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Tre uomini si sono introdotti in casa in piena notte sfondando una delle finestre Momenti di terrore per una coppia di anziani sopresi nel sonno da tre banditi penetrati all’interno della loro abitazione ubicata in una zona di campagna alla periferia di Ruffano . I malviventi hanno agito a volto coperto . Dopo aver infranto una finestra si sono introdotti all’interno e sotto la minaccia di una pistola hanno svegliato i due anziani , lei di 78 anni, lui di 79, intimando loro di consegnare soldi e preziosi . Dopo essersi impossessati di un centinaio di euro e vari orologi , monili in oro e in argento , sono poi fuggiti portandosi dietro anche i cellulari delle vittime per impedire di dare l’allarme. Sull’accaduto indagano i carabinieri

“Fuori Israele dall’Università” Alcuni studenti dell’Università Aldo Moro di Bari, riuniti nella sigla Cambiare rotta, stamattina stanno tentando di interrompere le lezioni in quattro plessi – Ateneo, Lingue, Scienze politiche e Giurisprudenza – come atto di protesta e mobilitazione in favore della Global Sumud Flotilla e del popolo palestinese. Gli studenti si sono anche riuniti davanti al rettorato chiedendo di incontrare il nuovo rettore Roberto Bellotti perché “prenda posizione affinché Israele vada fuori dall’Università”. In tanti issano bandiere palestinesi, alcuni indossano la kefiah, altri gridano lo slogan “blocchiamo tutto” invitando a una massiccia partecipazione allo sciopero generale proclamato per domani, 3 ottobre.

Tra loro potrebbero esserci i baresi La Piccirella e D’Agostino. Saranno tutti trasferiti nel porto di Ashdod ed espulsi. Dovrebbero far rientro in Italia nel giro di 2-3 giorni Stiamo tutti seguendo con apprensione quello che sta accadendo nelle acque antistanti la Striscia di Gaza. Sono al momento 19 su 44 le imbarcazioni della Flotilla che risultano intercettate e bloccate dalla marina israeliana. Tra gli attivisti fermati potrebbero esserci anche due baresi, il giornalista Lorenzo D’Agostino e l’attivista Tony La Piccirella. Saranno tutti trasferiti nel porto di Ashdod ed espulsi. Dovrebbero far rientro in Italia nel giro di 2-3 giorni. Parlando alla Camera, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha detto che “al momento sarebbero 22 gli italiani fermati”. “Continuiamo a monitorare la situazione – ha aggiunto -. Su mie istruzioni, il consolato a Tel Aviv e il consolato generale a Gerusalemme assisteranno tutti gli italiani, sia al porto sia nelle procedure di rimpatrio. Secondo le informazioni disponibili, tutti i nostri connazionali sono in buone condizioni”. Dal vertice UE di Copenaghen, la premier Giorgia Meloni ha commentato: “Continuo a ritenere che tutto questo non porti alcun beneficio al popolo della Palestina, in compenso mi pare di capire che porterà molti disagi al popolo italiano”.

Il ragazzo avrebbe raccontato una lunga serie di maltrattamenti La Procura di Brindisi ha aperto un’indagine su presunti episodi di bullismo che avrebbero avuto come vittima un ragazzo di 14 anni, iscritto a un istituto superiore del Brindisino. A far scattare l’inchiesta è stata la denuncia presentata dai genitori, assistiti dall’avvocata Danila Farruggia, che hanno segnalato una lunga serie di maltrattamenti subiti dal figlio durante l’anno scolastico 2024/2025. La vicenda penale si intreccia con quella amministrativa: lo studente è stato infatti bocciato dopo l’esame di riparazione. La famiglia ha impugnato l’esito davanti al Tar di Lecce, che lo scorso 23 settembre ha accolto in via cautelare il ricorso. Nel decreto, il presidente della seconda sezione, Ettore Manca, sottolinea come le presunte vessazioni subite dal ragazzo – “ove accertate” – avrebbero imposto percorsi didattici personalizzati. La camera di consiglio per la trattazione collegiale è fissata al 20 ottobre. Intanto, la denuncia dei genitori racconta episodi pesanti: dalle spinte che avrebbero fatto cadere il ragazzo dalla sedia, alla chiusura in classe durante la ricreazione, fino a umiliazioni filmate e condivise dai compagni. Un quadro confermato anche da una perizia che ha rilevato segni fisici di maltrattamento. La dirigente scolastica, dal canto suo, ha presentato un contro esposto a scopo cautelativo. Toccherà ora agli inquirenti ricostruire l’intera vicenda e accertare eventuali responsabilità.

