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L’inchiesta aperta dalla Procura al momento è a carico di ignoti. Un calvario di degenze da un ospedale all’altro, fino al decesso avvenuto lo scorso 23 febbraio al Vito Fazzi di Lecce. È la storia di una donna di 55 anni di Nardò al centro di un’inchiesta giudiziaria aperta dalla Procura di Lecce dopo l’esposto denuncia della figlia della donna che con il proprio legale di fiducia chiede di sapere per cosa è morta sua madre e se si sarebbe potuta salvare, quindi l’accertamento di eventuali responsabilità dei medici che l’hanno avuta in cura. Una storia iniziata lo scorso 5 novembre quando la donna colta da forti dolori addominali si reca al pronto soccorso dell’ospedale di Copertino dove viene dimessa dopo 15 giorni con l’indicazione di eseguire approfondimenti diagnostici al Fazzi. Ci ritornerà pochi giorni dopo per essere sottoposta ad un intervento di colecistectomia d’urgenza. Viene dimessa agli inizi di dicembre ma a casa i dolori all’addome continuano. Le condizioni di salute peggiorano tanto da arrivare ad uno stato di allettamento costante che avrà come unico risultato un caotico andirivieni dagli ospedali. Copertino, Fazzi, poi di nuovo Copertino, per poi finire in Rianimazione a Gallipoli e da qui trasportata ancora al Fazzi dove dopo qualche giorno il 23 febbraio, morirà. L’inchiesta aperta dalla Procura al momento è a carico di ignoti.

Dal 17 al 23 dicembre, il distretto socio-sanitario neretino ha riorganizzato le agende e attivato sedute aggiuntive, anche pomeridiane e festive, con turni estesi dalle 8 del mattino alle 8 di sera. Una risposta concreta alle attese che pesano sui cittadini. A Nardò, nel presidio territoriale dell’ex ospedale Sambiasi, la sanità accelera e mette il turbo sulle liste d’attesa: in una sola settimana sono state erogate circa 160 prestazioni di Tac, con e senza contrasto. Un risultato reso possibile grazie all’attivazione della nuova apparecchiatura di radiologia e a un’iniziativa straordinaria messa in campo dalla Asl di Lecce. Dal 17 al 23 dicembre, il distretto socio-sanitario neretino ha riorganizzato le agende e attivato sedute aggiuntive, anche pomeridiane e festive, con turni estesi dalle 8 del mattino alle 8 di sera. Un lavoro intenso, che ha coinvolto medici, tecnici e personale sanitario, con l’obiettivo di recuperare esami programmati da tempo e garantire risposte più rapide ai pazienti in attesa di completare il proprio percorso diagnostico. L’obiettivo non è solo aumentare i numeri, ma anche garantire qualità e appropriatezza delle prestazioni. Dalla Asl sottolineano che l’esperienza di Nardò dimostra come una buona programmazione e lavoro integrato tra distretto, Cup e ospedale possano migliorare l’accesso ai servizi sanitari. C’è però un dato che fa riflettere: nonostante le chiamate attive, nessun paziente ha accettato di sottoporsi alla Tac con mezzo di contrasto nelle sedute straordinarie del 21 e del 23 dicembre. Un elemento che riporta al centro il tema dell’appropriatezza prescrittiva e dell’uso responsabile delle risorse sanitarie. In una regione che ancora fa i conti con liste d’attesa lunghe e ritardi diffusi, l’esempio di Nardò rappresenta un positivo segnale di efficienza e programmazione concreta.

In corso le indagini per stabilire le cause del rogo. Un incendio ha interessato nella notte più autovetture nel Comune di Nardò, in via Vittorio Bodini. L’allarme è scattato intorno alle 2.55, quando sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del Comando provinciale con tre mezzi di soccorso. All’arrivo delle squadre, le fiamme risultavano già generalizzate e avevano completamente distrutto due autovetture, una Ford Fiesta e una Renault Captur. Una terza vettura, una Volkswagen Lupo, è rimasta danneggiata a causa dell’irraggiamento del calore. I Vigili del Fuoco hanno provveduto allo spegnimento dell’incendio e alla messa in sicurezza dell’area, evitando ulteriori rischi per la pubblica e privata incolumità. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri della Compagnia di Gallipoli per gli accertamenti di competenza. Sono in corso le indagini per stabilire le cause del rogo.

