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Novembre 23, 2025

. In un certo senso puntuale arriva la prima sconfitta interna del campionato perché non può andare sempre bene come con Padova, Mantova e Cesena. Il Frosinone si impone per 3 a 2 e il risultato è più che legittimo perché da un lato c’è una squadra che ha un progetto di gioco, che lotta su ogni pallone e che attacca sino alla fine, dall’altra una squadra con problemi giganteschi in difesa e che comunque per andare in gol si affida o ad un calcio di punizione oppure ad un’azione personale. Dicevamo della difesa disastrosa che dopo un gol annullato a Pagano per un fuori gioco di Gytkjaer, guarda immobile Raimondo colpire di testa. Inspiegabile la rinuncia a Pucino considerato il rientro di Vicari dopo un lungo periodo. Il pareggio di Verreth direttamente su calcio di punizione illude, illude perché il Bari subisce altri due gol quelli realizzati da Bracaglia su palla inattiva e Ghediemis ed è graziato dal palo colpito da Koutsoupias. Il gol di Castrovilli, al termine di un’azione personale, apre il cuore alla speranza, ma solo a quella perché in realtà anche nel secondo tempo il Bari riesce a trovare soltanto nel finale la forza per creare un paio di occasioni pericolose con Dickmann e Maggiore. Ed invece sono sempre gli ospiti ad imporre il loro gioco e soprattutto a cercare la via della rete anche nei minuti finali quando qualsiasi squadra al mondo avrebbe cercato di difendersi o quantomeno di evitare rischi. I fischi accompagnano il rientro di Caserta e dei suoi uomini negli spogliatoi, fischi che sicuramente saranno entrati e usciti dalle orecchie dei direttori sportivi e del presidente. Si apre una settimana difficile per il Bari in attesa della trasferta ad Empoli sabato prossimo.

Vincenza Cito, di Martina Franca, ricorda bene quando il voto non era un diritto/dovere per tutti. Nonna Vincenza compirà 102 anni il 19 gennaio prossimo. Domenica mattina ha preso la tessera elettorale, ha chiamato i suoi familiari e si è fatta accompagnare al seggio di Martina Franca – dove risiede – per andare a votare. Un appuntamento al quale non sarebbe mancata per nulla al mondo.  Vincenza Cito è madre di due figli, Teresa e Antonio e nonna di numerosi nipoti e pronipoti. Ha dedicato la sua vita alla famiglia e al lavoro nei campi. É sempre stata una cittadina attenta e partecipe. Tante volte ha chiamato in Comune per segnalare problemi e chiedere soluzioni. Il sindaco di Martina Franca, Gianfranco Palmisano, le ha dedicato un post. “Nonna Vincenza ricorda bene – ha scritto – quando il voto non era un diritto/dovere per tutti”. Per cui ha fatto la cosa giusta: andare a votare. 

Le parole del candidato presidente della Regione Puglia per la coalizione di centrosinistra. “Sono felice, è una bella giornata e spero siano tanti i pugliesi che andranno a votare. Perché votare è sempre giusto, lo abbiamo detto tante volte in questi giorni. È un diritto che ci siamo conquistati e la democrazia è bellissima perché ci dà la possibilità di scegliere. Possiamo scegliere il nostrofuturo”. Lo ha detto il candidato presidente della Regione Puglia per la coalizione di centrosinistra, Antonio Decaro, andando a votare.

Le parole del candidato governatore del centrodestra . “È una bella giornata di sole e spero che sia di buon auspicio per la nostra Puglia. Sono giorni cruciali per il nostro destino, per il nostro futuro. Votare è il momento in cui decidiamo ed è, quindi, la massima espressione della nostra libertà. Buon voto a tutti. Forza, Puglia”. Così Luigi Lobuono, candidato presidente della Regione per il centrodestra, andando a votare a Bari.

