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Avrebbero asportato numerosi articoli di biancheria intima per un valore di circa 4000 euro È stata denunciata in stato di libertà una donna in concorso con due uomini tratti in arresto per furto aggravato e ricettazione. Avrebbero asportato numerosi articoli di biancheria intima (per un valore di circa 4000 euro) ai danni di un esercizio commerciale a Corato. Uno dei due indagati, inoltre, è ritenuto responsabile di vari altri furti commessi ai danni di esercizi commerciali commessi con medesime modalità: dopo essersi introdotto fraudolentemente forzando alcuni infissi, avrebbe asportato il denaro contenuto nei registratori di cassa e diversi prodotti. La refurtiva, recuperata dagli agenti del Commissariato, è stata sequestrata e successivamente restituita all’esercente commerciale cui era stata sottratta. I due indagati sono stati trasferiti in carcere.

E’ stato disposto il sequestro di bar e di un ditta di rivendita all’ingrosso di surgelati Servizio di Giovanni Di Benedetto

Sei in tutto le misure cautelari disposte dal gip Giuseppe Montemurro: fra i destinatari del provvedimento anche soggetti foggiani, accusati di estorsione tentata e consumata ai danni di alcuni imprenditori agricoli Venticinque euro a voto per assicurarsi la vittoria alle elezioni comunali di Modugno del 2020. E’ quanto la Dda di Bari contesta all’assessore alle Attività Produttive Antonio Lopez, arrestato dai militari del Gico della Guardia di Finanza con l’accusa di voto di scambio politico mafioso. Ipotesi che il sostituto procuratore Fabio Buquicchio contesta anche a Cristian Stragapede, ritenuto affiliato al clan Parisi. Sei in tutto le misure cautelari disposte dal gip Giuseppe Montemurro: fra i destinatari del provvedimento anche soggetti foggiani, accusati di estorsione tentata e consumata ai danni di alcuni imprenditori agricoli.Risulta indagato – ma non destinatario di misura cautelare – il sindaco di Modugno Nicola Bonasia: grazie all’intermediazione di Lopez – sostiene la procura – avrebbe beneficiato dell’appoggio elettorale di Stragapede in occasione del ballottaggio a fronte della promessa, poi mantenuta, di un posto di lavoro. Gli investigatori, però, precisano che Bonasia fosse ignaro della vicinanza di Stragapede al clan Parisi.

All’operazione hanno partecipato questa mattina più di 120 militari Duro colpo al clan Dell’Anna nel Sud Salento. All’alba i carabinieri del comando provinciale di Lecce hanno eseguito 19 ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip Tea Verderosa nei comuni di Gallipoli, Nardò, Galatone, Sannicola e Seclì. 51 in tutto gli indagati nella vasta operazione coordinata dal pm Giovanna Cannarile. Di questi 7 sono in carcere e 9 ai domiciliari. Le accuse spaziano dall’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti alla detenzione di droga, rapina a mano armata, tentata estorsione, incendio, lesioni personali aggravate dalla deformazione dell’aspetto, il tutto con l’aggravante del metodo mafioso. Le aggressioni, in particolare, erano per chi non pagava la droga. C’è un episodio del 2022 descritto nell’ordinanza: uno spacciatore prelevato davanti ad uno sportello bancomat, portato in auto vicino allo stadio comunale di Nardò e picchiato selvaggiamente. All’operazione hanno partecipato questa mattina più di 120 militari. Tutto comincia nel giugno del 2020, con l’arresto in flagranza, per spaccio di stupefacenti avvenuto a Galatone di un giovane di 26 anni. I successivi approfondimenti investigativi avviati dai militari dell’Arma hanno individuato l’esistenza di due filoni paralleli, in costante contatto, che si spartivano le due principali aree di spaccio della parte ionica del Salento, suddivise tra i centri di Nardò e Gallipoli. Questa era solo la punta dell’iceberg di due strutture criminali ramificate, ben suddivise sui “rispettivi territori”, capaci di piazzare ingenti quantitativi di stupefacente. Nell’organizzazione, un ruolo primario è stato rivestito anche dalle donne di famiglia. Infatti, alcune avevano ruoli centrali. La droga, chiamata in codice con i più disparati appellativi richiamanti cibi o bevande come ad es. “birra” o “pane fatto in casa”, veniva prelevata da nascondigli sicuri, “predisposta” in piccole dosi e smerciata ai pusher per la diffusione sul territorio. Il sequestro di cocaina, eroina, hashish e marijuana, che avrebbero potuto inondare il territorio con quasi 5.000 dosi da piazzare al dettaglio.

