
Corato, colpito da un cavo in acciaio: grave un operaio di 59 anni
Era al lavoro in un cantiere per il potenziamento della rete elettrica Un operaio di 59 anni è rimasto gravemente ferito a una gamba mentre,
Era al lavoro in un cantiere per il potenziamento della rete elettrica. Un operaio di 59 anni è rimasto gravemente ferito a una gamba mentre, questa mattina, 12 febbraio, era al lavoro in un cantiere per il potenziamento della rete elettrica a Corato. Il 59enne, originario della provincia di Taranto, sarebbe stato colpito alla gamba da un cavo in acciaio. Soccorso dal personale del 118, è stato trasportato al Policlinico di Bari. Sull’accaduto indagano gli agenti della polizia locale di Corato.
Sequestrati anche 160 grammi di sostanza stupefacente . A Bitonto è stata smantellata dai Carabinieri piazza di spaccio nel centro cittadino durante un blitz ieri sera, 11 febbraio. I Carabinieri della Compagnia di Modugno, coadiuvati da unità cinofile, dai militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori Puglia, dalle Squadre di Intervento Operativo S.I.O. dell’XI Reggimento Carabinieri Puglia, dalle Aliquote di Pronto Intervento A.P.I. del Comando Provinciale Carabinieri di Bari e con il supporto del 6° Nucleo Elicotteri di Bari, hanno tratto in arresto in flagranza di reato 2 persone, ritenute responsabili (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione si inserisce nell’ambito di un mirato servizio di controllo straordinario del territorio, finalizzato alla repressione del traffico di droga nella “piazza di spaccio”, nel centro storico di Bitonto, verso il quale è rivolta la massima attenzione dell’Arma. Nel corso delle attività, i militari provvedevano anche al sequestro di 160 grammi di sostanza stupefacente (hashish, marijuana e cocaina) e denaro in contante nonché a rinvenire e disattivare un abusivo e complesso impianto di videosorveglianza, con telecamere occultate nelle pareti dei fabbricati, utili anche a monitorare le attività dei Carabinieri.
Il Tribunale di Bari ha inflitto fino a 2 anni 6 mesi reclusione e privazione dei diritti politici. Il Tribunale di Bari ha condannato 12 militanti baresi di CasaPound per i reati di manifestazione fascista con privazione dei diritti politici per cinque anni. Sette di loro sono stati condannati anche per lesioni. Ai primi cinque è stata inflitta la pena di 1 anno e 6 mesi di reclusione, agli altri sette 2 anni e 6 mesi di reclusione. Il processo riguarda l’aggressione del 21 settembre 2018 nel quartiere Libertà di Bari ai danni di alcuni manifestanti antifascisti di ritorno da un corteo organizzato otto giorni dopo la visita dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il Tribunale ha escluso per tutti l’aggravante della premeditazione e ha assolto altri cinque imputati che rispondevano della riorganizzazione del partito fascista “per non aver commesso il fatto”. Gli imputati sono stati condannati anche a risarcire le parti civili costituite, le vittime dell’aggressione (l’allora europarlamentare di Rifondazione comunista Eleonora Forenza e il suo assistente Antonio Perillo; Giacomo Petrelli di Alternativa Comunista e Claudio Riccio di Sinistra Italiana), Anpi, Rifondazione comunista, Comune di Bari e Regione Puglia. Si tratta della prima sentenza in Italia che riconosce la violazione degli articoli 1 e 5 della legge Scelba, cioè la riorganizzazione del disciolto partito fascista e la manifestazione fascista, a militanti di CasaPound. I NOMI: Sono stati condannati per l’imputazione relativa alla riorganizzazione del partito fascista Giuseppe Alberga, all’epoca coordinatore provinciale di CasaPound; Antonio Caradonna, Paolo Antonio De Laurentis , Martino Cascella, Marcello Altini, Fabrizio De Pasquale, Ciro e Rocco Francesco Finamore, Roberto Stivali, Giacomo Pellegrini, Domenico Totaro, Ilario Mazzotta. Gli ultimi sette sono stati condannati anche per le lesioni. Assolti Matteo Verdoscia, Saverio Desiderato, Domenico Macina, Lucia Picicci e Patrizia De Anna.
