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Primo Piano

Indagini in corso per individuare il responsabile. “Le femmine devono morire“. È la scritta choc comparsa nelle scorse ore su uno dei murales diStornara, in provincia di Foggia. “I murales sono il simbolo della nuova identità di Stornara – dice il primocittadino Roberto Nigro -. Grazie a queste opere d’arte, il nostro paese è uscito dai confini locali per farsi conoscere e apprezzare in tutta Italia e all’estero. Chi imbratta e vandalizza queste opere – continua Nigro – non colpisce solo un muro, ma colpisce Stornara, la sua immagine e il lavoro di tutti noi. Condanno con fermezza questo atto di inciviltà, scritta orribile da chiunque provenga”. Sono in corso le indagini della polizia locale per individuare il responsabile, attraverso anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza. “Potrebbe essere un giovane tra i 16 e i 17 anni, con casco e a bordo di uno scooter che gli stessi cittadini avevano scambiato per un artista di strada considerato che il nostro paese ne ospita tantissimi per la realizzazione dei murales”.

Ultimate le operazioni di spegnimento, i locali interessati sono stati sottoposti a bonifica. Un incendio sulle cui cause sono in corso verifiche ha interessato l’esercizio commerciale “Risparmio Casa”, a Copertino in via Bengasi. Il rogo si è sviluppato in una porzione dello store generando un fumo intenso e fiamme. L’intervento del personale dei vigili del fuoco ha consentito di circoscrivere le fiamme a una parte del negozio, limitando i danni e ulteriori conseguenze. Ultimate le operazioni di spegnimento, i locali interessati sono stati sottoposti a bonifica. Sull’accaduto indagano i carabinieri.

. L’ombra del body shaming dietro il suicidio di una studentessa di 18 anni. È una delle ipotesi sulle quali indaga la Procura di Taranto dopo la tragedia avvenuta ad Avetrana, dove Samuela, studentessa dell’ultimo anno del liceo classico di Manduria, si è tolta la vita lanciandosi dal balcone della sua abitazione. Gli investigatori cercano di capire se dietro quel gesto estremo ci fossero episodi di bullismo, insulti o vessazioni online legate all’aspetto fisico della ragazza. Per questo i carabinieri, su disposizione del pubblico ministero Francesco Sansobrino, hanno sequestrato l’iPhone della giovane. Il telefono sarà probabilmente affidato a un perito che analizzerà chat, messaggi, contatti e contenuti social per ricostruire le ultime ore di vita della diciottenne e verificare eventuali segnali di disagio. A spingere la famiglia a chiedere piena luce sulla vicenda sono anche le voci circolate tra coetanei e sul web subito dopo la tragedia. Circostanze ancora tutte da verificare, ma che alimentano dubbi e interrogativi nei genitori della ragazza. Attraverso il loro legale, l’avvocato Cosimo Micera, mamma e papà hanno lanciato un appello: “Chi sa qualcosa parli, ci dica cosa è successo alla nostra Samu”. Un appello rivolto agli amici e a chiunque possa aiutare gli investigatori a comprendere se la giovane stesse vivendo un malessere rimasto nascosto. Oggi, nella chiesa madre di Avetrana, la comunità si stringerà ancora una volta attorno alla famiglia durante la messa degli otto giorni celebrata da don Cosimo Sternativo. Al termine della funzione religiosa è prevista anche una veglia di preghiera in ricordo della studentessa.

. Si è laureato in carcere Antonio De Marco, il 26enne condannato all’ergastolo per il duplice assassino di Daniele De Santis ed Eleonora Manta uccisi e seviziati con 79 coltellate nella loro abitazione di via Montello il 21 settembre 2020, nel loro primo giorno di convivenza. De Marco, che per un periodo era stato coinquilino delle due vittime, ha conseguito la laurea triennale in Filosofia con una tesi su Schopenhauer discussa nel carcere di Borgo San Nicola davanti alla commissione d’esame di Unisalento. E’ stato lo stesso De Marco a dare la notizia al suo avvocato difensore Andrea Starace chiamandolo al telefono. De Marco prima del duplice omicidio era iscritto a Scienze Infermieristiche , per poi una volta dietro le sbarre sviluppare una forte passione per la Filosofia. Non ha mai palesato rimorso o pentimento.