La sentenza è attesa il prossimo 5 novembre Il pm della Dda Marco d’Agostino ha invocato una condanna ad otto anni di reclusione per Tommaso Parisi e Paolo Bruni, accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni dei titolari di un’azienda che si occupa della vendita di prodotti ittici a San Giorgio.Una delle vittime raccontó le sue vicissitudini in aula, alla presenza dell’allora sindaco Antonio Decaro. Secondo l’accusa, i due imprenditori sarebbero stati costretti ad assumere Bruni, ritenuto vicino al clan Parisi, e a praticare prezzi di favore ai presunti sodali. La sentenza sarà pronunciata il prossimo 5 novembre.

Due turiste, dopo aver attraversato in bicicletta la Puglia, non riescono a tornare a casa. servizio di Annamaria Rosato

Delusione tra gli operai che si aspettavano di poter contare sulla retribuzione piena interviste: Fabrizio Del Vecchio, legale Usb Taranto; Michele Altamura, responsabile USB Ilva in a.s.

Tra loro vecchie conoscenze delle forze dell’ordine e nuove leve, molte delle quali insospettabili 30 ordinanze di custodia cautelare vengono eseguite in queste ore dalla Polizia di stato ad Andria in un’operazione coordinata dalla procura di Trani. Si tratta di soggetti accusati di aver creato, nel comune andriese, una fitta rete di spaccio di sostanze stupefacenti. Tra loro vecchie conoscenze delle forze dell’ordine e nuove leve, molte delle quali insospettabili. Degli indagati, che sono di Andria e hanno un’età compresa tra i 19 e i 64 anni, venti sono finiti in carcere e dieci agli arresti domiciliari. Tra loro vi è è una donna. Dalle indagini degli agenti è emerso che sei distinti gruppi di spaccio operavano ad Andria, ciascuno nella propria zona. I contatti con i clienti venivano gestiti da centralinisti che concordavano telefonicamente ora e luogo d’incontro. Erano poi i pusher con monopattini o bici elettriche a effettuare le consegne.

Le condotte dell’ex amministratore unico, secondo quanto ricostruito dalla Procura di Bari, portarono al crac da 230 milioni della società L’ex amministratore unico di Ferrovie del Sud Est, Luigi Fiorillo, è stato condannato dal Tribunale di Bari a risarcire danni per 97,23 milioni di euro all’azienda. Nel marzo del 2024 Fiorillo fu condannato a 10 anni direclusione per bancarotta fraudolenta. Le condotte di Fiorillo, secondo quanto ricostruito dalla Procura di Bari, portarono al crac da 230 milioni della società. Nel penale, altre quattro persone sono state condannate a pene da due a quattro anni perché riconosciute responsabili, a vario titolo, diepisodi di distrazione e dissipazione del patrimonio di Fse.

395 gli indagati e un valore dei beni stimato in 80 milioni Servizio di Linda Cappello, montaggio di Leonardo Tribuzio.

