
Torre Squillace, malore in acqua: morto un 86enne
Inutili i soccorsi Un uomo ha perso la vita mentre si stava facendo un bagno nelle acque di Torre Squillace, nella marina di Nardò. La
Inutili i soccorsi. Un uomo ha perso la vita mentre si stava facendo un bagno nelle acque di Torre Squillace, nella marina di Nardò. La vittima è Salvatore Perrone 86 anni di Leverano. Fatale un malore che lo ha colpito mentre stava nuotando. Alcuni bagnanti, notando il corpo galleggiante, hanno dato l’allarme ma i soccorsi sono stati inutili. Sul posto carabinieri e capitaneria di porto.
Sull’accaduto indagano i carabinieri. Furto con scasso nella notte a Nardò dove ignoti dopo aver forzato la porta di ingresso del negozio di abbigliamento sportivo “Goggi Sport” in via Giuseppe Saragat. Hanno fatto razzia dei capi esposti, soprattutto magliette, per poi fuggire prima dell’arrivo dei vigilantes. Il bottino è in corso di quantificazione. Sull’accaduto indagano i carabinieri.
Tende piantate e sciopero della fame a Nardò. Gli agricoltori si ribellano al tributo 630 del Consorzio di Bonifica. Dieci anni di cartelle esattoriali che stanno colpendo persino le civili abitazioni. Oggi a Bari la politica cerca l’intesa su un emendamento unitario: l’obiettivo è spingere Roma a stanziare 30 milioni di euro dai fondi post-Xylella per azzerare il decennio contestato. Intanto, d’intesa con l’Agenzia delle Entrate, si bloccano i fermi amministrativi sulle auto sotto i mille euro. Intervista a Salvatore Perrone – Gruppo Salento Servizio di Matteo Bottazzo
Qualcuno è arrivato a piedi, qualcuno in bici, altri accompagnati dal datore di lavoro dopo una giornata nei campi. E poi c’è chi ha trovato rifugio per un mese in qualche masseria abbandonata, o ha trovato una sistemazione di fortuna, e qualcuno, ancora, ha sostato proprio davanti ai cancelli del centro dove potranno finalmente dormire, lavarsi e mangiare dopo una giornata di lavoro. Nella zona industriale di Nardo’ ha riaperto la Foresteria di Boncuri. 80 moduli abitativi accoglieranno i braccianti di diverse nazionalità e che arrivano da ogni regione e d’Italia. Perché loro non sono stanziali, si spostano così come cambiano le stagionalità, seguendo il ciclo delle coltivazioni. In Sicilia per le arance, in Calabria per le fragole, a Turi per le ciliegie. E poi arrivano nel Salento per la raccolta delle angurie. Aggrappati alla recinzione della foresteria aspettano di entrare. Qualcuno prega, qualcun altro legge. Poi ad uno ad uno accedono al centro per il controllo dei documenti e l’assegnazione del posto letto. Intervista a migrante e a Lorenzo D’Amico – Flai- Cgil Lecce
Il giovane militava nel campionato di Eccellenza . Si chiamava Davide Paglialunga ed era originario di Nardò il ragazzo morto ieri in un incidente stradale ad Ancona. Il 21enne è rimasto intrappolato nella sua auto che, dopo lo schianto con un’altra vettura, ha preso fuoco. L’impatto ha provocato anche 4 feriti, di cui uno è in gravi condizioni. Paglialunga era una giovane promessa del calcio. Militava nel campionato di Eccellenza con la Jesina, con un passato tra Ancona, Ascoli e Fano.
