
Elly Schlein al presidio Natuzzi: “Il Paese non può rinunciare alla sua manifattura”
La segretaria nazionale del Pd ha incontrato lavoratrici e lavoratori “Dopo 23 anni di cassa integrazione e 12 piani industriali, ci sentiamo orfani”. Si rivolgono

La segretaria nazionale del Pd ha incontrato lavoratrici e lavoratori. “Dopo 23 anni di cassa integrazione e 12 piani industriali, ci sentiamo orfani”. Si rivolgono così alla segretaria del Pd, Elly Schlein, che ha voluto portare un messaggio di supporto e vicinanza, al presidio davanti allo stabilimento di Santeramo, dove i lavoratori Natuzzi da giorni protestano contro il piano aziendale che prevede un aumento all’80% della Cig e il trasferimento di parte della produzione in Romania. “Chiediamo all’azienda di rivedere questi piani” dice Schlein, commossa dall’attaccamento dei lavoratori all’azienda e al territorio. Riprese e montaggio Cosimo Caragiulo
Sciopero ad oltranza davanti ai cancelli della Ac Boilers di Gioia del Colle. I lavoratori chiedono risposte immediate sul loro futuro. Sono in difficoltà i 121 lavoratori dell’AC Boilers di Gioia del Colle, del gruppo Sofinter, che produce componenti per caldaie di centrali elettriche. Da più di due anni affrontano una vertenza che li sta mettendo a dura prova. Sfumata la trattativa di cessione ad AZ Impianti, ora la situazione si fa più difficile perché il 31 marzo scade la “Cnc”, la composizione negoziata della crisi, e se non sarà rinnovata, il 31 maggio finirà anche la cassa integrazione. Tutto tace ed è scattato lo sciopero ad oltranza. Interviste a Vito Tamma, lavoratore e Rsu Fim, e Luca Nicastri, lavoratore e Rsu Fiom
I lavoratori, che a maggio percepiranno l’ultimo mese di cassa integrazione, chiedono risposte. Sciopero a oltranza da ieri mattina, 26 marzo, davanti ai cancelli della Ac Boilers di Gioia del Colle. I lavoratori, che a maggio percepiranno l’ultimo mese di cassa integrazione, chiedono risposte immediate sul futuro del sito e dei 121 lavoratori. I sindacati sollecitano la convocazione urgente di un tavolo nazionale, mentre dal Movimento 5 Stelle arriva la richiesta di audizioni in Regione per fare il punto sulla vertenza.
Dalle loro parole la preoccupazione per il futuro delle loro famiglie. Sono continuate anche questa mattina le proteste dei lavoratori e sindacalisti dell’ex Ilva. Oltre al blocco della statale 100 Taranto-Bari, in atto da ieri, oggi è stata bloccata la statale 106 e l’area imprese del siderurgico. Nella tarda serata di ieri ha raggiunto il presidio dei lavoratori il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, al quale i sindacati hanno chiesto di non partecipare all’incontro al Mimit del 5 dicembre perché il ministro Urso ha convocato riunioni separate per i siti del Nord e del Sud mentre i sindacati chiedono un tavolo unico a Palazzo Chigi. Oggi durante Mattino Norba abbiamo raccolto alcune voci dei lavoratori: dalle loro parole tutta la preoccupazione per il futuro delle loro famiglie. Qui di seguito il video.
Dopo la notte di presidi, agitazioni anche questa mattina . I lavoratori dell’ex Ilva hanno bloccato la statale 106. La protesta è cominciata ieri a mezzogiorno con lo sciopero indetto a oltranza ed è proseguita questa notte. Da stamattina è bloccata anche l’area delle imprese che lavorano con il siderurgico. (notizia in aggiornamento)
Sgomento e rabbia, sotto la pioggia davanti alla fabbrica, nella zona industriale Interviste a tre lavoratori licenziati; Antonio Farino, segr. Fisascat Cisl Foggia Servizio di Pietro Loffredo
Tra i motivi il massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali e il continuo ritardo nel pagamento delle retribuzioni Le rsu/rsa del Gruppo Natuzzi, unitamente alle segreterie territoriali, regionali e nazionali Feneal UIL, Filca CISL, Fillea CGIL, Uiltucs, Fisascat CISL e Filcams CGIL, hanno proclamato lo stato di agitazione in tutti gli impianti del gruppo Natuzzi. L’ennesimo Piano Industriale, presentato nel 2022 ed aggiornato nel 2024, stenta a trovare piena attuazione – scrivono in una nota – non solo per fattori “esterni” come il mancato sostegno al Made in Italy o le recenti misure attuate dal Governo USA (dazi), ma anche per precise e gravi responsabilità aziendali. Tutto ciò determina il mancato pieno rilancio delle produzioni negli stabilimenti italiani e, conseguentemente, il continuo massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali. A questo si aggiunge il continuo ritardo nel pagamento delle retribuzioni che da diversi mesi aggrava ulteriormente la condizione di lavoratrici e lavoratori. Per questo, i sindacati hanno deciso di proclamare con effetto immediato lo stato di agitazione, riservandosi di intraprendere ulteriori iniziative di mobilitazione per rivendicare nei confronti di Natuzzi e di tutt le istituzioni misure a salvaguardia dell’occupazione e del rilancio delle produzioni industriali.
