza persona avrebbero rapinato il figlio sedicenne della donna. L’episodio sarebbe avvenuto nella tarda serata di ieri a Gallipoli nei pressi di un locale del centrale Corso Roma. Secondo quanto scritto dalla donna nel post uno di loro di sarebbe tolto la cinghia dei pantaloni pronto ad usarla contro il figlio per impossessarsi dei soldi contenuti nel portafogli, circa 100 euro e scappare. I tre secondo quanto denunciato al commissariato di polizia sarebbero del Nord Italia. Probabilmente ragazzi arrivati in città in vacanza. Nel post a corredo della foto la donna rimarcando come il figlio abbia rischiato la vita, chiede aiuto affinché chiunque creda di riconoscerli ( li definisce escrementi umani) possa aiutare ad identificarli affinché vengano puniti .
Gli agenti erano andati sul posto dopo la denuncia di una donna intimidita da un uomo che le aveva chiesto del denaro Attorno a mezzogiorno una donna ha segnalato alla Polizia Locale di Brindisi di essere stata avvicinata da un cittadino extracomunitario che le chiedeva denaro e l’aveva minacciata di danneggiare la sua auto. Gli agenti sono intervenuti presso il parcheggio del centro commerciale Le Colonne e hanno individuato l’uomo a bordo di un autobus. Hanno cercato di identificarlo, ma l’uomo ha reagito in modo violento, rifiutandosi di scendere dal mezzo e insultando gli agenti.Dopo un breve inseguimento, l’uomo è stato fermato all’interno del centro commerciale con l’aiuto di altre pattuglie della Polizia Locale. Tuttavia, l’uomo è passato dai gesti verbali alle azioni violente, colpendo gli agenti con calci, pugni e morsi. Le violenze si sono svolte davanti a numerosi spettatori, creando panico tra le persone presenti, compresi alcuni minori.L’uomo è stato identificato come un cittadino nigeriano senza fissa dimora, 25enne in possesso di un Permesso di soggiorno. Il magistrato di turno ha emesso una denuncia a piede libero per resistenza, aggressione e oltraggio a pubblico ufficiale. È stata anche contestata un’infrazione stradale per l’esercizio non autorizzato dell’attività di parcheggiatore. Le indagini sono ancora in corso per valutare un possibile coinvolgimento dell’uomo in un reato di estorsione.Due agenti sono rimasti feriti e sono stati portati in ospedale per ricevere le cure necessarie.
L’episodio la notte scorsa al Policlinico ai danni di medico, infermiera e autista Aggrediti dai parenti di un uomo rimasto ferito in modo non grave in un incidente stradale perché, a loro dire, l’ambulanza viaggiava ad una velocità troppo bassa. Brutta avventura, la notte scorsa, davanti al pronto soccorso del Policlinico di Bari, per un equipaggio del 118 composto da medico, autista e soccorritrice. Alcune persone a bordo di un’auto avrebbero prima tallonato l’ambulanza durante il tragitto e poi, una volta arrivate all’ospedale, avrebbero inveito verbalmente e fisicamente contro gli operatori. Ad avere la peggio è stata l’infermiera, che ha riportato la lesione ad un timpano provocata da un pugno giudicata guaribile in sette giorni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno ascoltato diverse persone e stanno vagliando la posizione dei presunti autori dell’aggressione.
Ha riportato una frattura e diverse lesioni. Ignoti i motivi del gesto Un vigilante è stato aggredito davanti all’ingresso del parcheggio dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari dal papà di un piccolo paziente. Sul posto è intervenuta la polizia che ha bloccato l’uomo. Ignoti i motivi del gesto. L’uomo ha riportato una frattura al setto nasale e diverse lesioni per fortuna non gravi. “Desidero esprimere la mia vicinanza e sostegno a Emanuele, che ormai prossimo alla pensione, hadovuto subire questa violenta e ingiustificata aggressione. È inaccettabile che un luogo dedicato alla cura dei bambini sia trasformato in un contesto di violenza. Continueremo a fare tutto il necessario per mantenere un ambiente sicuro e rispettoso. La sicurezza di tutti gli operatori all’internodell’ospedale è fondamentale”, afferma il direttore generale dell’azienda ospedaliera, Giovanni Migliore.
Il giovane colpito alla testa da un oggetto contundente e trasportato d’urgenza al Policlinico di Bari, dove è stato operato Servizio di Francesco Petruzzelli
