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La graduatoria, quindi, ora dovrà essere rivista, con la conseguenza che i tempi per la realizzazione del parco della giustizia potrebbero allungarsi. Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato dall’Agenzia del Demanio e l’appello di Cobar in relazione alla gara per la realizzazione della cittadella della giustizia nel quartiere Carrassi di Bari. Confermata, quindi, la sentenza di primo grado del Tar Puglia che aveva disposto una nuova verifica dei criteri sull’attribuzione dei punteggi da parte della commissione. L’appalto, del valore di 368 milioni di euro, era stato aggiudicato al raggruppamento di imprese Cobar Sac. ma l’rti con capofila Manelli aveva presentato ricorso al Tar, lamentando un’errata attribuzione dei punteggi. La graduatoria, quindi, ora dovrà essere rivista, con la conseguenza che i tempi per la realizzazione del parco della giustizia potrebbero allungarsi.

Corsia in deviazione lungo la carreggiata nord, dove la circolazione è garantita sia verso Pescara che verso Bari con una corsia per senso di marcia. Poco prima delle 12:15 di questa mattina, sulla A14 Bologna-Taranto, sono stati riaperti i tratti compresi tra Vasto sud e Termoli in direzione Bari e tra Poggio Imperiale e Vasto sud in direzione Pescara. Dalla giornata di ieri, oltre 100 persone e 40 mezzi di Autostrade per l’Italia sono stati impegnati, anche nella notte, nelle attività di ripristino e messa in sicurezza della carreggiata Nord. Nel dettaglio sono stati realizzati lavori di consolidamento del rilevato autostradale e il rifacimento della pavimentazione. Congiuntamente sono state eseguite ispezioni approfondite per verificare tutti i dispositivi di sicurezza, quali soprattutto barriere laterali e spartitraffico. Nel contempo è proseguita l’attività di monitoraggio attraverso la sensoristica installata sulla rete e con l’impiego di mezzi speciali, come il by-bridge, che hanno consentito ai tecnici di verificare sul posto l’infrastruttura. La riapertura al traffico è stata possibile grazie all’installazione di una corsia in deviazione lungo la carreggiata nord, dove la circolazione è garantita sia verso Pescara che verso Bari con una corsia per senso di marcia.

L’allevatore dovrà rispondere dei danni ambientali e di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Carcasse di animali in putrefazione, rifiuti agricoli, liquami, deiezioni animali in un’area di 1800 metri quadri in una campagna di Martina Franca. È la discarica abusiva creata da un allevatore di bovini, scoperto e denunciato dai Carabinieri Forestali, che hanno proceduto al sequestro della zona interessata. Il titolare ha usato una discrepanza del terreno e ha effettuato ulteriori scavi per creare un fossato nel quale scaricarvi di tutto, modificando anche lo stato dei luoghi. Residui, liquami, deiezioni finivano nei terreni circostanti, attraversando perfino una strada provinciale, formando enormi laghi putrescenti e nauseabondi. I veterinari, intervenuti con i Forestali, hanno riscontrato diverse anomalie nei requisiti di identificazione e registrazione dei bovini, la cui movimentazione è stata bloccata. È stato scoperto infine l’impiego di un lavoratore in nero, straniero, con permesso di soggiorno scaduto, denunciato anche lui. L’allevatore dovrà rispondere dei danni ambientali e di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Reati per i quali rischia la reclusione da 1 a 5 anni.

Sul posto personale Usar-M, specializzato in verifiche sotto le macerie. Il grido di dolore di Angelica, la figlia dell’uomo disperso: “Mio padre merita di essere cercato senza sosta”. Proseguono le ricerche del 53enne di Bisceglie Domenico Racanati, disperso a seguito del crollo del Ponte Trigno. Le ricerche sono concentrate nel fiume Trigno: dopo giorni di attività senza esito, adesso si sta osservando la zona sottostante alla campata del ponte crollata giovedì scorso, con l’intervento del personale Usar-M, specializzato in verifiche sotto le macerie. Lungo il litorale opera il Gos (gruppo operativo speciale), che si occupa di rimozione detriti nei pressi della foce. Presenti anche il nucleo sommozzatori dei Vigili del Fuoco e le moto d’acqua del nucleo Mo.Crab, specializzato nel rischio acquatico. La Tas2 (topografia applicata al soccorso) lavora per la georeferenzazione dei tratti percorsi e ispezionati. “In questo momento sto vivendo un dolore enorme. Chiedo che le ricerche di mio padre non si fermino e che vengano intensificate il più possibile”. Lo afferma in un video pubblicato stamattina sui social, Angelica Racanati, la figlia di Domenico. “Chiedo alle istituzioni, alla procuratrice di Larino Elvira Antonelli, e a tutte le forze coinvolte, di fare tutto il possibile, di utilizzare ogni mezzo disponibile e di ampliare le ricerche anche nelle zone limitrofe. Mio padre merita di essere cercato senza sosta – conclude -. Non è solo una richiesta formale: è il grido di una figlia e di una famiglia che ha bisogno di risposte, che ha bisogno di sentire la presenza concreta dello Stato, che ha bisogno di sapere che non si sta tralasciando nulla. Vi prego, non fermatevi“.