A Taranto lo sciopero è di 24 ore e coinvolge anche il personale delle imprese appaltatrici della fabbrica e i dipendenti di Ilva in amministrazione straordinaria, che sono tutti in cassa integrazione da anni Oggi è il giorno dello sciopero dei lavoratori dell’ex Ilva indetto dalle sigle sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm. Alle 6 di questa mattina è iniziato il presidio delle portinerie dello stabilimento di Taranto. I lavoratori e i sindacati chiedono al Governo un diverso approccio alla vertenza, in piedi da circa 13 anni, e il rilancio dell’azienda attraverso l’intervento pubblico. A Taranto lo sciopero è di 24 ore e coinvolge anche il personale delle imprese appaltatrici della fabbrica e i dipendenti di Ilva in amministrazione straordinaria, che sono tutti in cassa integrazione da anni. Dopo il presidio delle portinerie, a Taranto lavoratori e sindacalisti si concentreranno davanti alla direzione dello stabilimento per poi muovere in corteo verso le 8 in direzione del Comune. Prevista la presenza del sindaco di Taranto, Piero Bitetti. Con lo sciopero, i sindacati chiedono “un progetto industriale che garantisca la realizzazione della decarbonizzazione della produzione, l’ambientalizzazione e il ripristino di luoghi di lavoro sicuri e dignitosi”. E ancora: “L’intervento pubblico che garantisca tutta l’occupazione” e manifestano i sindacati “contrarietà ad una cassa integrazione senza una chiara prospettiva”.
La protesta coinvolge i lavoratori impiegati nel primo turno Sciopero questa mattina dei lavoratori dell’ex Ilva al varco nord dell’area portuale di Taranto. Il presidio, organizzato dall’unione sindacale di base, non ha permesso ad una nave ormeggiata nello scalo ionico di scaricare le oltre 82 mila tonnellate di fossile. La protesta, che andrà avanti per 24 ore, è stata organizzata per l’uso improprio della cassa integrazione con la contemporanea assunzione di nuovo personale, ma anche per il presunto comportamento antisindacale dei vertici aziendali: secondo l’Usb i lavoratori vengono minacciati di essere trasferiti in altri reparti nel caso in cui dovessero riferire di eventuali problemi legati alla mancanza di sicurezza. Ma un’altra grande mobilitazione delle sigle Fiom, Fim e Uuilm per il 16 ottobre, quando ci sarà una giornata di proteste in tutti gli stabilimenti del gruppo ex Ilva. Lo sciopero nazionale è stato indetto alla luce delle notizie relative alle offerte di acquisto che prevedono solo duemila unità occupate allo stabilimento di Taranto e poco più di mille negli altri siti. “E’ il momento di scelte chiare: il governo assuma la guida della ex Ilva con un forte intervento pubblico”.
I lavoratori che incontriamo sotto i teloni dei vigneti ci spiegano, senza voler essere ripresi, che sono in regola e assicurati. Puntualizzano però che il lavoro è faticoso e dovrebbe essere retribuito di più Servizio di Saverio Carlucci; interviste al Segretario Generale della FLAI CGIL, Giovanni Mininni; Laura Marmorale, presidente di Mediterranea Saving Humans
La petrolieraieri ha lasciato il porto dopo aver imbarcato un carico di circa 30mila tonnellate di greggio che sembrerebbe essere destinato all’aviazione militare israeliana Esplode la rabbia a Taranto. Da questa notte è in corso un presidio del sindacato Usb davanti ai cancelli della raffineria Eni. La petroliera Seasalvia ieri in mattinata ha lasciato il porto dopo aver imbarcato un carico di circa 30mila tonnellate di greggio che sembrerebbe essere destinato all’aviazione militare israeliana. Con il presidio iniziato alle 4 il sindacato intende “bloccare ingressi e uscite, per quello che è già accaduto, per come è accaduto e perché non accada mai più”.
Lavoratori in cassa integrazione e un destino incerto per la ex fabbrica: si tireranno le somme il 15 settembre Servizio: Alessandra Martellotti
Con la Flai Cgil chiedono un lavoro sicuro e dignitoso intervistati Gianni Palma segretario Cgil Foggia; Giovanni Mininni, segr nazionale Flai Cgil servizio di Giuseppe Capacchione
Riguardano 40 lavoratori impegnati in servizi essenziali Servizio di Stefania Congedo; intervista a Alfredo Pagliaro, amm. Lupiae;
Il Governo ha convocato i sindacati metalmeccanici per mercoledì prossimo Servizio di Michele Frallonardo montaggio di Maria Cristina Quintale
Si tratta di circa 1600 persone, approvato un avviso pubblico Servizio di Alessandro Boccia
Di questi 3538 sono nello stabilimento di Taranto Acciaierie d’Italia in As ha comunicato ai sindacati la richiesta di cassa integrazione per 3926 lavoratori, di cui 3538 nello stabilimento di Taranto, dopo il dimezzamento della produzione in seguito al sequestro dell’Altoforno 1 a seguito del grave incendio dello scorso 7 maggio. È stata chiesta la Cig anche per 178 lavoratori del sito di Genova, 165 di Novi Ligure e 45 di Racconigi.
L’unica strada per la salvaguardia dei posti di lavoro, dicono i sindacati, è la diversificazione nella produzione Servizio Annamaria Rosato
La Cgil scende in piazza Servizio di Pamela Spinelli riprese e montaggio di Donato Colazzo
Chiedono il rinnovo del contratto collettivo e l’aumento degli stipendi Servizio di Saverio Carlucci riprese e montaggio di Roberto Cofano

