
Il Bari vince a Catanzaro ed è ai playout: spareggio col Sud Tirol
Si riapre il capitolo salvezza. Ma sarà dura: per restare in B il Bari dovrà realizzare un gol in più nei 180 minuti Il Bari

Si riapre il capitolo salvezza. Ma sarà dura: per restare in B il Bari dovrà realizzare un gol in più nei 180 minuti. Il Bari ha un sussulto d’orgoglio. A Catanzaro, i biancorossi reagiscono, proprio all’ultima di campionato, dopo una serie di prestazioni inqualificabili. Il Catanzaro dell’ex Ciro Polito ci prova ed è subito in vantaggio al 12esimo con Verrengia. Un colpo che in altri tempi avrebbe annichilito il Bari. Che invece ha la forza di reagire e già nel primo tempo ribalta il parziale con Moncini al 23esimo. Di Piscopo, al 40esimo e al 50esimo, le reti della sicurezza, leggermente minacciata dal 2 – 3 di Koffi su calcio di rigore in pieno di rigore. Il Bari è ai playout. Sfiderà il Sud Tirol tra andata e ritorno il 15 e il 22 maggio. Si riapre il capitolo salvezza. Ma è dura: per restare in B il Bari dovrà realizzare un gol in più nei 180 minuti
. Il maltempo si è messo d’impegno a rovinare la festa di San Nicola a Bari. Dopo l’annullamento della processione a mare a causa del maltempo, è saltata anche l’esibizione delle Frecce Tricolori, previsto per le 17. La decisione è stata presa a termine di una riunione operativa nella sede dell’Aeronautica militare con il Comandante della PAN
L’idea è venuta a quattro amici: Aldo Iannone, Pippo Campione, Francesco Tarantini e Rino Leo. Nasce a Corato il Fantasantini, grazie all’intuizione di quattro amici, dice Aldo Iannone, con lui Pippo Campione, Francesco Tarantini e Rino Leo. Ci si registra on line, si sceglie un candidato sindaco e dieci candidati consiglieri (praticamente la squadra) e poi si procede ad accumulare punti secondo fantaregole. Qui le regole del gioco spiegate dall’ideatore Aldo Iannone Int. Aldo Iannone, ideatore
I rifiuti arrivati qui illecitamente dalla Campania sono stati bruciati. Le prime ecoballe furono abbandonate nel 2021 ma la situazione diventa sempre più complicata. Nella cava dismessa l’aria è irrespirabile e c’è immondizia bruciata ovunque. Siamo nelle campagne di Minervino Murge, nel cuore del Geo parco Unesco. I rifiuti arrivati qui illecitamente dalla Campania sono stati bruciati. Le prime ecoballe furono abbandonate nel 2021, erano aumentate già nel 2024 durante la visita a febbraio della commissione parlamentare sulle eco mafie. L’associazione “Verdi ambiente e Società” chiedono l’immediata bonifica del sito Qui il servizio sul disastro ambientale nella cava di Minervino Murge (Intervistato Basilio Schiavone, ass.ne Verdi Ambiente e Società)
E’ stato presentato a Lecce il progetto Fandango che nel mese di giugno trasformerà tre luoghi della città per convertili in Hub creativi. Il progetto Fandango Factory prende ufficialmente il via a Lecce, segnando una svolta per il futuro creativo del Mezzogiorno. Finanziata da Fondazione CDP e Fondazione CON IL SUD, questa iniziativa trasformerà il cuore della città in un vero Hub culturale diffuso. Protagonisti saranno tre gioielli architettonici: l’ex Conservatorio Sant’Anna, l’ex Convento degli Agostiniani e il Teatro Apollo. Questi spazi rigenerati ospiteranno coworking, incubatori per startup giovanili e percorsi formativi dedicati ai NEET, con l’obiettivo di trasformare il talento in impresa. Il culmine delle attività sarà l’evento “Fandango Live”, in programma dall’11 al 14 giugno 2026. Quattro giorni di incontri con grandi nomi della cultura e dello sport — da Alessandro Baricco a Kasia Smutniak — per un modello di sviluppo che unisce inclusione sociale e sostenibilità ambientale verso la neutralità climatica. Intervista a Elio Dongiovanni – Direttore agenzia formativa Ulisse e Domenico Procacci – Fandango Servizio di Matteo Bottazzo
Nonostante il vento, l’arcivescovo Satriano benedice le acque dal molo e lancia un monito alla città: “Bari ha bisogno del fuoco della giustizia”. La diana delle 4,30 ha svegliato la città per l’avvio delle celebrazioni religiose della Festa di San Nicola, iniziate con la prima Messa delle cinque in Basilica, celebrata dal priore Padre Giovanni Distante. È seguita la processione per le vie della Città Vecchia, dove coperte appese e petali dalle finestre hanno festeggiato il passaggio del Santo, che si è fermato per le preghiere davanti alla Cattedrale, nella Chiesa della Confraternita del Santissimo Rosario, a San Domenico, per poi fare tappa in Prefettura, al Comune e in Camera di Commercio, prima di raggiungere il Molo San Nicola. Qui, l’arcivescovo Giuseppe Satriano, dal pulpito ha scosso ancora le coscienze: “a che serve la devozione senza la conversione?” ha chiesto. E poi: “Bari non può onorare il Santo solo con la festa e la bellezza dei riti, tutte cose preziose, ma la città ha bisogno del fuoco della giustizia”. L’arcivescovo ha poi chiuso l’omelia pregando San Nicola di “non permettere che l’illegalità rubi il futuro ai nostri ragazzi”. Un richiamo al senso profondo della celebrazione, che anche il maltempo, con la pioggia e il vento, sembrava voler sottolineare. Si è tentato di non privare il popolo della tradizionale processione a mare della Statua accompagnata dalle barche, ma dopo la benedizione del mare, dove l’arcivescovo ha versato la Sacra Manna, San Nicola è rimasto sul pontone, senza riuscire ad arrivare sul motopeschereccio. Alla fine, la statua è dovuta rientrare sulla terraferma ed è rimasta sul palco davanti al Circolo Barion.
Il paradosso delle liste d’attesa. Una donna di Taranto deve sottoporsi ad un intervento urgente. La Asl la chiama dopo 3 anni. Per fortuna la signora Annalisa oggi sta bene, ma se avesse aspettato la chiamata della Asl di Taranto, dopo 3 anni, chissà quali conseguenze avrebbe riportato. A febbraio del 2023 la paziente arriva al pronto soccorso per un grave problema ginecologico. Attende circa 19 ore per tutti gli accertamenti. Le dicono che deve operarsi con urgenza. La inseriscono in lista d’attesa. La richiamano per l’intervento dopo 3 anni e 3 mesi. Intervista a Annalisa Fanelli
Sul posto stanno intervenendo i mezzi di soccorso. Traffico in tilt sulla strada statale 16, in direzione Bari, all’altezza di Torre a Mare. A causa della pioggia battente un camion è finito di traverso sulla carreggiata. Sul posto stanno intervenendo i mezzi di soccorsi per far riprendere la circolazione al più presto possibile.
L’OMS monitora il virus Andes dopo i decessi tra Argentina e Sudafrica: tra sintomi respiratori e contatti stretti, ecco perché non è una nuova pandemia. Il recente focolaio da hantavirus emerso sulla nave da crociera Hondius ha attirato l’attenzione delle autorità sanitarie internazionali, sebbene l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) abbia attualmente classificato il rischio di diffusione globale come basso. La vicenda ha avuto inizio durante una spedizione tra l’Antartide e l’oceano Atlantico meridionale, partita da Ushuaia il primo aprile. Il primo segnale di allarme è giunto con il decesso di un passeggero olandese per insufficienza respiratoria, seguito a breve distanza dalla morte della moglie a Johannesburg. Ad oggi si contano otto casi, tra confermati e sospetti, inclusa un’assistente di volo KLM entrata in contatto con i contagiati e una persona rientrata in Svizzera risultata positiva. Il virus responsabile è stato identificato come virus Andes, una specifica variante di hantavirus endemica del Sudamerica, nota per essere trasportata da piccoli roditori. Secondo le ricostruzioni dell’OMS, il contagio iniziale sarebbe avvenuto durante sessioni di birdwatching in aree rurali tra Uruguay, Cile e Argentina, dove i passeggeri sarebbero entrati in contatto con feci o urina di roditori infetti. Il virus Andes è caratterizzato da un periodo di incubazione che varia da una a otto settimane, rendendo la diagnosi precoce estremamente complessa poiché i sintomi iniziali, come febbre e stanchezza, sono facilmente sovrapponibili a quelli di una comune influenza. Tuttavia, la progressione della malattia può portare a una grave sindrome polmonare con un tasso di letalità del 40%. Attualmente non esistono vaccini o cure specifiche, e le terapie si limitano al supporto delle funzioni vitali e respiratorie. Uno degli aspetti più dibattuti dal punto di vista scientifico riguarda la trasmissione da persona a persona: a differenza di altri hantavirus che si trasmettono esclusivamente dagli animali all’uomo, il virus Andes ha mostrato in passato la capacità di diffondersi tra esseri umani attraverso contatti stretti e prolungati, sebbene questa modalità sia considerata rara e meno efficiente rispetto ad altri patogeni respiratori come il SARS-CoV-2. Nonostante il clima di preoccupazione, gli esperti sottolineano che non ci sono presupposti per temere una nuova pandemia. Gli hantavirus hanno dinamiche di trasmissione molto diverse dai coronavirus: non si diffondono facilmente tramite semplici goccioline respiratorie in ambienti condivisi e tendono a generare catene di contagio brevi che si esauriscono spontaneamente. Inoltre, l’elevata gravità dei sintomi e l’alta letalità rendono paradossalmente più difficile la circolazione massiva del virus tra la popolazione. Il monitoraggio della nave Hondius, attualmente diretta verso le isole Canarie per fornire assistenza medica, e il sequenziamento genetico dei campioni prelevati dai pazienti positivi sono passaggi fondamentali per escludere mutazioni che possano favorire un adattamento del virus agli umani. Al momento, l’attenzione rimane focalizzata sul tracciamento di chi ha partecipato alla crociera e sul monitoraggio di eventuali sintomi nelle persone sotto osservazione in Europa e negli Stati Uniti.
