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Cronaca

Il nucleo Annona ha sequestro circa 400 bevande tra birre, bottiglie d’acqua e bevande gasate. Individuato un banchetto abusivo di sgagliozze e popizze sul lungomare di Bari, all’angolo con Arco San Nicola. La polizia locale ha scovato la bancarella priva di autorizzazione e ha sequestrato tutto: sacchetti di carta, impasto lievitato, tavolini, piastre, padelle per la frittura e bombola del gas. Oltre alle sgagliozze il nucleo Annona ha sequestro circa 400 bevande tra birre, bottiglie d’acqua e bevande gasate.Quest’anno, per la festa di San Nicola, il settore Attività produttive del comune di Bari ha rilasciato 34 concessioni.

Il motociclista stava partecipando alla competizione quando è stato colto da un improvviso malore lungo il tracciato. Morto durante una competizione di Enduro a Corigliano-Rossano, in Calabria, per un malore. A perdere la vita un 41enne originario di Molfetta, Gianandrea La Forgia. Il motociclista stava partecipando alla competizione quando è stato colto da un improvviso malore lungo il tracciato. Immediati i soccorsi da parte del personale sanitario della manifestazione, supportato poi da 118. Intervenuti anche i vigili del fuoco, le forze dell’ordine e l’elisoccorso a causa della zona impervia, raggiungibile solo con mezzi fuoristrada. Ma nonostante i tentativi di rianimazione, per il 41enne molfettese non c’è stato nulla da fare. Saranno gli esami medici a chiarire le cause del decesso. La gara è stata sospesa e l’intero ambiente sportivo è rimasto sotto choc per la tragedia.

L’ambulanza del 118 è intervenuta in Corso Italia su segnalazione della polizia locale, ma quando il personale sanitario è arrivato non ha potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo. Avrebbe compiuto 44 anni domani Nicolae, senza fissa dimora originario della Moldavia trovato morto questa mattina a Bari. L’ambulanza del 118 è intervenuta in Corso Italia su segnalazione della polizia locale, ma quando il personale sanitario è arrivato non ha potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo.Nicolae era seguito dall’associazione di volontariato Incontra e dal pronto intervento sociale del comune di Bari. Aveva problemi di alcolismo, probabile causa del suo decesso. Non aveva documenti e per il riconoscimento della salma è intervenuto il presidente di Incontra, Michele Tataranni. Più volte gli era stato offerto aiuto che aveva sempre rifiutato. “La scomparsa di Nicola proprio nei giorni della festa del Santo” racconta Tataranni, “trasforma il momento delle celebrazioni in una dolorosa riflessione sulla fragilità e sulla solitudine urbana”.

Le indagini si stanno concentrando su un gruppo di giovanissimi, forse minorenni, che dopo l’aggressione mortale sarebbero fuggiti via. Potrebbe esserci una baby gang dietro l’omicidio di Sacko Bakari, il 35enne del Mali ucciso a Taranto sabato mattina in piazza Fontana, nella città vecchia. Le indagini si stanno concentrando su un gruppo di giovanissimi, forse minorenni, che dopo l’aggressione mortale sarebbero fuggiti via.  La vittima, bracciante agricolo regolarmente residente in Italia, stava raggiungendo il posto di lavoro quando è stato circondato e colpito con almeno tre fendenti. L’arma del delitto potrebbe essere stata un cacciavite. Probabilmente l’aggressione è scaturita dopo un litigio. Lui non aveva armi con se, nello zaino solo pochi effetti personali. 

