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Aprile 23, 2026

Hanno tra i 16 e i 17 anni. Sono tutti originari di Bisceglie e hanno un’età compresa tra i 16 e i 17 anni i quattro minori arrestati dalla polizia, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Bari, perché ritenuti responsabili della rapina commessa a bordo di un treno regionale. I fatti risalgono allo scorso 28 febbraio, quando i quattro ragazzi, dalla stazione di Trani, sarebbero saliti a bordo di un treno che percorreva la tratta Foggia-Bari e avrebbero da subito preso di mira un giovane passeggero: la vittima sarebbe stata dapprima minacciata e accerchiata, quindi aggredita fisicamente e rapinata del cellulare e di una collanina d’oro. All’arrivo alla stazione di Bisceglie, la vittima è riuscita a divincolarsi e ad allertare il 112 tramite il telefono di un viaggiatore. I quattro minori dovranno rispondere, a vario titolo e in concorso tra loro, di violenza privata, rapina e lesioni personali.

Piazza della Vittoria è stata temporaneamente interdetta a pedoni e auto. Un falso allarme bomba questa mattina nella centralissima piazza della Vittoria a Taranto. Immediato intervento delle forze dell’ordine per la presenza di una borsa abbandonata per strada. La piazza è stata temporaneamente interdetta a pedoni e auto e sono stati chiusi temporaneamente negozi e uffici della zona. Sono intervenuti gli artificieri anti sabotaggio per verificare se all’interno non ci fosse materiale esplosivo, ma nella borsa c’erano solo rifiuti. La zona è stata riaperta verso le 11.30

Gli ex residenti della palazzina crollata in via Pinto a Bari sono tornati in comune per chiedere di poter avere i loro oggetti recuperati sotto le macerie. Nuovo incontro in comune per gli ex residenti della palazzina crollata lo scorso anno in via Pinto, che tornano a chiedere con insistenza di poter avere gli oggetti che sono stati recuperati dalle macerie. 8 sacchi di materiale vario, più altri 27 sacchi di vestiario. Il dialogo con il dirigente alla ripartizione è stato proficuo: gli interessati invieranno le richieste rispetto agli oggetti che reclamano, e successivamente bisognerà fare una descrizione più approfondita di ciò che si vuole riavere. La procedura prevista dal codice civile è specifica e non ci possono essere deroghe. I documenti intestati a stretto giro verranno restituiti. Interviste ad ex residenti

Tre uomini sono entrati nel locale, intimando ai presenti di non muoversi e agendo in pochi minuti. Attimi di terrore in mattina a Policoro per via di una rapina a mano armata, all’interno di una gioielleria del centro commerciale Heraclea, lungo la strada statale 106 Jonica. Tre uomini sono entrati nel locale, intimando ai presenti di non muoversi e agendo in pochi minuti. Dopo aver infranto le vetrine, hanno portato via numerosi monili e oggetti preziosi, fuggendo a bordo di un’auto guidata da un complice. La vettura è stata poi ritrovata incendiata a circa un chilometro dal centro commerciale. Le fiamme sono state spente dai vigili del fuoco. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Policoro per i rilievi e le indagini. Non si registrano feriti.

Anche Formedil Bari aderisce alla Giornata Mondiale della Sicurezza e della Salute sul Lavoro attraverso un’iniziativa formativa che indaga un lato a volte sottovalutato del tema: quello della gestione emotiva nelle emergenze. . In Puglia, nel corso dell’ultimo anno, le denunce di infortunio sul lavoro nel settore costruzioni sono state 1807 rispetto alle 1745 del precedente: 62 in più, con un incremento del 3,55%. A rivelarlo è il rapporto Inail riferito al 2025, secondo cui Bari è la seconda provincia più colpita in Puglia. Si tratta di numeri importanti, in virtù dei quali Formedil, in occasione della Giornata mondiale della Sicurezza e della Salute sul Lavoro, ha organizzato un momento formativo dedicato ad un aspetto spesso sottovalutato della gestione dell’emergenza: la componente emotiva. Tra i contenuti affrontati: le fasi di un’emergenza (avvertimento, pericolo, impatto, riconoscimento); le principali reazioni emotive e cognitive in situazioni critiche; strategie per mantenere lucidità e capacità decisionale; approcci innovativi come la teoria dei “sei cappelli” per l’analisi e la risoluzione dei problemi. Intgervita al Presidente Formedil Bari Salvatore Matarrese e al Direttore del Formedil Italia dott. Stefano Macale Servizio di Serena Manieri

