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Febbraio 19, 2026

Si tratta di Anzano di Puglia, Biccari, Bovino, Carlantino, Celenza Valfortore, Panni e Poggio Imperiale. I sindaci inviano una lettera di protesta al Ministero dell’Interno. Sette Comuni della provincia di Foggia (Anzano di Puglia, Biccari, Bovino, Carlantino, Celenza Valfortore, Panni e Poggio Imperiale) risultano tra i 70 enti esclusi dal finanziamento del Piano Nazionale per la Riqualificazione dei Piccoli Comuni, nonostante fossero stati precedentemente ammessi in graduatoria. Il bando, previsto dalla Legge n. 158 del 6 ottobre 2017 destinato a progetti di valorizzazione e rigenerazione dei centri con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, pubblicato nel luglio 2023 dal Dipartimento Casa Italia, prevedeva contributi fino a 700.000 euro per ogni Comune, anche in forma associata. Il 20 agosto 2024 sulla Gazzetta Ufficiale si pubblica l’elenco dei Comuni ammessi: 245 per un totale di 144 interventi. Per gli esclusi la possibilità di impugnazione entro 60 giorni dalla pubblicazione. Lo scorso 10 febbraio il Ministero dell’Interno di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze pubblica sul proprio sito un nuovo elenco dei progetti ammessi a finanziamento. La graduatoria ha subito una sforbiciata: i progetti, da 144 scendono a 91. Fuori restano 70 Comuni, tra cui i 7 della Capitanata. “È inaccettabile che Comuni già ammessi al finanziamento vengano esclusi senza alcuna spiegazione – dichiarano i sette sindaci -. Non chiediamo favori, ma rispetto delle regole, dei diritti delle nostre comunità. Ogni euro bloccato significa progetti fermi, scuole, strade e servizi pubblici incompiuti. È inammissibile sacrificare le aree interne, già fragili, per giochi burocratici. Non intendiamo attendere oltre, perché i rischi che incombono sulle attività amministrative e la vita delle comunità sono gravissimi. Chiediamo, perciò, chiarezza e lo sblocco immediato dei fondi dovuti, di diritto, ai singoli Comuni esclusi”. I sette sindaci hanno inviato formale lettera di protesta al Ministero dell’Interno e al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

La ricetta a Mattino Norba. Scopri come preparare il calzone molfettese. Qui di seguito gli ingredienti: Ingredienti per l’impasto  1kg di semola  700g di acqua  30g di lievito  30g di sale Per la Farcitura  Cipolla lunga Merluzzo  Olive baresane Pomodoro pelato  Sale e pepe qb

La ricetta a Mattino Norba. Oggi prepariamo uno dei dolci tipici del periodo: le zeppole di San Giuseppe. Qui di seguito gli ingredienti: Ingredienti 250g di acqua  125g di burro 5 uova  Un pizzico di sale Per la Crema pasticceria  450g di latte 60g di tuorlo  150 zucchero semolato 60 di amido di mais 50g di panna fresca  Aromi a piacere

Scopri la ricetta a Mattino Norba. Oggi a Mattino Norba prepariamo la pasta e patate a modo mio. Qui di seguito gli ingredienti: Ingredienti Pasta mischiata  500g di patate 300g di pancetta Mezza Cipolla 300 di provola affumicata  300 di provola Grana padano Pecorino Romano

Inaugurata la una nuova filiale per un’azienda leader nella produzione di macchine agricole. Una nuova filiale a Rutigliano che si presenta non come semplice concessionario, ma si evolve in un hub di servizi, consulenza e supporto tecnico per l’agricoltura, oltre alla produzione di macchinari innovativi in grado di ridurre sprechi e ottimizzare i processi aizendali. 14 le unità che con la sede centrale ad Andria diventeranno 50 nei prossimi due anni. Riprese e montaggio di Roberto CofanoInterviste a Domenico Inchingolo, amministratore unico Inchingolo srl; Francesco Zazzetta, Business Director New Holland Italia; Francesco Paolicelli, assessore agricoltura Regione Puglia

