
Bisceglie: morto nel rogo della roulotte, eseguita l’autopsia
Ci vorranno ancora giorni per conoscere le cause della morte del 49enne Serviranno altri 60 giorni per stabilire con esattezza le cause della morte di
Ci vorranno ancora giorni per conoscere le cause della morte del 49enne Serviranno altri 60 giorni per stabilire con esattezza le cause della morte di Marino Tatoli, il 49enne di Bisceglie, ucciso nel rogo della roulotte in cui stava riposando. L’autopsia non ha potuto stabilire se la vittima sia deceduta a causa del fumo sprigionato dalle fiamme o se sia stata bruciata viva. A chiarirlo saranno gli esiti degli accertamenti istologici e tossicologici sul corpo del 49enne. Per il suo omicidio, è stato arrestato sabato scorso Carlo Amoruso, 37enne di Bisceglie: è accusato di omicidio volontario pluriaggravato e incendio doloso. L’uomo avrebbe agito con crudeltà nei confronti del 49enne, concui condivideva la stessa professione. Ad incastrare il presunto assassino i video registrati dai sistemi divideosorveglianza di un’attività produttiva vicina all’autoparco in cui si è consumato il delitto.
Secondo quanto emerso dagli esiti dell’autopsia, non sarebbero state le coltellate a causare la morte del 44enne, ma una sorta di crisi cardiorespiratoria legata a condizioni di salute già compromesse Colpo di scena nella vicenda che vedeva Angelo Argentina, 72 anni, accusato dell’omicidio del figlio Stefano, la cui morte avvenne il 13 marzo scorso. Secondo quanto emerso dagli esiti dell’autopsia, non sarebbero state le coltellate inferte durante il litigio tra padre e figlio a causare la morte del 44enne, ma una sorta di crisi cardiorespiratoria legata a condizioni di salute già compromesse. Il consulente nominato dalla Procura, il medico legale Domenico Urso, ha escluso un nesso diretto o anche solo concausale tra le ferite e il decesso dell’uomo, avvenuto lo scorso marzo all’ospedale Perrino di Brindisi, 24 ore dopo la lite avvenuta nelle campagne tra Francavilla Fontana e Villa Castelli. Una svolta che ha portato alla revoca della misura cautelare nei confronti dell’anziano padre. Il gip Vittorio Testi, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Alfredo Manca, ha disposto la liberazione di Angelo Argentina, che dopo la detenzione in carcere si trovava agli arresti domiciliari. Alla luce dei nuovi elementi, l’ipotesi di reato potrebbe essere rivista: non più omicidio volontario aggravato, ma il più lieve reato di lesioni personali. Padre e figlio avevano litigato davanti alla villetta di famiglia. Stefano, colpito all’addome con un coltello, era stato prima ricoverato al Camberlingo e poi trasferito al Perrino, dove è deceduto.
La salma del politico è stata dissequestrata. Forse i funerali si terranno lunedì pomeriggio Giancarlo Cito sarebbe morto per il complesso quadro clinico determinato dalle patologie di cui soffriva. Era affetto anche un cancro e aveva evidenti metastasi diffuse. Queste le prime indiscrezioni trapelate dall’autopsia effettuata questa mattina all’obitorio del SS. Annunziata di Taranto dal medico legale, Franco Introna. Saranno necessari 60 giorni per avere gli esiti degli esami previsti. Intanto la salma è stata dissequestrata e si attende la nuova data per i funerali. Probabilmente si terranno lunedi pomeriggio
Ultimata l’autopsia, si attende l’esito del Dna per la conferma che si tratti del giovane parrucchiere di Barletta Sul corpo semicarbonizzato trovato il 29 aprile tra Canosa di Puglia e Minervino Murge, sarebbero stati rinvenuti segni di proiettili: la vittima potrebbe essere stata colpita da diversi colpi di arma da fuoco prima di essere bruciata. Si tratterebbe di Francesco Diviesti, 26enne di Barletta, scomparso il 25 aprile. L’autopsia è stata ultimata ma bisognerà attendere giorni affinché l’esito dell’esame del Dna confermi la sua identità. Gli inquirenti ipotizzano che l’uomo sia stato ucciso prima di essere dato alle fiamme, ma si attende l’esito degli esami autoptici per confermare se le fiamme lo abbiano avvolto mentre era ancora vivo. Le indagini, condotte dalla Dda di Bari, ipotizzano un omicidio aggravato dal metodo mafioso e coinvolgono cinque persone, tra cui tre barlettani, un uomo di Minervino e un albanese irreperibile.
