
Molfetta: tentò di sparare ad un 18enne ma l’arma si inceppò lo picchiò ferocemente: quattro arresti
Tenta di sparare ad un 18enne di Giovinazzo, ma non ci riesce perché l’arma si inceppa e con altri tre complici lo picchia ferocemente. È

. Tenta di sparare ad un 18enne di Giovinazzo, ma non ci riesce perché l’arma si inceppa e con altri tre complici lo picchia ferocemente. È successo nel pomeriggio del 18 marzo scorso a Molfetta. Dopo un’indagine durate oltre 3 mesi i carabinieri hanno arrestato, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, quattro persone ritenute responsabili, a vario titolo e in concorso fra loro, di tentato omicidio, lesioni personali e detenzione e porto abusivo di armi. Si tratta di tre giovani tra i 24 e i 27 anni che ora si trovano in carcere e di un 51enne finito ai domiciliari. L’agguato fallito a cui è seguito poi il pestaggio avvenne vicino al parco pubblico di piazza Roma, dove il 18enne fu raggiunto dagli aggressori a bordi di due moto. Dietro l’episodio pare questioni personali legate ad una ragazza.
Sul luogo dell’accaduto i carabinieri hanno recuperato due bossoli. Non erano forse passate le 14 quando tra i vicoli del centro storico di Bitonto si è tornati a sparare. Vittima Francesco Cosimo Natilla, 46 anni con precedenti penali, ferito da colpi di arma da fuoco all’addome. L’uomo si sarebbe recato da solo in ospedale. L’episodio si è verificato in via Mozzicugno. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione e della compagnia di Modugno, che hanno repertato due bossoli calibro nove.Natilla aveva lasciato il carcere circa sei mesi fa dopo essere stato arrestato nel 2016 con altri due soggetti per tentato omicidio, detenzione e porto d’armi nell’ambito di una guerra con il clan Conte che opera nella zona 167.Al vaglio dei carabinieri i filmati registrati dalle diverse videocamere che controllano la zona , in attesa di ascoltare la vittima.Il sindaco, giunto sul luogo della sparatoria, è visibilmente scosso. Non si può andare avanti così
È successo in via De Marinis. La vittima era in bicicletta. Quattro colpi di pistola, di cui almeno uno alla testa. Non ha avuto scampo Alessandro Signorile, 38enne operaio di Ceglie del Campo, ucciso in pieno giorno in via De Marinis, a Carbonara, mentre era in sella alla sua bicicletta elettrica. Poche ore dopo è stato fermato un vigilante in servizio nel palazzo di giustizia di Bari, mentre si accingeva a costituirsi in Questura. Ma saranno i carabinieri a fare piena luce su quanto accaduto, e chiarire i retroscena di un omicidio commesso sulla pubblica via e in pieno giorno. Secondo quanto emerso fino ad ora, la vicenda non ha nulla a che fare con la criminalità organizzata ma con questioni di natura privata. Tutto è accaduto intorno alle 9.30 del mattino: per strada tanta gente comune. Improvvisamente gli spari, le urla delle persone. Signorile si accascia sul marciapiede, muore sul colpo. I sanitari del 118, al loro arrivo, potranno solo constatarne il decesso. Come da prassi sul posto è arrivato il pubblico ministero di turno Larissa Catella, accompagnata dall’aggiunto Milto De Nozza. È probabile che la persona arrestata verrà interrogata a breve per spiegare le ragioni del suo gesto. Altri elementi utili potrebbero arrivare dalle dichiarazioni delle persone vicine alla vittima, sentite in queste ore dai carabinieri.
È accaduto in via Togliatti. Ad aprire il fuoco due persone a bordo di una moto. Di Matteo Bottazzo. Paura ad Aradeo, nel Leccese, per una sparatoria avvenuta in pieno centro e in pieno giorno. Intorno a mezzogiorno, in via Togliatti, due persone a bordo di una moto hanno affiancato un 69enne del luogo, Antonello Minerba, esplodendo contro di lui diversi colpi di pistola. La vittima, che stava rientrando a casa, ha riportato ferite al braccio e alla mano. Trasportato d’urgenza in ospedale, non sarebbe in gravi condizioni.Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Al vaglio dei militari dell’Arma, anche i filmati delle telecamere di videosorveglianza per ricostruire la dinamica del ferimento e identificare i due malviventi in fuga. Il 69enne in passato è stato condannato nel processo che vedeva imputate dieci persone, fra dirigenti e dipendenti della società Ips (Istituto popolare del Salento), con sede ad Aradeo, accusate di aver commesso, a vario titolo, una serie di illeciti, fra cui usura ed estorsioni, tra il 2003 e il 2012.
