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Bocche cucite in società . Ricordate i buonisti a tempo perso che nell’ultimo segmento di campionato pretendevano che si restasse uniti non facendo polemiche per evitare ripercussioni sulla squadra. Perché, dicevano, i processi vanno fatti alla fine? Ricordate la promessa di Valerio Di Cesare al termine della partita con la Virtus Entella di tenere una conferenza stampa alla fine del campionato? Come temevamo è finito tutto “a tarallucci e vino” perché sia il direttore sportivo che l’allenatore se la sono cavata a buon mercato con le poche parole, legate a scuse e ammissioni di responsabilità fine a se stesse, nel post partita di Bolzano in cui è stata decretata la retrocessione verbale in Serie C. Poi tutti via, nessun chiarimento, nessuna conferenza stampa. Complice la società, perché essendo i due sotto contratto avrebbe potuto pretendere l’incontro con i giornalisti così come si fa ovunque al termine della stagione. Ma in effetti come avremmo potuto pretenderlo se abbiamo più volte sostenuto che a Bari non c’è società? E poi a tacere in modo ancora più irrispettoso è lo stesso Luigi De Laurentiis che non si è degnato neanche di chiedere scusa ma si è fatto sentire soltanto dal sindaco per chiedere la disponibilità dello stadio San Nicola indispensabile per l’iscrizione al campionato. I silenzi di Luigi De Laurentiis sono proverbiali forse dettati dalla convinzione di fare piu’ danni che cose buone e comunque dall’arroganza tipica della famiglia romana che decide di parlare quando e con chi secondo volontà personale. Pazienza, ce ne siamo gia’ fatta una ragione anche se vorremmo ricordare ai quadri del Bari, da amministratore unico ad allenatore, che le conferenze stampa non vengono chieste dai giornalisti per riferire in famiglia, ma per riferire ai lettori, agli ascoltatori, ai follower che sono poi i fruitori delle attività della società di calcio. Ed e’ a loro che si manca rispetto.

Tifosi sfiduciati e col morale a pezzi . E’ stato sorprendente riscontare che fossero in tanti a crederci, nonostante il campionato disastroso e le 38 giornate vergognose, a voler essere buoni. Il Bari non ha una scossa nervosa nemmeno nella gara di ritorno dei playout contro il Sud Tirol. Letteralmente l’ultima spiaggia per restare in B. Ma nei novanta minuti, i biancorossi confezionano una sola occasione da rete e rischiano il tracollo al 70 esimo quando il Var annulla la rete di Pecorino. L’agonia è solo prolungata. Il match termina 0 – 0: esattamente come nella gara d’andata, gli uomini di Longo non creano una sola occasione da gol e retrocedono in C. Si chiude così il cerchio sulla famiglia De Laurentiis. Scomparsi nel nulla quelli che prevedevano scenari diversi: Serie A, ingresso in Europa dalla porta principale, grandi campioni in festa sotto la curva. Era tutto finto. Il Bari è solo un magheggio per chissà quale scopo, un errore o un peccato di vanità ( essere tra i primi ad aver promosso la seconda squadra ).

