
Bari: posti per taxi occupati da auto private, operatori disperati e raffica di multe
viabilità In piazza Massari la situazione si ripete da tempo, creando gravi disagi ai tassisti costretti poi ad allertare la polizia locale I tassisti di
In piazza Massari la situazione si ripete da tempo, creando gravi disagi ai tassisti costretti poi ad allertare la polizia locale. I tassisti di bari tornano a denunciare l’occupazione degli stalli a loro riservati da parte di auto private , impedendo loro di lavorare e creando disagi anche agli utenti del servizio.Gli operatori, questa mattina (lunedì 22 dicembre) in piazza Massari, non sapevano dove sostare. Peraltro, di lì a poco avevano un confronto programmato a Palazzo della Città ma si sono trovati di fronte ai loro posteggi tutti occupati.Sono stati costretti, anche stavolta, ad allertare la polizia locale con conseguente raffica di multe.È una situazione che si ripete in altre zone della città, denuncia vittorio Pantaleo, segretario del sindacato Usb. Non si può andare avanti così, perché causa problemi alla nostra attività.
Sarà consegnato alle donne ritenute maggiormente a rischio. Già disponibili a Bari i primi 25 pezzi dello smartwatch antiviolenza, il dispositivo che verrà dato in dotazione, su indicazione della Procura, alle donne che sono ritenute maggiormente a rischio. Il progetto, chiamato Mobile Angel e finanziato dalla Regione, vede Bari come provincia pilota. Intervista al tenente Daniele Lanna, comandante Compagnia Carabinieri Bari Centro
Bari e Lecce piene di turisti. Code davanti ai negozi, tavoli dei bar occupati. Il centro di Bari si presenta così in quest’ultima domenica prima di Natale. Ecco com’è andata.
Avvocati, docenti universitari illustrano le ragioni per dire NO al referendum sulla separazione delle carriere. Magistrati, avvocati, professori universitari scendono in strada a Bari per informare i cittadini sulle ragioni a sostegno del No al referendum costituzionale sulla giustizia. Appuntamento dinanzi al Teatro Petruzzelli per l’articolazione di Bari, Foggia e Trani del Comitato “Giusto Dire No”. All’iniziativa, durante la quale è stato distribuito materiale informativo contenenti le “10 buone ragioni” per dire No secondo i promotori, ha preso parte Roberto Rossi, procuratore della Repubblica di Bari. Una riforma che, secondo i sostenitori del “no”, metterebbe a a rischio l’equilibrio fra i poteri dello Stato unitamente al principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Servizio di Roberta Campanella Riprese e montaggio di Orazio Corbacio Intervistati: Antonella Cafagna – Presidente ANM BariRoberto Rossi – Procuratore della Repubblica di BariGiuseppe Trisorio Liuzzi – Presidente Comitato barese “Giusto dire NO”
È ritenuto responsabile di un nuovo furto avvenuto sabato sera in un supermercato vicino alla stazione. Un minore di 16 anni, già destinatario di un provvedimento restrittivo con obbligo di permanenza in un istituto penale minorile, è stato rintracciato dalla Polizia Locale di Bari dopo essersi reso irreperibile da alcuni giorni, a seguito dell’allontanamento dalla struttura cui era stato assegnato. Il giovane, arrestato poche settimane fa dalla stessa Polizia Locale, è ritenuto responsabile di un nuovo furto avvenuto sabato sera in un supermercato vicino alla stazione di Bari. Individuato nelle campagne di Japigia, dopo le procedure di identificazione è stato rinchiuso nel carcere minorile di Bari.
L’uomo è stato fermato a Bitritto, non è ferito. Inseguimento ad alta velocità, sabato sera, sulla tangenziale di Bari, dopo che un’auto, non si era fermata all’alt della Polizia Locale, al quartiere Japigia.La fuga dell’uomo, si è conclusa a Bitritto, contro un muretto di cemento, senza feriti, tra conducente e passeggeri, e con i soli danni al veicolo. La polizia locale ha fermato il fuggitivo per identificarlo. A bordo dell’auto trasportava 10 chili di droga, l’uomo pertanto è stato arrestato dai carabinieri.