. Litiga con una persona e viene ferito a un braccio da un colpo di pistola: è successo in serata a Vieste, in piazza Vittorio Emanuele II, già piena di turisti.La vittima è un 42enne con precedenti penali, già coinvolto in inchieste antimafia. L’uomo è stato soccorso dal 118 e non sarebbe in pericolo di vita. Sull’accaduto indagano i carabinieri. L’agguato potrebbe essere riconducibile a contrasti nello spaccio di droga.Lo scorso 19 marzo, un 35enne imparentato con il defunto boss Angelo Notarangelo fu ferito con un colpo d’arma da fuoco, anch’egli a un braccio, davanti a un supermercato: non si esclude un collegamento tra i due agguati.
. Dietro alla sparatoria di via Verga al quartiere Tamburi di Taranto c’è una lite nata per questioni di viabilità. Il 26enne tarantino Vincenzo Dell’Anna è a bordo della sua moto. Viene accostato dall’auto in cui c’è Giuseppe De Robertis, di un anno più piccolo, di Statte, incensurato. La strada è molto stretta, piccola. Iniziano a litigare. Il 26enne tira fuori la pistola e spara un colpo dritto all’addome. È la prima ricostruzione dei fatti. Per il 25enne arrivano i soccorsi.Il giovane è ancora cosciente quando arriva al pronto soccorso. Viene operato d’urgenza. C’è da estrarre il proiettile: quattro ore circa di intervento e il ricovero in Rianimazione. Resta sotto stretta osservazione, i medici si riservano la prognosi ma è fuori pericolo. Mentre è in corso l’intervento, il presunto responsabile va in Questura a costituirsi. É stato arrestato e deve rispondere di tentato omicidio. É un volto già noto alle forze dell’ordine. In via Verga, gli agenti della Squadra Mobile e della Scientifica hanno effettuato i rilievi. Non certo di passaggio. La Squadra Mobile, diretta dal vice questore aggiunto, Antonio Serpico, continua a indagare, con il coordinamento del pm Fabio Colascilla Narducci. Sono state raccolte alcune testimonianze e i filmati delle telecamere della zona. Da quanto emerge i due si conoscevano, ma solo di vista.
La vittima, incensurata, lavorava nel locale: indagini su possibile agguato mirato o su un errore. Si chiamava Angelo Pizzi, 62 anni, l’uomo incensurato ucciso nella serata di oggi all’interno di un ristorante di Bisceglie, in via Gramsci. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, all’interno del locale sarebbero stati esplosi tra i 14 e i 15 colpi di pistola. La vittima, che faceva parte del personale del ristorante, è stata colpita mortalmente durante l’agguato. I clienti presenti al momento della sparatoria non sono rimasti feriti, ma sono sotto choc per quanto accaduto. Le forze dell’ordine stanno lavorando per chiarire la dinamica dell’omicidio e non escludono alcuna ipotesi. Tra le piste al vaglio, quella di un’azione mirata: secondo indiscrezioni, il possibile obiettivo potrebbe essere stato il titolare del locale, ritenuto vicino ad ambienti già noti alle forze dell’ordine, ma al momento non ci sono conferme ufficiali. Gli inquirenti stanno inoltre verificando un possibile collegamento con la sparatoria avvenuta lo scorso 19 aprile nella discoteca “Divinae Club” di Bisceglie, in cui perse la vita il 42enne Filippo Scavo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, gli agenti della Questura di Andria e il personale sanitario del 118. L’area è stata transennata per consentire i rilievi e la raccolta di elementi utili alle indagini. In corso anche l’acquisizione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza del ristorante.
