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Cronaca

La scoperta presso una banchina e nelle imbarcazioni. Maxi sequestro di mitili nel Mar Piccolo di Taranto. I militari della Guardia Costiera, coadiuvati dal personale del Servizio Veterinario della ASL, hanno sequestrato oltre 50 quintali di mitili. 21 quintali privi di documentazione sono stati scoperti presso una banchina del secondo seno, il restante a bordo di altre imbarcazioni ormeggiate. I mitili, considerati potenzialmente pericolosi perché non accertata la loro assenza di contaminazione da parte di diossine o altre sostanze nocive, sono stati sequestrati.

Adamo era molto conosciuto nel suo territorio per l’attività agricola di famiglia e per la produzione del “Gin Gina”. Nel giorno di inaugurazione del Vinitaly, un imprenditore salentino di 51 anni, Stefano Adamo, è morto improvvisamente mentre si trovava a pranzo a Verona. L’uomo, originario di Alliste, era in città per partecipare alla fiera. Sarebbe stato colto da un malore fatale: non è ancora chiaro se si sia trattato di un problema di salute improvviso o di un soffocamento. Inutili i tentativi di soccorso. Adamo era molto conosciuto nel suo territorio per l’attività agricola di famiglia e per la produzione del “Gin Gina”.

Il cordoglio intorno alla famiglia del 21enne. Un impatto devastante, consumatosi poco prima dell’alba, ha spezzato la vita di Antonio Basile, studente di ingegneria di soli 21 anni. Il giovane stava percorrendo la provinciale tra Lecce e Arnesano quando, forse per un colpo di sonno, ha perso il controllo del suo SUV schiantandosi contro il muro di una villa. A fare la straziante scoperta è stato il padre, il consigliere regionale Dino Basile, che non vedendolo rincasare si era messo in auto a cercarlo nel buio. Mentre la comunità si prepara all’ultimo saluto, in programma domani, alle 10 nella sua Porto Cesareo, la cronaca si tinge di un ulteriore contorno drammatico. Proprio la notizia della morte di Antonio ha infatti innescato un secondo grave incidente: un amico della vittima, un uomo di 36 anni, si è messo immediatamente alla guida nel tentativo disperato di raggiungere il luogo della tragedia. Durante il tragitto, però, ha perso a sua volta il controllo del mezzo ribaltandosi più volte. L’uomo è ora ricoverato in rianimazione al “Vito Fazzi” di Lecce per un grave trauma toracico, ma nonostante la prognosi resti riservata, i medici hanno rassicurato che non è in pericolo di vita. Questa doppia tragedia ha scosso profondamente l’intera regione, sollevando un’ondata di cordoglio che ha unito trasversalmente ogni colore politico. Da Bruxelles, il vicepresidente Raffaele Fitto ha espresso il suo sgomento per un ragazzo visto crescere, mentre in Puglia il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e la sindaca Adriana Poli Bortone si sono stretti attorno alla famiglia. Un abbraccio che ha visto uniti i gruppi di Fratelli d’Italia, Partito Democratico, Lega, Forza Italia e Movimento 5 Stelle, tutti concordi nel fermarsi davanti a un dolore che toglie le parole a un’intera comunità. di Matteo Bottazzo

Alla base una vendetta maturata in ambienti criminali. Uno dei fermati era già in carcere. Svolta a Taranto su un cold case del 2013: nella notte i carabinieri hanno arrestato due persone con l’accusa di omicidio aggravato dal metodo mafioso e detenzione illegale di arma da fuoco. L’indagine riguarda l’uccisione di Martino Marangia, all’epoca 50enne, nelle campagne di Pulsano, in contrada Rotondelle. L’uomo fu raggiunto da diversi colpi di calibro 9×21 mentre si trovava accanto alla sua auto, sotto gli occhi della compagna, unica testimone, rimasta illesa. All’epoca si ipotizzò un agguato premeditato: i killer lo attesero in una zona isolata che la vittima percorreva abitualmente. Marangia, con precedenti per reati contro il patrimonio, aveva da poco avviato una piccola attività edile ed era stato coinvolto in una violenta rissa finita a processo. Secondo gli inquirenti, il movente sarebbe legato a contrasti e a una precedente aggressione subita dal presunto mandante. Uno degli arrestati era già detenuto.

