
Tutela ambientale, a Taranto i gruppi Retake di Puglia
Il tour alla scoperta della storia della città abbinato alla raccolta di rifiuti Domenica all’insegna della tutela ambientale e della cultura a Taranto con il
Il tour alla scoperta della storia della città abbinato alla raccolta di rifiuti. Domenica all’insegna della tutela ambientale e della cultura a Taranto con il Retake Day. Attraverso la raccolta volontaria dei rifiuti, la fondazione testimonia il valore del senso civico e della cura degli spazi comuni. In città, tutti i gruppi della Puglia. Interviste ad Alessandra Laghezza, referente Retake Taranto; Fabrizio Milone, presidente Fondazione Retake
L’aggressione è avvenuta alle 5.23 e i soccorsi sono sopraggiunti alle 5.39 dopo la chiamata da parte di una donna. Da questo nuovo video invece si vede il passaggio dei soccorritori già alle 5.26. Sostano pochi istanti e poi vanno via. Omicidio Bakari Sako, spunta un nuovo filmato del circuito di videosorveglianza di piazza Fontana che rivela un dettaglio fondamentale. Un’ambulanza era presente in piazza già 13 minuti prima del decesso del giovane maliano. Dagli atti, l’aggressione è avvenuta alle 5.23 e i soccorsi sono sopraggiunti alle 5.39 dopo la chiamata da parte di una donna. Da questo nuovo video invece si vede il passaggio dei soccorritori già alle 5.26. Sostano pochi istanti e poi vanno via. Il filmato è al vaglio della Procura. Potrebbe portare a chiarire due aspetti. Il primo è se Bakari avrebbe potuto salvarsi; il secondo, è se davvero qualcuno dei ragazzi, indagati per omicidio, aveva provato a chiedere aiuto quando il mezzo è passato. Si continua a indagare. Al momento 6 giovani restano in carcere: il 19enne Fabio Sale e il 22enne Cosimo Colucci, e 4 minorenni nei cpa di Bari e di Lecce. Indagato, per favoreggiamento, anche il titolare del bar Fontana.
Tante le emergenze a Taranto sulle quali il movimento chiede chiarezza e trasparenza. Just transition fund, Pnrr, Cantiere Taranto, Tecnopolo e Giochi del Mediterrraneo: una valanga di milioni per Taranto di cui il M5S, dopo una ricognizione, chiede contezza, denunciando la mancanza di una cabina di regia nella gestione dei fondi; l’assenza di una governance che permetta di ottimizzare, anziché disperdere, le risorse a partire dagli 800 milioni del JTF. Interviste a Mario Turco, vice presidente M5S; Annagrazia Angolano, consigliera regionale M5S; Gregorio Stano, consigliere comunale M5S
Intanto la Procura ha aperto un fascicolo. Le chat potrebbero rivelare dettagli sulle ultime ore di vita della 18enne. Un nome di origine ebraica, che parla di ascolto, Samuela. “Quell’ascolto che non deve mai mancare nelle relazioni e che deve farsi atteggiamento di accoglienza e di aiuto al prossimo”. Così il sacerdote nella preghiera, dopo la messa, celebrata a 8 giorni dai funerali di Samuela, la 18enne di Avetrana che si è tolta la vita l’11 maggio scorso. Nella chiesa madre i genitori e gli altri familiari, i compagni di scuola, il sindaco. Avetrana cerca conforto nell’unione e in Dio, mentre sui cuori feriti brucia sempre più l’ipotesi del suicidio per body shaming. Il sospetto è nato dai commenti a una pagina social. La famiglia si è affidata all’avvocato Cosimo Micera. La Procura ha aperto un fascicolo. I carabinieri hanno sequestrato il cellulare. Il pm Francesco Sansobrino potrebbe incaricare un esperto di informatica forense per analizzare le chat. Potrebbero rivelare dettagli sulle ultime ore di vita della giovane. Forse insulti, vessazioni, bullismo, prese in giro per l’aspetto fisico. Nulla di tutto questo, nella lettera lasciata ai genitori dall’unica figlia, prossima alla maturità classica. Resta appena la forza di un appello: chi sa aiuti a scoprire la causa di tanto, ingiusto, dolore.