Il presidente Alfonso Cavallo: “Scenario insostenibile nello Stretto di Hormuz”. Gasolio agricolo a 1,42 euro e rincari record per i fertilizzanti. L’aggravarsi del conflitto in Iran e le tensioni nello Stretto di Hormuz stanno provocando una vera e propria tempesta economica sulle aziende agricole della Puglia. Secondo l’ultimo report di Coldiretti Puglia, l’escalation dei costi di produzione ha raggiunto picchi del 45%, mettendo a rischio la tenuta del comparto regionale. A pesare è soprattutto la fiammata dei prezzi dei fertilizzanti e dei carburanti, influenzata dall’instabilità di uno snodo logistico cruciale per gli approvvigionamenti mondiali. I numeri delineano un quadro allarmante: il prezzo dell’urea è schizzato a 870 euro a tonnellata, segnando un rincaro dell’85% rispetto allo scorso anno. Non va meglio per il nitrato ammonico (+38%) e per il gasolio agricolo, che è tornato a correre toccando quota 1,42 euro al litro, contro gli 0,85 euro di inizio anno. Questi aumenti, uniti ai rincari di plastica e materie prime, soffocano i bilanci delle imprese agricole già provate dall’emergenza energetica. Le soluzioni di Coldiretti: digestato e alternative green Per ridurre la dipendenza dall’estero e mitigare i costi, Coldiretti Puglia sollecita un cambio di passo deciso verso l’economia circolare. Tra le risorse strategiche figurano: Il digestato: un biofertilizzante naturale derivante dalla produzione di biogas, ottenuto da scarti agricoli e liquami, capace di rigenerare i suoli con alto valore nutritivo. L’acido pelargonico: un erbicida naturale biodegradabile, eccellenza produttiva che trova in Sardegna un polo di riferimento. Rappresenta l’alternativa sostenibile al glifosato, non lasciando residui nel suolo e tutelando la biodiversità. Il grido d’aiuto dei produttori pugliesi “L’aumento dei costi ha raggiunto livelli non più sostenibili – dichiara Alfonso Cavallo, Presidente di Coldiretti Puglia – le nostre imprese non possono assorbire ulteriori rincari. In assenza di interventi a sostegno del reddito agricolo, rischiamo di compromettere l’intero sistema produttivo regionale”. Sulla stessa linea il direttore Pietro Piccioni, che evidenzia il paradosso della filiera: mentre i costi di produzione esplodono, i prezzi di vendita riconosciuti agli agricoltori restano insufficienti a coprire le spese, con ripercussioni pesanti anche sui carrelli della spesa dei consumatori. Secondo Coldiretti, l’Unione Europea appare ancora troppo distratta e in ritardo rispetto alle necessità urgenti dei coltivatori, impegnati a garantire cibo sicuro e di qualità in un clima di forte incertezza geopolitica.
Nel calendario di eventi per San Cataldo, patrono di Taranto, l’incontro dell’arcivescovo con i sindaci ai quali è stato consegnato il manifesto per l’inclusione, Le città visibili. Al centro, un messaggio: la bellezza migliora la qualità della vita. Diventare creatori di Bellezza. Che è benessere, salute, armonia, inclusività, speranza, bene comune, pace. In una parola felicità. Questo è possibile, a partire dalle piccole cose, dalla valorizzazione di quello che c’è. E’ il messaggio consegnato ai sindaci della provincia di Taranto, nell’incontro voluto dall’arcivescovo Miniero, per la festa patronale di San Cataldo, seguito da un momento di preghiera e dalla consegna dell’olio, ché sempre alimenti lucerne sulle occasioni di futuro. La capacità rivoluzionaria del bello ispira il manifesto de Le città visibili, consegnato ai sindaci. Intervista a Mons. Ciro Miniero, arcivescovo di Taranto e Gianfranco Palmisano, presidente Provincia di Taranto, Emilio Casilini, giornalista
Sentenza del Tribunale di Bari per bancarotta fraudolenta: condannati l’ex direttore Abbinante e l’ex amministratore Eremita. Il Tribunale di Bari ha assolto l’ex sindaco di Casamassima Domenico Birardi da tutte le accuse che gli venivano contestate nel processo nato dal fallimento della “Prestigia Srl“, società per la quale aveva operato come consulente del lavoro. L’azienda si occupava di esternalizzazione dei processi aziendali per diverse realtà produttive su scala nazionale. In merito alla medesima vicenda, i giudici hanno invece condannato a tre anni e sei mesi Vincenzo Abbinante, ex direttore, e a due anni Francesco Eremita, ex amministratore e liquidatore della società. L’accusa contestata era quella di bancarotta fraudolenta. “È stato finalmente riconosciuto che mi sono limitato a svolgere la mia attività professionale in favore di uno dei miei numerosi clienti – dichiara Birardi in una nota diffusa dai suoi legali, gli avvocati Michele Laforgia e Federico Straziota – che l’ho fatto con rigore e che sono completamente estraneo al fallimento della società che io stesso ho richiesto”.