Vito Leccese: “Si tratta di un gesto di attenzione nei confronti degli operatori delle forze dell’ordine che presidieranno i seggi anche al di fuori degli orari di voto”. Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha firmato un’ordinanza che dispone il prolungamento di due ore del periodo di esercizio degli impianti termici negli edifici scolastici che ospitano i seggi elettorali oggi e domani, per le elezioni regionali. Il provvedimento amplia quindi il tempo di accensione previsto dalle direttive statali che per Bari – classificata in zona C – consentono l’attivazione degli impianti dal 15 novembre al 31 marzo per un massimo di 10 ore al giorno. “Ho chiesto di estendere l’orario di accensione dei termosifoni per garantire condizioni adeguate anche nelle ore notturne – spiega il sindaco -. Si tratta di un gesto di attenzione nei confronti degli operatori delle forze dell’ordine che presidieranno i seggi anche al di fuori degli orari di voto. È un’assunzione di responsabilità doverosa verso tutte le donne e gli uomini che stanno lavorando con impegno per assicurare, in questi giorni, il regolare esercizio della democrazia”.

Oggi, lunedì 24 novembre, chiuderanno le urne e scatterà lo spoglio. I pugliesi sapranno chi guiderà la Regione per i prossimi cinque anni. Ma è emergenza astensionismo. Crolla l’affluenza in Puglia, record negativo in Italia: alle 23 di domenica aveva votato solo il 29,45% degli aventi diritto, rispetto al 39,88% della precedente tornata elettorale del 2020. Su 3.527.187 cittadini chiamati alle urne, saranno eletti 50 consiglieri che definiranno i futuri equilibri della Regione. L’astensionismo si conferma il vero “avversario” di tutti i candidati. Oggi, lunedì 24 novembre, chiuderanno le urne alle 15 e scatterà lo spoglio. Dopo ore di trepidante attesa, i pugliesi sapranno chi guiderà la Regione per i prossimi cinque anni. Le 4.032 sezioni distribuite nelle sei circoscrizioni sono pronte a consegnare un verdetto che potrebbe consolidare o cambiare un lungo dominio politico. La sfida vede quattro candidati in campo: Antonio Decaro, sostenuto dal fronte progressista con sei liste; Luigi Lobuono, leader del centrodestra con cinque liste; Sabino Mangano, civico con Alleanza civica per la Puglia; e Ada Donno, anch’essa civica, con Puglia Pacifista Popolare. Ma il vero test è la capacità di convincere gli elettori a recarsi alle urne. Nel 2020, in pieno post-Covid, votò il 56,43%, mentre nel 2015 fu il 51%. Nel 2020 il centrosinistra vinse con Michele Emiliano, che conquistò il secondo mandato con il 46,78%, superando il centrodestra di Raffaele Fitto (38,93%) e il Movimento 5 Stelle (11,12%). Con due mandati di Nichi Vendola e due di Emiliano, il centrosinistra guida la Puglia da vent’anni, ma ora il primato è nuovamente in gioco. A complicare il quadro elettorale, la legge pugliese prevede un premio di maggioranza fino a 29 seggi alla coalizione vincente, senza mai lasciare la minoranza sotto i 21, ma impone soglie di sbarramento rigide: 4% per le liste in coalizione e 8% per quelle singole. Per i candidati civici, il percorso sarà difficile e ogni voto conterà più che mai. Stasera, con l’avvio dello spoglio, si saprà chi guiderà la Regione, chi avrà conquistato il consenso dei pugliesi e come saranno distribuiti i 50 seggi. Una tornata elettorale segnata da bassa partecipazione, ma destinata a decidere il futuro della Puglia.

