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Le altre notizie

In meno di cinque minuti, i malviventi riescono a sollevare il veicolo, svitare i bulloni e posizionare i rettangoli di legno. Non c’è pace per la zona est di Lecce. Quello che fino a poche settimane fa era considerato uno dei distretti più sicuri e residenziali della città, l’area intorno a via Carrelli, è diventato il teatro d’azione preferito di una banda di professionisti del furto. Il copione è quasi sempre lo stesso, degradante per i proprietari e inquietante per la precisione dell’esecuzione: al mattino, alcuni residenti hanno ritrovano le proprie auto di lusso non più parcheggiate sul marciapiede, ma sospese precariamente su quattro blocchi di legno. Ruote e cerchioni spariti nel nulla. Le immagini dei sistemi di videosorveglianza, ora al vaglio dei Carabinieri, descrivono una realtà impressionante. Non si tratta di ladri improvvisati, ma di una vera e propria “squadra corse” del crimine. In meno di cinque minuti, i malviventi riescono a sollevare il veicolo, svitare i bulloni e posizionare i rettangoli di legno per evitare che il peso dell’auto danneggi i dischi dei freni. Nel mirino finiscono soprattutto auto di ultima generazione e SUV di alta gamma. Il motivo è puramente economico: un set di cerchi in lega originali, completi di pneumatici nuovi, può fruttare alla banda un bottino che supera i 10.000 euro. La rivendibilità nel mercato dei ricambi usati è immediata e difficile da tracciare. Tra i residenti di via Carrelli e delle zone limitrofe serpeggia ora la paura. Il timore di non ritrovare la propria vettura integra l’indomani mattina sta cambiando le abitudini di un intero quartiere, mentre le forze dell’ordine intensificano i pattugliamenti per intercettare i componenti di questa organizzazione specializzata. Ora però il timore dei residenti è che dai furti delle auto si possa passare alle abitazioni. di Matteo Bottazzo

Da una donna di 75 anni sono stati prelevati il fegato, i reni e le cornee. Prima donazione multiorgano dell’anno all’ospedale “Dimiccoli” di Barletta. Da una donna di 75 anni sono stati prelevati il fegato, i reni e le cornee. Nelle sale operatorie dirette dal dottor Michele Debitonto, si sono alternate le equipe chirurgiche del Policlinico di Bari che ha prelevato il fegato e del Policlinico di Foggia che ha prelevato i reni. Le cornee sono state inviate alla Banca degli Occhi di Mestre. La signora, originaria di Barletta, aveva espresso il suo consenso alla donazione in vita. 

Sul posto i vigili del fuoco. Un principio di incendio ha interessato questa mattina la scuola Aldo Moro di Rutigliano, istituto in cui, come abbiamo raccontato nei giorni scorsi, persiste un guasto al riscaldamento. Da quanto si apprende, per riscaldare gli ambienti sarebbero state utilizzate delle stufe che avrebbero sovraccaricato l’impianto elettrico. Da qui l’incendio. Alunni, insegnanti e personale scolastico sono stati fatti evacuare per mettere in sicurezza la struttura. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco. 

I lavori non erano autorizzati né dalla Regione né sotto il profilo paesaggistico. I carabinieri forestali di Ostuni hanno sequestrato un cantiere abusivo in un bosco di contrada Pascarosa, sulla collina interna della città. L’intervento ha interessato circa un ettaro di terreno dove erano stati abbattuti pini, querce e macchia mediterranea, parte dei quali su terreni di proprietà di un ignaro privato. Secondo quanto accertato dai militari, i lavori non erano autorizzati né dalla Regione né sotto il profilo paesaggistico, trattandosi di area sottoposta a vincolo nel Piano Paesaggistico Territoriale Regionale. L’area è stata sottoposta a sequestro preventivo e l’amministratore unico della società proprietaria è stato denunciato alla Procura di Brindisi per violazioni del Codice dei beni culturali e del paesaggio, oltre che per danneggiamento, alterazione di aree naturali tutelate e ingresso abusivo in fondo altrui.

