
Psicologi di Puglia, arriva l’app per gli iscritti
Si tratta di uno strumento a disposizione di pochi altri ordini professionali in Italia È stata una web agency di Bari, la Developing.it, a curare
Si tratta di uno strumento a disposizione di pochi altri ordini professionali in Italia. È stata una web agency di Bari, la Developing.it, a curare lo sviluppo della nuova app in dotazione all’ordine degli psicologi di Puglia. Comunicazioni e servizi professionali arriveranno direttamente sugli smartphone degli iscritti. Intervista a Giuseppe Vinci, presidente ordine psicologi Puglia Montaggio di Pasquale Realmonte
Dovrà rispondere di tentato omicidio e lesioni personali. È stato arrestato il presunto responsabile dell’accoltellamento alla festa di San Ciro a Grottaglie. Si tratta di un 16enne. Dovrà rispondere di tentato omicidio e lesioni personali. Al momento è stato trasferito nel Centro di prima accoglienza per minorenni di Lecce. Nella rissa sono rimasti feriti due ragazzi, un 16enne e un 20enne, finiti in ospedale a Taranto. La polizia si è messa subito sulle tracce del giovane autore e dopo una notte di indagini e di ricerche, il ragazzo di è presentato in Commissariato col padre e col suo avvocato.
Prossime date: 7-15 e 17 febbraio. Grande successo a Putignano per la prima delle quattro sfilate del Carnevale, giunto quest’anno alla 632esima edizione. Alle 15 in punto è ufficialmente entrata nel vivo la manifestazione simbolo della tradizione pugliese. Fino al 17 febbraio sono previsti oltre cento appuntamenti tra riti, teatro, concerti, laboratori e spettacoli. Montaggio di Leo TribuzioImmagini di Cosimo Caragiulo
Numeri preoccupanti dal report della Corte d’Appello di Bari. Nel distretto della Corte di Appello di Bari in un anno i femminicidi sono aumentati del 33%, con il “dato allarmante” del 300% in più registrato nel capoluogo. Sono alcuni dei dati contenuti nella relazione sull’andamento dei reati nel periodo luglio 2024-giugno 2025, presentata in occasione della inaugurazione dell’anno giudiziario. Dal report si evince che sono diminuite del 16% (da 31 a 26) le denunce di omicidi volontari consumati. In controtendenza, tuttavia, risulta l’aumento del 33% per gli omicidi la cui vittima era di sesso femminile (da 6 a 8). “Appare allarmante – si legge nella relazione – il dato statistico della Procura di Bari che ha registrato una variazione rispetto all’ultimo anno pari al 300% poiché il numero dei procedimenti iscritti è passato da 1 a 4 segnati”. Sono, inoltre, aumentate (da 66 a 82, +24%) le denunce di omicidi tentati; stesso andamento per il dato relativo alle vittime di sesso femminile (+29%), passato da 7 a 9. Sono aumentate anche le denunce di omicidi colposi per violazione delle norme sulla circolazione stradale: 137 rispetto alle 124 del precedente periodo, con un incremento del 10% ed in 38 casi gli autori del reato sono rimasti ignoti. Sono aumentate, da 25 a 29 (+16%), anche le denunce di omicidi colposi per infortuni sul lavoro. Le denunce del reato di stalking registrano una “moderata diminuzione” evidenzia la relazione, pari al -9% (da 1.447 a 1.321).