. I resti, risalenti a molto tempo fa, probabilmente appartenenti ad una donna anziana, sono stati scoperti da alcuni passanti nel Parco Maugeri, al quartiere Libertà. Sul posto sono arrivate prima le Volanti e poi la Scientifica della Polizia, che ha circoscritto e chiuso l’area per qualche ora. Accanto ai resti del cranio, c’erano alcuni rosari.

. Un silenzio composto, rotto soltanto dalla preghiera e dal dolore. Così Taranto ha dato l’ultimo saluto a Bakari Sako, il 35enne del Mali ucciso a coltellate il 9 maggio scorso in piazza Fontana. Nella sede dell’associazione culturale Umat, punto di riferimento per i credenti di religione islamica, tra pochissime persone ed in forma strettamente privata, amici e famigliari hanno accompagnato la bara in un momento carico di commozione e rispetto. Secondo il rito musulmano, il corpo di Bakari e’ stato lavato accuratamente da alcuni parenti, gesto di purificazione e di amore estremo.

. Un 83enne in pellegrinaggio dal Trentino, sulla via Francigena, è stato rapinato a Cerignola. L’episodio risale al 18 maggio scorso. Il signor Adriano, dopo tanti chilometri percorsi a piedi, si era fermato al Duomo della cittadina foggiana, sedendosi su una panchina. Un 30enne del posto lo ha avvicinato e gli ha strappato dal collo la catenina d’oro a cui era agganciata la medaglietta col nome di sua moglie Elena e la fede nunziale. Il pellegrino si è rivolto alla polizia di Cerignola ed è stato aiutato dalla Pro Loco. Gli agenti ieri sera lo hanno convocato perché sono riusciti a recuperare parte della refurtiva, ovvero catena e medaglia. Manca la fede nunziale ma anche quella presto tornerà al legittimo proprietario. La famiglia dell’anziano pellegrino ha voluto ringraziare la polizia di Cerignola, Pro Loco e amministrazione comunale per la vicinanza affettuosa al signor Adriano che ha già ripreso il suo lungo viaggio.

. A Castrignano dei Greci la moglie del sindaco è stata aggredita da due cani di grossa taglia, un pitbull e un rottweiler. E’ accaduto martedì sera (19 maggio) vicino al campo sportivo, nella zona industriale del centro salentino.La donna era in compagnia del proprio cagnolino e stava aspettando il figlio impegnato negli allenamenti di calcio. All’improvviso, i due molossi – sfuggiti alla custodia da un’abitazione vicina – si sono diretti verso di lei. Nel disperato tentativo di sfuggire all’attacco e trovare riparo verso gli spalti, la donna è caduta ed è stata azzannata. Solo il tempestivo intervento di un allenatore e di un dirigente della scuola calcio ha evitato conseguenze peggiori. Richiamati dalle urla della donna, i due sono riusciti ad allontanare a fatica i due cani.La vittima è stata inizialmente trasportata all’ospedale di Scorrano e poi trasferita al “Vito Fazzi” di Lecce. Qui è stata sottoposta ad un intervento di chirurgia plastica per profonde lesioni all’avambraccio e al polso; le sue condizioni sono in miglioramento, sebbene resti sotto stretto monitoraggio medico. Ferito, ma non in pericolo di vita, anche il suo cagnolino. Sulla vicenda sono già scattati gli accertamenti d’ufficio da parte della Polizia Locale e del servizio veterinario dell’Asl, volti a ricostruire le responsabilità del proprietario dei due cani. Ancora profondamente scosso per l’accaduto il sindaco Roberto Casaluci: “Faremo formale denuncia alle forze dell’ordine” ha dichiarato il primo cittadino, “non invochiamo misure estreme contro gli animali, ma è evidente che serve una cautela e un’attenzione massima da parte di chi possiede cani di grossa taglia, che vanno custoditi con assoluto rigore. Al momento dell’aggressione, nella zona del campo c’erano anche tantissimi bambini che si stavano allenando: poteva essere una strage”.