Durante la fuga i banditi avrebbero lasciato la refurtiva sotto un’automobile che poi è stata trovata e recuperata dagli agenti di polizia. Indagini in corso. Mettono a segno una rapina in una gioielleria ma poi lasciano la refurtiva nei pressi di un’autoche viene trovata dalla polizia. È accaduto ieri sera a Foggia quando intorno alle 8 tre persone, di cui due a volto coperto e armati di pistola, sono entrate in una gioielleria del centro cittadino facendosi consegnare dal titolare gioielli e preziosi per poi fuggire. Durante la fuga i banditi avrebbero lasciato la refurtiva sotto un’automobile che poi è stata trovata e recuperata dagli agenti di polizia che stanno indagando sull’accaduto.

Tre veicoli sono rimasti coinvolti in un violento impatto sul lungomare all’altezza dell’Inps. Incidente stradale la notte scorsa sul lungomare Nazario Sauro, a Bari, dove tre veicoli sono rimasti coinvolti in un violento impatto per cause ancora in fase di accertamento. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale e i sanitari del 118.Uno dei conducenti è stato soccorso e trasportato in codice rosso al Policlinico di Bari: secondo quanto si apprende, pur avendo riportato ferite serie, non sarebbe in pericolo di vita. Gli altri occupanti dei mezzi coinvolti avrebbero riportato conseguenze meno gravi.La Polizia Locale ha avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’incidente e ha disposto i controlli psicofisici sui conducenti dei veicoli coinvolti, come da prassi in casi di questo tipo.Nell’impatto è stata danneggiata anche la ringhiera del lungomare, contro la quale è finito uno dei tre veicoli. La circolazione nella zona ha subito rallentamenti durante le operazioni di soccorso e di messa in sicurezza dell’area.

Per la nomina della giunta è ormai questione di ore. La nuova giunta regionale è in rampa di lancio, come annunciato ieri dal presidente Decaro a margine del tavolo contro l’abusivismo edilizio. A dispetto della cabala, l’ufficialità potrebbe arrivare già sabato 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio. Un segnale concreto è arrivato dal via libera alla riorganizzazione della macchina regionale. Decaro ha tagliato lo staff presidenziale da 21 a 9 collaboratori. Sullo sfondo, però, resta il caso Emiliano sul quale Decaro è intervenuto a smorzare i toni, ma senza chiarire se l’ex presidente farà parte della squadra degli assessori. Di certo la soluzione del caso Emiliano darebbe la stura al resto delle nove nomine in giunta. Quattro più la presidenza del consiglio spettano al Pd. Fra i papabili gli assessori uscenti Pentassuglia, alla Sanità e Ciliento insieme a Paolicelli il più votato. Due posti alla lista Decaro presidente, Starace e Miglietta, uno a Per la Puglia, l’assessore uscente Leo, un altro ai Cinque Stelle con i quattro eletti in corsa. Ad Avs il secondo assessorato esterno con tre papabili: Pierucci, Maraschio e Cataldo.

La Suprema Corte ha annullato senza rinvio il provvedimento di arresto che nel giugno scorso aveva raggiunto Tommaso Minervini, finito ai domiciliari per presunte irregolarità nell’ambito di alcuni appalti pubblici. La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio l’ordinanza del tribunale del Riesame e quella originaria di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Trani che a giugno scorso aveva portato ai domiciliari l’ex sindaco di Molfetta Tommaso Minervini, coinvolto, insieme ad altre persone, in un’inchiesta su presunte irregolarità nella gestione degli appalti pubblici in città. Minervini, difeso dagli avvocati Mario Malcangi e Tommaso Poli, si era visto già visto attenuare la misura degli arresti domiciliari trasformata dopo il ricorso al Riesame in divieto di dimora negli uffici comunali per un anno, adesso la misura è stata addirittura annullata per evidente insussistenza degli addebiti. Gli stessi giudici non sono entrati nel merito del ricorso, per carenza di interesse, dell’imprenditore portuale Vito Totorizzo, difeso dall’avvocato Maurizio Masellis, perché la misura del divieto di contrarre con la pubblica amministrazione era stato già revocato nei mesi scorsi dal giudice per le indagini preliminari. La città di Molfetta, lo ricordiamo, è attualmente retta da un commissario straordinario dopo che ad ottobre scorso 13 consiglieri, 10 dell’opposizione e 3 della maggioranza, si dimisero depositando le loro firme da un notaio.