La Cisl Fp accoglie con favore la comunicazione definendola “un importante segnale di responsabilità e condivisione”. La diocesi di Taranto annuncia la disponibilità a farsi carico del pagamento degli stipendi di ottobre 2025 ai dipendenti della Fondazione Cittadella della Carità. In una lettera indirizzata alle organizzazioni sindacali, l’arcivescovo Ciro Miniero scrive: “Avendo avuto contezza della situazione critica che la Fondazione Cittadella della Carità sta attraversando, al fine di consentire preliminarmente la prosecuzione dell’attività sanitaria nonché l’iter procedurale del concordato preventivo, la Diocesi dà la disponibilità al pagamento degli stipendi di ottobre 2025”. Miniero precisa inoltre che si sta lavorando per individuare la forma tecnico-giuridica più idonea “nel rispetto e nella tutela di tutte le parti” e assicura la presenza della Curia nel futuro percorso della Fondazione. La Cisl Fp accoglie con favore la comunicazione definendola “un importante segnale di responsabilità e condivisione” e ribadendo che “continueremo a vigilare su tutte le fasi concordatarie, affinché il futuro di Cittadella e dei suoi dipendenti siano salvaguardati”. Nei giorni scorsi Cisl Fp, Fials e Ugl Salute hanno tenuto un sit-in per denunciare i ritardi negli stipendi e l’incertezza sul futuro della struttura. Più critica la Fp Cgil che, in una precedente missiva, aveva sollecitato un intervento diretto della Curia per restituire stabilità, certezze occupazionali e chiarezza sul piano di rilancio della Fondazione.

La fornitura, finanziata per 11,5 milioni di euro dalla Regione Basilicata, fa parte del piano di rinnovo della flotta extraurbana. Martedì 25 novembre a Potenza sarà ufficiale la consegna di 40 nuovi autobus alle aziende del consorzio Cotrab. La fornitura, finanziata per 11,5 milioni di euro dalla Regione Basilicata, fa parte del piano di rinnovo della flotta extraurbana. I mezzi, di tre diverse dimensioni, sono dotati di pedane per disabili, Gps, videosorveglianza, climatizzazione e predisposizione per internet. L’obiettivo è sostituire i mezzi obsoleti, ridurre le emissioni e aumentare comfort e sicurezza per i passeggeri. L’assessore alle Infrastrutture Pasquale Pepe ha sottolineato la rapidità del percorso, dalla delibera al parcheggio dei bus pronti al servizio, segnalando un significativo passo verso una mobilità pubblica moderna e accessibile.

. Cari di Telenorba,sono figlia di emigranti e vi scrivo dalla lontana e fredda città di Toronto, in Canada. Non so perché vi scrivo ma, ora che i miei genitori non ci sono più, forse per nostalgia o per sentirmi più vicina alle mie radici.I miei genitori erano di Mola di Bari e, negli anni Sessanta, come tanti altri, emigrarono in Canada soprattutto per garantire a noi figli un futuro migliore. Per loro, specialmente agli inizi non è stato facile. Hanno trovato una terra allo stesso tempo accogliente ma ostile per via del freddo veramente intenso. Non conoscevano la lingua ed hanno faticato un po’ per integrarsi. Comunque , grazie ai loro sacrifici e duro lavoro, hanno potuto garantirci la migliore istruzione e tanto benessere. Io sono nata a Toronto, ho sposato un italo-canadese come me e sono oggi una insegnante di lingua italiana. Da piccola ricordo quanto loro ci tenessero ad avere un costante legame con la loro terra, con la loro cultura. In casa, per volontà loro, si parlava esclusivamente in lingua italiana. Quando si poteva, la domenica si andava al cinema italiano oppure ai concerti di artisti italiani. Tutto questo per sentirsi più vicini alla loro amata terra e per insegnarci qualcosa delle loro origini . trascorrevano le loro vacanze sempre a Mola di Bari, per respirare “un po’ di aria di mare” e per sentire quei profumi che in nessun altra parte del mondo si percepivano.Adesso tocca a me tramandare ai miei figli (che non parlano italiano) le nostre radici. Sento spesso il bisogno di tornare nel paese dei miei genitori perché mi rende orgogliosa . See you soon Mola! With loveMargareth Magnifico