L’uomo è stato condotto nel carcere di Lecce, mentre il figlio minorenne è stato trasferito all’Istituto penale minorile. Due arresti a Nardò per un grave episodio di violenza armata avvenuto nel pomeriggio di giovedì primo gennaio. La polizia ha fermato un uomo di 41 anni e il figlio quindicenne, ritenuti responsabili di tentato omicidio aggravato in concorso. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i fatti si sono verificati intorno alle 17 e 30 nella zona 167 della città. All’origine dell’episodio una lite per questioni familiari scoppiata all’esterno dell’abitazione dell’ex moglie dell’uomo. La discussione sarebbe rapidamente degenerata. La donna, che si trovava in compagnia di una coppia del posto, sarebbe stata difesa da un conoscente intervenuto per evitare il peggio. A quel punto l’uomo avrebbe estratto un’arma da fuoco ed esploso diversi colpi proprio in direzione del difensore della donna, ferendolo. Subito dopo, il quarantunenne si è dato alla fuga insieme al figlio, a bordo di una moto di grossa cilindrata. Le indagini, avviate immediatamente dal commissariato di pubblica sicurezza di Nardò, si sono estese fino a Gallipoli grazie al tracciamento dei telefoni cellulari in uso ai due fuggitivi. Padre e figlio sono stati rintracciati nella loro abitazione e arrestati. Al termine degli accertamenti, l’uomo è stato condotto nel carcere di Lecce, mentre il figlio minorenne è stato trasferito all’Istituto penale minorile. di Matteo Bottazzo

L’uomo che ha sparato ha 41 anni ed è originario di Gallipoli, lo cerca la polizia. Litiga con la ex moglie e spara al vicino intervenuto per difendere la donna. È accaduto a Nardò, in via Pompiliano. L’uomo che ha sparato ha 41 anni ed è originario di Gallipoli. Oggi pomeriggio, insieme al figlio 14enne, era andato sotto casa della donna da cui si sta separando. Voleva portare con se anche l’altro figlio di sette anni che era con la madre. Quando l’ha vista ha iniziato ad aggredirla verbalmente, un vicino di casa è sceso per difendere la madre. Il 41enne ha tirato fuori una pistola, ha minacciato tutti e poi, in un momento di concitazione, è partito un colpo che ha ferito al piede il 50enne. Il 41enne è fuggito in moto ed è ricercato dalla polizia.

Una serata suggestiva tra musica e attrazioni alla scoperta dei misteri nascosti nelle segrete del castello . Quali gesta hanno compiuto i cavalieri e gli abitanti della Corte? Quali misteri si nascondono nelle segrete del castello di Nardò? Suggestive domande che trovano risposta nell’evento natalizio “Nardò Terra di Corti e Cavalieri”. Un’attività diffusa che ha trasformato il comune del Leccese in un’opera interattiva. Il format, ha spiegato il consigliere delegato alla Cultura Francesco Plantera, fonde due grandi appuntamenti della città Corti Aperte e la Cavalcata storica. L’obiettivo è quello di suscitare l’attenzione di tutti, dai giovani alle famiglie. Immagini di Francesco Afrune Montaggio di Leo Tribuzio

La proposta del sindaco Mellone divide la città: critiche sull’opportunità della scelta e sui presunti vizi di procedura. A Nardò fa discutere la decisione della Giunta comunale di intitolare la nuova scuola media di piazza Giulio Pastore a Sergio Ramelli, lo studente milanese militante nel Fronte della Gioventù, ucciso nel 1975 durante un’aggressione da parte di alcuni militanti della sinistra legati ad Avanguardia Operaia. La proposta, presentata dal sindaco Pippi Mellone, è stata approvata dalla Giunta, ma ora attende il parere del prefetto di Lecce. Una scelta che ha scatenato forti polemiche politiche e ideologiche, con critiche sull’opportunità dell’intitolazione e sui possibili vizi di procedura: secondo alcuni, infatti, non sarebbero stati coinvolti né il Consiglio d’istituto né il Collegio dei docenti. Il caso divide la città di Nardò e riaccende il dibattito sulla memoria degli anni di piombo.