Su Telenorba lo speciale di Norba Sport a partire dalle 19,45 . Serata col cuore in gola non soltanto per la tifoseria ma per l’intera città di Bari. A Bolzano col Sudtirol è in gioco la permanenza in serie B che passa necessariamente, per effetto del pareggio registrato nella gara di andata del play out, attraverso il successo con qualsiasi punteggio. A Bari e in provincia ma non solo, questa partita si seguirà e si soffrirà da casa o nei locali perchè è sicuramente la più importante degli ultimi anni. Potrete seguirla anche su Telenorba con uno speciale di “Norba Sport” a partire dalle 19,45. Dicevamo che il Bari per salvarsi dalla retrocessione, che avrebbe effetti devastanti a trecentosessanta gradi, deve vincere e basta. Sarà interessante capire come il tecnico Moreno Longo imposterà la partita sia sul piano squisitamente tattico che tecnico. Conoscendo Fabrizio Castori l’allenatore del Sudtirol, difficilmente punterà soltanto a difendersi rischiando di prendere un gol magari nell’ultima mezz’ora. E il Bari, allora, che farà? Gli allenamenti effettuati a porte chiuse non hanno fatto capire molto circa formazione e modulo. Probabile lo stesso schieramento della gara di andata con la difesa a quattro, anche se snaturata per la presenza di Mantovani sulla destra, 3 centrocampisti, due trequartisti ed il solo Moncini in attacco. Le speranze dei baresi sono tutte legate alla vena dell’ex bresciano e di Rao che sono poi con 11 e 6 reti all’attivo i maggiori realizzatori. A sostenere la squadra ci saranno non meno di mille tifosi a seguito. Seicento nel settore loro riservato, mentre altre centinaia accederanno in ogni spazio utile. Ma come detto i calciatori non potranno non sentire la spinta che arriverà anche dalla lontana Puglia. Ultima annotazione: l’arbitro è La Penna di Roma che diresse anche il successo del Bari per 3-0 nel play out di ritorno con la Ternana di due anni fa che confermò il Bari in serie B.

Cresce l’attesa per la sfida al Genoa . Da domenica sera il Lecce è padrone del proprio destino. Il gol di Stulic, realizzato in pieno recupero al Mapei Stadium, consente ai giallorossi di disputare l’ultima gara di campionato con un punto di vantaggio sulla Cremonese, terz’ultima. Si aprono così scenari meravigliosi nell’immaginario dei tifosi salentini, sempre presenti in massa nelle trasferte autorizzate. Il Lecce sarà salvo per la quarta volta consecutiva in A – un evento storico per il club – se batterà il Genoa. Nel caso in cui la vittoria sfugga, sarà festa solo se i giallorossi otterranno lo stesso risultato della Cremonese, cui spetta il gravoso compito di ospitare il Como, proiettato verso l’Europa. Esiste anche la possibilità che per decidere chi sarà la terza formazione retrocessa dalla A alla B, si ricorra allo spareggio. Il post season prenderà vita solo se Lecce e Cremonese chiuderanno il campionato con gli stessi punti. Intanto, per la sfida al Genoa, ci sono buone notizie per Di Francesco. Prosegue il recupero di Banda e Pierotti. Ed è probabile che rientrino tra i disponibili.

Venerdì la gara di ritorno . Come due anni fa il Bari si gioca la serie B nel playout di ritorno. Stessa identica situazione: allora pareggiò per uno a uno in casa con la Ternana per poi vincere in Umbria la gara di ritorno per 3 a 0. Col Sudtirol si parte dallo 0-0 dell’altra sera al San Nicola e il Bari per salvarsi ha una sola opzione: vincere con qualsiasi risultato. Se la situazione è la stessa, l’avversario sembra però di caratura diversa nel senso che il Sudtirol è sicuramente più competitivo rispetto alla Ternana dell’epoca. Lo ha dimostrato ampiamente nella gara di venerdì in cui al Bari, riconosciamolo, è andata più che bene perché le occasioni migliori se l’è procurate proprio la squadra di Castori. Non è un caso se Cerofolini è stato considerato da tutti il migliore in campo. Sarà interessante vedere come questa volta Moreno Longo schiererà il Bari sia per quel che riguarda il modulo che per la scelta degli uomini. Premesso che come detto il pareggio non serve e che Longo ha sempre giocato con una sola punta di ruolo, salvo ricorrere ai due attaccanti soltanto per recuperare risultati negativi, come si comporterà a Bolzano? Le scommesse sono accettate. Intanto i biancorossi, che ieri hanno ripreso la preparazione, potranno contare su circa 650 tifosi al seguito che riempiranno il settore riservato agli ospiti. Ma saranno in tanti ad accorrere venerdi sera da tutto il triangolo industriale per evitare la retrocessione che avrebbe effetti devastanti. Intanto infuriano le polemiche per le lunghe code registrate l’altra sera per accedere alla tribuna est a causa delle poche porte aperte. Sotto accusa l’organizzazione. E non e’ la prima volta che si verifica.

