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La vittima un giovane originario di Casarano Due persone, un uomo e una donna, sono state arrestate e poste ai domiciliari dai Carabinieri di Galatone con l’accusa di rapina ai danni di un giovane, originario di Casarano, attirato tramite un sito di incontri online. La vittima si era accordata con la donna per un incontro in un bar, invece è stata condotta in una casa dove la attendeva anche un terzo individuo, presunto complice della donna. Quest’ultimo lo avrebbe aggredito, minacciandolo con un cane di grossa taglia, e gli avrebbe sottratto due banconote da 50 euro. La vittima è riuscita a divincolarsi e a fuggire, contattando immediatamente i Carabinieri. Le indagini hanno portato all’identificazione dei presunti responsabili, già noti alle forze dell’ordine, e durante la perquisizione personale sono stati trovati in possesso della refurtiva. Su disposizione del Pm di turno, entrambi sono stati sottoposti ai domiciliari.

Eseguito all’alba dalla Polizia Con le accuse di spaccio ed estorsione, a Taranto sono state arrestate 17 persone, più altre 5 che hanno l’obbligo di firma presso gli uffici di polizia giudiziaria. Il blitz della Polizia è scattato alle prime luci del mattino. I 22 indagati sono ritenuti presunti responsabili dei reati di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti ed estorsione.

Sequestrati ingenti quantitativi di droga ed un’arma. In manette 3 ragazzi ed il gestore del locale Un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti e psicotrope ed una pistola sono stati sequestrati all’interno di una discoteca tarantina. In manette 3 giovani originari del barese ed il gestore del locale, il quale nel cassetto del suo ufficio custodiva una pistola semi-automatica cal. 7.65 completo di caricatore e altri 15 proiettili. I 3 ragazzi avevano boccette di popper, ketamina, pasticche di ecstasy e cocaina. La droga era pronta per essere venduta a coetanei. Sigilli anche al locale per violazioni di natura strutturale.

In manette un ex assessore e sei persone vicine ai clan. Indagati anche alcuni dipendenti comunali Servizio della redazione

Questa la richiesta presentata al ministro dell’Interno Piantedosi, dopo gli arresti per mafia delle ultime ore Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di Massimo d’Olimpio Interviste: Francesco Paolo Sisto – Viceministro della Giustizia Davide Bellomo – Lega

Nella maxi inchiesta è finita anche la sanguinosa guerra tra clan che sconvolse Bari fra il 2016 e il 2020 a seguito della spaccatura del gruppo Parisi-Palermiti

I quattro si sono resi protagonisti nei giorni scorsi di una rissa nella Città dei Sassi Servizio: Alessandro Boccia

11 persone sono finite in carcere, altre 8 ai domiciliari. I carabinieri hanno sgominato a San Severo un gruppo criminale dedito a rapine, furti, riciclaggio di autoveicoli e spaccio di stupefacenti. 11 persone sono finite in carcere, altre 8 ai domiciliari. Un autolavaggio era il fulcro del mercato illecito di autovetture, ricambi e componenti di autoveicoli provento di furto. Le indagini hanno anche riguardato officine meccaniche e di autodemolizione contigue ai ladri, dove le auto venivano nascoste prima di essere smontate. Recuperati 47 veicoli integri e parti meccaniche per un valore di oltre un milione e mezzo di euro.

Tra i relatori, il magistrato Catello Maresca, per anni impegnato in numerose inchieste contro i clan camorristici. Servizio di Pietro Loffredo Interviste: Catello Maresca – Magistrato Antonio De Sabato – Referente legalità AICS Foggia

Il colpo fruttò un bottino di 4 milioni di euro Sei arresti e 23 indagati per la rapina da quattro milioni di euro compiuta con armi pesanti etecniche paramilitari ai danni dell’Istituto di Vigilanza Ivri-Sicuritalia di San Giovanni Teatino (Chieti) il 24 marzo 2022: sono i risultati dell’operazione condotta all’alba dalle Squadre Mobili delle Questure di Chieti e Foggia e dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine. Le accuse relative alle ordinanza di custodia cautelare sono di rapina aggravata, blocco stradale, ricettazione, riciclaggio, incendio, detenzione e porto di armi, simulazione di reato tutti aggravati dal metodo mafioso.