Forti di una perizia di parte, gli inquilini si sono rivolti al Tribunale, perché valuti se quegli appartamenti abbiano i requisiti di sicurezza e abitabilità. È finita in Tribunale la vicenda delle case popolari di via Corticelli, a Ceglie del Campo, quartiere alla periferia di Bari. “L’Arca, dicono i 72 inquilini, è rimasta sorda alle nostre sollecitazioni, adesso saranno i giudici a stabilire se le case abbiamo i requisisti di abitabilità e sicurezza”. Riprese e montaggio di Cosimo Caragiulo

Per conoscere gli aggiornamenti si rimanda attraverso i loro canali ufficiali. È interrotta temporaneamente la circolazione ferroviaria sulla tratta Terlizzi-Andria. Lo fa sapere Ferrotramviaria. La causa è un guasto tecnico alla fornitura elettrica Enel che alimenta l’apparato Centrale Computerizzato di Ruvo. L’interruzione della fornitura elettrica ha provocato la disconnessione degli impianti di gestione e controllo della circolazione ferroviaria di Ruvo, Corato e Andria Sud, rendendo necessario il blocco temporaneo della circolazione ferroviaria sulla tratta interessata. Ferrotramviaria ha attivato i servizi sostitutivi con autobus per garantire la continuità del servizio ai viaggiatori lungo il tratto interrotto. Per conoscere gli aggiornamenti si rimanda attraverso i loro canali ufficiali.

Arrestate in flagranza di reato anche altre due persone, un 24enne e una 36enne: avevano droga in casa. Scattano i controlli antidroga a Bisceglie. I carabinieri hanno notato nei pressi di una scuola media un 20enne in atteggiamento sospetto: con sé aveva alcune dosi di sostanza stupefacente già pronte per la cessione: una di hashish, due di marijuana, una di cocaina nonché la somma in contanti di 335 euro. L’uomo è agli arresti domiciliari. Durante i controlli sono state arrestate anche altre due persone: un 24enne e una 36enne, per l’uomosono stati disposti i domiciliari, per la donna si sono aperte le porte del carcere. Le accuse sono di traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti. Nel corso di perquisizioni domiciliari eseguite nei confronti del 24enne sono stati trovati 250 grammi di marijuana, 100 grammi di hashish, 2.640 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio, oltre a materiale per il confezionamento delle dosie 9 proiettili calibro 7,65. In casa casa della donna arrestata, invece, sono stati sequestrati 13 grammi di cocaina, 2 di hashish e 3.950 euro in contanti.

Nonostante una speranza di vita superiore a 84 anni, in Italia calano gli anni in buona salute e crescono le disuguaglianze nell’accesso alle cure e nei tempi di attesa del SSN. L’Italia mantiene una speranza di vita alla nascita superiore a 84 anni, ai vertici dell’Unione Europea insieme alla Svezia (dati OCSE 2025, Country Health Profile 2024). Tuttavia, la speranza di vita in buona salute si ferma a circa 69 anni (68,5 per i maschi, 69,6 per le femmine), con un calo di circa un anno rispetto all’anno precedente (Istat 2024, BES 2023). Il Rapporto “Sussidiarietà e Salute” della Fondazione per la Sussidiarietà, presentato nella Sala della Regina alla Camera dei Deputati, evidenzia forti disparità territoriali tra Nord e Sud Italia, con differenze di 4-5 anni nella salute media della popolazione. Circa il 40% degli indicatori di salute relativi agli obiettivi dell’Agenda 2030 mostra un trend negativo, tra cui sovrappeso infantile, disuguaglianze nell’accesso alle cure e debolezze nelle misure di prevenzione. Disuguaglianze sociali e mortalità evitabile Il Rapporto conferma che salute e istruzione sono strettamente correlate: Mortalità evitabile per 10.000 residenti: 39,6 per chi ha licenza elementare o nessun titolo 33,5 per licenza media 26,4 per diploma 20,3 per laurea o titolo superiore Inoltre, fino al 74% degli italiani ha avuto esperienze dirette o indirette di problemi di salute mentale (Rapporto Censis & Lundbeck Italia 2025). Accesso alle cure e rinunce La difficoltà di accesso alle cure è il principale indicatore della perdita di universalismo nel SSN: 9-10% della popolazione rinuncia o rinvia cure necessarie per motivi economici o lunghe attese Oltre il 20% tra le fasce più svantaggiate Il 67-73% degli italiani segnala criticità nei tempi di attesa: 73% per esami diagnostici, 67% per prime visite specialistiche Solo 6 delle 10 visite più comuni vengono effettuate nei tempi previsti, mentre per gli esami diagnostici sono 8 su 20. Questi ritardi compromettono diagnosi precoce e continuità terapeutica. Spesa sanitaria e privatizzazione La spesa sanitaria privata (out-of-pocket) in Italia è tra le più alte d’Europa, pari al 24% della spesa totale, superiore alla media UE del 15%. L’8,6% delle famiglie affronta spese sanitarie insostenibili, collocando l’Italia al nono posto peggiore nell’area OCSE. Dal 1980 al 2023 la quota di spesa pubblica sul totale è scesa dal 63,9% al 61,1%, mentre la spesa a carico delle famiglie è aumentata dal 18,6% al 25,7%. Studi recenti mostrano che una riduzione del 10% della spesa sanitaria può causare 44 decessi in più ogni 10.000 pazienti, mentre un incremento del 10% in farmaci e controlli preventivi può evitare fino a 2.500 decessi all’anno. Conclusioni del Rapporto Secondo il Rapporto, la sanità italiana non è in crisi improvvisa, ma sta subendo una trasformazione lenta e strutturale dovuta a: Sottofinanziamento storico Disuguaglianze tra territori e fasce socio-economiche Aumento della spesa privata e ricorso a strutture private La sfida per il futuro è garantire equità, accesso universale e qualità delle cure, riducendo le disparità territoriali e rafforzando il ruolo del Servizio Sanitario Nazionale come diritto reale per tutti i cittadini.

