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autopsia

L’autopsia sul corpo conferma quanto emerso dalla prima ispezione cadaverica. Tre ferite da arma taglio non sanguinanti, due al torace e una all’addome, e la lesione grave agli organi interni. Il medico legale, Roberto Vaglio, incaricato di effettuare l’autopsia sul corpo di Bakari Sako, ucciso all’alba del 9 maggio, conferma quanto emerso dalla prima ispezione cadaverica e fornirà tutti i dettagli tra 60 giorni alle procure ordinaria e minorile che indagano sull’omicidio di piazza Fontana, vicenda per il quale ci sono 7 indagati, di cui 4 minorenni. C’è una domanda su tutte alla quale bisogna rispondere: se qualcuno avesse chiamato prima i soccorsi, Bakari si sarebbe salvato? Da definire poi cause, mezzi, modi, tempi. Elementi che serviranno alla ricostruzione esatta della dinamica. Da capire anche se Bakari abbia cercato di difendersi. Gli avvocati di alcuni minorenni, in un caso anche con la nomina di un proprio consulente tecnico, hanno chiesto di verificare la presenza di lesioni sugli arti superiori, e sulle nocche in particolare. Ci vorranno sempre 60 giorni per conoscere il contenuto di cellulari e circuiti di videosorveglianza. Aspetti per i quali è stato incaricato Silverio Greco, professore universitario e esperto in informatica forense. Analizzerà tre telefonini: due dei maggiorenni indagati, Fabio Sale e Cosimo Colucci, e l’altro di Bakari Sako. Saranno esaminate chat, e-mail, social, gallerie video e foto, registro telefonate e, ancora, i filmati delle telecamere del bar di piazza Fontana, per ricostruire le fasi precedenti all’aggressione mortale.

La Procura di Lagonegro indaga per chiarire le cause del decesso. Lutto cittadino a Scalea. La Procura di Lagonegro ha disposto l’autopsia sul corpo di Francesca Nepita, la donna di 36 anni morta nell’ospedale del comune potentino, due ore dopo il parto. Sarà l’esame a chiarire le cause del decesso, preceduto da un’emorragia e da un arresto cardiaco. La donna, madre di altri due bambini, era residente a Scalea, in provincia di Cosenza, dove nel giorno dei funerali sarà proclamato il lutto cittadino, come annunciato dal vicesindaco Mario Russo. Nel frattempo, prosegue anche il lavoro del gruppo tecnico nominato dall’azienda sanitaria San Carlo di Potenza, al fine di verificare quanto accaduto e collaborare con gli inquirenti, che hanno già acquisito le cartelle cliniche. Sta bene, invece, la neonata, che è stata affidata alle cure del personale sanitario.

La salma è stata restituita alla famiglia, la cerimonia funebre si svolterà nella chiesa di San Francesco a Crispiano, dove nelle prossime ore si terrà una veglia di preghiera. É stata eseguita l’autopsia della bambina di 5 anni deceduta a Crispiano venerdì scorso. Dal primo esame non sono emerse cause macroscopiche: si escludono cioè cause cliniche, come ad esempio la meningite, da qualcuno ipotizzata nelle fasi immediatamente successive al decesso. L’esame è stato eseguito dal prof Biagio Solarino, dell’istituto di Medicina legale di Bari che ha effettuato prelievi dagli organi per sottoporli a esami istologici, per ulteriori approfondimenti. La salma è stata restituita alla famiglia che ha organizzato i funerali per lunedì alle 15.30 nella chiesa di San Francesco a Crispiano, dove già domani (domenica 25 dicembre) si terrà una veglia per l’intera giornata. La piccola è morta tra le braccia della mamma, mentre era in strada. Da alcuni giorni aveva lamentato mal di testa e inapettenza. Una morte che ha sconvolto l’intera provincia. 