Sul posto stanno operando numerosi mezzi delle forze dell’ordine e sono giunte ambulanze del 118. Una persona è rimasta ferita in un conflitto a fuoco avvenuto poco fa alla periferia di Foggia, invia Cerignola. A quanto si apprende, alcuni colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi contro un’autovettura sulla quale viaggiava l’uomo rimasto ferito, che non sarebbe grave. Nessuna traccia degli altri partecipanti alla sparatoria che sarebbero fuggiti. Nella zona il traffico è bloccato in entrata e in uscita da Foggia. Sul posto stanno operando numerosi mezzi delle forze dell’ordine e sono giunte ambulanze del 118.
. La vittima è Filippo Scavo, 43 anni, con precedenti penali, del rione barese di Carbonara, ritenuto elemento di spicco del clan Strisciuglio. Almeno due le persone armate che avrebbero esploso quattro colpi di pistola contro la vittima, sorpreso alle spalle, uno dei quali lo avrebbe attinto al collo. L’uomo, soccorso dal 118, è deceduto all’arrivo nell’ospedale di Bisceglie. Gli spari hanno scatenato il panico tra gli avventori, per fortuna senza creare feriti. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Trani e della tenenza di Bisceglie, coordinati dalla Dda di Bari che indaga per omicidio con l’aggravante mafiosa, all’interno del locale si sarebbero fronteggiati due gruppi, pare tutti baresi. Sarebbe scoppiata una lite. Uno degli aggressori, per eludere i controlli con il metal detector, sarebbe uscito da un ingresso secondario, avrebbe recuperato le armi, sarebbe rientrato dallo stesso ingresso e avrebbe fatto fuoco insieme ad un complice. Sul posto sono tornati in mattinata i carabinieri, con il comandante di Trani, il capitano Giovanni Capone, la scientifica e la pm di turno della Procura di Bari, Bruna Manganelli. Sono stati ascoltati il gestore del locale e gli addetti alla sicurezza. Ulteriori particolari potranno emergere dalle immagini delle videocamere. Un’area della discoteca è stata sottoposta a sequestro. Tra le ipotesi all’origine dell’agguato mortale non si esclude un regolamento di conti forse legato allo spaccio di droga. Scavo aveva avuto una condanna definitiva nell’ambito di un’indagine del 2019 che portò ad una serie di arresti nel clan Strisciuglio per, tra i reati contestati, associazione mafiosa. Il suo nome figurerebbe anche in numerosi atti giudiziari della Dda di Bari relativi a episodi degli ultimi anni che hanno visto protagonisti esponenti di clan baresi fronteggiarsi in locali e discoteche. Nel 2021 nello stesso locale era stato accoltellato un ragazzo di 25 anni. Motivo per cui all’ingresso principale della discoteca c’è il metaldetector insieme al sistema di videosorveglianza.
Danilo Notarangelo era già sfuggito a un agguato nell’estate di quattro anni fa, colpito all’addome da colpi di fucile mentre era con un amico. Sparatoria in serata a Vieste. Ferito a un braccio il 35enne Danilo Notarangelo, volto noto alle forze dell’ordine, cugino di secondo grado del defunto boss Angelo Notarangelo, ucciso nel 2015.L’agguato è avvenuto davanti a un supermercato non lontano dalla caserma dei carabinieri.La vittima, insanguinata, ha cercato riparo nel negozio, dove c’erano numerosi clienti.Sul posto è intervenuto l’elisoccorso. Le sue condizioni non sarebbero gravi.Danilo Notarangelo era già sfuggito a un agguato nell’estate di quattro anni fa, lungo la strada interna per Mattinata: in quella circostanza, fu colpito all’addome da colpi di fucile mentre era con un amico, a sua volta ferito.Il 35enne ha precedenti penali per detenzione illegale di armi.Sull’accaduto indagano i carabinieri.
Si tratta di Bernardo e Gabriele Gatto, fratelli di 49 e 40 anni. Gli agenti del commissariato di Gallipoli hanno arrestato i presunti responsabili della sparatoria avvenuta lo scorso 27 ottobre a Gallipoli, in via Carlo Massa, nella quale rimase ferito un 45enne del posto, Michael Barba, salvato solo per il provvidenziale intervento della madre. In esecuzione di un ‘ordinanza di custodia cautelare in carcere gli agenti del locale commissariato hanno arrestato i presunti autori. Si tratta di Bernardo e Gabriele Gatto, fratelli di 49 e 40 anni e la stessa vittima dell’agguato, maturato nell’ambito dei contrasti tra gruppi rivali per il controllo dello spaccio su Gallipoli.
