
Uccide la moglie con 41 coltellate: ora è sotto choc
Antonio Carozza non ricorderebbe nulla di quanto avvenuto giovedì scorso. Il 54enne è in stato di fermo con l’accusa di aver assassinato sua moglie, Pietronilla
Antonio Carozza non ricorderebbe nulla di quanto avvenuto giovedì scorso. Il 54enne è in stato di fermo con l’accusa di aver assassinato sua moglie, Pietronilla De Santis a Carlantino, nel foggiano Servizio di Giovanna De Crescenzo Montaggio di Maria Cristina Quintale
Dopo aver commesso l’omicidio, l’uomo ha tentato di togliersi la vita gettandosi dal balcone. La tragedia familiare si è consumata a Carlantino, piccolo borgo dei Monti Dauni Servizio di Pietro Loffredo Intervista a Graziano Coscia, sindaco di Carlantino
Antonio Carozza dopo aver commesso l’omicidio, ha tentato di togliersi la vita lanciandosi dal balcone. La vittima, Petronilla De Santis, lascia quattro figli Un uomo di 54 anni, Antonio Carozza ha ucciso la moglie di 45 anni, Petronilla De Santis per poi tentare il suicidio. E’ accaduto a Carlantino, piccolo comune del foggiano. La coppia è molto nota nel paese perché gestisce un bar.A quanto si apprende, l’omicidio è avvenuto tra le mura domestiche, in un’abitazione in via Cesare Battisti. Dopo aver colpito la donna con diverse coltellate all’addome, l’uomo ha tentato di togliersi la vita, lanciandosi dal balcone. E’ stato trasportato in elisoccorso al Policlinico di Foggia, dove è ricoverato ma non è in pericolo di vita. Anche lui presenta ferite d’arma da taglio. La coppia era sposata da anni, con quattro figli tra i 23 e i 12 anni, ragazzi che non erano in casa nel momento in cui si è consumata la tragedia.Indagano i Carabinieri: gli investigatori ipotizzano che all’origine del gesto ci siano problemi psichici dell’uomo. E a commentare l’accaduto è stato il sindaco del piccolo paese del foggiano, Graziano Coscia: “La comunità di Carlantino è sconvolta e addolorata. Pietronilla era una donna gentile, una persona riservata e ben voluta da tutti in paese. C’è sgomento e orrore per quanto è successo, per la violenza omicida di cui nessuno credeva capace Antonio Carozza”.
Improvvisa accelerata nelle indagini sull’omicidio di Paolo Stasi, a Francavilla Fontana: gli indagati salgono a 5. Rispondono di detenzione ai fini di spaccio di droga Servizio di Pamela Spinelli Montaggio di Donato Colazzo
Non ci sono iscritti nel registro degli indagati Hanno lasciato la caserma dei carabinieri di San Vito dei Normanni dopo circa tre ore Cosimo Calò e il figlio Vincenzo, rispettivamente fratello e nipote di Antonio, l’agricoltore di 70 anni ucciso a fucilateinsieme alla moglie Caterina. Il delitto mercoledì scorso, nella loro casa nelle campagne di Serranova, nel brindisino. I due sono stati ascoltati come persone informate dei fatti e non sono stati assistiti da alcun legale. All’uscita padre e figlio non hanno voluto rilasciare alcuna dichiarazione. Al momento non risultache ci siano persone iscritte nel registro degli indagati. Ieri sera Cosimo ha subito una perquisizione, al termine della quale i carabinieri gli hanno sequestrato un fucile che a dire dell’uomo avrebbe acquistato qualche settimana fa. Non è chiaro il perchè di questa nuova convocazione in caserma. Le indagini dei carabinieri si starebbero concentrando in ambito familiare. Al centro dei presunti dissidi ci sarebbe sia l’eredità di un casolare lasciato da Angelo, un altro dei sette fratelli Calò morto due anni fa, sia un vecchio terreno di proprietà della vittima.
