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L’area è stata bonificata, rimosso l’amianto e installati i cassoni per la raccolta differenziata. Un simbolo di legalità e riscatto ambientale per tutta la comunità.. Ad Andria è stata inaugurata una nuova isola ecologica all’interno di un bene confiscato alla criminalità, con l’obiettivo di offrire un punto di raccolta differenziata moderno e sicuro per tutta la comunità. L’area, bonificata e resa operativa dopo la rimozione di eventuali pericoli, consente ai cittadini di conferire materiali ingombranti, RAEE, carta, vetro, plastica e altre frazioni non smaltibili con la raccolta porta‑a‑porta. Si tratta di un gesto simbolico: trasformare un luogo confiscato alla criminalità in un servizio a favore dell’ambiente e della collettività. L’amministrazione comunale punta ad aumentare la percentuale di raccolta differenziata che oggi si attesta intorno al 75% ma l’intenzione è quella di dotare la città di più isole ecologiche. Nel frattempo si valuta la realizzazione di una seconda struttura in una zona meno centrale, per incentivare i cittadini a conferire regolarmente i rifiuti anche in altre aree del territorio.Interviste: Giovanna Bruno, sindaco Andria; Savino Losappio, assessore all’ambiente comune Andria

Nella sede di Confindustria Bari-Bat è stato presentato il “Bilancio di sostenibilità”. Ad Andria l’olio parla il linguaggio della sostenibilità: Olio Levante indica la strada al settore.

Nel capannone i finanzieri hanno scoperto anche tre lavoratrici in nero. È stato sequestrato alla periferia di Andria un capannone perché trasformato in un laboratorio abusivo per il confezionamento di capi d’abbigliamento con noti marchi nazionali ed esteri contraffatti. Nel blitz dei Finanzieri della Bat sono state scoperte anche tre lavoratrici “in nero”. Ritrovati e sequestrati centinaia di capi contraffatti e i macchinari impiegati per la loro produzione. Sono scattati i sigilli al capannone, mentre il responsabile dell’attività è stato denunciato.

Sigilli alla discarica di inerti “ex Fratelli Acquaviva” in contrada San Nicola La Guardia. Sequestrata la discarica di inerti “ex Fratelli Acquaviva” di Andria, in contrada San Nicola La Guardia. I sigilli sono stati apposti dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Bari, disposti dalla Procura di Trani. Il provvedimento, secondo quanto ha chiarito l’assessore alla Qualità della Vita con delega all’Ambiente, Savino Losappio, fa seguito ad una ispezione che avrebbe fatto emergere la presenza diffusa di frazioni di rifiuti non riconducibili agli inerti, presumibilmente di origine ospedaliera. L’assessore ha poi ricordato che l’impianto è chiuso da anni, adiacente all’altra discarica di rifiuti solidi urbani, ex Daneco, ed erano in corso i lavori di messa in sicurezza. In questa occasione la ditta appaltatrice ha rilevato la presenza di rifiuti non conformi, sversati illegittimamente, e ha informato la committente Ager, l’Agenzia Regionale per i Rifiuti.

Lo chiede il sindacato di polizia. Fermare il traffico di droga con l’utilizzo delle e-bike modificate impedendo di conseguire la patente di guida ad alcuni soggetti socialmente pericolosi. Lo chiede il sindacato di polizia. Intervista a Giacomo Gentile, segr. Gen. Vicario Snap

