TACCUINO ECONOMICO
I dati Istat evidenziano un incremento dei consumi nelle due regioni, sostenuto dal rientro dell’inflazione e dalle buone performance del mercato del lavoro, ma permangono difficoltà per alimentari, abbigliamento e piccole imprese.
I dati Istat sulle vendite di novembre confermano una ripresa della spesa delle famiglie italiane nella parte finale del 2025. Un segnale atteso, anche alla luce dell’andamento positivo del Black Friday, ma che assume un valore ancora più rilevante perché consolida un trend di miglioramento iniziato già a ottobre. A sottolinearlo è l’ufficio studi di Confcommercio, commentando due variazioni congiunturali positive consecutive, un evento che non si registrava da quasi due anni.
Secondo gli analisti, la dinamica suggerisce che le famiglie abbiano iniziato a ridurre le cautele nei consumi, dopo una lunga fase segnata da incertezza sul reddito e da una forte attenzione al risparmio. Non a caso, nel terzo trimestre dello scorso anno la propensione al risparmio aveva raggiunto l’11,4 per cento, un livello storicamente elevato. Oggi, invece, il rientro dell’inflazione e le buone performance del mercato del lavoro sembrano aver rafforzato la fiducia sul potere d’acquisto.
Anche in Puglia e Basilicata, territori caratterizzati da un tessuto economico fatto in gran parte di piccole e microimprese commerciali, i segnali di fine anno sono stati letti con cauto ottimismo. In particolare, nei centri urbani e nelle aree a vocazione turistica, il periodo promozionale di novembre ha registrato un incremento delle vendite, soprattutto nei settori della tecnologia, degli elettrodomestici e dei beni durevoli. In Puglia, città come Bari, Lecce, Taranto e Brindisi hanno beneficiato di una maggiore vivacità dei consumi, sostenuta anche da eventi commerciali e dall’anticipo degli acquisti natalizi. In Basilicata, il miglioramento è stato più contenuto ma comunque percepibile, in particolare nei capoluoghi Potenza e Matera, dove il commercio di prossimità ha mostrato segnali di tenuta dopo mesi difficili.
Nonostante il quadro complessivamente incoraggiante, Confcommercio invita a non sottovalutare gli elementi di fragilità. Persistono infatti difficoltà strutturali in alcuni segmenti maturi dei consumi, come alimentari, abbigliamento e calzature, comparti fondamentali per il commercio tradizionale del Mezzogiorno. Queste criticità continuano a pesare soprattutto sulle imprese di minori dimensioni, molto diffuse in Puglia e Basilicata, che risentono ancora di margini ridotti, costi operativi elevati e di una concorrenza sempre più forte da parte dell’e-commerce e della grande distribuzione organizzata.
Il quadro che emerge è dunque quello di una ripresa graduale dei consumi, sostenuta da un clima di maggiore fiducia ma ancora disomogenea tra settori e territori. Per le regioni del Sud, e in particolare per Puglia e Basilicata, la sfida resta quella di trasformare il miglioramento congiunturale in una crescita più stabile, capace di rafforzare il commercio locale, tutelare le piccole attività e sostenere l’economia delle famiglie. Una partita che si giocherà nei prossimi mesi, tra inflazione sotto controllo, occupazione e politiche di sostegno al reddito e alle imprese.













