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Sette bossoli di pistola recuperati dai carabinieri sul luogo della sparatoria, al Rione Candelaro Sette bossoli di pistola calibro 9 sono stati recuperati dai carabinieri, a Foggia, sul luogo della sparatoria che ieri sera, al Rione Candelaro, ha causato il ferimento di due persone, zio e nipote, di 69 e 49 anni.  A sparare sarebbe stata una persona in sella a uno scooter, che ha raggiunto l’abitazione di del 49enne – che era agli arresti domiciliari – e che in quel momento si trovava sull’uscio di casa con suo zio.Dal motociclo è partita la raffica di colpi, due dei quali hanno raggiunto il 49enne alla gamba destra, mentre un terzo proiettile ha ferito di striscio suo zio a una mano.  Sull’accaduto indagano i carabinieri, che stanno acquisendo i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona. Sembra esclusa la pista della criminalità organizzata; è più probabile che il movente sia legato a screzi di natura privata.

L’uomo ha dichiarato ai carabinieri di aver sparato per sbaglio  Si comincia a fare chiarezza sulla misteriosa sparatoria avvenuta domenica scorsa in un appartamento di Francavilla Fontana in cui, un 45enne è rimasto ferito con alcuni colpi di arma da fuoco. I carabinieri hanno arrestato un uomo di 36 anni accusato di detenzione e porto abusivo di arma da fuoco e alcunecartucce. Il 45enne era a pranzo con diverse persone, quando in una stanza dell’appartamento è stato ferito all’addome. Ai militari e al gip, in sede di convalida dell’arresto, il 36enne ha confessato di essere stato lui il responsabile del ferimento della vittima, riferendo come il colpo sia partito per sbaglio. Lo stesso indagato ha consegnato l’arma alle forze dell’ordine. La versione del 36enne non convince del tutto gli investigatori che dovranno fare ulteriori accertamenti. Al momento, infatti, risulta irreperibile un’altra persona che si trovava nell’abitazione dove sono stati esplosi i colpi di arma da fuoco. Il 45enne domenica è stato trasferito in codice rosso all’ospedale ‘Perrino’ di Brindisi, ed ora fuori pericolo.

È in prognosi riservata ma finge di non ricordare chi ha sparato durante un pranzo domestico Servizio Alessandra Lezzi

Domenica movimentata a Francavilla Fontana. La vittima condotta in ospedale in codice rosso Forse un debito non pagato o una divergenza lavorativa le cause di una violenta lite finita in sparatoria durante un pranzo domenicale a Francavilla Fontana. A finire in ospedale, in prognosi riservata, un uomo di 45 anni contro cui sono stati esplosi tre colpi di pistola che lo hanno raggiunto all’addome e all’inguine. Tutto è accaduto davanti agli occhi degli altri ospiti in un appartamento al primo piano di Vico Caroli. La discussione si è accesa alla presenza di tutti finché uno dei commensali, ha estratto la pistola, per la detenzione della quale non ha alcuna autorizzazione, e ha sparato. Tutti gli ospiti sono scappati. All’arrivo dei carabinieri, il ferito con la moglie erano già stati portati in ospedale con l’ambulanza, e in casa c’erano soltanto il proprietario con la consorte. In queste ore gli inquirenti stanno cercando di individuare e ascoltare tutti i commensali presenti al pranzo.

Obiettivo dei sicari era il rampollo di un clan, ferito Una persona è stata fermata dai Carabinieri a Bari per l’omicidio di Antonia Lopez, la 19enne uccisa la notte tra sabato e domenica nel Bahia beach di Molfetta durante un agguato. Bersaglio dei killer, secondo le indagini, era l’amico della ragazza, il 20enne rampollo del clan del rione Japigia del capoluogo pugliese Eugenio Palermiti, rimasto ferito assieme ad altre tre persone. Le indagini sono coordinate dalla Dda di Bari.

