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Gennaio 9, 2026

L’aria in cabina è diventata improvvisamente irrespirabile, scatenando bruciore agli occhi e gravi difficoltà respiratorie tra i viaggiatori. Un viaggio decisamente movimentato quello del volo Ryanair FR3424 decollato da Milano Malpensa e diretto a Brindisi. A metà del tragitto si è scatenata il panico tra i passeggeri a causa della fuoriuscita di spray al peperoncino da un bagaglio. L’aria in cabina è diventata improvvisamente irrespirabile, scatenando bruciore agli occhi e gravi difficoltà respiratorie tra i viaggiatori.La confusione è degenerata perché molti hanno temuto un incendio o un guasto tecnico. Nonostante una perturbazione in corso e i tentativi del personale di bordo di mantenere la calma, i passeggeri terrorizzati si sono accalcati verso la testa e la coda dell’aereo nel tentativo di trovare aria pulita. La tensione è rimasta altissima fino all’atterraggio all’aeroporto del Salento.Subito dopo il contatto con la pista, gli agenti della Polizia di Stato sono saliti a bordo per identificare la passeggera coinvolta e ricostruire la dinamica dell’incidente. La donna è stata denunciata a piede libero per violazione del codice della navigazione. Pare che la bomboletta sia esplosa o abbia perso liquido a causa della pressurizzazione, ma il caso solleva ora pesanti interrogativi sulla sicurezza aeroportuale di Malpensa. Resta infatti da chiarire come un dispositivo urticante, considerato potenzialmente pericoloso, sia riuscito a superare indenne i controlli di sicurezza ai varchi d’imbarco.

“Lo accudirei come un padre” racconta la concittadina. Il 78enne è anziano, ammalato e disabile. Vive in strada da luglio. Di Alessandra Martellotti Ancora un’offerta di aiuto, questa volta da un privato, per il signor Angelo, pensionato di 78 anni, invalido e con gravi patologie. Vive ormai da luglio in questa roulotte, a San Pietro in Bevagna, in evidente stato di degrado. Questa signora, colpita dalla storia dell’anziano, resa nota da La voce di Manduria, è pronta ad aprirgli le porte di casa.  Non è la prima opportunità di avere un tetto per il signor Angelo, in carico ai servizi sociali del Comune di Manduria dal 2022, seguito da un amministratore di sostegno. Ringrazia la signora Serena per la generosità, ma la sua richiesta è soprattutto un’altra. Angelo percepisce una pensione e l’invalidità. Non è una storia di indigenza. Più di disagio e di incapacità forse di gestire le entrate. Da qui la decisione di assegnare un amministratore di sostegno.

Con una pec l’azienda ha comunicato la chiusura dell’unità locale di Service, del magazzino e del training center con 40 trasferimenti nello stabilimento di Melfi. Delusi e amareggiati i lavoratori di Vestas Italia di Taranto. Con una pec l’azienda ha comunicato la chiusura dell’unità locale di Service, del magazzino e del training center con 40 trasferimenti nello stabilimento di Melfi, entro il primo marzo. I sindacati hanno chiesto e ottenuto un incontro, seppur solo on line, per martedì pomeriggio, in concomitanza del quale ci saranno due ore di sciopero, oltre alle assemblee e al blocco già avviato di reperibilità e straordinari. Sono solo le prime azioni sindacali. Anche il sindaco Piero Bitetti ha chiesto un incontro istituzionale all’azienda che ha motivato la decisione con esigenze di risparmio e di ottimizzazione logistica. Intervistati: Angelo Calò, rsu Fiom; Giorgio Calcagni, rsu Uilm Di Alessandra Martellotti

. di Matteo Bottazzo Tragico incidente stradale in Salento. Nello scontro avvenuto tra una Renault Scenic e una Maserati lungo la strada statale 275, attorno le 21:45 (di venerdì 9 gennaio) nei pressi di Alessano. Morto sul colpo il conducente della Scenic, Giuseppe Turano, 48 anni, insegnante di matematica. Ferito suo figlio, 10 anni. Le lamiere accartocciate non gli hanno lasciato scampo, rendendo vani i tempestivi soccorsi del personale sanitario del 118, proveniente dalla postazione di Gagliano del Capo. L’uomo che guidava il la Maserati è stato trasportato d’urgenza in codice rosso presso il reparto Dea dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Il bambino, invece, è stato trasferito in codice giallo a Tricase, le sue condizioni, pur serie, non sembrerebbero destare immediato pericolo di vita.