Le prime risultanze dell’autopsia confermano le ipotesi iniziali: annegamento per la donna e asfissia da strangolamento per il bambino. Servizio di Pamela Spinelli

Si attende l’esito dell’autopsia, indagato un 69enne per omicidio stradale servizio di Matteo Bottazzo Saranno le perizie tecniche e medico-legali a chiarire la dinamica del tragico incidente in cui hanno perso la vita Antonio e Gabriele Sternativo, 26 e 20 anni, entrambi originari di Francavilla Fontana. L’ingegnere Maurizio Sagace è stato incaricato di analizzare i mezzi coinvolti nello scontro, mentre il medico legale Domenico Urso, che ieri (3 ottobre) ha eseguito l’autopsia, dovrà fornire i risultati entro 90 giorni.Il fascicolo aperto dalla Procura di Brindisi ipotizza il reato di omicidio stradale a carico di un 69enne francavillese. L’uomo si è presentato spontaneamente ai carabinieri il giorno successivo al sinistro, dichiarando di trovarsi alla guida della Fiat Panda segnalata da una testimone come l’auto che avrebbe urtato la Fiat Punto con a bordo i due giovani. L’impatto si sarebbe verificato durante un sorpasso lungo la provinciale che collega Ceglie Messapica a Francavilla Fontana, in un tratto rettilineo e in discesa.Dopo la collisione, la Punto ha perso aderenza, travolto un albero ed è precipitata in un dislivello di circa due metri, ribaltandosi più volte. Antonio e Gabriele sono stati sbalzati fuori dall’abitacolo e sono morti sul colpo, con i corpi rinvenuti a decine di metri di distanza.Terminate le procedure medico-legali, le salme sono state restituite alle famiglie. I funerali si terranno oggi, sabato 4 ottobre: alle 14.45 la cerimonia per Antonio nella Basilica Minore di piazza Giovanni XXIII, mentre alle 17 verranno celebrati i riti per Gabriele nella Chiesa del Carmine.

Esposto dei familiari ai carabinieri La Procura di Taranto ha aperto un fascicolo sulla morte di una donna di 71 anni venerdì scorso all’ospedale Giannuzzi di Manduria, dove è arrivata in condizioni disperate. La donna era ricoverata da qualche giorno al Santissima Annunziata di Taranto, da cui venerdì è stata dimessa, nonostante le perplessità dei familiari visto lo stato di salute della donna. Da lì il trasferimento in una rsa di Manduria, dove però la situazione è precipitata fino al trasferimento al Giannuzzi, dove poi è morta. I familiari hanno presentato un esposto ai carabinieri, di qui l’avvio delle indagini e la decisione di far eseguire l’autopsia per chiarire circostanze ed eventuali responsabilità nel decesso della donna.

Sul corpo, contusioni al torace e al naso, e un livido sotto l’occhio sinistro: segni compatibili con un’aggressione che avrebbe aggravato le condizioni fisiche già compromesse da una grave polmonite Effettuata l’autopsia sul corpo di Luciano Limongelli, il 62enne napoletano deceduto all’ospedale Giannuzzi di Manduria, ma bisognerà attendere 90 giorni per conoscerne l’esito. Il medico legale, dottoressa Sara Sablone, incaricata dalla pm Vittoria Petronella, ha chiesto di aspettare gli esami biologici per depositare la relazione definitiva. Sul corpo, contusioni al torace e al naso, e un livido sotto l’occhio sinistro: segni compatibili con un’aggressione che avrebbe aggravato le condizioni fisiche già compromesse da una grave polmonite. Proseguono le indagini dei carabinieri sulle ultime ore di vita del 62enne, senzatetto, con problemi di alcol. Sabato scorso sarebbe stato picchiato da un minorenne, intervenuto in difesa della fidanzatina e delle amiche, davanti alle quali l’uomo avrebbe commesso atti osceni. La scena sarebbe stata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza e i filmati sono al vaglio degli investigatori.