Da ieri, i fedeli ortodossi, stanno celebrando il “loro” San Nicola, che secondo il calendario giuliano, cade oggi il 19 dicembre. Intervista a: Rocky Malatesta – Cesvir
Il pluripregiudicato di Bitonto rese dichiarazioni spontanee accusando di falso il pm della Dda di Bari che aveva indagato su di lui. La gup del Tribunale di Lecce Valeria Fedele ha assolto il boss di Bitonto Domenico Conte dal reato di calunnia e oltraggio a magistrato in udienza “perché il fatto non costituisce reato”. La vicenda contestata risale al 16 marzo 2023. Nel processo in cui era imputato per traffico di droga (conclusosi con la condanna a 20 anni di reclusione), il pluripregiudicato rese dichiarazioni spontanee accusando di falso il pm della Dda di Bari che aveva indagato su di lui. “Su di me il pubblico ministero sta dicendo un sacco di bugie, un mucchio, come in ogni processo” è una delle frasi pronunciate dal boss Conte in aula. Dinanzi ai magistrati salentini, competenti a procedere perché la persona offesa è un magistrato in servizio a Bari, il pregiudicato bitontino, difeso dall’avvocato Pino Giulitto, ha scelto di essere processato con il rito abbreviato.
La ex convivente di un 33enne barese e un amico di lei, accusati di aver perseguitato il papà della bambina per quasi due anni. Saranno processati per stalking e danneggiamenti la ex compagna convivente di un 33enne barese e un amico di lei, accusati di aver perseguitato l’uomo per quasi due anni. Il giudice, al termine dell’udienza predibattimentale, ha fissato l’inizio del processo al 4 giugno 2026. La presunta vittima si è costituita parte civile. Secondo l’accusa, i fatti si sarebbero verificati tra novembre 2023 e giugno 2025, dopo la fine della relazione, cessata a settembre 2023. La donna e il 37enne avrebbero pedinato l’uomo, appostandosi sotto casa e sul luogo di lavoro, danneggiando il suo cellulare e tentando in un’occasione di tamponarlo con l’auto. Le condotte si sarebbero intensificate da aprile 2025, dopo la decisione del Tribunale per i Minorenni di affidare la figlia di quattro anni al padre. Da quel momento sarebbero partite minacce e insulti, anche via sms, con frasi come “salteranno le teste”. Le intimidazioni avrebbero coinvolto anche la nuova compagna dell’uomo. Dopo la denuncia, la donna era stata posta ai domiciliari. La misura è stata successivamente revocata e sostituita con il divieto di avvicinamento.
La denuncia arriva dall’Associazione Incontra. Sono stati i volontari che di notte girano per le strade di Bari per aiutare i bisognosi a soccorrerlo e a portarlo al pronto soccorso. Un senza fissa dimora è stato aggredito da un gruppo di balordi la notte tra il 17 e il 18 dicembre a Bari, vicino la chiesa Russa, al quartiere Carrassi. La vittima ha 60 anni, è barese, stava dormendo sulla solita panchina, al freddo, sotto la coperta. È stato preso di mira da un gruppo di minorenni. La denuncia arriva dall’Associazione Incontra. Sono stati i volontari che di notte girano per le strade di Bari per aiutare i bisognosi a soccorrerlo e a portarlo al pronto soccorso. Ha riportato la frattura di alcune costole, trauma cranico facciale con ecchimosi, trauma toracico. Ne avrà almeno per un mese. “L’unità di strada ha il compito di proteggere chi indifeso e prevenire questi abusi” scrivono i responsabili di Incontra sulla loro pagina fb, “ma abbiamo bisogno dell’aiuto di tutta la cittadinanza segnalandoci la posizione di chi vive negli angoli isolati della città per consentirci di poter dare il nostro aiuto. Noi ora siamo con lui – concludono – ma lui ha paura di ritornare sulla stessa panchina e nello stesso quartiere”.