. A Potenza, per motivi di sicurezza, è stata disposta l’immediata chiusura al transito veicolare e pedonale del ponte di Via Grippo, che sovrappassa la Ferrovia dello Stato, a causa della caduta di alcuni conci in pietra della chiave di volta della struttura. Il ponte è sottoposto a vincolo dei Beni Culturali, trattandosi di un’opera ferroviaria dei primi del ’900. Sul posto sono già intervenuti Protezione Civile e i Vigili del Fuoco. Il blocco del traffico veicolare è garantito dalla Polizia Locale.

Si tratta della scuola Secondaria di primo grado San Giovanni Bosco e dell’istituto Alberghiero ospitate nello stesso plesso. A causa dell’impianto di riscaldamento non funzionante, iI sindaco di Polignano a Mare, Vito Carrieri, ha disposto la chiusura della scuola Secondaria di primo grado San Giovanni Bosco e dell’istituto Alberghiero ospitate nello stesso plesso. L’attività scolastica sarà sospesa da lunedì 12 a mercoledì 14 gennaio. La speranza è che entro mercoledì l’impianto venga ripristinato e si torni alla normalità.

L’ultimo episodio si è consumato in via Dante, ma è stato scoperto dalla titolare, minacciata con un palanchino in ferro dall’uomo, che è riuscito a scappare. Arrestato dalla polizia lo scassinatore seriale dei distributori h24 di Taranto. È un 41enne, già denunciato a dicembre scorso, ora accusato di tentata rapina aggravata. Ad incastrarlo i filmati delle telecamere di videosorveglianza. L’ultimo episodio si è consumato in via Dante, ma è stato scoperto dalla titolare, minacciata con un palanchino in ferro dall’uomo, che è riuscito a scappare. Dopo la denuncia della vittima, gli agenti hanno rintracciato il 41enne. Nella sua auto è stato ritrovato l’arnese da scasso impiegato per i furti. Durante la perquisizione domiciliare, invece, sono stati trovati gli indumenti indossati di volta in volta. Proseguono le indagini, perché l’uomo è sospettato di almeno altri otto furti compiuti nei mesi scorsi. 

Era dipendente Atm, l’azienda di trasporti di Milano e da un anno e mezzo viveva a Pozzuolo Martesana. Emanuele Visconti, 28 anni, originario di Scorrano, è morto ieri sera a causa di un grave incidente stradale avvenuto a Pozzuolo Martesana, in provincia di Milano. Si era trasferito al nord da circa un anno per lavoro.  Il ragazzo è stato investito mentre attraversava una strada provinciale, vicino al cimitero di Bellinzago Lombardo. Emanuele è stato travolto da una Mazda 2 guidata da una donna di 53 anni. Nell’impatto è stato sbalzato per diversi metri. È morto poco dopo il ricovero in ospedale. Emanuele Visconti era un dipendente di Atm, l’azienda di trasporti milanese. Faceva il controllore della sosta. 

Le condizioni del paziente sono apparse subito gravi, ma grazie al trattamento la situazione è rientrata. La vita di un ragazzo è stata salvata ieri sera a Taranto grazie a un trattamento iperbarico nel Centro ospedaliero Militare. Era arrivato al pronto soccorso dell’ospedale Dimiccoli di Barletta a causa di un avvelenamento acuto da monossido di carbonio. Da qui è stato trasferito con una ambulanza a Taranto, dove ha ricevuto le cure del team sanitario, subacqueo e tecnico del Servizio di Medicina Iperbarica. Le condizioni del paziente sono apparse subito gravi, ma grazie al trattamento iperbarico la situazione è rientrata. La camera iperbarica del Centro ospedaliero Militare è attiva da un decennio e, assieme a quella attiva presso l’ospedale Sacro Cuore di Gesù di Gallipoli, assicura un servizio di reperibilità h24. 

