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L’episodio in nottata. Indagano i carabinieri Tentato omicidio a colpi d’arma da fuoco, in nottata, a Monte Sant’Angelo. Un uomo di circa 40 anni è stato trasportato in elisoccorso all’ospedale di San Giovanni Rotondo in gravi condizioni. Non è chiaro dove sia avvenuta la sparatoria e per quale motivo. La vittima sarebbe stata ferita con l’esplosione di un proiettile al volto. Sull’accaduto indagano i carabinieri.

Inflitti oltre 8 anni di carcere a tre baresi di 21, 27 e 29 anni Tentato omicidio e detenzione illegale di arma, aggravati dal metodo mafioso: questi i reatiper cui tre baresi di 21, 27 e 29 anni (Massimiliano Biasi, Michele Portoghese e Michele D’Addabbo) sono stati condannati in abbreviato a otto anni e sei mesi di reclusione (i primi due) e a otto anni e otto mesi (il terzo). La Procura di Bari aveva chiesto la condanna a 12 anni. I fatti risalgono al 21 gennaio 2024, nel quartiere San Girolamo di Bari. All’alba di quel giorno i tre, a bordo di una 500X nera, avrebbero inseguito, superato e tagliato la strada a un’altra 500X bianca, sulla quale c’erano tre ragazzi con i quali ilgruppo aveva avuto un litigio poco prima, in una discoteca. Dopo aver costretto l’altra auto a fermarsi, D’Addabbo e Portoghese sarebbero scesi con due pistole in pugno e le avrebbero puntate contro gli occupanti dell’altra macchina. Ma l’altra auto però sarebbe ripartita e, a quel punto, Portoghese e D’Addabbo avrebbero sparato nove colpi di pistola ad altezza d’uomo, colpendo la maniglia posteriore della 500X bianca. Ad accorgersi di tutto è stato un sovrintendente capo della polizia di Stato, che ha assistito alla scena dal balcone di casa e ha fornito una dettagliata ricostruzione di quanto accaduto ai colleghi.

Il 48enne che ad Apricena, nel Foggiano, ha sparato verso il proprio figlio e il compagno della sua ex moglie al culmine di una lite si è consegnato ai carabinieri. L’uomo è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco. Durante l’interrogatorio ha raccontato di essere stato prima tamponato dal compagno dell’ex moglie, che si trovava in compagnia di suo figlio, e poi da una seconda auto a bordo della quale c’erano gli altri due figli avuti con la donna. “Ho sparato – ha detto – per aprirmi una via di fuga”. Attesa nelle prossime ore la convalida del fermo. I colpi sono stati esplosi in una stazione di servizio. Dopo la lite il 48enne era fuggito.

Preoccupano le condizioni di una ragazza di 20 anni, raggiunta per errore da uno dei colpi di arma da fuoco Servizio Giovanni Di Benedetto

Indicazioni utili potrebbero arrivare dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. La piazza in quel momento era affollata di giovanissimi Momenti di paura ieri sera in piazza Di Vagno, nel cuore del centro storico di Corato, la zona della movida serale e notturna. Diversi colpi di arma da fuoco sono stati sparati all’improvviso, partiti molto probabilmente da due persone a bordo di un ciclomotore poi svanito nel nulla. Un ragazzo e una ragazza sono rimasti feriti, quest’ultima pare in modo più grave. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118 e gli agenti del commissariato di polizia che conducono le indagini. Indicazioni utili potrebbero arrivare dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. La piazza in quel momento era affollata di giovanissimi. 

I colpi d’arma da fuoco da un’auto in corsa Almeno tre colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi in mattinata nel quartiere Torre a Mare diBari, a sud della città. Bersaglio dell’agguato un’auto, a bordo della quale c’erano tre ragazzi incensurati che non sono rimasti feriti. Chi ha sparato, al momento non identificato, è fuggito. Al vaglio degli inquirenti – sul caso indaga la squadra mobile di Bari, sul posto volanti e scientifica – le telecamere dellazona, che potrebbero aiutare a rintracciare i responsabili del gesto.

I fatti risalgono al 14 giugno scorso. Il movente: una vendetta per vecchi dissidi Per la sparatoria al quartiere Tramontone a Taranto ci sono due condanne da poco più di 9 anni ciascuna, per Alessandro Nuzzo e Domenico Salamina, con l’aggravante del porto abusivo di armi. I fatti risalgono al 14 giugno scorso e si sono consumati in via Mediterraneo. Il processo si è svolto con rito abbreviato. Secondo la ricostruzione dei fatti, Salamina ha sparato 9 colpi contro Nuzzo, il quale ha tentato di difendersi sparando a sua volta. Il movente: una vendetta per vecchi dissidi.

