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Economia

. Il debito pubblico europeo oggi fa meno paura, anzi in alcuni Paesi inizia persino a scendere. Ma, avverte Christine Lagarde, la vera minaccia è un’altra: la crescita che non c’è. Lagarde, che guida la Banca Centrale Europea dal 2019 ed è stata in passato ministra dell’Economia in Francia e direttrice del Fondo Monetario Internazionale, è considerata una delle figure economiche più influenti al mondo. E proprio per questo le sue parole pesano. Secondo lei l’Europa rischia di cadere nella stagnazione, un meccanismo che frena tutto e rende più difficile anche il lavoro della Bce. E lo dice chiaramente ai governi: le nuove regole fiscali europee non servono solo a tagliare le spese, ma a investire. Serve puntare su riforme, infrastrutture e innovazione, tutto ciò che può far aumentare la produttività e permettere all’Europa di tenere il passo con Stati Uniti e Cina. Senza questa spinta, le prospettive restano deboli: l’eurozona crescerà poco più dell’1% nei prossimi anni, e l’Italia addirittura meno, nonostante lo spread in calo e i giudizi migliori delle agenzie di rating. A preoccupare Lagarde è anche il fatto che solo sette Paesi su venti stiano davvero usando gli strumenti disponibili. Così si rischia la “stagnazione fiscale”: si stringe la cinghia per mettere ordine nei conti, ma si finisce per frenare la crescita, creando un circolo vizioso. E non aiuta l’idea, sempre rispuntante nella politica, che la banca centrale debba essere usata per ridurre il debito pubblico. Lagarde difende la totale indipendenza della Bce, ricordando che ogni volta che la politica ha cercato di pilotare una banca centrale, il risultato è stato inflazione e instabilità. Tutto questo pesa sull’Europa intera, ma ancora di più sul Mezzogiorno italiano. Le regioni del Sud partono già con una crescita fragile, investimenti più lenti e un mercato del lavoro più debole. Quando l’economia rallenta, il Sud lo sente subito: meno opportunità, meno sviluppo, meno prospettive per i giovani. Ma proprio qui potrebbe nascere una chance: se l’Europa investe davvero, il Mezzogiorno potrebbe diventare un terreno fertile, tra energie rinnovabili, digitalizzazione, turismo, ricerca e grandi opere che aspettano solo di decollare. Il messaggio, dietro la complessità dei numeri, è semplice: senza crescita ci si ferma tutti. Con gli investimenti giusti, invece, l’Europa può ripartire e il Sud può finalmente diventare un motore vero, non solo una promessa.

L’azienda riferisce inoltre che nessun lavoratore si è rivolto all’infermeria per malesseri. Non ci sono collegamenti tra l’azienda e le segnalazioni di odori nauseabondi rilevate nelle prime ore della mattina. A dirlo è Acciaierie d’Italia in Amministrazione straordinaria. Alle 7.11, i Vigili del Fuoco interni, intervenuti nell’area GRF (Gestione rottami ferrosi) lato treno nastri insieme a un rappresentante sindacale, e “hanno constatato l’assenza di gas di qualsiasi tipo”. L’azienda riferisce inoltre che nessun lavoratore si è rivolto all’infermeria per malesseri. Ieri alle 12.21, durante un intervento di manutenzione elettrica straordinaria sui quadri di alimentazione delle macchine che producono l’aria in ingresso all’altoforno Afo4 dello stabilimento di Taranto, si è verificata la mancanza di alimentazione della macchina in servizio. L’azienda precisa che, “come previsto dal sistema di automazione implementata ai fini della gestione della sicurezza degli impianti”, si sono aperti i bleeders dell’altoforno e la seconda macchina per la generazione dell’aria è entrata immediatamente in funzione, consentendo il ritorno alla marcia ordinaria “nell’arco temporale tecnicamente necessario di pochissimi minuti”.