Ad esibirsi gli studenti delle quinte classi delle scuole primarie Corridoni e Piccinni e della scuola secondaria di primo grado San Nicola. Un concerto di Natale che inneggia alla pace nella basilica di San Nicola. A lanciare un messaggio di speranza in musica gli studenti di tre scuole di Bari Vecchia. Intervista ad Antonella Accettura, dirigente ICS Umberto I San Nicola; montaggio di Maria Cristina Quintale
Il monitoraggio nelle tante strade cittadine interessate dai cantieri dei sottoservizi . È una macchina dotata di telecamere, che controllano puntualmente il manto stradale che percorre, e intelligenza artificiale, che elabora i dati fornisce le informazioni. Il Comune di Bari la sta sperimentando, tra i primi – nell’ambito del progetto “Bari Open Innovation Hub – nelle tante strade cittadine interessate dai cantieri dei sottoservizi. Interviste a Francesco Papa, Ceo Loki; Domenico Scaramuzzi, assessore alle opere pubbliche Comune di Bari
Oggi, a distanza di quasi dieci anni, la Dda ha chiuso il cerchio. Non fu un suicidio quello di Nicola Visienti, 44enne barese trovato morto nella sua abitazione dove era ai domiciliari il 16 novembre 2016. Ma un’esecuzione in piena regola, da parte di presunti appartenenti al clan Strisciuglio, che lo avrebbero strangolato perché lo stesso aveva manifestato l’intenzione di collaborare. Oggi, a distanza di quasi dieci anni, la Dda ha chiuso il cerchio su coloro che sono ritenuti responsabili dell’omicidio: quattro persone sono state condotte in carcere, fra mandante ed esecutori, accusati a vario titolo di omicidio ed anche (per tre di loro) di estorsione. Visienti, dopo l’assassinio del suo amico Luigi Luisi, sarebbe stato vittima di continue vessazioni da parte del clan. Il giorno prima del delitto, qualcuno aveva utilizzato la sua macchina e fatto un incidente per le vie di Bari Vecchia. Fu quello il motivo per cui il 44enne venne prelevato dai carabinieri dalla sua abitazione e condotto in caserma, per poi essere riportato alle cinque del mattino. Secondo gli inquirenti, è probabile che qualcuno abbia pensato che l’intervento dei carabinieri fosse legato alla sua volontà di collaborare. Il giorno dopo, Visienti venne trovato esanime sul pavimento con un lenzuolo intorno al collo. La porta era chiusa dall’interno ma la finestra aperta. A raccontare la sua fine sono stati diversi collaboratori di giustizia: ma ci sarebbero anche alcune intercettazioni, contenute in un altro procedimento, in cui i presunti assassini si sarebbero vantati dell’omicidio con le rispettive fidanzate.
“Non è giusto”, ha denunciato Rocco Camasta, “che io devo sgobbare per 13 ore di lavoro per poi trovare questi danni. È caccia al ladro che la notte tra lunedì 15 e martedì 16 dicembre si è introdotto in un’hamburgeria in viale Ennio, a Bari, ha smontato la cassa automatica ed è fuggito via in bicicletta. È stato il titolare del The Butcher, questo il nome del locale, a denunciare il furto postando il video ripreso dalle telecamere interne. Il ladro ha rubato anche due iPad e 700 euro in contanti. Tutto è durato pochi minuti durante i quali il malvivente, a volto scoperto, senza guanti e con un cappello sulla testa, ha rotto porta e maniglione antipatico. Il furto è stato messo a segno il lunedì, giornata di chiusura del locale. “Non è giusto”, ha denunciato Rocco Camasta, titolare del locale, “che io devo sgobbare per 13 ore di lavoro per poi trovare questi danni. Pazienza, ci rifaremo e andremo avanti” ha concluso.