Due dei tre occupanti sono riusciti a fuggire a piedi, mentre il conducente è stato bloccato Folle inseguimento tra i carabinieri e un’auto. È successo la notte di qualche giorno fa quando i militari nei pressi dell’ospedale di Minervino Murge hanno individuato un’auto con a bordo tre individui incappucciati che non si sono fermati all’alt e si sono dati alla fuga. Da lì è iniziato un inseguimento lungo la S.P. 230 in direzione Andria. Il conducente dell’auto, risultata rubata a Milano, con manovre spericolate ha più volte tentato di speronare i mezzi dell’Arma, mettendo in grave pericolo l’incolumità dei militari e degli altri veicoli. Durante la fuga, gli occupanti hanno anche lanciato numerosi oggetti contro l’auto dei Carabinieri. Giunti all’altezza della SP 231, in agro di Canosa di Puglia, l’auto in fuga ha terminato la corsa contro un muretto a secco; due dei tre occupanti sono riusciti a fuggire a piedi, mentre il conducente è stato prontamente bloccato dai Carabinieri. Si tratta di un 19enne di Barletta che è stato posto ai domiciliari. All’interno del veicolo, i militari hanno rinvenuto diversi strumenti da scasso, tutto sottoposto a sequestro. Le indagini proseguono per identificare i due complici datisi alla fuga.

Alla guida dell’auto un diciottenne che si è fermato a prestare soccorso Un ragazzo di 16 anni è ricoverato in stato di coma nell’ospedale di Bonomo di Andria dopo essere stato investito da un’auto mentre a piedi attraversava via Gramsci, strada del centro cittadino. L’incidente risale alla notte tra domenica e lunedì scorsi ma se ne è avuta notizia solo oggi. Alla guida dell’auto era un diciottenne che si è fermato a prestare soccorso. Sarebbe risultato negativo all’alcoltest. Sull’accaduto indagano i carabinieri.

Coinvolta anche una donna di 44 anni di Andria Due uomini di Bisceglie, rispettivamente di 41 e 39 anni, e una 44enne di Andria sonostati arrestati dai carabinieri perché considerati autori di furti e scippi messi a segno in alcuni negozi di Trani e Bisceglie tra gennaio e giugno scorsi. Nello specifico avrebbero compiuto sette rapine e furti ai danni di quattro tra negozi di casalinghi e di generi alimentari, uno scippo ai danni di unaanziana con invalidità e avrebbero anche fornito false generalità a un pubblico ufficiale. Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura di Trani, i tre avrebbero agito con particolare “violenza minacciando le vittime” specie quando erano riconoscibili in viso o quando “dovevano guadagnarsila fuga senza lasciare la refurtiva, costituita da beni di modesto valore economico”, spiegano in una nota i militari. Utili agli accertamenti investigativi sono state non solo le testimonianze delle vittime ma anche l’analisi dei sistemi di videosorveglianza dei supermercati e delle attività commerciali derubate che hanno permesso di di identificare gli indagati. Il 41enne è in carcere, il 39enne agli arresti domiciliari e perl’altra indagata è stato disposto l’obbligo di dimora. 

L’uomo è ritenuto il responsabile di un attentato dinamitardo del maggio 2023, quando venne fatto esplodere un ordigno che danneggiò il portone di ingresso di una palazzina di proprietà di una famiglia di imprenditori operanti nel settore trasporti Un 36enne andriese è ritenuto responsabile di un attentato dinamitardo ai danni di un’abitazione ed estorsioni tentate e consumate ai danni di 10 imprenditori andriesi. Per questo i Carabinieri del Comando Provinciale di Barletta-Andria-Trani, su richiesta della Dia, lo hanno arrestato. Gli inquirenti parlano di un’attività “minatoria ed estensiva a tappeto nella città di Andria”. L’attività investigativa nasce proprio dall’impegno dei Carabinieri a seguito degli episodi di danneggiamento in danno di esercizi commerciali e attività imprenditoriali verificatesi nel 2023. L’uomo è ritenuto il responsabile di un attentato dinamitardo del maggio 2023, quando, nella periferia della città, venne fatto esplodere un ordigno che danneggiò il portone di ingresso di una palazzina di proprietà di una famiglia di imprenditori operanti nel settore trasporti. Pochi giorni dopo il danneggiamento, il 36enne aveva inviato un sms con cui intimava la vittima a “mettersi in regola”. Sono state anche trovate tre diverse lettere indirizzate a diversi imprenditori andriesi con all’interno una cartuccia 7,65 ed un foglio manoscritto riportante lo stesso invito a “mettersi in regola”. Anche in questo caso l’indagine consentiva di registrare l’inoltro di sms estorsivi, perfettamente sovrapponibili nei contenuti, ai danni dei destinatari delle lettere.  Soltanto una delle vittime avesse avuto il coraggio di denunciare i fatti. Tutti gli altri imprenditori hanno scelto di non rivolgersi alle Autorità, consentendo di fatto che le condotte intimidatorie si protraessero nel silenzio. Dalle indagini è emerso, inoltre, che una delle vittime aveva ceduto alle pressioni dell’indagato, consegnando la somma di 40.000 Euro. 