L’aggressore è un 54enne, a dargli manforte anche i suoi familiari . Tre agenti di polizia locale a Laterza sono stati brutalmente aggrediti per aver multato un’automobilista che aveva parcheggiato dove non poteva. Quest’ultimo, 54 anni, già noto alle forze dell’ordine, ha preso a calci e pugni prima due vigili, poi l’altro, giunto a soccorrere i colleghi. L’aggressore è stato arrestato. L’episodio è avvenuto in pieno centro e in pieno giorno. Gli agenti stavano svolgendo regolarmente il proprio dovere. Hanno notato l’auto dell’uomo parcheggiata male e hanno proceduto con la multa. Di tutta risposta, il 54enne ha prima strappato il verbale e poi li ha picchiati, una violenza immediata, senza alcuna precedente discussione. Sono sopraggiunti perfino i familiari del 54enne a dare manforte, inveendo anche loro contro gli agenti della locale, due dei quali hanno avuto 10 e 15 giorni di prognosi. L’episodio si è concluso con l’arresto dell’aggressore che ora è in carcere, a Taranto, a disposizione del giudice. Sono in corso le indagini. L’amministrazione comunale e il comandante della Polizia locale, esprimono solidarietà per gli agenti e totale disappunto per il clima teso: “Chi indossa una divisa rappresenta lo Stato e si pone a servizio della comunità – si legge in un post social del Comune – un compito difficile, non sempre compreso”.

Renato Zero al Palaflorio terrà l’ultimo dei quattro concerti previsti nel capoluogo pugliese. Renato Zero e Verdiana Pettinari, figlia di Enrica Bonaccorti, si sono recati nella basilica di San Nicola di Bari per fare una preghiera in memoria della compianta presentatrice di cui oggi ricorre il trigesimo. Ad accoglierli c’era padre Giovanni Distante, rettore della basilica pontificia. Renato Zero questa sera (domenica 12 aprile) al Palaflorio terrà l’ultimo dei quattro concerti previsti a Bari.  Padre Disante ha raccontato che il cantante e Verdiana sono entrati al termine della messa delle 10.30 e sono andati direttamente in cripta dove hanno pregato insieme. La figlia di Enrica Bonaccorti era molto commossa. Zero è rimasto molto colpito dal messaggio nicolaiano, del suo essere testimone della misericordia di Dio, e dell’ecumenismo racchiuso nel Santo di Mira. Il cantante ha anche annunciato la realizzazione di una sua opera in cui vorrebbe coinvolgere anche la Basilica di San Nicola. 

Era ricoverato nell’ospedale Dimiccoli di Barletta dopo una violento litigio avvenuto la notte tra venerdì e sabato scorsi. Un uomo di 49 anni, Jacopo Musti, originario di Imperia, senza fissa dimora, è morto in ospedale a Barletta trasferito d’urgenza dagli operatori del 118 con un violento trauma cranico dopo essere stato aggredito in una stradina del centro storico. Il presunto autore del delitto, un coetaneo anche lui senza fissa dimora, è stato rintracciato dai carabinieri e sottoposto a fermo. Secondo quanto si apprende i due sarebbero venuti alle mani dopo aver litigato qualche sera prima. Motivi futili all’origine della colluttazione, rapporti personali tesi tra i due, entrambi ospiti della Caritas cittadina. La vittima faceva riferimento ai locali dormitorio e alla mensa ed era seguito anche dall’ambulatorio popolare. Aveva alcuni familiari a Biella ma si era ormai trasferito a Barletta da alcuni mesi vivendo per strada. In passato avrebbe avuto problemi con l’alcool, più volte aiutato dai volontari.

Ha tentato di raggiungere il punto in cui l’amico Antonio Basile aveva fatto l’incidente che gli è costato la vita ed è rimasto coinvolto anche lui in altro sinistro. Il 36enne è uscito fuori strada mentre percorreva il tratto tra Porto Cesareo e Monteroni. Nell’urto è stato sbalzato fuori dall’abitacolo. I soccorritori lo hanno trasportato in codice rosso nell’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Ha riportato un grave trauma toracico causato dall’esplosione dell’airbag ma non è in pericolo di vita. 