Giuseppe Russo e Giuseppe Iannello si sono avvalsi della facoltà di non rispondere . Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Giuseppe Russo e Giuseppe Iannello. L’udienza di convalida del fermo era prevista questa mattina alle 9.30 nel carcere di Lecce dove sono detenuti ma i due foggiani, accusati di aver preso parte all’assalto armato di lunedì scorso al portavalori sulla Brindisi-Lecce, hanno deciso alla presenza dei propri legali di fiducia di non rispondere all’interrogatorio del gip Tea Verderosa e del pm Alessandro Prontera. Si attende nelle prossime ore la convalida del fermo con la custodia cautelare in carcere. Sono accusati di tentati omicidio e delitto aggravato dal metodo mafioso, associazione di stampo mafioso, danneggiamento seguito da incendio, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate, tentato omicidio aggravato dai motivi abietti, rapina aggravata, estorsione, porto e detenzione di armi da guerra, armi comuni e materiale esplodente.
Due gli episodi: uno a Statte e uno a Taranto. Per fortuna non ci sono feriti. Continuano, a Taranto, gli atti vandalici ai danni dei mezzi di Kyma Mobilità. A rischio conducente del mezzo e passeggeri. Ieri sera a Statte un autobus di linea è stato colpito dal lancio di una pietra che ha infranto il vetro. Nella tarda mattinata, sempre di ieri, in piazza Fontana, a Taranto, ignoti hanno lanciato una bottiglia di vetro contro il mezzo. In entrambi i casi nessuno è rimasto ferito. Non si tratta più di semplici atti vandalici, dichiara Andrea Basile, segretario territoriale Ugl, il quale chiede la convocazione immediata di un tavolo in Prefettura con tutti gli enti preposti per individuare misure concrete a tutela del personale e dell’utenza.
Sull’accaduto indagano i carabinieri. Ancora una bomba a un bancomat nel Foggiano. Preso di mira, in nottata, lo sportello della Banca Popolare di Milano a Poggio Imperiale, a pochi passi dal Comune. Tre le esplosioni avvertite dai cittadini. Non è chiaro se i banditi siano riusciti a impossessarsi del denaro. L’area è stata messa in sicurezza dai vigili del fuoco. Sull’accaduto indagano i carabinieri.
. Cosimo Pozzessere, farmacista di San Giorgio Ionico, in provincia di Taranto, è stato aggredito la sera di lunedi scorso, mentre chiudeva la saracinesca della storica attività in piazza del Popolo. Le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso tutta la scena. “Ho avuto paura di morire” confida il farmacista L’intervista al farmacista e le immagini dell’aggressione qui
Un passeggero è salito a bordo del pullman con il suo cane senza guinzaglio e museruola. L’operatore, un giovane di 32 anni, più volte, con garbo, gli ha chiesto di scendere. É tornato al volante del suo mezzo l’autista di Kyma Mobilità, sulla stessa linea 8, dove martedì mattina è stato aggredito. È successo in via Golfo di Taranto: un passeggero è salito a bordo del pullman con il suo cane senza guinzaglio e museruola. L’operatore, un giovane di 32 anni, più volte, con garbo, gli ha chiesto di scendere o di collaborare ma di fronte ha trovato un muro. L’intervista di Annamaria Rosato all’autista aggredito la trovate qui
Ci sono anche i cacciatori di Puglia, gli stessi che a Mola di bari hanno rintracciato e arrestato Carlo Biancofiore, latitante da luglio scorso.. Blitz antidroga dei carabinieri in corso questa sera (11 febbraio) nel centro storico di Bitonto. I militari sono intervenuti anche con un elicottero, droni, cani antidroga. Ci sono anche i cacciatori di Puglia, gli stessi che a Mola di Bari hanno rintracciato e arrestato Carlo Biancofiore, latitante da luglio scorso. Era destinatario di due ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Tribunale di Bari su richiesta Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, per i reati di associazione mafiosa e finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti nonché per tentato omicidio premeditato aggravato dal metodo mafioso. Nelle stradine del centro storico di Bitonto nessuno poteva transitare senza essere visto e filmato. Decine di microcamere, nascoste tra vicoli e archi, controllavano l’area ventiquattr’ore su ventiquattro. Alcune sarebbero state addirittura murate nel cemento, quasi invisibili anche agli occhi dei militari. È quanto scoperto dai carabinieri durante l’operazione che ieri sera ha passato al setaccio la zona di Porta Robustina. Un dispiegamento imponente di uomini e mezzi: militari a terra, unità cinofile, il reparto speciale Cacciatori di Puglia, mentre dall’alto vigilavano elicottero e droni. Il sofisticato sistema di videosorveglianza, secondo quanto emerso, sarebbe stato utilizzato dagli spacciatori per monitorare le vie di accesso e prevenire controlli. I militari hanno lavorato per ore per individuare e smantellare tutte le apparecchiature. Secondo informazioni ancora in fase di verifica, due persone sarebbero state fermate e sarebbe stata recuperata una grande quantità di sostanza stupefacente. L’operazione arriva in un momento particolarmente delicato per la città. Nelle ultime settimane si sono registrati incendi di auto, colpi di pistola a scopo intimidatorio e, a fine gennaio, il ferimento del 30enne Damiano Liso, raggiunto da proiettili in via Generale Planelli. Episodi che, secondo quanto trapela, sarebbero legati a tensioni per il controllo delle piazze di spaccio. Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Francesco Paolo Ricci, che nei giorni scorsi aveva chiesto in Prefettura un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine. “Una risposta forte e decisa”, ha commentato, parlando di un segnale importante per la sicurezza della comunità.