Il 17enne venne picchiato brutalmente con calci e pugni all’interno di un bar Il gip di Lecce Anna Paola Capano ha inflitto tre condanne al termine del processo in abbreviato per il pestaggio ai danni di un 17enne avvenuto all’interno di un bar a Galatone lo scorso 6 gennaio. Con l’accusa di tentato omicidio sono stati condanni a 8 anni Mattia Marzano, 31enne, e a 5 anni e 4 mesiAndrea Calamaio, di 48 anni, e Giacomo Migliaccio , 33enne. Tutti di Galatone. Il 17enne venne picchiato brutalmente con calci e pugni per uno sguardo di troppo ad una ragazza che si trovava in compagnia degli aggressori. In precedenza un quarto imputato, Giuseppe Mele di 53 anni, di Sannicola, è stato condannato invece con rito ordinario a 5 anni di reclusione, ma in questo caso i giudici hanno riqualificato il reato in lesioni personali aggravate e non tentato omicidio.
La vittima è stata denunciata per aver provato a coprire il suo aggressore Con l’accusa di tentato omicidio un 53enne pregiudicato brindisino è stato arrestato dalla polizia in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Brindisi. Secondo quanto ricostruito dalla squadra mobile l’uomo, al termine di una lite per futili motivi, avrebbe accoltellato un 57enne nei pressi di un bar al quartiere Paradiso di Brindisi, ferendolo gravemente con due fendenti al torace. Ascoltato dai poliziotti dopo essere stato portato in ospedale, il ferito ha fornito una ricostruzione vaga e ritenuta non attendibile nella quale sosteneva di avere avuto un diverbio con due stranieri che lo avrebbero accoltellato e di aver raggiunto l’ospedale Perrino con un’automobilista di passaggio che lo aveva soccorso. Dalle indagini è emersa però un’altra dinamica e che invece a ferire l’uomo sarebbe stato il pregiudicato 53enne. La vittima, invece, in ragione dell’ atteggiamento omertoso, è stata denunciata.
E’ accaduto ieri durante un consiglio di disciplina a carico del recluso Ancora tensioni al carcere di Foggia, dove un detenuto 40enne ha minacciato la direttirce della casa circondariale e poi ha tentato di strangolare il comandante della polizia penitenziaria. L’episodio è avvenuto ieri durante un consiglio di disciplina a cui il detenuto era stato sottoposto dopo aver violato il regolamento interno. Secondo la ricostruzione del sindacato Sappe, quando ha saputo che l’esito dell’incontro era a lui sfavorevole e che avrebbe ricevuto ulteriori sanzioni, il 40enne ha reagito con estrema violenza. “A seguito di questo ennesimo episodio di violenza – sottolineano i rappresentanti del Sappe – chiediamo che lo Stato si riappropri del carcere di Foggia. Non è più sostenibile una tale situazione di sovraffollamento che vede la struttura ospitare 650 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 350, ed una pianta organica assolutamente carente con 260 agenti in servizio”.
L’aggressore è stato accusato di omicidio volontario E’ morto alle 16.35 del 12 giugno, dopo un coma durato quasi 36 ore, Giuseppe Tucci, vigile del fuoco originario di Foggia, rimasto ferito da un buttafuori, nella notte tra sabato 10 e domenica 11, all’esterno di una discoteca. L’addetto alla sicurezza del locale, un 28enne di origine albanese, residente a Fano, è stato accusato di omicidio volontario. Secondo le prime ricostruzioni quella sera il vigile del fuoco 34enne si trovava nella discoteca di Miramare, ma ad un certo punto sarebbe stato allontanato per aver infastidito delle ragazze. Il buttafuori, a questo punto, lo avrebbe costretto a uscire e, per motivi ancora ignoti, un possibile diverbio potrebbe essere degenerato in aggressione. Il 28enne della sicurezza era già stato fermato poche ore dopo per aggressione aggravata da lesioni gravi.
A Fabio Giampalmo riconosciute le attenuanti del caso Il Tribunale di Bari ha condannato in primo grado a 21 anni di reclusione Fabio Giampalmo, ex pugile 21enne, accusato di aver ucciso a pugni il 40enne Paolo Caprio, nella notte tra il 4 e il 5 settembre 2021. Per lui l’accusa è di omicidio volontario. L’aggressione avvenne all’esterno di un bar di un’area di servizio tra Modugno e Bitonto, in provincia di Bari. Durante la scorsa udienza, tenutasi il 22 maggio, il pm IgnazioAbbadessa aveva chiesto una condanna a 30 anni di reclusione per omicidio volontario pluriaggravato dai futili motivi e dall’aver sfruttato la conoscenza delle tecniche dell’arte marziale.

