giustizia
La Suprema Corte ha annullato senza rinvio il provvedimento di arresto che nel giugno scorso aveva raggiunto Tommaso Minervini, finito ai domiciliari per presunte irregolarità nell’ambito di alcuni appalti pubblici
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio l’ordinanza del tribunale del Riesame e quella originaria di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Trani che a giugno scorso aveva portato ai domiciliari l’ex sindaco di Molfetta Tommaso Minervini, coinvolto, insieme ad altre persone, in un’inchiesta su presunte irregolarità nella gestione degli appalti pubblici in città.
Minervini, difeso dagli avvocati Mario Malcangi e Tommaso Poli, si era visto già visto attenuare la misura degli arresti domiciliari trasformata dopo il ricorso al Riesame in divieto di dimora negli uffici comunali per un anno, adesso la misura è stata addirittura annullata per evidente insussistenza degli addebiti. Gli stessi giudici non sono entrati nel merito del ricorso, per carenza di interesse, dell’imprenditore portuale Vito Totorizzo, difeso dall’avvocato Maurizio Masellis, perché la misura del divieto di contrarre con la pubblica amministrazione era stato già revocato nei mesi scorsi dal giudice per le indagini preliminari.
La città di Molfetta, lo ricordiamo, è attualmente retta da un commissario straordinario dopo che ad ottobre scorso 13 consiglieri, 10 dell’opposizione e 3 della maggioranza, si dimisero depositando le loro firme da un notaio.













