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Si tratta di due senza fissa dimora, sono accusati dell’aggressione A Potenza la notte scorsa due giovani di nazionalità tunisina, senza fissa dimora, sono stati fermati dai carabinieri. I due sono accusati di aver aggredito una coppia di fidanzati ventenni nel centro storico della città. La discussione era iniziata circa un’ora prima, poco distante, nei pressi di un kebab. Poi il nuovo incontro, altre parole pesanti nei confronti della ragazza e il diverbio sarebbe degenerato: uno dei due tunisini avrebbe estratto un coltello e colpito il ragazzo alla coscia. Trasportato al San Carlo, è stato dimesso con una prognosi di venti giorni. I due stranieri sono stati subito individuati dal nucleo radiomobile della Compagnia Carabinieri di Potenza. Dopo i controlli sanitari, sono stati trasportati nel carcere di Potenza dove si trovano a disposizione dell’autorità giudiziaria. 

Una baby gang ha preso di mira un giovane extracomunitario Ancora un’ aggressione a bordo di un bus dell’Amat di Taranto. Un giovane extracomunitario è stato picchiato da un baby gang sulla linea 16, che collega la zona balneare di Saturo al centro della città. I minorenni erano armati con tirapugni e coltelli. Hanno prima minacciato il giovane, intimandogli di scendere dal mezzo, e poi lo hanno colpito al volto e al torace. Immediato l’intervento dell’autista che ha premuto il tasto rosso, il pulsante d’emergenza di cui e’ dotato il bus, ma i soccorsi non sono arrivati.  L’episodio è stato poi segnalato alle forze dell’ordine che sono giunte sul posto insieme ad una ambulanza. A denunciare il caso i sindacati, che che hanno organizzato un sit-in mercoledì’ prossimo dalle 9 alle 12 davanti alla Prefettura.

La sua foto segnaletica e la targa della macchina, sulla quale è fuggito, sono state diramate a frontiere, stazioni e aeroporti Servizio di Stefania Congedo Riprese e montaggio di Francesco Afrune

La donna avrebbe continuato ad aggredirlo, mentre lui tentava di medicarsi le ferite A Matera una 45enne è stata arrestata dalla Polizia per aver ferito il convivente al volto con un coltello al termine di una lite familiare. Nel tentativo di schivare il colpo, la lama l’ha comunque raggiunto alla guancia e al mento. Altri fendenti sono stati schivati mentre la vittima cercava di tamponarsi la ferita. La donna è ora ai domiciliari. Gli agenti la hanno raggiunta a casa della coppia, dopo che l’uomo era arrivato al pronto soccorso dell’ospedale Madonna delle Grazie per farsi medicare una ferita di circa quindici centimetri sul lato destro del viso. All’arrivo dei poliziotti – secondo la ricostruzione della questura – la donna si è rifiutata di aprire la porta. Grazie all’intervento dei vigili del fuoco, sono comunque riusciti a entrare in casa dove hanno recuperato i coltelli da cucina probabilmente utilizzati dalla 45enne. Ulteriori elementi a carico della donna – aggiunge la Questura – emergerebbero da due video, acquisiti dagli investigatori, girati dall’uomo subito dopo la lite, nella quale la donna minaccerebbe di ferire gravemente il compagno. Oltre ai reati di lesioni personali aggravate dall’uso di un’arma, minacce gravi e aggravate, la donna è anche accusata di resistenza a pubblico ufficiale.

La vittima venne colpita da una raffica di pugni che lo sbilanciarono e lo fecero cadere, battendo la testa Il pm Ignazio Abbadessa ha chiesto 30 anni di reclusione per Fabio Giampalmo, ex pugile di 21 anni, che nella notte tra il 5 e il 6 settembre 2021, in un’area di servizio tra Modugno e Bitonto uccise il 40enne Paolo Caprio. La vittima venne colpita da una raffica di pugni che lo sbilanciarono e lo fecero cadere, battendo la testa. Nelle motivazioni consegnate dal Pm, quella sera Giampalmo agì “non come un uomo di strada ma come un fighter ben cosciente di ciò che stava facendo”. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti l’aggressione, avvenuta all’esterno di un bar di un’area di servizio tra Modugno e Bitonto, per affermare la propria posizione all’interno del suo gruppo criminale, di Bitonto, davanti ad altri concittadini.