Il quesito della Procura di Bari affidato alla consulenza tecnica dei medici legali, al momento il fascicolo è senza indagati

Trasferito al Giovanni XXIII di Bari, è deceduto questa mattina. I genitori hanno sporto denuncia Un bambino di 3 anni, residente a Taranto, è morto questa mattina (4 settembre ndr) all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari per una sospetta meningite.Lo rende noto la Asl di Taranto, che parla di una sepsi fulminante e specifica che, secondo le prime informazioni raccolte, il piccolo non era stato vaccinato.Il bambino era stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata nel pomeriggio di ieri, intorno alle 17. Le sue condizioni sono peggiorate progressivamente e, alle 22, è stato disposto il trasferimento a Bari, dove è deceduto dopo poche ore.I genitori hanno sporto denuncia. Su disposizione del pubblico ministero di turno, Chiara Giordano, la salma è stata trasferita all’Istituto di Medicina Legale, in attesa che venga disposta l’autopsia.

Il 26enne barese è stato trovato morto su una spiaggia del litorale di Cannes, dove si era recato per lavoro Sarà necessario attendere almeno una settimana prima che venga eseguita l’autopsia sulla salma di Francesco Silecchia, il 26enne barese trovato morto su una spiaggia del litorale di Cannes, dove si era recato per lavoro, la notte del 29 agosto scorso. Un atto dovuto per la procura di Nizza, che dovrà accertare le cause della morte, per il momento riconducibili ad un infarto. I parenti hanno appreso la drammatica notizia dopo essere arrivati in Francia, al termine di un lungo viaggio perché il ragazzo, per un giorno intero, non rispondeva più alle chiamate ed ai messaggi.

Francesco Silecchia era arrivato in Francia il 28 agosto per lavoro. La magistratura indaga sulle cause del decesso, nessuna pista esclusa Un 26enne barese, Francesco Silecchia, è stato trovato senza vita su una spiaggia di Cannes, in Francia, intorno all’1.30 della notte a cavallo fra il 28 ed il 29 agosto.Il giovane si trovava all’estero con altri 15 colleghi per installare addobbi fieristici.Pare che subito dopo essere arrivato all’hotel Le Florian il giovane sia uscito da solo per vedere le spiagge, lasciando i documenti in albergo ma portando con sé il telefono cellulare che ha smesso di squillare alle 23.30, circa due ore prima del ritrovamento del cadavere.La causa della morte pare sia da ricondurre ad un infarto, ma vista la situazione la procura di Nizza ha disposto l’autopsia, che verrà effettuata non prima di una settimana. Silecchia lascia una compagna ed una bambina piccola.Pare che sul suo corpo non siano state trovate ferite lacero contuse che possano far pensare ad un’aggressione. Secondo quanto riferito dal legale della famiglia, l’avvocato Felice Falagario, i genitori si sono recati in Francia ma le autorità hanno impedito loro di vedere il figlio.

Il corpo di un contadino di 53 anni è stato trovato in campagna. Rinvenuta un pistola. Si indaga per omicidio Servizio di Matteo Spada Montaggio di Pasquale D’Attoma

E’ mistero sul movente del brutale omicidio, il ragazzo era scomparso domenica 17 agosto  Servizio Pietro Loffredo

Proseguono le indagini affidate alla Dda di Lecce Carmelo Nigro, una delle due vittime della sparatoria del 16 luglio al quartiere Tamburi di Taranto, sarebbe stato raggiunto da proiettili al torace e alla testa, morendo poco dopo l’arrivo inospedale. Colpito in maniera analoga Pietro Caforio, suo rivale, morto , invece a tre giorni dal conflitto a fuoco. È quanto stabilito con le autopsie eseguite nel pomeriggio al Ss Annunziata dal medico legale Francesco Introna. La salma di Nigro è stata restituita alla famiglia per i funerali che si svolgeranno domani in forma privata. Per Caforio bisogna attendere il nulla osta alla sepoltura. Il fratello di Caforio, Michele, è stato arrestato per omicidio aggravato dal metodo mafioso. La direzione distrettuale antimafia di Lecce coordina le indagini.