Domenica sfida interna al Torino. La Curva Nord è  deserta. L’Olimpico si presenta con un colpo d’occhio insolito. E’ la protesta dei tifosi biancocelesti contro Lotito, per l’accesso negato al nipote di Vincenzo Paparelli, storico tifoso laziale morto 46 anni fa durante un derby con la Roma. Negli spogliatoi, Di Francesco spiazza tutti e azzera le previsioni. Dal primo minuto in campo si vede Camarda, nonostante qualche problema fisico rimediato con l’under 21. Sarri schiera la formazione tipo, facendo di necessità virtù: l’infermeria è piena di big, con Castellanos, Dele – Bashiru, Cancellieri e Rovella. L’inizio vede le due squadre affrontarsi a viso aperto e ritmo alto. E’ del Lecce la prima vera occasione: siamo al sesto. Sottil batte Provedel, ma l’arbitro Arena annulla per un fallo dell’esterno. Al 29esimo, la Lazio è in vantaggio. Assist di Basic per Guendouzi: 1 – 0. Nella ripresa, Di Francesco cambia volto al suo Lecce con un doppio cambio: Banda e Stulic per Berisha e Camarda. Sarri richiama Basic per Vecino, più utile nelle incursioni. La Lazio riprende così a macinare gioco e, dopo 6 minuti, al 51esimo raddoppia con Dia, ma il direttore di gara annulla dopo la revisione al Var. Inizia un lungo assolo dei capitolini, vicini al bis con Guendouzi, Zaccagni e Isaksen, ma Falcone è superlativo. Il 2 – 0 arriva in pieno recupero ad opera di Noslin, che approfitta di uno strano rimbalzo in area. Al Lecce non riesce la stessa impresa di sei mesi fa, quando proprio all’Olimpico conquistò la terza storica salvezza consecutiva. La classifica è ancora rassicurante: due punti di vantaggio sulla terz’ultima. Domenica, alle 12.30, gara delicata al Via del Mare contro il Torino. Foto profilo facebook U.S Lecce

Successo pesante per il Picerno a Monopoli, ma la crisi non è finita . Per molti è il punto di svolta, altri temono che il 15esimo turno del Girone C sia l’inizio della fine. Ripercorrendo le gare in ordine cronologico, la giornata si apre con un tris di vittorie consecutive. Lo realizza il Cerignola, in casa, contro il Crotone: 2 – 0 al novantesimo. Maiuri respinge ogni discorso diverso dalla salvezza. E ha ragione: solo poche settimane fa la piazza chiedeva l’esonero a gran voce. Sogno o baratro: per il Foggia la seconda ipotesi è più probabile. A Trapani, cala il gelo sui Satanelli, travolti per 3 – 1. Sprofondano all’ultimo posto nella settimana in cui lo Zaccheria compie un secolo di vita: tristezza infinita. Monopoli – Picerno è una vertiginosa oscillazione tra polo positivo e negativo. Bertotto ( tecnico del Picerno, ndr ) espugna il Veneziani. L’exploit non risolve di certo la crisi, espressa dalla penultima posizione in classifica, ma è pappa reale a colazione: tira su il morale. Per il Monopoli, solita sindrome da Dr Jekyll e Mr Hyde: in casa non regge la pressione, in trasferta vola. Conferme per Casarano ( 3 – 1 a Giugliano, ndr ) e Altamura, 1 – 1 a Siracusa, con gol dei padroni di casa al quarto di recupero. Mangia e Di Bari rivedono costantemente le stime al ribasso, ma i numeri dicono che si può ampliare la gamma degli obiettivi, includendo i playoff: è un invito a provarci seriamente.  Sembrava scontato, ma il finale di Salernitana – Potenza riserva belle sorprese. I rossoblù fermano sull’1 – 1 la Salernitana capolista e restano nella griglia delle prime dieci: è l’alba di un nuovo giorno.  