Sono accusati di almeno cinque episodi Raffica di furti a casa di persone anziane a Carosino. Arrestati due uomini, di 23 e 40 anni. Sarebbero responsabili di almeno cinque episodi, commessi tra febbraio e maggio dell’anno scorso. I due si presentavano a casa degli anziani fingendo di essere tecnici dell’Enel o addetti al controllo delle caldaie. Una volta all’interno, rubavano denaro, monili e altri preziosi di ingente valore. I due arresti sono l’epilogo delle indagini dei Carabinieri, che si sono basate soprattutto sull’analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza, sull’ascolto delle vittime e sul riconoscimento fotografico dei due malviventi.

L’organizzazione aveva ramificazioni anche in Puglia e Campania Servizio di Alessandro Boccia

L’inchiesta è denominata “Tomato e Pea” dai soprannomi di due degli otto indagati Con le accuse di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e, per alcuni indagati, di estorsione aggravata dal metodo mafioso, i carabinieri di Modugno hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a carico di otto persone. Le città coinvolte sono Modugno, Noicattaro, Rutigliano e Lecce. L’organizzazione criminale gestiva le estorsioni a carico dei commercianti di Noicattaro e la distribuzione della droga che dallo stesso centro veniva rifornita a diversi spacciatori attivi nella città metropolitana di Bari. Le indagini hanno permesso di appurare il coinvolgimento di un dipendente di una nota azienda, che si occupava di cedere le dosi di stupefacenti ai suoi colleghi durante i turni di lavoro. Conseguentemente, è stata ricostruita la modalità di approvvigionamento, distribuzione e vendita della droga, che da Noicattaro veniva rifornita a diversi spacciatori, tra cui il dipendente della citata azienda. Due degli indagati, oltre a rifornire la droga ai pusher, avrebbero imposto con metodo mafioso a commercianti di Noicattaro il pagamento di una “tassa” di 500 euro in occasione delle festività natalizie. La droga veniva chiamata con il nome “piastrelle” oppure “mousse”. Un locale industriale era stato trasformato in luogo di stoccaggio di hashish e marijuana, lo smercio di droga avveniva anche davanti alla stazione di Noicattaro. L’inchiesta è denominata “Tomato e Pea” dai soprannomi di due degli otto indagati. Tra loro ci sono Nicola Annoscia, 36enne figlio di Giuseppe affiliato al clan Parisi, e Pasquale Colasuonno, 35 anni di Noicattaro.

In un vico del centro storico una centrale dello spaccio Un immobile disabitato, senza utenze e nascosto nei vicoli del centro storico di Bitonto (Ba),trasformato – secondo gli investigatori – in una base di stoccaggio e confezionamento di droga. E’ quanto hanno scoperto i carabinieri della compagnia di Modugno e della stazione diBitonto durante un blitz scattato in vico Fiorito, dove 5 persone sono state arrestate in flagranza per detenzione ai fini di spaccio. All’interno dell’abitazione sono stati sorpresi Emilio Beli, 24 anni, e Francesco Pazienza, 24 anni, entrambi di Bitonto, mentre altre tre persone sono state fermate nelleimmediate vicinanze durante la cinturazione della zona. Secondo quanto ricostruito, i primi due avrebbero gestito materialmente la droga all’interno dell’appartamento, mentre glialtri tre fungevano da supporto logistico all’esterno. Nel corso dell’operazione i militari hanno rinvenuto cocaina, hashish e marijuana, gia’ suddivise in numerose dosi e nascoste in buste della spesa pronte per essere distribuite. Il quantitativo complessivo supera i 250 grammi di stupefacente, tra cui unavariante resinosa di marijuana. Sequestrati anche 500 euro in contanti, un bilancino di precisione e fogli manoscritti con appunti di contabilita’ e nomi, ritenuti riconducibili all’attivita’ di spaccio. In una busta sono stati trovati anche elastici identici a quelli usati per legare mazzette di denaro.

