delizia-che-sera
oropan

Tgnorba

Telenorba

deliziosa

politecnico di bari

A organizzare l’evento, il Laboratorio di controlli automatici del dipartimento di ingegneria elettrica e dell’informazione. Bari diventa capitale dell’innovazione e della ricerca internazionale. Dal 13 al 16 luglio il Politecnico ospita la dodicesima edizione di CoDIT 2026, la Conferenza internazionale sulle tecnologie per il controllo, i processi decisionali e l’informazione. Nata nel 2013 in Turchia, la manifestazione è oggi un punto di riferimento per studiosi, ingegneri e ricercatori provenienti da tutto il mondo, diventando uno degli appuntamenti scientifici più prestigiosi del settore. E la scelta di Bari come sede dell’edizione 2026 conferma il ruolo di rilievo che il Politecnico ha conquistato a livello internazionale nei campi dell’automazione, della robotica, dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali. A organizzare l’evento, il Laboratorio di Controlli Automatici del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione, che quest’anno presenta numeri da record: oltre 950 i contributi scientifici arrivati da diversi Paesi, dai quali sono state selezionate 91 sessioni tecniche, affiancate da workshop e panel dedicati alle frontiere dell’innovazione. Ad arricchire il programma anche tre conferenze plenarie affidate a esperti di fama internazionale, chiamati a confrontarsi sulle sfide future dell’intelligenza artificiale e della trasformazione digitale. Spazio, infine, al networking e alla cooperazione scientifica, con momenti di incontro tra ricercatori e la tradizionale cena di gala in programma il 15 luglio a Villa De Grecis. Per quattro giorni il capoluogo pugliese, con il Politecnico in prima fila, diventa così un laboratorio internazionale di idee e innovazione, confermandosi tra i principali poli scientifici del Mediterraneo.

Secondo la classifica Anvur 2026 il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione del Politecnico di Bari è al secondo posto in Italia per qualità della ricerca scientifica. Un’eccellenza tutta barese il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione del Politecnico. In base alla classifica Anvur 2026, l’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario, il dipartimento si è piazzato al secondo posto in Italia per qualità della ricerca scientifica. Staccando di molto prestigiosi enti di formazione come il Politecnico di Torino o quello di Milano. Intervista a Prof. Giuseppe Piro, coord. CdL in “Ingegneria delle Telecomunicazioni “

Mezzo secolo di storia vissuto sempre con lo sguardo rivolto al futuro e con una missione ben precisa: dare voce alle eccellenze, alle storie e, soprattutto, alle nuove generazioni che vivono questo territorio e ne guideranno la trasformazione.. Tra le tappe più significative di questo tour, un ruolo centrale è stato riservato al mondo della formazione e dell’innovazione. Riflettori accesi, quindi, sulle grandi menti e sulle guide del panorama accademico pugliese: dalle parole del Rettore del Politecnico di Bari, sempre in prima linea sul fronte delle tecnologie e della transizione digitale, fino alle riflessioni cruciali sulla sinergia istituzionale condivise da Roberto Bellotti, Rettore dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” Proprio sul legame tra giovani, ricerca e territorio si è concentrato uno dei momenti più intensi del nostro speciale. Università e ricerca scientifica: un traguardo importante sia per la città di Bari che per l’intero mondo accademico. Il legame tra territorio, università e, appunto, la ricerca scientifica. È un traguardo importante per la città di Bari e per tutto il mondo accademico. Durante il servizio, Roberto Bellotti, Rettore dell’Università di Bari, ha sottolineato: “Questa iniziativa unisce le nostre energie per dare visibilità alla nostra università, ma soprattutto alla ricerca. La ricerca ha bisogno di essere sostenuta e richiede il contributo di tutti. Crediamo che questa sia l’occasione giusta per dimostrare quanto l’università sia vicina al territorio, e come il territorio risponda positivamente quando si affrontano temi così cruciali.” Successivamente, il giornalista Saverio Carlucci ha chiesto al Rettore quanto sia importante oggi fare rete e creare sinergie tra le istituzioni e il mondo della ricerca per raggiungere traguardi così ambiziosi. Bellotti ha risposto con fermezza, definendo tale collaborazione assolutamente fondamentale. – “La sinergia tra le università, le istituzioni locali, le aziende e i cittadini è l’unico modo per far crescere la ricerca e dare un futuro ai nostri giovani ricercatori, che rappresentano il vero patrimonio del nostro Paese.” Nel servizio video allegato l’intervista integrale All’interno del nostro sito OnDemand sono disponibili tutte le puntate della trasmissione, con tutte le tappe del tour, gli approfondimenti e le interviste integrali ai protagonisti, ai rettori e ai tantissimi giovani che stanno cambiando il volto del nostro territorio.