Il Rapporto della Fondazione per la Sussidiarietà denuncia le criticità del Servizio Sanitario Nazionale e propone modelli di collaborazione tra Stato, territori e comunità per garantire equità e sostenibilità. Il Rapporto “Sussidiarietà e Salute”, presentato oggi dalla Fondazione per la Sussidiarietà nella Sala della Regina alla Camera dei Deputati, evidenzia criticità nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e propone un modello di collaborazione tra Stato, territori e comunità per migliorare equità, sostenibilità e qualità delle cure. All’evento sono intervenuti il presidente della Camera Lorenzo Fontana, il ministro della Salute Orazio Schillaci e il presidente dell’intergruppo parlamentare per la sussidiarietà Maurizio Lupi. Il rapporto è stato redatto con il contributo di accademici e ricercatori di università italiane e internazionali, tra cui Bicocca, Bocconi, Brunel University, Ca’ Foscari, York, Università Cattolica, Parma, Pavia, Sant’Anna di Pisa e Verona. Dati chiave sulla sanità italiana Il Rapporto mostra una crescente perdita di universalismo ed equità nel SSN: 9-10% della popolazione rinuncia o rinvia cure per motivi economici o lunghe attese; oltre il 20% tra i più svantaggiati. Tasso di mortalità evitabile correlato al titolo di studio: 39,6/10.000 per chi ha licenza elementare, 20,3/10.000 per laureati. Circa 4 milioni di over65 non autosufficienti e oltre 5,5 milioni di anziani vivono soli; il 14% degli over65 è a rischio isolamento sociale. L’Assistenza domiciliare integrata (ADI) copre solo il 30,6% degli anziani non autosufficienti, mentre gran parte della cura ricade sulle famiglie. La spesa sanitaria out-of-pocket italiana è tra le più alte d’Europa: 24% della spesa totale, contro il 15% della media UE, con un aumento costante dal 2010. Criticità strutturali del SSN Secondo il Rapporto, i principali problemi del sistema pubblico sono: Sottofinanziamento cronico (circa 37 miliardi di euro di tagli 2010-2019) Risorse allocate per prestazioni e non per integrazione dei percorsi assistenziali Mancanza di continuità e integrazione tra sanitario e sociosanitario Carenza di personale, in particolare medici di medicina generale I pazienti cronici e fragili subiscono maggiormente questi limiti, spesso attraversando più setting di cura senza responsabilità unitaria. Modelli efficaci e proposte di riforma Il Rapporto sottolinea l’efficacia dei modelli basati su collaborazioni strutturate tra enti sanitari, come le Botteghe di Comunità della ASL di Salerno, coinvolgendo 29 comuni e oltre 28.000 cittadini. Le principali proposte includono: Incremento della spesa sanitaria e introduzione di budget di cura per pazienti fragili Rafforzamento dell’assistenza territoriale con cabine di regia distrettuali, Case della Comunità e Ospedali di Comunità Istituzione di un Servizio nazionale per la non autosufficienza Piani pluriennali per assunzione e valorizzazione del personale sanitario, con retribuzioni in linea con la media UE Migliore regolazione del privato accreditato, orientato a ridurre disuguaglianze e inefficienze Sussidiarietà come chiave per equità e sostenibilità Per Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, il rapporto indica che l’alternativa non è tra pubblico e privato, ma tra un Paese che garantisce cure per tutti e uno dove si cura solo chi può permetterselo. La sussidiarietà diventa così l’architettura istituzionale dell’universalismo, rendendo il diritto alla salute effettivo, misurabile e sostenibile nel tempo.