La detenzione e l’utilizzo delle reti da posta tipo tramaglio è consentito unicamente ai pescatori professionali. La guardia costiera di Brindisi ha sequestrato cinque chilometri di rete da posta utilizzati per la pesca di frodo. Erano state piazzate a Lendinoso, marina di Torchiarolo.La detenzione e l’utilizzo delle reti da posta tipo tramaglio è consentito unicamente ai pescatori professionali. L’utilizzo fatto da pescatori di frodo, come in questo caso, può costituire grave pericolo per la navigazione, in quanto sono prive di qualsivoglia segnalamento marittimo-obbligatorio, oltre al grave danno per la fauna, poiché possono intrappolano indiscriminatamente pesci, minacciando l’ecosistema marino.

È la decisione presa a culmine dell’assemblea di questa mattina, in fabbrica, all’indomani dell’incontro online tra i sindacati e l’azienda. Lo sciopero dei lavoratori di Vestas Italia, a Taranto, andrà avanti per almeno altre 12 ore; restano bloccati poi straordinari e reperibilità, e si chiede l’intervento della Regione. È la decisione presa a culmine dell’assemblea di questa mattina, in fabbrica, all’indomani dell’incontro online tra i sindacati e l’azienda. Un confronto senza alcun margine di trattativa. Vestas ha deciso: a Taranto chiuderanno  l’unità locale di Service, il magazzino e il training center con impatti per 73 lavoratori. Una 40ina, quelli che da Taranto saranno trasferiti a Melfi, nello stabilimento della zona industriale San Nicola, a 200 km di distanza dalla sede attuale. Lo spostamento deve avvenire entro il primo marzo. I sindacati hanno chiesto il congelamento di questa data, per avere più tempo per proporre qualche alternativa. Alcuni lavoratori ad esempio accetterebbero il trasferimento, ma a fronte di un incentivo. Altri potrebbero essere assorbiti in altri settori dell’azienda, rimanendo a Taranto. E qualcuno potrebbe essere accompagnato al pre pensionamento. Ma, per ora, non sembrano esserci margini di discussione. 

Si tratta di un 30enne di origine marocchina. La polizia a Ostuni ha arrestato un uomo di circa trent’anni, di origine marocchina, pregiudicato e stabilmente presente sul territorio italiano da diversi anni, ritenuto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’uomo era sottoposto agli arresti domiciliari. Durante un controllo l’uomo non era nella sua abitazione. Gli agenti hanno così disposto una perquisizione dove sono stati trovati circa 85 grammi di cocaina, 1,022 kg di hashish e la somma di 6.400 euro in contanti, suddivisa in banconote di vario taglio. Sequestrato anche un bilancino di precisione e vario materiale per il confezionamento della sostanza stupefacente rinvenuta. L’uomo è ora nel carcere di Brindisi.