Secondo i magistrati il meccanismo si sarebbe basato su una rete di soggetti operanti con ruoli diversi ma convergenti. Undici persone sono finite agli arresti domiciliari per favoreggiamento dell’ingresso illecito di cittadini extracomunitari nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Matera, condotta dalla Guardia di Finanza. Secondo i magistrati il meccanismo si sarebbe basato su una rete di soggetti operanti con ruoli diversi maconvergenti. Alcuni si sarebbero occupati di reperire cittadini stranieri interessati a entrare nel territorio nazionale; altri avrebbero raccolto i relativi nominativi e passaporti; altri ancora avrebbero curato la predisposizione delle pratiche e della documentazione da allegare alle istanze; altri, infine, avrebbero messo a disposizione imprese reali ma ignare, ovvero società compiacenti, inattive o costituite appositamente, da utilizzare come apparenti datori di lavoro.

In carcere l’amministratore di una società edile di Barletta, il complice indagato a piede libero. Crediti d’imposta fittizi usati per non pagare le tasse. È quanto avrebbe fatto l’amministratore di una società edile di Barletta, finito in carcere, assieme a un suo presunto complice, indagato a piedelibero. La frode ai danni dell’Erario sarebbe riuscita compensando i falsi crediti di imposta ottenuti col bonus ‘Renzi’, riservato ai dipendenti con reddito lordo non superiore a 28mila euro e pagato direttamente dal datore di lavoro che lo compensava poi in dichiarazione. Così, avrebbero ottenutorimborsi che poi sarebbero stati riciclati o autoriciclati in società riconducibili agli indagati. I militari hanno anche sottoposto a sequestro beni, mobili e immobili riconducibili ai due, per un valore complessivo di poco più di un milione di euro, pari al valore dei crediti di imposta ottenuti dai due indagati. Si tratta di un immobile, cinque auto e 32 conti correnti e partecipazioni societarie.

Sembrano confermate le riprese nella provincia materana, tra Craco e Pisticci, e anche in Puglia, tra Gravina in Puglia, Ginosa, Laterza e Altamura. Doccia fredda per Matera. Salta, almeno per ora, il ritorno di Mel Gibson nella città dei Sassi per le riprese di The Resurrection of the Christ, il sequel del film che nel 2004 aveva riportato Matera al centro del cinema internazionale. Una decisione che sorprende, anche perché Gibson era stato in città già a maggio dello scorso anno per un primo sopralluogo, ed era tornato anche a settembre. Due visite che avevano fatto pensare a un ritorno ormai definito. E invece la giornata di lavorazione prevista il 20 aprile nel Parco della Murgia Materana è stata annullata. Una scelta che, al momento, non ha ancora spiegazioni ufficiali. Ma il progetto non lascia il territorio. Sembrano infatti confermate le riprese nella provincia materana, tra Craco e Pisticci, e anche in Puglia, tra Gravina in Puglia, Ginosa, Laterza e Altamura. A frenare le letture più allarmistiche è anche la posizione della presidente di Lucana Film Commission, che invita alla prudenza: il lavoro sul film prosegue e Matera, in questa fase, non sarebbe affatto esclusa in via definitiva.Insomma, più che una rinuncia totale, potrebbe essere solo un cambio di programma. Ma dopo due sopralluoghi e mesi di attesa, per Matera resta comunque un’amara sorpresa.