I dati Istat evidenziano un incremento dei consumi nelle due regioni, sostenuto dal rientro dell’inflazione e dalle buone performance del mercato del lavoro, ma permangono difficoltà per alimentari, abbigliamento e piccole imprese.. I dati Istat sulle vendite di novembre confermano una ripresa della spesa delle famiglie italiane nella parte finale del 2025. Un segnale atteso, anche alla luce dell’andamento positivo del Black Friday, ma che assume un valore ancora più rilevante perché consolida un trend di miglioramento iniziato già a ottobre. A sottolinearlo è l’ufficio studi di Confcommercio, commentando due variazioni congiunturali positive consecutive, un evento che non si registrava da quasi due anni. Secondo gli analisti, la dinamica suggerisce che le famiglie abbiano iniziato a ridurre le cautele nei consumi, dopo una lunga fase segnata da incertezza sul reddito e da una forte attenzione al risparmio. Non a caso, nel terzo trimestre dello scorso anno la propensione al risparmio aveva raggiunto l’11,4 per cento, un livello storicamente elevato. Oggi, invece, il rientro dell’inflazione e le buone performance del mercato del lavoro sembrano aver rafforzato la fiducia sul potere d’acquisto. Anche in Puglia e Basilicata, territori caratterizzati da un tessuto economico fatto in gran parte di piccole e microimprese commerciali, i segnali di fine anno sono stati letti con cauto ottimismo. In particolare, nei centri urbani e nelle aree a vocazione turistica, il periodo promozionale di novembre ha registrato un incremento delle vendite, soprattutto nei settori della tecnologia, degli elettrodomestici e dei beni durevoli. In Puglia, città come Bari, Lecce, Taranto e Brindisi hanno beneficiato di una maggiore vivacità dei consumi, sostenuta anche da eventi commerciali e dall’anticipo degli acquisti natalizi. In Basilicata, il miglioramento è stato più contenuto ma comunque percepibile, in particolare nei capoluoghi Potenza e Matera, dove il commercio di prossimità ha mostrato segnali di tenuta dopo mesi difficili. Nonostante il quadro complessivamente incoraggiante, Confcommercio invita a non sottovalutare gli elementi di fragilità. Persistono infatti difficoltà strutturali in alcuni segmenti maturi dei consumi, come alimentari, abbigliamento e calzature, comparti fondamentali per il commercio tradizionale del Mezzogiorno. Queste criticità continuano a pesare soprattutto sulle imprese di minori dimensioni, molto diffuse in Puglia e Basilicata, che risentono ancora di margini ridotti, costi operativi elevati e di una concorrenza sempre più forte da parte dell’e-commerce e della grande distribuzione organizzata. Il quadro che emerge è dunque quello di una ripresa graduale dei consumi, sostenuta da un clima di maggiore fiducia ma ancora disomogenea tra settori e territori. Per le regioni del Sud, e in particolare per Puglia e Basilicata, la sfida resta quella di trasformare il miglioramento congiunturale in una crescita più stabile, capace di rafforzare il commercio locale, tutelare le piccole attività e sostenere l’economia delle famiglie. Una partita che si giocherà nei prossimi mesi, tra inflazione sotto controllo, occupazione e politiche di sostegno al reddito e alle imprese.