La piccola è stata accompagnata sana e salva e affidata ai familiari dagli stessi militari. Si allontana involontariamente dall’alloggio turistico che occupava insieme alla famiglia e si ritrova disorientata su una strada provinciale senza avere contezza di dove si trovasse. A recuperare, ieri pomeriggio, dal ciglio della strada, a Nardò, una bambina di sei anni una pattuglia dei carabinieri allertati poco prima dalle telefonate degli automobilisti di passaggio. A vivere la brutta avventura una bambina moldava sfuggita al controllo dei genitori e finita dopo aver perso l’orientamento, in una strada trafficata. Fortunatamente la chiamata al 112 da parte di alcuni automobilisti ha scongiurato che accadesse il peggio. Recuperata, è stata accompagnata sana e salva e affidata ai familiari dagli stessi militari, dopo tutti i necessari controlli per capire cosa realmente fosse accaduto. di Katia Perrone
. Ci sono sei indagati per la morte di Mattia Ottaviano, il 26enne di Tuglie deceduto per l’incidente avvenuto il 21 febbraio 2024 sulla pista di collaudo Porsche di Nardò. Si tratta della società Ntc Center Srl che gestisce il centro di collaudo, del presidente del consiglio di amministrazione della Ntc, del consigliere delegato della società e dei due responsabili del servizio di prevenzione e protezione, accusati tutti di omicidio colposo. Il collaudatore che era alla guida della Porsche Panamera coinvolta nell’impatto con la moto Ducati Panigale condotta da Ottaviano, è accusato di omicidio stradale.Secondo la Procura, gli indagati non avrebbero valutato correttamente i rischi connessi alla contemporanea circolazione sull’anello ad alta velocità di motocicli e autoveicoli, non adottando le adeguate misure organizzative e procedurali per evitare o ridurre i rischi.
L’inchiesta aperta dalla Procura al momento è a carico di ignoti. Un calvario di degenze da un ospedale all’altro, fino al decesso avvenuto lo scorso 23 febbraio al Vito Fazzi di Lecce. È la storia di una donna di 55 anni di Nardò al centro di un’inchiesta giudiziaria aperta dalla Procura di Lecce dopo l’esposto denuncia della figlia della donna che con il proprio legale di fiducia chiede di sapere per cosa è morta sua madre e se si sarebbe potuta salvare, quindi l’accertamento di eventuali responsabilità dei medici che l’hanno avuta in cura. Una storia iniziata lo scorso 5 novembre quando la donna colta da forti dolori addominali si reca al pronto soccorso dell’ospedale di Copertino dove viene dimessa dopo 15 giorni con l’indicazione di eseguire approfondimenti diagnostici al Fazzi. Ci ritornerà pochi giorni dopo per essere sottoposta ad un intervento di colecistectomia d’urgenza. Viene dimessa agli inizi di dicembre ma a casa i dolori all’addome continuano. Le condizioni di salute peggiorano tanto da arrivare ad uno stato di allettamento costante che avrà come unico risultato un caotico andirivieni dagli ospedali. Copertino, Fazzi, poi di nuovo Copertino, per poi finire in Rianimazione a Gallipoli e da qui trasportata ancora al Fazzi dove dopo qualche giorno il 23 febbraio, morirà. L’inchiesta aperta dalla Procura al momento è a carico di ignoti.
Dal 17 al 23 dicembre, il distretto socio-sanitario neretino ha riorganizzato le agende e attivato sedute aggiuntive, anche pomeridiane e festive, con turni estesi dalle 8 del mattino alle 8 di sera. Una risposta concreta alle attese che pesano sui cittadini. A Nardò, nel presidio territoriale dell’ex ospedale Sambiasi, la sanità accelera e mette il turbo sulle liste d’attesa: in una sola settimana sono state erogate circa 160 prestazioni di Tac, con e senza contrasto. Un risultato reso possibile grazie all’attivazione della nuova apparecchiatura di radiologia e a un’iniziativa straordinaria messa in campo dalla Asl di Lecce. Dal 17 al 23 dicembre, il distretto socio-sanitario neretino ha riorganizzato le agende e attivato sedute aggiuntive, anche pomeridiane e festive, con turni estesi dalle 8 del mattino alle 8 di sera. Un lavoro intenso, che ha coinvolto medici, tecnici e personale sanitario, con l’obiettivo di recuperare esami programmati da tempo e garantire risposte più rapide ai pazienti in attesa di completare il proprio percorso diagnostico. L’obiettivo non è solo aumentare i numeri, ma anche garantire qualità e appropriatezza delle prestazioni. Dalla Asl sottolineano che l’esperienza di Nardò dimostra come una buona programmazione e lavoro integrato tra distretto, Cup e ospedale possano migliorare l’accesso ai servizi sanitari. C’è però un dato che fa riflettere: nonostante le chiamate attive, nessun paziente ha accettato di sottoporsi alla Tac con mezzo di contrasto nelle sedute straordinarie del 21 e del 23 dicembre. Un elemento che riporta al centro il tema dell’appropriatezza prescrittiva e dell’uso responsabile delle risorse sanitarie. In una regione che ancora fa i conti con liste d’attesa lunghe e ritardi diffusi, l’esempio di Nardò rappresenta un positivo segnale di efficienza e programmazione concreta.