Diventa sempre più preoccupante la situazione nei centri per il rimpatrio in Puglia Diventa sempre più preoccupante la situazione nei centri per il rimpatrio in Puglia. A Restinco, nel brindisino, un migrante di 35 anni è stato trovato morto nel letto. E’ successo poche ore prima della visita dell’onorevole del Pd Claudio Stefanazzi, che non è stato informato dell’accaduto. Disposta l’autopsia. A Bari invece un giovane migrante, già in sciopero della fame, ha bevuto dello shampoo come gesto di protesta. Sono stati gli attivisti che operano all’interno della struttura a chiamare l’ambulanza. Pochi giorni prima altri due tentativi estremi: un migrante si è procurato dei tagli e un altro ha cercato di impiccarsi. Nel centro si denuncia inoltre il costante utilizzo di psicofarmaci. Il migrante che ha bevuto lo shampoo è stato dimesso dal Policlinico.
L’uomo, che lavorava per una azienda di tendaggi, sarebbe scivolato nel corso di un sopralluogo facendo un volo di oltre tre metri Sarà conferito nelle prossime ore l’incarico al medico legale per effettuare l’autopsia sul corpo di Pasquale Mastrototaro, l’operaio di 55 anni morto lo scorso 16 aprile mentre era a lavoro in una delle ville di viale dei Papaveri, a Corato. L’uomo, che lavorava per una azienda di tendaggi, sarebbe scivolato nel corso di un sopralluogo facendo un volo di oltre tre metri. Inutili i soccorsi prestati dal personale del 118. Sull’accaduto la procura di Trani ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo a carico del datore di lavoro dell’operaio.
Prime indiscrezioni sui risultati dell’autopsia di Fabiana Chiarappa Servizio di Linda Cappello Montaggio di Leo Tribuzio
L’esame chiarirà se Francisco Tedone è deceduto a causa di un malore oppure per un trauma successivo a una caduta da un trabattello Servizio di Giovanni Di Benedetto
La donna è indagata per omicidio volontario aggravato Prevista per oggi, all’istituto di medicina legale di San Severo, l’autopsia sul corpo di Mario La Pietra, il 30enne morto nella notte tra il 5 e il 6 marzo scorso a seguito di una coltellata inferta dalla convivente durante una lite. La donna l’ha definita una “tragica fatalità”. Questa mattina conferito l’incarico alprofessor Francesco Introna. Dall’autopsia potrebbero emergere elementi utili per chiarire l’accaduto.La Procura ha iscritto nel registro degli indagati la convivente con l’accusa di omicidio volontario, aggravato dal rapporto di convivenza. Introna si è riservato 90 giorni per il deposito della perizia autoptica.
Assassinato mercoledì sera dalla moglie, a San Severo, al termine di violento litigio Sarà conferito martedì prossimo, dalla Procura di Foggia, l’incarico per l’autopsia sul corpo del 30enne Mario La Pietra, assassinato mercoledì sera, a San Severo, da sua moglie, Soccorsa Marino, anch’ella di 30 anni, al termine di violento litigio. La donna ha raccontato ai carabinieri di aver colpito accidentalmente suo marito all’addome con una coltellata per difendersi dall’aggressione subìta alle spalle, mentre aveva in braccio il figlio di un anno. L’esame autoptico potrà chiarire la dinamica della tragedia, che si è consumata nell’abitazione della coppia nei pressi del centro storico.
La Procura di Trani indaga per istigazione al suicidio in relazione alla morte di Valerio Lacalamita Servizio di Linda Cappello Montaggio di Vito D’Aloia
La bambina era stata ricoverata il 27 gennaio scorso. Mercoledì prossimo sarà eseguita l’autopsia Sono 12 i medici iscritti sul registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla morte della bimba di 3 anni per arresto cardiaco al SS. Annunziata di Taranto a causa di un ascesso faringeo. Intanto il pm della Procura di Taranto Francesco Ciardo ha incaricato il medico legale Alberto Tortorella di eseguire mercoledi prossimo l’autopsia sul corpo della piccola, morta il 12 febbraio scorso. Si procede sull’ipotesi di omicidio colposo. La bambina, con febbre alta, prima era stata ricoverata al San Pio di Castellaneta poi trasferita al reparto di pediatria del SS. Annunziata. Nel corso della degenza il suo quadro clinico sarebbe precipitato e il 12 febbraio la piccola è andata in arresto cardiaco