Uno studio pubblicato su Nature Cancer svela come il dialogo tra sistema immunitario e cellule tumorali possa indicare l’aggressività della malattia e aprire la strada a terapie sempre più personalizzate. Le cellule infiammatorie possono diventare una chiave preziosa per prevedere la sopravvivenza e il rischio di recidiva nel mieloma multiplo. È quanto emerge da un importante studio scientifico pubblicato sulla rivista Nature Cancer, condotto dai ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis in collaborazione con la Multiple Myeloma Research Foundation (MMRF). Il mieloma multiplo è una rara forma di tumore del sangue che colpisce le plasmacellule del midollo osseo e, ad oggi, non ha una cura definitiva. Il team di ricerca, guidato da Li Ding, ha realizzato una mappatura senza precedenti del sistema immunitario nel midollo osseo dei pazienti, con l’obiettivo di comprendere meglio come il cancro interagisce con le difese dell’organismo. Grazie a un’analisi genetica altamente innovativa basata sul sequenziamento dell’RNA a singola cellula, gli scienziati hanno esaminato quasi 1,4 milioni di cellule — tra cellule tumorali e cellule immunitarie — prelevate dal midollo osseo di 337 pazienti affetti da mieloma multiplo. Questa tecnologia consente di osservare il comportamento delle singole cellule, rivelando quando il sistema immunitario funziona correttamente e quando invece diventa disfunzionale. I risultati hanno permesso di individuare specifici modelli di comunicazione e segnalazione cellulare tra le cellule tumorali e quelle immunitarie, in grado di alimentare processi di infiammazione cronica. Secondo gli autori, questi meccanismi possono favorire la crescita del tumore e sono più evidenti nei pazienti con forme aggressive di mieloma. L’atlante immunitario ottenuto dallo studio fornisce informazioni senza precedenti su come il sistema immunitario interagisce con le plasmacellule cancerose e potrebbe diventare uno strumento fondamentale per valutare l’aggressività della malattia, stimare la probabilità di sopravvivenza e orientare le scelte terapeutiche. «Il nostro obiettivo – spiega Li Ding – è individuare strategie per attivare il sistema immunitario e colpire in modo più efficace le cellule maligne. Questa mappa rappresenta una risorsa cruciale per chi studia il mieloma e lavora allo sviluppo di terapie più mirate». Sebbene venga considerato un tumore raro, il mieloma multiplo è in realtà il secondo tumore del sangue più diffuso dopo la leucemia. La malattia si manifesta quando le plasmacellule crescono in modo incontrollato, soppiantando le cellule sane del sangue. Attualmente il tasso di sopravvivenza a cinque anni è di circa 60 per cento, ma la recidiva si verifica nella maggior parte dei casi dopo periodi di remissione. Secondo Ravi Vij, altra firma dello studio, «questo lavoro fornisce una tabella di marcia preziosa per la prossima generazione di cure. Con l’espansione delle immunoterapie, come le cellule CAR-T e gli anticorpi bispecifici, diventa essenziale comprendere il contesto immunitario in cui questi trattamenti agiscono». In prospettiva, i ricercatori puntano allo sviluppo di esami del sangue basati sull’immunità, capaci di aiutare i medici a identificare precocemente i casi più aggressivi e a personalizzare le terapie. «L’atlante – conclude Ding – colma una lacuna fondamentale per trasformare queste conoscenze in strumenti clinici concreti».

La scienza spiega perché trattenere le risate è una missione impossibile e svela il trucco mentale più efficace per evitare figuracce in riunioni, cerimonie e funerali. Chi non ha mai provato l’irrefrenabile impulso di ridere proprio nel momento meno opportuno? Un funerale, una riunione di lavoro importante, una cerimonia solenne: basta un pensiero storto o una battuta involontaria per scatenare una lotta interiore degna di un film comico. Ora la scienza spiega perché trattenere una risata è così difficile — e come evitarne gli effetti collaterali più imbarazzanti. A indagare il fenomeno è stato un team di ricercatori dell’Università di Gottinga, che ha studiato il controllo delle risate e delle emozioni sociali. I risultati, pubblicati sulla rivista Communications Psychology, mettono in guardia: forzarsi a non ridere può trasformarsi in una vera e propria “pentola a pressione emotiva”, aumentando lo stress e rendendo lo scoppio finale ancora più rumoroso. Per capire cosa succede davvero sul nostro viso — anche quando crediamo di essere impassibili — gli scienziati hanno monitorato 121 partecipanti tramite elettromiografia facciale, una tecnica capace di rilevare micromovimenti muscolari invisibili a occhio nudo. Il tutto mentre i volontari ascoltavano barzellette (un lavoro duro, ma qualcuno doveva pur farlo). Tre le strategie anti-risata messe alla prova. La prima è la distrazione, come fissare un punto neutro — ad esempio una carta da parati. La seconda è la soppressione, cioè il tentativo disperato di bloccare i muscoli del viso. La terza, la più sofisticata, è la riconsiderazione cognitiva: trasformare la battuta in qualcosa di razionale, analitico e per nulla divertente. I risultati sono chiari. Soppressione e distrazione funzionano solo nell’immediato, ma crollano appena l’umorismo diventa più intenso. Il metodo davvero efficace è la riconsiderazione cognitiva, che agisce alla radice: smonta la battuta, la trasforma in un puzzle mentale e spegne l’ilarità prima ancora che esploda. Attenzione però: tutto diventa più difficile quando entra in gioco un fattore micidiale. Sentire un’altra persona ridere.«Ascoltare qualcuno che ride rende molto più complicato controllare le proprie reazioni», spiega Anna Schacht, tra le autrici dello studio. «Questo dimostra quanto le nostre emozioni siano contagiose e quanto l’essere umano sia profondamente sociale». Il consiglio finale degli esperti, soprattutto in situazioni ad alto rischio reputazionale o professionale, è semplice ma controintuitivo: non mordetevi le labbra, non irrigiditevi. Cambiate approccio mentale. Analizzate la battuta, smontatene il meccanismo, toglietele la magia. È l’unico modo per raffreddare davvero la temperatura emotiva — e salvare la faccia.