Con un tasso di occupazione del 92,9%, Poliba risulta secondo a livello nazionale, ma con uno scarto minimo rispetto al Politecnico di Torino, che ha un tasso del 93%. Il Politecnico di Bari si conferma al top in Italia per tasso di occupazione dei laureati magistrali entro un anno dal conseguimento del titolo. È quanto emerge dal Rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati 2026 di Almalaurea, il più grande consorzio tra università in Italia, specializzato nella valutazione dei percorsi di studio accademici e i successivi sbocchi lavorativi. Il rapporto è stato presentato ieri a Matera e prevede una scheda dettagliata per ogni ateneo. Con un tasso di occupazione del 92,9%, Poliba risulta secondo a livello nazionale, ma con uno scarto minimo rispetto al Politecnico di Torino, che ha un tasso del 93%. Poliba è infatti tra i pochi atenei che superano il 90% di occupazione per i laureati di secondo livello (92,9% per i laureati magistrali e 84,4% per quelli dei corsi a ciclo unico), con oltre 12 punti sopra la media nazionale (80,8%). Seguono, dopo Polito e Poliba, l’Università di Bolzano e la Liuc Carlo Cattaneo (entrambe al 92,6%), Milano Humanitas (91,3%), Università di Verona (90,7%). «I dati di Almalaurea confermano la qualità e l’attualità delle competenze dei nostri laureati nel mercato del lavoro» commenta il rettore del Politecnico di Bari, Umberto Fratino. «Soprattutto – aggiunge il rettore – questi risultati confermano il quadro di eccellenza del Politecnico di Bari dopo i risultati, straordinari, ottenuti nel campo della qualità della ricerca. Complessivamente – riprende il rettore Fratino – i risultati dimostrano come un giovane ateneo del Sud, possa affermarsi ai più alti livelli di qualità e rappresentare un volano di crescita per il territorio, per il Paese e per il futuro dei nostri talenti». IL METODO La ricerca di Almalaurea si basa sulle interviste ai laureati triennali, magistrali biennali e magistrali a ciclo unico, realizzate nel corso del 2025 a distanza di uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo, che hanno trovato occupazione in Italia, in Europa e nel resto del mondo. Complessivamente, AlmaLaurea ha intervistato circa 700 mila laureati, di 81 università, di primo e secondo livello. I laureati del Politecnico di Bari sono 1.921, di cui 1.177 di primo livello, 669 magistrali biennali e 75 a ciclo unico. ETÀ, REGOLARITÀ E VOTO DI LAUREA: LA RIUSCITA NEGLI STUDI UNIVERSITARI L’età media alla laurea è 24,6 anni per il complesso dei laureati, nello specifico di 23,4 anni per i laureati di primo livello e di 26,4 anni per i magistrali biennali. Un dato su cui incide il ritardo nell’iscrizione al percorso universitario: non tutti i diplomati, infatti, si immatricolano subito dopo aver ottenuto il titolo di scuola secondaria superiore. Il 53,3% dei laureati termina l’università in corso: in particolare è il 58,4% tra i triennali e il 49,0% tra i magistrali biennali. Il voto medio di laurea è 103,7 su 110: 100,4 per i laureati di primo livello e 108,9 per i magistrali biennali. LA SODDISFAZIONE PER L’ESPERIENZA UNIVERSITARIA L’82,9% dei laureati è soddisfatto del rapporto con il corpo docente e l’81,5% ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso. L’86,2% dei laureati si dichiara complessivamente soddisfatto delle attività didattiche svolte. Più in generale, il 91,4% dei laureati si dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria nel suo complesso. RISULTATI A CINQUE ANNI DAL TITOLO Il tasso di occupazione dei laureati di secondo livello del 2020, intervistati a cinque anni dal conseguimento del titolo, è pari al 98,0% (98,6% per i magistrali biennali e 95,9% per i magistrali a ciclo unico). Il tasso di disoccupazione è pari allo 0,6% (0,7% per i magistrali biennali e nullo per i magistrali a ciclo unico). Gli occupati assunti con contratto a tempo indeterminato sono il 72,3%, mentre gli occupati con un contratto a tempo determinato sono il 5,0%. Svolge attività in proprio il 16,1%. I LAUREATI TRIENNALI Per quanto riguarda, invece, i laureati triennali, ad un anno dal conseguimento del titolo il tasso di occupazione per il Politecnico di Bari è del 74,5%. L’86,8% dei laureati di primo livello, dopo il conseguimento del titolo, decide di proseguire gli studi universitari, iscrivendosi ad una laurea magistrale. Dopo un anno, l’86,5% risulta ancora iscritto all’università, di cui il 76,5% presso lo stesso ateneo. Tra gli occupati, il 26,0% prosegue il lavoro iniziato prima della laurea, il 13,7% ha invece cambiato lavoro; il 60,3% ha iniziato a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo. Il 31,5% degli occupati può contare su un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato, mentre il 17,8% su un contratto alle dipendenze a tempo determinato. Il 15,1% svolge un’attività in proprio (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore).