Presentato il documento strategico del commercio. Vediamo di cosa si tratta. I componenti del distretto urbano del commercio di Trani hanno presentato il documento strategico del commercio del comune. Serve, dicono gli addetti ai lavori, a rilanciare il tessuto economico del territorio. Intervista a Agostino Ciciriello, componente Duc, Mario Landriscina, manager del D.U.C e Luca Tamini, Politecnico di Milano

Il sacerdote ha riportato lesioni guaribili in cinque giorni. Ha destato sconcerto l’aggressione subita ieri dal parroco don Dino D’Aloia nella sacrestia della Parrocchia San Giuseppe Artigiano di San Severo. Il sacerdote è stato colpito da un parrocchiano, riportando lesioni guaribili in cinque giorni dopo aver fatto ricorso alle cure nel Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile Teresa Masselli Mascia di San Severo. “La notizia dell’aggressione – dichiara la sindaca Lidya Colangelo – non ha precedenti nella storia della nostra Città, siamo particolarmente vicini a don Dino, un sacerdote che si spende tantissimo per la sua comunità, che ha fatto tanto in questi anni in un quartiere di periferia, sia per i giovani che per gli anziani. Siamo tutti scossi per la gravità dell’accaduto. A don Dino vanno i sentimenti di affetto e di vicinanza dell’Amministrazione, del Presidente del Consiglio Rosa Caposiena, del Vice Sindaco Anna Paola Giuliani, della Giunta e dell’intero Consiglio Comunale. Esprimiamo la più ferma condanna per l’accaduto nella certezza che simili, deprecabili episodi non abbiano più a verificarsi”. Unanime solidarietà è stata espressa anche dalla Diocesi di San Severo. Qui di seguito il videomessaggio del sacerdote: Solo qualche giorno fa, a Terlizzi, un altro sacerdote era stato aggredito: don Michele Stragapede, parroco della chiesa di San Gioacchino, era in sella alla sua bici quando è stato affiancato da un’auto da cui si è sporto un uomo che gli ha sferrato un pugno.

. Un Primo Maggio all’insegna del divertimento e della spensieratezza. Venerdì 1 maggio 2026, dalle 10:30 alle 17:00, alle S.E.R.R.E. torna il Festival dei Clown, giunto alla sua seconda edizione. Un evento pensato per famiglie, bambini e chiunque voglia trascorrere una giornata diversa, immersi nel verde tra spettacoli, giochi e momenti di relax. Un’esperienza che unisce intrattenimento e natura, trasformando gli spazi all’aperto in un grande palcoscenico di sorrisi. Il programma prevede attività ludiche per tutte le età, performance di artisti di strada e clown – i cui nomi saranno annunciati a breve – e ampie aree dedicate al tempo libero. Non mancheranno spazi per il picnic e punti ristoro, con la possibilità di gustare anche la tradizionale zampina, prenotabile al momento dell’acquisto del biglietto. Un’occasione per vivere il Primo Maggio in modo leggero e conviviale, tra giochi, spettacoli e natura, con posti limitati per garantire un’esperienza piacevole e a misura di famiglia. 🎟 Biglietto: 10 euro (gratuito per bambini da 0 a 2 anni)📍 Location: S.E.R.R.E. – Strada Provinciale Terlizzi/Ruvo📞 Info WhatsApp: 340 508 8491 Una giornata da condividere, tra risate e semplicità, per riscoprire il piacere di stare insieme all’aria aperta.