Non si parla di bed and breakfast riconosciuti, ma di case private affittate ai turisti per pochi giorni attraverso le piattaforme online. Appartamenti sottratti alla residenza per trasformarli in case vacanza, affitti alle stelle e centri storici svuotati. È da qui che parte la stretta della regione Puglia sul fenomeno delle locazioni turistiche brevi. Non si parla di bed and breakfast riconosciuti, ma di case private affittate ai turisti per pochi giorni attraverso le piattaforme online. Un fenomeno incontrollato che la giunta regionale punta a regolare con il nuovo disegno di legge contro il turismo selvaggio. Il testo, approvato ieri in giunta regionale, dopo due mesi di concertazione, consegna ai comuni il potere di limitare le nuove locazioni brevi nei centri turistici sovraffollati. Un’emergenza sociale considerando le difficoltà di trovare casa per famiglie, studenti e lavoratori mentre interi quartieri rischiano lo spopolamento. Nel 2025 le case vacanze registrate sono state 45 mila coprendo quasi il 19 per cento degli arrivi, +25% in un solo anno. Da qui il ruolo chiave dei comuni che potranno fissare tetti massimi alle nuove aperture nelle mete del turismo di massa o favorire lo sviluppo delle aree interne. La norma non toccherà le attività esistenti, ma impone regole stringenti sulle nuove autorizzazioni. Chi affitterà più di due appartamenti sarà considerato imprenditore a tutti gli effetti, con obblighi e controlli rigidi. Il testo passa ora al consiglio regionale chiamato a trovare un punto di equilibrio tra sviluppo turistico e diritto alla casa.

L’autopsia sul corpo conferma quanto emerso dalla prima ispezione cadaverica. Tre ferite da arma taglio non sanguinanti, due al torace e una all’addome, e la lesione grave agli organi interni. Il medico legale, Roberto Vaglio, incaricato di effettuare l’autopsia sul corpo di Bakari Sako, ucciso all’alba del 9 maggio, conferma quanto emerso dalla prima ispezione cadaverica e fornirà tutti i dettagli tra 60 giorni alle procure ordinaria e minorile che indagano sull’omicidio di piazza Fontana, vicenda per il quale ci sono 7 indagati, di cui 4 minorenni. C’è una domanda su tutte alla quale bisogna rispondere: se qualcuno avesse chiamato prima i soccorsi, Bakari si sarebbe salvato? Da definire poi cause, mezzi, modi, tempi. Elementi che serviranno alla ricostruzione esatta della dinamica. Da capire anche se Bakari abbia cercato di difendersi. Gli avvocati di alcuni minorenni, in un caso anche con la nomina di un proprio consulente tecnico, hanno chiesto di verificare la presenza di lesioni sugli arti superiori, e sulle nocche in particolare. Ci vorranno sempre 60 giorni per conoscere il contenuto di cellulari e circuiti di videosorveglianza. Aspetti per i quali è stato incaricato Silverio Greco, professore universitario e esperto in informatica forense. Analizzerà tre telefonini: due dei maggiorenni indagati, Fabio Sale e Cosimo Colucci, e l’altro di Bakari Sako. Saranno esaminate chat, e-mail, social, gallerie video e foto, registro telefonate e, ancora, i filmati delle telecamere del bar di piazza Fontana, per ricostruire le fasi precedenti all’aggressione mortale.