In totale 18 persone arrestate Un imponente dispiegamento di uomini e mezzi dell’Arma dei Carabinieri di Lecce ha permesso stamattina di portare a termine una vasta operazione contro un’organizzazione criminale radicata nel basso Salento, in particolare nei comuni di Racale, Alliste, Taviano, Melissano e Gallipoli e presso il carcere di Lecce. L’intervento ha mobilitato 110 militari. In totale sono state arrestate 18 persone su un totale di 33 indagati. Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata al traffico e detenzione di sostanze stupefacenti, lesioni aggravate, tentata estorsione, ricettazione e detenzione abusiva di armi, con l’aggravante del metodo mafioso. Tutto comincia nel marzo del 2022, quando un giovane di 22 anni di Taviano venne picchiato brutalmente e costretto a consegnare 700 euro, il prezzo di un debito di droga. Quello che sembrava un episodio di cronaca nera isolato – spiegano gli inquirenti – si rivela ben presto la punta dell’iceberg di una organizzazione criminale ramificata dedita al traffico continuo di cocaina, eroina, marijuana e hashish, nei centri abitati e nelle località marine più frequentate della zona. Al vertice dell’organizzazione c’è il 31enne Vito Paolo Vacca, nipote di Vito Paolo Troisi, storico capo dell’omonimo clan, Vacca è considerato l’erede naturale di quella frangia della Sacra Corona Unita che dagli anni ’90 controlla il traffico di sostanze stupefacenti nell’area. Figlio del defunto Angelo Salvatore Vacca, ergastolano per omicidio, Vito Paolo ha preso le redini del gruppo dopo la morte del padre. La sfarzosa cerimonia funebre del padre, con una carrozza dorata trainata da quattro cavalli neri, è stata un vero e proprio manifesto di potere. Nell’organizzazione, ruolo fondamentale è stato quello delle donne di famiglia. Sei di esse, infatti, tutte raggiunte da misure cautelari, gestivano lo spaccio e lo stoccaggio della droga, controllando approvvigionamenti, consegne e contabilità. Il bilancio dell’operazione è imponente: sette arresti in flagranza, il sequestro di 22 chili di cocaina, 10 chili di marijuana, 3,5 chili di eroina, 9 chili di hashish e beni per un valore di circa 91.000 euro.

Non si registrano danni Una scossa di terremoto di magnitudo 2.3 è stata registrata ad Abriola (Potenza) alle 6 e 14. Il sisma è stato localizzato dalla Sala Sismica INGV-Roma ed è stato avvertito anche in alcuni comuni limitrofi. Al momento non si registrano danni a cose e persone.

Sorpresa ieri sera per una passeggera. Salendo sul mezzo si è accorta che, nascosta tra i sedili, c’era un cucciolo di volpe. L’autista lo sapeva già e stava prendendo tempo per cercare la soluzione migliore per tutelare il piccolo ospite inatteso. Nel frattempo però una persona a bordo ha iniziato a protestare, urlando, ha chiamato i carabinieri perché aveva paura che la povera volpe potesse in qualche modo arrecarle disturbo. Insomma nel gran trambusto la volpacchiotta è riuscita a scappare e, si spera, a mettersi al sicuro. Il pullman è ripartito, nessuna notizia di colei che aveva vivacemente protestato lamentando la presenza del cucciolo a bordo.

Partita la nave petroliera Sea Salvia si torna davanti all’Eni. Bloccate le autocisterne per il trasportocarburanti. Taranto contro ogni forma di complicità al genocidio del popolo di Gaza Di Alessandra Martellotti Interviste a Antonio Sanarica, Grottaglie per la Palestina; Enzo Pilò, presidente associazione Babele, Luca Contrario, consigliere comunale Taranto

Vito Piccarreta e Nicola Lorizzo sono stati entrambi condannati rispettivamente a 6 anni e 3 mesi e 6 anni e 9 mesi di reclusione per l’incidente del12 luglio 2016 costato la vita a 23 passeggeri La Corte d’Appello di Bari ha confermato e ridotto le pene per il capostazione Vito Piccarreta e il capotreno Nicola Lorizzo, entrambi condannati rispettivamente a 6 anni e 3 mesi e 6 anni e 9 mesi di reclusione nell’ambito del processo sull’incidente ferroviario avvenuto fra Andria e Corato il 12 luglio 2016 e costato la vita a 23 passeggeri. Tre mesi in meno la riduzione di pena rispetto alla sentenza di primo grado, in virtù della prescrizione per il reato di lesioni colpose.Confermare le assoluzioni degli altri 14 imputati, tra cui diverse figure di vertice di Ferrotramviaria e del Ministero delle Infrastrutture.