Le parole del presidente della Basilicata nel 45° anniversario del terremoto del 23 novembre 1980. Nel 45° anniversario del terremoto del 23 novembre 1980, il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha ricordato «una sera che per i lucani non è mai davvero finita». Una ferita che torna alla memoria ogni anno, ha detto, «come una foto ingiallita che continua a definirci», ma anche una forza che ha insegnato alla Basilicata cosa significhi rialzarsi. Bardi in merito al terremoto ha sottolineato come il sisma abbia mostrato «la nostra fragilità», lasciando dietro di sé silenzi, macerie e un vuoto che nessuna ricostruzione potrà colmare. Ma proprio da quel buio è nato «il miracolo italiano»: la solidarietà di migliaia di militari, volontari e cittadini accorsi da tutto il Paese, «il vero argine» contro la disperazione. L’anniversario, però, non è solo memoria: è un impegno. Bardi ha detto: «La prevenzione non è un costo, è la nostra assicurazione sulla vita», ha ricordato il governatore, citando anche l’Università della Basilicata – nata dopo il sisma – che oggi forma esperti in ingegneria sismica. «Il nostro dovere è trasformare le lezioni del passato in azioni concrete: la sicurezza dei cittadini viene prima di tutto», ha concluso.

Non è escluso che l’alterco possa essere nato da una discussione tra avventori, poi degenerata rapidamente. Si scava tra i misteri della violenta rissa avvenuta nella notte tra sabato e domenica a Martina Franca (Taranto), all’esterno di una discoteca dove due addetti alla sicurezza sono rimasti feriti. L’episodio è stato segnalato alla Polizia intorno alle 2, quando una chiamata ha richiesto l’intervento delle volanti per tafferugli in corso nell’area adiacente al locale, in una zona solitamente affollata durante il fine settimana. All’arrivo degli agenti, uno dei buttafuori presentava lesioni evidenti, compatibili con un’aggressione subita pochi minuti prima. Il collega coinvolto, invece, ha raggiunto autonomamente il pronto soccorso di Fasano riportando una ferita da taglio: una circostanza che lascia ipotizzare l’uso di un’arma da parte di uno o più partecipanti alla colluttazione. Le sue condizioni hanno reso necessario il trasferimento all’ospedale di Brindisi per ulteriori accertamenti e per monitorarne lo stato clinico. Le forze dell’ordine stanno ora lavorando su più fronti per delineare con precisione la sequenza dei fatti. Gli investigatori stanno acquisendo le immagini delle telecamere presenti nei pressi del locale e ascoltando il personale in servizio, con l’obiettivo di individuare i protagonisti della rissa e comprenderne le cause scatenanti. Non è escluso che l’alterco possa essere nato da una discussione tra avventori, poi degenerata rapidamente. L’episodio riporta l’attenzione sul tema della sicurezza nelle aree della movida notturna, dove tensioni improvvise e affollamenti possono trasformarsi in situazioni di rischio per operatori e clienti. Ulteriori elementi utili alle indagini sono attesi nelle prossime ore, mentre la Procura sarà chiamata a valutare eventuali profili di reato e responsabilità.