I due accusati di detenzione d’arma e agevolazione mafiosa restano in silenzio durante l’interrogatorio Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere nel corso dell’interrogatorio di garanzia Eugenio Palermiti Junior e Savino Parisi, in carcere da venerdì scorso per porto e detenzione d’arma aggravati dal metodo e dall’agevolazione mafiosa.Le accuse si riferiscono sia all’episodio del 22 settembre, quando nella discoteca Bahia di Molfetta morì la 19enne Antonella Lopez colpita per errore dal reo confesso Michele Lavopa, rivale del giovane Palermiti, che ad un altro avvenuto al Divinae Folliae di Bisceglie. In entrambi i casi Palermiti sarebbe entrato armato, con la complicità dell’amico Savino Parisi.

Si è verificata a Japigia la notte di Capodanno Servizio di Michele Frallonardo;

Si tratta di una persona vicina al clan barese dei Palermiti. La notte tra il 22 e 23 settembre scorsi era al Bahia quando fu uccisa – per errore – la 19enne Antonella Lopez Il 20enne ferito la notte di Capodanno a Bari era stato coinvolto anche nella sparatoria che, a settembre scorso, causò la morte della 19enne Antonella Lopez. Si tratta di un ragazzo vicino al clan barese dei Palermiti, lo stesso che rimase ferito la notte tra il 22 e 23 settembre scorsi nella discoteca Bahia di Molfetta. Adesso è ricoverato in rianimazione al Policlinico di Bari dopo essere stato sottoposto, nella notte, ad un intervento chirurgico.  Per l’agguato in discoteca confessò Michele Lavopa, 21 anni, che ammise di averlo fatto per colpire Eugenio Palermiti. Quest’ultimo, nipote dell’omonimo capoclan di Japigia, è stato invece arrestato a Natale. È finito ai domiciliari per aver fatto  irruzione nella scuola frequentata dalla sua ex fidanzata minorenne inveendo contro di lei e portandole via il telefono.

Colpi di arma da fuoco esplosi contro un’auto parcheggiata, una Renault Clio, intorno alle 22.00 di ieri Sparatoria ieri sera poco prima delle 22.00 in via Perosi, in zona Fesca, quartiere alla periferia di Bari. Colpi di arma da fuoco sarebbero stati esplosi contro un’auto parcheggiata, una Renault Clio. Sul posto è intervenuta una Volante con la polizia scientifica per i rilievi. Non risultano feriti, ma sono stati rinvenuti diversi bossoli. Sono in corso indagini per ricostruire l’episodio

È lo stesso giovane coinvolto nella sparatoria in discoteca in cui morì la giovane Antonella Lopez

Giuseppe De Giosa, questo il nome della vittima, è stato raggiunto al volto da diversi colpi di arma da fuoco Omicidio nel pomeriggio a Lecce. La sparatoria è avvenuta in via Papini, al quartiere Santa Rosa, in una zona periferica della città. Un uomo di 43 anni, Giuseppe De Giosa è stato raggiunto al volto da diversi colpi di arma da fuoco. La vittima è originaria di Bari, già noto alle forze di polizia. Il corpo è stato rinvenuto accanto ad una Panda bianca, nel bagagliaio c’erano oltre sette chili di hashish pacchi. Presumibilmente si tratta di un regolamento di conti nell’ambito dello spaccio di droga. Indaga la Polizia, intervenuta dopo l’allerta di alcuni residenti. Si tratta del terzo omicidio in pochi giorni in Puglia. Il primo si è consumato a Corato, l’altro a Sannicandro di Bari.

La polizia indaga per scoprire se gli episodi siano collegati Due misteriose sparatorie in meno di 24 ore a San Severo nel Foggiano. Un 20enne straniero è stato ferito da alcuni colpi d’arma da fuoco, ieri sera, mentre si trovava in campagna in località Santo Spirito. Sarebbero stati alcuni agricoltori che si trovavano in zona a soccorrere il giovane e ad accompagnarlo al pronto soccorso dell’ospedale Masselli Mascia dove è stato ricoverato. Le sue condizioni non sarebbero gravi. Gli investigatori stanno cercando di capire se questo episodio possa essere collegato con un altro ferimento avvenuto, in mattinata, sempre alla periferia di San Severo dove un altro straniero, è stato ferito con un colpo di pistola a una spalla. In questo caso l’uomo è riuscito a raggiungere da solo il pronto soccorso.