“Sollevato per lei” ma la vicenda “mi ha causato un forte disagio personale e psicologico. Sento il bisogno di tutelare lamia dignità e la mia persona”. La scomparsa di Tatiana Tramacere, la studentessa di Nardò di cui si erano perse le tracce dal 24 novembre per undici giorni, ha avuto anche pesanti ripercussioni sul piano personale per Alessandro Bonsegna, 29 anni, che in passato aveva avuto una relazione sentimentale con la giovane. In un messaggio diffuso nelle scorse ore, Bonsegna ha voluto chiarire la propria posizione, respingendo con fermezza ogni coinvolgimento nella vicenda.“La scomparsa della ragazza, a me legata sentimentalmente in passato, mi ha profondamente turbato – scrive il giovane –. Ho vissuto momenti di grande angoscia e preoccupazione, non avendo notizie sul suo stato”. Bonsegna denuncia inoltre il clima che si è creato attorno al suo nome durante i giorni della scomparsa: “Ho visto circolare sui social e sui media commenti che mi hanno coinvolto ingiustamente, attribuendomi responsabilità o ruoli che non ho mai avuto”.Dopo il ritrovamento della studentessa, avvenuto nell’abitazione di un altro amico, Dragos Ioan Gheormescu, a poche decine di metri dalla casa dei genitori, Bonsegna si dice sollevato per le condizioni della giovane, ma sottolinea il disagio personale vissuto: “Sono sollevato dal fatto che la ragazza sia stata ritrovata sana e salva, tuttavia il clima di sospetto che si è creato intorno al mio nome – ha sottolineato il giovane – mi ha causato un forte disagio personale e psicologico, aggravato dal fatto che io non sia mai stato contattato né informato direttamente da lei o dalla sua famiglia. Oggi sento il bisogno di tutelare lamia dignità e la mia persona”.Il 29enne vuole dunque tutelarsi. A rappresentarlo è l’avvocato Marco Scordari del Foro di Lecce, che parla di un “grave pregiudizio” subito dal suo assistito. “Alessandro – evidenzia il legale – è stato vittima di commenti e illazioni pubbliche nei giorni della scomparsa. Stiamo valutando le opportune iniziative per la tutela della sua reputazione, anche nelle sedi competenti, rispetto a quanto accaduto”.