Tra le priorità la nascita di un polo di ricerca radicato a Taranto sui temi della sostenibilità, dell’energia, del mare e delle infrastrutture. Il nuovo piano strategico del Politecnico di Bari può diventare anche il punto di partenza per ripensare il futuro di Taranto. È il messaggio lanciato dal rettore Umberto Fratino nel corso del tavolo di Polifonia, il progetto itinerante con cui l’Ateneo sta costruendo il proprio percorso strategico attraverso il confronto con istituzioni, imprese, scuole e professioni del territorio. Intervista a Umberto Fratino, rettore del Politecnico di Bari

Mercoledì 6 maggio al Campus il decimo evento di placement: 80 aziende incontrano laureati e dottori di ricerca tra colloqui e workshop sull’IA. Ritorna l’appuntamento più atteso per il placement universitario in Puglia: la Career Fair del Politecnico di Bari. Mercoledì 6 maggio 2026, a partire dalle ore 9:30, l’Atrio Cherubini del Campus ospiterà la decima edizione dell’evento che mette in contatto diretto studenti, laureati e il mondo delle imprese. Con 80 stand aziendali e centinaia di visitatori previsti, la fiera si conferma un ponte strategico tra la formazione accademica e il mercato del lavoro locale e internazionale. Colloqui, workshop e orientamento: il programma La manifestazione, organizzata dall’Ufficio Placement del Poliba in collaborazione con Cesop HR Consulting Company, offre ai partecipanti una suite completa di servizi per la carriera: Incontri e Colloqui: Possibilità di interagire con i responsabili HR di grandi gruppi e multinazionali. Revisione CV e LinkedIn: Corner dedicati per il CV check e l’ottimizzazione del profilo professionale online. Photo Booth CV: Un servizio fotografico professionale per ottenere lo scatto perfetto per il proprio curriculum. Focus IA e Lavoro: Workshop dedicati all’impatto dell’Intelligenza Artificiale sulle professioni del futuro. Dottori di Ricerca (PhD): Novità 2026, un’area specifica per le opportunità in settori R&D (Ricerca e Sviluppo). Oltre alle aziende, saranno presenti partner istituzionali come Porta Futuro, Eures Puglia e l’Esercito Italiano. Il commento del rettore Umberto Fratino “Con la decima edizione della Career Fair confermiamo l’investimento del Politecnico nelle attività di placement ad alto impatto sul territorio,” ha dichiarato il rettore, Umberto Fratino. “È un evento che permette ai nostri studenti di confrontarsi con le reali necessità delle aziende e a noi di adeguare i profili formativi a un mercato che cambia rapidamente.” Come partecipare: registrazione e Info L’accesso alla Career Fair Poliba 2026 è libero e gratuito, ma è richiesta la registrazione obbligatoria online. Sito Ufficiale: https://careerfair.poliba.it/ Dove: Atrio Cherubini, Campus Politecnico di Bari. Quando: Mercoledì 6 maggio 2026, ore 9:30.