Ha perso la vita Antonella Lopez, 19enne di Bari. Tra i feriti anche Eugenio Palermiti, ritenuto vicino all’omonimo clan Barese INTERVISTA: PASQUA SPADAVECCHIA, SORELLA TITOLARE BAHIA TOMMASO MINERVINI, SINDACO MOLFETTA Servizio Saverio Carlucci

La vittima è la nipote di un uomo ucciso nel 2021 a Bari Potrebbe essere collegata alla criminalità organizzata la sparatoria avvenuta la scorsa notte in un noto locale di Molfetta costata la vita ad Antonia Lopez, 19enne di Bari. Dopo l’iniziale intervento della procura di Trani le indagini sono state affidate alla Dda. Tre persone sono state condotte al Pronto soccorso di Bari. Tra i feriti anche Eugenio Palermiti ritenuto vicino all’omonimo clan Barese. Al pronto soccorso si sarebbero verificati dei disordini, con uno dei feriti che ha distrutto un computer e inveito contro il personale sanitario. Secondo le prime ricostruzioni intorno alle due del mattino un gruppo di persone provenienti dal quartiere Japigia di Bari è entrato nel locale. Dopo pochi minuti sarebbe scoppiata la rissa e quindi sono stati esplosi alcuni colpi di pistola. Uno ha colpito mortalmente la ragazza alla giugulare. La giovane è deceduta prima che il personale del 118 potesse soccorrerla. Il locale è stato ora posto sotto sequestro. Tra i dettagli emersi, c’è anche la parentela della vittima con Ivan Lopez, ucciso nel 2021 sul lungomare di San Girolamo a Bari nell’ambito di una faida tra il clan Strisciuglio e il clan Parisi-Palermiti. Il fratello di Ivan, altro zio della vittima, è poi diventato collaboratore di giustizie. Durante la mattinata sono stati ascoltati dai carabinieri almeno una decina di persone rimaste coinvolte nella rissa per raccogliere le prime informazioni. Il titolare del locale ha spiegato di essersi trovato davanti a uno spettacolo infernale. Nella tarda mattina è tornato a casa sotto shock. Poi sul posto è arrivata la sorella del titolare. Il sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini, ha espresso preoccupazione per quanto accaduto. Nei giorni scorsi altri episodi violenti si sono verificati nel nord Barese.

L’uomo è riuscito a raggiungere con mezzi propri il pronto soccorso dell’Ospedale San Palo di Bari, Colpi di arma da fuoco ed un ferimento la notte scorsa a Modugno, nel Barese. Intorno all’1.30 un 36enne già noto alle forze dell’ordine, residente a Bari, è stato colpito al braccio sinistro, nei pressi di piazza De Amicis. L’uomo è riuscito a raggiungere con mezzi propri il pronto soccorso dell’ospedale San Paolo di Bari, dove i medici hanno giudicato le ferite guaribili in 15 giorni. La polizia, allertata dal personale sanitario, ha rinvenuto tracce di sangue in piazza. La Squadra Mobile di Bari è al lavoro per ricostruire la dinamica, con l’utilizzo anche delle telecamere di videosorveglianza della zona.

L’episodio questa mattina all’alba, una violenta rissa finita con una sparatoria

L’agguato nei pressi della spiaggia in mezzo alla gente Agguato tra la folla, poco dopo mezzogiorno, nei pressi di un lido sulla litoranea a nord di Brindisi. Due uomini del posto sono stati gambizzati davanti a numerosi bagnanti. In quel momento c’erano molte famiglie con bambini. Uditi gli spari, si è scatenato il fuggi fuggi generale. Sul posto sono intervenuti gli agenti delle volanti e della squadra mobile insieme ai colleghi della scientifica. Entrambi i feriti sono stati trasportati al Perrino. Il primo, un 43enne, dopo essere stato medicato alla gamba destra, è stato dimesso con una prognosi di un mese. Guarirà in 30 giorni l’altro ferito, un 61enne, sottoposto a intervento chirurgico per la rimozione di un proiettile rimasto conficcato nella gamba. Quest’ultimo ha riportato anche una frattura. Ancora da stabilire il movente dell’agguato.

