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Si spera in un’offerta valida per la cessione del gruppo Acciaierie

Capodanno amaro per le imprese dell’indotto dell’ex Ilva. La situazione quindi, riferiscono i sindacati, resta in bilico. Non è arrivato ancora nessun nuovo bonifico da parte di Acciaierie d’Italia. La maggior parte delle imprese ha pagato lo stipendio di novembre ma non ha corrisposto la tredicesima. Unica eccezione un’azienda con una settantina di dipendenti che nelle scorse ore ha versato il 50 per cento della tredicesima. Permane perciò una situazione di difficoltà finanziaria di Acciaierie, come dimostra anche la mossa del Governo – all’interno del decreto milleproroghe – di estendere da 320 a 420 milioni il prestito ponte alla società siderurgica.

La maggior parte delle imprese non ha corrisposto le tredicesime, in alcuni casi non è stato nemmeno accreditato lo stipendio di novembre Natale amaro per i lavoratori dell’indotto di Acciaierie d’Italia. La maggior parte delle imprese non ha corrisposto le tredicesime e, in alcuni casi, non è stato nemmeno accreditato lo stipendio di novembre. La conferma arriva dalla Uilm e dall’Aigi. Proprio l’associazione delle imprese che lavora col polo siderurgico comunica che stati fatti passi avanti con gli intermediari finanziari Sace e General Finance per consentire una migliore gestione del problema delle fatture. In particolare con General Finance è stato chiuso l’accordo finalizzato alla cessione dei crediti.

Potrebbero non percepire le tredicesime per via della mancanza di liquidità di molte aziende Servizio di Annamaria Rosato

Avevano ricevuto fondi per i danni subiti dall’inquinamento industriale. L’annullamento della sentenza ha cancellato tutto Le 31 famiglie del quartiere Tamburi di Taranto dovranno restituire la somma di 5 mila euro, ricevuta dalla famiglia Riva, per i danni subiti dall’inquinamento industriale. A stabilirlo la Procura che ha accolto il ricorso degli ex patron dell’Ilva dopo l’annullamento della sentenza da parte della corte d’assise d’appello di Taranto. Per la presenza di due magistrati onorari tra le parti civili è stato disposto il trasferimento del procedimento penale “ambiente svenduto” a Potenza. Fu il Codacons, che si costituì parte civile, a consegnare gli assegni alle famiglie. Andremo fino in fondo, commenta l’associazione dei consumatori. Nel 2021 il gruppo Riva ha registrato un fatturato di oltre 4 miliardi di euro. Speriamo in una decisione giusta della Cassazione che di fatto renderebbe totalmente inutili i decreti ingiuntivi che Riva sta notificando alle parti civili danneggiate dalle sue condotte, conclude il Codacons.

Tutto azzerato perché due giudici onorari tarantini, in servizio all’epoca dei fatti, sono tra le parti civili nel processo La Corte di Cassazione ha confermato la competenza del Tribunale di Potenza per il processo “Ambiente svenduto” a carico dell’ex Ilva. Sono stati considerati inammissibili i ricorsi delle proposti da Codacons e associazione Aidma contro la decisione della Corte d’Assise di Taranto che aveva annullato la sentenza di primo grado. Il processo sulle emissioni velenose dell’ex Ilva è stato praticamente azzerato perché due giudici onorari tarantini, in servizio all’epoca dei fatti, sono tra le parti civili nel processo. Il processo di primo grado si era concluso il 31 maggio del 2021 con 26 condanne nei confronti di dirigenti della fabbrica, manager e politici: 22 anni e 20 anni di reclusione per Fabio e Nicola Riva, ex proprietari e amministratori dell’Ilva. La sentenza è stata annullata in appello il 13 settembre scorso.

Sarà un percorso sperimentale su una base di partenza di 51 giorni annui Ex Ilva, è stato siglato oggi a Roma l’accordo sullo smart working. Sarà un percorso sperimentale di un anno su una base di partenza di 51 giorni annui. Su richiesta dei sindacati la nuova misura potrà aiutare anche nel contenere l’accesso alla cassa integrazione. Aspetto su cui, su spinta dei sindacati metalmeccanici, si è fatto chiarezza. L’azienda ha reso noto il numero del personale interessato dalla Cigs, passato dalle 2604 unità del mese di settembre alle 2738 del mese di ottobre per diminuire a 2534 di novembre. Infine, il tavolo romano è servito anche a fornire chiarimenti in termini di produzione di acciaio: l’azienda attualmente viaggia sui 1.7 milioni tonnellate di produzione.