Trattamento inadeguato per cisti ovariche: il Tribunale di Bari accerta l’errore medico per l’uso di una tecnica desueta che ha causato la rimozione di tube e ovaio. Arriva dopo 17 anni la condanna in primo grado nei confronti della Asl di Bari, chiamata a risarcire con 60mila euro una paziente per un trattamento inadeguato di alcune cisti ovariche. I fatti risalgono al lontano 2008, ma la causa civile è stata avviata 9 anni più tardi, in seguito alla citazione presentata dall’avvocato Nicolò Nono D’Achille. Prima di finire in Tribunale, era stato esperito un tentativo di mediazione e un accertamento tecnico preventivo. Su consiglio della ginecologa, la donna nel mese di giugno si sottopone presso un ospedale barese a un intervento chirurgico con la tecnica dell’ago aspirato. Viene poi dimessa in giornata, senza la prescrizione di antibiotici o antinfiammatori. Ed ecco che a distanza di giorni si manifestano febbre e dolori. I postumi proseguono per alcuni mesi, con la formazione di un ematoma retroperitoneale, fino all’intervento risolutivo che ha però comportato la rimozione delle tube e di un ovaio. L’attrice — scrive il giudice — era portatrice di cisti endometriosiche alle ovaie trattate in modo errato dai sanitari mediante una metodica desueta e non suggerita dalle buone pratiche cliniche, atteso che entrambe le cisti avrebbero dovuto essere trattate chirurgicamente in via laparoscopica sin dall’inizio.
Il cardiologo barese Massimo Grimaldi (ANMCO): “Cambio di paradigma, abbattere il colesterolo LDL prima che la malattia colpisca”. La possibilità di ridurre del 36% il rischio di un primo infarto rappresenta oggi una delle scoperte più rilevanti nel panorama della medicina moderna, come confermato dai dati dello studio internazionale Vesalius-cv. Presentata durante il 57° Congresso Nazionale ANMCO 2026 a Rimini, questa ricerca segna un cambiamento profondo e concreto nell’approccio alle malattie cardiovascolari, dimostrando che un intervento tempestivo su pazienti ad alto rischio, anche in totale assenza di precedenti eventi clinici, può salvare migliaia di vite. In un contesto nazionale dove le patologie del sistema circolatorio rimangono la principale causa di morte in Italia, con oltre 220.000 decessi registrati annualmente su un totale di 720.000 morti, diventa imperativo adottare strategie terapeutiche più incisive e mirate. A sottolineare l’urgenza di questo nuovo orientamento è il cardiologo barese Massimo Grimaldi, Presidente ANMCO e Direttore della Cardiologia dell’Ospedale F. Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari), il quale ha evidenziato come la pratica clinica tradizionale sia stata finora troppo sbilanciata verso il trattamento post-evento. Secondo Grimaldi, siamo di fronte a un cambio di paradigma fondamentale: il rischio cardiovascolare non è un evento improvviso, ma un processo che si costruisce silenziosamente nel corso degli anni mentre la malattia è già in atto, offrendo ai medici una finestra temporale strategica per agire prima che il danno diventi irreversibile. Lo studio Vesalius-cv ha fornito prove schiaccianti coinvolgendo oltre 12.000 pazienti monitorati per più di quattro anni, tutti accomunati da un rischio cardiovascolare elevato ma senza una storia clinica di infarti o ictus. Il cuore della strategia risiede nell’abbattimento drastico del colesterolo LDL, identificato come la causa diretta dell’aterosclerosi; grazie all’impiego del farmaco evolocumab, i ricercatori sono riusciti a ridurre i livelli di colesterolo cattivo di oltre il 50%, raggiungendo valori ottimali intorno ai 45 mg/dL. Come ribadito anche da Claudio Bilato, Vicepresidente ANMCO, il dato più significativo resta la capacità di prevenire la prima manifestazione della malattia, evitando non solo il decesso ma anche le gravi conseguenze permanenti che un evento acuto lascia sulla vita quotidiana delle persone. Questo nuovo approccio trasforma radicalmente la prevenzione primaria, rendendo la cardiologia moderna capace di intervenire con precisione chirurgica su pazienti apparentemente sani ma biologicamente vulnerabili, garantendo un impatto senza precedenti sulla salute pubblica e sulla longevità della popolazione.