I medici l’hanno estubata ma rimane sotto osservazione in Terapia Intensiva Migliorano le condizioni della donna di 43 anni che sabato sera è stata accoltellata dal marito ad Acquaviva delle Fonti. I medici del “Miulli” l’hanno estubata ma è ancora sotto osservazione nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale. La 43enne di origini albanesi era stata ferita dal marito al termine di una delle tanti liti che avevano caratterizzato il loro rapporto negli ultimi mesi. Nonostante le gravi ferite all’addome, la donna si era trascinata fuori dall’appartamento e aveva chiesto aiuto. All’aggressione aveva assistito la più grande dei due figli della coppia. Il marito 54enne è stato fermato subito dopo il fatto dai Carabinieri.

“Condanna caso violenza e pieno sostegno a dipendenti” “Si tratta purtroppo di episodi che interessano da molto tempo tutto il sistema di trasporto pubblico. Gli agenti addetti all’accompagnamento dei treni di Ferrotramviaria sono dotati di sistemi di video sorveglianza di tipo body cam per dissuadere eventuali aggressori e comunque consentirne la loro identificazione. Per tale motivo nessun episodio di violenza resterà impunito”. Lo afferma in una nota la società Ferrotranviaria riguardo all’aggressione subita ieri a Bari su uno dei treni della società da un addetto da parte di un viaggiatore senza biglietto. “Il pronto intervento della polizia ferroviaria”, precisa la nota, “ha consentito l’identificazione dell’aggressore. L’agente è stato accompagnato all’ospedale per le cure del caso”. “Ferrotramviaria Spa, augurando una pronta guarigione al suo agente, condanna fermamente questo grave episodio di violenza garantendo pieno sostegno e solidarietà al proprio personale”.

Momenti di tensione questa mattina al “Moscati”. La denuncia del sindacato Sappe  Sono stati dimessi con una prognosi di 7 giorni i due agenti di polizia penitenziaria aggrediti questa mattina all’ospedale Moscati di Taranto da un detenuto con problemi psichiatrici. Loriferisce il sindacato Sappe, spiegando che l’aggressore già nella giornata di giovedìscorso, dopo aver distrutto e poi appiccato il fuoco alla stanza in cui è detenuto, era stato ricoverato in ospedale. Alla vista degli agenti che lo stavano per prendere in consegna per riportarlo in carcere, il detenuto ha dato in escandescenza: a uno gli ha dato un morso sul polso, mentre all’altro gli ha sferrato un forte calcio, scaraventandolo per terra.

Il personale è spaventato per la frequenza con la quale si ripresentano questi episodi Un’altra rissa si è consumata ieri sera, nel piazzale Moro a Bari, nei pressi del punto di raccolta dei mezzi e dell’infopoint Amtab. Il personale è spaventato per la frequenza con la quale si ripresentano questi episodi. Immancabile il video girato da uno dei presenti che ha già fatto il giro dei social. “E’ diventato un problema insostenibile – ha spiegato il presidente dell’Amtab Sabino Persichella – si picchiano davanti ai nostri pullman, vicino al nostro box”. L’invito del numero uno dell’azienda barese è quello di incrementare i controlli.

Un pugno in volto ha causato l’esplosione del bulbo oculare Perse un occhio e riportò fratture alla colonna vertebrale come conseguenza di una aggressione avvenuta ad aprile dello scorso anno nel parco Rossani a Bari. Il pm ha chiesto, durante l’ultima udienza, sette anni di reclusione per un 20enne. La vittima dell’aggressione a sfondo razzista è un 24enne senegalese che, secondo l’impianto d’accusa, fosse stato solo colpevole di provenire da un paese diverso e di avere la pelle di un altro colore”. Secondo le ricostruzioni, quella sera la vittima stava uscendo dal parco Rossani con alcuni amici, l’aggressore stava entrando con la sua fidanzata. I due si sarebbero incrociati e sfiorati nei pressi della porta d’ingresso del parco: questo sarebbe bastato al 20enne per dare inizio prima all’aggressione verbale e in seguito a quella fisica, terminata con l’esplosione del bulbo oculare con un pugno in pieno volto.