. Colpo grosso in gioielleria la notte tra mercoledì e giovedì a Taranto. Amara sorpresa per il titolare dell’attività che si trova in via Pupino, in pieno centro. All’apertura del negozio si è reso conto dell’ammanco e ha chiamato la polizia. I ladri si sono introdotti nella gioielleria e hanno portato via preziosi per circa 30mila euro. La polizia è intervenuta con la Squadra Volante e con la sezione Scientifica per tutti i rilievi del caso, e ha avviato le indagini. Al vaglio le immagini delle telecamere di videosorveglianza.
Apriranno 16 lidi su 20. Il Consiglio di Stato legittima il Comune di Ginosa a procedere all’assegnazione delle nuove concessioni dei lidi balneari. Si attendeva dal 10 marzo la sentenza, depositata nelle scorse ore, che di fatto ribalta quella del tar di Lecce, dichiarando corretto l’operato dell’amministrazione Parisi. Era stata contestata l’assenza del Piano comunale delle coste nell’assegnazione delle aree demanianli, ma per il Consiglio di Stato già il solo Piano Regionale delle Coste, approvato da tempo in Puglia, costituisce il “presupposto necessario e sufficiente per ammettere il riavvio dell’attività concessoria, da parte dei Comuni”, assunto anche il fatto che il piano comunale di Ginosa è in fase di elaborazione e che il progetto del piano è stato allegato ai bandi di gara. Insomma per i giudici, il Comune ha individuato “adeguatamente e legittimamente tutti i lotti da concedere”, senza violare o aggirare le norme nazionali o europee nella scelta delle aree messe a bando, ma piuttosto anticipandone gli effetti. Concessionari e amministrazione proseguiranno dunque con gli incontri per pianificare il lavoro di questa e delle prossime stagioni estive. 4 operatori rimangono fuori e dovranno rilasciare l’area. “Finché non c’è nuovo atto concessorio firmato – replica un operatore – siamo noi i diretti concessionari, anche se le concessioni sono scadute. Chiediamo solo di poter lavorare”. A livello nazionale intanto, Assobalneari Italia preme perché il Governo riapra le verifiche e accerti la reale scarisità delle risorse, perno della Bolkestain. Per l’associazione la mappatura non deve limitarsi alle coste marine ma bisogna inserire anche le rive di laghi e fiumi.
Il Comune prende posizione contro ogni forma di violenza, odio, discriminazione. Il sindaco: “Coinvolgiamo i giovani per ripartire da loro. Servono politiche che rimettano al centro la persona”. Lasciano gli zaini per tenere striscioni, in memoria di Bakari Sako e contro ogni forma di discriminazione. Zaini divenuti simbolo di questa storia. C’è quello di chi andava a lavoro; quelli abbandonati troppo presto, e gli zaini da cui ripartire. Risvegliando coscienze. Restituendo centralità a cultura, scuola, educazione. Questo, il messaggio da Pulsano, nel giorno del lutto cittadino. Tra saracinesche abbassate e iniziative annullate, lo sguardo è rivolto a loro, al futuro. Intervista a Pietro D’Alfonso, sindaco di Pulsano, Stefania Friuli, dirigente scolastica IC Giannone
L’autopsia sul corpo conferma quanto emerso dalla prima ispezione cadaverica. Tre ferite da arma taglio non sanguinanti, due al torace e una all’addome, e la lesione grave agli organi interni. Il medico legale, Roberto Vaglio, incaricato di effettuare l’autopsia sul corpo di Bakari Sako, ucciso all’alba del 9 maggio, conferma quanto emerso dalla prima ispezione cadaverica e fornirà tutti i dettagli tra 60 giorni alle procure ordinaria e minorile che indagano sull’omicidio di piazza Fontana, vicenda per il quale ci sono 7 indagati, di cui 4 minorenni. C’è una domanda su tutte alla quale bisogna rispondere: se qualcuno avesse chiamato prima i soccorsi, Bakari si sarebbe salvato? Da definire poi cause, mezzi, modi, tempi. Elementi che serviranno alla ricostruzione esatta della dinamica. Da capire anche se Bakari abbia cercato di difendersi. Gli avvocati di alcuni minorenni, in un caso anche con la nomina di un proprio consulente tecnico, hanno chiesto di verificare la presenza di lesioni sugli arti superiori, e sulle nocche in particolare. Ci vorranno sempre 60 giorni per conoscere il contenuto di cellulari e circuiti di videosorveglianza. Aspetti per i quali è stato incaricato Silverio Greco, professore universitario e esperto in informatica forense. Analizzerà tre telefonini: due dei maggiorenni indagati, Fabio Sale e Cosimo Colucci, e l’altro di Bakari Sako. Saranno esaminate chat, e-mail, social, gallerie video e foto, registro telefonate e, ancora, i filmati delle telecamere del bar di piazza Fontana, per ricostruire le fasi precedenti all’aggressione mortale.
