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Era disattivo da molti mesi, la sua entrata in produzione porterà a due gli impianti attivi nella fabbrica E’ confermato per martedì 15 ottobre a partire dalle 15.00, l’avvio dell’accensione dell’altoforno 1 all’ex Ilva di Taranto, alla presenza del ministro delle Imprese, Adolfo Urso, e dei commissari straordinari di Acciaierie Italia, Giovanni Fiori, Giancarlo Quaranta e Davide Tabarelli. Per l’azienda “l’avvio dell’altoforno rappresenta un passo importante nel piano di ripartenza di Acciaierie d’Italia e conferma l’impegno dei commissari straordinari, del Governo italiano e dell’azienda di procedere al ripristino delle attività produttive dello stabilimento siderurgico”. L’altoforno 1 era disattivo da molti mesi e la sua entrata inproduzione porterà a due gli impianti attivi nella fabbrica. Quello già in marcia è l’altoforno quattro che, con l’avvento della gestione commissariale, è’ stato progressivamente riportato ad una marcia regolare di circa 5mila tonnellate di ghisa al giorno. Il terzo altoforno operativo nell’ex Ilva di Taranto, il due, fermo da mesi, sarà riattivato all’inizio del 2025. Martedì, dopo la visita del ministro e della sua delegazione all’altoforno 1, è previsto un incontro nella sala conferenze della fabbrica e un successivo punto stampa di Urso. Da febbraio ad oggi, si tratta della terza visita del ministro a Taranto. 

L’incontro si terrà il 15 ottobre, lo stesso giorno in cui il ministro Urso sarà a Taranto per il riavvio dell’altoforno 1 La Regione Puglia ha convocato per il 15 ottobre, alle 16, un vertice per discutere di come mettere a disposizione dell’indotto di Acciaierie d’Italia l’avanzo di amministrazione. All’incontro soni stati invitati i commissari di Acciaierie d’Italia, i rappresentanti di Abi, Confindustria, Confapi e Aigi. Sempre nel pomeriggio del 15 ottobre e’ prevista la visita nello stabilimento di Taranto del ministro delle Imprese, Adolfo Urso, alla vigilia del riavvio dell’altoforno 1 dopo i lavori di ripristino. Intanto i segretari generali di Fim, Fiom e Uilm hanno inviato una lettera alla premier Giorgia Meloni, al sottosegretario Mantovano e ai ministri Urso, Giorgetti, Calderone e Fitto per fare il punto sulle manifestazioni di interesse per l’ex Ilva.

Scena rappresentata in una vignetta di Vauro, pubblicata a corredo delle righe indirizzate a Urso In vista dell’arrivo a Taranto del ministro Urso, il 16 ottobre, per la riaccensione dell’altoforno 1, fermo da mesi, l’associazione dei Genitori tarantini rivolge una lettera al ministro delle Imprese. Quest’ultimo premerà il pulsante dalla sala comandi dell’impianto, facendo partire l’aria calda nelle tubiere. Scena rappresentata in una vignetta di Vauro, pubblicata a corredo delle righe indirizzate a Urso. L’associazione pone una serie di domande, a partire dal costo in termini di salute di un chilo di acciaio, menzionando studi scientifici che attestano il nesso tra inquinamento e malattia e, ancora, l’ONU, che ha definito Taranto “zona di sacrificio”, passando infine per la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea sull’inquinamento a Taranto. Al ministro si chiede di ricordare i bambini e le famiglie tarantine nel momento in cui premerà quel pulsante.

