
Minaccia ex moglie con katana, arrestato a Canosa di Puglia, sottoposto a divieto di avvicinamento
In carcere è finito un uomo di 52 anni “Ti posso ammazzare, tanto fino a dicembre non mi possono fare nulla” “Ti posso ammazzare”, le
In carcere è finito un uomo di 52 anni “Ti posso ammazzare, tanto fino a dicembre non mi possono fare nulla” “Ti posso ammazzare”, le ha urlato brandendo una katana da 29 centimetri. E lei, impaurita ha chiesto aiuto alla polizia che ha arrestato il presunto aggressore. Si tratta di un uomo di 52 anni, di nazionalità rumena, ex marito della vittima, arrestato a Canosa di Puglia, nel nord Barese. Il 52enne, già sottoposto al divieto di avvicinamento, è finito in carcere per aver violato la misura ed è stato denunciato per porto di arma impropria. L’episodio risale a qualche giorno fa quando l’uomo ha raggiunto la ex moglie mentre era a lavoro nei campi con la sorella. Avrebbe iniziato a insultarla e a minacciarla con la spada tradizionale giapponese. “Ti posso ammazzare, tanto fino a dicembre non mi possono fare nulla”, avrebbe detto convinto che la misura a cui era sottoposto non poteva aggravarsi. E invece, gli agenti lo hanno arrestato anche dopo aver ascoltato chi era presente al momento dell’aggressione. La spada è stata trovata esequestrata.
L’episodio sulla A14. Rogo distrugge motrice e auto trasportate Bisarca in fiamme nel nord barese. Un incendio ha distrutto un autotreno che trasportava auto sul tratto della autostrada a14 tra Canosa di Puglia e Cerignola, in direzione nord. Le fiamme, divampate per cause da accertare intorno alle 20.00 di ieri, hanno riguardato parte della motrice del mezzo pesante e tutte le vetture trasportate. Ai vigili del fuoco sono servite quattro ore di lavoro per spegnere il rogo, impiegando due autopompe e due autobotti.
In due avrebbero agito armati e coi volti coperti da cappucci Rapina nella serata di ieri ai danni di un supermercato della zona 167 a Canosa di Puglia, nel nord Barese. In due, coi volti coperti e armati di pistola, avrebbero fatto irruzione nel punto venditariuscendo a portare via il contenuto in uno dei registratori di cassa. Una guardia giurata avrebbe anche esploso un colpo di arma da fuoco per aria a scopo intimidatorio. Nessuno è rimasto ferito. Indagini sono in corso da parte della polizia di Stato che stanno vagliando le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza del supermarket e della zona. Il bottino non è stato quantificato.
L’operazione della guardia di finanza nel nord Barese A tradirlo è stato il forte odore che si sentiva passando vicino all’immobile che aveva trasformato in una serra di canapa: i finanzieri lo hanno scoperto e denunciato. nei guai un 40enne di Canosa di Puglia, nel nord Barese, in possesso di un quantitativo di droga del valore di 2 milioni e mezzo di euro. Nel capannone c’era un articolato sistema di aerazione, un impianto di illuminazione a lampade Uv e umidificatori utilizzati per favorire la crescita delle circa mille piante di cannabis. In un capannone trovati 60 chili di marijuana, pronti ad essere smerciati.
Ha riportato fratture ma non è grave, guidatore l’ha soccorsa Ha riportato la frattura del femore una anziana di circa 80 anni investita questa mattina a Canosa di Puglia, mentre attraversava una strada della zona 167. A travolgerla è stato un automobilista che si è fermato a prestare soccorso. L’auto è stata sequestrata perché risultata senza assicurazione. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia locale. La donna è stata trasportata in ospedale ad Andria ma non corre pericolo di vita.
L’episodio a Canosa di Puglia. Indaga la polizia Una piccola bomba carta è stata fatta esplodere la scorsa notte davanti alla saracinesca di una pescheria che si trova in piazza Galluppi a Canosa di Puglia, nel nord Barese. La deflagrazione, che ha danneggiato la saracinesca, non ha provocato feriti ma ha spaventato i residenti della zona e fatto scattare alcuni sistemi di allarme che hanno allertato la vigilanza privata della Vegapol. Il titolare dell’attività commerciale, un 50enne originario di Barletta, è stato ascoltato dagli agenti del locale commissariato di polizia che indagano sull’accaduto. Nella zona non ci sono sistemi di videosorveglianza. Al momento nessuna ipotesi sulla matrice del gesto è esclusa: dall’atto intimidatorio a una bravata.
E’ accaduto a Canosa di Puglia, non ci sono feriti Un incendio è divampato questa mattina in un appartamento al primo piano di un condominio in via Corsica, a Canosa di Puglia, nel nord Barese. Nessuno è rimasto ferito o intossicato. A innescare le fiammesarebbe stato il surriscaldamento degli addobbi luminosi natalizi. Il rogo si è rapidamente propagato ed è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco del comando provinciale di Barletta per spegnerlo. A scopo precauzionale tre abitazioni sono state evacuate: si tratta di quella in cui è avvenuto l’incendio, dell’appartamento che si trova sullo stesso piano e di quello al piano superiore. Le tre famiglie evacuate sono state ospitate da alcuni parenti. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri.