I biancorossi hanno ripreso la preparazione. Intanto infuriano le polemiche per le lunghe code registrate l’altra sera per accedere alla tribuna est. Come due anni fa il Bari si gioca la serie B nel playout di ritorno. Stessa identica situazione: allora pareggiò per uno a uno in casa con la Ternana per poi vincere in Umbria la gara di ritorno per 3 a 0. Col Sudtirol si parte dallo 0-0 dell’altra sera al San Nicola e il Bari per salvarsi ha una sola opzione: vincere con qualsiasi risultato. Se la situazione è la stessa, l’avversario sembra però di caratura diversa nel senso che il Sudtirol è sicuramente più competitivo rispetto alla Ternana dell’epoca. Lo ha dimostrato ampiamente nella gara di venerdì in cui al Bari, riconosciamolo, è andata più che bene perché le occasioni migliori se l’è procurate proprio la squadra di Castori. Non è un caso se Cerofolini è stato considerato da tutti il migliore in campo. Sarà interessante vedere come questa volta Moreno Longo schiererà il Bari sia per quel che riguarda il modulo che per la scelta degli uomini. Premesso che come detto il pareggio non serve e che Longo ha sempre giocato con una sola punta di ruolo, salvo ricorrere ai due attaccanti soltanto per recuperare risultati negativi. Come si comporterà a Bolzano? Le scommesse sono accettate. Intanto i biancorossi, che ieri hanno ripreso la preparazione, potranno contare su circa 650 tifosi al seguito che riempiranno il settore riservato agli ospiti. Ma saranno in tanti ad accorrere venerdì sera da tutto il triangolo industriale per evitare la retrocessione che avrebbe effetti devastanti. Intanto infuriano le polemiche per le lunghe code registrate l’altra sera per accedere alla tribuna est a causa delle poche porte aperte. Sotto accusa l’organizzazione. E non è la prima volta che si verifica.

Tra sette giorni il ritorno a Bolzano . Gli oltre 22mila del San Nicola tornano a casa delusi. Il Bari pareggia 0 – 0 contro il Sud Tirol, gara d’andata dei playout. Tra sette giorni a Bolzano ci vorrà un miracolo per evitare la retrocessione in C: si deve vincere. Ma per quanto mostrato stasera, sarà davvero difficile. Gli ospiti avrebbero meritato la vittoria, sfuggita solo per l’ottima prestazione di Cerofolini. Il Bari, invece, si rende pericoloso a sprazzi nel primo tempo, e con poca convinzione. Ma nella ripresa scompare.

Nessun riavvicinamento alla società . Tutto in 180 minuti. E sì perché il playout non prevede tempi supplementari o calci di rigore in caso di parità di punti e di differenza reti. In questa fattispecie, infatti, si salverebbe il Sudtirol che ha chiuso meglio del Bari la stagione regolare. Significa, lo abbiamo spiegato più volte in settimana, che il Bari per salvarsi deve vincere almeno una delle due partite ed eventualmente perdere l’altra ma conservando una migliore differenza reti. Con questa premessa è chiaro che il Bari deve cercare di sfruttare al massimo la prima gara, quella in programma stasera alle 20,00 al stadio San Nicola. Anche perché ci saranno non meno di 20.000 spettatori che hanno deciso per una volta di mettere da parte contestazioni e diserzione e cercare di dare una mano per ottenere la salvezza nell’interesse di tutta la città oltre che della tifoseria. Una eventuale retrocessione, non ci vogliamo neanche pensare, avrebbe effetti devastanti a 360 gradi perché il calcio, da noi, ha una valenza e rilevanza sociale. Niente conferenza stampa del tecnico, continua il silenzio. E allora solo supposizioni sullo schieramento che affronterà il Sudtirol. Dovrebbero essere indisponibili Cistana e Verreth, ma indipendentemente dal modulo il Bari dovrà pensare ad una partita d’attacco perché pareggiare non servirebbe a nulla o quantomeno imporrerebbe poi di vincere la gara di ritorno in programma venerdì prossimo a Bolzano. La squadra sudtirolese è in caduta libera, ha ottenuto solo quattro pareggi nelle ultime 10 partite tanto da precipitare in zona play out, ma il Bari, ricordiamolo, ha il terzo peggior attacco del campionato e la seconda peggiore difesa.