La giovane di Nardò attraverso un videomessaggio affida queste parole per spiegare il suo stato d’animo, assumersi le proprie responsabilità e rivolgere le sue scuse. Tatiana, la giovane di Nardò scomparsa per dieci giorni e poi ritrovata nella mansarda dell’amico Dragos, ha affidato a un videomessaggio le sue scuse, cercando di spiegare i motivi della sua fuga. «Vorrei chiedere scusa alla città, alle forze dell’ordine e ai giornalisti per il caos che ho creato inconsapevolmente. Non avevo previsto che potesse accadere tutto ciò che è poi realmente accaduto. Desidero ringraziare tutte le persone che conosco e anche chi non ho mai incontrato, i Carabinieri, tutte le forze dell’ordine e i giornalisti per aver raccontato la mia storia con rispetto. Comprendo che il mio atteggiamento abbia allarmato molti, soprattutto considerando le vicende che accadono ogni giorno. Non ho fatto quello che ho fatto per una bravata, una sciocchezza, una fuga o quella che alcuni hanno definito una ‘luna di miele’, come ho letto nei tanti commenti sui social. L’ho fatto per qualcosa che porto dentro da diversi anni e che ho sempre temuto di affrontare. Non è facile accettarlo. Credo che molti abbiano vissuto momenti bui in cui non si riconoscono più, non sanno chi sono e devono confrontarsi con paure interiori ed esteriori. Ma questo non è un campo di battaglia dove tutti sono giudici o avvocati e pensano di sapere tutto. Ho sbagliato, e ho sbagliato nel modo peggiore con il mio atteggiamento. Tuttavia, questo non dovrebbe diventare un motivo per scagliarsi contro una ragazza, chiunque essa sia. Non cerco di difendermi né di giustificarmi, e non voglio neppure essere assolta. Sono qui perché sento il bisogno di spiegare perché ho fatto ciò che ho fatto. Chiedo sinceramente scusa a tutti e spero che, oltre all’errore, si riesca a vedere anche la parte umana: una ragazza fragile, con paure e difficoltà che non ha saputo affrontare nel modo migliore. Vi ringrazio ancora per tutto».

Gli inquirenti sono convinti che quello di Tatiana è stato un allontanamento volontario. Dovrebbe essere ascoltata dalle forze dell’ordine nei prossimi giorni insieme a Dragos. Ieri le prime parole di lui e di Vladimir. Un caso chiuso che va verso l’archiviazione. Per la Procura di Lecce non c’è alcun reato ipotizzabile. Gli inquirenti sono convinti che quello di Tatiana è stato un allontanamento volontario. Un’avventura di comune accordo per il forte sentimento reciproco con il 30enne rumeno Dragos che l’ha nascosta nella mansarda della sua abitazione per 11 interminabili giorni. Tatiana è tornata a casa dopo gli accertamenti in ospedale, sta bene, ha bisogno di riposo e serenità. Quando vorrà racconterà i motivi del gesto, soprattutto perchè abbia voluto isolarsi inducendo tutti a pensare al peggio. Dovrebbe essere ascoltata dalle forze dell’ordine nei prossimi giorni insieme all’amico. Fondamentali per le indagini sono state le immagini delle telecamere che ritraevano Tatiana e Dragos allontanarsi dal parco e poi entrare in casa di lui. Da quel luogo, come hanno rivelato le immagini dei giorni successivi, Tatiana non è più uscita. per questo si è temuto che le fosse accaduto qualcosa.

“Vogliamo aspettare che sia lei a decidere di parlare, non vogliamo stressarla”. Sono arrivate le prime parole di Vladimir, il fratello di Tatiana, la ragazza scomparsa e ritrovata ieri sera nella mansarda di casa del suo amico Dragos. “Ci siamo risvegliati con un sorriso – ha detto Vladimir -, come ha detto mio padre è un regalo di Natale anticipato. Mia sorella sta bene, ha bisogno della vicinanza della famiglia, ringrazio chi ha lavorato per le indagini: tutta l’arma dei carabinieri che non ha avuto sosta, come se stessero cercando la loro figlia. Grazie alla popolazione di Nardò”. Sulle condizioni di Tatiana dice: “Mia sorella era spaventata, fisicamente era un po’ giù, a tempo debito parlerà. Vogliamo aspettare che sia lei a decidere di parlare, non vogliamo stressarla”.