Alcuni operatori avrebbero manomesso le liste d’attesa accedendo alla piattaforma fuori dall’orario di lavoro. Il commissario straordinario della Asl Ta, Gregorio Colacicco, chiarisce: “Gli accessi al di fuori degli orari di servizio riguardano 4-5 operatori e ora li stiamo identificando e stiamo facendo le verifiche”. Stando a quanto emerso dalla prima indagine interna della Commissione speciale, istituita dal commissario straordinario Asl, Colacicco, alcuni operatori fuori servizio, a sportelli chiusi, si sono introdotti nel sistema digitale per le prenotazioni, modificando gli appuntamenti. Il faldone di dati raccolti nella prima fase, è stato consegnato ai carabinieri del Nas, dichiara Colacicco. In corso, le verifiche tecniche. Poi si capirà che piega prenderà la vicenda. Qui il servizio di Alessandra Martellotti con l’intervista al commissario straordinario Asl Ta Gregorio Colacicco
Gli investigatori sospettano che dietro ci possa essere la mafia foggiana supportata sull’aspetto logistico dalla Scu brindisina e salentina. Si terrà domani mattina (12 febbraio) alle 9.30 nel carcere di Lecce davanti al gip l’udienza di convalida dei fermi a carico di Giuseppe Iannelli e Giuseppe Russo, i due foggiani presi dopo l’assalto al blindato di lunedì sulla Brindisi-Lecce. Sono accusati, tra l’altro, di tentato omicidio e delitto aggravato dal metodo mafioso, associazione di stampo mafioso, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate, tentato omicidio aggravato, rapina aggravata, estorsione, porto e detenzione di armi da guerra, armi comuni e materiale esplodente. Il portavalori della Battistolli era diretto alla sede della Banca d’Italia di Lecce e trasportava circa 6 milioni di euro. I banditi lunedì mattina hanno agito indossando maschere in silicone, raffiguranti volti umani, alterate persino con del fondotinta per evitare qualsiasi rischio di identificazione. Due di quelle utilizzate sono state rinvenute nel borsone abbandonato durante la fuga nelle campagne dai due banditi foggiani arrestati. Gli investigatori sospettano che dietro ci possa essere la mafia foggiana supportata sull’aspetto logistico dalla Scu brindisina e salentina. A bordo della Jeep Compass sequestrata, risultata rubata, sono stati rinvenuti numerosi effetti personali . Tutto servirà per un eventuale estrapolazione profili utili di DNA. Le indagini proseguono con perquisizioni e rastrellamenti lungo le province di Foggia, Brindisi e Lecce.
. Il Tribunale di Lecce ha condannato a sei anni di reclusione per direttissima un 41enne origini pakistane per aver aggredito per strada un uomo di 86 anni. Lo aveva colpito con violenza facendolo cadere rovinosamente per terra solo perché si era rifiutato di dargli soldi. L’anziano era stato trasportato in ospedale e dimesso con una prognosi di 30 giorni. Qui il video dell’aggressione Il 41enne era stato arrestato lo scorso 29 gennaio dalla Polizia e portato in carcere. Il giudice Pietro Baffa ha disposto anche una multa di 1.500 euro e il risarcimento del danno in favore della vittima. Il pm aveva chiesto per l’imputato una pena di quattro anni. E’ ritenuto responsabile di tentata rapina e lesioni personali.
Il femminicidio avvenne nell’abitazione della coppia, dov’era presente una delle tre figlie della coppia, all’epoca minorenne. Confermata in secondo grado la condanna all’ergastolo per Angelo Di Lella, il 60enne che, il 16 dicembre del 2022, uccise ad Apricena, nel Foggiano, sua moglie Giovanna Frino, di 44 anni.Lo ha deciso la corte d’assise d’appello di Bari.Secondo l’accusa, Di Lella era ossessionato dalla gelosia, poiché riteneva che la donna lo tradisse.Il femminicidio avvenne nell’abitazione della coppia, dov’era presente una delle tre figlie della coppia, all’epoca minorenne. Giovanna Frino fu uccisa con tre colpi di pistola da suo marito, ex guardia giurata.
