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L’episodio la notte scorsa al Policlinico ai danni di medico, infermiera e autista Aggrediti dai parenti di un uomo rimasto ferito in modo non grave in un incidente stradale perché, a loro dire, l’ambulanza viaggiava ad una velocità troppo bassa. Brutta avventura, la notte scorsa, davanti al pronto soccorso del Policlinico di Bari, per un equipaggio del 118 composto da medico, autista e soccorritrice. Alcune persone a bordo di un’auto avrebbero prima tallonato l’ambulanza durante il tragitto e poi, una volta arrivate all’ospedale, avrebbero inveito verbalmente e fisicamente contro gli operatori. Ad avere la peggio è stata l’infermiera, che ha riportato la lesione ad un timpano provocata da un pugno giudicata guaribile in sette giorni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno ascoltato diverse persone e stanno vagliando la posizione dei presunti autori dell’aggressione.

Ha riportato una frattura e diverse lesioni. Ignoti i motivi del gesto Un vigilante è stato aggredito davanti all’ingresso del parcheggio dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari dal papà di un piccolo paziente. Sul posto è intervenuta la polizia che ha bloccato l’uomo. Ignoti i motivi del gesto. L’uomo ha riportato una frattura al setto nasale e diverse lesioni per fortuna non gravi. “Desidero esprimere la mia vicinanza e sostegno a Emanuele, che ormai prossimo alla pensione, hadovuto subire questa violenta e ingiustificata aggressione. È inaccettabile che un luogo dedicato alla cura dei bambini sia trasformato in un contesto di violenza. Continueremo a fare tutto il necessario per mantenere un ambiente sicuro e rispettoso. La sicurezza di tutti gli operatori all’internodell’ospedale è fondamentale”, afferma il direttore generale dell’azienda ospedaliera, Giovanni Migliore.

Il giovane colpito alla testa da un oggetto contundente e trasportato d’urgenza al Policlinico di Bari, dove è stato operato Servizio di Francesco Petruzzelli

Il 17enne venne picchiato brutalmente con calci e pugni all’interno di un bar Il gip di Lecce Anna Paola Capano ha inflitto tre condanne al termine del processo in abbreviato per il pestaggio ai danni di un 17enne avvenuto all’interno di un bar a Galatone lo scorso 6 gennaio. Con l’accusa di tentato omicidio sono stati condanni a 8 anni Mattia Marzano, 31enne, e a 5 anni e 4 mesiAndrea Calamaio, di 48 anni, e Giacomo Migliaccio , 33enne. Tutti di Galatone. Il 17enne venne picchiato brutalmente con calci e pugni per uno sguardo di troppo ad una ragazza che si trovava in compagnia degli aggressori. In precedenza un quarto imputato, Giuseppe Mele di 53 anni, di Sannicola, è stato condannato invece con rito ordinario a 5 anni di reclusione, ma in questo caso i giudici hanno riqualificato il reato in lesioni personali aggravate e non tentato omicidio.

La vittima è stata denunciata per aver provato a coprire il suo aggressore Con l’accusa di tentato omicidio un 53enne pregiudicato brindisino è stato arrestato dalla polizia in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Brindisi. Secondo quanto ricostruito dalla squadra mobile l’uomo, al termine di una lite per futili motivi, avrebbe accoltellato un 57enne nei pressi di un bar al quartiere Paradiso di Brindisi, ferendolo gravemente con due fendenti al torace. Ascoltato dai poliziotti dopo essere stato portato in ospedale, il ferito ha fornito una ricostruzione vaga e ritenuta non attendibile nella quale sosteneva di avere avuto un diverbio con due stranieri che lo avrebbero accoltellato e di aver raggiunto l’ospedale Perrino con un’automobilista di passaggio che lo aveva soccorso. Dalle indagini è emersa però un’altra dinamica e che invece a ferire l’uomo sarebbe stato il pregiudicato 53enne. La vittima, invece, in ragione dell’ atteggiamento omertoso, è stata denunciata.

E’ accaduto ieri durante un consiglio di disciplina a carico del recluso Ancora tensioni al carcere di Foggia, dove un detenuto 40enne ha minacciato la direttirce della casa circondariale e poi ha tentato di strangolare il comandante della polizia penitenziaria. L’episodio è avvenuto ieri durante un consiglio di disciplina a cui il detenuto era stato sottoposto dopo aver violato il regolamento interno. Secondo la ricostruzione del sindacato Sappe, quando ha saputo che l’esito dell’incontro era a lui sfavorevole e che avrebbe ricevuto ulteriori sanzioni, il 40enne ha reagito con estrema violenza. “A seguito di questo ennesimo episodio di violenza – sottolineano i rappresentanti del Sappe – chiediamo che lo Stato si riappropri del carcere di Foggia. Non è più sostenibile una tale situazione di sovraffollamento che vede la struttura ospitare 650 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 350, ed una pianta organica assolutamente carente con 260 agenti in servizio”.