In magistratura dal 1994 è statoi anche giudice minorile, GIP/GUP e componente del Consiglio Giudiziario. Il dottor Giuseppe Battista, barese di 62 anni, è stato nominato all’unanimità presidente di sezione penale del Tribunale di Bari. La delibera è stata adottata dal plenum del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). In magistratura dal 1994, Giuseppe Battista ha ricoperto diversi incarichi: è stato giudice minorile, giudice presso le sezioni distaccate di Rutigliano e Acquaviva delle Fonti, coordinatore di sezione, magistrato del Riesame e delle misure di prevenzione per 10 anni. Attualmente svolge le funzioni di GIP/GUP presso il Tribunale di Bari. Da aprile 2025 è anche componente del Consiglio Giudiziario.

In conferenza stampa, il Viceministro alla Giustizia, Sisto, ha spiegato i dettagli. Due saranno in Puglia, uno in Basilicata. Un possibile percorso di mediazione tra la vittima e l’autore del reato. È l’obiettivo dei nuovi centri di giustizia riparativa, previsti dalla riforma Cartabia, attivati, in collaborazione con gli enti locali, in tutta Italia. Dei 36 nuovi centri, in Puglia ne sono previsti due, a Bari e a Taranto. In Basilicata uno, a Matera. Riprese e montaggio di Massimo D’OlimpioIntervista al senatore Francesco Paolo Sisto, viceministro alla Giustizia

Il programma del MASAF coinvolge produttori locali e scuole per garantire alimenti sicuri, educazione nutrizionale e tutela dei formaggi DOP pugliesi. Parte ufficialmente il programma “Latte nelle Scuole”, l’iniziativa dedicata alla promozione del consumo di latte, yogurt e formaggi nelle scuole primarie, con l’obiettivo di educare i bambini a una corretta alimentazione fin dai primi anni di vita. A darne notizia è Coldiretti Puglia, in riferimento al programma di educazione alimentare promosso dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), che coinvolge direttamente i produttori del settore lattiero-caseario nella distribuzione dei prodotti e nelle attività di sensibilizzazione. L’iniziativa punta a garantire che nelle mense scolastiche arrivino esclusivamente prodotti 100% Made in Italy, certificati per qualità e sicurezza alimentare. Latte e yogurt: benefici nutrizionali per la crescita dei bambini Come evidenzia il Ministero della Salute, latte e yogurt rappresentano fonti essenziali di: Calcio Vitamine del gruppo B Proteine ad alto valore biologico Questi nutrienti sono fondamentali per la crescita ossea nei bambini e per il benessere generale della popolazione. Il Ministero raccomanda il consumo quotidiano di 3 porzioni tra latte e yogurt, per assicurare un adeguato apporto nutrizionale e contribuire alla prevenzione di patologie cronico-degenerative. Il programma “Latte nelle Scuole” non si limita alla semplice distribuzione dei prodotti, ma prevede anche: Corsi di degustazione Attività didattiche Visite nelle fattorie Percorsi di educazione alimentare Un progetto strategico che contribuisce a formare i consumatori del futuro, rendendoli più consapevoli nelle scelte alimentari. Settore lattiero-caseario in Puglia: numeri, occupazione e valore economico Secondo Coldiretti Puglia, è fondamentale garantire stabilità al settore lattiero-caseario pugliese, che rappresenta un pilastro economico, sociale e ambientale per il territorio. Attualmente il comparto conta: 674 stalle da latte 108.000 tonnellate di latte prodotte ogni anno Oltre 130 milioni di euro di valore economico Più di 40.000 tonnellate di formaggi Oltre 6.000 occupati tra diretto e indotto Quando chiude una stalla — sottolinea Coldiretti — si perde un intero sistema fatto di animali, prati per il foraggio, formaggi tipici e famiglie che da generazioni contrastano lo spopolamento delle aree rurali, soprattutto nelle zone più svantaggiate. I formaggi DOP e IGP della Puglia: un patrimonio da tutelare La Puglia vanta un patrimonio caseario unico al mondo, con eccellenze riconosciute a livello nazionale ed europeo. Tra queste: Canestrato Pugliese DOP Burrata di Andria IGP Canestrato leccese Caciocavallo podolico Dauno Caciocavallo della Murgia In totale la regione può contare su 4 formaggi DOP, una IGP e 17 specialità tradizionali riconosciute dal Ministero. Secondo Coldiretti, la tutela di queste produzioni significa anche preservare biodiversità, patrimonio genetico animale e identità culturale del territorio. Prezzi equi e accordi di filiera per garantire la sostenibilità La chiusura di un’azienda zootecnica comporta la perdita definitiva di animali e del loro patrimonio genetico, custodito da generazioni di allevatori. Per questo Coldiretti Puglia ribadisce la necessità di: Accordi di filiera tra imprese agricole e industria Obiettivi qualitativi e quantitativi chiari Prezzi equi che non scendano sotto i costi di produzione Applicazione della normativa contro le pratiche sleali Solo così è possibile garantire la sostenibilità del settore lattiero-caseario, la tutela del Made in Italy e la salute alimentare dei cittadini, in linea con le raccomandazioni del Ministero della Salute.