La vittima era appena scesa da una Mercedes ML guidata da un conoscente quando il killer è entrato in azione. Di Matteo Bottazzo. Un’esecuzione brutale, consumata in pochi istanti davanti a decine di testimoni e sotto l’occhio parziale delle telecamere. Sangue in via Nino Bixio a Copertino, dove ieri sera ha perso la vita il cinquantenne Stefano Tomèo, freddato da una sequenza di colpi esplosi a pochi passi da un circolo privato nel cuore del paese.La dinamica, ricostruita dai Carabinieri attraverso i primi interrogatori dei trenta avventori presenti nel locale, descrive un’azione fulminea. Tomèo era appena sceso da una Mercedes ML guidata da un conoscente quando il killer è entrato in azione: un primo colpo lo ha raggiunto mortalmente, mentre altri due si sono conficcati nel parabrezza dell’auto. Nonostante il disperato tentativo di soccorso da parte dell’amico, che lo ha trasportato d’urgenza in ospedale, l’uomo è spirato poco dopo a causa di una ferita fatale al collo. Le indagini si concentrano ora sui rilievi tecnici: sebbene l’arma utilizzata sia presumibilmente di grosso calibro, non sono stati rinvenuti bossoli sul luogo del delitto, elemento che suggerisce l’uso di un revolver o una fuga studiata nei minimi dettagli. Il magistrato di turno e il medico legale hanno già disposto l’autopsia per chiarire ogni dettaglio balistico.Mentre gli inquirenti non escludono alcuna pista, inclusa quella legata a dinamiche personali, la risposta istituzionale si è attivata immediatamente. Il primo cittadino di Copertino ha già avviato un’interlocuzione diretta con il Prefetto di Lecce, programmando un tavolo urgente nei prossimi giorni per affrontare l’emergenza sicurezza e fare luce su un episodio che ha scosso profondamente l’intera comunità.

L’incidente è avvenuto sulla provinciale che da Lecce conduce ad Arnesano . Di Matteo Bottazzo Il silenzio della notte spezzato dal rumore di uno schianto tremendo. Erano circa le 3:45 quando, lungo la strada provinciale 119 che da Lecce conduce ad Arnesano, si è consumata l’ennesima tragedia stradale. A perdere la vita è Antonio Basile, 21 anni, originario di Porto Cesareo, figlio di Dino Basile, consigliere regionale di Fratelli d’Italia. Il giovane era alla guida di un SUV, una Mercedes GLC, quando, per cause ancora al vaglio degli inquirenti, ha improvvisamente perso il controllo del mezzo. La corsa del veicolo è terminata violentemente contro il muro di cinta di una villa privata situata a bordo carreggiata. Un impatto devastante: l’auto ha sfondato la recinzione esterna, travolgendo e distruggendo completamente una piccola cappella votiva angolare posizionata sul perimetro della proprietà. Per il giovane Antonio non c’è stato nulla da fare: il decesso è avvenuto sul colpo. All’arrivo del personale sanitario del 118, i soccorsi si sono rivelati purtroppo inutili. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco per estrarre il corpo dalle lamiere e mettere in sicurezza l’area, oltre alle forze dell’ordine che hanno effettuato i rilievi per ricostruire la dinamica dell’incidente. Non risulterebbero altri mezzi coinvolti.La notizia ha scosso profondamente l’intera comunità salentina e il mondo della politica regionale.

Le immagini di sorveglianza della zona potrebbero aver immortalato, secondo alcune testimonianze, una persona incappucciata che avrebbe posizionato una bottiglia incendiaria. È quasi certamente di origine dolosa l’incendio che ha distrutto l’auto del sindaco di Margherita di Savoia Bernardo Lodispoto, presidente della provincia di Barletta – Andria – Trani. L’utilitaria, di proprietà della moglie, era stata parcheggiata sotto casa proprio dal primo cittadino intorno a mezzogiorno. I carabinieri hanno acquisito le immagini di sorveglianza della zona che potrebbero aver immortalato, secondo alcune testimonianze, una persona incappucciata che avrebbe posizionato sotto la vettura una bottiglia con del liquido infiammabile e poi sarebbe fuggita. Alcuna ipotesi viene esclusa, neanche che il gesto sia riconducibile all’attività politica di Lodispoto. Domani (domenica 12 aprile) si svolgeranno le elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale.

