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Bakari Sako morto con tre ferite da arma da taglio, tra 60 giorni il contenuto dei cellulari

L’autopsia sul corpo conferma quanto emerso dalla prima ispezione cadaverica

Tre ferite da arma taglio non sanguinanti, due al torace e una all’addome, e la lesione grave agli organi interni. Il medico legale, Roberto Vaglio, incaricato di effettuare l’autopsia sul corpo di Bakari Sako, ucciso all’alba del 9 maggio, conferma quanto emerso dalla prima ispezione cadaverica e fornirà tutti i dettagli tra 60 giorni alle procure ordinaria e minorile che indagano sull’omicidio di piazza Fontana, vicenda per il quale ci sono 7 indagati, di cui 4 minorenni.

C’è una domanda su tutte alla quale bisogna rispondere: se qualcuno avesse chiamato prima i soccorsi, Bakari si sarebbe salvato? Da definire poi cause, mezzi, modi, tempi. Elementi che serviranno alla ricostruzione esatta della dinamica. Da capire anche se Bakari abbia cercato di difendersi. Gli avvocati di alcuni minorenni, in un caso anche con la nomina di un proprio consulente tecnico, hanno chiesto di verificare la presenza di lesioni sugli arti superiori, e sulle nocche in particolare.

Ci vorranno sempre 60 giorni per conoscere il contenuto di cellulari e circuiti di videosorveglianza. Aspetti per i quali è stato incaricato Silverio Greco, professore universitario e esperto in informatica forense. Analizzerà tre telefonini: due dei maggiorenni indagati, Fabio Sale e Cosimo Colucci, e l’altro di Bakari Sako. Saranno esaminate chat, e-mail, social, gallerie video e foto, registro telefonate e, ancora, i filmati delle telecamere del bar di piazza Fontana, per ricostruire le fasi precedenti all’aggressione mortale.

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