. Butta per sbaglio nel cestino della spazzatura 20 lingotti d’oro custoditi in un contenitore di latta, i carabinieri li ritrovano nella discarica e glieli restituiscono. È l’incredibile vicenda accaduta in Salento ad un 57enne. L’uomo l’altro giorno si era recato nella marina di Torre Lapillo per gettare la spazzatura raccolta in uno dei cestini lungo via Bonomi, non rendendosi conto che nel sacchetto c’era anche la scatola dove erano custoditi 20 lingotti di vario peso acquistati con regolare fattura nel corso degli anni, per un valore complessivo di 120 mila euro. Accortosi il giorno dopo della disavventura, l’uomo si è recato dai carabinieri di Porto Cesareo denunciando il fatto. I militari, inizialmente increduli, hanno poi verificato dalla visione dei filmati delle telecamere il racconto corrispondeva al vero. La ricerca così si è spostata ad Ugento, nella discarica dove gli autocompattatori avevano conferito i rifiuti. Alla fine il contenitore di latta è stato rinvenuto con tutto il suo carico prezioso restituito al suo legittimo proprietario.
Sequestrata la pistola priva di tappo rosso, coinvolto il padre e informata la Procura per i minorenni. Attimi di tensione in una scuola media del Basso Salento, dove i carabinieri sono intervenuti dopo il ritrovamento di una pistola tra i banchi di un’aula. L’arma, di colore nero e priva del tappo rosso, si è rivelata essere una pistola da softair, ma del tutto simile a una reale. L’oggetto era in possesso di uno studente di 13 anni, iscritto alla terza media, in un istituto di un comune dell’hinterland A fare la scoperta sono stati i docenti, che, accortisi della presenza dell’arma, hanno immediatamente allertato la dirigente scolastica e le forze dell’ordine. Sul posto sono intervenuti i militari della stazione locale, affiancati dal Nucleo operativo e radiomobile. La pistola softair è stata sequestrata per gli accertamenti del caso. Per l’accaduto è stato indagato il padre del ragazzo, un 50enne. Della vicenda è stata informata anche la Procura per i minorenni di Lecce. Al momento sono in corso ulteriori verifiche per chiarire le modalità con cui il giovane sia entrato in possesso dell’arma e le eventuali responsabilità.
Danneggiate anche alcune auto in sosta. Ennesimo assalto ad un bancomat in Puglia. Questa volta preso di mira lo sportello della Banca di credito cooperativo di Canosa di Puglia, in via Generale Rizzi, periferia della città. Ignoti hanno utilizzato un ordigno per far esplodere la zona della cassaforte, il colpo però è fallito e gli autori sono fuggiti a mani vuote cospargendo l’asfalto di chiodi a tre punte per rallentare l’arrivo delle forze dell’ordine. Con gli pneumatici a terra sul posto sono subito intervenute le guardie giurate della Vegapol assicurandosi che nessuno fosse rimasto ferito. Il boato ha spaventato chi vive nella palazzina in cui si trova lo sportello automatico dell’istituto di credito. Ingenti i danni alla struttura, tre auto sono state danneggiate dalla deflagrazione. Indagano i carabinieri. Quello di Canosa di Puglia è solo l’ultimo episodio di una preoccupante escalation che negli ultimi mesi sta interessando diverse province. Tra gli ultimi casi ricordiamo Margherita di Savoia, Giovinazzo e Cagnano Varano.
Intanto, dall’inchiesta emergono le falle di un piano definito paramilitare. La Procura contesta il tentato omicidio ai due uomini fermati dopo il colpo fallito di lunedì sulla statale 613 Brindisi-Lecce. Giuseppe Iannelli, 39 anni, e Giuseppe Russo, 62, entrambi di Foggia, avrebbero sparato ad altezza d’uomo contro la pattuglia dei carabinieri durante la fuga. Un proiettile ha forato il parabrezza lato conducente, un altro è rimasto conficcato nella carrozzeria: elementi che, per gli inquirenti, dimostrerebbero la volontà di uccidere. I due sono in carcere e rispondono anche di rapina pluriaggravata, porto e detenzione di armi da guerra ed esplosivi, oltre a resistenza e lesioni. Dall’inchiesta emergono intanto le falle di un piano definito paramilitare: auto civetta con lampeggianti per simulare controlli, esplosivo e kalashnikov in pieno giorno. L’ordigno sarebbe stato posizionato dal lato opposto rispetto alla cassaforte con circa un milione di euro, provocando solo l’attivazione dello “spumablock” e il fallimento del colpo. Sotto la lente anche la scelta del luogo, nei pressi di Tuturano, ritenuto meno favorevole alla fuga. Proseguono le ricerche degli altri componenti della banda tra Salento e Foggiano. E in Prefettura a Brindisi si è già tenuto un vertice per rafforzare controlli e strategie di prevenzione lungo le direttrici dei portavalori.