Sul caso indaga la Squadra Mobile di Bari che ha acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona. Misterioso agguato la notte scorsa al quartiere San Paolo di Bari. Un ragazzo di 20 anni, incensurato, è stato ferito con un colpo di arma da fuoco. Lui era con altri amici vicino ad un distributore di carburanti in viale delle Regioni. Chi ha sparato era a bordo di un’auto che, dopo aver esploso alcuni colpi, è fuggita via. Il ventenne è stato preso ad un piede, immediatamente soccorso è stato accompagnato in ospedale. Ne avrà per un mese. Sul caso indaga la Squadra Mobile di Bari che ha acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona. Gli agenti hanno anche ascoltato la vittima e i suoi amici.
Tre i colpi esplosi, di cui solo uno però ha poi raggiunto la gamba dell’uomo, dopo un breve inseguimento. Una donna barese di 27 anni è stata posta agli arresti domiciliari dagli agenti della Squadra Mobile per aver sparato alle gambe dell’ex compagno, il quale secondo l’accusa non avrebbe voluto riconoscere la paternità del figlio che lei gli aveva rivelato di aspettare. L’episodio risale all’8 marzo scorso. Secondo la ricostruzione della procura, la donna avrebbe chiamato la presunta vittima per invitarla nella sua abitazione a prendere i suoi effetti personali, dopo la fine della loro breve relazione. Al termine di una lite, la donna sarebbe rientrata in casa per prendere una pistola, puntandola contro l’ex compagno: tre i colpi esplosi, di cui solo uno però ha poi raggiunto la gamba dell’uomo, dopo un breve inseguimento. La 27enne è risultata positiva alla prova dello stub: gli investigatori le avrebbero trovato addosso tracce di polvere da sparo. La procura aveva contestato il reato di tentato omicidio ma secondo il gip l’indagata non aveva intenzione di uccidere e per questo l’ipotesi è stata derubricata in quella di lesioni personali.
L’uomo, di 39 anni, si è recato al Pronto soccorso 24 ore dopo l’episodio Un uomo di 39 anni, originario di Bitonto e con precedenti penali, si è presentato al Pronto soccorso dell’ospedale San Paolo di Bari con una ferita d’arma da fuoco a un piede. Al personale sanitario, e successivamente alla Polizia, ha raccontato di essere scampato a un agguato 24 ore prima: due individui incappucciati lo avrebbero avvicinato ed avrebbero aperto il fuoco mentre era sotto casa, a Bitonto. Solo 24 ore dopo, però, ha deciso di recarsi in ospedale. Una versione che è al vaglio degli agenti del Commissariato di Bitonto, a cui sono affidate le indagini. Il 39enne, intanto, è ricoverato per essere sottoposto ad un intervento chirurgico e non è in pericolo di vita.
Nell’agguato è rimasto ferito un 17enne del posto. Interrogato in ospedale dai carabinieri la vittima avrebbe riferito di contrasti che nulla avrebbero a che fare col calcio tra componenti ultras di Taurisano e Ruffano. Tutto sarebbe nato da rivalità fra minorenni dell’uno e dell’altro paese, contrasti riconducibili a futili motivi, a sfottò, alterchi , sguardi e parole di troppo. Prima della sparatoria della scorsa notte alcuni componenti del gruppo taurisanese sarebbero stati oggetto di un veemente chiarimento in piazza a Ruffano. Da qui la spedizione punitiva dei rivali che sarebbero giunti armati con l’obiettivo di un’azione dimostrativa a colpi di arma da fuoco .
Il giovane è ricoverato in ospedale a Tricase dove nella notte è stato sottoposto ad intervento chirurgico. Non è in pericolo di vita Un ragazzo di 17 anni di Ruffano è stato ferito con un colpo di pistola mentre insieme ad amici si trovava davanti ad un bar del posto. È accaduto poco prima dell’una. Lo studente raggiunto dalla pistolettata al bacino non è in pericolo di vita. È ricoverato in ospedale a Tricase dove nella notte è stato sottoposto ad intervento chirurgico. Secondo una prima ricostruzione dei fatti il gruppo si trovava davanti al bar ritrovo quando è giunta un’auto da dove sono partiti più colpi di arma da fuoco, uno dei quali attingeva anche un’auto parcheggiata dietro la quale il giovane si era riparato. Sull’accaduto indagano i carabinieri. L’ipotesi investigativa ricondurrebbe a rivalità di bande di ultras locali. A scatenare l’azione ci sarebbe stato un alterco con scontro tra gruppi di paesi diversi avvenuto precedentemente sempre in serata a Taurisano a cui avrebbe preso parte il 17enne rimasto ferito.