. Il debito pubblico europeo oggi fa meno paura, anzi in alcuni Paesi inizia persino a scendere. Ma, avverte Christine Lagarde, la vera minaccia è un’altra: la crescita che non c’è. Lagarde, che guida la Banca Centrale Europea dal 2019 ed è stata in passato ministra dell’Economia in Francia e direttrice del Fondo Monetario Internazionale, è considerata una delle figure economiche più influenti al mondo. E proprio per questo le sue parole pesano. Secondo lei l’Europa rischia di cadere nella stagnazione, un meccanismo che frena tutto e rende più difficile anche il lavoro della Bce. E lo dice chiaramente ai governi: le nuove regole fiscali europee non servono solo a tagliare le spese, ma a investire. Serve puntare su riforme, infrastrutture e innovazione, tutto ciò che può far aumentare la produttività e permettere all’Europa di tenere il passo con Stati Uniti e Cina. Senza questa spinta, le prospettive restano deboli: l’eurozona crescerà poco più dell’1% nei prossimi anni, e l’Italia addirittura meno, nonostante lo spread in calo e i giudizi migliori delle agenzie di rating. A preoccupare Lagarde è anche il fatto che solo sette Paesi su venti stiano davvero usando gli strumenti disponibili. Così si rischia la “stagnazione fiscale”: si stringe la cinghia per mettere ordine nei conti, ma si finisce per frenare la crescita, creando un circolo vizioso. E non aiuta l’idea, sempre rispuntante nella politica, che la banca centrale debba essere usata per ridurre il debito pubblico. Lagarde difende la totale indipendenza della Bce, ricordando che ogni volta che la politica ha cercato di pilotare una banca centrale, il risultato è stato inflazione e instabilità. Tutto questo pesa sull’Europa intera, ma ancora di più sul Mezzogiorno italiano. Le regioni del Sud partono già con una crescita fragile, investimenti più lenti e un mercato del lavoro più debole. Quando l’economia rallenta, il Sud lo sente subito: meno opportunità, meno sviluppo, meno prospettive per i giovani. Ma proprio qui potrebbe nascere una chance: se l’Europa investe davvero, il Mezzogiorno potrebbe diventare un terreno fertile, tra energie rinnovabili, digitalizzazione, turismo, ricerca e grandi opere che aspettano solo di decollare. Il messaggio, dietro la complessità dei numeri, è semplice: senza crescita ci si ferma tutti. Con gli investimenti giusti, invece, l’Europa può ripartire e il Sud può finalmente diventare un motore vero, non solo una promessa.

I tarantini si sono riversati in strada tra i Tamburi e la Città vecchia. Le pastorali e le pettole, gli sguardi incantati dei bambini la gente che guarda dai balconi. A Taranto è Santa Cecilia, la festa che dà inizio al Natale più lungo di Italia. Come da oltre 40 anni al quartiere Tamburi c’è la pettolata sotto l’antenna. Una ricetta semplice fatta soprattutto di amore e antichità.

. La zona è quella che circonda i laghi Alimini, attesi tanti ricorsi Roma, Milano, Torino, Venezia, Modena, Trento. Fioccano multe da più di duemila euro per tantissimi automobilisti di queste città. Il mittente e’ sempre lo stesso: il comune di Otranto. Arriva salatissimo il conto per tutti coloro che, incautamente, la scorsa estate hanno parcheggiato la loro auto nelle pinete e sullo sterrato che circonda i laghi Alimini dove, a luglio, è scattato il divieto di accesso. Ogni volta che gli agenti della polizia municipale andava sul posto per effettuare i controlli, venivano elevate centinaia di sanzioni. Si stima che, complessivamente, siano oltre diecimila i proprietari delle vetture lasciate in zona vietata. L’importo della multa non è quello solito di 40 euro per il divieto di sosta, ma di ben 2065,82 euro prevista dalla normativa per il contrasto agli incendi boschivi. Adesso è prevedibile attendersi decine di ricorsi da parte degli stessi automobilisti, molti dei quali lamentano il fatto che i divieti non fossero ben visibili.