Sarebbe stato visto l’ultima volta vicino ad una farmacia, chiunque abbia informazioni può contattare le forze dell’ordine. A Scanzano Jonico, nel materano, proseguono le ricerche di Nicola Scarascia, il 52enne nato e residente in Germania, ma da alcune settimane domiciliato nel comune di origine della sua famiglia, scomparso dalla sera di venerdì. Le attività sono coordinate dalla Prefettura di Matera che ha attivato il Piano per le persone scomparse. Al lavoro i carabinieri della Compagnia di Policoro, al comando del maggiore Roberto Rampino, i Vigili del fuoco, i volontari del Gruppo lucano locale della Protezione civile e quello con i cani molecolari e gli agenti della Polizia locale. L’auto dell’uomo era parcheggiata nel quartiere di Santa Sofia dove abita quando è stato visto l’ultima volta. Sentiti in queste ore dai carabinieri familiari e amici per acquisire informazioni utili.

. Ancora una notte insonne per i residenti del quartiere Umbertino di Bari.  Il comitato cittadino denuncia quanto accaduto la scorsa notte postando una serie di video più che eloquenti. “Dall’1 alle 4 del mattino” scrivono, “la mala movida ha imperversato senza freni, approfittando della mancanza di controlli e in assenza di provvedimenti ad hoc”.  Qui il video delle esibizioni canterine notturne che rendono impossibile la vita ai residenti Tutti ammassati tra via Abbrescia, largo Adua e via Cognetti hanno dato vita ad un karaoke notturno. Non solo la solita “Maledetta primavera” ormai  il tormentone notturno del quartiere, ma anche “Sere nere”, cantato a squarciagola senza alcuna remora e limite.  Il comitato denuncia: “non si può tollerare che i diritti costituzionalmente garantiti, tra cui la salute, vengano impunemente violati” e annunciano che chiederanno un incontro al Sindaco, l’ennesimo di una lunga serie. 

Un 77enne è stato trasportato in ospedale con gravi ferite. Un uomo è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio per aver ferito un 77enne ieri mattina a Palo del Colle. Soccorso e trasportato in ospedale ha riportato gravi ferite provocate da arma da taglio. Secondo quanto emerso dai primi accertamenti, il gesto sarebbe maturato nell’ambito di dissidi di vicinato. Le indagini, condotte dai militari della Stazione di Palo del Colle e coordinate dalla Procura della Repubblica di Bari, hanno consentito di identificare il presunto responsabile. Restano in corso ulteriori approfondimenti investigativi per chiarire nel dettaglio la dinamica dei fatti e le circostanze che hanno portato all’aggressione.

Sono stati alcuni residenti a chiedere l’intervento della polizia. Allarme questa mattina nel quartiere Japigia, in viale Magna Grecia dove poco prima di mezzogiorno qualcuno ha esploso sette colpi di pistola a salve. A segnalare l’accaduto al 113 sono stati alcuni residenti della zona, allertati dal rumore.  Secondo quanto emerso, chi ha sparato lo avrebbe fatto con una pistola scacciacani, esplodendo i colpi in aria, senza mirare ad un bersaglio specifico.  Sul posto, per i rilievi del caso, sono intervenuti gli agenti della sezione Volanti insieme con i colleghi della Squadra Mobile e della Scientifica. I bossoli sono stati recuperati e saranno esaminati. La polizia sta effettuando tutti gli accertamenti del caso, analizzando anche i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona. Fra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è anche quella che possa trattarsi di una semplice bravata.

Sequestrati telefono e computer al 67enne. Avrebbe immortalato con il cellulare 97 donne ignare mentre si sottoponevano a esami tossicologici neibagni di una sede della Asl di Lecce. Per questo un operatore socio sanitario di 67 anni, residente a Cavallino, è indagato per interferenze illecite nella vita privata e detenzione di materiale pornografico, anche con presunti soggetti minorenni. I fatti contestati sarebbero avvenuti nella sede Asl dell’unitàoperativa complessa di via Torre del Parco, a Lecce. Il 25 agosto dello scorso anno un infermiere avrebbe notato l’uomo mentre, durante un controllo tossicologico su una paziente, si avvicinava al monitor collegato alla telecamera interna del bagno e riprendeva con il cellulare le immagini trasmesse sullo schermo. La telecamera, precisano gli inquirenti, sarebbe installata esclusivamente per verificare che il campione di urina venga rilasciato senza interferenze esterne e non avrebbe funzioni di registrazione. Così è scattata una perquisizione nell’abitazione dell’indagato, con il sequestro di telefono e computer. La consulenza tecnica ha consentito di recuperare 97 immagini e un video.