Il giovane era in moto, illeso il passeggero. L’episodio in zona Lama Prima la lite all’interno di una discoteca e poi l’agguato, intorno alle 7 di questa mattina, in localita’ Tre Fontane, Tra Lama e Taranto. Gregorio Sessa, 32 anni di Faggiano, bodyguard nei locali, a bordo di una moto di grossa cilindrata, e’ stato affiancato da uno scooter. L’uomo e’ stato raggiunto da un colpo di pistola alla coscia, mentre l’amico che era sulla moto con lui e’ rimasto illeso. La vittima, trasportata al SS. Annunziata, avrebbe riportato la frattura del bacino. Sull’episodio stanno indagando i Carabinieri che stanno ascoltando alcuni testimoni e visionando le telecamere di sorveglianza della zona.
È accaduto in corso Garibaldi. Il giovane, originario di Cagnano Varano, è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale “Dimiccoli” Misterioso episodio lunedì sera in pieno centro a Barletta dove un ragazzo di 24 anni è stato raggiunto da alcuni colpi di arma da fuoco alle gambe mentre era su un ciclomotore. È accaduto in corso Garibaldi. Il giovane, originario di Cagnano Varano, è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale “Dimiccoli”, le sue condizioni non sono gravi. Sul caso indagano gli agenti del commissariato di polizia che hanno recuperato un bossolo sull’asfalto e stanno acquisendo le immagini delle telecamere della zona.
Proseguono le indagini affidate alla Dda di Lecce Carmelo Nigro, una delle due vittime della sparatoria del 16 luglio al quartiere Tamburi di Taranto, sarebbe stato raggiunto da proiettili al torace e alla testa, morendo poco dopo l’arrivo inospedale. Colpito in maniera analoga Pietro Caforio, suo rivale, morto , invece a tre giorni dal conflitto a fuoco. È quanto stabilito con le autopsie eseguite nel pomeriggio al Ss Annunziata dal medico legale Francesco Introna. La salma di Nigro è stata restituita alla famiglia per i funerali che si svolgeranno domani in forma privata. Per Caforio bisogna attendere il nulla osta alla sepoltura. Il fratello di Caforio, Michele, è stato arrestato per omicidio aggravato dal metodo mafioso. La direzione distrettuale antimafia di Lecce coordina le indagini.
Il gip ha firmato l’ordinanza di convalida del fermo. Il 36enne è accusato di omicidio aggravato dal metodo mafioso, detenzione e porto illegale di arma da fuoco Resta in carcere Michele Caforio, fratello di Pietro, morto oggi in ospedale a Taranto dopo due giorni di ricovero in rianimazione per una ferita alla testa. Il gip ha firmato l’ordinanza di convalida del fermo. Il 36enne è accusato di omicidio aggravato dal metodo mafioso, detenzione e porto illegale di arma da fuoco. Suo fratello è la seconda vittima della sparatoria avvenuta la sera del 16 luglio al quartiere Tamburi di Taranto. Il primo a morire è stato Carmelo Nigro, deceduto la sera stessa della sparatoria. Per quest’ultimo è stata fissata l’autopsia il 22 luglio. Nel conflitto a fuoco è rimasto gravemente ferito anche il figlio 20enne, Micheal. Stando alle ricostruzioni, tutto è iniziato prima con una lite violenta per la spartizione delle piazze di spaccio, sfociata poi nella sparatoria. Carmelo Nigro avrebbe sparato per primo contro Pietro Caforio, al che sarebbe intervenuto il fratello di quest’ultimo, Michele, per vendicarlo. Questi avrebbe picchiato, disarmato e sparato contro Nigro, usando la sua stessa pistola. Probabilmente anche il 20enne è intervenuto in difesa del padre. Lievemente ferita, alla gamba, una quarta persona: il 65enne Vincenzo Fago.

