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Primo Piano

Nicola Spadavecchia era il titolare del locale in cui nel 2024 fu uccisa per errore la 19enne barese. È parte offesa del processo . Era il 22 settembre del 2024, Nicola Spadavecchia era il gestore della discoteca di Molfetta dove fu uccisa la giovanissima Antonella Lopez. Quel giorno, dice, sono morto anch’io. Intervistati: Nicola Spadavecchia, ex gestore Bahia; avv. Maurizio Masellis, legale Nicola Spadavecchia Il processo con il rito abbreviato si è concluso con le condanne a 18 anni anni e 8 mesi di carcere per Michele Lavopa, il 22enne che confessò l’omicidio, 4 anni e sei mesi invece nei confronti di Eugenio Palermiti, nipote dell’omonimo capoclan del quartiere Japigia di Bari, ritenuto il bersaglio dell’agguato, che quella notte, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, era armato. 

Le strade che portano a casa sua sono impraticabili per una persona sulla sedia a rotelle. Fernando Susco ha 80 anni, vive a Talsano, borgata di Taranto. Suo figlio tre anni fa è stato travolto da un’auto mentre era in moto e da allora si sposta sulla sedia a rotelle. Il signor Fernando vorrebbe solo vederlo più spesso, poterlo abbracciare, ma non è possibile perché le strade che portano a casa sua sono impraticabili per una persona disabile. Lancia un appello al sindaco Pietro Bitetti: vorrebbe solo il rispetto dei diritti. L’abbattimento delle barriere architettoniche e una strada agibile. IL SERVIZIO DI ALESSANDRA MARTELLOTTI QUI 

Ferito anche un bambino di 7 anni. Il primo è avvenuto tra Mola e Rutigliano, l’altro tra Bitetto e Bitritto. Le chiamate ai soccorritori, sono arrivate a distanza di pochissimi minuti. Erano circa le 2,30 della notte, e a chiedere aiuto, sono stati i conducenti di altri veicoli, che transitavano sulle provinciali che collegano Bitetto a Bitritto, e Rutigliano a Mola, in provincia di Bari. La prima partenza dei vigili del fuoco aveva appena lasciato la caserma di Bari, i direzione di questa strada, tutta curve e viscida per la pioggia, dove l’auto di una ventenne, Ilaria Alfarano, una Citroen C3, era finita contro questo albero d’ulivo, uccidendola sul colpo, quando una seconda chiamata, segnalava un’altra auto, una Lancia Ypsilon, uscita fuori strada, quasi nello stesso modo, sulla provinciale 111, all’uscita di Rutigliano. I vigili del fuoco sono arrivati da Monopoli, insieme a quattro ambulanze e due auto mediche, per soccorrere i quattro occupanti dell’auto. Per un’altra giovane donna, Rita Sanitate, 25 anni di Mola, non c’era più nulla da fare. Sull’auto un bambino di 7 anni, ricoverato al Policlinico in codice rosso, per la rottura della milza, e una coppia. I due, sono stati trasportati al Di Venere e al San Giacomo di Monopoli. Uno scontro terribile, quello contro questo grande albero, con il motore volato a decine di metri di distanza, e il tachimetro fermo sugli 80 chilometri all’ora. Sul posto, ci sono ancora i segni del tentativo di frenata, subito dopo la curva, e la lapide di un’altra giovane vittima morta nello stesso punto. Una tragica analogia con l’incidente che ha ucciso, quasi alla stessa ora, l’altra ventenne, su questa provinciale, alle porte di Bitetto, dove anche in questo caso, l’auto è finita contro un albero, all’uscita di una curva. Anche qui l’asfalto era bagnato e anche qui, un ulivo accanto a quello dove si è accartocciata la C3 della giovanissima Ilaria, è stato sradicato e rimpiazzato, poco tempo fa, dopo un altro tragico incidente

Un danno ambientale incalcolabile . Sono centinaia, forse migliaia. Impossibile fare una stima, anche approssimativa. Gli pneumatici sversati nei terreni a ridosso del ghetto dei migranti africani a Borgo Mezzanone, tra Foggia e Manfredonia. Giorno dopo giorno aumenta anche il numero delle auto rubate, smontate e bruciate. Qui il video con le immagini della enorme discarica Per Giuseppe Marasco, comandante degli ispettori ambientali, “non è possibile che si continuino a rubare le auto ai cittadini della Capitanata e di tutta Italia”

Sul caso indaga la Squadra Mobile di Bari che ha acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona. Misterioso agguato la notte scorsa al quartiere San Paolo di Bari. Un ragazzo di 20 anni, incensurato, è stato ferito con un colpo di arma da fuoco. Lui era con altri amici vicino ad un distributore di carburanti in viale delle Regioni. Chi ha sparato era a bordo di un’auto che, dopo aver esploso alcuni colpi, è fuggita via. Il ventenne è stato preso ad un piede, immediatamente soccorso è stato accompagnato in ospedale. Ne avrà per un mese. Sul caso indaga la Squadra Mobile di Bari che ha acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona. Gli agenti hanno anche ascoltato la vittima e i suoi amici.

