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Negli anni sono stati acquistati rifiuti speciali (pericolosi e non) in totale assenza della prescritta documentazione di settore, attestante l’origine e il tracciamento dei rifiuti pericolosi Gestione illecita di rifiuti e realizzazione di una discarica abusiva. La Guardia di finanza ha sequestrato una azienda di Corato nel settore della demolizione delle auto nonché i rapporti bancari intestati alla società e alla persona fisica, le quote societarie e l’intero compendio aziendale, composto da 6 immobili tra terreni e fabbricati adibiti in parte a discarica abusiva per un valore complessivo di 900mila euro. Le indagini hanno consentito di accertare che il legale rappresentante di una S.R.L. aveva acquistato negli anni rifiuti speciali (pericolosi e non) in totale assenza della prescritta documentazione di settore, attestante l’origine e il tracciamento dei rifiuti pericolosi. L’impresa per le cessioni di rifiuti aveva emesso semplici ricevute fiscali invece della documentazione fiscale ed ambientale prevista dalla legge in relazione a conferitori abituali. Le indagini hanno anche permesso di accertare che il rappresentante legale ha sistematicamente utilizzato suoli, dichiarati agricoli, non oggetto di autorizzazione da parte della Città Metropolitana di Bari. 

Il 30% dei residenti non rispetta le regole della raccolta differenziata Servizio di Annamaria Rosato

Rifiuti a cielo aperto a ridosso di terreni coltivati e della via Francigena Intervista: Roberto Nigro, sindaco di Stornara

I cittadini hanno incontrato l’assessora all’ambiente Servizio di Anna De Feoriprese e montaggio di Cosimo Caragiulo

A circa cinque metri di profondità sono state ritrovate diverse tonnellate di rifiuti come scarti di lavorazione industriale e rifiuti urbani indifferenziati I carabinieri del Noe hanno sequestrato un terreno agricolo a Fragagnano nel tarantino che veniva usato per lo smaltimento illecito di rifiuti. A circa cinque metri di profondità sono state ritrovate diverse tonnellate di rifiuti come scarti di lavorazione industriale e rifiuti urbani indifferenziati. L’operazione rientra nell’ambito di un’inchiesta che il 5 febbraio scorso aveva portato a nove misure cautelari emesse dal gip del tribunale di Lecce in diverse province come Bari, Taranto, Trani-Barletta, Brindisi, Matera, Campobasso e Potenza. In quell’occasione fu disposto anche il sequestro di beni mobili e immobili per circa un milione di euro. Sono stati contestati i reati di associazione a delinquere, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, impedimento al controllo e gestione illecita di rifiuti.

La Guardia di Finanza ha individuato nelle campagne di Racale un’area di circa 15 mila metri quadrati, sottoposta a vincolo paesaggistico, su cui venivano realizzati fabbricati privi delle previste autorizzazioni. I successivi approfondimenti hanno permesso di accertare anche la realizzazione di una discarica abusiva con rifiuti speciali prodotti dall’impresa oggetto del controllo. L’intera area è stata sequestrata e il responsabile denunciato. Contestata anche la realizzazione di scarichi di acque urbane non autorizzati in area soggetta a vincolo paesaggistico ed idrogeologico. Sempre a Racale, i finanzieri hanno sequestrato un lotto di 5 mila metri quadrati destinato alla frantumazione e al riciclo dei materiali di scavo e demolizione, ma di fatto trasformato in deposito per lo stoccaggio e la gestione di rifiuti, non autorizzato.

Incendio spento dall’intervento dei vigili del fuoco E’ stata transennata e sequestrata l’area intorno ad un casolare abbandonato di via Gaspare Spontini, alla periferia di Andria, dove nel pomeriggio si è sviluppato un incendio che ha mandato in fumo una enorme quantità di rifiuti che erano stati accatastati. Nel rudere non c’era fortunatamente nessuno ma tutto lascia pensare che di solito fosse occupato da una persona senza fissa dimora, forse un immigrato. Non è chiaro se ad accendere il rogo sia stato lui o qualcun altro. Le fiamme sono state spente dall’intervento dei vigili del fuoco.