Il fratello della ragazza, Vladimir Tramacere, piange. L’assalto della folla. Tatiana Tramacere è viva e sta bene. Lo ha annunciato il comandante provinciale dei carabinieri di Lecce, Andrea Siazzu.La svolta nel caso sulla scomparsa della studentessa 27enne di Nardò di cui si erano perse le tracce dal 24 novembre è arrivata in serata. È stata trovata dai carabinieri a Nardò in uno stanzino della mansarda nella disponibilità del 30enne rumeno Dragos-Ioan Ghermescu, l’amico che per ultimo l’avrebbe incontrata il pomeriggio della scomparsa. Il giovane, interrogato in caserma a Lecce, è indagato. Inizialmente per istigazione al suicidio ora, se dovesse essere confermata l’ipotesi del sequestro, l’ipotesi di reato potrebbemutare. Gli specialisti del Ris dei carabinieri hanno perquisito questa sera l’abitazione dell’indagato, dove poi è stata trovata la ragazza, mentre il 30enne è stato interrogato per ore nel comando provinciale dei carabinieri di Lecce.Da giorni gli investigatori stavano analizzando tabulati telefonici, chat e le immagini delle telecamere divideosorveglianza. Al 30enne, inizialmente sentito come persona informata sui fatti, era già stato sequestrato il telefono.Gli accertamenti dei carabinieri, coordinati dal procuratore di Lecce Giuseppe Capoccia, si sono subito concentrati sulle ultime ore in cui la studentessa salentina è stata vista. Il pomeriggio della scomparsa la 27enne aveva incontrato Dragos. I due, è stato ricostruito dagli inquirenti e confermato dallo stesso indagato in una intervista a ‘Chi l’ha visto’, si erano incontrati in un parco a poche centinaia di metri dalla casa della famiglia Tramacere. Lì si sarebbero intrattenuti per un paio d’ore. Avrebbero parlato del viaggio che Tatiana intendeva fare a Brescia, per incontrare il suo ex fidanzato, e lui si sarebbe offerto di accompagnarla. L’incontro sarebbe culminato in una “piccola discussione” ha detto il 30enne, assicurando però che si sarebbero poi salutati “senza tensioni”, dandosi appuntamento al giorno dopo. Il biglietto per Brescia era già stato acquistato, ma sul bus la 27enne non è mai salita. La famiglia della ragazza non ha mai creduto all’ipotesi di un allontanamento volontario. “Io non lo so cosa sia successo, sicuramente non è un allontanamento volontario e la preoccupazione a casa è grande” aveva detto il fratello di Tatiana, Vladimir, che in serata ha raggiunto la casa del 30enne, dove era in corso la perquisizione, scoppiando in lacrime, accolto da una folla di cittadini. Alla notizia del ritrovamento della 27enne, la stessa folla ha iniziato ad applaudire e festeggiare.

Il fratello della ragazza, Vladimir Tramacere, piange disperatamente. L’assalto della folla. Tatiana Tramacere è viva: la 27enne è stata trovata dai carabinieri nella mansarda dell’abitazione di Dragos Gheormescu, l’amico 30enne romeno. L’uomo è indagato per istigazione al suicidio. In serata era stato ritrovato un cadavere a Galatone e s’era diffusa la notizia della morte della ragazza irreperibile dal 24 novembre scorso, dopo essere uscita di casa nel pomeriggio dicendo di essere diretta a Lecce per lavoro. Tatiana invece è viva. Fuori dall’abitazione Vladimir, il fratello di Tatiana, piange disperatamente. È stato lui stesso a raccontarlo alle telecamere di Chi l’ha visto mercoledì 3 dicembre. L’ha incontrata lunedì sera, il 24 novembre, sembra volesse accompagnarla a Brescia. Tatiana voleva andarci per raggiungere l’ex fidanzato e aveva già acquistato i biglietti dell’autobus. Il cellulare di Dragos è stato sequestrato. Si sono registrati momenti di tensione quando una folla inferocita si è radunata sotto casa del 30enne. Tante persone hanno urlato insulti diretti a Dragos e si sono accalcate verso l’ingresso per volerlo raggiungere. E’ possibile però che la persona verso la quale si stavano dirigendo fosse il fratello di Tatiana, Vladimir, e non Dragos che forse era già nella caserma dei carabinieri per l’interrogatorio. Gli inquirenti hanno acquisito le immagini delle telecamere presenti sul percorso che da casa di Tatiana, in via XXV Luglio, conduce a Parco Raho, luogo in cui la ragazza si sarebbe incontrata la sera di lunedì 24 novembre intorno alle 19.30 con Dragos. La procura di Lecce ha aperto un’inchiesta per istigazione al suicidio. Nel pomeriggio è stato ascoltato il titolare del locale di Nardò in cui lavora Dragos. Vogliono capire che rapporti ci fossero tra lui e Tatiana. Il fratello della ragazza, Vladimir Tramacere, non lo conosceva: “Non sapevamo di questa amicizia con Dragos” ha detto al TgNorba “Non posso sbilanciarmi ma se lui l’ha vista lunedì sera, qualcosa dovrà sapere”. Non ha aggiunto altro se non un ultimo disperato appello alla sorella: “Tatiana, torna a casa” 