Resta intanto in viaggio, via terra, il convoglio umanitario diretto al valico di Rafah, di cui fanno parte Sara Suriano di Andria e Domenico Centrone di Molfetta. Con il passare delle ore si definisce il quadro della missione umanitaria internazionale diretta verso Gaza che vede coinvolti anche tre volontari pugliesi. Il ministero degli Esteri israeliano ha confermato che tutte le imbarcazioni della Flotilla sono state sequestrate e che i 430 attivisti a bordo – 29 italiani – sono stati trasferiti su navi israeliane e sono attualmente in viaggio verso il porto di Ashdod, dove arriveranno in tarda mattinata, e potranno incontrare i rappresentanti consolari dei rispettivi paesi. Tra le persone coinvolte c’è anche la barese Simona Losito, presente su una delle imbarcazioni intercettate in acque internazionali. Al momento non sono state rese note le sue condizioni. Alcune testimonianze parlano anche di colpi sparati dai militari israeliani durante le operazioni di abbordaggio. Sulle barche della Flotilla viaggiavano medicinali, latte artificiale, cibo e beni di prima necessità destinati alla popolazione palestinese. Resta intanto in viaggio, via terra, il convoglio umanitario diretto al valico di Rafah, di cui fanno parte Sara Suriano di Andria e Domenico Centrone di Molfetta. I mezzi risultano ancora fermi nel deserto, con acqua razionata e comunicazioni limitate. A Bari continua la mobilitazione. Davanti alla Prefettura si è tenuto un presidio per chiedere tutele e informazioni certe sui volontari coinvolti nella missione. Preoccupazione è stata espressa anche dal sindaco Vito Leccese, che ha manifestato vicinanza alla famiglia di Simona Losito e ha auspicato il pieno supporto istituzionale e consolare per i cittadini impegnati nella missione umanitaria.

È successo in un’azienda che vende mezzi e attrezzature agricole lungo la SP 81. Incidente mortale sul lavoro, ieri sera, nelle campagne di Orta Nova, nel Foggiano. Un uomo è rimasto schiacciato dal muletto mentre era impegnato in alcune operazioni. La vittima è Raffaele Sacchitelli, di 34 anni. Era al lavoro nella sua azienda agricola. L’uomo è morto all’istante. Sul posto sono intervenuti il 118 e i vigili del fuoco. Sull’accaduto indagano i carabinieri.

. Tragico incidente stradale questa sera ad Andria. Un uomo di 30 anni, Michele Monterisi, ha perso la vita nell’impatto della sua moto contro un furgone. E’ accaduto su via Castel del Monte, all’altezza dello svincolo per la provinciale 2. Ancora da accertare le cause; sul posto, oltre ad un equipe del 118 che ha potuto solo constatare il decesso del 30enne, sono intervenuti gli agenti della polizia locale per i rilievi insieme ad una pattuglia del radiomobile dei carabinieri. Il traffico è stato deviato.

. La Procura per i Minorenni di Lecce ha chiesto il rinvio per otto adolescenti che la sera del 16 aprile 2025 aggredirono con calci e pugni un sedicenne di nazionalità tunisina all’interno della sala d’attesa della stazione ferroviaria di Galatina colpendolo con violenza quando era a terra, facendolo oggetto di insulti e frasi di scherno , filmando poi la scena con il cellulare e pubblicandola sui social. Si tratta di otto giovanissimi, tutti all’epoca dei fatti tra i 15 e i 17 anni residenti tra Galatina, Casarano e Aradeo, componenti di un banda denominata la “ gang del bosco”. Nei loro confronti contestate le accuse di stalking, lesioni, violenza privata e diffamazione aggravata, contestata l’ aggravante dell’odio razziale e della minorata difesa. Nell’inchiesta erano coinvolti altri due soggetti, non imputabili perché all’epoca dei fatti non ancora 14enni. L’udienza preliminare è fissata per il 26 ottobre 2026 davanti al Tribunale per i Minorenni di Lecce.