Resta solo l’ipotesi sorvolo. Fino a pochi giorni fa sembrava tutto confermato. Adesso, invece, sul ritorno delle Frecce Tricolori a Bari c’è un giallo. Per mesi, infatti, Bari è comparsa nel calendario del programma P.A.N. 2026 come prima tappa del tour, in programma venerdì 8 maggio, con una dicitura precisa: “esibizione”. Una notizia accolta con entusiasmo in città. Anche perché dal 2022 le Frecce Tricolori non si esibiscono più a Bari: nel 2023 e nel 2024 c’è stato solo un sorvolo, l’anno scorso neanche quello. Ma adesso qualcosa non torna, perché sulla pagina facebook ufficiale dell’Aeronautica Militare è comparso il nuovo calendario della stagione acrobatica 2026 e lì Bari non c’è. Anzi, il post parla chiaramente di partenza il 17 maggio da Varazze, in Liguria. Una formulazione che di fatto esclude la tappa dell’8 maggio nel capoluogo pugliese. C’è poi un altro elemento che fa pensare che il programma sia cambiato. Per i giorni 7 e 8 maggio, infatti, su Bari è prevista una no fly zone tra le 16.45 e le 17.45. Segno che qualcosa nei cieli ci sarà comunque, ma con ogni probabilità si tratterà ancora una volta di un semplice sorvolo, e non dell’esibizione annunciata nei mesi scorsi. Al momento resta un cortocircuito: sul sito Bari c’è ancora, sui social dell’Aeronautica no. La sensazione è che Bari, anche stavolta, debba ridimensionare le aspettative. Il servizio

I residenti della popolosa frazione agricola di Foggia sono esasperati . Il primo aprile un onda di fango alta un metro ha travolto Borgo Incoronata, popolosa frazione agricola di Foggia. Dopo otto giorni  si cerca ancora di liberare case e box dal fango, portato dall’esondazione del vicino torrente Cervaro. Ci sono 72 famiglie in difficoltà. Non possono più cucinare e riscaldarsi, i pavimenti scricchiolano, la gente ha perso vestiti e mobili. Non possono dormire in casa Qui le loro testimonianze 

Gli interrogatori preventivi sono previsti per domani 9 aprile davanti al gip Maria Francesca Mariano. La Procura di Lecce ha chiesto due arresti in un’inchiesta con nove indagati per la bancarotta fraudolenta della G.r.s, società con sede a Carmiano che gestiva le residenze socio-sanitarie per anziani di Miggiano e San Donaci, dichiarata fallita dal Tribunale di Lecce a maggio 2021. Il pm Alessandro Prontera ha avanzato richiesta di arresti domiciliari per l’imprenditore brindisino Michele Schettino, 50 anni, amministratore di fatto della Grs e per Giovanni Vurro, 49enne di Adelfia nonché divieto di esercitare attività d’impresa e ricoprire incarichi direttivi per Luigi Lucca, 65enne di Mola di Bari e Francesco De Marco, 54anni residente a Bologna. Le accuse a vario titolo sono di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. Gli interrogatori preventivi sono previsti per domani 9 aprile davanti al gip Maria Francesca Mariano.

Il programma dei treni Alta Velocità, Intercity e del Regionale di Trenitalia potrà comunque subire ritardi, modifiche o cancellazioni. Da venerdì 10 aprile, alle ore 6 di mattina, sarà progressivamente riattivata la circolazione ferroviaria sulla linea Adriatica, lungo la tratta Pescara-Foggia, con una riduzione cautelativa della velocità. Nel corso della giornata e fino al completo ripristino della capacità dell’ infrastruttura, il programma dei treni Alta Velocità, Intercity e del Regionale di Trenitalia potrà subire ritardi, modifiche o cancellazioni. Per far fronteall’interruzione, Trenitalia ha potenziato i servizi di assistenza e informazione nelle stazioni e ha previsto ilrimborso integrale del biglietto in caso di rinuncia al viaggio. In considerazione delle possibili ripercussioni sul servizio, Fs invita i viaggiatori a consultare i canali di infomobilità di RFI e Trenitalia.

E’ quanto emerso dal tavolo operativo convocato al Mit dal ministro Matteo Salvini sulle problematiche causate dal maltempo sul versante Adriatico, in particolare in Molise, Abruzzo e Puglia. Potrebbe riaprire già nei prossimi giorni l’autostrada A14 chiusa in entrambe le direzioni tra Vasto Sud e Poggio Imperiale. E’ quanto emerso dal tavolo operativo convocato al Mit dal ministro Matteo Salvini sulle problematiche causate dal maltempo sul versante Adriatico, in particolare in Molise, Abruzzo e Puglia. Dall’incontro è emerso un cauto ottimismo. Non appena il monitoraggio della frana lo consentirà, potrebbe essere riaperta anche della SS16 dal km 531+800 al km 535+800 e della SS709 dal km 0 al km 6. Il ministro ha inoltre dato il via libera all’avvio dei lavori di FS sulla linea ferroviaria adriatica. L’intervento inizierà oggi (8 aprile) e consentirà la riattivazione della circolazione già venerdì. Il ministro Salvini domani effettuerà un sopralluogo sul luogo della frana.