Campagna “Se non è elettronica, non vale”: come rinnovare il documento e perché il formato digitale è obbligatorio in Italia e UE. Il processo di digitalizzazione del Paese compie un passo decisivo. A partire dal 3 agosto, la versione cartacea della carta d’identità cesserà ufficialmente di avere valore legale, sia in Italia che nei Paesi dell’Unione Europea. Il provvedimento è perentorio: il vecchio formato non sarà più accettato, indipendentemente dalla data di scadenza indicata sul retro del documento. Da quella data, l’unica versione valida per l’espatrio e l’identificazione sarà la CIE (Carta d’Identità Elettronica). La campagna “Se non è elettronica, non vale” Per accompagnare i cittadini in questa transizione, il Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio ha lanciato la campagna istituzionale “Se non è elettronica, non vale”. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Ministero dell’Interno e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, mira a sensibilizzare sulla necessità di richiedere tempestivamente il rinnovo presso il proprio Comune di residenza. Perché la CIE è indispensabile? La campagna di comunicazione, diffusa tramite spot radio-TV e canali social, illustra l’importanza della CIE attraverso tre scenari comuni della vita quotidiana: Viaggi: le procedure di imbarco su un aereo di linea. Finanza: le operazioni burocratiche allo sportello bancario. Socialità: la verifica della maggiore età per l’accesso a eventi e locali. Il messaggio è chiaro: senza il formato elettronico, molte delle attività ordinarie potrebbero risultare bloccate. Sicurezza e Innovazione Questa transizione non è solo un cambio di formato, ma un pilastro della strategia digitale italiana. La CIE garantisce infatti standard di sicurezza molto più elevati contro le contraffazioni e semplifica l’accesso ai servizi online della Pubblica Amministrazione. Nota per i cittadini: Si consiglia di verificare lo stato del proprio documento e di prenotare l’appuntamento per il rilascio della CIE con anticipo, onde evitare disagi in vista della scadenza definitiva del 3 agosto.
A Barletta la terza edizione di “Confido nel Rotary”, dedicato al sostegno del Rifugio Comunale. Nessuno resti indietro. E nemmeno in gabbia. Questa la finalità del progetto “ConFido nel Rotary” giunto alla terza edizione. Un appuntamento che unendo cuore, comunità e responsabilità, accende i riflettori su temi cari ai nostri amici a 4 zampe: il rispetto, la cura e le adozioni consapevoli. Un impegno concreto voluto dal Rotary Club di Barletta, dedicato al sostegno del locale Rifugio Comunale dove ci sono oltre 200 cani, all’inclusione, e alla responsabilità collettiva. Anche quest’anno con un aiuto reale. Intervista a Alessandra Palmiotti – Segr. Rotary Club Barletta e Vito Colucci – Pres. Rotary Club Barletta
Zelestra, azienda leader nel settore, inaugura a Ginosa il primo impianto agrivoltaico. Una risposta concreta alle politiche europee sul green, ma anche alle esigenze di occupazione e decarbonizzazione. Prossimo investimento a Massafra. 11mila pannelli solari per la produzione di oltre 11 Gwh di energia pulita, destinata a 4mila famiglie italiane. Inaugurato a Ginosa il grande impianto agrivoltaico di Zelestra. E la visita con la Energy Academy con gli studenti, famiglie e competenze del domani. 40 milioni di investimento; 50 persone impiegate sul territorio; l’abbattimento di 3700 tonnellate all’anno di emissioni di Co2, contribuendo alla decarbonizzazione. Una risposta concreta alle politiche europee sul green e in conformità con le linee guida del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica: i pannelli sopraelevati permettono la coesione tra produzione energetica e agricola. L’azienda annuncia già nuovi investimenti, a Massafra, per quanto riguarda Taranto, ma in tutta la Puglia. Intervista a Eliano Russo, CEO Zelestra Italia e Beppe Bratta, Presidente del Distretto Produttivo Pugliese “La Nuova Energia”
La ricetta a Mattino Norba. 500 g Ceci precotti (peso sgocciolato) 90 g Succo di limone Aglio (facoltativo) 1 spicchio Olio extravergine d’oliva 50 g 1 limone Acqua q.b. Sale fino q.b. Per guarnire Paprika dolce q.b. Prezzemolo q.b. Olio extravergine d’oliva q.b. Pepe nero q.b.
La ricetta a Mattino Norba. Ingredienti 2,5 tazze di riso Basmati Olio evo Sale 1 melanzana grande, 2 zucchine grandi 2 patate medie 1-2 pomodori 500 ml di brodo vegetale Spezie Curcuma, cannella, pepe nero, cumino Guarnizione Pinoli o mandorle tostate e prezzemolo fresco
La ricetta a Mattino Norba. HARISA O BABOUSA Per l’impasto: 300-350g di semolino di grano duro, 100-200g di zucchero, 80-100g di cocco rapè, 1 vasetto di yogurt bianco, 150g di burro fuso (o olio di semi), 1-2 uova e 1 bustina di lievito. Per lo sciroppo 250g di zucchero, 200ml di acqua, succo di limone e 1-2 cucchiai di acqua di fiori d’arancio o di rose. Per decorare Mandorle intere pelate.