. Gli agrumi saranno degustati negli aeroporti di Milano e Roma servizio di Annamaria Rosato intervista Daniela Barreca presidente Consorzio Tutela IGP Clementine golfo di Taranto

BENEFICIENZA La Fiera del Levante di Bari ha ospitato ieri la tradizionale serata di beneficenza organizzata dalla Fondazione Megamark di Trani, gruppo leader nella distribuzione nel Sud Italia La Fiera del Levante di Bari ha ospitato ieri la tradizionale serata di beneficenza organizzata dalla Fondazione Megamark di Trani, gruppo leader nella distribuzione nel Sud Italia

FUTURO EX ILVA A confronto docenti, ricercatrici ed esperti. L’iniziativa è di diverse associazioni tarantine Servizio di Annamaria Rosato Intervista: Michele Carducci – Prof. Diritto Costituzionale Comparato e Climatico Università del Salento

A Bari, commercianti e residenti del Municipio 2 si sono ritrovati per un flash mob per dire basta al silenzio dell’Amministrazione Comunale sul contestato progetto del BRT Servizio di Maurizio Spaccavento

Oltre 20.000 presenze in tre giorni, 5.000 sindaci accreditati e 14 ministri intervenuti Intervista: Francesco Lollobrigida, Ministro Agricoltura

VENDEMMIA DA RECORD Produzione in crescita del 40% rispetto al 2024 e qualità delle uve definita eccellente da esperti e produttori

ALLARME GAS ILVA Sarebbe stata una conseguenza di manovre sbagliate durante le fasi di fermata condotte sull’impianto dell’Altoforno 4 dell’ex Ilva “La puzza di gas che ha invaso Taranto il 6 novembre scorso è stata una conseguenza di manovre sbagliate durante le fasi di fermata condotte sull’impianto dell’Altoforno 4 dell’ex Ilva”. A denunciarlo è Luciano Manna di Veraleaks, in seguito ad indagini e consultazioni riservate condotte dall’ambientalista. Una manovra non corretta avrebbe fatto arrivare l’azoto agli ugelli che si sono improvvisamente spenti provocando l’esplosione che si è avvertita alle 9 dello stesso giorno, dichiara Manna. Di conseguenza, il picco maggiormente segnalato dalla popolazione è stato alle 9.30.  “È inammissibile che nessun ente di controllo si sia pronunciato in merito. Stessa cosa – dice ancora l’ambientalista – si è verificata ieri durante le fasi di riavvio dell’afo 4 quando, a causa di una manovra errata, è tornata la puzza di gas in città”. A causa di questa emissione sarà depositata una denuncia penale nei confronti dei gestori della fabbrica, commissari straordinari compresi.

I consigli per chi vuole comprare un veicolo nuovo, usato o d’epoca Servizio di Anna De FeoInterviste ad avv. Dario Durso, presidente Codacons Bari; Sergio Spaccavento, amministratore unico Autotrend; Leonardo Greco, consigliere Asi

Scontro sull’ex Ilva, i sindacati: “La premier ora deve rispondere”

Alla Camera il ministro critica lo stallo sull’altoforno 1 e parla di cassa integrazione, svolta green e nuovi scenari industriali Intervista: Adolfo Urso Ministro delle Imprese e Made in Italy

“Deve farsi carico della ripartenza dell’impianto di Taranto e dei lavoratori” ‘Pretendenti all’altezza dell’Ilva non ce ne sono. Oggi non ci sono alternative allo Stato. La via per risanare e rilanciare l’Ilva passa per l’intervento dello Stato: si deve fare imprenditore, deve farsi carico della ripartenza dell’impianto di Taranto e poi vedere se ci sono privati che si affiancano”. Così i segretari di Fim, Fiom e Uilm Ferdinando Uliano, Rocco Palombella e Michele De Palma riuniti nella sede di Corso Trieste. “Finora sono state presentate solo due offerte, da due fondi americani, uno dei quali ha presentato la risibile offerta di 1 euro. Ieri il ministro Urso ci ha detto che venerdì si è palesato un ‘cavaliere mascherato’, il cui nome per un accordo di segretezza non ci è stato rivelato ieri sera al tavolo di Palazzo Chigi, ma di cui oggi abbiamo letto il nome sul giornale di Confindustria’, hanno detto. Si tratterebbe di Qatar Steel. Allarme anche dal sindaco di Taranto Piero Bitetti, che ventila il rischio di una pesante crisi sociale.