L’episodio ieri sera nella gara di serie A2 di basket maschile . Un bruttissimo epilogo, ieri sera, nella gara di serie A2 di basket maschile tra Pistoia e Crifo Wines Ruvo di Puglia, persa dalla formazione pugliese con il punteggio di 79-78. Risultato sul quale restano molti dubbi per alcune contestate decisioni arbitrali che avrebbero condizionato l’andamento della partita. Il clima teso già presente sul parquet si è poi diffuso anche alla tifoseria locale – assenti invece i tifosi del Ruvo ai quali era stata vietata la trasferta – tanto da innescare una sorta di aggressione fisica e verbale all’indirizzo della panchina ruvese. Sputi, insulti razzisti e persino schiaffi verso lo staff tecnico da parte di alcuni sostenitori pistoiesi posizionati a ridosso dell’area ospite, priva del plexiglass di protezione. A questo spiacevole episodio, si aggiungono anche le parole di un giornalista locale che, in diretta televisiva, avrebbe minimizzato l’accaduto affermando che “nei palazzetti del Sud Italia si vedono cose ben peggiori”. In questo momento i toscani sono avanti nella serie dei playout salvezza per 2 vittorie a 1 sui pugliesi. Domani sera, sempre a Pistoia, si giocherà gara 4. 

Sul posto la polizia e il 118. Saranno fondamentali le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti in piazza Fontana e nella zona per risalire agli autori dell’omicidio di Sako Bakari. L’uomo, originario della Repubblica del Mali, aveva 35 anni e sarebbe stato ucciso all’alba a Taranto. Dalle prime indiscrezioni sarebbe stato accoltellato con un arma da taglio al petto al culmine di una lite. Era a bordo di una bicicletta e aveva con sé uno zaino nero. Quando è arrivato in piazza avrebbe avuto una discussione all’interno di un bar con altri uomini della zona. Il titolare li avrebbe invitati ad uscire e in piazza il 35enne sarebbe stato ferito gravemente con l’oggetto contundente. Immediati i soccorsi del 118 ma non c’è stato nulla da fare. Tutta l’area è stata transennata dalla Polizia che segue le indagini. Una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti potrebbe essere una lite degenerata con un gruppo di ragazzi del posto. All’interno dello zaino dello straniero gli agenti hanno trovato un paio di guanti, una bottiglia d’acqua, qualche indumento ed una penna. La vittima sarebbe regolare sul territorio italiano ed era incensurato. Un episodio di estrema gravità che riporta con forza al centro del dibattito pubblico il tema della sicurezza urbana.

. Rischiano il processo i quattro ventenni brindisini accusati di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una 19enne. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio. I fatti risalgono all’estate del 2025 durante una vacanza a Malta. L’udienza preliminare è stata fissata per il 29 settembre 2026 davanti al gup del tribunale di Brindisi, Vittorio Testi. Secondo l’accusa la ragazza avrebbe subito uno stupro di gruppo dopo una serata trascorsa con i cinque ragazzi conosciuti sull’isola. Gli indagati hanno sempre respinto ogni addebito.