Si riapre il capitolo salvezza. Ma sarà dura: per restare in B il Bari dovrà realizzare un gol in più nei 180 minuti Il Bari

Il maltempo si è messo d’impegno a rovinare la festa di San Nicola a Bari. Dopo l’annullamento della processione a mare a causa del maltempo,

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MONITOR L’OMS monitora il virus Andes dopo i decessi tra Argentina e Sudafrica: tra sintomi respiratori e contatti stretti, ecco perché non è una nuova

TACCUINO ECONOMICO Il presidente Alfonso Cavallo: “Scenario insostenibile nello Stretto di Hormuz”. Gasolio agricolo a 1,42 euro e rincari record per i fertilizzanti L’aggravarsi del

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MONITOR Il cardiologo barese Massimo Grimaldi (ANMCO): “Cambio di paradigma, abbattere il colesterolo LDL prima che la malattia colpisca” La possibilità di ridurre del 36%

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A Barletta la terza edizione di “Confido nel Rotary”, dedicato al sostegno del Rifugio Comunale Nessuno resti indietro. E nemmeno in gabbia. Questa la finalità

Zelestra, azienda leader nel settore, inaugura a Ginosa il primo impianto agrivoltaico. Una risposta concreta alle politiche europee sul green, ma anche alle esigenze di

La ricetta a Mattino Norba 500 g Ceci precotti (peso sgocciolato) 90 g Succo di limone Aglio (facoltativo) 1 spicchio Olio extravergine d’oliva 50 g 1 limone Acqua q.b.

La ricetta a Mattino Norba Ingredienti 2,5 tazze di riso Basmati Olio evo Sale 1 melanzana grande, 2 zucchine grandi 2 patate medie 1-2 pomodori

La ricetta a Mattino Norba HARISA O BABOUSA Per l’impasto: 300-350g di semolino di grano duro, 100-200g di zucchero, 80-100g di cocco rapè, 1 vasetto