Una ricerca internazionale dimostra che coltivare il tempo libero in modo consapevole aumenta creatività, benessere e soddisfazione professionale, soprattutto tra i lavoratori più maturi. Coltivare un hobby nel tempo libero non migliora solo la vita personale, ma può rendere le persone più creative, coinvolte e soddisfatte anche sul lavoro. È quanto emerge da un nuovo studio scientifico condotto dai ricercatori della University of East Anglia e della Erasmus University Rotterdam, pubblicato sulla rivista Human Relations. La ricerca analizza il concetto di “leisure crafting”, ovvero l’uso intenzionale e consapevole del tempo libero attraverso obiettivi personali, apprendimento di nuove competenze e relazioni sociali. Secondo gli studiosi, i benefici di questo approccio “traboccano” dalla sfera privata a quella professionale, migliorando il benessere lavorativo e la qualità delle prestazioni, soprattutto tra i lavoratori più maturi. Lo studio ha coinvolto quasi 200 adulti occupati, con un’età media di 46 anni, invitati a ripensare il modo di vivere i propri hobby rendendoli più significativi: fissando obiettivi chiari, imparando nuove abilità e condividendo le attività con altre persone. Nel corso di cinque settimane, i partecipanti che hanno adottato questo approccio hanno registrato un maggiore senso di significato nel lavoro e comportamenti più creativi rispetto a un gruppo di controllo. L’effetto è risultato particolarmente evidente tra gli over 60, che hanno dichiarato anche un aumento delle emozioni positive. Secondo gli autori, gli hobby non sono solo strumenti di relax, ma vere e proprie occasioni di crescita personale, in grado di rafforzare autonomia, competenze e connessioni sociali. Tutti elementi che si riflettono direttamente sulla motivazione, sulla creatività e sulla qualità del lavoro. I risultati dello studio suggeriscono infine che le organizzazioni e le aziende potrebbero trarre vantaggio dal sostenere le attività extra-lavorative dei dipendenti, riconoscendole come parte integrante del benessere, dello sviluppo umano e della produttività.

La Presidente del Consiglio ha affrontato il tema del siderurgico durante la conferenza stampa di fine anno. “Sull’ex Ilva si è aperta la fase di negoziazione, nessun impegno vincolante del governo fino a quando non si saranno risposte chiare su piano industriale, occupazione e sicurezza ambientale”. Lo ha detto la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella conferenza stampa di fine anno, “Nessuna proposta che abbia un intento predatorio e opportunistico – ha aggiunto – potrà essere avallata da questo governo”. Meloni ha poi sottolineato che è necessario il lavoro di tutti per dare una mano: magistratura, regioni e comuni. “Quello dell’ex Ilva è il dossier industriale più complesso che abbiamo ereditato” ha dichiarato, “Noi abbiamo trovato una situazione compromessa da tutti i punti di vista. Sento parlare di impegno del governo, ma voglio tranquillizzare: l’impegno non è mai venuto meno. Al tema dell’Ilva abbiamo dedicato in questi tre anni più riunioni. L’obiettivo è conciliare tenuta della produzione, occupazione e sicurezza ambientale”. 

Il pm avvia indagini. Ipotesi: cause naturali o complicanze post partum. Era diventata mamma alla vigilia di Natale e il 28 dicembre era tornata a casa. Ieri sera (8 gennaio) è morta nella sua abitazione di Lama, borgata alla periferia di Taranto. La vittima aveva solo 25 anni, la tragedia si è consumata in pochi minuti a causa di malore improvviso. È stato il marito a chiamare i soccorsi ma quando il personale sanitario del 118 è arrivato era troppo tardi.  Il decesso sarebbe avvenuto per cause naturali ma non si escludono complicazioni legate al parto. La vicenda è ora all’attenzione della Procura di Taranto che sta valutando se disporre l’autopsia. Durante la degenza nell’Ospedale Santissima Annunziata le era stata effettuata una trasfusione di sangue, ma non erano state riscontrate criticità.