Confcommercio stima un budget medio di 268 euro, leggermente più alto rispetto al 2024. Il countdown è partito e l’Italia si prepara al consueto “assalto” al Black Friday, ormai diventato un appuntamento fisso quanto il panettone di dicembre. Per molti consumatori lo schema è semplice: si rimanda tutto all’ultimo, certi che tra fine novembre e qualche clic mirato arriverà l’occasione del secolo. E infatti i numeri parlano chiaro: secondo Confcommercio, sette italiani su dieci sono pronti a lanciarsi nello shopping del 28 novembre, con un entusiasmo addirittura superiore a quello dell’anno scorso. Più della metà, poi, approfitterà degli sconti per togliersi il pensiero dei regali di Natale, così da poter affrontare dicembre senza l’ansia dei negozi pieni e dei prezzi alle stelle. Quest’anno, però, c’è una novità di colore: Confcooperative Fedagripesca invita gli italiani a puntare non solo su smartphone e frullatori, ma anche su pesce e crostacei per il cenone. L’idea è semplice, quasi geniale: comprare adesso, congelare tutto e battere sul tempo i rincari dell’ultimo minuto. Quanto spenderemo? Confcommercio stima un budget medio di 268 euro, leggermente più alto rispetto al 2024. A guidare lo shopping saranno soprattutto donne, giovani tra i 18 e i 34 anni e abitanti del Nord Italia. La maggior parte dei consumatori resterà sotto la soglia dei 500 euro, mentre solo una piccola minoranza la supererà con spirito da “big spender”. In cima ai desideri degli italiani restano i grandi classici: elettronica ed elettrodomestici, seguiti da abbigliamento, beauty e giocattoli, che con l’avvicinarsi del Natale diventano praticamente irresistibili. Secondo il Codacons, la settimana degli sconti muoverà un giro d’affari impressionante: circa 4 miliardi di euro. Ma a dominare sarà soprattutto il regno digitale, dove il 65% degli acquisti avverrà comodamente da smartphone o computer, per un totale di oltre 2,6 miliardi. Un impero in espansione, certo, ma non privo di insidie. Consumerismo No Profit lancia infatti un allarme ormai ricorrente: con il Black Friday arriva anche l’ondata di truffe online, che può toccare picchi del +400% rispetto agli altri periodi dell’anno. I criminali del web affinano le tecniche: spuntano offerte incredibili legate a hashtag seducenti, link che arrivano su WhatsApp e Facebook e portano a siti creati per rubare dati sensibili, e un numero crescente di negozi virtuali perfettamente finti ma incredibilmente convincenti. Per non cadere nella rete – e non solo in quella del Wi-Fi – Assoutenti ricorda alcune regole d’oro: mai fidarsi di siti pieni di errori o traduzioni improbabili, verificare sempre la presenza di Partita IVA, indirizzo e contatti reali, controllare che il sito sia protetto dal classico lucchetto nella barra dell’indirizzo e, soprattutto, non fornire dati personali o bancari a cuor leggero. Meglio pagare con carte prepagate o sistemi come PayPal, che offrono un paracadute in più. Così, tra l’entusiasmo per la caccia all’affare e le insidie digitali in agguato, il Black Friday si prepara a entrare in scena come ogni anno: rumoroso, irresistibile e un po’ pericoloso. L’occasione perfetta per chi cerca lo sconto impossibile, purché a essere reale non sia solo il prezzo, ma anche il negozio che lo propone.

La ministra per le riforme istituzionali ha visitato il centro Aias di Potenza, assumendo impegni nei confronti delle famiglie delle persone diversamente abili. Interviste a Maria Elisabetta Alberti Casellati, ministra per le Riforme istituzionali ; Giulio Francesco Bagnale, presidente Aias nazionale Servizio di Alessandro Boccia