Investimenti, redditività e il cambio generazionale come leva di rilancio secondo l’Osservatorio Aub. In un contesto macroeconomico ancora incerto, segnato dal rallentamento del ciclo globale, le imprese familiari italiane continuano a dimostrare una sorprendente capacità di tenuta. È questo il quadro che emerge dal XVII Rapporto dell’Osservatorio Aub, che fotografa un sistema imprenditoriale solido, capace di affrontare la fase di normalizzazione della crescita senza perdere equilibrio. Dopo il rimbalzo successivo alla pandemia, la crescita dei ricavi ha infatti imboccato una fase più matura: nel 2024 si registra una lieve flessione (-1,2%), in linea con l’andamento generale dell’economia. Ma dietro questo dato si conferma un vantaggio strutturale delle aziende familiari rispetto a quelle non familiari, sia in termini di crescita cumulata sia di redditività. Il Rapporto, promosso da Aidaf, UniCredit e dalla Cattedra Aidaf-Ey di Strategia delle Aziende Familiari dell’Università Bocconi, con il sostegno di Angelini Industries, Borsa Italiana ed Ey, analizza tutte le imprese italiane con un fatturato superiore ai 20 milioni di euro: 23.578 aziende, di cui il 66% a controllo familiare. I risultati saranno presentati oggi alle 17 a Milano, a Palazzo Mezzanotte. Uno dei segnali più chiari che emergono dall’analisi riguarda gli investimenti, che restano sostenuti nonostante il contesto. Nel 2024 le immobilizzazioni delle imprese familiari crescono del 9,2%, confermando una propensione all’investimento superiore a quella delle imprese non familiari. Anche la redditività operativa, pur in lieve calo rispetto al 2023, rimane su livelli più elevati rispetto al periodo pre-Covid. Sul fronte finanziario, la struttura appare complessivamente solida: indebitamento contenuto e una quota crescente di aziende con posizione finanziaria netta positiva. All’interno di questo quadro di stabilità economico-finanziaria, l’Osservatorio mette in luce una trasformazione profonda: l’accelerazione dei passaggi generazionali e l’evoluzione delle famiglie proprietarie. Dal 2010 a oggi sono stati osservati quasi duemila passaggi generazionali, con una forte intensificazione a partire dal 2020. Le famiglie imprenditoriali appaiono sempre più numerose e strutturate: oltre l’80% ha più di un figlio, spesso di genere diverso, con una media di 2,5 potenziali successori per famiglia. Una pluralità che rende più complessa la scelta del leader e trasforma la successione da evento anagrafico a processo decisionale strategico. La guida dell’impresa viene trasferita mediamente quando la generazione senior ha circa 75 anni, mentre i successori raggiungono il vertice intorno ai 45 anni, dopo lunghi percorsi di affiancamento e mentoring. «Il passaggio generazionale è una responsabilità importante. Ci piace chiamarla transizione generazionale, più che passaggio», sottolinea Cristina Bombassei, presidente di Aidaf. «La successione non è solo un trasferimento di ruoli, ma può diventare una vera occasione di rilancio. Con l’ingresso della NextGen arrivano nuove sensibilità, competenze aggiornate e un approccio più strutturato alla gestione e alla governance».
Aveva un tenore di vita e disponibilità patrimoniali del tutto sproporzionati e non coerenti rispetto ai redditi dichiarati al Fisc. Beni per 330mila euro sono stati confiscati dai finanzieri di Bari a un pluripregiudicato di Casamassima, condannato in via definitiva per associazione a delinquere, estorsione, furto e ricettazione e considerato vicino al clan Parisi di Bari. I suoi precedenti, spiega la Guardia di Finanza, erano tali da delineare lapericolosità dell’uomo il quale, come emerso dagli accertamenti ha evidenziato un tenore di vita e disponibilità patrimoniali del tutto sproporzionati e non coerenti rispetto ai redditi dichiarati al Fisco, risultati frutto dei proventi illeciti accumulati negli anni e derivanti dai gravi delitti commessi. I beni, un appartamento con relative pertinenze, erano già stati sequestrati a gennaio 2025.