Alessio Blasi, 20 anni, si avventò sulla vittima provocandogli la rottura dell’arcata oculare e la perdita di un occhio Servizio di Guglielmina Logroscino

Il processo è stato aggiornato al 14 dicembre, quando saranno ascoltati i 18 imputati che hanno fatto richiesta Nella nuova udienza del processo ai militanti

Secondo quanto raccontato dalla donna alle forze dell’ordine, tutto sarebbe iniziato dopo la separazione dei due Ha perseguitato e condizionato la vita quotidiana della ex

L’anziano di 72 anni, residente a Taurisano, all’ennesimo episodio di violenza nei suoi confronti non ce l’ha fatta e ha raccontato tutto ai poliziotti, intervenuti

Solo il tempestivo intervento degli agenti della Polizia Municipale e dei Carabinieri ha evitato che la situazione potesse degenerare Anna Salamida, consigliera comunale di Pulsano

Sul posto è intervenuta anche la Scientifica per i rilievi e la ricerca dell’eventuale bossolo Un 34enne di brindisi è stato ricoverato all’ospedale Perrino di Brindisi, nel pomeriggio

Sembra che l’aggressione sia avvenuta davanti alla compagna e al figlioletto. Le ferite sono gravi, il 28enne è ricoverato a Taranto Brutale aggressione la notte

L’uomo la ferì con coltellate a braccio, fianco e addome e le lanciò dell’acido, che le procurò ustioni sul 25% del corpo. Il marito morì

Una volante, che si trovava da quelle parti, ha immediatamente rintracciato l’uomo, che ha opposto resistenza E’ stata minacciata con oggetti contundenti e poi è

Un extracomunitario di 50 anni ha strappato le chiavi dal quadro del pullman mentre il mezzo viaggiava a una velocità di 80 chilometri orari Momenti

Nel post a corredo della foto la donna rimarcando come il figlio abbia rischiato la vita, chiede aiuto affinché chiunque creda di riconoscerli Una donna

Gli agenti erano andati sul posto dopo la denuncia di una donna intimidita da un uomo che le aveva chiesto del denaro Attorno a mezzogiorno

L’episodio la notte scorsa al Policlinico ai danni di medico, infermiera e autista Aggrediti dai parenti di un uomo rimasto ferito in modo non grave

Ha riportato una frattura e diverse lesioni. Ignoti i motivi del gesto Un vigilante è stato aggredito davanti all’ingresso del parcheggio dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII

Il giovane colpito alla testa da un oggetto contundente e trasportato d’urgenza al Policlinico di Bari, dove è stato operato Servizio di Francesco Petruzzelli

Il 17enne venne picchiato brutalmente con calci e pugni all’interno di un bar Il gip di Lecce Anna Paola Capano ha inflitto tre condanne al termine del processo in abbreviato per il pestaggio ai danni di un 17enne avvenuto all’interno di un bar a Galatone lo scorso 6 gennaio. Con l’accusa di tentato omicidio sono stati condanni a 8 anni Mattia Marzano, 31enne, e a 5 anni e 4 mesiAndrea Calamaio, di 48 anni, e Giacomo Migliaccio , 33enne. Tutti di Galatone. Il 17enne venne picchiato brutalmente con calci e pugni per uno sguardo di troppo ad una ragazza che si trovava in compagnia degli aggressori. In precedenza un quarto imputato, Giuseppe Mele di 53 anni, di Sannicola, è stato condannato invece con rito ordinario a 5 anni di reclusione, ma in questo caso i giudici hanno riqualificato il reato in lesioni personali aggravate e non tentato omicidio.

La vittima è stata denunciata per aver provato a coprire il suo aggressore Con l’accusa di tentato omicidio un 53enne pregiudicato brindisino è stato arrestato

E’ accaduto ieri durante un consiglio di disciplina a carico del recluso Ancora tensioni al carcere di Foggia, dove un detenuto 40enne ha minacciato la

L’aggressore è stato accusato di omicidio volontario E’ morto alle 16.35 del 12 giugno, dopo un coma durato quasi 36 ore, Giuseppe Tucci, vigile del

A Fabio Giampalmo riconosciute le attenuanti del caso Il Tribunale di Bari ha condannato in primo grado a 21 anni di reclusione Fabio Giampalmo, ex