Disagi al cimitero di Talsano, a Taranto. Da mesi alcune aree sono chiuse per gravi infiltrazioni d’acqua, ma nessun lavoro è mai iniziato. I cittadini chiedono quando potranno tornare a visitare i propri cari. Non è una segnalazione isolata. Diversi tarantini che lamentano di non poter fare visita, già da 5 mesi, ai propri cari defunti. Il secondo colombario del cimitero comunale di Talsano costruito nei primi anni 2000, è chiuso in due punti per l’infiltrazione di acqua. Nastri e panchine inibiscono il passaggio. I cittadini chiedono solo quando potranno ricominciare a portare un fiore ai propri cari, a dire loro una preghiera, a vivere un momento di raccoglimento. L’infiltrazione è segnalata con avviso del rup del comune alla società kratos, che gestisce i servizi cimiteriali. Data di protocollo, gennaio 2026. Ma nessun lavoro in corso. Crepe e macchie sono anche in altri punti. Il Partito Repubblicano Italiano di Taranto chiede al comune un sopralluogo, la programmazione degli interventi, il ripristino dei luoghi a garanzia dell’incolumità pubblica e del decoro. Intervista ad un cittadino e a Andrea Iurlano, resp. Segreteria territoriale PRI
A marzo vi abbiamo raccontato di un condominio, a Taranto, trasformato in una piccionaia. Nonostante l’ammonimento del questore, il condomino-allevatore continua a perseguitare i vicini. È il primo caso di stalking condominiale del genere: un cittadino di Taranto alleva nello stabile almeno una 80ina di piccioni e quindi cumuli di escrementi e cattivo odore. Nel condominio si è verificato anche un caso di infezione respiratoria. Non solo: “il signore dei piccioni” perseguita i condomini con lanci di uova, taglio di cavi di luce e rete internet, manomissione dei citofoni e danni alle auto. Il paradosso è che la storia dello stabile di via Mazzini va avanti da 20 anni. Un accanimento, in particolare contro tre condomini, difesi dall’avvocato Ivan Zaccaria.L’assurdo caso del signore dei piccioni qui
Segnalati all’Ispettorato 7 datori di lavoro. 16 lavoratori in nero e 1 irregolare sono stati scoperti dalla Guardia di finanza di Taranto durante un ampio controllo nel capoluogo e a Pulsano, Ginosa, Laterza, Martina Franca, Massafra e Manduria, all’interno di bar, ristoranti, panifici, cartolerie e tabaccherie. All’esito dei controlli sono stati segnalati all’Ispettorato 7 datori di lavoro per l’impiego di manodopera in nero, e per l’eventuale sospensione dell’attività commerciale.
Diverse irregolarità sono state registrate sulla tracciabilità e sulla etichettatura dei prodotti “pet food”. Oltre 12.500 confezioni di mangimi per animali domestici sono stati sequestrati in una azienda della provincia di Taranto, dai carabinieri dei Nas e dall’Ispettorato per il Controllo della Qualità e Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari. Diverse irregolarità sono state registrate sulla tracciabilità e sulla etichettatura dei prodotti “pet food”, destinati soprattutto ai cani. Il quantitativo sequestrato ha un valore di diverse migliaia di euro. Oltre al sequestro, sono state contestate all’azienda pesanti sanzioni amministrative.