L’aggressore è stato accusato di omicidio volontario E’ morto alle 16.35 del 12 giugno, dopo un coma durato quasi 36 ore, Giuseppe Tucci, vigile del fuoco originario di Foggia, rimasto ferito da un buttafuori, nella notte tra sabato 10 e domenica 11, all’esterno di una discoteca. L’addetto alla sicurezza del locale, un 28enne di origine albanese, residente a Fano, è stato accusato di omicidio volontario. Secondo le prime ricostruzioni quella sera il vigile del fuoco 34enne si trovava nella discoteca di Miramare, ma ad un certo punto sarebbe stato allontanato per aver infastidito delle ragazze. Il buttafuori, a questo punto, lo avrebbe costretto a uscire e, per motivi ancora ignoti, un possibile diverbio potrebbe essere degenerato in aggressione. Il 28enne della sicurezza era già stato fermato poche ore dopo per aggressione aggravata da lesioni gravi.

A Fabio Giampalmo riconosciute le attenuanti del caso Il Tribunale di Bari ha condannato in primo grado a 21 anni di reclusione Fabio Giampalmo, ex pugile 21enne, accusato di aver ucciso a pugni il 40enne Paolo Caprio, nella notte tra il 4 e il 5 settembre 2021. Per lui l’accusa è di omicidio volontario. L’aggressione avvenne all’esterno di un bar di un’area di servizio tra Modugno e Bitonto, in provincia di Bari. Durante la scorsa udienza, tenutasi il 22 maggio, il pm IgnazioAbbadessa aveva chiesto una condanna a 30 anni di reclusione per omicidio volontario pluriaggravato dai futili motivi e dall’aver sfruttato la conoscenza delle tecniche dell’arte marziale.

Si tratta di due senza fissa dimora, sono accusati dell’aggressione A Potenza la notte scorsa due giovani di nazionalità tunisina, senza fissa dimora, sono stati fermati dai carabinieri. I due sono accusati di aver aggredito una coppia di fidanzati ventenni nel centro storico della città. La discussione era iniziata circa un’ora prima, poco distante, nei pressi di un kebab. Poi il nuovo incontro, altre parole pesanti nei confronti della ragazza e il diverbio sarebbe degenerato: uno dei due tunisini avrebbe estratto un coltello e colpito il ragazzo alla coscia. Trasportato al San Carlo, è stato dimesso con una prognosi di venti giorni. I due stranieri sono stati subito individuati dal nucleo radiomobile della Compagnia Carabinieri di Potenza. Dopo i controlli sanitari, sono stati trasportati nel carcere di Potenza dove si trovano a disposizione dell’autorità giudiziaria. 

Una baby gang ha preso di mira un giovane extracomunitario Ancora un’ aggressione a bordo di un bus dell’Amat di Taranto. Un giovane extracomunitario è stato picchiato da un baby gang sulla linea 16, che collega la zona balneare di Saturo al centro della città. I minorenni erano armati con tirapugni e coltelli. Hanno prima minacciato il giovane, intimandogli di scendere dal mezzo, e poi lo hanno colpito al volto e al torace. Immediato l’intervento dell’autista che ha premuto il tasto rosso, il pulsante d’emergenza di cui e’ dotato il bus, ma i soccorsi non sono arrivati.  L’episodio è stato poi segnalato alle forze dell’ordine che sono giunte sul posto insieme ad una ambulanza. A denunciare il caso i sindacati, che che hanno organizzato un sit-in mercoledì’ prossimo dalle 9 alle 12 davanti alla Prefettura.