Si chiamava Vincenzo Amoruso. La Procura di Bari ha disposto l’autopsia. Si chiamava Vincenzo Amoruso il 52enne perito elettrotecnico, trovato morto a Bari dagli operai al nono piano di un palazzo. Era lì per un sopralluogo in un cantiere vicino all’aeroporto di Palese. I soccorritori non hanno potuto far altro che constatarne il decesso per arresto cardiocircolatorio. Trattandosi però di una morte su un luogo di lavoro, gli agenti della polizia di Stato e i funzionari dello Spesal hanno avviato tutte le indagini del caso. La Procura ha disposto l’autopsia che sarà effettuata nelle prossime ore per stabilire con certezza la causa della morte. Vincenzo Amoruso lascia moglie e due figli.
L’uomo, 59 anni, che lavorava insieme con il figlio, sarebbe rimasto schiacciato dal carico di una gru Sarà effettuata venerdì l’autopsia sulla salma di Petre Zaim, l’operaio di origini rumene morto ieri nel cantiere dove si sta realizzando la nuova centrale termica del Policlinico di Bari. L’uomo, 59 anni, che lavorava insieme con il figlio, sarebbe rimasto schiacciato dal carico di una gru. Il pm di turno Larissa Catella, che dovrà accertare le circostanze in cui si è verificato l’incidente, ha nominato come proprio consulente il professor Francesco Introna.
I risultati definitivi entro 90 giorni È stato ucciso con diverse decine di fendenti Francesco Dogna, il 63enne trovato morto mercoledì scorso nella sua casa di Santo Spirito, a nord di Bari. Sono questi i risultati dell’autopsia, nell’istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari. L’esame è durato oltre otto ore, la relazione completa verrà consegnata alla Procura in 90 giorni, dopo gli esami tossicologici e istologici. Sulle tracce di sangue sarà eseguito l’esame del Dna. La salma è stata restituita ai familiari. indagano i carabinieri, l’arma del delitto al momento non è stata trovata. Sotto esame anche le telecamere della zona. L’assenza di segni di effrazione fa pensare che Dogna abbia aperto la porta al suo assassino.
Dall’autopsia mergono nuovi particolari Emergono nuovi particolari dall’autopsia eseguita dal medico legale Biagio Solarino sul neonato trovato morto nella culla termica della parrocchia di San Giovanni Battista lo scorso 2 gennaio a Bari. Il piccolo era sottopeso, fortemente disidratato e trascurato. Pesava 2 chili e 800 grammi e forse non era stato partorito in ospedale. Il bimbo sarebbe morto per ipotermia, anche se per stabilirlo con certezza serviranno i risultati degli esami istologici. Il corpicino presentava anche delle piccole escoriazioni alle caviglie molto superficiali, forse provocate da parassiti cutanei. Resta ora da stabilire se il bimbo sia stato messo nella culla quando era ancora vivo oppure quando era già morto. Nelle prossime ore arriverà il nulla osta del magistrato per poter procedere alle esequie del bambino. Il titolare dell’impresa di pompe funebri che per primo si accorse della presenza del bambino senza vita, ha confermato che si occuperà del funerale del piccolo. Intanto domani sarà conferito l’incarico per effettuare la perizia sulla culla, accertamenti necessari per capire cosa sia accaduto.Il parroco della chiesa, don Antonio Ruccia, è indagato, come atto dovuto, per cooperazione in omicidio colposo assieme all’elettricista che si è occupato della manutenzione della culla, Vincenzo Nanocchio. Si indaga anche contro ignoti per abbandono di minore con conseguente morte.
Al vaglio degli investigatori le immagini delle telecamere di videosorveglianza del quartiere Servizio di Linda Cappello montaggio di Pasquale Realmonte
Fu trovato il 2 gennaio: secondo l’autopsia il piccolo sarebbe morto per ipotermia Servizio di Linda Cappello;
Verrà eseguita dal medico legale Biagio Solarino. Servirà a chiarire se il bimbo è stato portato vivo nella culla termica Servizio di Linda Cappello
È quanto emerso dall’autopsia. I funerali del 50enne si sono svolti questa mattina in forma privata È morto per i colpi di fucile che lo hanno raggiunto al torace Nicola Manzi, l’uomo di 50 anni ucciso a Corato lo scorso 16 dicembre. È quanto emerso dall’autopsia eseguita nel Policlinico di Bari. I funerali del 50enne si sono svolti questa mattina in forma privata. A vietare le esequie pubbliche è stato il questore di Bari, Massimo Gambino, per “assicurare la tutela dell’ordine pubblico e delle sicurezza dei cittadini”. Per l’omicidio del 50enne e il ferimento di suo fratello Michele sono in carcere Nicola, Savino e Gabriele Pilato, rispettivamente cognato e nipoti della vittima, considerati i presunti responsabili del delitto.