In corso le indagini per stabilire le cause del rogo. Un incendio ha interessato nella notte più autovetture nel Comune di Nardò, in via Vittorio Bodini. L’allarme è scattato intorno alle 2.55, quando sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del Comando provinciale con tre mezzi di soccorso. All’arrivo delle squadre, le fiamme risultavano già generalizzate e avevano completamente distrutto due autovetture, una Ford Fiesta e una Renault Captur. Una terza vettura, una Volkswagen Lupo, è rimasta danneggiata a causa dell’irraggiamento del calore. I Vigili del Fuoco hanno provveduto allo spegnimento dell’incendio e alla messa in sicurezza dell’area, evitando ulteriori rischi per la pubblica e privata incolumità. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri della Compagnia di Gallipoli per gli accertamenti di competenza. Sono in corso le indagini per stabilire le cause del rogo.
L’uomo è stato condotto nel carcere di Lecce, mentre il figlio minorenne è stato trasferito all’Istituto penale minorile. Due arresti a Nardò per un grave episodio di violenza armata avvenuto nel pomeriggio di giovedì primo gennaio. La polizia ha fermato un uomo di 41 anni e il figlio quindicenne, ritenuti responsabili di tentato omicidio aggravato in concorso. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i fatti si sono verificati intorno alle 17 e 30 nella zona 167 della città. All’origine dell’episodio una lite per questioni familiari scoppiata all’esterno dell’abitazione dell’ex moglie dell’uomo. La discussione sarebbe rapidamente degenerata. La donna, che si trovava in compagnia di una coppia del posto, sarebbe stata difesa da un conoscente intervenuto per evitare il peggio. A quel punto l’uomo avrebbe estratto un’arma da fuoco ed esploso diversi colpi proprio in direzione del difensore della donna, ferendolo. Subito dopo, il quarantunenne si è dato alla fuga insieme al figlio, a bordo di una moto di grossa cilindrata. Le indagini, avviate immediatamente dal commissariato di pubblica sicurezza di Nardò, si sono estese fino a Gallipoli grazie al tracciamento dei telefoni cellulari in uso ai due fuggitivi. Padre e figlio sono stati rintracciati nella loro abitazione e arrestati. Al termine degli accertamenti, l’uomo è stato condotto nel carcere di Lecce, mentre il figlio minorenne è stato trasferito all’Istituto penale minorile. di Matteo Bottazzo
L’uomo che ha sparato ha 41 anni ed è originario di Gallipoli, lo cerca la polizia. Litiga con la ex moglie e spara al vicino intervenuto per difendere la donna. È accaduto a Nardò, in via Pompiliano. L’uomo che ha sparato ha 41 anni ed è originario di Gallipoli. Oggi pomeriggio, insieme al figlio 14enne, era andato sotto casa della donna da cui si sta separando. Voleva portare con se anche l’altro figlio di sette anni che era con la madre. Quando l’ha vista ha iniziato ad aggredirla verbalmente, un vicino di casa è sceso per difendere la madre. Il 41enne ha tirato fuori una pistola, ha minacciato tutti e poi, in un momento di concitazione, è partito un colpo che ha ferito al piede il 50enne. Il 41enne è fuggito in moto ed è ricercato dalla polizia.