Secondo quanto riportato dal Corriere del Mezzogiorno, la commissione ispettiva della Asl avrebbe rilevato cancellazioni e riprenotazioni sospette anche in orari notturni: atti trasmessi alla Procura di Taranto.. Alla Asl Taranto scoppia il caso delle liste d’attesa sanità. Una commissione interna avrebbe individuato anomalie nella gestione del Cup Taranto, il Centro unico di prenotazione gestito da Sanitaservice Taranto: prenotazioni sanitarie cancellate e sostituite nel giro di pochi minuti, in alcuni casi anche in orari insoliti, tra tarda sera, alba e notte. Come riporta il Corriere del Mezzogiorno, l’attività ispettiva – voluta dal direttore generale Gregorio Colacicco – ha analizzato circa un milione di accessi alla piattaforma tra gennaio e giugno 2025. Nel mirino decine di credenziali riconducibili a operatori Cup della provincia, con accessi notturni al sistema Cup e operazioni di cancellazione e immediata ri-prenotazione. La stessa azienda sanitaria, sentita dal Corriere del Mezzogiorno, ha parlato di «una pratica ricorrente» di modifica delle prenotazioni durante l’orario di servizio, precisando che tecnicamente tali operazioni sono consentite in caso di rinuncia da parte del cittadino. Restano però i dubbi sugli accessi effettuati da remoto fuori dagli orari ordinari, circostanza che solleva interrogativi su possibili irregolarità prenotazioni sanitarie e su un’eventuale alterazione liste d’attesa. Il dossier è stato trasmesso alla Procura di Taranto, che dovrà verificare l’eventuale presenza di profili penalmente rilevanti. L’inchiesta Procura di Taranto dovrà chiarire se si sia trattato di episodi isolati o di un sistema strutturato capace di incidere sulla gestione delle liste e sui tempi di accesso alle prestazioni sanitarie. Sullo sfondo resta il tema dei controlli interni e delle responsabilità ancora da accertare.
La donna era diretta a Lecce, all’università, per sostenere l’ultimo esame. Invece si è trovata faccia a faccia con i banditi . L’incredibile testimonianza della donna bloccata dall’assalto al blindato lunedì mattina, mentre si recava all’università di Lecce per sostenere l’ultimo esame. I banditi l’hanno fatta scendere dall’auto puntandole il fucile addosso: lei ha messo me lani in alto e ha detto: “Ho una bambina” Qui l’intervista di Matteo Bottazzo
Era salito sull’autobus con un cane senza guinzaglio e museruola, è stato invitato a scendere e lui, di tutta risposta, ha inveito contro il dipendente Kyma mobilita . Un autista di Kyma Mobilità di Taranto è stato colpito con uno schiaffo ed è stato insultato da un passeggero. Quest’ultimo era salito sul mezzo pubblico con un cane senza guinzaglio e museruola, in violazione alle norme per la sicurezza. L’autista lo ha invitato a scendere ma di tutta risposta è stato aggredito. L’episodio è avvenuto sulla linea 8, in via Golfo di Taranto. Un collega è arrivato in soccorso dell’autista ed è intervenuta la Polizia che analizzerà i filmati del sistema di videosorveglianza. “Il lavoratore ha subito un forte stato di shock e di agitazione – spiega l’Ugl ferrotranvieri – tale da impedirgli la prosecuzione del servizio”

Era al lavoro in un cantiere per il potenziamento della rete elettrica Un operaio di 59 anni è rimasto gravemente ferito a una gamba mentre,

Sequestrati anche 160 grammi di sostanza stupefacente A Bitonto è stata smantellata dai Carabinieri piazza di spaccio nel centro cittadino durante un blitz ieri sera,

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La donna era diretta a Lecce, all’università, per sostenere l’ultimo esame. Invece si è trovata faccia a faccia con i banditi L’incredibile testimonianza della donna

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