Tra i risultati ottenuti dalle singole aziende sanitarie spicca la Asl di Brindisi, che ha ottenuto un tasso di anticipazione dell’84%. Risultati che vanno ben oltre le più rosee previsioni. In Puglia, il piano sperimentale varato dalla Regione per il recupero delle liste d’attesa nella sanità, fa registrare numeri importanti, uno su tutti: 164.930 le persone complessivamente contattate per il recupero delle prestazioni prenotate. Il risultato è stato raggiunto in appena tredici settimane di attività. Nello specifico si tratta di 150.461 visite ed esami e 14.469 ricoveri ospedalieri.  Dal report della Regione emerge anche che per le prestazioni urgenti si è ottenuto un anticipo medio di 143 giorni, per le prestazioni brevi l’anticipo in media è stato di 129 giorni, per le prestazioni programmabili di 83 giorni e per le prestazioni differibili di 77 giorni. Tra i risultati ottenuti dalle singole aziende sanitarie spicca la Asl di Brindisi, che ha ottenuto un tasso di anticipazione dell’84%. fa bene anche la Asl di Taranto con il 70,4%; la Asl di Bari è al 63% di prestazioni anticipate rispetto alla prenotazione iniziale.  Buoni anche i dati degli istituti di ricerca. All’oncologico Giovanni Paolo II di Bari il piano è stato incentrato sui ricoveri chirurgici: eseguiti 736 interventi, raggiungendo il 67% del target. Il De Bellis di Castellana Grotte, nell’ambito dell’endoscopia digestiva, ha eseguito il 100% delle prestazioni preventivate.

I rifiuti arrivati qui illecitamente dalla Campania sono stati bruciati. Le prime ecoballe furono abbandonate nel 2021 ma la situazione diventa sempre più complicata. Nella cava dismessa l’aria è irrespirabile e c’è immondizia bruciata ovunque. Siamo nelle campagne di Minervino Murge, nel cuore del Geo parco Unesco. I rifiuti arrivati qui illecitamente dalla Campania sono stati bruciati. Le prime ecoballe furono abbandonate nel 2021, erano aumentate già nel 2024 durante la visita a febbraio della commissione parlamentare sulle eco mafie. L’associazione “Verdi ambiente e Società” chiedono l’immediata bonifica del sito Qui il servizio sul disastro ambientale nella cava di Minervino Murge (Intervistato Basilio Schiavone, ass.ne Verdi Ambiente e Società)

Sul posto stanno intervenendo i mezzi di soccorso. Traffico in tilt sulla strada statale 16, in direzione Bari, all’altezza di Torre a Mare. A causa della pioggia battente un camion è finito di traverso sulla carreggiata. Sul posto stanno intervenendo i mezzi di soccorsi per far riprendere la circolazione al più presto possibile.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Tricase e quelli di Presicce agli ordini del maresciallo Maggio. Furto con spaccata nella notte, verso le 3.30, ai danni della gioielleria Jamboree di Presicce. I ladri, armati di mazze, hanno colpito la vetrina esterna e, una volta rotta, hanno rubato tutti i gioielli che erano esposti. Poi sono scappati via senza riuscire ad entrare nel negozio per prendere altro. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Tricase e quelli di Presicce agli ordini del maresciallo Maggio.

Secondo la procura, avrebbe accettato la promessa di sostegno elettorale da parte di soggetti ritenuti vicini al clan Diomede e Parisi. Nuove accuse per il sindaco di Modugno Nicola Bonasia, indagato dalla procura di Bari per voto di scambio politico mafioso.Nel provvedimento di conclusione delle indagini preliminari, firmato dal pm della Dda Fabio Buquicchio con il visto del procuratore capo Roberto Rossi, viene formalmente contestato un nuovo episodio di corruzione elettorale, in concorso con tre imprenditori parenti fra loro: il primo cittadino e l’ex assessore ai Lavori Pubblici Antonio Lopez – arrestato a novembre scorso e ora ai domiciliari – avrebbero – secondo l’accusa – promesso posti di lavoro o l’assegnazione di lavori comunali in cambio di appoggio elettorale in occasione delle elezioni amministrative del settembre 2021 e del successivo turno di ballottaggio di ottobre. Bonasia risponde di tre episodi di voto di scambio politico mafioso: sempre secondo la procura, avrebbe accettato la promessa di sostegno elettorale da parte di soggetti ritenuti vicini al clan Diomede e Parisi.In tutto, l’inchiesta coinvolge a vario titolo 14 persone.In seguito all’arresto dell’assessore Lopez – che in un lungo interrogatorio fece parziali ammissioni – la Prefettura inviò la commissione d’accesso per verificare la presenza di eventuali infiltrazioni mafiose all’interno dell’amministrazione. Nessuno scioglimento – ha deciso il Viminale – ma la nuova amministrazione che salirà in carica dopo le elezioni del prossimo 24 e 25 maggio dovrà lavorare sotto lo stretto monitoraggio della Prefettura.