I gestori degli stabilimenti devono sempre consentire il libero transito e l’ingresso ai lidi per chi vuol accedere al mare, con particolare attenzione ai disabili. In Puglia la stagione balneare 2026 si aprirà sabato 23 maggio e si chiuderà domenica 13 settembre, con apertura dei lidi almeno dalle 9 alle 19. Lo stabilisce l’ordinanza che l’assessore regionale Raffaele Piemontese ha condiviso oggi con tutte le parti interessate, pubbliche e private.Sin dal primo maggio e fino al 30 settembre Arpa Puglia garantisce il monitoraggio delle acque di balneazione, in aggiunta alle normali attività svolte dall’Agenzia.Si rafforza il concetto di accessibilità al mare. I gestori degli stabilimenti devono sempre consentire il libero transito e l’ingresso ai lidi per chi vuol accedere al mare, con particolare attenzione ai disabili, per i quali devono essere predisposti idonei percorsi fino alla battigia e appositi ausili speciali.I gestori dei lidi non possono vietare ai clienti l’introduzione di cibo e bevande dall’esterno, ma è imprescindibile il rispetto del divieto dell’uso della plastica monouso sulle spiagge, quindi consentito solo l’uso di piatti, bicchieri, posate, cannucce, in materiale biodegradabile e compostabile se monouso.I concessionari, e anche i Comuni per le spiagge libere, devono garantire l’estetica, il decoro, l’igiene e la perfetta manutenzione delle aree in concessione, provvedendo alla pulizia e manutenzione delle spiagge ed effettuando la raccolta differenziata.

Sono 37 i treni Alta Velocità e Intercity coinvolti direttamente dallo stop della circolazione ferroviaria tra Termoli e Montenero di Bisaccia. I sindaci dirigono il traffico per fornire informazioni a auto e tir in cerca di percorsi alternativi. Eccoli i binari deformati della linea adriatica, tra Montenero di Bisaccia e Termoli: sono una delle conseguenze della frana di Petacciato e il motivo per cui al momento ci sono 37 i treni di Trenitalia Alta velocità ed Intercity coinvolti direttamente dallo stop alla circolazione ferroviaria tra Termoli e Montenero di Bisaccia. Le corse dei treni provenienti da nord e diretti al sud terminano ad Ancona o Pescara e da qui partono quelli diretti al nord.  Alcuni sono instradati sul percorso alternativo da Foggia a Bologna via Caserta e Roma. Molta la gente in attesa all’interno e all’esterno della stazione di Bari. Solo per i treni in partenza da Bari centrale ci sono quattro cancellazioni tra le 13:30 e le 17:10 di oggi: l’Intercity 614 per Milano centrale delle 13.55, il treno Av 8801 delle 14.35 per Lecce, l’Intercity 603 per Lecce delle 15.09 e il treno Av 8830 per Milano centrale delle 16.30. Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha chiesto al ministro dei Trasporti “il massimo impegno affinché faccia in modo che, per tutta la durata dell’emergenza, sulla tratta Bari-Napoli non vengano disposte ulteriori interruzioni della linea, proprio per evitare il completo isolamento della Puglia”.  Non va meglio per chi deve viaggiare in auto. Con la statale 16 bloccata dal crollo del ponte e l’A14 interrotta dalla frana, attraversare il Molise da nord a sud è diventata un’arte. Occorre trovare percorsi alternativi ma l’impresa non è facile. I navigatori sono in tilt e i paesi sono ingolfati dal traffico e file chilometriche. I sindaci hanno dovuto rimboccarsi le maniche per dirigere il traffico in particolare a Guglionesi, Palata, Montecilfone e Mafalda, paesi in provincia di Campobasso completamente congestionati da auto e tir in cerca di un’alternativa. Hanno fatto rete per poter fornire indicazioni agli automobilisti che si erano persi. Alcuni sindaci, in mancanza di adeguata segnaletica, si sono adoperati anche per creare cartelli appesi negli incroci e lungo le strade principali.