Una serata suggestiva tra musica e attrazioni alla scoperta dei misteri nascosti nelle segrete del castello . Quali gesta hanno compiuto i cavalieri e gli abitanti della Corte? Quali misteri si nascondono nelle segrete del castello di Nardò? Suggestive domande che trovano risposta nell’evento natalizio “Nardò Terra di Corti e Cavalieri”. Un’attività diffusa che ha trasformato il comune del Leccese in un’opera interattiva. Il format, ha spiegato il consigliere delegato alla Cultura Francesco Plantera, fonde due grandi appuntamenti della città Corti Aperte e la Cavalcata storica. L’obiettivo è quello di suscitare l’attenzione di tutti, dai giovani alle famiglie. Immagini di Francesco Afrune Montaggio di Leo Tribuzio
La proposta del sindaco Mellone divide la città: critiche sull’opportunità della scelta e sui presunti vizi di procedura. A Nardò fa discutere la decisione della Giunta comunale di intitolare la nuova scuola media di piazza Giulio Pastore a Sergio Ramelli, lo studente milanese militante nel Fronte della Gioventù, ucciso nel 1975 durante un’aggressione da parte di alcuni militanti della sinistra legati ad Avanguardia Operaia. La proposta, presentata dal sindaco Pippi Mellone, è stata approvata dalla Giunta, ma ora attende il parere del prefetto di Lecce. Una scelta che ha scatenato forti polemiche politiche e ideologiche, con critiche sull’opportunità dell’intitolazione e sui possibili vizi di procedura: secondo alcuni, infatti, non sarebbero stati coinvolti né il Consiglio d’istituto né il Collegio dei docenti. Il caso divide la città di Nardò e riaccende il dibattito sulla memoria degli anni di piombo.
“Sollevato per lei” ma la vicenda “mi ha causato un forte disagio personale e psicologico. Sento il bisogno di tutelare lamia dignità e la mia persona”. La scomparsa di Tatiana Tramacere, la studentessa di Nardò di cui si erano perse le tracce dal 24 novembre per undici giorni, ha avuto anche pesanti ripercussioni sul piano personale per Alessandro Bonsegna, 29 anni, che in passato aveva avuto una relazione sentimentale con la giovane. In un messaggio diffuso nelle scorse ore, Bonsegna ha voluto chiarire la propria posizione, respingendo con fermezza ogni coinvolgimento nella vicenda.“La scomparsa della ragazza, a me legata sentimentalmente in passato, mi ha profondamente turbato – scrive il giovane –. Ho vissuto momenti di grande angoscia e preoccupazione, non avendo notizie sul suo stato”. Bonsegna denuncia inoltre il clima che si è creato attorno al suo nome durante i giorni della scomparsa: “Ho visto circolare sui social e sui media commenti che mi hanno coinvolto ingiustamente, attribuendomi responsabilità o ruoli che non ho mai avuto”.Dopo il ritrovamento della studentessa, avvenuto nell’abitazione di un altro amico, Dragos Ioan Gheormescu, a poche decine di metri dalla casa dei genitori, Bonsegna si dice sollevato per le condizioni della giovane, ma sottolinea il disagio personale vissuto: “Sono sollevato dal fatto che la ragazza sia stata ritrovata sana e salva, tuttavia il clima di sospetto che si è creato intorno al mio nome – ha sottolineato il giovane – mi ha causato un forte disagio personale e psicologico, aggravato dal fatto che io non sia mai stato contattato né informato direttamente da lei o dalla sua famiglia. Oggi sento il bisogno di tutelare lamia dignità e la mia persona”.Il 29enne vuole dunque tutelarsi. A rappresentarlo è l’avvocato Marco Scordari del Foro di Lecce, che parla di un “grave pregiudizio” subito dal suo assistito. “Alessandro – evidenzia il legale – è stato vittima di commenti e illazioni pubbliche nei giorni della scomparsa. Stiamo valutando le opportune iniziative per la tutela della sua reputazione, anche nelle sedi competenti, rispetto a quanto accaduto”.