. Sarà ancora una volta la suggestiva cornice del Castello Normanno-Svevo ad accogliere la quinta edizione del Premio di Esecuzione Musicale “Ezio Bosso – Una vita per la musica”, in programma nel 2026. Un appuntamento ormai consolidato, promosso dall’Accademia delle Arti e delle Scienze Filosofiche di Bari, che mette al centro giovani interpreti, ensemble, cori e orchestre. Dedicato alla memoria del Maestro Ezio Bosso, il Premio va oltre la dimensione del concorso, valorizzando non solo la qualità esecutiva, ma anche i principi di ascolto, condivisione e crescita umana attraverso la musica. Un’eredità artistica e culturale che continua a ispirare nuove generazioni di musicisti. Dopo l’intensa partecipazione della scorsa edizione, segnata anche dalla presenza di Ivana Bosso, sorella del compositore, la manifestazione si prepara a confermare il proprio valore simbolico e formativo. Il Premio è aperto a musicisti italiani e stranieri, senza limiti di età, e si articola in diverse sezioni: solisti, duo pianistici, musica da camera, formazioni corali e orchestrali. Le iscrizioni sono aperte fino al 3 maggio 2026, mentre le audizioni si svolgeranno dall’11 al 17 maggio davanti a una commissione composta da docenti e professionisti di rilievo nazionale e internazionale. Oltre ai riconoscimenti, il percorso offre opportunità concrete di crescita, tra borse di studio, concerti-premio e occasioni di visibilità artistica. Il concerto finale con premiazione rappresenterà il momento culminante di una manifestazione che, anno dopo anno, unisce eccellenza musicale ed emozione. Più che una competizione, il Premio “Ezio Bosso” si conferma così un’esperienza culturale condivisa, capace di raccontare la musica come linguaggio universale e profondamente umano. 📩 Info e iscrizioni: [email protected]

Il parere dell’Avvocato Generale UE Nicholas Emiliou sul piano del Governo: la delocalizzazione dei rimpatri è possibile, ma la giurisdizione e i diritti dei richiedenti asilo restano vincolati alle garanzie europee. Il controverso Protocollo Italia-Albania segna un punto a favore del governo italiano, ma con riserve significative. Secondo il parere dell’Avvocato generale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, Nicholas Emiliou, l’accordo che prevede la creazione di centri di rimpatrio extra-UE è, in linea di principio, compatibile con il diritto dell’Unione Europea. Tuttavia, la legittimità del progetto resta strettamente legata a una condizione imprescindibile: il pieno rispetto dei diritti fondamentali dei migranti. Centri per i rimpatri fuori dall’UE: cosa dice il parere legale Nel documento depositato a Lussemburgo, l’Avvocato generale Emiliou chiarisce che la normativa europea non vieta esplicitamente a uno Stato membro di istituire centri di detenzione per le procedure di rimpatrio al di fuori dei propri confini nazionali. Nonostante la delocalizzazione in Albania, l’Italia rimane l’unico soggetto responsabile. Ciò significa che lo Stato italiano è vincolato a garantire tutte le tutele previste dall’ordinamento UE, tra cui: Diritto all’assistenza legale gratuita; Accesso a servizi di mediazione linguistica; Possibilità di mantenere contatti con la famiglia e le autorità competenti. Il conflitto tra Italia e UE sui “Paesi Sicuri” Il protocollo, siglato il 6 novembre 2023, ha già incontrato numerosi ostacoli giudiziari. In particolare, il Tribunale di Roma ha sollevato dubbi sulla legittimità dei trattenimenti per i migranti provenienti da Paesi considerati “sicuri” dal governo italiano, come Egitto e Bangladesh. L’attuale ricorso giunto alla Corte di Giustizia UE nasce dalla contestazione delle autorità italiane contro la Corte d’Appello di Roma, che aveva negato la convalida del trattenimento per alcuni migranti trasferiti nei centri albanesi e richiedenti asilo. Diritto di restare contro diritto al rientro Un punto cruciale del parere di Emiliou riguarda la permanenza dei richiedenti asilo. L’avvocato generale ha precisato che: “La norma che permette ai richiedenti protezione internazionale di restare in uno Stato membro durante l’esame della domanda non conferisce loro il diritto automatico di essere riportati nel territorio fisico di quello Stato.” Tuttavia, resta l’obbligo tassativo per l’Italia di assicurare un accesso effettivo alla giustizia e tempi rapidi per il riesame dei decreti, onde evitare che la detenzione nei centri in Albania si trasformi in un trattenimento illegittimo. Le prossime tappe: verso la sentenza definitiva Sebbene il parere dell’Avvocato generale non sia vincolante, esso rappresenta una guida autorevole per i giudici della Corte di Lussemburgo. La sentenza definitiva, attesa nei prossimi mesi, stabilirà se il modello di gestione dei flussi migratori proposto dall’Italia potrà diventare un precedente per altri Paesi europei o se subirà nuove restrizioni. Punti chiave del dossier: Obiettivo: Gestione esterna delle procedure di asilo e rimpatrio. Protocollo: Italia-Albania (6 novembre 2023). Giurisdizione: Italiana ed Europea. Punto critico: Definizione di “Paesi sicuri”.