I militari indagano per ricostruire i fatti, ma sembra che non ci siano state né liti, né discussioni. Prende corpo l’ipotesi che il colpo sia partito per sbaglio Sale a tre il numero degli indagati per la sparatoria avvenuta durante il pranzo domenicale dello scorso 29 settembre, in un appartamento al primo piano di Vico Caroli a Francavilla Fontana. In casa c’erano i familiari del padrone di casa e alcuni amici, tra cui un 45enne rimasto Ferito all’inguine. Anche questi risulta indagato dalla procura di brindisi. Sembra che la pistola, una calibro 38 di fabbricazione brasiliana, fosse proprio la sua e si ipotizza che il colpo si a partito accidentalmente. Gli altri due indagati sono un 35enne sottoposto ad una misura alternativa alla detenzione a bari, ma quel giorno in permesso premio e da allora irreperibile e un 36enne, ora in carcere che si è consegnato spontaneamente ai carabinieri consegnando anche l’arma. I militari indagano per ricostruire i fatti, ma sembra che non ci siano state né liti, né discussione. Prende corpo l’ipotesi che il colpo sia partito per sbaglio. 

Sette bossoli di pistola recuperati dai carabinieri sul luogo della sparatoria, al Rione Candelaro Sette bossoli di pistola calibro 9 sono stati recuperati dai carabinieri, a Foggia, sul luogo della sparatoria che ieri sera, al Rione Candelaro, ha causato il ferimento di due persone, zio e nipote, di 69 e 49 anni.  A sparare sarebbe stata una persona in sella a uno scooter, che ha raggiunto l’abitazione di del 49enne – che era agli arresti domiciliari – e che in quel momento si trovava sull’uscio di casa con suo zio.Dal motociclo è partita la raffica di colpi, due dei quali hanno raggiunto il 49enne alla gamba destra, mentre un terzo proiettile ha ferito di striscio suo zio a una mano.  Sull’accaduto indagano i carabinieri, che stanno acquisendo i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona. Sembra esclusa la pista della criminalità organizzata; è più probabile che il movente sia legato a screzi di natura privata.

L’uomo ha dichiarato ai carabinieri di aver sparato per sbaglio  Si comincia a fare chiarezza sulla misteriosa sparatoria avvenuta domenica scorsa in un appartamento di Francavilla Fontana in cui, un 45enne è rimasto ferito con alcuni colpi di arma da fuoco. I carabinieri hanno arrestato un uomo di 36 anni accusato di detenzione e porto abusivo di arma da fuoco e alcunecartucce. Il 45enne era a pranzo con diverse persone, quando in una stanza dell’appartamento è stato ferito all’addome. Ai militari e al gip, in sede di convalida dell’arresto, il 36enne ha confessato di essere stato lui il responsabile del ferimento della vittima, riferendo come il colpo sia partito per sbaglio. Lo stesso indagato ha consegnato l’arma alle forze dell’ordine. La versione del 36enne non convince del tutto gli investigatori che dovranno fare ulteriori accertamenti. Al momento, infatti, risulta irreperibile un’altra persona che si trovava nell’abitazione dove sono stati esplosi i colpi di arma da fuoco. Il 45enne domenica è stato trasferito in codice rosso all’ospedale ‘Perrino’ di Brindisi, ed ora fuori pericolo.

È in prognosi riservata ma finge di non ricordare chi ha sparato durante un pranzo domestico Servizio Alessandra Lezzi

Domenica movimentata a Francavilla Fontana. La vittima condotta in ospedale in codice rosso Forse un debito non pagato o una divergenza lavorativa le cause di una violenta lite finita in sparatoria durante un pranzo domenicale a Francavilla Fontana. A finire in ospedale, in prognosi riservata, un uomo di 45 anni contro cui sono stati esplosi tre colpi di pistola che lo hanno raggiunto all’addome e all’inguine. Tutto è accaduto davanti agli occhi degli altri ospiti in un appartamento al primo piano di Vico Caroli. La discussione si è accesa alla presenza di tutti finché uno dei commensali, ha estratto la pistola, per la detenzione della quale non ha alcuna autorizzazione, e ha sparato. Tutti gli ospiti sono scappati. All’arrivo dei carabinieri, il ferito con la moglie erano già stati portati in ospedale con l’ambulanza, e in casa c’erano soltanto il proprietario con la consorte. In queste ore gli inquirenti stanno cercando di individuare e ascoltare tutti i commensali presenti al pranzo.

Obiettivo dei sicari era il rampollo di un clan, ferito Una persona è stata fermata dai Carabinieri a Bari per l’omicidio di Antonia Lopez, la 19enne uccisa la notte tra sabato e domenica nel Bahia beach di Molfetta durante un agguato. Bersaglio dei killer, secondo le indagini, era l’amico della ragazza, il 20enne rampollo del clan del rione Japigia del capoluogo pugliese Eugenio Palermiti, rimasto ferito assieme ad altre tre persone. Le indagini sono coordinate dalla Dda di Bari.

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