A dicembre accertate 37 violazioni amministrative e 2 reati. I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni. “L’abbandono dei rifiuti non è una bravata, non è una scorciatoia: è un danno alla città e a chi la rispetta ogni giorno”. A dirlo è il sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano, che ha pubblicato sulla sua pagina Facebook i filmati delle videocamere di videosorveglianza della polizia locale. Dalle immagini si vedono diversi cittadini che, a bordo di auto e furgoni, lasciano per strada bustoni di immondizia e pneumatici. “Nel solo mese di dicembre – dice il sindaco – sono state accertate 37 violazioni amministrative e 2 reati, tra cui l’abbandono di rifiuti speciali come gomme e tubazioni e di ingenti quantitativi di scarti di pesce nell’area mercatale di via San Martino”. I controlli continueranno anche nei prossimi giorni e “saranno sempre più rigorosi” promette Angarano. 

Anche la procedura di congelamento non era idonea. L’attività è stata sospesa. I Carabinieri del NAS di Lecce hanno controllato un’azienda di deposito, sezionamento e lavorazione carni impiegate in preparazioni alimentari. Gli agenti hanno scoperto che polpette e polpettoni erano preparati con materie prime con data di scadenza superata e sottoposte alla procedura di congelamento con sistemi non idonei. Per questo sono stati sequestrati oltre 9 quintali di prodotti di carne per cattivo stato di conservazione, per un valore complessivo di circa 10mila euro. L’attività è stata sospesa. L’amministratore è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria e nei suoi confronti sono state elevate sanzioni amministrative pari a 2mila euro.

Ora Checco punta dritto ad Avatar, il primo, che da quasi 17 anni è in assoluto il film con il maggior incasso di sempre in Italia. Checco Zalone è riuscito a battere se stesso. Il suo ultimo film, Buen Camino, nelle sale dal giorno di Natale, è il film italiano più visto di sempre. In meno di venti giorni ha raccolto 65.689.125 euro, superando il risultato ottenuto 10 anni fa da Quo Vado?, che finora deteneva il record al botteghino. La commedia con Checco Zalone diretta da Gennaro Nunziante, aveva già stabilito un record il 25 dicembre: con 5.671.922 euro ha infatti realizzato il miglior risultato di sempre in Italia per un film nel giorno di Natale, superando Natale a New York del 2006. Ora Checco punta dritto ad Avatar, il primo, che da quasi 17 anni è in assoluto il film con il maggior incasso di sempre in Italia, 68.600.000 euro.

Questi non rispettavano gli standard di sicurezza previsti dalla normativa di settore. Continuano i controlli dei finanzieri di Potenza per il contrasto all’illecita commercializzazione di prodotti potenzialmente dannosi per la salute pubblica. Dopo il sequestro di oltre 1 milione e duecentocinquantamila articoli, operato nella seconda metà del mese di dicembre 2025, altre ispezioni hanno permesso di individuare e sottoporre a sequestro oltre un milione di prodotti. Questi non rispettavano gli standard di sicurezza previsti dalla normativa di settore. Tra i materiali sequestrati principalmente decorazioni e materiale per bricolage. Il titolare della rivendita è stato segnalato.

Denunciato all’Autorità giudiziaria il legale rappresentante della società costruttrice. Sequestro della Guardia di Finanza in località Lido Conchiglie, lungo la costa salentina, dove è stato individuato un complesso edilizio in fase di costruzione non conforme ai titoli autorizzativi. L’area ricade in una zona sottoposta a vincoli paesaggistici e ambientali. I militari della Sezione Operativa Navale di Gallipoli, coordinati dal Reparto Operativo Aeronavale di Bari, hanno accertato che locali formalmente autorizzati come garage erano invece utilizzati a fini abitativi, mentre vani tecnici risultavano suscettibili di trasformazione in unità residenziali. Alcune porzioni dell’immobile venivano pubblicizzate e commercializzate come abitazioni, in violazione della destinazione urbanistica. L’operazione si è conclusa con il sequestro di quattro garage adibiti a uso abitativo e di quattro villette a schiera, per una superficie complessiva di circa 500 metri quadrati. Denunciato all’Autorità giudiziaria il legale rappresentante della società costruttrice.