La sindaca Maria Aida Episcopo ha proclamato per la giornata il lutto cittadino. Si stanno svolgendo a Foggia i funerali di Dino Carta, il personal trainer di 42 anni ucciso la sera del 13 aprile a pochi metri dalla sua abitazione. Il feretro, ricoperto di corone di fiori bianchi, ha fatto ingresso nella chiesa del Santissimo Salvatore dove lui e la giovane moglie Sara si sono sposati circa due anni fa. Ad officiare la celebrazione monsignor Giorgio Ferretti arcivescovo della diocesi Foggia Bovino. Chiesa e piazzale affollato di tantissima gente ed istituzioni. La sindaca Maria Aida Episcopo ha proclamato per la giornata il lutto cittadino. Mons. Ferretti, in un passaggio dell’omelia, ha detto: “Foggia alza la testa! Ribellati alla violenza, all’ingiustizia, al sopruso, al pizzo, alla criminalità. Cara Foggia, non è normale che un uomo venga uccisosulle tue strade. Non è normale che si giri armati per la città. Non è normale che i giovani abbiamo coltelli. Foggia basta! Basta mogli e figli che piangono i loro mariti. Padri e madri che piangono i figli. La scia di sangue è lunga ormai decenni. Basta sangue. Tutto questo deve finire. Lo vogliamo tutti. Lo sogniamo tutti. Alziamo la testa, con coraggio. Uniamoci, denunciamo, ribelliamoci al male. Lo dobbiamo ai nostri figli, alle prossime generazioni di questa terra”. Il servizio di Pietro Loffredo.

Riferiscono, inoltre, che non c’era nessuno: “Né l’assessore all’Agricoltura, Francesco Paolicelli, né un dirigente o funzionario regionale”. “Nell’allestimento dello stand compare una foto che ritrae chiaramente un banco di frutta con arance spagnole. Arance spagnole nello spazio istituzionale della Regione Puglia, in una fiera internazionale dedicata all’ortofrutta. È una cosa che non sta né in cielo né in terra”. La denuncia arriva dai consiglieri regionali di Fratelli d’Italia che riferiscono quanto succede nello stand Puglia, alla fiera Macfrut 2026 in corso a Rimini. “C’è un limite oltre il quale non si può più parlare di distrazione o superficialità. A Macfrut 2026, la tre giorni che si chiude oggi a Rimini, una delle più importanti fiere internazionali del settore ortofrutticolo, laRegione Puglia quel limite lo ha superato. Nello stand, pur allestito, della Regione Puglia non c’era nessuno. Né l’assessore all’Agricoltura, Francesco Paolicelli, né un dirigente o funzionario regionale. Un’assenza istituzionale grave, inspiegabile. E mentre la Regione Puglia era assente, il ministro all’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, veniva accolto dalla presidente del Consorzio delle Clementine di Taranto Igp. Un’immagine simbolica: la filiera c’è, la Regione no”. “Macfrut – continuano – non è una fiera qualsiasi. È una vetrina internazionale dove si costruiscono relazioni, si aprono mercati, si rafforza la competitività. E la Puglia, invece di esserci da protagonista – concludono da FdI – si presenta senza rappresentanza, con uno stand marginale e con un messaggio sbagliato”.