. Sì è concluso nel tardo pomeriggio di oggi lo sgombero della ex Rsa S.Anna di Polignano, dove si trovavano 22 ospiti fra anziani e persone affette da patologie. I NAS hanno avviato le procedure lunedì mattina, per dare esecuzione ad un provvedimento emesso dal giudice.La struttura, infatti, è sprovvista delle autorizzazioni sanitarie che sono state revocate dalla Regione nel 2024. Attualmente è pendente un sequestro preventivo ed una procedura di esecuzione immobiliare. L’attuale gestione, subentrata a marzo, è estranea alle vicende giudiziarie. In un primo momento, i familiari degli ospiti si erano opposti al trasferimento per motivi logistici.“Tutto gli ospiti sono stati trasferiti in altre strutture dove saranno loro prestate tutte le cure di cui ha bisogno- dichiara il sindaco Vito Carrieri – ringrazio gli assistenti sociali, i carabinieri del Nas e soprattutto i familiari degli ospiti che hanno compreso che era necessario ripristinare la legalità ma soprattutto tutelare la salute dei propri cari”.

“Mio figlio è un Adhd in forma grave” spiega la signora Napolitano, “aveva dimenticato il biglietto ma niente giustifica un pugno in pieno volto”. La signora Cinzia Napolitano è la madre del 15enne a cui l’autista di un bus ha dato un pugno dopo una discussione perché il ragazzo non aveva il biglietto. “Come ha fatto questo avrebbe potuto fare anche qualsiasi altra cosa” commenta ai microfoni del TgNorba, “Mio figlio è un Adhd in forma grave (Disturbo da deficit di attenzione e iperattività ndr), è un borderline, aveva dimenticato il biglietto ma c’era un’amica che si era offerta di dargli il suo. L’autista però non ha accettato e ha iniziato ad inveire contro il ragazzo fino a che non gli ha sferrato un pugno”. Qui l’intervista a Cinzia Napolitano, madre del 15enne colpito con un pugno dall’autista di un bus Il referto del pronto soccorso parla di un trauma contusivo alla mandibola e una ferita al labbro. L’accaduto a Trani, su uno dei mezzi che porta i ragazzi da scuola a casa. La madre ha sporto denuncia, il 15enne non è andato a scuola. Sul caso indaga la polizia che acquisirà le immagini delle telecamere interne del pullman messe a disposizione dall’Amet.

. Si riduce il numero di dipendenti in cassa integrazione per il gruppo Natuzzi. È stata finalmente raggiunta una prima intesa nel corso della riunione che si è svolta al ministero del Lavoro. Saranno coinvolti un massimo di 1755 dipendenti distribuiti tra Puglia e Basilicata, con un limite di utilizzo del 62% a fronte dell’80% precedentemente richiesto. All’incontro c’erano anche i rappresentanti del ministero del Made in Italy, regione Puglia e Basilicata, azienda, Confidustria e sindacati. Nell’intesa è previsto anche l’impegno ad avviare un tavolo di confronto per l’incentivazione all’esodo con risorse fino a 6 milioni, messe a disposizione dall’azienda. L’incentivo sarà erogato dal primo gennaio al 30 settembre del 2027 per le uscite volontarie entro fine 2026

. Furto in diretta a Barletta. Tre ladri sono stati immortalati da un telefonino proprio mentre tentavano di forzare la serranda dell’agenzia di assicurazione del consigliere comunale Flavio Basile. Il colpo è sfumato ma è stato tutto documentato. Le immagini del furto qui 