L’affluenza prevista per venerdì prossimo non è indice di riavvicinamento . Nel playout di andata che vale mezza salvezza il Bari potrà contare sui suoi tifosi. Difficilmente saranno i 33.808 che lo sostennero due anni fa con la Ternana, ma neanche i quattro, cinquemila che hanno assistito alle ultime gare interne. C’è in gioco la salvezza, il patrimonio della Serie B che riguarda non soltanto la società e la tifoseria, ma la città .Per questo venerdì sera si metteranno da parte tutti i risentimenti e le polemiche per concentrarsi sul tifo alla squadra. Se qualcuno pensasse cose diverse, si sbaglierebbe di grosso. L’affluenza allo stadio, di qualsiasi entità non potrà essere intesa come sostegno alla società che invece è sempre più avversata e contestata. Speriamo piuttosto che l’appoggio del pubblico possa favorire il successo del Bari che sarebbe fondamentale per risolvere in suo favore il playout. Perché purtroppo per la migliore classifica dopo le trentotto giornate di campionato, il Sudtirol può accontentarsi anche di due pareggi. E’ il Bari che deve vincere almeno una partita e comunque in caso di sconfitta nell’altra deve cercare di chiudere con una migliore differenza reti. L’ideale sarebbe chiudere al San Nicola con un margine di due gol di scarto per presentarsi dopo una settimana, venerdi 22, a Bolzano, con un margine di sicurezza non diciamo tranquillizzante, ma quantomeno non da ultima spiaggia. Top secret le scelte del tecnico Moreno Longo sia per quel che riguarda il modulo che per la formazione da mandare in campo. Pare che ci siano ancora problemi per Cistana, ma le scelte piu’ importanti andranno fatte a centrocampo ed in attacco per garantire una squadra piu’ offensiva coerentemente con l’esigenza di vincere almeno una partita

Decisiva una rete di Vlahovic . Nessun dubbio sull’esito finale o sul pronostico. Come nei tempi migliori, la Juve passeggia al Via del Mare e rispedisce agli inferi il Lecce. Vlahovic, il cui contratto è in bilico, nel primo minuto di gara porta in vantaggio i suoi. Poi una rete annullata al serbo e a Kalulu, tengono in bilico il match sino al 90esimo. Ma gli equilibri restano intatti e il Lecce è sempre di poco sulla linea salvezza, mentre la Juve resta aggrappata al treno Champions.

Si riapre il capitolo salvezza. Ma sarà dura: per restare in B il Bari dovrà realizzare un gol in più nei 180 minuti. Il Bari ha un sussulto d’orgoglio. A Catanzaro, i biancorossi reagiscono, proprio all’ultima di campionato, dopo una serie di prestazioni inqualificabili. Il Catanzaro dell’ex Ciro Polito ci prova ed è subito in vantaggio al 12esimo con Verrengia. Un colpo che in altri tempi avrebbe annichilito il Bari. Che invece ha la forza di reagire e già nel primo tempo ribalta il parziale con Moncini al 23esimo. Di Piscopo, al 40esimo e al 50esimo, le reti della sicurezza, leggermente minacciata dal 2 – 3 di Koffi su calcio di rigore in pieno di rigore. Il Bari è ai playout. Sfiderà il Sud Tirol tra andata e ritorno il 15 e il 22 maggio. Si riapre il capitolo salvezza. Ma è dura: per restare in B il Bari dovrà realizzare un gol in più nei 180 minuti

Da stabilire gli accoppiamenti . La Serie B ha ufficializzato le date di playoff e playout per la stagione 2025/2026. Gli spareggi per la promozione in A inizieranno il 12 maggio e si concluderanno il 24 maggio. Decisamente più breve l’iter per stabilire chi sarà la quarta formazione retrocessa in C. I playout si disputeranno venerdì 15 maggio e venerdì 22 maggio. Gli accoppiamenti saranno noti al termine della 38esima giornata.