Armati di una mazza hanno colpito ripetutamente la teca, ma non sono riusciti a infrangere il vetro. Tentato furto nella notte al Santuario della Madonna dell’Incoronata, a pochi chilometri da Foggia, dove ignoti hanno tentato di rubare le corone delle statue sacre. Armati di una mazza, i ladri hanno colpito ripetutamente la teca che custodisce la Madonna Nera e il Bambin Gesù senza, però, riuscire a infrangere il vetro. Non è la prima volta che il santuario viene preso di mira: nel 2011 fu rubata una preziosa corona d’oro donata dai fedeli. Anche per questo, l’episodio riaccende preoccupazioni sulla sicurezza e ferisce profondamente la devozione popolare. 

. Dopo una prima restituzione in Puglia, lo spettacolo “Fortuna” arriva al debutto ufficiale il 2 e 3 maggio al Teatro del Fuoco, per poi proseguire il suo percorso nazionale con le repliche in programma a Roma, al Cometa OFF, dal 20 al 24 maggio. Prodotto da Acqua Salata Produzioni, il progetto nasce nel 2025 dall’incontro tra le attrici Raffaella Montanaro e Mery Calamita, entrambe formatesi all’Accademia Teatrale di Roma Sofia Amendolea. Una realtà giovane che affonda le radici nel Sud Italia e nel legame simbolico con il mare, elemento centrale della propria poetica. Liberamente ispirato a La Locandiera di Carlo Goldoni, “Fortuna” è ambientato nel 1861, alle soglie dell’Unità d’Italia. Al centro della scena Mirandolina, locandiera indipendente e determinata, alle prese con un contesto sociale e politico in trasformazione e con il desiderio profondo di tornare nella sua Napoli. La regia e drammaturgia di Raffaella Montanaro rielaborano il modello goldoniano con uno sguardo contemporaneo, dando maggiore spazio all’introspezione e alla complessità del personaggio. Il linguaggio scenico mescola teatro classico, dialetto e musica, creando un equilibrio tra tradizione e modernità. Il mare, presenza sonora e simbolica, accompagna la narrazione come richiamo costante alle origini e al destino. In scena un cast di giovani professionisti: Raffaella Montanaro, Gianluca Rossetti, Damiano Lepri, Lorenzo Baruzzi, Mery Calamita e Barbara Monetti. Uno spettacolo che mette in dialogo passato e presente, affrontando temi universali come identità, appartenenza e desiderio di cambiamento, con uno stile diretto e coinvolgente.

Un percorso già avviato e consolidato nel tempo, che trova il suo spazio fisico in un commissariato di Polizia. Un anno di attività e un percorso che si consolida con un nuovo impegno condiviso tra istituzioni e associazioni. Rinnovato a Barletta il protocollo della Stanza Divina, dedicato alla prevenzione dei gesti suicidari e alla tutela delle vittime di reato. Interviste ad Alfredo Fabbrocini, Questore Bat; Antonio La Scala, referente La Stanza Divina – Bari; Stefano Callipo, Presidente Nazionale Osservatorio Violenza e Suicidio