L’aggressione sul bus della linea 19, conducente in ospedale Nuova aggressione ad un autista di autobus a Bari. E’ successo alle 8,00 di questa mattina a bordo di un mezzo della linea 19 dell’Amtab, su via Napoli. L’aggressore è salito sul bus, ha rotto il vetro di protezione del conducente con un bastone e ha colpito l’autista ad un ginocchio, fuggendo subito dopo. L’autista è stato subito trasportato al Policlinico con un trauma alla gamba e alcune ferite al volto provocate dalle schegge di vetro. Secondo una prima ricostruzione, il passeggero avrebbe voluto vendicarsi perché poco prima l’autista non lo aveva fatto salire a bordo in un punto in cui non è prevista la fermata dell’autobus. L’Amtab ha annunciato che presenterà una denuncia contro ignoti.

Il giovane era in stazione, in attesa di un treno regionale È stato identificato il giovane che ha raccontato di essere stato vittima di un’aggressione da parte di un gruppo di ragazze nella stazione ferroviaria di Trani, la sera dello scorso 2 maggio. Si tratta di uno studente di 19 anni, immortalato dalle telecamere di video sorveglianza esaminate dalla Polfer. Al vaglio la sua versione dei fatti, considerato che non è stata presentata denuncia. Secondo quanto ha riferito, quella sera, prima di salire su un treno regionale, per cause poco chiare alcune ragazze avrebbero inveito contro di lui. Solo salendo a bordo del convoglio sarebbe riuscito a sottrarsi al gruppo. Sulla banchina ferroviaria qualcuno avrebbe visto la scena ma non sarebbe intervenuto. Le forze dell’ordine sono a lavoro per identificare le eventuali responsabili. Il giovane ha comunque minimizzato l’accaduto.

L’episodio a Crispiano, nel tarantino Un uomo di 44 anni è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di aver colpito ripetutamente il padre anziano con una sbarra in metallo. Il genitore, nonostante i colpi subiti, è riuscito ad allertare i militari. Il figlio, che pretendeva soldi dal padre, ha tentato la fuga a piedi per le strade del paese ma è stato raggiunto e bloccato. L’anziano è stato invece medicato dal 118.

Il 28enne è stato bloccato dagli agenti Passanti minacciati ed aggrediti con un bastone a Brindisi, attorno a mezzogiorno. In via Provinciale San Vito, un migrante ha dato in escandescenze ed ha iniziato ad urlare e ad inveire contro tutti. Secondo le prime testimonianze, tre persone sarebbero rimaste ferite, fortunatamente in maniera lieve. L’uomo – un 28enne – è stato bloccato dopo una lunga trattativa con un agente della Polizia municipale. Poi, l’intervento del 118 e degli agenti della Questura.

Un agente della polizia penitenziaria del carcere di Taranto, è stato ferito al volto da un detenuto napoletano di 50 anni, recidivo, che sta scontando l’ergastolo. Il grave episodio si è verificato al secondo piano, nel nuovo padiglione della casa circondariale. Il poliziotto ha riportato la frattura della mandibola. Trasportato all’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, ne avrà per 30 giorni. L’episodio, ricorda il sindacato Sappe – è avvenuto ad una settimana dalla morte di due detenuti, di cui uno suicida, dal sequestro di una dottoressa e di una psichiatra da parte di due detenuti armati di lametta da barba. Secondo la Uilpa, il Ministero della Giustizia deve costituirsi parte civile nei procedimenti penali a carico degli autori delle aggressioni.