Gli indagati chiedevano l’affidamento dei campi di calcetto Minacce, intimidazioni e un attentato incendiario per ottenere l’affidamento dei campi di calcetto di Cellamare. Si aprono le porte del carcere per i due presunti responsabili di almeno tre episodi avvenuti tra il settembre del 2019 e il gennaio del 2020 nel piccolo comune del barese. Nel primo caso l’assessore Digioia fu aggredito da un 40enne mentre qualche mese dopo il sindaco Vurchio fu avvicinato da un 35enne, ritenuto anche il mandante dell’incendio dell’auto della moglie dello stesso assessore. i due arrestati rispondono di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Un’abitazione era stata trasformata in una centrale dello spaccio Questa mattina, i Carabinieri della stazione di Ceglie Messapica hanno effettuato un blitz che ha portato all’arresto di cinque persone accusate di spaccio di cocaina, hashish e marijuana. L’operazione è stata eseguita in seguito all’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Vilma Gilli.Le misure cautelari prevedono il carcere per Pietro Barba, 32 anni, Cosima Barba, 27 anni, e Luca Barba, 26 anni, tutti residenti a Ceglie Messapica. Domiciliari, invece, per Vito Dell’Erba, 51 anni, e Eligio Valente, 51 anni, entrambi di Ceglie. Secondo quanto emerso dall’inchiesta della Procura di Brindisi, l’abitazione di Pietro Barba sarebbe diventata lo scorso estate il punto di riferimento per gli acquirenti di droga nella zona. L’indagine è partita dal controllo di uno di questi acquirenti, e successivamente sono stati effettuati servizi di appostamento e monitoraggio, anche con l’ausilio di telecamere, per ricostruire l’attività di spaccio.

L’episodio nel novembre scorso. Un assistente socio-sanitario fu aggredito con calci e pugni per motivi legati a un incidente stradale Si aprono le porte del carcere di Lecce per i tre presunti responsabili della spedizione punitiva avvenuta nel novembre scorso a Lequile, dove un assistente socio-sanitario fu violentemente picchiato davanti alla sua abitazione. In manette sono finiti un 45enne del posto, il figlio 22enne e la compagna. I tre avrebbero aggredito l’uomo con calci e pugni per motivi legati a un incidente stradale avvenuto qualche giorno prima. Il malcapitato riportò ferite giudicate guaribili in 40 giorni.

Scoppiata nei pressi di un bar al culmine della quale i carabinieri hanno tratto in arresto persone appartenenti a due gruppi rivali Un apprezzamento di troppo ad una ragazza e giù botte. Una rissa scoppiata nei pressi di un bar, nel pieno centro di Potenza, al culmine della quale i carabinieri hanno tratto in arresto otto persone appartenenti a due gruppi rivali, di età compresa fra i 22 ed i 42 anni. La lite, scoppiata alle 5.00 del mattino, è avvenuta, per altro, proprio alla presenza dei militari, che erano già sul posto per effettuare una serie di controlli in seguito agli schiamazzati e ai disordini segnalati nei giorni precedenti dai residenti della zona. Delle otto persone finite in manette, ben cinque hanno dovuto fare ricorso alle cure dei sanitari del pronto soccorso, con lesioni giudicate guaribili in cinque giorni. 

In carcere una 24enne georgiana e un 18enne, denunciato minore Avrebbero costretto un 30enne della provincia di Bari, dal quale avevano ricevuto foto intime, a pagare fino a 2000 euro tra ricariche di carte di credito e buoni acquisto di una piattaforma e-commerce, minacciandolo di pubblicare quelle immagini. Ma dopo un’ulteriore richiesta di 800 euro l’uomo, inizialmente convinto di parlare solo con una ragazza, ha denunciato il tutto alla polizia. Così, una 24enne georgiana e un 18enne della provincia di Bari sono stati arrestati con l’accusa di estorsione in concorso, eun minorenne è stato denunciato per lo stesso reato. Gli agenti della polizia postale, che hanno condotto le indagini, si sono concentrati nel quartiere Libertà di Bari, dove era stato dato appuntamento alla vittima. I presunti responsabili sono quindi stati individuati e arrestati in flagranza di reato. La 24enne e il 18enne sono finiti in carcere, il minore è stato affidato ai genitori. 