Stroncato da un tumore. Era consigliere comunale E’ stato stroncato da un tumore all’età di 51 anni Massimo Battista, ex operaio dell’Ilva chedenunciò l’inquinamento e si schierò contro il Siderurgico fondando, con alcuni colleghi, il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, che nel 2012 bloccò un comizio dei leader sindacali pochi giorni dopo il sequestro dell’area a caldo dello stabilimento. Sposato, con tre figli, era stato candidatosindaco alle amministrative del 2022 per il movimento “Una città per cambiare Taranto”, in consiglio comunale era tra i banchi dell’opposizione. Nel 2017 fu eletto consigliere, candidandosi con il Movimento Cinque Stelle, che lasciò dopo qualche mese non avendo condiviso le scelte dei pentastellati sul caso Ilva, dopo l’accordo raggiunto al Mise con ArcelorMittal. Ex sindacalista, era stato destinatario di diversiprovvedimenti disciplinari per le sue lotte. Le sue condizioni si erano aggravate dopo un iniziale miglioramento. “Purtroppo, la risonanza magnetica ha confermato il precedente referto:l’edema non si è assorbito e la cura cortisonica non ha dato i risultati sperati. Ora si tenterà con una combinazione di cortisone e una piccola dose di chemioterapia. Anche se comincio a sentire le forze venire meno e la voglia di lottare inizia a vacillare”, aveva scritto qualche giorno fa. Ai familiari ha consegnato un ultimo messaggio postato sul suo profilo Facebook: “Dopo aver lottato con tutte le mie forze, per me, per la mia fantastica moglie e per i miei magnifici figli, la mia battaglia termina qui. Ho lottato tanto per questa città, ho sempre cercato di dare un futuro migliore alla mia amata Taranto. Ho combattuto come un solo leone sa fare. Ed e qui che vi saluto e vi abbraccio uno ad uno”.

Il Ministro delle Imprese in Fiera del Levante rilancia la sfida sull’affidamento del siderurgico Servizio di Anna De Feo Montaggio di Luca Carone

Mi auguro che asset vadano a chi crede in siderurgia italiana Mi auguro, ma sarà una sfida difficile, che entro la prima parte del prossimo anno si possanoassegnare questi asset a chi crede davvero nella siderurgia Italiana, e nella sua grande potenzialità. Se questo avverrà avremo chiuso l’intera operazione in un anno, caso unico nella storia di questo Paese”.Lo ha detto il ministro per le Imprese e il made in Italy, Adolfo Urso, riferendosi alla procedura internazionale per l’Ilva nel corso della cerimonia inaugurale della Fiera del Levante. 

La maggioranza delle manifestazioni giunte, complessivamente 15, riguardano “pezzi” singoli del gruppo Dovrebbe cominciare già oggi, da parte dei commissari di Acciaierie d’Italia, l’esame dellemanifestazioni di interesse arrivate allo scoccare della mezzanotte di venerdì scorso. In gioco c’è la vendita ad un nuovo privato di un gruppo che, oltre ad Acciaierie (l’ex Ilva), comprende anche società collegate, che operano in ambiti diversi, dall’energia ai servizi marittimi (le navi della flotta aziendale). Sia Acciaierie che le società controllate, sono in amministrazione straordinaria per la seconda volta. La prima fu nel 2015. Obiettivo del Governo e dei commissari, è vendere l’insieme, anche se non è da escludere una vendita frazionata. La maggioranza delle manifestazioni giunte, complessivamente 15, riguardano “pezzi” singoli del gruppo. Adesso alle manifestazioni d’interesse che supereranno l’esame, sarà inviata una lettera di procedura. Questa riguarderà l’accesso alla virtual data room (per la conoscenza dei datisocietari) e preciserà inoltre “i termini entro i quali sarà resa disponibile la bozza di contratto di compravendita”. Concorrono per l’intero gruppo gli indiani Vulcan Steel (che appartiene a Jindal e dovrebbe essere insieme a Steel Mont), i canadesi di Stelco (ormai passati agli americani di Cleveland Cliff) e Baku Steel Company che arriva dall’Azerbaijan. Non ci sono invece, contrariamente alle aspettative, Nippon Steel, Arvedi e gli ucraini di Metinvest. Marcegaglia e Sideralba sono interessati a singoli asset. Il primo per Novi Ligure e forse anche Genova, il secondo per Racconigi, Salerno ed una società in Francia. A seguire ci sono le presenze di Amenduni Steel, Eusider Group, Profilmec, Industrie metalli Cardinale, Monge/Trans Isole, Vitali spa, Carbones holding, Energy power & armatory shipping, Jiangsu Steamship eContinental Dry Bulk. 