Nella regione l’olio coinvolge 148.127 aziende, pari al 43% del totale, e dà origine a 5 oli extravergine Dop e a 1 Igp Olio di Puglia. “L’export dell’olio extravergine pugliese continua a conquistare mercati in Italia e all’estero: il valore alla produzione degli oli Dop ha infatti raggiunto 82 milioni di euro, mentre gli oli Dop Terra di Bari guidano laclassifica nazionale dell’export con un incremento del 62% rispetto al 2024, secondo i dati Ismea-Qualivita”. Lo comunica Coldiretti Puglia in occasione di Evolio Expo, rassegna dedicata all’olio extravergine Made in Italy, in corso a Bari. “L’olio extravergine di oliva non è solo un pilastro della dieta mediterranea, ma anche un prezioso alleato per la salute del cervello. Oltre ai benefici cardiovascolari, nuove evidenze scientifiche lo collegano alla prevenzione di patologie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson, oltre al rallentamento del declino cognitivo. I polifenoli dell’extravergine, tra cui idrossitirosolo, oleuropeina e oleocantale, mostrano effetti protettivi grazie alla riduzione delle infiammazioni cerebrali, al miglioramento delle funzioni mitocondriali e al contrasto delle citochine dannose”. “Indicazioni simili – prosegue Coldiretti – arrivano anche dallo studio spagnolo Predimed, che in 15 anni di osservazione ha rilevato come una dieta mediterranea arricchita con circa un litro a settimana di extravergine ad alto contenuto di polifenoli riduca del 40% il rischio di deficit cognitivi o demenza rispetto a un’alimentazione povera di grassi”. I numeri dell’extravergine in Puglia In Puglia l’olivo copre oltre 370mila ettari, risultando la coltura più diffusa della regione con il 64% della superficie agricola utilizzata. Coinvolge 148.127 aziende, pari al 43% del totale, e dà origine a 5 oli extravergine Dop e a 1 Igp Olio di Puglia. L’olivicoltura regionale rappresenta la più grande fabbrica verde del Mezzogiorno, con 60 milioni di ulivi, il 40% della superficie olivetata del Sud Italia, quasi il 32% di quella nazionale e l’8% a livello europeo. Il comparto genera un valore di circa 1 miliardo di euro di produzione lorda vendibile.
“The Resurrection of the Christ” sarà ripreso nel Parco della Murgia Materana. Si svolgeranno tra febbraio ed aprile le riprese del film “The Resurrection of the Christ”, progetto cinematografico che segna il ritorno del regista Mel Gibson e si svolgeranno esclusivamente nel Parco della Murgia Materana. È quanto emerso nel corso della conferenza di servizi nel corso della quale sono stati approfonditi gli aspetti organizzativi, logistici e autorizzativi legati alla produzione, che vedrà Matera assumere un ruolo centrale nell’ambito del progetto artistico. Una scelta fortemente voluta dallo stesso regista e sceneggiatore statunitense, che ha espresso in più occasioni il desiderio che il film si sviluppasse proprio a Matera, riconoscendone il valore simbolico, storico e paesaggistico unico al mondo. Durante il periodo di lavorazione, tra produzione e staff tecnico-artistico, saranno presenti in città circa 500 persone.
Riflessioni sull’estetica dell’extravergine e sulla trappola del travel content nell’oleoturismo. In apertura della seconda edizione di Evolio, la fiera B2B dell’olio extravergine di oliva, la FIS Fondazione Italiana Sommelier Puglia mi ha invitato in un ricco panel fatto di comunicatori TV, giornalisti, esperti di marketing, produttori, per discutere perché l’olio extravergine di oliva “funziona” sui social media e se l’oleoturismo possa essere un antidoto al travel content omologato. La mia tesi è che l’olio sia un soggetto estremamente fotogenico.Si presta alla camera, la luce lo accarezza, il colore – dal verde all’oro – la lucentezza e la densità lo rendono perfetto per i linguaggi visivi. La camera ama le sostanze che disegnano la luce. Nel caso dell’olio, il colore è così influente che alcuni studi dimostrano come i consumatori associno colore ed aspettativa di qualità, anche se in realtà il colore non è un indicatore di qualità intrinseca. Qui nasce la prima involontaria menzogna narrativa. Sui social l’olio è un oggetto visivo prima che gustativo: non lo puoi assaggiare, quindi la mente usa scorciatoie. Entra in gioco il principio del kalòs kai agathòs: se è bello, allora è anche buono. A questo si aggiungono visual studiati, packaging, regia