Ci vorranno ancora giorni per conoscere le cause della morte del 49enne Serviranno altri 60 giorni per stabilire con esattezza le cause della morte di

Secondo quanto emerso dagli esiti dell’autopsia, non sarebbero state le coltellate a causare la morte del 44enne, ma una sorta di crisi cardiorespiratoria legata a

La salma del politico è stata dissequestrata. Forse i funerali si terranno lunedì pomeriggio Giancarlo Cito sarebbe morto per il complesso quadro clinico determinato dalle

Ultimata l’autopsia, si attende l’esito del Dna per la conferma che si tratti del giovane parrucchiere di Barletta Sul corpo semicarbonizzato trovato il 29 aprile

Diventa sempre più preoccupante la situazione nei centri per il rimpatrio in Puglia Diventa sempre più preoccupante la situazione nei centri per il rimpatrio in

L’uomo, che lavorava per una azienda di tendaggi, sarebbe scivolato nel corso di un sopralluogo facendo un volo di oltre tre metri Sarà conferito nelle

Prime indiscrezioni sui risultati dell’autopsia di Fabiana Chiarappa Servizio di Linda Cappello Montaggio di Leo Tribuzio

L’esame chiarirà se Francisco Tedone è deceduto a causa di un malore oppure per un trauma successivo a una caduta da un trabattello Servizio di

La donna è indagata per omicidio volontario aggravato Prevista per oggi, all’istituto di medicina legale di San Severo, l’autopsia sul corpo di Mario La Pietra,

Assassinato mercoledì sera dalla moglie, a San Severo, al termine di violento litigio Sarà conferito martedì prossimo, dalla Procura di Foggia, l’incarico per l’autopsia sul

La Procura di Trani indaga per istigazione al suicidio in relazione alla morte di Valerio Lacalamita Servizio di Linda Cappello Montaggio di Vito D’Aloia

La bambina era stata ricoverata il 27 gennaio scorso. Mercoledì prossimo sarà eseguita l’autopsia Sono 12 i medici iscritti sul registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta

Si chiamava Vincenzo Amoruso. La Procura di Bari ha disposto l’autopsia. Si chiamava Vincenzo Amoruso il 52enne perito elettrotecnico, trovato morto a Bari dagli operai

L’uomo, 59 anni, che lavorava insieme con il figlio, sarebbe rimasto schiacciato dal carico di una gru Sarà effettuata venerdì l’autopsia sulla salma di Petre

I risultati definitivi entro 90 giorni È stato ucciso con diverse decine di fendenti Francesco Dogna, il 63enne trovato morto mercoledì scorso nella sua casa

Dall’autopsia mergono nuovi particolari Emergono nuovi particolari dall’autopsia eseguita dal medico legale Biagio Solarino sul neonato trovato morto nella culla termica della parrocchia di San Giovanni

Al vaglio degli investigatori le immagini delle telecamere di videosorveglianza del quartiere Servizio di Linda Cappello montaggio di Pasquale Realmonte

Fu trovato il 2 gennaio: secondo l’autopsia il piccolo sarebbe morto per ipotermia Servizio di Linda Cappello;

Verrà eseguita dal medico legale Biagio Solarino. Servirà a chiarire se il bimbo è stato portato vivo nella culla termica Servizio di Linda Cappello

È quanto emerso dall’autopsia. I funerali del 50enne si sono svolti questa mattina in forma privata È morto per i colpi di fucile che lo