Una frana che è presente nei testi di geologia dai primi del 900, fino al 2015 almeno 25 gli episodi registrati, il risveglio dopo le abbondanti precipitazioni dei giorni scorsi. La frana di Petacciato, sul litorale molisano, sta mettendo in ginocchio l’Italia intera sul fronte dei trasporti e la viabilità. Difficili i collegamenti soprattutto con la Puglia. Autostrada chiusa da sud al casello di Poggio Imperiale – Lesina, verso nord l’ingresso è da Termoli, sospesa la circolazione ferroviaria lungo la tratta Pescara – Foggia. L’emergenza è nazionale. Interviste ad Antonio Di Pardo, sindaco di Petacciato; Michele Marone, Assessore regionale infrastrutture e mobilità

Il giovane è stato trasportato in codice rosso all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. È vigile e non in pericolo di vita, ma la prognosi resta riservata. È stato individuato in poche ore il presunto responsabile dell’investimento avvenuto nella notte del 7 aprile lungo la strada provinciale 358 “Litoranea” a Gagliano del Capo (Le). Ferito un 29enne del posto che, mentre stava raggiungendo la propria auto, è stato travolto da un veicolo in transito. Il giovane è stato trasportato in codice rosso all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. È vigile e non in pericolo di vita, ma la prognosi resta riservata. Il conducente, subito dopo l’impatto, si è dato alla fuga senza prestare soccorso.Gli investigatori sono riusciti a risalire al mezzo coinvolto. Un 26enne di Alessano, operatore sociosanitario, si è presentato spontaneamente in caserma, ammettendo di essere alla guidadell’auto al momento dell’investimento. L’uomo è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Lecce che conduce le indagini, per le ipotesi di reato di lesioni personali colpose e omissione di soccorso.

Gli uffici regionali sono al lavoro per il censimento dei danneggiamenti. È cominciata alla Regione Puglia la conta ufficiale dei danni dopo l’ondata di maltempo che tra il 31 marzo e il 2 aprile ha messo in ginocchio quasi un terzo del territorio pugliese. Sono 116 i comuni colpiti: la Capitanata l’area più devastata con 42 centri devastati, 18 nel barese, 14 nel Salento, 13 nel brindisino e 11 nel tarantino. Un impatto diffuso, che impone ora una fotografia dettagliata comune per comune per chiedere al Governo il riconoscimento dello stato di emergenza. Gli uffici regionali sono al lavoro per il censimento dei danneggiamenti: evacuazioni alle famiglie sfollate, spese sostenute durante l’emergenza. Nel conto rientrano gli edifici pubblici e privati e le aziende. Un passaggio tecnico indispensabile per sbloccare gli aiuti nazionali. Il quadro che emerge è già drammatico soprattutto per l’agricoltura. Confcooperative Puglia parla di una crisi senza precedenti e stima una perdita di circa 200 milioni di euro di raccolti distrutti tra ortaggi, asparagi e broccoletti. Un bilancio destinato a schizzare se si considerano i danni strutturali: strade rurali cancellate, aziende allagate, canali di scolo saltati, terreni resi inutilizzabili dal fango. La stima complessiva, secondo l’organizzazione delle cooperative, sfiora il miliardo di euro. Una cifra che racconta da sola la portata di un evento che ha colpito l’intera dorsale agricola pugliese e che ora mette la Regione davanti a una sfida doppia: ottenere risorse immediate e ricostruire, in tempi rapidi, un sistema produttivo piegato in due.

La situazione e le testimonianze di chi sta affrontando l’odissea dei trasporti. Una frana che rischia di paralizzare un paese. È quanto accaduto a Petacciato, in provincia di Campobasso, dove uno smottamento di terreno ha ricoperto di detriti, sia la linea ferroviaria Adriatica, che anche l’autostrada A14. Un vero e proprio dramma. Già dalla serata di martedì, in tanti hanno fatto rientro nel Salento dopo un vero e proprio viaggio della speranza, altri invece partiranno questa mattina, 8 aprile, pagando un altro biglietto e passando quasi obbligatoriamente da Roma, per raggiungere le città del Nord. Qui le testimonianze dei passeggeri alla stazione di Lecce raccolte da Matteo Bottazzo