Prende il posto di mons. Domenico Cornacchia. Il Papa ha nominato vescovo della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi mons. Domenico Basile, del clero della diocesi di Andria, finora vicario generale. Si tratta del primo nuovo vescovo italiano del pontificato di Leone XIV. Succede al vescovo Domenico Cornacchia che lascia per limiti di età, avendo compiuto 75 anni lo scorso febbraio. Basile, prete dal 1991, 59 anni, vicario generale dal 2021, è nato il 3 giugno 1966 ad Andria, in provincia di Barletta-Andria-Trani. Ha studiato filosofia e teologia al Seminario vescovile di Andria e poi nel Pontificio Seminario regionale pugliese “Pio XI” di Molfetta. È stato ordinato sacerdote il 14 settembre 1991.

L’uomo prima usa una lastra di pietra e poi i calci. Insieme a lui un complice: sono fuggiti via con l’incasso. A Bari torna l’incubo delle spaccate. Sono stati messi a segno tre colpi nel giro di appena 24 ore. L’ultimo ai danni del Western Village, in via Principe Amedeo. Tutta la scena è stata immortalata dalle telecamere di sicurezza del locale. Nel filmato si vede un uomo giubbotto blu, cappellino, sembra quasi che passi di lì per caso e all’improvviso decide di scagliarsi contro la vetrina. È successo tutto nel giro di pochi minuti. Prima usa una lastra di pietra e poi i calci. Come dicevamo è la terza attività di ristorazione presa di mira nel giro di 24 ore nel capoluogo pugliese. L’uomo non era solo, con lui c’era un altro complice: sono fuggiti via con l’incasso.

La tredicesima edizione ha visto installazioni interattive e scenografie. A Potenza, per due giorni, la magia ha spento i cellulari e fatto vivere momenti unici con l’appuntamento “Potenza magica”. Montaggio di Luca Caradonna

Tifosi sempre scatenati sul web con accuse alla proprietà. Ecco la probabile formazione. Le dichiarazioni di Vincenzo Vivarini “Sono preoccupato, sono scontento” a proposito della campagna trasferimenti, accompagnano il Bari al primo impegno del 2026 sul campo della Carrarese. Sono dichiarazioni forti, abbastanza significative e pesanti che preoccupano anche la tifoseria barese conscia del rischio della retrocessione in C. Tifoseria scatenata sul web con dure accuse alla proprietà e al direttore sportivo Giuseppe Magalini con il suo vice Valerio Di Cesare. Nelle ultime ore sono arrivati due giovani, Stabile e De Pieri, poco più che ventenni, i cui cartellini sono di proprietà dell’Inter, in uscita dalla Juve Stabia dove hanno giocato col contagocce perché evidentemente non hanno convinto il tecnico Abate che pure è sempre ben disposto verso il lancio dei giovani. Ci si chiede: se non sono stati utili alla Juve Stabia, come possono esserlo al Bari che fra l’altro ha il problema di salvarsi? Passa addirittura in second’ordine il discorso di natura più ampia sulla circostanza che il Bari diventi palestra per due giovani promesse dell’Inter. Dicevamo sempre più nell’occhio del ciclone Magalini e Di Cesare che, ad ascoltare bene le parole di Vivarini, sono i primi responsabili anche perchè sono loro a parlare con procuratori e Ds. In questo clima la squadra è chiamata ad affrontare la Carrarese domani, sabato 10 gennaio, alle 15,00. Vivarini può contare su un solo rinforzo, il difensore centrale Andrea Cistana che però ha giocato soltanto sette partite con lo Spezia e non ha novanta minuti nelle gambe. Quanto alla formazione , probabile che si insista con i tre difensori, quattro centrocampisti, due trequartisti ed una punta. Quasi certa la conferma di Manè a destra e di Dickmann a sinistra considerato che Dirval è impegnato ancora nella Coppa d’Africa. In difesa sicura invece la rinuncia a Vicari ormai fuori dal progetto tecnico. Verreth e Braunoder dovrebbero fungere da centrocampisti centrali con Castrovilli e probabilmente Maggiore alle spalle di Moncini.

L’associazione “Il filo di cotone” chiede alla Regione un intervento immediato. Non c’è più tempo: per assicurare agli anziani non autosufficienti della Basilicata l’adeguata assistenza nelle case di riposo serve un intervento economico immediato della Regione. L’appello è stato lanciato dall’associazione il Filo di cotone che riunisce i famigliari e gli ospiti delle residenze per anziani della Basilicata. Le rette delle strutture potrebbero presto raggiungere costi non più sostenibili: quasi 3 mila euro al mese. Intervista a Maria Grazia Tantotero, associazione “Il filo di cotone”

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