Secondo quanto emerge gli indagati si sarebbero avvalsi della collaborazione di 4 minori Detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, favoreggiamento ed evasione. Queste le accuse da cui dovranno difendersi 6 persone che sono state arrestate questa mattina dai carabinieri ad Andria, coordinati dalla procura di Trani. Secondo quanto emerge gli indagati si sarebbero avvalsi della collaborazione di 4 minori di 18 anni. In azione carabinieri del Comando Provinciale di Barletta Andria Trani, circa 50 i militari dell’Arma del Comando Provinciale di Barletta-Andria-Trani, con personale del VI Nucleo Elicotteri, dallo Squadrone Eliportato Cacciatori Puglia e dal Nucleo cinofili di Modugno.

Scambi anche al distributore di benzina, arrestate 30 persone interviste: int. Gianluca Gentiluomo, capo squadra mobile Questura Andria; Renato Nitti, capo procura Trani

La perquisizione è scattata quando i militari hanno notato un certo giro di giovani che entravano e uscivano dall’abitazione del ragazzo Vari tipi di droga tra cui cocaina, crack, ecstasy, chetamina, marijuana, hashish e, ancora, 3 bilancini di precisione, telefoni cellulari, coltelli con tracce di droga e la somma di circa 15.000 euro in contanti. È quanto è stato trovato dai carabinieri a casa di un 24enne, già agli arresti domiciliari, a Manduria. La droga, per un peso complessivo di 200 grammi, è stata sequestrata. La perquisizione è scattata quando i militari hanno notato un certo giro di giovani che entravano e uscivano dall’abitazione del giovane. 

Le operazioni si sono svolte a Latiano, Mesagne, Carovigno, San Michele Salentino e San Vito dei Normanni A Latiano, un uomo è stato arrestato per aver violato le prescrizioni della misura cautelare che gli imponeva l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento all’ex moglie, vittima di maltrattamenti. Nonostante fosse dotato di braccialetto elettronico, ha ignorato le disposizioni del tribunale, finendo in manette. Sempre a Latiano, un giovane è stato arrestato per espiare oltre cinque anni di reclusione per ricettazione e detenzione abusiva di arma clandestina, reati commessi nel 2014. A Mesagne, due giovani albanesi sono finiti agli arresti domiciliari dopo essere stati trovati in possesso di oltre 70 grammi di stupefacenti e materiale per il confezionamento, mentre un altro presunto spacciatore è stato fermato con 30 grammi di droga e 305 euro in contanti, anch’egli posto ai domiciliari. A Carovigno, un uomo sottoposto all’affidamento in prova ai servizi sociali è stato arrestato e trasferito in carcere dopo essere risultato positivo ai controlli tossicologici, su disposizione della procura generale presso la Corte d’Appello di Taranto. A San Michele Salentino, un minorenne già collocato in comunità è stato trasferito in un istituto penale minorile per comportamenti minacciosi verso gli operatori. Infine, a San Vito dei Normanni, un uomo è finito agli arresti domiciliari per possesso di oltre 200 grammi di droga e materiale per lo spaccio.

Tra loro vecchie conoscenze delle forze dell’ordine e nuove leve, molte delle quali insospettabili 30 ordinanze di custodia cautelare vengono eseguite in queste ore dalla Polizia di stato ad Andria in un’operazione coordinata dalla procura di Trani. Si tratta di soggetti accusati di aver creato, nel comune andriese, una fitta rete di spaccio di sostanze stupefacenti. Tra loro vecchie conoscenze delle forze dell’ordine e nuove leve, molte delle quali insospettabili. Degli indagati, che sono di Andria e hanno un’età compresa tra i 19 e i 64 anni, venti sono finiti in carcere e dieci agli arresti domiciliari. Tra loro vi è è una donna. Dalle indagini degli agenti è emerso che sei distinti gruppi di spaccio operavano ad Andria, ciascuno nella propria zona. I contatti con i clienti venivano gestiti da centralinisti che concordavano telefonicamente ora e luogo d’incontro. Erano poi i pusher con monopattini o bici elettriche a effettuare le consegne.