accurata.Ed ecco i gesti iconici: la colata sul pane, il giro sul piatto, la goccia che fa specchio. Micro-azioni ripetibili, perfette per Reel e TikTok. L’olio funziona perché si presta al giudizio rapido, nel tempo di un reel. Viviamo un’epoca in cui tutto è fotografabile, raccontabile, replicabile. E proprio per questo pochissime esperienze restano davvero esperibili.L’esperienza dell’olio extravergine di oliva, paradossalmente, è una di queste. È potente perché sembra semplice, ma non lo è. Quella goccia d’olio è un oggetto visivo perfetto, ma può diventare una trappola narrativa.L’olio non è una destinazione turistica: è un processo. Ed è in questo scarto che l’oleoturismo diventa interessante, e anche scomodo. È talmente facile da comunicare online – uliveto secolare, frantoio in pietra, pane e olio in controluce, tramonto – che diventa altamente replicabile, soprattutto in un mondo di content rapidi alla ricerca di autenticità e romanticismo. Qui scatta la trappola.Secondo ScienceDirect, l’oleoturismo rientra nello special interest tourism, ovvero un turismo a motivazione specifica: chi lo sceglie vuole capire il mondo dell’ulivo e dell’olio, non vivere una situazione instagrammabile qualsiasi. Raccontare l’oleoturismo significa raccontare la verità del processo:la verità del tempo agricolo,dell’attesa stagionale,dell’attrito con la competenza,dell’incognita del risultato. Un ulivo non collabora con l’algoritmo.Una campagna olearia non si anticipa per un reel.Un difetto sensoriale non è storytelling, è un problema reale del produttore. Questa resistenza allo spettacolo è il vero valore dell’oleoturismo. Ed è ciò che lo rende difficile da copiare.Puoi replicare un format, non una filiera fatta di scelte, errori, clima, persone, annate. Per questo l’oleoturismo, quando funziona, rompe i cliché del viaggio tradizionale.Non ti mostra qualcosa di bello: ti fa capire come funziona un luogo.Non ti dà cartoline: ti consegna un vocabolario dei sensi. Può l’oleoturismo essere un antidoto al travel content omologato?Sì, a patto che non cerchi di assomigliargli: ulivi tutti uguali, photo opportunity, pane e olio ritualizzato, tramonti sceneggiati, claim sull’autenticità che diventano autenticismo. Quando l’oleoturismo diventa un format, smette di essere esperienza e diventa scenografia.Il punto non è produrre contenuti, ma produrre contesto.Raccontare meno il prodotto e più il processo.Accettare che non tutto sia instagrammabile.Difendere la lentezza come valore. Perché il turismo esperienziale nasce come reazione al consumo rapido: se lo racconti come fast content, lo tradisci.L’olio non chiede visibilità. Chiede tempo.E il tempo, oggi, è forse l’unica vera cosa rara che possiamo offrire a chi viaggia.
Dall’Osservatorio Indifesa di Terre des Hommes i rischi del web tra giovani e adolescenti. Il web non è solo uno spazio di libertà, ma sempre più spesso si trasforma in un luogo di rischio, soprattutto per i più giovani. Le minacce più gravi arrivano dal revenge porn e dal bullismo online, fenomeni che segnano profondamente la vita digitale degli adolescenti italiani. È quanto emerge dall’edizione 2026 dell’“Osservatorio Indifesa”, realizzato da Terre des Hommes insieme alla community di Scomodo, con l’obiettivo di ascoltare la voce degli under 26 su violenza, sicurezza digitale e pericoli della rete. Il report, diffuso in occasione della Giornata contro bullismo e cyberbullismo (7 febbraio) e del Safer Internet Day (10 febbraio), raccoglie le opinioni di oltre 2.000 ragazzi italiani. I dati raccontano una realtà complessa e allarmante: le ragazze dichiarano di aver subito violenza più dei ragazzi (57% contro 42%), mentre la percentuale più alta riguarda le persone non binarie, con il 67% (dato da interpretare con cautela per la numerosità ridotta del campione).Ma i pericoli non si fermano al digitale: per le ragazze i contesti più rischiosi sono anche i luoghi pubblici non controllati – come strade e mezzi pubblici – e le relazioni intime e familiari. Per i ragazzi, invece, emergono come più critici la scuola e il contesto amicale. Gli adolescenti mostrano una forte consapevolezza dei rischi del web, ma il pericolo più temuto è uno: il revenge porn.Per il 59% degli intervistati rappresenta la minaccia principale, soprattutto per le ragazze e per le fasce d’età più alte. I giovani