La giovane di Nardò attraverso un videomessaggio affida queste parole per spiegare il suo stato d’animo, assumersi le proprie responsabilità e rivolgere le sue scuse. Tatiana, la giovane di Nardò scomparsa per dieci giorni e poi ritrovata nella mansarda dell’amico Dragos, ha affidato a un videomessaggio le sue scuse, cercando di spiegare i motivi della sua fuga. «Vorrei chiedere scusa alla città, alle forze dell’ordine e ai giornalisti per il caos che ho creato inconsapevolmente. Non avevo previsto che potesse accadere tutto ciò che è poi realmente accaduto. Desidero ringraziare tutte le persone che conosco e anche chi non ho mai incontrato, i Carabinieri, tutte le forze dell’ordine e i giornalisti per aver raccontato la mia storia con rispetto. Comprendo che il mio atteggiamento abbia allarmato molti, soprattutto considerando le vicende che accadono ogni giorno. Non ho fatto quello che ho fatto per una bravata, una sciocchezza, una fuga o quella che alcuni hanno definito una ‘luna di miele’, come ho letto nei tanti commenti sui social. L’ho fatto per qualcosa che porto dentro da diversi anni e che ho sempre temuto di affrontare. Non è facile accettarlo. Credo che molti abbiano vissuto momenti bui in cui non si riconoscono più, non sanno chi sono e devono confrontarsi con paure interiori ed esteriori. Ma questo non è un campo di battaglia dove tutti sono giudici o avvocati e pensano di sapere tutto. Ho sbagliato, e ho sbagliato nel modo peggiore con il mio atteggiamento. Tuttavia, questo non dovrebbe diventare un motivo per scagliarsi contro una ragazza, chiunque essa sia. Non cerco di difendermi né di giustificarmi, e non voglio neppure essere assolta. Sono qui perché sento il bisogno di spiegare perché ho fatto ciò che ho fatto. Chiedo sinceramente scusa a tutti e spero che, oltre all’errore, si riesca a vedere anche la parte umana: una ragazza fragile, con paure e difficoltà che non ha saputo affrontare nel modo migliore. Vi ringrazio ancora per tutto».
Gli inquirenti sono convinti che quello di Tatiana è stato un allontanamento volontario. Dovrebbe essere ascoltata dalle forze dell’ordine nei prossimi giorni insieme a Dragos. Ieri le prime parole di lui e di Vladimir. Un caso chiuso che va verso l’archiviazione. Per la Procura di Lecce non c’è alcun reato ipotizzabile. Gli inquirenti sono convinti che quello di Tatiana è stato un allontanamento volontario. Un’avventura di comune accordo per il forte sentimento reciproco con il 30enne rumeno Dragos che l’ha nascosta nella mansarda della sua abitazione per 11 interminabili giorni. Tatiana è tornata a casa dopo gli accertamenti in ospedale, sta bene, ha bisogno di riposo e serenità. Quando vorrà racconterà i motivi del gesto, soprattutto perchè abbia voluto isolarsi inducendo tutti a pensare al peggio. Dovrebbe essere ascoltata dalle forze dell’ordine nei prossimi giorni insieme all’amico. Fondamentali per le indagini sono state le immagini delle telecamere che ritraevano Tatiana e Dragos allontanarsi dal parco e poi entrare in casa di lui. Da quel luogo, come hanno rivelato le immagini dei giorni successivi, Tatiana non è più uscita. per questo si è temuto che le fosse accaduto qualcosa.
“Vogliamo aspettare che sia lei a decidere di parlare, non vogliamo stressarla”. Sono arrivate le prime parole di Vladimir, il fratello di Tatiana, la ragazza scomparsa e ritrovata ieri sera nella mansarda di casa del suo amico Dragos. “Ci siamo risvegliati con un sorriso – ha detto Vladimir -, come ha detto mio padre è un regalo di Natale anticipato. Mia sorella sta bene, ha bisogno della vicinanza della famiglia, ringrazio chi ha lavorato per le indagini: tutta l’arma dei carabinieri che non ha avuto sosta, come se stessero cercando la loro figlia. Grazie alla popolazione di Nardò”. Sulle condizioni di Tatiana dice: “Mia sorella era spaventata, fisicamente era un po’ giù, a tempo debito parlerà. Vogliamo aspettare che sia lei a decidere di parlare, non vogliamo stressarla”.