Il risultato è stato pubblicato su Nature Nanotechnology. Tra gli autori figurano infatti, i proff. Mario Carpentieri e Riccardo Tomasello. Pacemaker e sensori senza batterie completamente integrati nei microchip: è questo lo scenario tecnologico reso possibile dalla spintronica, la branca dell’elettronica che sfrutta non solo la carica dell’elettrone ma anche il suo “spin”, una proprietà magnetica che consente di realizzare dispositivi più piccoli, più efficienti e a bassissimo consumo energetico. In questa direzione si inserisce il risultato pubblicato su Nature Nanotechnology (doi: s41565-026-02129-w), frutto della collaborazione internazionale che vede coinvolto il gruppo di ricerca “PETASPIN”, composto da ricercatori del Politecnico di Bari e dell’Università di Messina, con il Suzhou Institute of Nano-tech and Nano-bionics (SINANO) in Cina ed il KAUST in Arabia Saudita. Tra gli autori figurano infatti, i proff. Mario Carpentieri e Riccardo Tomasello del Politecnico di Bari, insieme al prof. Giovanni Finocchio dell’Università di Messina, che hanno avuto un ruolo centrale nella progettazione e sviluppo del dispositivo. Il prof. Carpentieri, ordinario di elettrotecnica, è Prorettore alla ricerca. Il prof. Tomasello è associato dello stesso ramo scientifico. Il team ha realizzato un rivelatore di microonde grande meno di mezzo millimetro quadrato, pienamente compatibile con la tecnologia CMOS. Tale tecnologia è utilizzata nell’industria dei microprocessori. Il dispositivo integra in un’unica architettura un’antenna magnetoelettrica e una giunzione tunnel magnetica (MTJ), elemento chiave della spintronica già impiegato nelle memorie magnetiche di nuova generazione. L’integrazione elimina la necessità di antenne esterne ingombranti, superando uno dei principali limiti alla miniaturizzazione dei rivelatori a microonde. Il risultato è un sensore wireless ultrasensibile, con una sensibilità superiore a 90.000 volt per watt e capace di rilevare segnali nell’ordine dei nanowatt. Inoltre, integrando più giunzioni magnetiche sullo stesso dispositivo, la sensibilità può superare i 400.000 volt per watt senza aumentare significativamente le dimensioni.

Dal primo ottobre Umberto Fratino sarà il nuovo rettore Intervista: Francesco Cupertino – Rettore uscente del Politecnico di Bari

Dalle caserme dismesse a nuovi poli culturali: mercatini, mostre ed eventi in attesa della riqualificazione Interviste: Antonio Ficchi, dir. Regionale Puglia e Basilicata Agenzia del Demanio; Vito Leccese, Sindaco di Bari

Scienziati da tutto il mondo al forum internazionale “Trends in Magnetism 2025” tra medicina, energia e intelligenza artificiale

I futuri archeologi pronti a nuove ricerche sulla Daunia e la valle dell’Ofanto Servizio di Giovanni Di Benedetto

A Ostuni i risultati del progetto “Identità” con l’IRCCS De Bellis e 12 partner nazionali: nasce la rete per la nutrizione personalizzata. Interviste: Prof. Gianluigi Giannelli, Direttore Scientifico Irccs “De Bellis”;  Dr. Enzo Delvecchio, Presidente Irccs “De Bellis”

Accordo unanime sull’elezione del fisico Bellotti alla guida dell’Università: giovedì la nomina ufficiale. Al voto anche il Politecnico.

Mostra di abiti e laboratori per promuovere il risparmio energetico nell’ambito dell’iniziativa ‘M’Illumino di Meno’

Bari, riapre l’ex Magrone e l’ex Bonomo

Dalle caserme dismesse a nuovi poli culturali: mercatini, mostre ed eventi in attesa della riqualificazione Interviste: Antonio Ficchi, dir. Regionale Puglia e Basilicata Agenzia del

deliziosa
deliziosa