Isabella chiede alla Regione Puglia di essere ascoltata e riconosciuta. Soffre di una malattia rarissima, Isabella, al punto che in Puglia non riesce ad avere supporto per le sue cure. E allora viaggia, ma non demorde: vuole contribuire a far conoscere la malattia raccontandola e chiede alla Regione Puglia di essere ascoltata e riconosciuta. Riprese e montaggio di Cosimo CaragiuloIntervista a Isabella Mangialardi

Si tratta di due diverse indagini, condotte dalla guardia di finanza e coordinate dalla Procura di Trani, risalenti agli ultimi tre anni. Beni per un valore complessivo di 550mila euro sono stati confiscati a due imprese di Trani e Barletta, accusate di gestione illecita di rifiuti. Gli accertamenti investigativi relativi alla società di Barletta, attiva nel settore del recupero per il riciclaggio dei rifiuti solidi e biomasse, sono iniziati nel 2021 quando fu accertata la gestione di rifiuti da materiali inerti provenienti da demolizioni in quantità 22 volte superiori rispetto al limite stoccabile autorizzato e pari a mille tonnellate. Sarebbe stata realizzata una discarica abusiva estesa per 40mila metri quadrati e cinque volte più grande rispetto a quanto previsto dalle autorizzazioni in possessodell’impresa. La discarica sarebbe stata creata senza pavimentazione impermeabilizzata che ha provocato la caduta nel sottosuolo delle acque meteoriche di dilavamento dei rifiuti. Nell’aprile2023 il Tribunale di Trani ha disposto il sequestro dell’azienda e di 534mila euro riconducibili al guadagno illecitamente ottenuto tra il 2019 e il 2021. L’altra inchiesta ha riguardato una impresa di Trani attiva nella raccolta e lavorazione vetro e rottami di vetro. L’azienda ha gestito la raccolta e la frantumazione ma non il recupero di rottami vetrosi impuri, in quantità doppia rispetto al titolo autorizzativo di 6.650 tonnellate. Anche in questo caso, il Tribunale hadisposto il sequestro del compendio aziendale e di 1,26 milioni di euro, quale profitto illecito per il triennio 2022-2024.

In coppia con lui Gaia Giordano. Da un piccolo comune in provincia di Potenza al tempio mondiale della danza sportiva. Il giovanissimo ballerino Andrea La Rocca, 13enne di Lagonegro, ha vinto la medaglia d’oro alla prestigiosa competizione “The all England Open Championships 2026”; in coppia con lui, Gaia Giordano, 12enne campana, della scuola “Arthemia Danza”. I due hanno conquistato il primo posto nella categoria under 14, superando le altre 50 coppie partecipanti. La blackpool tower ballroom si è trasformata così in un’arena dove i più bravi ballerini hanno mostrato le loro doti tra performance e coreografie. Avvolti dal tricolore della bandiera italiana, Andrea e Gaia hanno condiviso la loro vittoria con i maestri Massimiliano Monda e Andreana Camodeca. Nonostante risiedano a centinaia di chilometri di distanza, i due sono riusciti a conciliare lo studio con la loro più grande passione. Il successo inglese si aggiunge a una serie di risultati positivi: il secondo posto all’Universal Championship di Mantova, la medaglia d’oro conquistata in macedonia e la vittoria al Campionato Mondiale disputato in Emilia Romagna.