Venerdì ultimo atto a Catanzaro . Il Bari ha due risultati su tre per evitare la retrocessione diretta. Col pareggio giocherebbe sicuramente il play out, vincendo avrebbe qualche chances di salvarsi direttamente. In teoria anche perdendo potrebbe accedere al playout a condizione però che Pescare e Spezia pareggino e la Reggiana non vinca. Ha due risultati su tre e sarà importante vedere come gestirà la partita che può valere un campionato. Che strategia userà? Molto dipenderà anche dall’atteggiamento del Catanzaro. Il risultato di venerdì sera non influirà sulla sua posizione in classifica, ma dopo quattro giorni affronterà il play off nella gara ad eliminazione diretta davanti al suo pubblico. Vedremo se Aquilani schierera’ la formazione migliore o se, più prevedibilmente, farà riposare qualche elemento top ed eventuali calciatori sotto diffida. Premesso che le motivazioni maggiori dovrebbe averle inevitabilmente il Bari, sarà Moreno Longo a stabilire il tipo di partita da giocare. Puntare sul pareggio? O giocare per vincere con un avversario indubbiamente più forte ma meno motivato? A nostro avviso la prima soluzione è abbastanza rischiosa anche perché la storia del campionato dice che quando il Bari si difende a oltranza il gol prima o poi lo subisce. E con le difficoltà che incontra soprattutto in trasferta nel creare occasioni da rete renderebbe ardua l’impresa di rimontarne uno subito. Ecco perché la strategia migliore sarebbe quella di scendere in campo con l’idea di vincere, anche perché come abbiamo visto un successo potrebbe chiudere il campionato in senso positivo è definitivo, Certo senza lasciare eccessivamente scoperti i reparti difensivi, ma con l’idea di giocarsela fino in fondo.

Tra queste c’è il Bari. Tante le combinazioni per salvarsi. Non si è mai verificato, almeno negli ultimi dieci anni, che ad una giornata dal termine la serie B non avesse già almeno una squadra retrocessa. È la cifra di un torneo fra i più modesti di tutti i tempi. Sette squadre non conoscono ancora il loro destino. Fra queste c’è il Bari miracolato venerdì scorso non tanto dal successo sulla Virtus Entella, quanto dal rigore sbagliato dal Pescara a Padova a pochi minuti dalla fine. Se quel rigore fosse stato segnato, nonostante il 2 a 0, in questa sede avremmo fatto altri discorsi. E invece ora il Bari ha la possibilità di giocarsi la salvezza senza dipendere da altri. Tutto è nelle sue mani a condizione che ottenga almeno un pareggio venerdì sera a Catanzaro. Ricapitoliamo: il Bari può salvarsi senza ricorrere al play out se vince a Catanzaro, se l’Entella pareggia con la Carrarese e l’Empoli perde col Monza. L’arrivo a quota 40 per la classifica avulsa salverebbe il Bari. Lo scenario del pareggio a Catanzaro porta inevitabilmente al play out. Il terzo scenario è quello della retrocessione diretta se il Bari perdesse in Calabria e il Pescara battesse lo Spezia. Insomma le combinazioni sono tante, oltre 700. Parliamoci chiaro: il Catanzaro giocherà i play-off dalla quinta posizione che non sarebbe in discussione anche con una sconfitta, ma nessuno si illuda di poter fare una passeggiata in Calabria. Probabile un turn over in vista dei play off, ma conoscendo Aquilani chiederà a tutti il massimo impegno. E la storia di Ciro Polito ancora legatissimo Bari nella cui sua squadra primavera gioca il nipote, per cortesia dimentichiamola.