Il fatto è avvenuto a pochi giorni di distanza da una aggressione ai danni di una psichiatra Ancora una aggressione nel carcere di Taranto. questa mattina un agente della polizia penitenziaria e’ stato ferito al volto da un detenuto napoletano, 50enne, ergastolano. Il grave episodio si e’ verificato al secondo piano, nel nuovo padiglione, della casa circondariale. Senza alcun motivo, denuncia il Sappe, sindacato autonomo della polizia penitenziaria, il recluso avrebbe colpito brutalmente al volto il poliziotto, il quale e’ riuscito a dare l’allarme attraverso la radio portatile. All’arrivo degli agenti, il collega era a terra con il sangue che usciva copiosamente dal viso. Il detenuto era gia’ noto alle forze dell’ordine per le numerose aggressioni in altri penitenziari italiani. Come mai, chiede il Sappe ai vertici del Dap, circolava liberamente nonostante sia un ergastolano? L’episodio e’ avvenuto ad una settimana dalla morte di due detenuti, di cui uno suicida, dal sequestro di una dottoressa e di una psichiatra da parte di due detenuti armati di lametta da barba.

Momenti concitati al Pronto soccorso dell’ospedale San Paolo Aggressione all’alba all’ospedale San Paolo a Bari. Un paziente psichiatrico, in attesa presso il Pronto soccorso, ha improvvisamente strattonato una guardia giurata in servizio nel nosocomio. E’ intervenuto il personale sanitario che ha soccorso il vigilante. Per l’uomo un referto medico di sette giorni di guarigione.

L’uomo e’ stato medicato dal personale del 118. Al vaglio della Polizia le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza Brutta avventura per un imprenditore di 47 anni di Foggia. Ieri sera l’uomo e’ stato aggredito, picchiato e derubato da tre giovani nel centro storico. Mentre uno faceva da palo altri due a bordo di uno scooterhanno minacciato l’imprenditore, colpendolo con calci e pugni e derubandolo dell’orologio. Poi sono fuggiti con lo zaino contenente portafogli con denaro, computer e altri effetti personali. L’uomo e’ statomedicato dal personale del 118. Al vaglio della polizia le immagini delle telecamere della zona.

La denuncia del sindacato di Polizia penitenziaria Osapp Nuovo episodio di tensione nel carcere di Lecce .Aggrediti un agente e un ispettore di Polizia Penitenziaria. A darne notizia O.S.A.P.P Puglia. Intorno alle 11.30 un detenuto del reparto R1 dopo essere stato accompagnato al reparto infermeria per essere sottoposto a terapia insulinica mentre rientrava in reparto all’improvviso si e scagliato con violenza nei confronti di un poliziotto penitenziario colpendolo con un pugno in pieno volto che ha provocato la rottura del setto nasale. L’uomo, di origine pugliese, poi ha innescato con l’ausilio di altri detenuti , soggetti alla detenzione dinamica, una manifestazione di protesta aggredendo con calci e pugni un ispettore di sorveglianza intervenuto nel frattempo, creando momenti di forte tensione e rischio per la sicurezza interna e per gli operatori di servizio. Agente e ispettore sono stati accompagnati al pronto soccorso del Vito Fazzi dove i sanitari hanno riscontrato prognosi dai 10 ai 15 giorni. Alla base dei fatti , secondo quanto denuncia O.S.A.P.P ci sarebbero comportamenti pretestuosi per creare disordini “finalizzati ad una strategia destabilizzante del sistema, da parte della criminalità organizzata”. “Il tempo delle attese e delle promesse è finito- viene rimarcato dai segretari Damato e Montesano. La politica, il Ministro Nordio , il capo del DAP Giovanni Russo , la direzione generale e il provveditorato Puglia devono attivarsi con immediatezza con iniziative decise e risolutive non più rinviabili “

Momenti di terrore a Lecce, nei pressi della stazione ferroviaria Minaccia una donna con un cavatappi, rea di non avergli dato dei soldi dopo aver parcheggiato l’auto, aggredisce una pattuglia della polizia locale, colpendo con un pugno un agente che cercava di bloccarlo. E’ accaduto in viale Oronzo Quarta nei pressi della stazione ferroviaria. Protagonista un giovane senegalese con precedenti e residente a Leverano per il quale è scattata una denuncia a piede libero per resistenza e violenza a pubblico ufficiale, detenzione di oggetti atti ad offendere e violazione del divieto di ingresso a Lecce. Lo stesso è stato sanzionato per detenzione di sostanza stupefacente per uso personale.

Bari, autista Amtab preso a bastonate

L’aggressione sul bus della linea 19, conducente in ospedale Nuova aggressione ad un autista di autobus a Bari. E’ successo alle 8,00 di questa mattina

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