sanno che condividere immagini intime è pericoloso: il 79% definisce questa pratica ad alto rischio e la quasi totalità è consapevole dei propri diritti, sapendo di poter denunciare e chiedere la rimozione dei contenuti diffusi senza consenso. Più fragile, invece, la consapevolezza sulla manipolazione delle immagini da parte di terzi: deepfake, modifiche digitali e contenuti alterati restano fenomeni difficili da riconoscere. Le risposte incerte e le mancate dichiarazioni, secondo l’Osservatorio, indicano una zona grigia di inconsapevolezza digitale. C’è poi un’esperienza che accomuna quasi tutti: essere contattati da sconosciuti online. È successo a circa l’80% dei ragazzi.Per le ragazze questo genera soprattutto paura, disagio e insicurezza, mentre tra i ragazzi emerge una percentuale maggiore di curiosità, segno di una diversa percezione del rischio. Per i maschi, in particolare i più giovani, il pericolo principale resta il cyberbullismo: lo dichiara il 45% dei ragazzi e il 42% del campione totale.Quando vivono episodi di bullismo o cyberbullismo, i giovani si confidano soprattutto con gli amici, soprattutto nelle fasce d’età più alte, mentre i più piccoli si rivolgono più facilmente ai genitori. Il quadro che emerge è chiaro: il mondo digitale è parte integrante della vita dei giovani, ma senza strumenti adeguati può diventare uno spazio di violenza, solitudine e vulnerabilità.La sfida oggi non è solo proteggere, ma educare alla sicurezza digitale, costruire consapevolezza, rafforzare le reti di ascolto e creare una cultura del web fondata su rispetto, responsabilità e tutela della persona. Perché la vera sicurezza online non nasce dalla tecnologia, ma dalla cultura, dalle relazioni sane e dalla capacità di riconoscere il pericolo prima che diventi violenza.
Il cantante ha ricevuto l’onorificenza dal presidente della Repubblica. “Ringrazio di cuore il presidente Mattarella per questo conferimento. Riceverlo da chi in questi anni è stato un faro per la Democrazia, per la giustizia, per la tutela della Costituzione, una voce rassicurante in mezzo al caos di questi tempi, è davvero un grande onore”. Così il cantante Diodato ringrazia sui social il presidente della Repubblica che gli ha conferito l’onorificenza a Cavaliere della Repubblica per il suo impegno sociale. “E ovviamente ringrazio con tutto me stesso chi, ogni giorno, con inesauribile forza di volontà e determinazione, abbatte barrire, aiuta concretamente i più fragili, lavora duramente per migliorare la società in cui viviamo, lotta affinché i diritti di ognuno vengano rispettati, porgendo una mano, ampliando orizzonti. Ho avuto la fortuna di incontrarvi – conclude l’artista – di essere al vostro fianco, in alcuni casi, per molti anni e ho provato ad amplificare come ho potuto tutto il vostro amore, che sempre di questo, poi, si tratta”.
La Coldiretti: “Difendere acqua e biodiversità per salvare agricoltura e territorio”. In Puglia le zone umide sono un baluardo naturale contro i cambiamenti climatici e una risorsa vitale per l’agricoltura e la sicurezza del territorio. Con oltre 245mila ettari di aree naturali protette, 2.500 specie vegetali e centinaia di habitat capaci di regolare acqua, clima e fertilità dei suoli, questi ecosistemi rappresentano vere e proprie infrastrutture verdi strategiche. In occasione della Giornata Mondiale delle Zone Umide, che si celebra il 2 febbraio, Coldiretti Puglia richiama l’attenzione su lagune, paludi, saline e bacini naturali, ambienti chiave per la tutela della biodiversità e per la difesa del territorio dagli effetti sempre più estremi del clima, tra siccità prolungate e piogge violente concentrate in poche ore. Dalle lagune costiere del Gargano alle zone umide del Salento, passando per saline, paludi retrodunali e bacini naturali, la Puglia custodisce un patrimonio ambientale unico. Qui convivono uccelli migratori, anfibi, insetti impollinatori, pesci e una ricca vegetazione palustre fatta di canneti, giunchi, tamerici e piante alofile, capaci di adattarsi alla salinità. Un capitale naturale che non è solo bellezza paesaggistica, ma equilibrio ecologico e valore economico. Le zone umide pugliesi sono veri e propri serbatoi di biodiversità: ospitano specie protette, offrono aree di sosta fondamentali per l’avifauna migratoria lungo le rotte tra Europa e Africa e favoriscono