La sua foto segnaletica e la targa della macchina, sulla quale è fuggito, sono state diramate a frontiere, stazioni e aeroporti Servizio di Stefania Congedo Riprese e montaggio di Francesco Afrune

La donna avrebbe continuato ad aggredirlo, mentre lui tentava di medicarsi le ferite A Matera una 45enne è stata arrestata dalla Polizia per aver ferito il convivente al volto con un coltello al termine di una lite familiare. Nel tentativo di schivare il colpo, la lama l’ha comunque raggiunto alla guancia e al mento. Altri fendenti sono stati schivati mentre la vittima cercava di tamponarsi la ferita. La donna è ora ai domiciliari. Gli agenti la hanno raggiunta a casa della coppia, dopo che l’uomo era arrivato al pronto soccorso dell’ospedale Madonna delle Grazie per farsi medicare una ferita di circa quindici centimetri sul lato destro del viso. All’arrivo dei poliziotti – secondo la ricostruzione della questura – la donna si è rifiutata di aprire la porta. Grazie all’intervento dei vigili del fuoco, sono comunque riusciti a entrare in casa dove hanno recuperato i coltelli da cucina probabilmente utilizzati dalla 45enne. Ulteriori elementi a carico della donna – aggiunge la Questura – emergerebbero da due video, acquisiti dagli investigatori, girati dall’uomo subito dopo la lite, nella quale la donna minaccerebbe di ferire gravemente il compagno. Oltre ai reati di lesioni personali aggravate dall’uso di un’arma, minacce gravi e aggravate, la donna è anche accusata di resistenza a pubblico ufficiale.

La vittima venne colpita da una raffica di pugni che lo sbilanciarono e lo fecero cadere, battendo la testa Il pm Ignazio Abbadessa ha chiesto 30 anni di reclusione per Fabio Giampalmo, ex pugile di 21 anni, che nella notte tra il 5 e il 6 settembre 2021, in un’area di servizio tra Modugno e Bitonto uccise il 40enne Paolo Caprio. La vittima venne colpita da una raffica di pugni che lo sbilanciarono e lo fecero cadere, battendo la testa. Nelle motivazioni consegnate dal Pm, quella sera Giampalmo agì “non come un uomo di strada ma come un fighter ben cosciente di ciò che stava facendo”. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti l’aggressione, avvenuta all’esterno di un bar di un’area di servizio tra Modugno e Bitonto, per affermare la propria posizione all’interno del suo gruppo criminale, di Bitonto, davanti ad altri concittadini.

I medici l’hanno estubata ma rimane sotto osservazione in Terapia Intensiva Migliorano le condizioni della donna di 43 anni che sabato sera è stata accoltellata dal marito ad Acquaviva delle Fonti. I medici del “Miulli” l’hanno estubata ma è ancora sotto osservazione nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale. La 43enne di origini albanesi era stata ferita dal marito al termine di una delle tanti liti che avevano caratterizzato il loro rapporto negli ultimi mesi. Nonostante le gravi ferite all’addome, la donna si era trascinata fuori dall’appartamento e aveva chiesto aiuto. All’aggressione aveva assistito la più grande dei due figli della coppia. Il marito 54enne è stato fermato subito dopo il fatto dai Carabinieri.

“Condanna caso violenza e pieno sostegno a dipendenti” “Si tratta purtroppo di episodi che interessano da molto tempo tutto il sistema di trasporto pubblico. Gli agenti addetti all’accompagnamento dei treni di Ferrotramviaria sono dotati di sistemi di video sorveglianza di tipo body cam per dissuadere eventuali aggressori e comunque consentirne la loro identificazione. Per tale motivo nessun episodio di violenza resterà impunito”. Lo afferma in una nota la società Ferrotranviaria riguardo all’aggressione subita ieri a Bari su uno dei treni della società da un addetto da parte di un viaggiatore senza biglietto. “Il pronto intervento della polizia ferroviaria”, precisa la nota, “ha consentito l’identificazione dell’aggressore. L’agente è stato accompagnato all’ospedale per le cure del caso”. “Ferrotramviaria Spa, augurando una pronta guarigione al suo agente, condanna fermamente questo grave episodio di violenza garantendo pieno sostegno e solidarietà al proprio personale”.

Momenti di tensione questa mattina al “Moscati”. La denuncia del sindacato Sappe  Sono stati dimessi con una prognosi di 7 giorni i due agenti di polizia penitenziaria aggrediti questa mattina all’ospedale Moscati di Taranto da un detenuto con problemi psichiatrici. Loriferisce il sindacato Sappe, spiegando che l’aggressore già nella giornata di giovedìscorso, dopo aver distrutto e poi appiccato il fuoco alla stanza in cui è detenuto, era stato ricoverato in ospedale. Alla vista degli agenti che lo stavano per prendere in consegna per riportarlo in carcere, il detenuto ha dato in escandescenza: a uno gli ha dato un morso sul polso, mentre all’altro gli ha sferrato un forte calcio, scaraventandolo per terra.

