Non si parla di bed and breakfast riconosciuti, ma di case private affittate ai turisti per pochi giorni attraverso le piattaforme online
Appartamenti sottratti alla residenza per trasformarli in case vacanza, affitti alle stelle e centri storici svuotati. È da qui che parte la stretta della regione Puglia sul fenomeno delle locazioni turistiche brevi. Non si parla di bed and breakfast riconosciuti, ma di case private affittate ai turisti per pochi giorni attraverso le piattaforme online. Un fenomeno incontrollato che la giunta regionale punta a regolare con il nuovo disegno di legge contro il turismo selvaggio.
Il testo, approvato ieri in giunta regionale, dopo due mesi di concertazione, consegna ai comuni il potere di limitare le nuove locazioni brevi nei centri turistici sovraffollati. Un’emergenza sociale considerando le difficoltà di trovare casa per famiglie, studenti e lavoratori mentre interi quartieri rischiano lo spopolamento.
Nel 2025 le case vacanze registrate sono state 45 mila coprendo quasi il 19 per cento degli arrivi, +25% in un solo anno. Da qui il ruolo chiave dei comuni che potranno fissare tetti massimi alle nuove aperture nelle mete del turismo di massa o favorire lo sviluppo delle aree interne. La norma non toccherà le attività esistenti, ma impone regole stringenti sulle nuove autorizzazioni.
Chi affitterà più di due appartamenti sarà considerato imprenditore a tutti gli effetti, con obblighi e controlli rigidi. Il testo passa ora al consiglio regionale chiamato a trovare un punto di equilibrio tra sviluppo turistico e diritto alla casa.