Tutto, qui, è un invito alla riflessione, all’osservare per meglio osservarsi dentro. C’è un bisogno primordiale insito in ognuno di noi. Molti riescono a percepirlo e a dargli spazio, altri lo riconoscono soltanto dopo averlo respirato: stiamo parlando della biofilia, la tendenza innata degli esseri umani a connettersi con la natura e con altre forme di vita. Io questo richiamo lo sento molto forte ed è per questo motivo che il fine settimana sparisco nei boschi, dove gli unici suoni percepiti sono lo scalpitio dei miei piedi sul manto di foglie secche, l’eco melodica di qualche pennuto in lontananza, il vento sottile tra gli alberi e il soffio del mio respiro. La Foresta Umbra è la destinazione perfetta per ricaricarsi di bellezza, ossigeno e fiducia per la vita: qui i faggi sono testimoni del susseguirsi di innumerevoli vite e, nell’osservarli, ci ricordano che siamo di passaggio e ogni affanno è vano. Nella foresta il mondo si fa ombra – umbra, appunto – e il fruscio del vento diventa preghiera, gli animali, invisibili ma presenti, sono i guardiani di un segreto che non si svela mai del tutto. L’autunno arriva per celebrare la bellezza di questo angolo di Puglia, nel cuore del Parco Nazionale del Gargano, dipingendolo con molteplici tonalità fiammeggianti che vanno dal rosso cremisi al rosso scarlatto, dall’arancio rame all’arancio mattone: l’arrivederci passionale con cui la natura saluta un’altra stagione che volge al termine. La Foresta Umbra è entrata nel Patrimonio Mondiale dell’Unesco come si entra in una leggenda: in silenzio, con la forza discreta delle cose autentiche. Questo riconoscimento non è soltanto un titolo, bensì un gesto di rispetto verso un luogo che ha saputo restare sé stesso mentre il mondo cambiava. Le sue faggete vetuste, antiche come memorie che nessuno ha mai scritto, custodiscono la storia del faggio in Europa e raccontano un’evoluzione millenaria che ancora oggi pulsa tra i tronchi altissimi e l’ombra fresca del sottobosco. La più grande scoperta fatta nelle ore trascorse in questo scrigno prezioso é che quello che cresce qui non cresce altrove: la biodiversità è il vero tesoro della Foresta Umbra. Le migliaia di specie vegetali e animali, funghi, batteri, insetti, alberi secolari e giovani germogli fanno parte di un complesso sistema in cui ogni organismo svolge un ruolo essenziale, intrecciate in un equilibrio delicato che profuma di muschio, ombra e respiro antico. E basta imboccare uno dei sentieri che attraversano la Foresta Umbra per sentirlo pulsare sotto i piedi: dai percorsi più dolci, come quello che conduce al Laghetto d’Umbra, dove l’acqua immobile diventa specchio del cielo filtrato tra le fronde, fino ai cammini che si addentrano nella profondità delle faggete vetuste, dove ogni tronco sembra raccontare una storia dimenticata. Ci sono itinerari che si aprono in radure luminose – come il Pianoro di Caritate o il Giro dell’Elce – e altri che invitano al silenzio più intimo, tra suoni leggeri, orme di caprioli e fruscii impercettibili. Tutto, qui, è un invito alla riflessione, all’osservare per meglio osservarsi dentro: l’equilibrio che consente la vita di questo luogo è tanto forte nella sua ferma volontà di esistere, quanto fragile nella lontana, ma possibile eventualità, che il minimo scompenso possa distruggere tutto. Passo dopo passo si comprende perché la Foresta Umbra merita di essere custodita e perché il suo nome risuona oggi tra i patrimoni del mondo. Patrimonio che lasceremo in eredità alle generazioni che seguiranno. La domanda è: saremo in grado di trasporre la sua importanza ai piccoli umani di oggi? Ricercheremo la connessione con Madre Natura o saremo troppo connessi alla fugacità delle innovazioni tecnologiche che poco spazio lasciano all’istinto selvatico delle nostre anime?”

I fondi saranno destinati alle attività di altri istituti penitenziari. I panettoni artigianali sono stati realizzati e confezionati nel carcere di Taranto nel Fieri Potest Pastry Lab, il laboratorio di pasticceria gestito dall’Associazione di volontariato Noi e Voi. Al Mudit è stata presentata la vendita solidale per il prossimo Natale. Servizio di Alessandra Martellotti; interviste a Luciano Mellone, Direttore Casa Circondariale di Taranto; don Francesco Mitidieri, cappellano carcere.

Foresta Umbra, a caccia dei segreti bio

Tutto, qui, è un invito alla riflessione, all’osservare per meglio osservarsi dentro C’è un bisogno primordiale insito in ognuno di noi. Molti riescono a percepirlo

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