Il personale è spaventato per la frequenza con la quale si ripresentano questi episodi Un’altra rissa si è consumata ieri sera, nel piazzale Moro a Bari, nei pressi del punto di raccolta dei mezzi e dell’infopoint Amtab. Il personale è spaventato per la frequenza con la quale si ripresentano questi episodi. Immancabile il video girato da uno dei presenti che ha già fatto il giro dei social. “E’ diventato un problema insostenibile – ha spiegato il presidente dell’Amtab Sabino Persichella – si picchiano davanti ai nostri pullman, vicino al nostro box”. L’invito del numero uno dell’azienda barese è quello di incrementare i controlli.

Un pugno in volto ha causato l’esplosione del bulbo oculare Perse un occhio e riportò fratture alla colonna vertebrale come conseguenza di una aggressione avvenuta ad aprile dello scorso anno nel parco Rossani a Bari. Il pm ha chiesto, durante l’ultima udienza, sette anni di reclusione per un 20enne. La vittima dell’aggressione a sfondo razzista è un 24enne senegalese che, secondo l’impianto d’accusa, fosse stato solo colpevole di provenire da un paese diverso e di avere la pelle di un altro colore”. Secondo le ricostruzioni, quella sera la vittima stava uscendo dal parco Rossani con alcuni amici, l’aggressore stava entrando con la sua fidanzata. I due si sarebbero incrociati e sfiorati nei pressi della porta d’ingresso del parco: questo sarebbe bastato al 20enne per dare inizio prima all’aggressione verbale e in seguito a quella fisica, terminata con l’esplosione del bulbo oculare con un pugno in pieno volto.

L’aggressione sul bus della linea 19, conducente in ospedale Nuova aggressione ad un autista di autobus a Bari. E’ successo alle 8,00 di questa mattina a bordo di un mezzo della linea 19 dell’Amtab, su via Napoli. L’aggressore è salito sul bus, ha rotto il vetro di protezione del conducente con un bastone e ha colpito l’autista ad un ginocchio, fuggendo subito dopo. L’autista è stato subito trasportato al Policlinico con un trauma alla gamba e alcune ferite al volto provocate dalle schegge di vetro. Secondo una prima ricostruzione, il passeggero avrebbe voluto vendicarsi perché poco prima l’autista non lo aveva fatto salire a bordo in un punto in cui non è prevista la fermata dell’autobus. L’Amtab ha annunciato che presenterà una denuncia contro ignoti.

Il giovane era in stazione, in attesa di un treno regionale È stato identificato il giovane che ha raccontato di essere stato vittima di un’aggressione da parte di un gruppo di ragazze nella stazione ferroviaria di Trani, la sera dello scorso 2 maggio. Si tratta di uno studente di 19 anni, immortalato dalle telecamere di video sorveglianza esaminate dalla Polfer. Al vaglio la sua versione dei fatti, considerato che non è stata presentata denuncia. Secondo quanto ha riferito, quella sera, prima di salire su un treno regionale, per cause poco chiare alcune ragazze avrebbero inveito contro di lui. Solo salendo a bordo del convoglio sarebbe riuscito a sottrarsi al gruppo. Sulla banchina ferroviaria qualcuno avrebbe visto la scena ma non sarebbe intervenuto. Le forze dell’ordine sono a lavoro per identificare le eventuali responsabili. Il giovane ha comunque minimizzato l’accaduto.

Galatone, pestarono 17enne per uno sguardo a una ragazza: tre condanne

Il 17enne venne picchiato brutalmente con calci e pugni all’interno di un bar Il gip di Lecce Anna Paola Capano ha inflitto tre condanne al termine del processo in abbreviato per il pestaggio ai danni di un 17enne avvenuto all’interno di un bar a Galatone lo scorso 6 gennaio. Con l’accusa di tentato omicidio sono stati condanni a 8 anni Mattia Marzano, 31enne, e a 5 anni e 4 mesiAndrea Calamaio, di 48 anni, e Giacomo Migliaccio , 33enne. Tutti di Galatone. Il 17enne venne picchiato brutalmente con calci e pugni per uno sguardo di troppo ad una ragazza che si trovava in compagnia degli aggressori. In precedenza un quarto imputato, Giuseppe Mele di 53 anni, di Sannicola, è stato condannato invece con rito ordinario a 5 anni di reclusione, ma in questo caso i giudici hanno riqualificato il reato in lesioni personali aggravate e non tentato omicidio.

Bari, autista Amtab preso a bastonate

L’aggressione sul bus della linea 19, conducente in ospedale Nuova aggressione ad un autista di autobus a Bari. E’ successo alle 8,00 di questa mattina

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