I genitori hanno una appello alla ragazza: “ Torna a casa e non ti preoccupare Ti aspettiamo a braccia aperte”. Ma cresce il timore che possa esserle accaduto qualcosa. “Torna a casa e non ti preoccupare, ti aspettiamo a braccia aperte”: papà Rino e Mamma Ornella nutrono la speranza che Tatiana possa essersi allontanata volontariamente ma temono che possa esserle successo qualcosa. Di Tatiana Tramacere, 27 anni, di Nardò, non si hanno notizie dal pomeriggio del 24 novembre. Nove lunghissimi giorni di silenzio. La ragazza lunedì è uscita dicendo che sarebbe andata a Lecce per lavoro. Da allora non è più stata raggiungibile. Le ricerche proseguono su tutto il territorio nazionale. In città è arrivato anche l’ex fidanzato, partito da Brescia per collaborare alle ricerche. Era per lui che Tatiana aveva acquistato un biglietto del treno, voleva raggiungerlo al più presto, forse per riallacciare la relazione. Ma nella sua vita a Nardò c’è anche Alessandro, 30 anni, al quale era legato da un anno. Tatiana era stata con lui e sua madre la sera prima della scomparsa, avevano cenato insieme e visto la tv. Alessandro è sparito dalla circolazione da giorni: ascoltato due volte dai carabinieri, non è tornato al lavoro e non si vede in giro per la città. Stamattina (3 dicembre) davanti alla sua abitazione, una volante della Polizia: la madre, alla vista delle telecamere, ha accelerato evitando ogni contatto. Si è chiusa nello studio fotografico in cui lavora. Sotto casa Tramacere intanto staziona una pattuglia dei Carabinieri. I genitori, papà Rino e mamma Ornella, sono dentro, ma non rispondono. Sono giorni di attesa, di speranza, ma soprattutto di paura. Intanto le indagini si concentrano sulla geolocalizzazione dello smartphone della ragazza che avrebbe emesso un segnale da una cella telefonica di Nardò, non lontano dalla sua abitazione. Sarebbero stati sentiti anche tutti gli amici che hanno avuto contatti con lei i giorni prima della scomparsa.

Frequentava Alessandro, un operaio 30enne di Nardò, anche se il suo cuore, stando a quanto raccontano i genitori, continuava a battere per l’ex, che vive a Brescia e che avrebbe voluto raggiungere, tanto da aver già fatto i biglietti per il viaggio. L’allontanamento volontario è ormai l’ipotesi più remota. Tatiana non si sarebbe mai allontanata per così tanto tempo senza dare alcuna notizia di sé. Mamma Ornella e papà Rino la denuncia ai carabinieri l’hanno formalizzata soltanto dopo quattro giorni. Erano quasi certi che fosse partita senza avvisare, come fatto altre volte. Ora però hanno paura. Ieri sera hanno lanciato un appello dal Tg1, sperando di riuscire a raggiungerla ovunque si trovi. Ma il timore, dichiarato, è che le sia successo qualcosa. Nei loro occhi si percepisce il terrore. La ragazza, 27enne di origini ucraine, adottata insieme al fratello Vladimir dalla famiglia Tramacere quando era piccola, è uscita di casa lunedì 24 novembre alle 15.30. Studiava psicologia e lavorava come esperta digital nella pubblicità. Doveva andare a Lecce per lavoro, ma non si sa se in effetti ci sia andata oppure no. Di certo il suo cellulare risulta staccato dalla sera di lunedì, quando ha agganciato una cella in una zona compresa tra il centro e via Raho, non lontano da casa sua. Frequentava Alessandro, un operaio 30enne di Nardò, anche se il suo cuore, stando a quanto raccontano i genitori, continuava a battere per l’ex, che vive a Brescia e che avrebbe voluto raggiungere, tanto da aver già fatto i biglietti per il viaggio. I carabinieri indagano su questo aspetto, ma senza escludere nessun’altra pista. Stanno ascoltando diverse persone e, nei giorni scorsi, avrebbero anche ispezionato un garage e un appartamento. Secondo alcuni parenti Tatiana sarebbe stata vista da un cugino poche ore prima della scomparsa in un bar del centro storico, in compagnia di alcune amiche, circostanza al momento non confermata.