Il fratello della ragazza, Vladimir Tramacere, piange. L’assalto della folla. Tatiana Tramacere è viva e sta bene. Lo ha annunciato il comandante provinciale dei carabinieri di Lecce, Andrea Siazzu.La svolta nel caso sulla scomparsa della studentessa 27enne di Nardò di cui si erano perse le tracce dal 24 novembre è arrivata in serata. È stata trovata dai carabinieri a Nardò in uno stanzino della mansarda nella disponibilità del 30enne rumeno Dragos-Ioan Ghermescu, l’amico che per ultimo l’avrebbe incontrata il pomeriggio della scomparsa. Il giovane, interrogato in caserma a Lecce, è indagato. Inizialmente per istigazione al suicidio ora, se dovesse essere confermata l’ipotesi del sequestro, l’ipotesi di reato potrebbemutare. Gli specialisti del Ris dei carabinieri hanno perquisito questa sera l’abitazione dell’indagato, dove poi è stata trovata la ragazza, mentre il 30enne è stato interrogato per ore nel comando provinciale dei carabinieri di Lecce.Da giorni gli investigatori stavano analizzando tabulati telefonici, chat e le immagini delle telecamere divideosorveglianza. Al 30enne, inizialmente sentito come persona informata sui fatti, era già stato sequestrato il telefono.Gli accertamenti dei carabinieri, coordinati dal procuratore di Lecce Giuseppe Capoccia, si sono subito concentrati sulle ultime ore in cui la studentessa salentina è stata vista. Il pomeriggio della scomparsa la 27enne aveva incontrato Dragos. I due, è stato ricostruito dagli inquirenti e confermato dallo stesso indagato in una intervista a ‘Chi l’ha visto’, si erano incontrati in un parco a poche centinaia di metri dalla casa della famiglia Tramacere. Lì si sarebbero intrattenuti per un paio d’ore. Avrebbero parlato del viaggio che Tatiana intendeva fare a Brescia, per incontrare il suo ex fidanzato, e lui si sarebbe offerto di accompagnarla. L’incontro sarebbe culminato in una “piccola discussione” ha detto il 30enne, assicurando però che si sarebbero poi salutati “senza tensioni”, dandosi appuntamento al giorno dopo. Il biglietto per Brescia era già stato acquistato, ma sul bus la 27enne non è mai salita. La famiglia della ragazza non ha mai creduto all’ipotesi di un allontanamento volontario. “Io non lo so cosa sia successo, sicuramente non è un allontanamento volontario e la preoccupazione a casa è grande” aveva detto il fratello di Tatiana, Vladimir, che in serata ha raggiunto la casa del 30enne, dove era in corso la perquisizione, scoppiando in lacrime, accolto da una folla di cittadini. Alla notizia del ritrovamento della 27enne, la stessa folla ha iniziato ad applaudire e festeggiare.
Il fratello della ragazza, Vladimir Tramacere, piange disperatamente. L’assalto della folla. Tatiana Tramacere è viva: la 27enne è stata trovata dai carabinieri nella mansarda dell’abitazione di Dragos Gheormescu, l’amico 30enne romeno. L’uomo è indagato per istigazione al suicidio. In serata era stato ritrovato un cadavere a Galatone e s’era diffusa la notizia della morte della ragazza irreperibile dal 24 novembre scorso, dopo essere uscita di casa nel pomeriggio dicendo di essere diretta a Lecce per lavoro. Tatiana invece è viva. Fuori dall’abitazione Vladimir, il fratello di Tatiana, piange disperatamente. È stato lui stesso a raccontarlo alle telecamere di Chi l’ha visto mercoledì 3 dicembre. L’ha incontrata lunedì sera, il 24 novembre, sembra volesse accompagnarla a Brescia. Tatiana voleva andarci per raggiungere l’ex fidanzato e aveva già acquistato i biglietti dell’autobus. Il cellulare di Dragos è stato sequestrato. Si sono registrati momenti di tensione quando una folla inferocita si è radunata sotto casa del 30enne. Tante persone hanno urlato insulti diretti a Dragos e si sono accalcate verso l’ingresso per volerlo raggiungere. E’ possibile però che la persona verso la quale si stavano dirigendo fosse il fratello di Tatiana, Vladimir, e non Dragos che forse era già nella caserma dei carabinieri per l’interrogatorio. Gli inquirenti hanno acquisito le immagini delle telecamere presenti sul percorso che da casa di Tatiana, in via XXV Luglio, conduce a Parco Raho, luogo in cui la ragazza si sarebbe incontrata la sera di lunedì 24 novembre intorno alle 19.30 con Dragos. La procura di Lecce ha aperto un’inchiesta per istigazione al suicidio. Nel pomeriggio è stato ascoltato il titolare del locale di Nardò in cui lavora Dragos. Vogliono capire che rapporti ci fossero tra lui e Tatiana. Il fratello della ragazza, Vladimir Tramacere, non lo conosceva: “Non sapevamo di questa amicizia con Dragos” ha detto al TgNorba “Non posso sbilanciarmi ma se lui l’ha vista lunedì sera, qualcosa dovrà sapere”. Non ha aggiunto altro se non un ultimo disperato appello alla sorella: “Tatiana, torna a casa”

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