Una esecuzione in pieno giorno, il 20 giugno del 2017. Vittime Nicola Ferrelli e Antonio Petrella Servizio di Linda Cappello

Vittima una turista milanese, aggredita prima all’esterno poi sul piazzale della stazione La Polizia ferroviaria ha fermato i due presunti responsabili di una rapina ed in un furto con strappo avvenuti ai danni di una turista milanese nell’area della stazione ferroviaria di foggia. Si tratta di due extracomunitari. Con la complicità di una donna avevano avvicinato la turista in strada e le avevano sottratto il cellulare ed il denaro. Successivamente, all’interno della stazione la turista è stata nuovamente avvicinata dai due uomini che hanno chiesto dei soldi per la restituzione del cellulare. Nonostante le suppliche della vittima per farli desistere, le hanno strappato anche lo zaino derubandola così di ogni avere e trascinandola a terra. Dopo poche ore, gli agenti della Polfer sono riusciti ad individuare i responsabili e ad assicurarli alla giustizia.

L’inchiesta è della Procura di Trani. Un uomo di Bisceglie è ai domiciliari, gli altri di Andria sono in carcere Sono tutti considerati responsabili di un sequestro lampo di un imprenditore. Si tratta di sette persone tra i 78 e i 36 anni che sono state arrestate dagli agenti della squadra mobile di Andria. Il 78enne di Bisceglie si trova agli arresti domiciliari, gli altri tutti di Andria e con precedenti penali sono in carcere. Tra loro ci sono anche un padre e suo figlio. Le accuse, contestate a vario titolo, sono di sequestro di persona a scopo di rapina, tentata rapina aggravata dall’uso di armi e detenzione di banconote false. Gli indagati, secondo l’inchiesta “Game over” coordinata dalla procura di Trani, sono in tutto 8.

Diverse operazioni dei carabinieri negli ultimi giorni Sono state diverse negli ultimi giorni le operazioni a cura dei Carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni. A Mesagne sono stati arrestati tre giovani (trovati in possesso di sostanze stupefacenti e materiale per il confezionamento) e un uomo per favoreggiamento della prostituzione. L’uomo aveva accompagnato in strada due ragazze straniere, contribuendo così ad agevolare l’attività di prostituzione. A Carovigno un uomo è stato arrestato perché aveva manomesso e danneggiato il contatore di energia elettrica realizzando un by-pass artigianale per eludere il consumo. Arrestato anche un giovane per droga.

Smantellata la rete criminale operativa tra il foggiano e la provincia di Campobasso: venti arresti

L’episodio avvenne lo scorso 6 marzo. Secondo gli inquirenti si sarebbe trattato di un regolamento di conti legato al controllo di una piazza di spaccio Nuovi sviluppi sull’agguato avvenuto lo scorso 6 marzo a Corato. Contestata l’aggravante mafiosa a due uomini arrestati per il tentato omicidio di un ragazzo e di una giovane donna, quest’ultima estranea a qualsiasi contesto criminale. L’episodio si consumò intorno alle 21, nella piazza centrale della città. Secondo gli inquirenti si sarebbe trattato di un regolamento di conti legato al controllo di una piazza di spaccio, nell’ambito di un contrasto tra due gruppi criminali locali. Le indagini, coordinate dalla Dda di Bari, avrebbero fatto emergere legami degli arrestati con un’organizzazione più strutturata, vicina al clan Capriati del capoluogo, rappresentata in zona da un pregiudicato attualmente detenuto e anch’egli indagato. Contestata a tutti l’accusa è di tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso. Il provvedimento cautelare è stato notificato stamattina a Corato e nei penitenziari di Trani e San Gimignano. L’inchiesta prosegue per ricostruire la rete di rapporti e il movente preciso dell’agguato.

Le indagini sono state coordinate dalla procura di Trani 11 persone sono finite in manette all’alba arrestate dai carabinieri tra Canosa di Puglia e Bari con le accuse di tentato omicidio, detenzione e porto in logo pubblico di armi clandestine ed esplosivi, spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini sono state coordinate dalla procura di Trani. Maggiori particolari nel corso della giornata.

Andria, spaccio di droga: sei in manette

Secondo quanto emerge gli indagati si sarebbero avvalsi della collaborazione di 4 minori Detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, favoreggiamento ed evasione. Queste le accuse

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