Tenta di sparare ad un 18enne di Giovinazzo, ma non ci riesce perché l’arma si inceppa e con altri tre complici lo picchia ferocemente. È

Sul luogo dell’accaduto i carabinieri hanno recuperato due bossoli Non erano forse passate le 14 quando tra i vicoli del centro storico di Bitonto si

È successo in via De Marinis. La vittima era in bicicletta Quattro colpi di pistola, di cui almeno uno alla testa. Non ha avuto scampo

È accaduto in via Togliatti. Ad aprire il fuoco due persone a bordo di una moto Di Matteo Bottazzo. Paura ad Aradeo, nel Leccese, per

Litiga con una persona e viene ferito a un braccio da un colpo di pistola: è successo in serata a Vieste, in piazza Vittorio Emanuele

Dietro alla sparatoria di via Verga al quartiere Tamburi di Taranto c’è una lite nata per questioni di viabilità. Il 26enne tarantino Vincenzo Dell’Anna è

La vittima, incensurata, lavorava nel locale: indagini su possibile agguato mirato o su un errore Si chiamava Angelo Pizzi, 62 anni, l’uomo incensurato ucciso nella

Sul posto stanno operando numerosi mezzi delle forze dell’ordine e sono giunte ambulanze del 118 Una persona è rimasta ferita in un conflitto a fuoco

Almeno due le persone armate che avrebbero esploso quattro colpi di pistola contro la vittima, sorpreso alle spalle, uno dei quali lo avrebbe colpito al

Danilo Notarangelo era già sfuggito a un agguato nell’estate di quattro anni fa, colpito all’addome da colpi di fucile mentre era con un amico Sparatoria

Si tratta di Bernardo e Gabriele Gatto, fratelli di 49 e 40 anni Gli agenti del commissariato di Gallipoli hanno arrestato i presunti responsabili della

Sul caso indaga la Squadra Mobile di Bari che ha acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona Misterioso agguato la notte scorsa al

Tre i colpi esplosi, di cui solo uno però ha poi raggiunto la gamba dell’uomo, dopo un breve inseguimento Una donna barese di 27 anni

L’uomo, di 39 anni, si è recato al Pronto soccorso 24 ore dopo l’episodio Un uomo di 39 anni, originario di Bitonto e con precedenti

Nell’agguato è rimasto ferito un 17enne del posto. Interrogato in ospedale dai carabinieri la vittima avrebbe riferito di contrasti che nulla avrebbero a che fare

Il giovane è ricoverato in ospedale a Tricase dove nella notte è stato sottoposto ad intervento chirurgico. Non è in pericolo di vita Un ragazzo

Il giovane era in moto, illeso il passeggero. L’episodio in zona Lama Prima la lite all’interno di una discoteca e poi l’agguato, intorno alle 7

È accaduto in corso Garibaldi. Il giovane, originario di Cagnano Varano, è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale “Dimiccoli” Misterioso episodio lunedì sera in pieno

Proseguono le indagini affidate alla Dda di Lecce Carmelo Nigro, una delle due vittime della sparatoria del 16 luglio al quartiere Tamburi di Taranto, sarebbe

Il gip ha firmato l’ordinanza di convalida del fermo. Il 36enne è accusato di omicidio aggravato dal metodo mafioso, detenzione e porto illegale di arma da