Le accuse, contestate a vario titolo, vanno dalla turbativa d’asta alla corruzione, fino all’autoriciclaggio e al peculato. Sono nove in tutto le persone finite agli arresti domiciliari nell’inchiesta su presunte irregolarità negli appalti pubblici a Torricella (Taranto). Tra queste figura l’ex vice sindaco ed ex assessore ai Lavori pubblici Michele Franzoso. Per altri sette indagati è stato invece disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Complessivamente sono sedici le persone coinvolte, tra amministratori locali, tecnici comunali, professionisti e imprenditori.
Le accuse, contestate a vario titolo, vanno dalla turbativa d’asta alla corruzione, fino all’autoriciclaggio e al peculato. Secondo l’impostazione accusatoria, alcune procedure di gara sarebbero state pilotate per favorire operatori economici ritenuti vicini agli indagati.
Tra gli interventi finiti sotto verifica figurano lavori di sistemazione della litoranea in località Torre Ovo, opere sportive e interventi sul waterfront. Respinte, invece, le richieste cautelari per un funzionario comunale e un consigliere, per il quale era stata ipotizzata anche una misura interdittiva poi esclusa dal gip.

L’allarme di Ernesto Caffo in Commissione Antimafia: il web è diventato il nuovo terreno di caccia per il reclutamento criminale e la tratta dei minori. Ecco le proposte per colmare le lacune normative. Il confine tra mondo fisico e realtà virtuale è ormai svanito, e con esso sono mutati i paradigmi dello sfruttamento. Oggi le organizzazioni criminali non presidiano solo le strade, ma dominano lo spazio digitale, trasformandolo in un terreno fertile per il reclutamento e l’adescamento di soggetti vulnerabili. Questo è il cuore dell’audizione di Ernesto Caffo, Presidente della Fondazione SOS Il Telefono Azzurro ETS, intervenuto questa mattina dinanzi alla sezione minori della Commissione Parlamentare Antimafia. Un intervento lucido che ha messo a nudo le criticità di un sistema normativo che fatica a tenere il passo con l’evoluzione tecnologica del crimine. Dall’ambito familiare alle reti digitali: come cambiano le minacce In passato, le richieste d’aiuto gestite da Telefono Azzurro nascevano prevalentemente all’interno delle mura domestiche o in contesti di prossimità fisica. Oggi, la situazione è drasticamente cambiata. Adescamento Online (Grooming): Gli adulti sfruttano l’anonimato per manipolare i minori. Coinvolgimento Criminale: I ragazzi non sono solo vittime passive, ma vengono talvolta arruolati in attività illecite digitali. Efficacia del Crimine Organizzato: Il web permette alle mafie di agire su scala globale con rischi ridotti e profitti elevati. “Il digitale non è più solo uno strumento, ma lo spazio d’elezione in cui le organizzazioni criminali agiscono con precisione chirurgica e crescente efficacia,” ha dichiarato Caffo durante l’audizione. Il legame tra minori scomparsi, tratta e gaming Un punto cruciale emerso dal confronto riguarda la scomparsa dei minori. Troppo spesso questi eventi vengono trattati come casi isolati, quando in realtà rappresentano l’ultimo anello di una catena iniziata molto prima. Il percorso dello sfruttamento La scomparsa è frequentemente l’esito di un processo di adescamento e reclutamento già avviato sui social network, nelle app di messaggistica cifrata o, sempre più spesso, nelle piattaforme di gaming. I criminali si infiltrano nelle comunità virtuali frequentate dai giovanissimi, ne guadagnano la fiducia e li traghettano verso situazioni di sfruttamento e tratta. Le proposte per un sistema di protezione moderno Per contrastare questo fenomeno, Telefono Azzurro ha presentato alla Commissione un pacchetto di proposte concrete, mirate a colmare le attuali lacune del quadro normativo italiano ed europeo: Tecnologia e Monitoraggio: Implementazione di strumenti avanzati per il rilevamento preventivo di contenuti illegali online. Responsabilità delle Piattaforme: Obbligo di una collaborazione più stretta e trasparente tra i colossi del tech e le autorità inquirenti. Educazione Digitale: Inserimento strutturale della cittadinanza digitale nelle scuole per fornire ai giovani gli “anticorpi” contro le manipolazioni. Supporto alle Vittime: Creazione di un fondo dedicato al sostegno psicologico di lungo periodo per chi è uscito dal tunnel dello sfruttamento. I “Nodi” Istituzionali da sciogliere L’Italia soffre ancora di una frammentazione informativa tra le varie istituzioni. Manca, ad esempio, un meccanismo nazionale di allerta rapida (Amber Alert) che sia realmente efficace e integrato, così come scarseggiano percorsi stabili di reintegrazione per le vittime della tratta. Conclusione: un atto di fiducia che va onorato Ogni volta che un bambino o un adolescente contatta il 1.96.96 o utilizza la chat di Telefono Azzurro, lancia un segnale di speranza. “Quando un minore trova il coraggio di chiedere aiuto, compie un atto di fiducia straordinario verso il mondo degli adulti,” ha concluso Ernesto Caffo. Il compito della politica e del legislatore è ora quello di trasformare quel segnale in una protezione reale, garantendo che nessuno debba sentirsi solo di fronte alle insidie della rete. Focus: Come proteggere i minori online? Segnala immediatamente profili sospetti o tentativi di approccio alle autorità o ai servizi di emergenza come Telefono Azzurro. Controlla le impostazioni di privacy sui social e sulle console di gioco. Dialoga costantemente con i figli sulle loro amicizie virtuali.