la presenza di insetti utili all’agricoltura. Allo stesso tempo svolgono una funzione cruciale di regolazione delle acque, contrastando erosione costiera, siccità e allagamenti, fenomeni amplificati dal cambiamento climatico. La biodiversità si difende nei campi e nelle stalle, dove in Puglia si contano 139 specie vegetali e 9 animali a rischio estinzione, salvaguardati grazie all’impegno degli agricoltori e allevatori custodi, protagonisti di un vero e proprio “cibo eroico”. Il sistema delle aree protette regionali copre oltre 245mila ettari, di cui il 75,8% costituito dai Parchi Nazionali del Gargano e dell’Alta Murgia e l’8,3% da aree e riserve naturali marine. Le province con la maggiore incidenza di territorio protetto sono Foggia (51,5%) e Bari (27,7%), dove la varietà botanica raggiunge 2.500 specie vegetali. Difendere le zone umide significa difendere l’agricoltura pugliese – sottolinea Coldiretti Puglia – perché dove c’è biodiversità c’è suolo fertile, equilibrio naturale e qualità delle produzioni. Senza questi ecosistemi si indebolisce l’intero territorio, dalle campagne alle città. Da qui l’appello di Coldiretti a contrastare consumo di suolo, inquinamento e abbandono del territorio, puntando su una gestione attiva e sostenibile delle aree naturali e rurali. Gli agricoltori sono i primi custodi dell’ambiente: attraverso pratiche responsabili contribuiscono alla tutela degli habitat, alla salvaguardia delle specie selvatiche e alla manutenzione del paesaggio. La Giornata Mondiale delle Zone Umide diventa così un momento per ribadire che ambiente e agricoltura sono alleati naturali, non mondi contrapposti. Investire nella tutela della biodiversità vegetale e animale significa rafforzare la resilienza del territorio pugliese e garantire un futuro alle nuove generazioni. Coldiretti Puglia invita istituzioni e cittadini a sostenere politiche di protezione delle aree umide e a scegliere produzioni agricole locali, espressione di un territorio vivo e ricco di biodiversità.
In caso di necessità, la pattuglia chiederà l’intervento delle forze di polizia. A piedi e a bordo di un fuoristrada: l’Esercito scende in campo, a Foggia, per presidiare il Quartiere Ferrovia, teatro, da molto tempo, di episodi di illegalità – risse e danneggiamenti – che hanno creato grande apprensione tra i residenti. L’attività rientra nell’operazione “Strade Sicure”, condotta a livello nazionale dal 2008. È previsto un sistema di vigilanza armata composto da una pattuglia di due militari, che opereranno, per turni di sei ore, a giorni alterni, dalle 19 all’una e dall’una alle 7. Intervista a Giulio De Santis, assessore alla sicurezza Comune di Foggia
Il signor Pieraldo vorrebbe solo sapere se, dopo alcuni aggiornamenti sul suo stato di salute, ha diritto o meno a nuove esenzioni per patologia. La segnalazione di un cittadino di Taranto. Da una settimana prova ad avere un’informazione dalla Asl su una esenzione per patologia, ma niente. Dopo decine di chiamate e di e email, ancora non ha ricevuto risposta: “Nell’era del digitale mi tocca prendere un giorno di ferie e andare allo sportello per una semplice domanda”. Ecco l’odissea del signor Pieraldo Patano.
È successo nella provincia di Barletta Andria Trani. A bordo c’erano 120 quintali di olio. La polizia stradale ha sventato nella provincia di Barletta Andria Trani un tentativo di rapina a un autotrasportatore carico di olio alimentare. Il mezzo pesante sarebbe stato affiancato da un’autovettura con più persone a bordo che hanno intimato al conducente di fermarsi e scendere. Nel corsodell’azione, uno dei soggetti avrebbe esploso anche un colpo d’arma da fuoco a scopo intimidatorio. Unapattuglia della Sezione Polizia Stradale, impegnata nei servizi di controllo del territorio, ha notato la scena e si è immediatamente avvicinata. Alla vista degli agenti, i malviventi hanno desistito dall’azione e si sono dati alla fuga, dando origine a un inseguimento protrattosi per alcuni chilometri, fino a quando l’auto è riuscita a far perdere le proprie tracce. L’intervento degli operatori ha evitato che i rapinatori si impossessassero del carico: circa 120 quintali di olio di vario tipo, per un valore stimato superiore ai 60mila euro. Sono in corso le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Trani, per risalire all’identità dei responsabili.