Una ditta specializzata ha messo in sicurezza l’area Rifiuti, probabilmente pericolosi perché contenenti fibre di amianto, sono stati abbandonati in prossimità dell’ingresso del cimitero di Torre a Mare. Così una ditta specializzata è intervenuta per confinare e mettere in sicurezza l’area. Nello specifico l’intervento prevede il confinamento dei manufatti, lo spostamento e il successivo smaltimento come da normativa vigente.  

Due mesi fa la sentenza del Consiglio di Stato che ha stabilito la necessità di individuare un nuovo gestore Riprese e montaggio: Francesco Afrune

La Commissione trasparenza, però, non condivide le modalità e vuole sentire sindaco ed assessore Servizio di Anna De Feo, riprese e montaggio di Cosimo Caragiulo

Senza l’ampliamento di alcuni impianti si rischia l’emergenza Servizio di Francesco Iato, montaggio di Pasquale D’Attoma

Se n’è parlato ieri in commissione regionale. Il Sindaco ha bocciato il sopraelevamento dell’impianto di smaltimento rifiuti Servizio di Francesco Iato

Il bilancio dei Carabinieri forestali: in calo il numero degli incendi boschivi Servizio di Anna De Feo Montaggio di Orazio Corbacio

Il video ironico dell’Amiu per sensibilizzare i cittadini foggiani a non abbandonare rifiuti ingombranti Servizio di Michela Magnifico

L’opposizione chiede un’audizione al prefetto dopo l’impedimento alla discussione di un ordine del giorno sulla gestione dei rifiuti

Un pasticcio burocratico e giudiziario che si conclude con un nuovo affidamento del servizio

La priorità è ora individuare un nuovo gestore Servizio di Pamela Spinelli;

A scoprire lo scempio ambientale in viale Papa Pio XII sono stati gli ispettori dell’Amiu E’ caccia a Bari agli incivili che nel cuore del quartiere Poggiofranco hanno lasciato nei cassonetti della plastica e dell’indifferenziato bustoni neri con materiali di ogni genere: vernici pericolose, tubi, legname, pietre, tapparelle e attrezzi vari, presumibilmente scarti di lavorazioni edili. A scoprire lo scempio ambientale in viale Papa Pio XII sono stati gli ispettori dell’Amiu, l’azienda comunale che si occupa dei rifiuti, e gli agenti della polizia locale, allertati dalle segnalazioni di alcuni residenti. Ora gli agenti stanno tentando di risalire ai proprietari dei bustoni per elevare sanzioni salatissime visto il danno subito dall’Amiu per il mancato e corretto smaltimento della plastica e della spazzatura non riciclabile.

I militari hanno rilevato anche la presenza di rifiuti fuori dalle previste aree di stoccaggio I militari del Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Bari hanno sequestrato un capannone e un’area vicina a un impianto di trattamento e recupero di pneumatici fuori uso. Il titolare si è reso responsabile di illecite emissioni in atmosfera in assenza di autorizzazione, gestione illecita di rifiuti e violazione delle prescrizioni autorizzative. In un’area scoperta di circa 8000 mq vicina all’impianto è stato trovato un deposito di rifiuti provenienti dall’attività di lavorazione dell’azienda. I militari hanno rilevato anche la presenza di rifiuti fuori dalle previste aree di stoccaggio.

Le operazioni di spegnimento sono andate avanti più giorni Dopo tre giorni è stato estinto l’incendio che ha interessato tre ettari dell’area di un’azienda di stoccaggio rifiuti a Brindisi. I vigili del fuoco hanno comunicato di aver terminato le ultime operazioni di bonifica. Dopo lo scoppio dell’incendio, avvenuto venerdì dalla scorsa settimana, si sono registrati innalzamenti di livelli di pm10 nell’aria. E’ stata aperta un’inchiesta.

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