Otto vittorie su altrettante partite in C . C’è sempre una seconda chance. Ne è convinto Franco Dell’Anna, presidente della Pallacanestro A9 Nardò: la società è stata fondata tre anni fa, ed è una delle poche  ancora imbattute nella immensa galassia del basket italiano. Ha ottenuto otto vittorie su altrettante partite: l’obiettivo principale è tornare in B al primo colpo.  “Tutti pazzi per la pallacanestro”: ecco lo slogan giusto per la primavera sportiva che vive la città. Se gli amanti del calcio sognano con Sall, per la pallacanestro gli ultimi mesi sono stati sulle montagne russe. A luglio è arrivata la radiazione dal campionato di A2: “Volevano il titolo sportivo del Basket Nardò – ammette il presidente Dell’Anna – ma non è stato possibile. Così abbiamo ripiegato sull’Academy Potenza e ci siamo ritrovati in C”. Ora è possibile spalancare le porte del futuro, che si preannuncia radioso. “Abbiamo stravolto i programmi nel giro di pochi giorni. Non possiamo  nasconderci. Nel nostro roster ci sono giocatori con un passato in Serie A. Vogliamo tornare in B”. Il progetto si presenta robusto, la base è composta da 20 soci, molti dei quali ex giocatori, e da 110 sponsor che danno solidità economica. Si va oltre il breve termine, perché nel 2027 Nardò avrà un nuovo palazzetto dello sport con una capienza di 2.700 spettatori. Sarà possibile ospitare anche grandi eventi interregionali, che daranno visibilità e garantiranno buoni introiti. “Insidiare Brindisi è difficile, ma vogliamo arrivare quantomeno in B nazionale”. 

La ragazza è uscita di casa lunedì della scorsa settimana alle 15.30 e da quel momento se ne sono perse le tracce. Purtroppo a Nardò continua l’apprensione per la 27enne Tatiana Tramacere. La ragazza è uscita di casa lunedì della scorsa settimana alle 15.30 e da quel momento se ne sono perse le tracce. Le ricerche vanno avanti da giorni. I familiari hanno presentato denuncia e la Prefettura attivato il centro di coordinamento per ritrovarla. Tatiana Tramacere è alta 1 metro e 55, ha i capelli lisci di colore rosso e gli occhi azzurri. Al momento della scomparsa indossava un jeans e un cappotto grigio. Si sta perlustrando l’intero territorio e si cerca anche di geolocalizzare il suo cellulare. Chiunque la avvisti può contattare il 112. La ragazza, che lavora in ambito pubblicitario, ha una pagina social molto seguita sulla quala pubblica poesie. L’ultima è stata pubblicata il 21 novembre, tre giorni prima della scomparsa, e tra i versi si legge: “Dovevamo allontanarci per misurare la forza del filo invisibile che ancora ci lega”.