La procura di Lagonegro ha aperto un’inchiesta, indagano i carabinieri . Da alla luce la sua bambina e muore. È successo all’ospedale di Lagonegro dove una donna di 36 anni, residente a Scalea, nel cosentino, già madre di altri due bambini, è deceduta dopo il parto naturale a cui però hanno fatto seguito prima un’emorragia e poi un arresto cardiaco. La piccola è in buone condizioni di salute ed è stata affidata alle cure del personale sanitario. La locale procura della Repubblica ha già aperto un fascicolo di indagine per fare luce sull’accaduto. Indagano i carabinieri. Anche l’azienda ospedaliera regionale “San Carlo” ha immediatamente provveduto a istituire un gruppo tecnico interno con lo scopo di fare chiarezza sulla morte della donna, a tutela di quanti si rivolgono quotidianamente all’ospedale per i propri bisogni di salute, nonché degli operatori. Il gruppo potrà fornire alle Autorità competenti ogni elemento ritenuto utile. “Chiarezza in tempi rapidi” l’hanno chiesta anche il governatore lucano, Vito Bardi, e l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, che hanno già dato precise disposizioni ai vertici sanitari affinché si attivino immediatamente tutte le procedure interne necessarie per fare piena luce sulla tragedia. Bardi e Latronico hanno chiesto una relazione puntuale ai dirigenti sanitari, pur ribadendo il totale e assoluto rispetto per gli accertamenti già avviati dalla magistratura, in cui si ripone la massima fiducia.

Hanno denunciato di essere stati completamente abbandonati, senza alcun tipo di assistenza. Sono atterrati a Bari alle 15 i circa 180 pugliesi rimasti bloccati a Berlino per 24 ore a causa dell’emergenza neve. Si tratta di operatori e imprenditori che avevano preso parte a Fruit Logistik, la più importante fiera mondiale del settore ortofrutticolo. Sarebbero dovuti rientrare ieri mattina (venerdì 6 febbraio) con un volo charter in programma alle 10 ma solo in serata hanno avuto notizia che il volo era stato cancellato a causa del ghiaccio sulle piste. Hanno denunciato di essere stati completamente abbandonati, senza alcun tipo di assistenza. Finalmente la disavventura è terminata, ora possono tirare un sospiro di sollievo.

Il presidente della Figc ha confermato da quella data non sarà più possibile controllare contemporaneamente più club professionistici di calcio in Italia . Il sindaco Vito Leccese e il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro hanno incontrato il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Gabriele Gravina, a Bari per la presentazione del Torneo delle Regioni.Il confronto è stato l’occasione per chiedere ulteriori rassicurazioni sull’indifferibilità del termine ultimo per lo scioglimento delle multiproprietà nel calcio professionistico, facendo seguito alla lettera inviata dal primo cittadino lo scorso dicembre. «Si è trattato di un confronto cordiale, nel corso del quale abbiamo parlato della manifestazione che si terrà a Bari, Lecce, Brindisi e Taranto tra marzo e aprile. L’occasione è stata utile anche per affrontare il tema del futuro della squadra di calcio della città di Bari», ha dichiarato il sindaco. Nel corso dell’incontro, il presidente Gravina ha confermato che dal 1 luglio 2028 non sarà più possibile controllare contemporaneamente più club professionistici di calcio in Italia e che tale scadenza non è in alcun modo prorogabile. «La volontà della Federazione è quella di rispettare pienamente la data fissata. Il 2028, peraltro, non va considerato un traguardo lontano: qualora la società non venisse ceduta entro quel termine, ciò comporterebbe per la proprietà la perdita definitiva del titolo sportivo», ha aggiunto Leccese. «Ringrazio il presidente Gravina per le risposte fornite, che riguardano non solo il futuro di una squadra di calcio, ma la passione di un’intera città e le legittime ambizioni sportive di una tifoseria calorosa e profondamente legata ai propri colori come quella barese», ha concluso il sindaco.