‘Attori internazionali e nazionali, alcuni per l’intero asset’ Sarebbero 15 le manifestazioni di interesse giunte sino alla scadenza dei termini – le 23.59 diieri sera – per l’acquisizione degli asset industriali di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, l’ex Ilva, che i commissari hanno messo sul mercato con un bando lanciato a fine luglio. Le 15 manifestazioni sono relative sia all’insieme del gruppo, che riguarda Acciaierie e le società controllate (e tra queste quelle che si occupano di energia e servizi marittimi, la flotta navale aziendale), sia a specificiasset. E’ il caso, per quest’ultima parte, del gruppo Marcegaglia. Non ci sarebbe, a quanto pare, tra le manifestazioni di interesse arrivate, quella della Nippon Steel, nome insistentemente circolato nei giorni scorsi. Tuttavia il fatto che Nippon Steel non abbia fatto la manifestazione di interesse non la esclude definitivamente perchè questo gruppo potrebbe eventualmente rientrare in seguito o in cordata con altri o presentando direttamente l’offerta vincolante entro fine novembre. L’esame delle manifestazioni d’interesse da parte dei commissari di AdI, Fiori, Quaranta e Tabarelli, comincerà subito, nella prossima settimana, alle società ammesse i commissari invieranno una comunicazione e le stesse accederanno alla virtual data room per la conoscenza e l’approfondimento dei dati aziendali in vista degli ulteriori passaggi della procedura di vendita. 

La denuncia delle associazioni ambientaliste Aria irrespirabile in alcune zone della città a Taranto, mentre Giustizia per Taranto denuncia l’ennesimo episodio di slopping allo stabilimento ex ILVA. Si tratta di una fuoriuscita di fumo rosso-violaceo, visibile per chilometri. “Questo ennesimo incidente non è solo un segnale di inefficienza e pericolosità delle strutture, ma anche un doloroso promemoria della battaglia che la nostra comunità è costretta a combattere ogni giorno contro l’inquinamento e la negligenza”. L’associazione ambientalista ha anche avvertito le aziende interessate all’acquisizione dell’ex Ilva: “La situazione economica e infrastrutturale della fabbrica è ben lontana dalle rassicuranti dichiarazioni ufficiali. Il recente episodio dimostra una volta di più la fatiscenza e l’obsolescenza di un impianto pericoloso per i lavoratori e la popolazione locale”. “L’ex ILVA non è sanabile, e chiunque ne assumerà il controllo – conclude Giustizia per Taranto – si troverà a confrontarsi con una comunità determinata a proteggere la propria salute e il proprio territorio”.

Cig scende a 4.050 lavoratori, 3.500 a Taranto. Integrazione salariale al 70% La vertenza ex Ilva. dopo 14 ore di trattative è stato raggiunto a Roma, nella notte, l’accordo tra Acciaierie d’Italia e sindacati metalmeccanici sulla cassa integrazione straordinaria, che accompagnerà la ristrutturazione del gruppo siderurgico. La cassa è’ stata ridotta nei numeri: doveva essere per 5.200 dipendenti, di cui 4.400 a Taranto, e invece interesserà 4.050 unità totali, di cui 3.500 nel sito siderurgico pugliese. La decorrenza sarà retroattiva, a partire da marzo 2024, e ai dipendenti in cassa verrà riconosciuto il 70% della retribuzione annua lorda. Il piano di cassa integrazione si chiuderà a giugno2026.