La segretaria nazionale del Pd ha incontrato lavoratrici e lavoratori “Dopo 23 anni di cassa integrazione e 12 piani industriali, ci sentiamo orfani”. Si rivolgono

Lavoro Sciopero ad oltranza davanti ai cancelli della Ac Boilers di Gioia del Colle. I lavoratori chiedono risposte immediate sul loro futuro Sono in difficoltà

LAVORO I lavoratori, che a maggio percepiranno l’ultimo mese di cassa integrazione, chiedono risposte Sciopero a oltranza da ieri mattina, 26 marzo, davanti ai cancelli

Dalle loro parole la preoccupazione per il futuro delle loro famiglie Sono continuate anche questa mattina le proteste dei lavoratori e sindacalisti dell’ex Ilva. Oltre

Dopo la notte di presidi, agitazioni anche questa mattina I lavoratori dell’ex Ilva hanno bloccato la statale 106. La protesta è cominciata ieri a mezzogiorno

Sgomento e rabbia, sotto la pioggia davanti alla fabbrica, nella zona industriale Interviste a tre lavoratori licenziati; Antonio Farino, segr. Fisascat Cisl Foggia Servizio di

Tra i motivi il massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali e il continuo ritardo nel pagamento delle retribuzioni Le rsu/rsa del Gruppo Natuzzi, unitamente alle segreterie

A Taranto lo sciopero è di 24 ore e coinvolge anche il personale delle imprese appaltatrici della fabbrica e i dipendenti di Ilva in amministrazione

La protesta coinvolge i lavoratori impiegati nel primo turno Sciopero questa mattina dei lavoratori dell’ex Ilva al varco nord dell’area portuale di Taranto. Il presidio,

I lavoratori che incontriamo sotto i teloni dei vigneti ci spiegano, senza voler essere ripresi, che sono in regola e assicurati. Puntualizzano però che il
La petrolieraieri ha lasciato il porto dopo aver imbarcato un carico di circa 30mila tonnellate di greggio che sembrerebbe essere destinato all’aviazione militare israeliana Esplode

Lavoratori in cassa integrazione e un destino incerto per la ex fabbrica: si tireranno le somme il 15 settembre Servizio: Alessandra Martellotti

Con la Flai Cgil chiedono un lavoro sicuro e dignitoso intervistati Gianni Palma segretario Cgil Foggia; Giovanni Mininni, segr nazionale Flai Cgil servizio di Giuseppe

Riguardano 40 lavoratori impegnati in servizi essenziali Servizio di Stefania Congedo; intervista a Alfredo Pagliaro, amm. Lupiae;

Il Governo ha convocato i sindacati metalmeccanici per mercoledì prossimo Servizio di Michele Frallonardo montaggio di Maria Cristina Quintale

Si tratta di circa 1600 persone, approvato un avviso pubblico Servizio di Alessandro Boccia

Di questi 3538 sono nello stabilimento di Taranto Acciaierie d’Italia in As ha comunicato ai sindacati la richiesta di cassa integrazione per 3926 lavoratori, di

L’unica strada per la salvaguardia dei posti di lavoro, dicono i sindacati, è la diversificazione nella produzione Servizio Annamaria Rosato

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