L’uomo è stato portato in ospedale in fin di vita, non è ancora chiaro dove sia accaduto l’agguato mortale. Indagano i carabinieri . Sabato sera di sangue a Copertino. Ucciso a colpi di arma da fuoco Stefano Tomeo, 50 anni, pregiudicato per reati contro il patrimonio. E’ stato portato all’ospedale di Copertino da qualcuno che poi si è dileguato. Presentava una ferita al collo. Al momento non si conosce il luogo dell’agguato mortale. Indagano i carabinieri.

Il transito in direzione sud è stato temporaneamente interrotto per consentire i soccorsi e i rilievi. Incidente mortale, questa sera, lungo la strada statale 379, all’altezza di Torre Guaceto.Secondo quanto si apprende, sono due le auto coinvolte nello scontro, una delle quali ha preso fuoco dopo l’impatto. Sul posto è intervenuta una squadra dei Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Brindisi per le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza dell’area. Nel sinistro si registra un morto. Accertamenti sono in corso per ricostruire la dinamica dell’incidente. Il transito in direzione sud è stato temporaneamente interrotto per consentire i soccorsi e i rilievi. Presenti anche le forze dell’ordine e il personale del 118.

L’incidente stradale è avvenuto nel tardo in via Torretta, nel quartiere Paradiso di Brindisi. Un ragazzo di 17 anni è rimasto gravemente ferito in un incidente stradale avvenuto nel tardo pomeriggio di oggi in via Torretta, nel quartiere Paradiso di Brindisi. Lo scontro avrebbe coinvolto una Fiat Panda e uno scooter guidato dal minorenne. L’impatto ha avuto conseguenze gravi per il giovane, che è stato sbalzato sull’asfalto riportando un violento trauma cranico. Il 17enne è stato soccorso e trasportato in codice rosso al Pronto soccorso del “Perrino” di Brindisi. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia locale, che stanno ricostruendo l’esatta dinamica del sinistro. È stato inoltre richiesto l’intervento dei vigili del fuoco per la messa in sicurezza dei veicoli e la bonifica della sede stradale.

Il giovane era sullo scooter con un amico di un anno più grande di lui. Il mezzo si è schiantato contro un’auto in sosta. E’ stata dichiarata la morte cerebrale del 16enne coinvolto nel grave incidente stradale avvenuto a Barletta, tra via Manzoni e via Leopardi. Ricoverato nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Bari a causa delle ferite riportate, le sue condizioni erano apparse fin da subito molto gravi fino al coma definito irreversibile. Il giovane, secondo quanto si apprende, era in sella a uno scooter con un amico di un anno più grande di lui. Il mezzo si è poi schiantato contro un’auto in sosta per cause che sono ancora da accertare. L’altro ragazzo è ferito ed è ricoverato nell’ospedale Dimiccoli, le sue condizioni sono serie ma non è in pericolo di vita. Indagini sono in corso da parte della polizia.

E’ stata una signora che faceva una passeggiata a sentire i suoi guaiti e a dare l’allarme. Non è chiaro da quanti giorni fosse in quella cisterna, nelle campagne di Mesagne, ma le condizioni in cui è stato trovato fanno presupporre che il povero cane non mangiasse da giorni. E’ stata una signora che faceva una passeggiata a sentire i suoi guaiti e a chiamare i vigili del fuoco. Una squadra del Comando di Brindisi è intervenuta in contrada Guarano, nell’immobile abbandonato. L’intervento ha visto l’utilizzo di tecniche Saf (Speleo alpino fluviali) per soccorrere l’animale. Una volta recuperato, il cane è stato affidato al personale veterinario per le cure del caso.