Laureata in giurisprudenza, aveva partecipato e vinto per un progetto scientifico in ambito oncologico del Policlinico. La Regione Puglia ha bloccato la procedura di assunzione al Policlinico di Bari per una borsa di studio di un anno dell’ex consigliera comunale Maria Carmen Lorusso, prima arrestata ed ora processo con l’accusa di scambio elettorale politico-mafioso, nell’ambito dell’inchiesta “Codice interno” che nel febbraio 2024 ha svelato presunti legami tra mafia, politica e imprenditoria in città. In serata si è appreso che la Regione ha inviato gli ispettori del Nirs (nucleo ispettivo regionale sanitario) per verificare la regolarità della procedura e ha bloccato l’assunzione in ragione del procedimento penale cui è sottoposta la Lorusso. Il bando prevedeva l’esclusione di candidati con carichi pendenti e richiedeva una dichiarazione al riguardo per poter essere ammessi.  Lorusso è moglie dell’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri, anche lui arrestato per la stessa inchiesta e già condannato in primo grado a nove anni di reclusione sempre per scambio elettorale politico-mafioso. L’accusa è di aver raccolto a pagamento voti dai clan baresi per favorire l’elezione al consiglio comunale della moglie nel 2019. Con Maria Carmen Lorusso è imputato anche il padre, Vito Lorusso, medico oncologo.  “La dott.ssa Maria Carmen Lorusso – dichiara l’avvocato Luca Castellaneta – travolta da questa campagna mediatica denigratoria, tiene a precisare che in sede di domanda di partecipazione al bando ha espressamente indicato i procedimenti penali pendenti a suo carico”. Pertanto, la notizia riportata da alcuni media che “non ha reso noto di essere a processo” non è assolutamente vera, sostiene il legale. Che aggiunge: “Certa di aver meritato l’assegnazione della borsa di studio, confida nell’esito positivo degli accertamenti disposti dalla Regione”.

In diretta su Telenorba il Corteo di San Nicola da Bari. La Caravella è partita dal Castello Svevo di Bari intorno alle 20.45, poco più tardi rispetto all’orario stabilito. Tantissima la gente assiepata dietro le transenne, provengono da ogni parte della Puglia ma anche da altre regione, dalla Campania in particolare. Il direttore artistico e regista del corteo, Gianni Ciardo, ha voluto salutare tutti con un messaggio semplice, diretto ed efficace: “San Nicola è nostro. Se non fosse stato nostro, lo avremmo rubato. Niente di grave, lui ci avrebbe perdonato, anche perché sarebbe stato un furto d’amore e quando c’è amore tutto è perdonato”. Tra i figuranti anche il vice ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, che interpreta un nobile della città. Per lui una tradizione che si rinnova da oltre 10 anni e a cui, ha detto, non può assolutamente rinunciare. Potete seguire il Corteo in diretta su Telenorba

Era successo già tre mesi fa, sempre nella stessa scuola. A Taviano un ragazzino di scuola media, di soli 13 anni, si è presentato a scuola con una pistola scacciacani nello zaino. Il 13enne avrebbe mostrato l’arma ai compagni di classe e quando la notizia è arrivata alle orecchie dei professori, è immediatamente intervenuto il dirigente scolastico che ha chiamato i carabinieri. Era successo già tre mesi fa, a febbraio, sempre nella stessa scuola. La pistola, prima del tappo rosso, è stata sequestrata dai militari. Anche questo caso è finito all’attenzione del Tribunale per i minorenni. 

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