La donna risponde di detenzione e porto illegale d’arma da fuoco con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. Il processo inizierà il 3 febbraio 2026. Andrà a giudizio Angela De Cosmo, la 36enne che era con il pregiudicato Raffaele Capriati, detto Lello, la sera in cui fu ucciso. Era il primo aprile del 2024 quando il nipote del boss Antonio Capriati fu freddato a colpi di pistola. La donna risponde di detenzione e porto illegale d’arma da fuoco con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. Il processo inizierà il 3 febbraio 2026. Stando alle indagini della squadra mobile, quando Capriati fu colpito e ferito a morte, De Cosmo avrebbe nascosto la pistola che l’uomo aveva con sé e ne avrebbe fatto perdere le tracce: l’arma, che sarebbe stata notata da alcuni testimoni, non è più stata trovata. La donna era alla guida della Fiat 500 a bordo della quale, come passeggero, c’era Capriati. I due avevano trascorso la serata insieme nel quartiere Torre a Mare quando, in via Bari, furono avvicinati dai sicari che uccisero Capriati.
Apres – ski artificiale e raduno della sup comunity . Nevica sul lungomare di Bari San Girolamo. Le previsioni, con margine di errore inesistente, indicano anche data e ora esatta: appuntamento sabato 20 dicembre alle 18 per la festa promossa da Impact. I membri dell’associazione stanno organizzando un apres -ski: apriranno le feste sotto la neve artificiale. Indicato, quindi, un abbigliamento tipico invernale per rendere verosimile l’atmosfera. Sullo sfondo non ci saranno grandi catene montuose, ma mare aperto. E per l’accesso non è necessario acquistare costosi ski pass. Sempre sabato, ma alle 10.30 a Pane e Pomodoro, si radunerà la sup comunity. Perché gli sport acquatici si possono praticare anche a dicembre. Due iniziative che sposano il concetto di destagionalizzazione del turismo: la città è viva sempre. Che sia lungo la costa o nei borghi limitrofi, ad altezze collinari, l’area metropolitana è un vivace proliferare di iniziative, raduni scintillanti, sport e degustazioni: magia, autenticità e identità nel periodo più bello dell’anno.
Richiamo contro tutte le guerre del coro dell’istituto comprensivo Umberto I-San Nicola. Un messaggio di pace in musica lanciato dagli alunni di tre istituti scolastici di Bari vecchia. E’ l’evento live contro tutte le guerre del coro dell’istituto comprensivo Umberto I-San Nicola che si è esibito nella Basilica San Nicola sotto la direzione del prof. Anacleto Tamborrini.Ad esibirsi gli studenti delle quinte classi delle scuole primarie Corridoni e Piccinni e della scuola secondaria di primo grado San Nicola.Il concerto di Natale ha voluto veicolare un messaggio di pace e solidarietà con tutti i popoli del mondo martoriati dai conflitti, ma anche trasmettere il senso di appartenenza ad un territorio della città di Bari, il borgo antico.