La presentazione al Gran Shopping Mongolfiera di Molfetta Interviste ad Antonio Rossiello, vice dir. Gran Shopping Mongolfiera, Molfetta; Michele Frecchia, dir. Cube Spa Servizio di Giovanni Di Benedetto

Il ministro degli Interni ha preso parte ai 30 anni della fondazione anti usura intervista: Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno

La presentazione al Gran Shopping Mongolfiera di Molfetta Interviste ad Antonio Rossiello, vice dir. Gran Shopping Mongolfiera, Molfetta; Michele Frecchia, dir. Cube Spa Servizio di Giovanni Di Benedetto

L’incontro si è chiuso senza intese e a breve il numero di cassaintegrati potrebbe salire a 5700 per poi arrivare a 6.000 a gennaio “Per l’ex Ilva non c’è alcun piano, vogliono solo chiuderla”. È la sintesi dei sindacati al termine dell’incontro avvenuto ieri con il Governo. La cassa integrazione è destinata a salire di altre 1200 unità nelle prossime settimane e 300 a gennaio. Saranno quindi circa 6mila i lavoratori interessati. Durante l’incontro il ministro Urso avrebbe fatto riferimento a un possibile nuovo investitore. Circostanza però che non convince i sindacati. Una situazione sempre più complessa. “Dal Governo piano inaccettabile e da contrastare con tutti gli strumenti possibili”, dicono i sindacati. 

Una sfida per il Gruppo Armani che ha scelto di investire in Puglia Servizio e montaggio di Anna De FeoInterviste a prof. Giuseppe Scarascia Mugnozza, Efi e alleanza per la bioeconomia circolare; Pasquale Campi, ricercatore Crea; Rossella Ravagli, responsabile sostenibilità Gruppo Armani

Nell’ultimo decennio, secondo l’Istat, la Puglia ha avuto una crescita da record nel turismo. Ma il turismo pugliese va nella direzione giusta? Se n’è parlato a Bari nella sede di Confindustria Servizio di Maurizio Spaccavento Interviste: Massimo Salomone, presidente Sezione Turismo Confindustria Bari-BAT; Edoardo Colombo e Paolo Verri, autori di “Più turismo per tutti?”

Rimarrà fermo per 48 ore per manutenzione Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva, ha avviato le operazioni di fermata dell’altoforno 4, l’unico attualmente operativo nello stabilimento di Taranto, per sottoporlo a manutenzione. Da fonti sindacali si apprende che la fermata dell’impianto e’ stata accorciata come durata. Non saranno piu’ le 72 ore inizialmente previste ma 48. L’altoforno 4 restera’ infatti inattivo domani e mercoledi’ e riprendera’ poi giovedi’ la sua marcia regolare. Prima di questo stop, l’impianto stava producendo in media 4.500 tonnellate di ghisa al giorno. Nel frattempo Acciaierie d’Italia sta mandando avanti il piano relativo alla ripresa degli altri due attualmente fermi, cioe’ l’1 e il 2, bloccati per motivi diversi.

Taranto: incontro su decarbonizzazione ex Ilva

FUTURO EX ILVA A confronto docenti, ricercatrici ed esperti. L’iniziativa è di diverse associazioni tarantine Servizio di Annamaria Rosato Intervista: Michele Carducci – Prof. Diritto Costituzionale

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