Un vecchio garage gestito dalla mafia è stato confiscato ed è diventato un centro dedicato alle donne vittime di violenza. Un tempo, vecchio garage in mano alla criminalità organizzata. Oggi, centro antiviolenza per le donne. A Laterza la legalità vince sul malaffare. Lo Stato sulla mafia. Sono arrivati i prefetti di Roma e di Taranto all’inaugurazione, il 20 aprile. Il centro è in via Concerie. Questo è il numero di riferimento per le donne che stiano subendo qualsiasi genere di violenza, oltre al 1522 impresso accanto all’albero piantato di fronte al centro. Intervista Franco Frigiola, sindaco di Laterza

Dal 2023 al 2025 il comparto ha perso 12 miliardi di euro a causa dell’instabilità geopolitica e del calo dei consumi. Il tessile vive un momento non facile in Italia. Ha bisogno di innovarsi attraverso la sostenibilità, la tracciabilità e la trasparenza. Se n’è parlato nel corso di un convegno a Taranto organizzato da Confindustria nell’ambito della giornata del made in Italy.

. Un’esperienza all’aria aperta tra paesaggi suggestivi e momenti di benessere. Venerdì 1 maggio, a partire dalle ore 9:00, torna il trekking guidato alla scoperta del bacino del Mar Piccolo di Taranto, con partenza dall’Oasi dei Battendieri. Un itinerario di circa 8 chilometri, adatto a tutti, che si snoda tra oliveti secolari, tracce di ferrovie dismesse e scorci naturali ancora poco conosciuti. Il percorso, guidato da Riccardo Tedeschi, conduce fino alle rive del secondo seno del Mar Piccolo, offrendo panorami unici sulla “città dei due mari” e una tappa alla Big Bench n.194, punto panoramico particolarmente suggestivo. Non solo cammino: durante l’escursione è previsto anche un momento dedicato al benessere, con una pausa guidata da Marcella Spinosa, insegnante di yoga e mindfulness. Un’occasione per rallentare, ascoltare il proprio corpo e vivere il paesaggio in modo più consapevole, tra respirazione e movimento dolce. L’esperienza, della durata complessiva di circa quattro ore e mezza, è pensata per chi desidera trascorrere il Primo Maggio in modo diverso, a contatto con la natura e lontano dai percorsi più affollati. 📍 Ritrovo: ore 9:00💶 Quota di partecipazione: 20 euro👣 Età consigliata: dai 12 anni in su📞 Info e prenotazioni: 328 0151397 – 371 4649934 Un’occasione semplice ma intensa per riscoprire il territorio e concedersi un momento di equilibrio tra movimento e quiete.

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