. Posa della prima pietra per la costruzione di una nuova chiesa a Taranto. Siamo a Paolo VI, in viale Angelo Latartara. Qui nascerà la parrocchia di San Giuseppe Moscati. Il rito solenne e di benedizione è stato presieduto da mons. Ciro Miniero, arcivescovo di Taranto, alla presenza delle massime autorità e dei fedeli: “La posa della prima pietra – ha detto – indica la nascita di una nuova comunità. Ogni pietra simboleggia il posto di ciascuno di noi. La prima pietra è l’apostolo Pietro, su cui si fonda la chiesa”. Dopo 33 anni di attesa parte il cantiere per la realizzazione di quello che sarà punto di riferimento spirituale, educativo e sociale per tutto il quartiere, grazie all’impegno del parroco don Marco Crispino e alla provvidenziale attenzione dell’arcidiocesi e della Cei.
L’incidente è avvenuto a San Marzano di San Giuseppe. La piccola sarebbe deceduta a causa del forte trauma cranico . Tragedia a San Marzano di San Giuseppe. Una bambina di 2 anni è morta per un trauma cranico in fase di accertamento medico. La piccola è deceduta poco prima dell’arrivo al pronto soccorso dell’ospedale SS Annunziata. Da quanto si apprende, la bimba, di origine marocchina, sarebbe caduta a causa dell’urto di un’auto: un parente si è recato a trovare i genitori lasciando solo momentaneamente l’auto fuori posto. E’ subito uscito di nuovo per parcheggiare, senza rendersi conto che la piccola lo stesse seguendo. Durante la manovra l’avrebbe urtata ed è caduta. Da qui la corsa in ospedale. Questa è la prima ricostruzione. L’incidente è avvenuto venerdì (15 maggio) sera. Sulla vicenda indagano i carabinieri di Manduria, coordinati dal pm Mariano Buccoliero. La bambina avrebbe compiuto 2 anni il 30 maggio. La famiglia, marocchina, è ben integrata in paese, dove il papà lavora come meccanico. Sconvolta la comunità. Si stringe attorno alla famiglia, attraverso le parole del sindaco, Francesco Leo: “Una tragedia. Conosco i genitori. Il fratellino è mio alunno. Attendiamo di capire meglio le dinamiche. Rivolgo intanto il mio abbraccio alla comunità marocchina, da noi molto numerosa”.
Il 22enne è il sesto a essere stato fermato dalla squadra mobile, mentre l’ultimo a essere iscritto nel registro degli indagati è il barista. Non ha partecipato all’azione violenta in alcun modo. Non ha sferrato pugni, anche perché si trovava all’interno del bar: questa è la versione di Cosimo Colucci, uno dei 7 indagati per l’aggressione sfociata nell’omicidio di Bakari Sako all’alba del 9 maggio. Nel video la scena è diversa: il ragazzo è ai tavolini e sferra un pugno. Il 22enne è il sesto a essere stato fermato dalla squadra mobile, mentre l’ultimo a essere iscritto nel registro degli indagati è il barista di piazza Fontana, Romolo Magnati, accusato di favoreggiamento. In una intercettazione avrebbe infatti ammesso di conoscere Colucci, diversamente da quanto aveva dichiarato agli investigatori. L’attività resterà chiusa per 60 giorni, dopo la sospesione della licenza. Per la Procura, il barista non avrebbe solo favorito il 22enne, ma anche negato di aiutare il giovane maliano che ha cercato rifugio nel locale. La versione di Colucci, le dichiarazioni dei 4 minorenni e del 19enne spingerebbero dunque la Procura a rivedere i filmati di videosorveglianza e le ricostruzioni, considerando anche quando sarebbe accaduto prima. Per i minorenni ci sarebbe stato un confronto precedente a quanto si vede: Bakari li avrebbe ripresi col telefono cellulare. Loro gli avrebbero intimato di smetterla per poi aggredirlo. Per difendersi, ha detto il 15enne che poi, lo ha ammesso, ha sferrato 3 coltellate. Potrebbero non essere queste la causa del decesso, ma la lesione di organi interni. Sarà valutato durante l’autopsia, fissata al 19.