Il 12 ottobre del 2021, l’uomo colpì a morte, con un taglierino, la donna per poi confessare tutto ai Carabinieri E’ stato condannato all’ergastolo il 76enne Pietro Dimitri, di Manduria, accusato di avere ucciso la compagna Giuseppina Loredana Dinoi, 71 anni, il 12 ottobre del 2021. È la decisione della Corte d’Assise di Taranto. L’uomo colpì la donna con numerosi fendenti sferrati con un taglierino, raggiungendola al volto, al collo, al torace e agli arti, nella loro casa. Fu lo stesso Dimitri a chiamare i carabinieri, ammettendo di aver ucciso la convivente e dicendo di volersi suicidare. L’uomo si procurò delle ferite non graviagli arti superiori e al collo e attese l’arrivo dei soccorsi.Il collegio giudicante ha inoltre condannato l’imputato, al pagamento di una provvisionale di 140mila euro a sei familiari della vittima che si erano costituti parte civile. Infine Dimitri dovrà farsi carico delle spese legali e della pubblicazione della sentenza con manifesti da affiggere a Manduria e a Taranto per la durata di 15 giorni.
Avviata una colletta per i funerali di Antonio e Caterina Intervista: Tonino Iaia (titolare bar della borgata Serranova)Giornalista: Pamela SpinelliRiprese e montaggio: Donato Colazzo
Imputato, il 21enne ex pugile Fabio Giampalmo, ritenuto, dal pm, il responsabile del pestaggio E’ stata rinviata al prossimo 18 aprile l’udienza fissata inizialmente per oggi, davanti alla Corte di Assise di Bari, del processo per l’omicidio di Paolo Caprio. L’uomo, un imbianchino di Bitonto, fu aggredito nel corso di una lite avvenuta la notte tra il 4 e il 5 settembre 2021 all’esterno del bar di un’area di servizio lungo la provinciale per Modugno. Imputato il 21enne ex pugile Fabio Giampalmo, ritenuto dal pubblico ministero, il responsabile del pestaggio. Su di lui pende l’accusa di omicidio volontario.Secondo quanto accertato, Caprio, dopo essere stato colpito, cadde sbattendo la testa sul marciapiede e morì. La Procura ritiene si sia trattato di omicidio volontario. Di contro la difesa, sostiene che i quattro pugni inferti alla vittima non siano stati determinanti a causare la morte, che sarebbe avvenuta invece per il trauma occipitale causato dalla caduta.Nell’atto di convalida del fermo in carcere il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari aveva sottolineato la profonda conoscenza delle tecniche di combattimento dell’imputato. Il processo riprenderà con l’ascolto dell’ultimo testimone citato dalla parte civile.
Finisce all’attenzione dei magistrati dell’Antimafia di Roma lavicenda di Francesco Vitale, il 44enne barese precipitato da unpalazzo in via Pescaglia Montaggio di Maria Cristina Quintale
Contestato il metodo mafioso per l’omicidio del 21enne originario del Montenegro ma residente nel Salento Servizio di Francesco Persiani Intervista a Massimo Gambino, Questore di Taranto
Il ritrovamento del corpo nel tratto tra Manduria e Oria. Gli inquirenti stanno cercando di dargli un nome, scavando anche tra le denunce di persone scomparse del territorio
20 anni di carcere per Dario Sarcina, 6 per Cosimo Damiano Borraccino, imputati nel processo, con il rito abbreviato, per l’uccisione del ragazzo svanito nel nulla da Barletta tra il 15 e il 16 gennaio del 2022 Servizio di Giovanni Di Benedetto
È quanto emerso nel corso dell’udienza preliminare che si è svolta a Trani, in merito all’uccisione del 43enne Giuseppe Tupputi, titolare di un bar alla periferia di Barletta Una perizia psichiatrica per accertare la capacità di intendere e di volere dell’imputato 32enne Pasquale Rutigliano, pregiudicato di Barletta, accusato di omicidio volontario aggravato, porto abusivo di arma da fuoco e violazione della sorveglianza speciale. È quanto emerso nel corso dell’udienza preliminare che si è svolta a Trani, in merito all’uccisione del 43enne Giuseppe Tupputi, titolare di un bar alla periferia di Barletta. Rutigliano il 16 aprile 2022 ha confessato di aver sparato, cinque giorni prima, all’interno del bar gestito dalla vittima. L’imputato avrebbe raccontato di essere entrato nel locale e di aver richiesto una birra e, durante la conversazione con la vittima, si sarebbe inalberato prendendo l’arma e sparando: tre i colpi esplosi verso il bancone dove si trovava Tupputi, raggiunto alla testa e al torace. Rutigliano si sarebbe poi allontanato, facendo perdere le proprie tracce.Il 6 aprile è fissato l’esame del perito. Di contro è arrivata la replica della famiglia della vittima. “Considerando le dinamiche della condotta e il comportamento successivo al reato ritengo – ha riferito il legale della famiglia Tupputi, Francesco Piccolo – che l’imputato abbia agito con coscienza e volontà,consapevolezza e freddezza”.