La ragazza è di Lauria ed è molto impegnata nel sociale e nel volontariato sin da quando era bambina . Serena Zullo, 17 anni, di Lauria (Pz), è tra i 28 adolescenti che riceverà l’attestato di “Alfiere della Repubblica” dal presidente Sergio Mattarella. L’attestato le è stato conferito “per l’impegno di volontariato in favore della propria comunità e del territorio in cui vive. Per l’energia e la passione con cuipromuove la cultura del dono, contribuendo alla crescita civile e sociale”. Serena Zullo è molto impegnata nel sociale e nel volontariato sin da bambina. Partecipa a tutte le iniziative di solidarietà e di promozione della cultura del dono organizzate dall’Avis comunale. Come animatrice parrocchiale contribuisce alla vita dell’oratorio invernale ed estivo, curando in particolare il laboratorio teatrale. Profondamente legata alle tradizioni della propria terra, ha scelto di suonare l’organetto, strumento tipico della musica folk locale, guadagnandosi la stima e l’apprezzamento della comunità”. “Una notizia che ci riempie il cuore” scrivono i responsabili di Avis Lauria, “Per noi non è una sorpresa. Serena ha iniziato a donarsi agli altri quando aveva appena 7 anni, ha trasformato la solidarietà in uno stile di vita. Oggi è un esempio per tutti. Un orgoglio per la nostra comunità”-.

I due ragazzi frequentano la 5 C informatica dell’istituto Pantanelli-Monet di Ostuni. L’amicizia di Emanuele Amodio e Karol Pastore, due 18enne di Ostuni, è tanto preziosa e importante da permettere loro di ricevere il titolo di Alfieri della Repubblica, riconoscimento conferito dal Capo dello Stato Sergio Mattarella. I due ragazzi da otto anni sono compagni di banco, frequentano la 5 C nell’Istituto “Pantanelli-Monnet di Ostuni”. Emanuele è stato premiato, si legge nelle motivazioni, “per la naturalezza e la forza della sua amicizia con un compagno con disabilità. Il suo impegno costituisce un esempio di come i piccoli gesti quotidiani possano realizzare inclusione e far crescere la solidarietà. Emanuele coltiva una profonda passione per la conoscenza, ma non ha mai messo in secondo piano l’amicizia che lo lega, fin dall’infanzia, al compagno di banco Karol Pastore, costretto su una sedia a rotelle. Divenuto per lui una presenza costante, discreta e affidabile, Emanuele testimonia, con grande semplicità, come i valori umani più autentici possano costruire convivenza, nel rispetto delle differenze e nella condivisione delle responsabilità”. A Karol sono stati riconosciuti “l’entusiasmo e la determinazione con cui affronta le sue difficoltà e per l’amicizia che corrisponde a Emanuele con il quale condivide il desiderio di vivere pienamente la loro età. Convive con una patologia impegnativa che non ha tuttavia intaccato la sua straordinaria forza d’animo. Affronta con energia e positività le sfide quotidiane, nella scuola dove ha incontrato Emanuele Amodio e fuori dalla scuola, dove fa parte di una squadra di powerchair football. Il suo amore per la vita è contagioso: ogni giorno ci dimostra come, nonostante i problemi, sia possibile costruire, divertirsi, donare amore e guardare al futuro con fiducia e speranza”. I due ragazzi sono tanto felici quanto sorpresi del riconoscimento ricevuto. Nei prossimi giorni i due amici andranno a Roma, al Quirinale, per ricevere l’ufficialità della nomina ad Alfieri della Repubblica.

Si cerca dalla foce del fiume verso sud e verso nord. Continuano senza sosta le ricerche di Domenico Racanati, il 53enne di Bisceglie disperso in seguito al crollo del ponte sul Trigno, sulla statale 16 Adriatica in Molise. La Guardia costiera ha effettuato pattugliamenti e ricerche con l’impiego alternato di quattro unità navali, due motovedette e due battelli. Impegnati ancora anche i vigili del fuoco con i nuclei speciali in azione e la Capitaneria di Porto di Termoli. Dal pomeriggio di ieri, anche gli operatori subacquei della Guardia costiera: i sub stanno conducendo le attività dalla foce del fiume Trigno verso sud, fino all’altezza dell’idrovora di Montenero di Bisaccia e verso nord verso il porto turistico ‘Marina Sveva’.

L’incidente intorno alle 4 del mattino. Un ragazzo di 16anni è ricoverato in stato di coma nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Bari dopo un grave incidente stradale avvenuto la scorsa notte a Barletta. Secondo quando appreso, il giovane era in sella ad una moto insieme con un amico di 17 anni: per cause ancora tutte da accertare, pare che il mezzo a due ruote si sia schiantato contro un’auto parcheggiata. Il 16enne avrebbe riportato un grave trauma toracico, ed ora è affidato alle cure dei medici baresi. L’esatta ricostruzione della dinamica dell’incidente è affidata ai carabinieri. 

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