Reati commessi tra province di Bari e Bat Associazione a delinquere finalizzata ai furti in abitazione, tentata rapina in abitazione, furti d’auto, ricettazione, falso e violazione della sorveglianza speciale. Sono i reati contestati ad otto persone tra le province di Bari e Barletta-Andria-Trani, tre sono finiti in carcere, cinque ai domiciliari. L’indagine parte da eventi denunciati nei mesi di novembre e dicembre 2020 a Castellana Grotte e Conversano, gli inquirenti hanno ricostruito come gli indagati fossero abili nell’acquisire informazioni sulle abitudini di vita e sulle disponibilità economiche delle vittime (anche tramite pedinamenti e appostamenti) prima di tentare eportare a segno i colpi. La struttura criminale, secondo i carabinieri, era “incline all’uso di minacce e violenza alla persona, con l’unico proposito di appropriarsi di ingenti quantitativi di danaro ed oggetti di valore che le vittime custodivano all’interno delle casseforti installate nelle proprie abitazioni, scardinate con l’impiego della fiamma ossidrica”. Gli indagati usavano anche auto di grossa cilindrata rubate, radio ricetrasmittenti e disturbatori di frequenza, flessibili e altri attrezzi da taglio e scasso. Secondo quanto ricostruito, gli indagati usavano sia chiavi sottratte alle vittime che quelle riprodotte con l’aiuto deltitolare di un negozio di ferramenta di Bari, al quale venivano fornite le foto delle chiavi da duplicare. Ma l’associazione poteva contare anche sull’aiuto di operatori compiacenti di un’agenzia di pratiche automobilistiche di Triggiano, con la quale accedevano illecitamente alla banca dati per la visura delle targhe. Il titolare della ferramenta e il titolare dell’agenzia sono indagati a piede libero. Gli indagati, durante i furti, “erano soliti indossare parrucche da donna, cappellini, mascherine e passamontagna”,scrivono ancora i carabinieri, “rendendo difficoltosa l’identificazione”. 

Le accuse sono di concussione, peculato e truffa aggravata ai danni dello stato Un dirigente medico e una infermiera, impiegati nell’ex ospedale “San Nicola Pellegrino” di Trani, ora Presidio territoriale di assistenza, sono stati arrestati con le accuse di concussione, peculato e truffa aggravata ai danni dello Stato. Il gip del tribunale di Trani ha disposto per loro la misura dei domiciliari. I due, secondo quanto accertato dalle indagini coordinate dalla Procura di Trani, avrebbero chiesto denaro in cambio di tempi di attesa più brevi per visite ed esami medici.

In manette anche due assessori e un ex dirigente Amiu Blitz della Guardia di Finanza di Taranto. Mafia e voti in cambio di favori al clan. 29 ordinanze di custodia cautelare, di cui 26 in carcere e 3 ai domiciliari. In manette il sindaco di Statte, Franco Andrioli e 2 assessori che avrebbero accettato la promessa di Davide Sudoso e Giulio Modeo di procurare i voti in cambio di denaro, buoni pasto e favori al clan. In cella anche Lucio Rocco Scalera, dirigente Amiu gia’ coinvolto sule parcelle d’oro e sul concorso sospetto. Scalera avrebbe garantito a Modeo un posto all’interno della societa’ partecipata.

Indagato anche per favoreggiamento un ex assessore Blitz antidroga a Manfredonia da parte della Guardia di Finanza. Cinque le persone arrestate e oltre 40 i chili di hashish sequestrati. Indagato per favoreggiamento anche un ex assessore e consigliere comunale. L’operazione ha coinvolto alcune città del nord, come Lodi e Verona. Lo spaccio avveniva prevalentemente negli stabilimenti balneari durante la stagione estiva. Eseguite anche alcune perquisizioni.

L’inseguimento sulla strada per Trinitapoli si è concretizzato con il fermo di tre ragazzi, un 21enne, un 19enne e un minore Notte di Capodanno movimentata per i carabinieri di Zapponeta. Allertati da un cittadino che aveva assistito al furto di un’autovettura, i militari sono riusciti ad intercettare due auto, quella rubata con a bordo due persone e quella utilizzata dal resto della banda, altri tre giovani. L’inseguimento sulla strada per Trinitapoli si è concretizzato con il fermo di tre ragazzi, un 21enne, un 19enne e un minore, tutti di Trinitapoli e a bordo della vettura usata per raggiungere il luogo del furto. Nell’auto i carabinieri hanno trovato due cacciavite, due passamontagna e dei guanti in lattice. il mezzo rubato è invece riuscito a far perdere le tracce.

Taranto: droga in discoteca, 4 arresti

Sequestrati ingenti quantitativi di droga ed un’arma. In manette 3 ragazzi ed il gestore del locale Un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti e psicotrope ed

Trani: arrestati medico e infermiera

Le accuse sono di concussione, peculato e truffa aggravata ai danni dello stato Un dirigente medico e una infermiera, impiegati nell’ex ospedale “San Nicola Pellegrino”

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