La famiglia era alloggiata in un resort di Specchiolla, località balneare di Carovigno. Inutile l’intervento del 118, il piccolo non respirava più Un bambino di cinque mesi, figlio di una coppia di Alatri, in provincia di Frosinone, è morto la notte scorsa in un resort di Specchiolla, località balneare di Carovigno. Accortisi che non respirava più, i genitori hanno dato subito l’allarme. I sanitari del 118 che hanno provato invano a rianimarlo. Su disposizione della Procura di Brindisi, la salma è stata sequestrata e trasferita al Perrino, in attesa dell’autopsia. L’ ipotesi è che il decesso sia sopravvenuto in seguito a causa naturale. Dalle indagini della Squadra Mobile di Brindisi non emergono elementi da far prefigurare altre ipotesi riconducibili ad un evento traumatico o involontario.

Proseguono le indagini sul decesso della 15enne di Squinzano avvenuto giovedì scorso al Fazzi di Lecce Servizio di Stefania Congedo Montaggio di Francesco Afrune

L’autopsia ha confermato che Teresa Sommario è stata uccisa dal figlio 21enne con colpi devastanti al cranio, al crollo e al torace Servizio di Pamela Spinelli Riprese di Donato Colazzo

L’esito dell’autopsia eseguita sul corpo del giovane si conoscerà tra 60 giorni Si svolgeranno venerdì 20 giugno, alle 18, i funerali del 17enne di Torremaggiore morto una settimana fa, in circostanze misteriose, nel casolare di famiglia. L’esito dell’autopsia eseguita sul corpo del giovane si conoscerà tra 60 giorni. L’indagine al momento è contro ignoti. Tutto farebbe pensare a un atto volontario.

Intanto, nelle prossime ore sarà conferito dalla Procura di Foggia l’incarico per l’autopsia Sarà conferito nelle prossime ore, dalla Procura di Foggia, l’incarico per l’autopsia sul 17enne morto con un colpo di pistola alla testa, in circostanze non ancora chiarite, nel casolare di famiglia nelle campagne di Torremaggiore, martedì scorso. L’esame sarà eseguito dall’equipe dell’istituto di Medicina Legale dell’Università. Ieri sera, a causa del maltempo, è stata annullata la fiaccolata organizzata dai ragazzi delle parrocchie in ricordo del 17enne. L’autopsia chiarirà le cause della morte: il suicidio – l’ipotesi ritenuta al momento più probabile -, un tragico errore o l’omicidio. Il minore è stato ferito mortalmente alla testa con un proiettile esploso da una pistola di piccolo calibro, recuperata dopo un paio di giorni, in un campo di stoppie, da uno stretto familiare del ragazzo, che l’ha consegnata ai carabinieri.

Il decesso dopo quattro giorni di agonia, il suicidio è l’ipotesi ritenuta più probabile Sarà eseguita l’autopsia sul 17enne di Torremaggiore morto ieri mattina al Policlinico di Foggia dopo quattro giorni di agonia, a causa di una ferita d’arma da fuoco alla testa. L’esame, disposto dalla Procura del capoluogo dauno, sarà eseguito, nei prossimi giorni, dall’equipe dell’istituto di Medicina Legale dell’Università. Il minore, incensurato, era stato trovato nel casolare di famiglia nelle campagne tra Torremaggiore e Casalnuovo Monterotaro. L’autopsia chiarirà le cause della morte: il suicidio – ipotesi ritenuta al momento la più probabile -, un tragico errore o l’omicidio. Il 17enne è stato ferito mortalmente alla testa con un proiettile esploso da una pistola di piccolo calibro, recuperata dopo un paio di giorni, in un campo di stoppie, da uno stretto familiare del ragazzo, che l’ha consegnata ai carabinieri.

Sparatoria Tamburi, eseguite le autopsie

Proseguono le indagini affidate alla Dda di Lecce Carmelo Nigro, una delle due vittime della sparatoria del 16 luglio al quartiere Tamburi di Taranto, sarebbe

 Jennifer, la verità dall’autopsia

Proseguono le indagini sul decesso della 15enne di Squinzano avvenuto giovedì scorso al Fazzi di Lecce Servizio di Stefania Congedo Montaggio di Francesco Afrune

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