L’uomo è un imprenditore specializzato nel commercio di auto Non avrebbe comunicato la variazione del suo patrimonio intestando l’azienda a terzi per evitare controlli da parte del fisco e della Guardia di finanza. E invece i finanzieri, che lo controllavano a causa dei suoi precedenti per stalking, maltrattamenti in famiglia e violenza di genere, lo hanno scoperto. Il Tribunale diTrani ha disposto il sequestro dei suoi beni per circa 650mila euro e dell’intero compendio aziendale. L’uomo è un imprenditore specializzato nel commercio di auto di Andria. I sigilli riguardano 185 auto del valore di 564mila euro, 29 immobili e 800 euro in contanti a cui si aggiunge la sede aziendale.

Si attendono gli esiti dell’autopsia Non ce l’ha fatta l’operaio di 65 anni caduto dall’impalcatura ad Andria. L’uomo è morto dopo una settimana di coma nell’ospedale Bonomo. L’incidente è avvenuto in un capannone di via Canosa. Sul corpo della vittima è stata eseguita l’autopsia. Secondo quanto emerso finora, l’uomo avrebbe messo un piede in fallo per poi cadere nel vuoto. La procura di Trani ha aperto una inchiesta per omicidio colposo disponendo l’esame autoptico anche per chiarire se l’operaio sia stato colpito da malore prima di precipitare nel vuoto. Ci sono 3 persone iscritte nel registro degli indagati, come atto dovuto.

L’uomo ha riportato una contusione toracica e una grave frattura a un ginocchio Indaga la polizia sullo scontro moto-trattore avvenuto in tangenziale ad Andria dove è rimasto gravemente ferito il conducente del veicolo a due ruote. Secondo quanto ricostruito finora, il 48enne era in sella a una moto di grossa cilindrata che, per cause in fase di accertamento, si è scontrata con un trattore. L’uomo ha riportato una contusione toracica e una grave frattura a un ginocchio. Sul posto il 118. Il motociclista è stato trasportato all’ospedale Bonomo in codice rosso. Illeso il conducente del mezzo agricolo.

Ad Andria il tradizionale appuntamento in vista della raccolta e della molitura delle olive

Per i titolari sanzioni fino a 5 mila euro Sono scattati i sigilli a un’attività di fabbro e a un parrucchiere ad Andria. I finanzieri, durante le normali attività di controllo, hanno notato uno strano via vai di mezzi e persone vicino a due locali. Da qui sono partiti gli approfondimenti. Il fabbro esercitava la sua professione in maniera totalmente abusiva, mentre il parrucchiere continuava comunque a lavorare pur avendo chiuso formalmente la propria attività. Le fiamme gialle hanno sequestrato le attrezzature e i locali sono stati chiusi. Per i titolari sanzioni fino a 5 mila euro.

L’11enne è ricoverata con fratture al bacino e al ginocchio È ancora ricoverata al Giovanni XXIII di Bari, con fratture al bacino e al ginocchio, la bambina di 11 anni investita martedì pomeriggio ad Andria, in viale Pietro Nenni. Stava attraversando la strada in prossimità del piazzale Antonio Mariano quando è stata travolta da una Smart guidata da un 20enne del posto, che si è fermato a prestare soccorso e ha chiamato il 118, prontamente intervenuto. La piccola è stata portata al Bonomo di Andria, ma in nottata è stata poi trasferita a Bari. Oggi sono previste ulteriori indagini strumentali. Indagini in corso per stabilire l’esatta dinamica dell’incidente.