Slegato da piano industriale. Focus su risanamento ambientale Fornire un quadro d’insieme alla presenza dei ministri interessati, focalizzato tra l’altro sulle garanzie di occupazione: è l’obiettivo del tavolo sull’ex Ilva convocato a Palazzo Chigi illustrato in apertura, secondo quanto si apprende, dal sottosegretario alla presidenza Alfredo Mantovano. Le questioni, viene riferito, sono quelle già affrontate nelle scorse riunioni: concessione, prestito ponte, Piano di ripartenza e Piano industriale, ingresso dei nuovi soci, nonché la garanzia di occupazione, come in particolare le prospettivedella cassa integrazione, sia quanto a estensione sia quanto a durata, correlata ovviamente ai piani che verranno illustrati e infine il piano di risanamento ambientale. Il piano di cassa integrazione, ha spiegato il commissario straordinario Giancarlo Quaranta, è stato pensato ed elaborato non legato al piano industriale. Il commissario ha ricordato che il piano industriale abbraccia un periodo dal 2024 al 2030,mentre il piano di cassa integrazione va da luglio 2024 a giugno 2026. Il commissario ha, inoltre, garantito, che si è al lavoro su tutte le attività di risanamento ambientale. Inoltre è emerso che Acciaierie farà ripartire nei prossimi mesi prima l’altoforno 1 e poi il 2, effettuando le manutenzioni di cui necessitano. Confermato il lancio del bando di gara per la vendita degli asset a fine mese, si vorrebbe chiudere l’operazione entro l’anno.

Altri due indiani, uno ucraino e uno canadese Nel corso dell’incontro governo-sindacati sull’ex Ilva di Taranto, il ministro delleImprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha riferito che fino a ieri hanno aderito alla richiesta diAcciaierie 114 fornitori, per un totale di crediti di 172 milioni di euro lordi (che corrispondono a circa 120 milioni di crediti, oggetto di possibile cessione). Hanno manifestato un interesse per la procedura di acquisto dell’azienda 6 operatori: 2 indiani, 1 ucraino, 1 canadese e 2 italiani. 

Il ministro: “Nelle prossime ore incontro player internazionali interessati” “Anche nelle prossime ore incontro alcuni player internazionali molto significativi che hannochiesto di visionare gli impianti, per poi eventualmente fare le loro proposte, quando verrannoattivate le procedure internazionali per la loro assegnazione, che dovrebbero iniziare alla fine di questo mese”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine dell’assemblea di Assogasliquidi, che si è tenuta nella sede del suo dicastero.  “Il piano di ripristino degli impianti sta avendo successo – ha proseguito Urso -. Noi saremo in condizione già in autunno di avere due altoforni pienamente funzionanti a Taranto, e nel prossimo anno anche il terzo altoforno, per una capacità produttiva annuale che nel 2025 giungerà a 6 milioni di tonnellate”. “Coloro che visitano gli impianti di Taranto e delle altre località produttive rimangono sorpresi dal processo di ambientalizzazione che è stato realizzato – ha detto ancora il ministro -, che può fare di Taranto il sito siderurgico più sostenibile nell’intera Europa”. “Il processo di rinascita della siderurgia nazionale passa dal ripristino produttivo degli stabilimenti ex Ilva – ha concluso Urso -. Abbiamo una riunione importante domani a Palazzo Chigi con i sindacati, e in quella sede presenteremo con i commissari il piano industriale e finanziario (che ha avuto un giudizio positivo dalla Commissione europea, che ci ha autorizzato a utilizzare il prestito ponte), così come gli indirizzi delle procedure di assegnazione degli impianti”.

La rateizzazione di 20 mesi si riferisce alla scadenza con la quale AdI rimborserà a sua volta a Sace l’importo del credito Il credito alle aziende dell’indotto verra’ pagato al 70% da Sace immediatamente e non in 20 rate. Lochiarisce Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria in merito alla notizia uscita oggi su alcuni organi di stampa. La rateizzazione di 20 mesi, precisa la società, si riferisce alla scadenza con la quale AdI rimborserà a sua volta a Sace l’importo del credito.

Dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea, si chiede l’immediato stop del siderurgico Sul caso ex Ilva arriva la diffida al ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, e alla direzione Valutazioni ambientali del ministero: dopo la sentenza dei giorni scorsi della Corte di Giustizia Europea su Acciaierie d’Italia, le associazioni ambientaliste Genitori Tarantini e Peacelink chiedono di sospendere immediatamente l’attività produttiva della fabbrica di Taranto. I promotori della diffida si rifanno alla sentenza della Corte UE che ha stabilito che se l’attività industriale crea danno alla salute e all’ambiente, alla luce delle direttive comunitarie, va sospesa. La Corte ha inoltre stabilito che la Valutazione di impatto sanitario (VIS) – ai fini della stima degli eventuali riflessi della produzione sulla salute – deverientrare nell’iter di rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale oppure e che nell’istruttoria ai fini Aia vanno tenuti presenti tutti gli inquinanti, anche in forma cumulativa, derivanti dall’attività industriale in questione. Nella diffida al ministro dell’Ambiente, Genitori Tarantini e Peacelink (insieme all’ex europarlamentare dei Verdi, Rosa D’Amato) fanno presente che sono “scientificamente noti i gravi danni per la salute dei residenti, come attestato dal Rapporto di Valutazione del Danno Sanitario (VDS), che definisce quale rischio non accettabile la produzione attualmente autorizzata e che i risultati mostrano nel quartiere Tamburi, prossimo allo stabilimento siderurgico, rischi superiori alla soglia di accettabilità”. Inoltre, sostengono i promotori della diffida, “la successiva VDS 2023 ha confermato i livelli di inquinamento degli anni precedenti e quindi il rischio è rimasto immutato” mentre “i dati Arpa hanno per di più indicato un trend di crescita per il benzene e anche delle polveri sottili per il periodo 2022-2023 (e quindi il rischio è tendenzialmente aumentato nonostante la produzione fosse la metà di quella autorizzata)”.

Player hanno capito che polo può risorgere con tecnologia green Servizio Annamaria Rosato Intervista Adolfo Urso, ministro delle Imprese

Ieri incontro a porte chiuse tra il sindaco, Rinaldo Melucci, e i tre commissari Hanno rimodulato il cronoprogramma di utilizzo dei fondi ex ILVA i tre commissari straordinari con il sindaco, Rinaldo Melucci in un incontro a porte chiuse che si è tenuto ieri. Le risorse ex Ilva hanno già permesso di finanziare 12 progetti per oltre 20 milioni e mezzo di euro, volti ad implementare il programma di interventi per rafforzare il “welfare di comunità”, per la riqualificazione degli spazi urbani periferici e per il processo di trasformazione del territorio. Quanto al futuro dello stabilimento, anche alla luce della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (che ha stabilito che “l’attività industriale deve essere sospesa se pericolosa”) Melucci ha ribadito l’urgenza di avviare l’accordo di programma, unica soluzione di ampio respiro per tutelare la salute, l’ambiente e l’occupazione. L’unico modo, ha detto il sindaco, per evitare una seconda Bagnoli.

Attraverso una nota AdI ha puntualizzato il cambio di passo positivo operato dalla gestione commissariale Dopo l’inchiesta che ha travolto gli ex vertici di Acciaierie d’Italia, indagati per truffa sulle quote di C02, l’attuale amministrazione del polo siderurgico si è detta pronta alla massima collaborazione con la Procura. Attraverso una nota i commissari hanno puntualizzato che “dal momento del suo insediamento, la nuova amministrazione straordinaria ha avviato attività di verifica sui processi aziendali. Questo rappresenta un’ulteriore conferma del cambio di passo positivo intrapreso dalla gestione commissariale per garantire la massima trasparenza e il pieno rispetto delle normative”. La Procura di Taranto ha aperto un’inchiesta su una possibile truffa relativa alla comunicazione delle quote di CO2 emesse dallo stabilimento. Secondo l’accusa sarebbero stati falsificati i registri: dichiarando quote inferiori, AdI avrebbe venduto quelle eccedenti, almeno sulla carta, ottenendo così guadagni non dovuti. In tutto gli indagati sono 10, tra cui l’ex amministratore delegato Lucia Morselli.

Dieci persone, tra amministratori, procuratori, dipendenti e collaboratori di ADI, sono indagate dalla Procura di Taranto per truffa ai danni dello Stato Servizio Antonio Procacci

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