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Febbraio 2, 2026

L’inaugurazione in occasione della presentazione del volume di Gennaro Sangiuliano, giornalista, già Ministro della Cultura . Inaugurata nella sede della Fondazione Tatarella a Bari una emeroteca dedicata a Giuseppe Prezzolini, in occasione della presentazione del libro di Sangiuliano dedicato al padre del conservatorismo italiano “Giuseppe Prezzolini, anarchico conservatore”. Riprese e montaggio di Cosimo CaragiuloInterviste a Gennaro Sangiuliano, autore libro “Giuseppe Prezzolini. L’anarchico conservatore”; Fabrizio Tatarella, vice presidente Fondazione Tatarella Bari

Al setaccio le immagini di videosorveglianza. Nella notte ignoti hanno fatto esplodere lo sportello ATM della Banca di Credito Cooperativo di Erchie, in Via Roma 89. L’esplosione ha provocato danni alla struttura e all’area circostante, senza però registrare feriti. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine per i rilievi che hanno subito avviato le indagini per individuare i responsabili, partendo dalla acquisizione delle immagini delle telecamere di sorveglianza della zona. Secondo gli investigatori, si tratterebbe dell’ennesimo colpo attribuibile alla cosiddetta “banda della marmotta”.  L’episodio si inserisce, infatti, in una serie di attacchi con esplosivo ai danni di sportelli automatici nel Brindisino e nel resto della Puglia, che da mesi tengono alta l’attenzione degli inquirenti. Lo scorso dicembre, nella città di Brindisi, due sportelli automatici di una filiale Unicredit in viale Commenda furono fatti saltare in aria in piena notte, così come avvenuto più di recente anche ad Oria.

. “Questo negozio non ha orari fissi perché Marika Mirizzi è mamma”. Il cartello è affisso all’ingresso del negozio atelier di Bari, in via Concilio Vaticano II. Marika Mirizzi ha 36 anni ed è madre di Ismail, il maschietto, 5 anni e Nour, la femminuccia, 3 anni. Lei è designer-stilista di abbigliamento e accessori. Dopo aver girato il mondo, ha deciso di stabilizzarsi nella sua città anche per dedicarsi alla famiglia.  Quando ha deciso di affiggere quell’avviso? “Il cartello è nato dal senso di frustrazione che avevo ogni volta in cui non ce la facevo. Continuavo a ripetere ai miei figli ‘sbrigatevi che è tardi’, ad un certo punto ho preso coscienza con me stessa. Non posso essere invincibile e infallibile, lì dove non arrivo devo accettarlo. Mi sono stancata di dovermi giustificare. Sono una mamma e ho bisogno di maggiore flessibilità. E quindi ho avvisato le mie clienti così” Loro come l’hanno presa?“Bene, ho ricevuto molta solidarietà. Anche perché sono sempre reperibile, i clienti mi possono contattare e sapere se sono o meno in negozio. Sono un’artigiana, spesso resto fino a tardi per ultimare i capi commissionati”  E il padre dei bambini? “Mio marito ora è in Olanda, è fuori per lavoro, quindi sono completamente sola. Mia madre lavora quindi fa quello che può, mia suocera non c’è più. I costi di una ludoteca o di un nido per me ora sono troppo alti e in negozio non assumo nessuno perché, come donna e come mamma, mi sento di dover retribuire la persona che lavora per me con la giusta misura. Al momento non sono in grado di garantirlo per cui preferisco fare a meno piuttosto che sfruttare qualcuno.  Oltre l’orario flessibile, come si organizza con i bambini? “Ismail e Nuour spesso sono con me in negozio, ho realizzato per loro una piccola area giochi, sono molto creativi, seguono quello che faccio e si divertono. Ho sempre sognato di condividere con i miei figli le mie passioni. Pensi che quando stavo per partorire, nonostante le contrazioni, ero lì che ultimavo alcune collane perché temevo di non riuscire a consegnarle in tempo utile.”

All’ospedale Di Venere già ieri, dalle 8 alle 20, sono state recuperate 20 risonanze magnetiche. Oggi al via in Puglia il piano sperimentale per ridurre le liste d’attesa voluto dal neo governatore Antonio Decaro. In qualche ospedale l’abbattimento è già iniziato. Vediamo dove. Intervista all dott.ssa Milena Binetti, Dirigente medico radiodiagnostica “Di Venere”.

Stasera sarà al Teatroteam con Ventola e Adani. Dopo 16 anni, è tornato ieri a Bari Antonio Cassano che stasera parteciperà ad una serata sul calcio al Teatro Team con Ventola e Adani. Tanti selfie e battute in dialetto all’arrivo all’aeroporto di Bari.

Banda, Sottil, Pierotti: gamba ne hanno, cuore anche, ma quando la palla scotta e il respiro si fa corto, manca la concretezza. Il calcio è l’unica scienza dove il lavoro non sempre garantisce il risultato. Si può allenare la tattica, la condizione atletica, la pressione alta e la diagonale difensiva. Si può costruire, come ha fatto il Lecce, una macchina che gira bene, fluida e organizzata fino alla trequarti. Ma c’è una cosa che non si insegna sul campo di allenamento: il talento puro. Oggi i giallorossi sono una sinfonia che si ferma proprio sul più bello, un attimo prima dell’acuto. Arriviamo lì, negli ultimi venti metri, e la luce si spegne. Banda, Sottil, Pierotti: gamba ne hanno, cuore anche, ma quando la palla scotta e il respiro si fa corto, manca la concretezza. Manca quella cattiveria tecnica che trasforma una buona azione in un gol da tre punti. Siamo a meno di 12 ore dal rintocco finale del mercato. La società ha fatto capire che i giochi sono chiusi, ma in una piazza che vive di passione e sinergia, la speranza è l’ultima a morire. Sappiamo bene che la differenza tra una salvezza tranquilla e un campionato di sofferenza spesso sta nella qualità individuale: quella “scintilla” che non si allena, ma si compra. Un ultimo regalo, un tassello che porti imprevedibilità dove ora c’è solo corsa, sarebbe il segnale definitivo per il salto di qualità. Non c’è però tempo per i rimpianti. Il campo non aspetta le firme sui contratti. Domenica alle 15:00 il “Via del Mare” deve tornare a essere una bolgia. Arriva l’Udinese, e non è una partita come le altre. È uno spartiacque, un crocevia che definirà le ambizioni e il morale per il resto della stagione. Servirà la forza del gruppo, l’appoggio incondizionato del pubblico e, forse, quel pizzico di sana follia che solo chi ha il calcio nei piedi sa regalare. Perché l’organizzazione ti porta vicino alla meta, ma è il talento che ti fa varcare la soglia. di Matteo Bottazzo

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