La donna rischia di perdere il bambino. È successo a Merine, frazione di Lizzanello. Una donna di 49 anni in stato interessante rischia di perdere il bambino a causa di un forte shock subito domenica scorsa a Merine, frazione di Lizzanello. Il suo cane, un bulldog, è stato aggredito e ucciso da un altro cane, un amstaff, che era libero e senza museruola. Il fatto è successo in via Renda, alle 9 di mattina. Il cane della donna è morto a causa delle ferite riportate. La donna ha assistito alla scena ed è stata colta da malore. È ora ricoverata in ostetricia al Fazzi di Lecce. Il proprietario dell’amstaff è stato denunciato a piede libero, mentre il cane è stato portato in canile a disposizione dell’autorità giudiziaria.

In tanti si erano messi a disposizione per donare sangue e piastrine da inviare a Roma, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare. È morta la piccola Elisabetta Maria, la bimba di sei anni che era stata trasferita da Brindisi al Bambin Gesù di Roma dopo aver contratto una grave e rara forma di mononucleosi che aveva attaccato il midollo osseo. In tanti si erano messi a disposizione per donare sangue e piastrine da inviare a Roma, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare.

Questo il verdetto pronunciato davanti ai giudici del Tribunale collegiale, chiamati a pronunciarsi sull’accusa di bancarotta fraudolenta impropria contestata nei confronti di sette imputati, tutti ex soci della cooperativa. La prescrizione manda definitivamente negli archivi il fascicolo sulle presunte irregolarità fiscali della ex cooperativa Multiservizi portuali di Bari. Questo il verdetto pronunciato davanti ai giudici del Tribunale collegiale, chiamati a pronunciarsi sull’accusa di bancarotta fraudolenta impropria contestata nei confronti di sette imputati, tutti ex soci della cooperativa.  Nell’ottobre 2013 furono raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare, fra carcere e domiciliari. L’inchiesta fu condotta dall’allora procuratore aggiunto Pasquale Drago e dal sostituto Eugenia Pontassuglia. Secondo l’accusa, dal 2008 al 2012 sarebbero stati sottratti all’Erario ben 561mila euro. Nello specifico, gli imputati avrebbero distratto dal patrimonio societario oltre 526mila euro, attribuendosi indebite maggiorazioni retributive. Ancora, alcuni avrebbero ideato la costituzione di una nuova società , la Port Parking e Service Srl, avente stessa sede operativa, stessi mezzi e beni strumentali, identico oggetto sociale.  Già nel 2020, ci fu una sentenza con cui venne dichiarata la prescrizione con riferimento ad alcuni reati fiscali. Archiviate, invece, le accuse mosse in relazione alle presunte assunzioni di soggetti vicini al clan Capriati.  Gli imputati erano difesi dagli avvocati Antonio Falagario, Gianluca Zilli e Orazio Moscatello.

Giustizia. Il gup del Tribunale di Bari ha condannato rispettivamente a 8 anni e 10 mesi e sei anni di reclusione Giuseppe Genco e sua figlia Angela, entrambi di Gravina, accusati di tentato omicidio ai danni di un conoscente 70enne il 3 giugno scorso al termine di una lite avvenuta in via Casale.  Fra le parti c’erano incomprensioni pregresse, sfociate in denunce reciproche. Pare che proprio una denuncia presentata dall’anziano nei confronti di Angela Genco sia stato il motivo scatenante della discussione. Padre e figlia avrebbero aggredito la presunta vittima, ferendolo ad una spalla e all’addome.  Nel corso della colluttazione – è riportato nel capo d’imputazione – il 70enne avrebbe poi morso con violenza una familiare dei due imputati, recidendole una falange. La persona offesa si era costituita parte civile con l’avvocato Saverio Verna.

 Bari, ex Multiservizi portuali: reato prescritto

giustizia Questo il verdetto pronunciato davanti ai giudici del Tribunale collegiale, chiamati a pronunciarsi sull’accusa di bancarotta fraudolenta impropria contestata nei confronti di sette imputati,

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