Presidente dell’ente per oltre mezzo secolo, è stato un punto di riferimento per il sistema della formazione professionale in edilizia. Una targa per fissare nel tempo un’eredità fatta di impegno, visione e servizio al territorio. La sala convegni del Formedil-Bari è stata intitolata al cavaliere del lavoro Michele Matarrese, storico presidente dell’ente per oltre mezzo secolo, dal 1971 al 2022. Un punto di riferimento per il sistema della formazione professionale in edilizia e per lo sviluppo del settore delle costruzioni a livello barese e regionale. Intervistatati: Salvatore Matarrese, Pres. Formedil Bari; Stefano Macale (direttore Formedil nazionale) il servizio qui
Nicola Sansolini e Nicola Iacobellis patteggiano cinque anni, Connie Sciannimanico condannata a quattro anni e mezzo, tre anni per l’imprenditore Giuseppe Rucci . La giustizia ha emesso condanne e patteggiamenti per i dipendenti dell’ASL di Bari e gli imprenditori coinvolti nell’inchiesta su un presunto giro di tangenti per dirottare appalti pubblici nel settore sanitario. Le pene più severe sono state comminate a Nicola Sansolini e Nicola Iacobellis, rispettivamente ex direttore dell’Unità di ingegneria clinica e responsabile dell’Unità Edilizia sanitaria. I due hanno patteggiato cinque anni di reclusione, assistiti dagli avvocati Antonio La Scala, Alessandro Faggiani e Antonio Portincasa. A quattro anni e mezzo è stata condannata la funzionaria Connie Sciannimanico, difesa dagli avvocati Gaetano e Vito Sassanelli, che aveva scelto il rito abbreviato. La giudice Isabella Valenzi ha escluso per lei il ruolo di promotrice della presunta associazione a delinquere. Per tutti e tre i dipendenti della ASL, attualmente sottoposti agli arresti domiciliari, è stata disposta l’interdizione dai pubblici uffici e il pagamento di un risarcimento civile a favore dell’azienda sanitaria. Condanna a tre anni di reclusione in abbreviato anche per l’imprenditore Giuseppe Rucci, titolare di un’azienda di Bitonto, assistito dall’avvocato Massimo Chiusolo. Tra gli altri imputati che hanno patteggiato figurano: Paola Andriani (moglie di Iacobellis) a 3 anni; Giovanni Crisanti, a 3 anni e 8 mesi; Nicola Murgolo, 2 anni e 8 mesi; Cataldo Perrone, 2 anni e 6 mesi; Ignazio Gadaleta, 3 anni; e Nicola Minafra, 3 anni e 3 mesi. L’inchiesta, coordinata dalla pm Savina Toscani e condotta dalla Guardia di Finanza, nel novembre 2024 aveva portato all’esecuzione di 10 misure cautelari con accuse di associazione a delinquere finalizzata a corruzione, falso e turbata libertà degli incanti. Secondo l’accusa, i funzionari pubblici coinvolti avrebbero ricevuto tangenti dagli imprenditori, favoriti nella gestione di alcuni appalti sanitari, configurando così un vero e proprio “sistema” di corruzione nel settore sanitario.
Sono imputati per tentato omicidio e lesioni. Rischiano 4 anni e 8 mesi di reclusione. La Procura di Bari ha chiesto due condanne a 4 anni e 8 mesi di reclusione per la violenta aggressione avvenuta a Santeramo in Colle il 14 maggio scorso, quando tre uomini avrebbero brutalmente picchiato una persona, tentando anche di darle fuoco, a causa di alcuni messaggi su Instagram inviati alla ex fidanzata di uno di loro. Gli imputati, arrestati alcune settimane dopo l’episodio e tuttora detenuti, sono accusati di tentato omicidio e lesioni personali aggravate. Le richieste di condanna, avanzate nel processo con rito abbreviato, riguardano Francesco Sgaramella (47 anni) e Leonardo Fraccalvieri (38 anni), con esclusione dell’aggravante della premeditazione. La sentenza è prevista per il 20 gennaio 2026. Il terzo imputato, Francesco Molinari (35 anni), è a processo con rito ordinario. Secondo le indagini dei carabinieri, quel giorno Molinari e la vittima – che si conoscevano da circa sei mesi – si sarebbero dati appuntamento per un caffè. Molinari si sarebbe presentato a casa dell’uomo insieme agli altri due, aggredendolo con calci e pugni fino a tentare di darlo alle fiamme. Gli aggressori avrebbero bloccato la vittima a terra, cospargendone il corpo di benzina e utilizzando un accendino, ma il tentativo non è riuscito perché l’uomo è riuscito a liberarsi e a scappare.

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