giustizia
Questo il verdetto pronunciato davanti ai giudici del Tribunale collegiale, chiamati a pronunciarsi sull’accusa di bancarotta fraudolenta impropria contestata nei confronti di sette imputati, tutti ex soci della cooperativa
La prescrizione manda definitivamente negli archivi il fascicolo sulle presunte irregolarità fiscali della ex cooperativa Multiservizi portuali di Bari.
Questo il verdetto pronunciato davanti ai giudici del Tribunale collegiale, chiamati a pronunciarsi sull’accusa di bancarotta fraudolenta impropria contestata nei confronti di sette imputati, tutti ex soci della cooperativa.
Nell’ottobre 2013 furono raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare, fra carcere e domiciliari.
L’inchiesta fu condotta dall’allora procuratore aggiunto Pasquale Drago e dal sostituto Eugenia Pontassuglia. Secondo l’accusa, dal 2008 al 2012 sarebbero stati sottratti all’Erario ben 561mila euro.
Nello specifico, gli imputati avrebbero distratto dal patrimonio societario oltre 526mila euro, attribuendosi indebite maggiorazioni retributive. Ancora, alcuni avrebbero ideato la costituzione di una nuova società , la Port Parking e Service Srl, avente stessa sede operativa, stessi mezzi e beni strumentali, identico oggetto sociale.
Già nel 2020, ci fu una sentenza con cui venne dichiarata la prescrizione con riferimento ad alcuni reati fiscali. Archiviate, invece, le accuse mosse in relazione alle presunte assunzioni di soggetti vicini al clan Capriati. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Antonio Falagario, Gianluca Zilli e Orazio Moscatello.