La Prefettura di Lecce ha attivato il centro di coordinamento per le ricerche, dispiegando sul territorio le forze dell’ordine per setacciare ogni possibile pista. Sono sei giorni ormai che Tatiana Tramacere sembra essere scomparsa nel nulla. La 27enne si è allontanata da casa, a Nardò, lunedì e non ha fatto più rientro. La protezione civile ha diramato le foto segnaletiche che ormai girano in tutta Italia. Perché se si è allontanata volontariamente, potrebbe essere ovunque. Non ci sono elementi per sostenere altre ipotesi. Anche il fratello, che lavora e vive ad Udine, è tornato in Salento per cercarla. Con lui Tatiana ha un rapporto molto stretto, si vogliono un gran bene. Nonostante tutto però non gli ha confidato nulla circa l’eventuali intenzioni di una fuga. La Prefettura di Lecce ha attivato il centro di coordinamento per le ricerche, dispiegando sul territorio le forze dell’ordine per setacciare ogni possibile pista. Ci sono poche certezze in questa storia. L’aspetto: Tatiana è alta un metro e 55, ha gli occhi chiari, un bel sorriso, capelli rossi, lisci e lunghi. Le sue foto sono ovunque, senza alcun risultato. Qualcuno sembra l’abbia vista in piazza a Nardò mercoledì o giovedì. Lei è abituata a viaggiare e spostarsi anche per lavoro, potrebbe essere andata fuori. Ma perché non avvisare i genitori, come ha sempre fatto? Cosa si nasconde dietro la sua scomparsa? Le ricerche continuano

La ragazza ha 27 anni, è alta un metro e 55 circa, capelli lunghi lisci e di colore rosso, occhi azzurri. Da lunedì 24 novembre non si hanno più notizie di Tatiana Tramacere, 27 anni, residente a Nardò. I familiari, non riuscendo a mettersi più in contatto con lei, ne hanno denunciato la scomparsa. La ragazza è alta un metro e 55 circa, capelli lunghi lisci e di colore rosso, occhi azzurri. Potrebbe trattarsi di allontanamento volontario ma i familiari sono molto preoccupati dal suo lungo silenzio. Chiunque abbia notizie può contattare il 112

Confermata solo la vicesindaca, Maria Grazia Sodero. Il sindaco di Nardò, Pippi Mellone, ha azzerato la giunta revocando le deleghe assessorili agli ormai ex componenti del suo esecutivo, confermando solo la vicesindaca, Maria Grazia Sodero. “Si tratta di un passaggio fisiologico, finalizzato – spiegano in una nota dal Comune salentino – a ricalibrare l’assetto amministrativo in vista dell’ultimo tratto di legislatura, così da affrontare con rinnovata efficacia le sfide dei prossimi diciotto mesi e conseguire ulteriori, importanti, risultati”. Mellone, in passato vicino al governatore pugliese Michele Emiliano, alcuni mesi fa era stato anche in procinto di dimettersi dalla carica di sindaco per candidarsi al Consiglio regionale con il centrodestra. Senza intesa con le rappresentanze territoriali leccesi e regionali di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, ha scelto di continuare la sua esperienza da sindaco. Sul fronte politico, però, è stato nominato dalla Lega Puglia, coordinatore della campagna elettorale per le province di Lecce, Brindisi e Taranto relativa alle elezioni regionali che si terranno in Puglia il 23 ed il 24 novembre prossimi.

Nardò, terra di corti e cavalieri

Una serata suggestiva tra musica e attrazioni alla scoperta dei misteri nascosti nelle segrete del castello Quali gesta hanno compiuto i cavalieri e gli abitanti

Basket, Nardò sa solo vincere 

Otto vittorie su altrettante partite in C C’è sempre una seconda chance. Ne è convinto Franco Dell’Anna, presidente della Pallacanestro A9 Nardò: la società è

Nardò, il sindaco azzera la giunta

Confermata solo la vicesindaca, Maria Grazia Sodero Il sindaco di Nardò, Pippi Mellone, ha azzerato la giunta revocando le deleghe assessorili agli ormai ex componenti

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