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Omicidio Bakari Sako, il 22enne nega le accuse: “Ero nel bar e non ho partecipato”

Il 22enne è il sesto a essere stato fermato dalla squadra mobile, mentre l’ultimo a essere iscritto nel registro degli indagati è il barista

Non ha partecipato all’azione violenta in alcun modo. Non ha sferrato pugni, anche perché si trovava all’interno del bar: questa è la versione di Cosimo Colucci, uno dei 7 indagati per l’aggressione sfociata nell’omicidio di Bakari Sako all’alba del 9 maggio. Nel video la scena è diversa: il ragazzo è ai tavolini e sferra un pugno.

Il 22enne è il sesto a essere stato fermato dalla squadra mobile, mentre l’ultimo a essere iscritto nel registro degli indagati è il barista di piazza Fontana, Romolo Magnati, accusato di favoreggiamento. In una intercettazione avrebbe infatti ammesso di conoscere Colucci, diversamente da quanto aveva dichiarato agli investigatori. L’attività resterà chiusa per 60 giorni, dopo la sospesione della licenza. Per la Procura, il barista non avrebbe solo favorito il 22enne, ma anche negato di aiutare il giovane maliano che ha cercato rifugio nel locale.

La versione di Colucci, le dichiarazioni dei 4 minorenni e del 19enne spingerebbero dunque la Procura a rivedere i filmati di videosorveglianza e le ricostruzioni, considerando anche quando sarebbe accaduto prima. Per i minorenni ci sarebbe stato un confronto precedente a quanto si vede: Bakari li avrebbe ripresi col telefono cellulare. Loro gli avrebbero intimato di smetterla per poi aggredirlo. Per difendersi, ha detto il 15enne che poi, lo ha ammesso, ha sferrato 3 coltellate. Potrebbero non essere queste la causa del decesso, ma la lesione di organi interni. Sarà valutato durante l’autopsia, fissata al 19. 

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