La campagna social “Verità per Gianvito” dopo la morte del 17enne al San Paolo di Bari: otto indagati per omicidio colposo. Una moto, una caduta a Pasquetta, una frattura alla tibia. Quello che doveva essere un banale percorso di guarigione per Gianvito Pascullo, 17enne di Palo del Colle, si è trasformato in un incubo inspiegabile tra le mura dell’ospedale San Paolo di Bari, nella notte tra il 13 e il 14 aprile. Oggi, a un mese da quella tragedia, la rabbia e il dolore si sono trasformati in un grido collettivo che viaggia sui social: “Verità per Gianvito”. L’obiettivo è chiaro: impedire che su questa storia cali il silenzio. Il sospetto del farmaco letale e gli indagati I due interventi chirurgici programmati per ricomporre la frattura sembravano perfettamente riusciti. Poi, l’arresto cardiaco improvviso. La Procura di Bari, sotto il coordinamento della PM Isabella Ginefra, sta scavando nei dettagli di quella notte. L’ipotesi della Procura: Un errore fatale nella somministrazione di un farmaco. Gli accertamenti: Si attendono con urgenza gli esiti degli esami autoptici, in particolare i test tossicologici. Il registro degli indagati: Sono otto i professionisti sanitari iscritti nel registro degli indagati (cinque medici, due anestesisti e un infermiere). L’accusa ipotizzata è di omicidio colposo in ambito medico. “Spezzato nel luogo della cura”: il dolore dei familiari Sul web, il post della campagna di sensibilizzazione stringe il cuore e interroga le coscienze: “Gianvito aveva 17 anni. 17 anni di sogni, di affetti, di risate. Spezzati in una notte, tra le mura dell’ospedale dove avrebbe dovuto essere al sicuro. Come si fa ad accettarlo quando tuo figlio muore nel luogo della cura?” Papà Nicola, mamma Crescenza e le sorelle Nicole e Marina non cercano vendetta, ma risposte. Ogni giorno che passa senza una verità ufficiale è una ferita che continua a sanguinare, un giorno in più in cui il dolore non riesce a trovare pace. Il ricordo della comunità: “Il silenzio è un grido” Palo del Colle si è stretta attorno alla famiglia in un abbraccio commovente. A scuola, i compagni di classe hanno circondato il suo banco vuoto, ormai ricoperto di lettere, dediche e ricordi, osservando un minuto di raccoglimento: “Il silenzio non è rassegnazione. È il grido di una giustizia che non ammette ritardi”. Nel pomeriggio, nonostante la pioggia battente, una folla silenziosa composta da amici, concittadini e compagni di squadra del Palo Sporting Club si è radunata al cimitero per accendere un mare di ceri. “Gianvito adesso è luce ai nostri occhi”, ha sussurrato mamma Crescenza tra le lacrime. Ed è proprio quella luce che la comunità ha promesso di non spegnere, continuando a lottare finché non emergerà tutta la verità.

Si tratta della zona interessata alla posa della tubazione che dovrà convogliare l’acqua verso monte, fino al serbatoio di raccolta delle acque trattate. Sequestro nell’area del cantiere dove sono in corso i lavori per il progetto del dissalatore sul fiume Tara, a Taranto. La segnalazione arriva dagli ambientalisti Luciano Manna e Vincenzo Fornaro che hanno effettuato un sopralluogo. In pratica si tratta della zona interessata alla posa della tubazione che dovrà convogliare l’acqua verso monte, fino al serbatoio di raccolta delle acque trattate. Il provvedimento sarebbe stato eseguito dallo Spesal. Il cantiere si trova tra la masseria Carmine e la pineta della gravina di Mazzaracchio. Questa mattina, comunicano i due ambientalisti, sarebbero stati notati alcuni operatori di una ditta privata impegnati in rilievi ambientali e nel campionamento dei terreni. Non sono ancora chiari i motivi del sequestro. I due ambientalisti hanno denunciato più volte l’impatto del progetto dell’Aqp sul territorio e sugli ecosistemi interessati dal tracciato. I lavori, già dalla fase progettuale, sarebbero apparsi, secondo Manna e Fornaro, notevolmente invasivi ed impattanti rispetto alla macchia mediterranea dell’area.

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