Nelle prossime ore potrebbe essere definita la posizione del barista, la cui attività è stata sospesa per 60 giorni. Proclamato il lutto cittadino anche a Pulsano, disposto dal sindaco Pietro D’Alfonso per martedì 19 maggio, in segno di cordoglio e vicinanza per la tragica scomparsa di Bakari Sako. “Una notizia che ha profondamente scosso l’intera comunità – dichiara il sindaco, ripudiato ogni forma di odio e di violenza – e che ci chiama, come cittadini e come istituzioni, a una riflessione forte sul valore della vita umana, della solidarietà, del rispetto e della convivenza civile”. Ci sarà anche un momento di raccoglimento e di riflessione ai Giardini de falconibus, con la presenza delle scuole. Saranno esposte le bandiere a mezz’asta o parate a lutto sugli edifici pubblici comunali. Tutte le attività ludiche e di intrattenimento saranno sospese. Il 19 sarà anche il giorno dell’autopsia. Intanto si continua a indagare. Nelle prossime ore potrebbe essere definita la posizione del barista, la cui attività è stata sospesa per 60 giorni.
Nelle prossime ore ci sarà l’interrogatorio del 22enne fermato per ultimo dalla squadra mobile. Non sono stati convalidati i fermi dei quattro minorenni, ma per loro il gip ha comunque disposto la misura cautelare presso i centri di prima accoglienza di Bari e di Lecce. Sono accusati dell’omicidio di Bakari Sako, ma decade l’aggravante dei futili motivi. Sabato mattina ci saranno invece in carcere gli interrogatori di Mimmo Colucci, 22enne, l’ultimo ad essere stato fermato dalla squadra mobile
I minorenni dichiarano di non essersi resi conto della gravità e che hanno tentato di rianimare il 35enne . Due alla volta lasciano la procura minorile, verso i centri di prima accoglienza dove sono ristretti. “Ho accoltellato perché ho visto i miei amici in pericolo”. Il 15enne ammette l’omicidio di Bakari Sako. Poi si dice pentito, alla giudice Paola Morelli. Le hanno dato tutti la stessa versione. In sostanza una lettura diversa da quella delle procure dei filmati. Qui il servizio sull’ammissione di responsabilità del 15enne E cioè che Bakari dopo un primo scambio di provocazioni avrebbe iniziato a filmare con il cellulare i giovani, che gli hanno prima intimato di smetterla, passando poi all’aggressione e all’accoltellamento. Cosa di cui gli altri non si sarebbero resi conto. Dichiarazioni spontanee dalle quali emergerebbe anche il tentativo di rianimare il 35enne. Agli interrogatori tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Nella loro versione si troverebbe il movente, e aggravante, dei futili motivi. Intervista Salvatore Di Maggio, avvocato
Si vede il 35 arrivare in piazza Fontana e appoggiare bicicletta e zaino. Uno scooter con due giovani a bordo si avvicina e inizia a provocarlo, poi il primo pugno e l’inseguimento. Tutto ripreso dalle telecamere di videosorveglianza. Ecco il video che riprende l’aggressione avvenuta a Taranto e costata la vita a Bakari Sako Sono le 5:22 del 9 maggio a Taranto. Il 35enne sta facendo una sosta in piazza Fontana. Appoggia la bicicletta, lo zaino. Improvvisamente gli si avvicina uno scooter con due giovani a bordo, poi sopraggiunge il terzo ragazzo sempre a bordo di una moto. Arriva anche una ragazza, che rimarrà testimone oculare, e infine arriveranno gli altri. I giovani provocano il 35enne; l’ultimo che arriva gli sferra il primo pugno. Bakari prova ad allontanarsi, a scappare, ma il gruppo lo insegue fino all’accoltellamento. Alle 5:34 una passante chiama l’ambulanza. Durante i tentativi di rianimazione, Bakari muore. E’ quanto si vede nei filmati delle telecamere di videosorveglianza, centrali nella ricostruzione dei fatti e nella indagine della Squadra Mobile. Sei i giovani indagati per omicidio aggravato in concorso, con le aggravanti del numero di partecipanti e dei futili motivi.
Concluso l’interrogatorio in carcere. Fabio Sale ha rilasciato solo dichiarazioni spontanee. Si è appena concluso l’interrogatorio nel carcere di Taranto di Fabio Sale, il 19enne coinvolto nell’aggressione sfociata nell’omicidio di Bakari Sako. Si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del gip Gabriele Antonaci. Ci sono state solo dichiarazioni spontanee. Il giovane ha negato di aver partecipato all’azione violenta. Si attende la convalida dell’arresto. Il giovane è difeso dall’avvocato Andrea Maggio che al momento ha preferito non rilasciare dichiarazioni.