Ha riportato fratture ma non è in pericolo di vita . Sul posto per i rilievi i carabinieri. Paura per una donna di 72 anni di Parabita caduta nel vano ascensore della propria abitazione. É accaduto in via Torino . La donna nell’aprire la porta dell’ascensore della propria abitazione un immobile indipendente su due livelli, è precipitata nel vano perché la cabina era rimasta a livello inferiore. Soccorsa dai vigili del fuoco è stata trasportata all’ospedale di Gallipoli. Ha riportato fratture ma non è in pericolo di vita . Sul posto per i rilievi i carabinieri. L’ascensore è stato posto sotto sequestro .

Nel mirino dei ladri una rivendita di telefonia in viale Pola, nella Città Bianca, e successivamente una farmacia e un bar-tavola calda a Casalini, frazione di Cisternino. Tre colpi messi a segno nel giro di poche ore tra Ostuni e la frazione Casalini di Cisternino. Carabinieri e polizia sono sulle tracce dei malviventi, con l’ipotesi che ad agire sia stata un’unica banda. Nel mirino dei ladri una rivendita di telefonia in viale Pola, nella Città Bianca, e successivamente una farmacia e un bar-tavola calda a Casalini, frazione di Cisternino. Il bottino è in fase di quantificazione: i malviventi avrebbero portato via diversi smartphone di ultima generazione e parte degli incassi delle altre due attività. Il furto nel negozio di telefonia si è consumato in pochi minuti. Dopo aver forzato l’ingresso, i ladri hanno fatto razzia di cellulari e si sono dati alla fuga subito dopo l’attivazione dell’allarme, rendendo impossibile un intervento immediato. Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di Ostuni che hanno acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona. Il colpo di Ostuni sarebbe stato preceduto dal doppio furto a Casalini, dove il modus operandi è apparso analogo: ingresso forzato e azione rapida. All’arrivo dei carabinieri la banda aveva già fatto perdere le proprie tracce. Non viene escluso che i responsabili possano essere persone del territorio, con una fuga pianificata lungo le strade rurali tra Ostuni e Cisternino. 

Le indagini riguardano presunte agevolazioni illecite nell’introduzione di merci nel territorio nazionale in cambio di beni o altre utilità. La Procura della Repubblica di Brindisi ha disposto perquisizioni personali e domiciliari nei confronti di sei persone, tra cui cinque funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in servizio presso il porto di Brindisi, indagate, a vario titolo, per reati contro la Pubblica Amministrazione, in particolare per ipotesi di corruzione.I provvedimenti rientrano in un’indagine di polizia giudiziaria condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Brindisi, con la collaborazione dell’ADM, e riguardano presunte agevolazioni illecite nell’introduzione di merci nel territorio nazionale in cambio di beni o altre utilità. Le investigazioni avrebbero consentito di ricostruire diversi episodi di corruzione, avvenuti soprattutto l’anno scorso, che avrebbero coinvolto i funzionari indagati e un ulteriore soggetto esterno all’Amministrazione. Le perquisizioni sono finalizzate all’acquisizione di ulteriori elementi utili alla prosecuzione delle indagini.

Impugnato il risultato delle elezioni regionali: al centro del ricorso l’interpretazione della soglia di sbarramento e l’esclusione di AVS dal Consiglio. Alla Regione Puglia è ufficialmente iniziata l’ora dei ricorsi elettorali. Dopo essere stati ampiamente annunciati nell’immediato post voto di novembre, i ricorsi sono stati ora formalmente depositati presso il TAR, aprendo una nuova fase di confronto giudiziario sull’esito delle elezioni regionali. Sono cinque i candidati che hanno deciso di rivolgersi al Tribunale Amministrativo Regionale, contestando i risultati elettorali e le modalità di attribuzione dei seggi. Tra questi figura Francesca Bottalico, prima dei non eletti nella lista “Decaro Presidente” a Bari, insieme a Sergio Blasi, candidato del Partito Democratico nella circoscrizione di Lecce, e Domenico Damascelli di Fratelli d’Italia. A presentare ricorso sono anche due esponenti della lista Alleanza Verdi-Sinistra (AVS): l’ex governatore della Puglia Nichi Vendola e l’ex assessore regionale all’Ambiente Annagrazia Maraschio. Proprio AVS concentra il proprio ricorso su un punto chiave, ovvero la contestazione dell’interpretazione della legge elettorale adottata dalla Corte d’Appello. Secondo quanto sostenuto nel ricorso, la Corte avrebbe applicato in modo errato il criterio di calcolo della soglia di sbarramento, stabilendo che il 4% debba essere determinato non solo in base ai voti di lista, ma anche considerando quelli ottenuti dal candidato presidente collegato. Un’interpretazione che, secondo AVS, avrebbe penalizzato ingiustamente la coalizione. Di fatto, Alleanza Verdi-Sinistra, pur avendo superato la soglia del 4%, si è ritrovata esclusa dal Consiglio regionale pugliese, senza alcun rappresentante eletto nel cosiddetto “parlamentino” regionale. Una situazione che ha spinto il movimento a chiedere l’intervento dei giudici amministrativi per ottenere un riesame complessivo dell’esito elettorale. Ora la parola passa al TAR, che dovrà valutare nel merito i ricorsi e stabilire se vi siano stati errori nell’applicazione delle norme elettorali, con possibili ripercussioni sugli equilibri politici del Consiglio regionale della Puglia.