Il suo secondo singolo rimanda ai beat riconoscibili dell’elettronica contemporanea. Dopo il primo brano pubblicato l’anno scorso, l’artista tranese Marianna Matichecchia, in arte Matyc, ne pubblica un secondo. “Again” è disponibile sulle piattaforme digitali. Scopriamolo.
Nelle prossime ore i migranti saranno trasferiti nelle strutture preposte all’accoglienza. Non ci sono donne nè bambini tra i migranti sbarcati questa mattina, 2 febbraio, al porto di Taranto, con la nave della Ong Solidaire. Sono 21 uomini, di cui forse un minorenne. In corso le operazioni di soccorso e di assistenza medica. Non si registrano al momento casi o situazioni particolari di salute. Sarebbero tutti in buono stato. Nelle prossime ore saranno accompaganti nelle strutture di accoglienza. Gli uomini sbarcati sono di varie nazionalità tra cui pakistani, eritrei, libici, egiziani.
Stasera al Teatroteam sarà protagonista dello spettacolo “Viva el futbol” con Lele Adani e Antonio Cassano. Stasera al Teatroteam sarà protagonista dello spettacolo “Viva el futbol” con Lele Adani e Antonio Cassano. Ieri sera bagno di folla a CasaBari dove ad attenderlo c’erano centinaia di tifosi per strappargli un autografo o un selfie. Nicola Ventola, protagonista col Bari della promozione in A nel 96-97, è più che mai un idolo anche per le nuove generazioni.
Tanti esercenti hanno dovuto abbassare le saracinesche in via Lucera. La sua attività commerciale, a Foggia, è chiusa dal 28 dicembre, quando tutto l’edificio fu sgomberato a causa di una criticità strutturale, che ha lasciato numerose famiglie senza casa. E anche tanti esercenti hanno dovuto abbassare le saracinesche in via Lucera. Tra loro c’è il parrucchiere Fabio Arionne. Decine di suoi colleghi – in particolare, dell’Accademia Nazionale Acconciatori Misti – hanno deciso di sostenerlo economicamente, attraverso una raccolta fondi. Interviste a Fabio Arionne, parrucchiere; Nicola Prota, pres. ANAM Foggia
Ufficializzate alcune trattative annunciate. Accadrà qualcosa sino a stasera? . Il successo della Sampdoria sullo Spezia e il pareggio della Reggiana hanno aggravato la posizione del Bari che ora è penultimo in classifica ed è atteso da un ciclo di partite, soprattutto le prossime due, con avversari diretti nella lotta per la salvezza. Avevamo invitato a non farsi soverchie illusioni dopo il successo di Cesena figlio soprattutto della buona sorte. Moreno Longo ha portato un cambio di mentalità, è riuscito a conferire la scossa necessaria sul piano emotivo, ma non ha potuto fare di più considerata la qualità dell’organico. Già, la qualità che manca a questa squadra in tutti i settori del campo, principalmente nel cuore della manovra dove non c’è nessuno in grado di dettare i tempi e di ispirare. Ma anche sotto rete le cose non vanno bene se il Bari ha il peggiore attacco. Ieri penultima giornata della campagna trasferimenti. Ufficializzate alcune trattative annunciate, nessun colpo di scena. Arrivano a Bari il difensore olandese Odenthal dal Sassuolo che garantirà i centimetri richiesti da Longo e Mantovani già l’anno scorso in biancorosso. Con il Mantova chiuso anche lo scambio Meroni-Artioli, quest’ultimo centrocampista. Tutte operazioni con la formula del prestito fatta eccezione per Mantovani. In uscita Castrovilli destinato al Cesena di Michele Mignani. Accadrà qualcosa sino a stasera? Il problema è uno: il Bari per salvarsi deve mettere cinque formazioni alle sue spalle. Siamo proprio sicuri che ve ne siano? Si spera che le ultime operazioni abbiano colmato le lacune, altrimenti la salvezza sarà davvero difficile. Ultima osservazione: dopo la rivoluzione estiva servita anche quella invernale. Non il massimo della programmazione.

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