Il punto anche sul palaindoor, Zaccheria e Pala Preziuso. A Foggia il campo sportivo di “Croci Nord” è pronto per essere consegnato alla città. La struttura è stata rivitalizzata per un investimento che vale più di 2milioni di euro e che darà dopo 30 anni una nuova vita allo sport foggiano. All’interno dell’impianto c’è un campo di calcio ad undici, un campo da padel, uno da tennis ed una tribuna omologata per accogliere gare fino alla Serie D. Saranno oltre dieci le associazioni sportive dilettantistiche che troveranno casa nel quartiere “Candelaro”. Dall’amministrazione comunale fanno sapere che per il taglio del nastro è solo questione di ore. Non solo “Croci Nord”, la comunità foggiana avrà a disposizione anche un altro spazio, è il caso del campo di “San Ciro” recentemente affidato dalla curia vescovile a palazzo di città. Sono già partiti i lavori che porteranno l’ex tana di Zemanlandia ad ospitare una struttura polisportiva con campi da calcetto e padel. Stessa cosa per il palaindoor, l’idea è in corso di trasformazione con la costruzione già avviata.  Anche lo “Zaccheria” e il Pala Preziuso avranno una nuova veste, nonostante i lavori a rilento lo stadio foggiano sul finire dell’anno avrà un nuovo look. È solo una questione di tempo, ma lo sport foggiano viaggia verso una vera rinascita.

Una battaglia annosa del comparto, fatto di singole persone, famiglie, storie. Agricoltori sommersi dalle cartelle esattoriali pur non ricevendo manutenzione, bonifiche, acqua. Il Tavolo Verde e gli altri movimenti scrivono a Decaro. Chiedono un incontro e di valutare la sospensione dei pagamenti in mancanza dei servizi da parte del Consorzio. Parla un imprenditore di Castellaneta cui hanno pignorato l’auto. Intervista a Vito Tinelli, imprenditore agricolo

A convincere i giurati la combinazione tra tecnica e prodotti unici capaci di rappresentare l’intero territorio regionale. Alici di Maratea, pane di Matera e le fragole di Basilicata ‘fresche’ di Igp, questi alcuni degli ingredienti sapientemente combinati dal team dell’Unione cuochi lucani che ai campionati della cucina italiana di Rimini- organizzati dalla Federazione Italiana Cuochi- si sono aggiudicati la medaglia d’oro nella sezione “Cucina calda”.

“ControlliAMOCi”, recita lo slogan dell’evento promosso dalla Asl di Brindisi, in collaborazione con il Comune. A Ceglie Messapica, in un gazebo allestito dalla Croce Rossa in largo Cappuccini, di fronte all’ex ospedale, decine di persone tra cui anche giovani, si sono sottoposte agli screening cardiologici nell’ambito della prima edizione di “Cardiologie Aperte” giornata coordinata dalla fondazione. Interviste a dott.ssa Loredana Carulli, direttore amministrativo dell’Asl di Brindisi; dott.ssa Annapaola Zito, cardiologa dell’Asl di Brindisi Montaggio di Luigi Aloisio

Calzone molfettese

La ricetta a Mattino Norba Scopri come preparare il calzone molfettese. Qui di seguito gli ingredienti: Ingredienti per l’impasto  1kg di semola  700g di acqua 

Zeppole di San Giuseppe

La ricetta a Mattino Norba Oggi prepariamo uno dei dolci tipici del periodo: le zeppole di San Giuseppe. Qui di seguito gli ingredienti: Ingredienti 250g

Pasta e patate a modo mio

Scopri la ricetta a Mattino Norba Oggi a Mattino Norba prepariamo la pasta e patate a modo mio. Qui di seguito gli ingredienti: Ingredienti Pasta

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