Giuseppe Brescia e Nicola Di Bitonto al fianco di Stroppa . Chiunque ami il calcio spassionatamente, non può che essere felice. All’impresa del Venezia di “Giovannino” Stroppa promosso in A con 90 minuti di anticipo, hanno contribuito due professionisti pugliesi: Giuseppe Brescia, collaboratore tecnico originario di Trani, e Nicola Di Bitonto, preparatore dei portieri nato a Barletta. Due pugliesi hanno dominato il secondo campionato in Italia, uno dei più importanti in Europa. Il rammarico è legato alla consueta fuga di talenti, o di cervelli. Mentre si inseguono personaggi dal dubbio valore tecnico, che con snobbismo si approcciano alle nostre realtà, talenti puri raccolgono consensi e ottengono risultati da fuori sede.

Biancorossi sempre in zona playout . Forse le critiche hanno stimolato l’orgoglio. Proprio nell’ultimo miglio il Bari ha la reazione nervosa che tutti aspettavano da mesi. Vince in casa 2 – 0 con l’Entella, diretta concorrente per la salvezza, e alimenta le speranze salvezza. La gara è tirata sino ai minuti di recupero. Moncini al 46esimo apre le danze. Il risultato resta in bilico sino al 97esimo quando Maggiore realizza il bis. La classifica è sempre precaria: il Bari è quart’ultimo con 3 punti di vantaggio sul Pescara. Nell’ultimo turno si gioca tutto a Catanzaro, contro l’ex d.s Polito. Ci vorranno davvero impegno e determinazione per archiviare una delle peggiori annate della storia.

La C potrebbe materializzarsi stasera solo in caso di sconfitta del Bari e successo del Pescara. Continua il silenzio stampa del Bari iniziato al termine della sconfitta di Avellino. Speriamo nella discontinuità rispetto agli ultimi disastrosi risultati. Vorremmo ricordare le ben cinque sconfitte negli ultimi sei turni che hanno precipitato la squadra al terz’ultimo posto. Siamo davvero alla stretta finale. Il Bari per evitare la retrocessione, anzi per continuare a sperare nella salvezza, ha un solo risultato a disposizione e cioè la vittoria con la Virtus Entella. Il pareggio anche se seguito da un successo a Catanzaro venerdì della prossima settimana delegherebbe le ultime speranze come si dice soltanto alla matematica. La C potrebbe materializzarsi stasera solo in caso di sconfitta del Bari e successo del Pescara. Dunque il Bari deve battere la Virtus Entella squadra che non è salva, ma che vanta cinque più in classifica a cui si starebbe bene il pareggio e che comunque appare più in salute a guardare le ultime prestazioni. Fondamentali i gol di un attaccante, Cuppone, ingaggiato a gennaio e sino ad allora impegnato a 90 km da Bari con la maglia del Cerignola, ma questo è un altro discorso. Per una partita che bisogna vincere, come dicevamo, assolutamente, e in cui c’è poco da difendere, probabile che il tecnico Moreno Longo cambi modulo di gioco rendendolo più offensivo, anche perchè il 3-4-2-1 adottato sinora non ha prodotto risultati apprezzabili. Ma al di là del modulo sarà importante l’atteggiamento dei singoli che se fosse quello di Avellino e delle ultime prestazioni renderebbe lo scenario tattico completamente irrilevante. Queste partite si vincono con l’agonismo e con la massima attenzione su ogni pallone nelle due aree di rigore. A Bari c’è aria di contestazione come raccontano alcuni striscioni che chiamano alla responsabilità (qualche volta con linguaggio rude) chi ha il compito di salvare la squadra dalla retrocessione.