Il tour alla scoperta della storia della città abbinato alla raccolta di rifiuti Domenica all’insegna della tutela ambientale e della cultura a Taranto con il

L’aggressione è avvenuta alle 5.23 e i soccorsi sono sopraggiunti alle 5.39 dopo la chiamata da parte di una donna. Da questo nuovo video invece

Tante le emergenze a Taranto sulle quali il movimento chiede chiarezza e trasparenza Just transition fund, Pnrr, Cantiere Taranto, Tecnopolo e Giochi del Mediterrraneo: una

Intanto la Procura ha aperto un fascicolo. Le chat potrebbero rivelare dettagli sulle ultime ore di vita della 18enne Un nome di origine ebraica, che

Colpo grosso in gioielleria la notte tra mercoledì e giovedì a Taranto. Amara sorpresa per il titolare dell’attività che si trova in via Pupino, in

LA SENTENZA Apriranno 16 lidi su 20 Il Consiglio di Stato legittima il Comune di Ginosa a procedere all’assegnazione delle nuove concessioni dei lidi balneari.

Il Comune prende posizione contro ogni forma di violenza, odio, discriminazione. Il sindaco: “Coinvolgiamo i giovani per ripartire da loro. Servono politiche che rimettano al

L’autopsia sul corpo conferma quanto emerso dalla prima ispezione cadaverica Tre ferite da arma taglio non sanguinanti, due al torace e una all’addome, e la

Disagi al cimitero di Talsano, a Taranto. Da mesi alcune aree sono chiuse per gravi infiltrazioni d’acqua, ma nessun lavoro è mai iniziato. I cittadini chiedono quando

A marzo vi abbiamo raccontato di un condominio, a Taranto, trasformato in una piccionaia. Nonostante l’ammonimento del questore, il condomino-allevatore continua a perseguitare i vicini

CRONACA Segnalati all’Ispettorato 7 datori di lavoro 16 lavoratori in nero e 1 irregolare sono stati scoperti dalla Guardia di finanza di Taranto durante un

CRONACA Diverse irregolarità sono state registrate sulla tracciabilità e sulla etichettatura dei prodotti “pet food” Oltre 12.500 confezioni di mangimi per animali domestici sono stati

luoghi di culto Posa della prima pietra per la costruzione di una nuova chiesa a Taranto. Siamo a Paolo VI, in viale Angelo Latartara. Qui

L’incidente è avvenuto a San Marzano di San Giuseppe. La piccola sarebbe deceduta a causa del forte trauma cranico Tragedia a San Marzano di San

Il 22enne è il sesto a essere stato fermato dalla squadra mobile, mentre l’ultimo a essere iscritto nel registro degli indagati è il barista Non

Nelle prossime ore potrebbe essere definita la posizione del barista, la cui attività è stata sospesa per 60 giorni Proclamato il lutto cittadino anche a

Nelle prossime ore ci sarà l’interrogatorio del 22enne fermato per ultimo dalla squadra mobile Non sono stati convalidati i fermi dei quattro minorenni, ma per

I minorenni dichiarano di non essersi resi conto della gravità e che hanno tentato di rianimare il 35enne Due alla volta lasciano la procura minorile,

Si vede il 35 arrivare in piazza Fontana e appoggiare bicicletta e zaino. Uno scooter con due giovani a bordo si avvicina e inizia a

Concluso l’interrogatorio in carcere. Fabio Sale ha rilasciato solo dichiarazioni spontanee Si è appena concluso l’interrogatorio nel carcere di Taranto di Fabio Sale, il 19enne