Una pistola con matricola abrasa Beretta completa di caricatore con 14 proiettili nel divano Un 35enne pluripregiudicato di Taranto e’ stato fermato, nella notte, dalla Polizia dopo la sparatoria di ieri pomeriggio avvenuta al quartiere Tramontone. Nel corso di perquisizioni e controlli nella zona, i poliziotti in casa dell’uomo , sottoposto al regime degli arresti domiciliari, hanno trovato una pistola con matricola abrasa Beretta completa di caricatore con 14 proiettili. L’arma era nascosta all’interno di un divano. Il 35 enne potrebbe aver preso parte al conflitto a fuoco in via Mediterraneo all’interno di un distributore di carburante. Due uomini a bordo di uno scooter hanno esploso numerosi colpi d’arma all’indirizzo di un’ altra persona salva per miracolo. Alla base della sparatoria potrebbe esserci un regolamento di conti. Sara’ la prova dello stub a rivelare se il 35enne sia coinvolto. Per fortuna non ci sono state vittime. Continuano le indagini della polizia per risalire ai responsabili

Il ferimento è avvenuto sulla complanare della strada statale 7 che collega Brindisi a Taranto. Una donna di 47 anni è rimasta gravemente ferita in una sparatoria avvenuta sulla complanare della strada statale 7, che collega Brindisi a Taranto, all’altezza di un’azienda, poco dopo la Cittadella della ricerca, in direzione Mesagne. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri e la polizia di Stato del commissariato di Mesagne, insieme alla Squadra mobile e alla Scientifica. Secondo le prime informazioni, il ferimento sarebbe scaturito al culmine di una lite, riconducibile a una faida tra due famiglie di Brindisi. Gli spari sono stati esplosi dopo che i membri delle due famiglie sono arrivati sulla complanare a bordo di due auto: una Nissan Juke bianca, dove si trovava la donna assieme ad un uomo, e una Golf grigia. Durante l’episodio, sono stati esplosi diversi colpi di pistola, con numerosi bossoli repertati dagli investigatori. Sul luogo è stata anche recuperata la custodia di una spada, che sarebbe stata usata per colpire l’uomo che era in compagnia della donna ferita. La dinamica dell’accaduto è ancora in fase di accertamento. La donna, colpita alla testa, è stata trasportata in ospedale dai sanitari del 118. Almeno un paio di uomini sono stati fermati dalla polizia e sono ora ascoltati in questura dagli inquirenti.

Non ci sono feriti, indaga la polizia Inseguimento in auto con sparatoria giovedì sera a Borgo Mezzanone, nel Foggiano. Un uomo di nazionalità rumena, a bordo di un furgone, è stato inseguito da un’automobile. Uno dei tre passeggeri nella vettura avrebbe esploso in aria due colpi di pistola intimandogli di scendere. L’uomo ha proseguito dritto, seminando gli inseguitori. Poi ha denunciato l’accaduto alla polizia. Indagini in corso.

Furono esplosi tre colpi durante un concerto. Panico tra la gente, ma nessun ferito. Alla base un litigio tra esponenti di un clan. La Polizia ha fatto piena luce sulla sparatoria avvenuta l’estate scorsa in piazza a Carbonara di Bari durante un concerto. Furono esplosi tre colpi di pistola, non ci furono feriti, però si scatenò il panico tra la folla. L’episodio risale alla sera del 25 agosto e oggi è scattato l’arresto di un 44enne, Luca Marinelli, esponente di spicco del clan Strisciuglio. Non fu lui a sparare, ma un uomo di 54 anni dello stesso clan col quale aveva avuto un litigio in precedenza, nel frattempo deceduto per cause naturali. Marinelli – secondo la ricostruzione degli investigatori – ebbe un alterco con l’uomo arrivato in moto che gli puntò contro la pistola, e lo disarcionò, ma il 54enne da terra riuscì a sparare lo stesso, mancando il bersaglio. Marinelli puntò a sua volta la sua pistola contro il rivale, ma non sparò e si allontanò. E’ stato tratto in arresto per detenzione e porto illegale di arma da fuoco e per aver violato le prescrizioni imposte dalla sorveglianza speciale.