Ceglie Messapica si è fermata per i funerali della 43enne. Ceglie Messapica si è fermata, racchiusa in un silenzio che fa rumore, per l’ultimo saluto a Graziella Nannavecchia. La chiesa di San Rocco non è riuscita a contenere la folla: una marea di persone, sguardi bassi e cuori pesanti, riunite per onorare quella giovane insegnante di 43 anni che il destino ha strappato alla vita e alla maternità nel giorno di Pasquetta. Non ci sono stati fiori, per volontà della famiglia, ma un gesto che somiglia tutto a Graziella: donazioni all’Associazione Italiana Sclerosi Multipla. Un ultimo atto di generosità che riflette l’impegno sociale di una donna che, nonostante le fragilità della salute, non aveva mai smesso di donarsi agli altri, tra i banchi di scuola e sul palco del teatro amatoriale. Il dolore è immenso, ma l’astio non ha trovato dimora in questa tragedia. Commuove il dettaglio del ringraziamento dei familiari verso i medici dell’ospedale Di Venere di Bari: un abbraccio agli specialisti che hanno lottato fino all’ultimo contro una complicanza fatale, a testimonianza di una dignità rara che ha colpito l’intera regione. Sui social e nelle strade, i messaggi di cordoglio si contano a centinaia. Dai colleghi dell’Istituto Comprensivo di Cisternino, che ne ricordano la dedizione come insegnante di sostegno, alle parole della dirigente scolastica che ne loda il contributo incessante all’inclusione. Anche il sindaco di Ceglie e la comunità parrocchiale si sono stretti attorno al compagno e ai parenti in un cordoglio corale. Graziella se ne va lasciando un vuoto profondo, ma anche l’eredità luminosa di un sorriso che, come dicono tutti oggi, non si spegnerà con lei. di Matteo Bottazzo

Centinaia di viaggiatori sono stati costretti a tornare indietro. Gli aggiornamenti di questa mattina. Paura e disagi lungo la linea adriatica dopo la frana che si è riattivata a Petacciato, con lo stop ai treni scattato intorno ieri mattina alle 12.30 dopo l’allarme dei sensori. Il movimento del terreno ha deformato i binari tra Montenero di Bisaccia e Termoli, bloccando completamente la circolazione ferroviaria. Lesioni anche sull’A14, chiusa in più tratti per motivi di sicurezza. Alle 00:00 circa, sulla A14 Bologna-Taranto, nel tratto compreso tra Val di Sangro e Vasto sud in direzione Bari, in accordo con le autorità competenti, è stato disposto in via precauzionale il divieto di transito per i mezzi pesanti con massa superiore alle 7,5 tonnellate. Il provvedimento va ad aggiungersi alle chiusure, per tutti i veicoli, dei tratti compresi tra Vasto sud e Termoli in direzione Bari e tra Poggio Imperiale e Vasto sud in direzione Pescara. Una situazione che ha colpito i collegamenti tra Sud e Nord, con la Puglia di fatto isolata lungo questo asse. “Il blocco della viabilità adriatica su ferro e su gomma rischia di isolare la Puglia”, ha detto il presidente Decaro, che ha chiesto di sedere al tavolo nazionale dell’emergenza. Treni a lunga percorrenza, tra cui Frecciarossa e Intercity, sono stati cancellati, limitati o deviati via Roma e Caserta, con forti ritardi e tempi di viaggio molto più lunghi. Trenitalia fa sapere che al momento non è possibile prevedere i tempi di ripristino della linea. A Foggia decine di passeggeri sono rimasti in attesa per ore, costretti a cambiare i propri programmi di viaggio. Molti diretti al nord non hanno trovato alternative: treni pieni, bus saturi e anche i voli presi d’assalto. Disagi anche a Termoli e a Vasto, dove centinaia di persone hanno affrontato lunghe attese e incertezze. E tantissimi sono dovuti tornare indietro al punto di partenza. Le difficoltà si estendono anche alla rete stradale, con la chiusura dell’A14 e della statale 16 che complica le alternative. Code e lunghe deviazioni verso l’entroterra, su strade già provate dal maltempo.Per i pugliesi in viaggio è stata una giornata di passione, mentre tra le ipotesi allo studio ci sono anche soluzioni straordinarie per il traffico pesante. Sul posto sono al lavoro tecnici e geologi: la frana è ancora attiva. “La situazione è molto complessa e porterà via qualche settimana se non addirittura qualche mese”, ha spiegato il capo della protezione civile Fabio Ciciliano. Al momento non ci sono tempi certi per il ritorno alla normalità, mentre i disagi per i viaggiatori, soprattutto pugliesi, restano significativi.

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