“Non è più tempo di mezze misure” tuonano dal comitato “Difendiamo il quartiere Ferrovia” Dopo la violenta rissa esplosa ieri sera a Foggia, è intervenuto il comitato “Difendiamo il quartiere Ferrovia” che chiede l’intervento dell’esercito annunciando, in caso contrario, un sit-in davanti alla Prefettura. La rissa ha visto protagonisti un nutrito gruppo di migranti. Per sedere gli animi sul posto è intervenuta la polizia che ha avviato indagini e ha già identificato, a quanto si apprende, molti partecipanti alla rissa. I residenti denunciano una situazione ormai invivibile. “Qui non siamo davanti ad episodi isolati – si legge – ma ad una degenerazione quotidiana che mina la sicurezza e la dignità di un’intera comunità. Non è più tempo di mezze misure. Noi lo diciamo da anni e lo ribadiamo con forza oggi: serve l’esercito, servono più unità delle forze dell’ordine, servono controlli quotidiani nei negozi”.

La petrolieraieri ha lasciato il porto dopo aver imbarcato un carico di circa 30mila tonnellate di greggio che sembrerebbe essere destinato all’aviazione militare israeliana Esplode la rabbia a Taranto. Da questa notte è in corso un presidio del sindacato Usb davanti ai cancelli della raffineria Eni. La petroliera Seasalvia ieri in mattinata ha lasciato il porto dopo aver imbarcato un carico di circa 30mila tonnellate di greggio che sembrerebbe essere destinato all’aviazione militare israeliana. Con il presidio iniziato alle 4 il sindacato intende “bloccare ingressi e uscite, per quello che è già accaduto, per come è accaduto e perché non accada mai più”.

Angelo Annese rompe gli indugi e in un post sui social dichiara che non sarà il candidato del centrodestra alle prossime elezioni in Puglia Quando ormai il suo nome come candidato del centrodestra era dato quasi per certo, il sindaco di Monopoli Angelo Annese rompe gli induci e dice “no, grazie”. Lo fa con un post sui social pubblicato di domenica sera, alle 21, quando molti distratti dal calcio in prima serata: “Negli ultimi tempi alcuni organi di stampa hanno riportato il mio nome come probabile candidato alla Presidenza della Regione Puglia per la coalizione di centrodestra” scrive Annese, “Desidero ringraziare sinceramente, con profonda gratitudine, tutti coloro che hanno espresso fiducia e stima nei miei confronti, immaginandomi in quel ruolo così importante. Ho riflettuto tanto ma, nonostante tutto questo, è giunto il momento di rompere gli indugi e condividere con tutti voi le mie considerazioni: io sono e resto il Sindaco della nostra città”. Nessuna candidatura alla Regione quindi: “Voglio continuare il lavoro che stiamo facendo accanto alla mia gente, tra le strade, tra i progetti e le sfide quotidiane”. Adesso resta un grande punto interrogativo che il centrodestra dovrebbe sciogliere già da martedì, dopo il risultato elettorale nelle Marche.

Sarabbe accaduto dopo una lite in un circolo ricreativo Un uomo, dopo una lite in un circolo ricreativo in via General Messina, a Taranto, sarebbe stato accoltellato e sanguinante ha raggiunto la vicina via Cesare Battisti dove è crollato per strada. E’ successo ieri sera. L’uomo è stato soccorso e trasportato al Santissima Annunziata. Sull’episodio sta indagando la Polizia.

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