Le vittime, sopraffatte dalla paura, non hanno denunciato Gli agenti della questura di Andria hanno arrestato 3 persone, tra i 34 e i 38 anni, accusati di estorsione, tentata estorsione aggravate dal metodo mafioso, detenzione e porto illegale di armi e materiale esplodente in luogo pubblico ai danni di alcuni commercianti della città. Due di loro sarebbero presunti affiliati al gruppo criminale Pesce – Pistillo, che già due anni fa sono finiti in una inchiesta nata dopo una serie di episodi violenti registrati in città tra cui la deflagrazione di un ordigno rudimentale sistemato davanti al portone di ingresso dell’abitazione di una delle vittime di estorsione e risalente al marzo 2023.Sarebbero stati quattro gli imprenditori locali finiti nel mirino degli indagati e che non hanno mai denunciato quanto subito. Le richieste di denaro, in base alle intercettazioni svolte, sarebbero state fatte con toni mafiosi. “Fammi capire, dobbiamo fare che ti devo bloccare tutto? Saltate”, avrebbe riferito a una vittima uno degli indagati. E ancora: “Non ho fatto niente ancora, già vai zoppo. Se scendo ti devo frantumare tutto il cervello te lo devo pestare”. Le vittime, spiegano gli inquirenti, si trovavano in un totalestato di sopraffazione per il timore nei confronti del potere dell’organizzazione criminale.

Da quantificare il bottino, il furto è avvenuto nella notte E’ stata ritrovata da una pattuglia della Metronotte e da una volante della Polizia nelle campagne di Ruvo di Puglia la Fiat Panda rubata utilizzata per effettuare una spaccata nel bar della stazione di servizio di via Andria a Corato. Il furto è avvenuto nella notte tra venerdì e sabato. I malfattori avevano portato via il registratore di cassa con del denaro, ancora in fase di quantificazione. Indagini in corso.

Il 60enne dovrà pagare 2500 euro di multa Un uomo ad Andria è stato incastrato dalle immagini delle fototrappole mentre abbandonava rifiuti ingombranti alla periferia di Andria. Gli agenti della polizia locale lo hanno denunciato. Si tratta di un 60enne del posto che, a bordo di un autocarro avrebbe scaricato materassi e altri materiali di scarto. I rifiuti sono stati intanto rimossi e il 60enne dovrà pagare 2.500 euro.

La sindaca Bruno: “Riconoscere un diritto è civiltà che esime tutti dai giudizi” Per la prima volta ad Andria è stato registrato un atto di nascita di un bambino di una coppia omogenitoriale. “Ho accolto il piccolo, figlio di mamma biologica e mamma adottante – dice la sindaca Giovanna Bruno -. Andria fa così da apripista nelle procedure anagrafiche, avendo recepito immediatamente quanto disposto dalla sentenza della Corte costituzionale destinata a cambiare la storia del diritto di famiglia. Riconoscere un diritto è civiltà – aggiunge la prima cittadina – che esime tutti daigiudizi. Alle mamme di Vincenzo come a tutti i genitori dei neonati registrati da noi ho donato i semi di ulivo, segno delle radici della nostra terra”.

Secondo quanto emerge gli indagati si sarebbero avvalsi della collaborazione di 4 minori Detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, favoreggiamento ed evasione. Queste le accuse da cui dovranno difendersi 6 persone che sono state arrestate questa mattina dai carabinieri ad Andria, coordinati dalla procura di Trani. Secondo quanto emerge gli indagati si sarebbero avvalsi della collaborazione di 4 minori di 18 anni. In azione carabinieri del Comando Provinciale di Barletta Andria Trani, circa 50 i militari dell’Arma del Comando Provinciale di Barletta-Andria-Trani, con personale del VI Nucleo Elicotteri, dallo Squadrone Eliportato Cacciatori Puglia e dal Nucleo cinofili di Modugno.

Andria, spaccio di droga: sei in manette

Secondo quanto emerge gli indagati si sarebbero avvalsi della collaborazione di 4 minori Detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, favoreggiamento ed evasione. Queste le accuse

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