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Pistola utilizzata nell’attentato e moto furono poi ritrovate l’indomani nelle campagne di Canosa E’ di sei anni e tre mesi di carcere la condanna inflitta dal Gip del Tribunale di Bari, Anna de Simone, nei confronti di Claudio Pellegrino e Marco Di Gennaro, che nove anni fa esplosero alcuni colpi di pistola contro l’auto di un ispettore di Polizia, in servizio a Canosa. Per i due le accuse sono di minaccia a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato dal metodo mafioso. Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, i due a volto coperto e in sella a una Yamaha TT, avrebbero fatto fuoco sull’auto che era parcheggiata di fronte al commissariato. A immortalare la scena furono proprio le telecamere della Polizia. Pistola utilizzata nell’attentato e moto furono poi ritrovate l’indomani nelle campagne di Canosa. A fornire gli indizi necessari a incriminare Pellegrino e Di Gennaro fù un collaboratore di giustizia che faceva parte dello stesso gruppo criminale.
Polizia indaga per accertare le cause del rogo Un incendio divampato intorno alle due e mezza della scorsa notte ha distrutto una impresa di ortofrutta di Loconia, frazione di Canosa di Puglia, nel nord Barese. Le fiamme, sulla cui natura indaga la polizia, hanno distrutto sia il capannone aziendale sia alcuni dei mezzi parcheggiati all’esterno. Il rogo è stato spento dai vigili del fuoco. I danni, ancora da quantificare, sono ingenti.
Ma così rischia anche di non riuscire a conquistare l’Igp, l’indicazione geografica protetta Servizio Grazia Rongo Immagini Vincenzo MontroneMontaggio Luigi Belviso Intervista: Nunzio Margiotta, Apulia Food srl
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Si indaga per far luce sul decesso del 43enne. L’uomo è stato trasportato dai familiari, in ospedale a Canosa di Puglia, già cadavere la mattina dello scorso 8 aprile Servizio di Giovanni Di Benedetto
Parla il legale della famiglia: “Non ci si spiega i motivi del gesto, parenti sconvolti” Con il passare delle ore diventa quasi certa l’ipotesi che si sia suicidato il pregiudicato 43enne di Canosa di Puglia morto dopo che un proiettile lo ha colpito al torace. L’arma, detenuta illegalmente dalla vittima, è stata trovata nella camera da letto della sua abitazione in zona Torre Caracciolo, alla periferia della città. A dare l’allarme è stata moglie che gli dormiva accanto. La donna è stata svegliata dal rumore sordo del colpo di pistola e ha visto il marito, nel letto, insanguinato. I figli sono accorsi nella stanza dei genitori e hanno soccorso e condotto il 43enne in ospedale dove i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Gli agenti della polizia di Stato, che indagano sull’accaduto coordinati dalla Procura di Trani, hanno sottoposto alla prova dello stub i parenti della vittima, ancora sotto shock, perfugare ogni dubbio. “La sua famiglia è sconvolta e non si spiega perché abbia fatto questo gesto assurdo”, dichiara l’avvocato dell’uomo, Sabino Di Sibio. Il 43enne era agli arresti domiciliari e “stava scontando un definitivo per otto mesi, e tra trenta giorni avrebbe espiato la pena per un episodiorisalente a qualche anno fa”, continua il legale riferendo che il 43enne non era affetto da depressione né da altri problemi di natura psicologica.
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Legale: famiglia sconvolta, non si spiega i motivi del gesto Con il passare delle ore diventa quasi certa l’ipotesi che si sia suicidato il pregiudicato 43enne di Canosa di Puglia, morto dopo che un proiettile lo ha colpito al torace. L’arma, detenuta illegalmente dalla vittima, è stata trovata nella camera da letto della sua abitazione in zona Torre Caracciolo, alla periferia della città. A dare l’allarme è stata moglie: la donna è stata svegliata dal rumore sordo del colpo di pistola e ha visto il marito, nel letto, insanguinato. I figli sono accorsi nella stanza dei genitori e hanno soccorso e condotto il 43enne in ospedale, dove i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. La polizia ha sottoposto alla prova dello stub i parenti della vittima, ancora sotto shock, per fugare ogni dubbio. “La sua famiglia è sconvolta e non si spiega perché abbia fatto questo gesto assurdo”, dichiara l’avvocatoSabino Di Sibio. Il 43enne era agli arresti domiciliari e stava scontando un definitivo per otto mesi, etra trenta giorni avrebbe espiato la pena per un episodio risalente a qualche anno fa. Il 43enne non era affetto da depressione né da altri problemi di natura psicologica.
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