É accaduto al quartiere Japigia, indagano i carabinieri Colpi di arma da fuoco contro una vettura al quartiere Japigia di Bari. È accaduto all’alba di oggi martedì 16 aprile. Ferito un ragazzo di 20 anni che era a bordo di un’auto. La vittima è stata soccorsa e trasportata al Policlinico di Bari. Le ferite sono lievi, è stato già dimesso. Indagano i carabinieri. 

L’uomo non sarebbe in pericolo di vita. Indagano i carabinieri Potrebbe essere legato ad un litigio tra familiari l’agguato avvenuto questa mattina alla periferia di San Severo, nel foggiano, in via Padre Matteo d’Agnone. Ferito un uomo di 42 anni, Michele Rendina, raggiunto ad una gamba da due colpi di pistola. La sparatoria è avvenuta davanti a un bar, in quel momento affollato di gente. La vittima, soccorsa dagli operatori del 118 , è stata trasportata all’ospedale Masselli Mascia, le sue condizioni non sarebbero gravi. Sull’accaduto indagano i carabinieri. I militari sono sulle tracce di una persona che al momento risulta irreperibile. Qualche ora dopo l’agguato, un’auto di grossa cilindrata è stata trovata nelle campagne della zona. In corso gli accertamenti per verificare che si tratti della stessa auto utilizzata per la sparatoria. Stando ad alcune indiscrezioni pare che alcuni giorni fa ci sarebbe stato un litigio tra alcune donne, tra cui anche parenti della vittima. Una discussione che potrebbe essere stata vendicata con il ferimento delle ultime ore.

Si tratta di una donna e un minorenne Sono stati identificati e sottoposti a fermo dai carabinieri i due presunti responsabili dell’agguato a un 22enne di Sannicandro di Bari, Angelo Michele Di Turi, con piccoli precedenti penali, ferito con due colpi di pistola al torace ieri sera mentre si trovava in piazza Unità d’Italia. Si tratta di una donna di 36 anni e di un 16enne, sul quale è stata eseguita anche la prova dello stub per il prelievo dei residui dell’esplosione della polvere da sparo. Rispondono dei reati di tentato omicidio e detenzione e porto abusivo di armada sparo. La 36enne è stata condotta al carcere di Trani, il ragazzo di 16 anni all’Ipm-Istituto penale per minorenni di Bari. Le indagini proseguono per stabilire l’esatta dinamica dei fatti e per risalire al movente. Per ora non è esclusa nessuna pista investigativa.

È accaduto vicino la piazza, intorno alle 6, indaga la Squadra Mobile Venerdì Santo di sangue a Carbonara, quartiere di Bari. Intorno alle 6 del mattino, in piazza Umberto, c’è stata una sparatoria. Due giovani sono rimasti feriti in modo lieve, si sono presentati autonomamente all’Ospedale di Venere. Sul posto è intervenuta la Squadra Mobile per effettuare i rilievi e ricostruire la dinamica dell’accaduto.

Gli hanno sparato da una Smart, forse per un regolamento di conti nel mondo dello spaccio Servizio di Redazione Montaggio Pasquale D’Attoma

L’assassino ha 34 anni, la vittima 42. Lite per strada e poi la sparatoria al rione Libertà Servizio di Redazione Montaggio Pasquale D’Attoma

Sparatoria Sannicandro, due fermi

Si tratta di una donna e un minorenne Sono stati identificati e sottoposti a fermo dai carabinieri i due presunti responsabili dell’agguato a un 22enne

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