Il 32enne morì finendo fuori strada con la sua auto di rientro a Gallipoli da Matino dove aveva trascorso le ultime ore a casa della fidanzata. Il gip di Lecce Tea Verderosa ha disposizione l’archiviazione per il caso di Giorgio Spada, il 32enne di Gallipoli morto in un incidente stradale il 1 aprile 2024 , nel giorno di Pasquetta. Un incidente dietro il quale, per i genitori del 32enne ci sarebbe dell’altro. Secondo loro l’incidente sarebbe stato causato da qualcuno che lo stava inseguendo dopo un litigio. Qualcuno riconducibile alla famiglia della donna a cui era legato con la quale i rapporti sarebbero stati tesi. Giorgio Spada morì finendo fuori strada con la sua auto di rientro a Gallipoli da Matino dove aveva trascorso le ultime ore a casa della fidanzata. Il fascicolo d’inchiesta, dopo l’esposto in Procura dei genitori del 33enne, era stato aperto per omicidio colposo a carico di ignoti. Ma il gip ha accolto la tesi del pm che aveva chiesto l’archiviazione per la mancanza di elementi per concludere con certezza che vi fossero responsabilità penalmente rilevanti attribuibili a soggetti terzi, riconducendo così il decesso ad un sinistro stradale autonomo

L’uomo, originario di Sava, chiedeva un sistema sanitario più umano per gli ultimi giorni di vita. La Asl è intervenuta e ha acquistato l’apparecchio richiesto, il primo in Italia. Dopo una settimana e grazie alla denuncia del Tgnorba, Luciano, malato oncologico terminale, e la sua famiglia ritrovano un po’ di pace. Sul volto i segni indelebili del tumore aggressivo. Un tumore che gli causava frequenti sanguinamenti e un odore nauseabondo. Abbiamo accolto il loro appello insieme a quello del dottor Giancarlo Donnola, che lo ha in cura. Un appello alla Asl per acquistare un apparecchio, Spincare, capace di ricostruire il derma, di creare una barriera protettiva e quindi di alleviare quei disagi Intervista: Giancarlo Donnola resp. Ambulatorio Wound Care Asl Taranto

Sarebbero dovuti partire alle 17 con un volo charter diretto a Bari ma l’aereo non è mai nemmeno arrivato. Ci sono circa 180 pugliesi bloccati all’aeroporto di Berlino a causa dell’emergenza ghiaccio e neve. Si tratta di coloro che hanno partecipato al Fruit Logistic. Sarebbero dovuti partire alle 17 con un volo charter diretto a Bari ma l’aereo non è mai nemmeno arrivato. Dopo aver atteso a lungo informazioni, dopo più tre ore, sono tornati in albergo. Dovrebbero partire domani mattina (sabato 7 febbraio) ma il condizionale è d’obbligo. Le testimonianze da Berlino

Saranno celebrati domani (sabato 7 febbraio) alle 10 nella chiesa di San Nicola. Saranno celebrati domani (sabato 7 febbraio) alle 10, nella chiesa madre San Nicola di Adelfia, i funerali di Rocco Lotito , 89 anni, e della moglie Antonetta Costantino, di 92, morti sabato scorso nell’incendio della loro casa in via Oberdan , causata dall’esplosione di una bombola di gas.A causa dell’incendio, si è verificato il crollo parziale dell’immobile di due piani.Il sindaco di Adelfia, Giuseppe Cosola, ha proclamato il lutto cittadino