In corso il processo per l’uccisione di Michele Cilli, il 24enne svanito nel nulla da Barletta nella notte tra il 15 e il 16 gennaio del 2022 Chiedono di sapere la verità e garantiscono sulla innocenza dei propri figli, tanto da scriverlo su uno striscione posizionato davanti al carcere di Trani. Così i genitori, e i parenti, di Dario Sarcina e Cosimo Damiano Borraccino, i due giovani imputati nel processo, con il rito abbreviato, per l’omicidio di Michele Cilli, il 24enne svanito nel nulla da Barletta nella notte tra il 15 e il 16 gennaio del 2022. Nell’aula bunker dell’istituto di pena è in corso l’udienza. La decisione del gup è attesa nel pomeriggio all’esito della discussione del pm e dei legali difensori dei ragazzi, accusati il primo di aver ucciso Cilli e il secondo di aver fatto sparire il cadavere.
Trovato in località Borgo Tressanti Servizio Giovanni Di Benedetto
Il giallo a Cerignola. La vittima è un bracciante agricolo di 44 anni Giallo nelle campagne di Cerignola: il corpo senza vita di un uomo è stato scoperto nella tarda mattinata in località Borgo Tressanti.Si tratta di un bracciante agricolo marocchino di 44 anni.Sul posto è intervenuto il medico legale, che avrebbe individuato ferite d’arma taglio sul corpo.Probabile si tratti di omicidio, ma non si escludono altre ipotesi.Il cadavere si trovava in un terreno vicino ad alcuni casolari abbandonati.Sarebbe stato un altro bracciante nordafricano a segnalare la presenza del corpo.Sul posto sono intervenuti i militari della Compagnia di Cerignola e del nucleo investigativo di Foggia.
Ad Orta Nova uccise l’ex suocera, Filomena Bruno Intervista Avv. Michele Sodrio, legale familiari Filomena Bruno Servizio Pietro Loffredo
Ha confermato la versione fornita al pm Servizio Stefania Congedo
Il ritrovamento del cadavere di una 55enne a Santeramo in Colle, nel barese. Si indaga per istigazione al suicidio Il cadavere semicarbonizzato di una 55enne è stato rinvenuto, in un’auto, lungo una strada di campagna alla periferia di Santeramo in Colle. La donna, igienista dentale e moglie di un noto commercialista della città, lascia due figlie.Il corpo è stato trovato in una vettura in una zona delimitata da muretti a secco, verso Altamura. Ad intervenire sul posto, i vigili del fuoco e i Carabinieri che non escludono nessuna pista. I militari sono coordinati dalla Procura di Bari che indaga per istigazione al suicidio. Sul corpo della donna è stata disposta l’autopsia.
Le indagini sembrano essere a un punto morto. Non c’è ancora il nome del responsabile del delitto. Di certo il movente è legato al mondo della droga Servizio di Pamela Spinelli Montaggio di Donato Colazzo

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Non ci sono iscritti nel registro degli indagati Hanno lasciato la caserma dei carabinieri di San Vito dei Normanni dopo circa tre ore Cosimo Calò

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