Il tecnico Moreno Longo starebbe provando un nuovo modulo, che poi sarebbe quello di partenza di questa stagione e cioè il 4-3-3. In pochi credono alla salvezza del Bari nonostante tutto ancora possibile attraverso il play out a condizione che le vinca tutte e le concorrenti non riescano a fare lo stesso. Purtroppo siamo ai verbi difettivi in questo senso. È il passo che precede il classico “sino a quando la matematica non ci condanna”. Cinque sconfitte nelle ultime sei partite sono il segnale chiaro di una crisi che sembra irreversibile in questo finale di campionato quando era necessaria tutt’altra spinta per salvare la stagione. Ci si chiede che cosa possa cambiare in una settimana, dove il Bari possa trovare energie fisiche e mentali per battere prima la Virtus Entella al san Nicola e poi il Catanzaro in Calabria. Secondo indiscrezioni il tecnico Moreno Longo starebbe provando un nuovo modulo, che poi sarebbe quello di partenza di questa stagione e cioè il 4-3-3. Evidentemente l’allenatore ha capito, finalmente, che è arrivato il momento di rischiare il tutto per tutto pur di vincere. Del resto il 3-4-2-1 su cui ha insistito tantissimo da quando ha preso il comando della squadra, non ha pagato se è vero come è vero che il Bari oltre alla peggiore differenza reti presenta anche il peggior attacco e la peggiore difesa del campionato. La Virtus Entella, una squadra giovane costruita per salvarsi, ha proprio nell’esperienza il suo limite, ma gioca, si batte leoninamente su ogni pallone. Ed ha trovato in Cuppone, un attaccante che giocava a 90 km da Bari a Cerignola ingaggiato a gennaio, l’uomo che risolve spesso le partite imperniate comunque su un gioco arioso sulle fasce laterali. Intanto in società prevedendo eventuali tensioni è stata annullata la solita sfilata di giovani di società affiliate che precedono l’inizio di ogni partita.

Squadra incapace di irretire trame di gioco accettabili . Il Bari non cambia ed è in preda ad una deriva inarrestabile. É questione di mezzi: se sono scarsi, puoi sopperire con l’impegno solo parzialmente. E non servono gli scienziati del calcio per intuirlo. E’ un processo elementare: si può chiedere il nobel per la matematica a chi fa fatica nella risoluzione di un’equazione di secondo grado? Certamente no. Parimenti il Bari, allestito da Magalini prima e Di Cesare dopo, ha poco da dire in questo campionato. Perde anche ad Avellino: 2 – 0. Le reti sono di Besaggio e Palumbo, tutte nel secondo tempo. Da oggi la C diretta non è incubo, bensì realtà per chi tiene davvero a questa squadra. Dal club solo mutismo.

Corsa per la permanenza più aperta che mai . La voragine in classifica di dodici punti tra quarta e quinta, rispettivamente Palermo e Catanzaro, ha contribuito a generare in modo consistente l’abbassamento della quota salvezza. Per quella diretta potrebbero bastare addirittura quarantuno punti. E’ anche l’effetto dei sette confronti diretti che si disputeranno in queste ultime tre giornate di campionato e che vedranno coinvolto anche il Bari il primo maggio quando al San Nicola ospiterà la Virtus Entella. Esperti della serie B sono d’accordo sulla circostanza che tutto si risolverà comunque alla trentottesima giornata, con probabile ricorso a classifica avulsa, anche perché non c’è una sola squadra virtualmente retrocessa come in passato o come nell’attuale campionato di Serie A dove Verona e Pisa sono senza speranze. Reggiana, Pescara e Spezia ultime con trenta punti hanno ancora le carte in regola per pensare al play out. Al contrario l’Empoli che nelle ultime tre gare se la deve vedere con Venezia e Monza con i quarantuno punti non e’ assolutamente certo di farcela. Gli allenatori dicono di non fare calcoli e di vivere alla giornata, ma ci risulta che qualcuno stia facendo ricorso addirittura all’intelligenza artificiale la cui risposta sarebbe abbastanza caustica: cercate di fare più punti possibili. Ironia a parte, tornando al Bari è evidente che il calendario rispetto alle altre e’ in teoria più accessibile, ma è l’inaffidabilità dei biancorossi soprattutto fuori casa dove dovranno disputare due gare ad Avellino e Catanzaro a mettere paura. Poi c’è il confronto diretto con l’Entella alla penultima. È evidente che se non riuscisse a battere la squadra ligure lo scenario della serie C sarebbe realistico.

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