Nessun ferito, ma ‘potenziali rischi per salute dei lavoratori’ I delegati per la sicurezza della Uilm di Taranto hanno scritto alla dirigenza del siderurgico tarantino sollecitando chiarimenti in merito a un grave incidente avvenuto ieri nell’Acciaieria 2, dove erano in corso lavori di sostituzione della cappa di essiccazione delle siviere. I rappresentanti sindacali sostengono che la coibentazione rimossa dalla cappa è stata stoccata all’interno del box, senza adeguate misure di sicurezza.Tali materiali hanno preso fuoco, generando un incendio che ha provocato l’emissione di un denso fumo nero, con rilascio di sostanze potenzialmente tossiche nell’ambiente. Nonostante il tempestivo intervento dei Vigili del fuoco, che ha consentito lo spegnimento dell’incendio, resta una respirabilità dell’aria nel capannone, con potenziali rischi per la salute dei lavoratori. I delegati Rls Uilm hanno invitato Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria a fornire una relazione dettagliata sulle dinamiche dell’incidente e sulle misure di prevenzione adottate o non adottate, a garantire la bonifica dell’area e il ripristino delle condizioni di sicurezza; a verificare l’effettivo impatto ambientale e sanitario dell’accaduto, a implementare misure preventive per evitare il ripetersi di simili episodi. 

Monta la protesta degli autotrasportatori a causa dei ritardi nei pagamenti Servizio di Annamaria Rosato

Tornano davanti alle portinerie dell’ex Ilva gli autotrasportatori, contro i nuovi tariffari del settore: “Le nuove regole ci tagliano fuori dal mercato” Di Alessandra Martellotti Interviste a Giacinto Fallone e Vladimiro Pulpo, autotrasportatori

Ancora ritardi nei pagamenti, contestate le nuove regole contrattuali servizio di Annamaria Rosato

I carabinieri hanno sequestrato un impianto dello stabilimento di Taranto dell’ex Ilva in disuso da alcuni anni poiché nei sotterranei sono stati trovati diversi metri cubi di sostanza oleosa. Il rischio è che il liquido possa disperdersi nell’ambiente e inquinare terreno e falda. Secondo la procura in quella zona era presente una fossa contenente materiale oleoso di ignota consistenza e provenienza.  Potrebbe trattarsi di residui di lavorazione della bramma, cioè un semiprodotto di acciaio da cui vengono poi ricavati coils, ovvero i rotoli di acciaio, e lamiere, prodotti destinati ad andare sul mercato. Dovrà essere accertata inoltre la data esatta in cui è stato fermato l’impianto, che potrebbe addirittura risalire alla gestione Italsider.

La Baku Steel Company potrebbe usare il gas proveniente dall’Azerbaijgian in chiave decarbonizzazione Servizio di Annamaria Rosato

A fine mese si chiuderà la seconda parte della gara Lo stabilimento ex Ilva di Taranto è stato visitato nelle scorse ore da una delegazione proveniente dall’Azerbaijan interessata alla rilevazione del polo siderurgico. Entro la fine del mese le proposte d’acquisto dovranno essere inviate al ministero per concludere la seconda fase della gara internazionale. Al momento in gioco ci sono tre acquirenti: gli indiani di Jindal, i canadesi della Steelco  e, appunto, gli azeri di Baku steel. Intanto dal fronte della produzione quest’anno è stata toccato il picco più basso con meno di due tonnellate prodotte.

Fiamme a un nastro trasportatore, densa nube di fumo al quartiere Tamburi Ieri sera un incendio ha coinvolto un nastro trasportatore nell’area dei parchi minerali dell’ex Ilva, a Taranto. L’allarme è scattato grazie alla segnalazione dei cittadini del quartiere Tamburi, che hanno avvistato una nube di fumo. L’intervento immediato del personale antincendio dello stabilimento e dei vigili del fuoco ha permesso di domare il rogo in breve tempo. L’area è stata invasa da un forte odore di gomma bruciata, ma nessuno è rimasto ferito o intossicato. Dopo le operazioni di bonifica, la situazione è tornata alla normalità.

La discussione a palazzo Chigi. Tra i punti dolenti la cassa integrazione con numeri sempre troppo alti  Servizio di Stefania Rotolo; riprese e Montaggio di Massimo d’Olimpio. Interviste a: Michele De Palma, Segr. Gen Fiom; Rocco Palombella Segr. Gen Uilm; Ferdinando Uliano Segr. Gen Fim Cisl; Shasa Colautti Esecutivo Usb.

Giornata di audizioni in Commissione Ambiente. La Regione Puglia ribadisce la sua contrarietà alla riaccensione Servizio di Francesco Iato

Ripartito l’Afo 1, cominciano a calare i numeri della cassa integrazione Servizio Antonio Lorusso

Incontrerà i rappresentanti dei lavoratori per fare il punto della situazione Servizio di Alessandra Martellotti.

Dopo il trasferimento del processo a Potenza si mobilitano i cobas e, i legali delle parti civili, studiano il ricorso per riportare il dibattimento a Taranto Di Alessandra Martellotti Interviste a Fabrizio Lamanna, difensore di parte civile; Margherita Calderazzi, Slai Cobas Taranto

Ex Ilva, accordo sullo Smart working

Sarà un percorso sperimentale su una base di partenza di 51 giorni annui Ex Ilva, è stato siglato oggi a Roma l’accordo sullo smart working.

Taranto, incendio all’ex Ilva

Fiamme a un nastro trasportatore, densa nube di fumo al quartiere Tamburi Ieri sera un incendio ha coinvolto un nastro trasportatore nell’area dei parchi minerali

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