L’Ambasciata italiana in Kazakistan gli ha comunicato che potrà presto incontrare il bambino, rapito nel 2015 dalla madre. Dopo undici anni di battaglie giudiziarie, si apre uno spiraglio nella vicenda di Adelio Bocci, il bambino rapito nel 2015 e portato in Kazakistan dalla madre senza il consenso del padre. l’Ambasciata italiana in Kazakistan ha comunicato al padre che potrà presto recarsi nel Paese per incontrare il figlio, accompagnato da personale diplomatico. Qui l’intervista a Giovanni Bocci

Tra gli imputati anche l’ex governatore pugliese Nichi Vendola, i fratelli Nicola e Fabio Riva, ex proprietari e amministratori dell’ex Ilva, e l’ex direttore del siderurgico di Taranto, Luigi Capogrosso. Il gup di Potenza, Francesco Valente, ha rinviato a giudizio 21 imputati coinvolti nel processo “Ambiente svenduto”, in cui si contesta il reato di disastro ambientale prodotto tra il 1995 e il 2012 dall’ex Ilva di Taranto, durante la gestione della famiglia Riva. La prima udienza è stata fissata per il 21 aprile prossimo. Tra gli imputati anche l’ex governatore pugliese Nichi Vendola, i fratelli Nicola e Fabio Riva, ex proprietari e amministratori dell’ex Ilva, e l’ex direttore del siderurgico di Taranto, Luigi Capogrosso. Il processo trae origine dal sequestro dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto avvenuto a luglio 2012.   Su richiesta dei legali del Codacons il gup del Tribunale di Potenza, Francesco Valente, oltre al rinvio a giudizio per 21 imputati, ha disposto un sequestro conservativo superiore a 675mila euro a favore delle parti civili rappresentate dall’associazione, nell’ambito dell’inchiesta “Ambiente Svenduto” relativo al reato di disastro ambientale contestata alla gestione dell’Ilva da parte del gruppo industriale privato Riva.

Scrive le sue ragioni in un post sulla sua pagina Facebook, quella nella cui foto di profilo compare ancora la spilletta dell’ex partito appuntata sul bavero della giacca “Dopo mesi di riflessioni, per me non scontate e semplici, ho deciso di uscire dalla Lega per ragioni politiche, in dissenso con un gruppo che non sento più mio e nel quale sento di non essere più utile” inizia così il post che l’onorevole Rossano Sasso ha pubblicato sulla sua pagina Facebook, nella cui foto di profilo compare ancora con la spilletta della Lega appuntata sul bavero della giacca. “Scelgo di seguire il Generale Roberto Vannacci nella sua battaglia identitaria e sovranista. Memento audere semper ” scrive in chiusura di una lunghissima lettera aperta in cui spiega come ha maturato la sua decisione. “Eravamo animati da una spinta emotiva e ideale fortissima, fieri di un progetto politico rivoluzionario, identitario e sovranista, che ho avuto l’onore folle di guidare per anni insieme ad altri pazzi visionari del Sud” spiega Sasso, “oggi quel progetto per me non esiste più, mi limiterò a dire questo perchè non voglio polemizzare con quello che è stato il mio partito per 12 anni e con una persona, l’unica, alla quale sarò sempre grato per le opportunità e le gratificazioni che mi ha dato, forse meritandole o forse no, ma il mio percorso politico con Matteo Salvini termina qui”. ” Oggi lascio un partito che è al Governo, per inseguire un sogno” conclude Sasso, “Voglio continuare ad essere fedele ai miei principi, quelli che mi animavano a 17 anni, quelli che mi hanno animato nel 2014 e quelli che mi animano oggi”

Le indagini della polizia dovranno chiarire la natura del rogo. Al momento non si esclude nessuna ipotesi. La Procura di Trani ha aperto un’inchiesta sull’incendio che ieri sera, 5 febbraio, a Barletta ha distruttol’auto del giornalista Adriano Antonucci. L’ipotesi di reato è danneggiamento a seguito di incendio e al momento si procede contro ignoti. L’auto, che è stata sequestrata, era parcheggiata non lontano dalla abitazione del cronista. Le indagini della polizia dovranno chiarire la natura del rogo. L’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona potrà aiutare gli investigatori. Al momento non si esclude nessuna ipotesi. Al giornalista sono stai rivolti diversi messaggi di vicinanza e solidarietà tra cui quella del sindaco di Barletta, Cosimo Cannito. “La più sincera solidarietà e vicinanza umana al giornalista Adriano Antonucci. Sono al fianco di chi, con professionalità e passione, racconta la nostra città. Ad Adriano va tutto il mio sostegno e quello dell’amministrazione comunale. Confido nel lavoro delle forze dell’ordine affinché si possa fare luce sull’accaduto”.

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