
Urso su ex Ilva: “Senza accordo si chiude lo stabilimento”
Lo ha detto a margine di un incontro sull’Intelligenza artificiale che si è svolto nella masseria di Bruno Vespa Il ministro delle Imprese Urso è

Lo ha detto a margine di un incontro sull’Intelligenza artificiale che si è svolto nella masseria di Bruno Vespa Il ministro delle Imprese Urso è stato perentorio: se non si trova l’accordo con gli enti locali, lo stabilimento dell’Ex Ilva chiude. Lo ha detto a margine di un incontro sull’Intelligenza artificiale che si è svolto nella masseria di Bruno Vespa. “Taranto è la prima scelta, perché è giusto che sia così” ha detto Urso “Poi decideremo insieme alle altre istituzioni dove collocare il polo Dri (il Direct Reduced Iron è un processo che permette di ottenere ferro metallico partendo dal minerale senza passare per l’altoforno ndr). “Tocca agli enti locali e alla Regione decidere cosa fare” ha concluso il ministro: “Se non si trova l’accordo il Tribunale di Milano esegue la sentenza e si chiude lo stabilimento”. L’intervista qui:
Ha spiegato che l’ipotesi è da scartare anche se venisse rifiutata la nave rigassificatrice a Taranto L’impianto ex Ilva non andrà a Genova anche se venisse rifiutata la nave rigassificatrice a Taranto. È quanto dichiarato dal ministro delle Imprese Adolfo Urso nel corso di una tavola rotonda sull’IA e le sfide dell’industria italiana al “Forum in Masseria” di Brun Vespa. “A Taranto abbiamo l’ambizione di realizzare un piano di piena decarbonizzazione dell’impianto per produrre, se troveremo l’intesa, 6 milioni di tonnellate green man mano che gli altoforni potranno essere sostituiti dagli impianti a forno elettrico”. Circa la nave rigassificatrice il ministro ha detto di non aver avuto riscontro e che resta in attesa delle risposte di Regione, Comune e Provincia.
Le associazioni ambientaliste chiedono la chiusura dell’ex Ilva e la riconversione. Inaccetabile l’accordo di programma proposto dal ministro. Irricevibili le dichiarazioni di Emiliano Di Alessandra Martellotti Interviste a Luciano Manna, Veraleaks; Massimo Ruggieri, Giustizia per Taranto
Intanto l’8 luglio nuovo vertice col ministro delle Imprese Urso Servizio di Francesco Iato; intervista a Michele Emiliano, pres. Regione Puglia;
Approvato dal Consiglio dei Ministri un nuovo Decreto Legge. Intanto al Ministero si tratta sulla cassa integrazione. Servizio di Stefania Rotolo Riprese di Massimo D’Olimpio Intervista ad Adolfo Urso Ministro delle Imprese e Made in Italy
Così il ministro delle Imprese e del made in Italy intervenendo al XXI Congresso nazionale Fim-Cisl a Napoli “Il negoziato sull’Ex Ilva va molto bene malgrado tutto, malgrado quello che e’ accaduto e non doveva accadere”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso intervenendo al XXI Congresso nazionale Fim-Cisl a Napoli. “Per chiudere il negoziato – afferma il ministro – le condizioni sono che ci sia l’Aia, e che sia sostenibile economicamente, che ci siano le autorizzazioni, a cominciare dalla nave rigassificatrice perche’ senza gas non c’e’ acciaio green”. A chi gli ha chiesto se ci sono i soldi per arrivare fino a dicembre, Urso ha risposto che “dipende dall’Europa”.
Intanto mercoledì mattina lavoratori e sindacati presidieranno la direzione in concomitanza con l’incontro con i sindacati a Roma. Lunedi 26 maggio convocate anche le aziende dell’indotto Servizio di Annamaria Rosato
L’incontro si terrà lunedì prossimo al Mimit Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha convocato per lunedì 26 maggio alle16.30 un incontro al Mimit sulla situazione dell’indotto dell’ex Ilva. Alla riunione parteciperanno Confindustria Taranto, Confartigianato Puglia, Confapi Taranto, Cna, Confimi IndustriaLecce-Brindisi-Taranto, Aigi Indotto Taranto e Conftrasporto, insieme ai rappresentanti della Regione Puglia, del Comune e della Provincia di Taranto. L’incontro con le associazioni datoriali dell’indotto segue quello che si svolgerà domani a Palazzo Chigi con i sindacati, durante il quale i commissari Adi illustreranno le conseguenze dello stop all’altoforno 1 dopo l’incendio di due settimane fa.
Mercoledì, poi, è stato convocato il vertice Governo-sindacati: si parlerà di cassa integrazione, ma anche della vendita a Baku Steel Hanno lavorato anche ieri, domenica, i tecnici che assistono la Procura della Repubblica di Taranto nella delicata inchiesta sull’ultimo incidente accaduto nel siderurgico che ha comportato la chiusura dell’altoforno 1. Coordinati dalla professoressa Paola Russo, della Sapienza di Roma, nominata consulente del pm, i tecnici stanno ricostruendo passo dopo passo quello che è accaduto il 7 maggio scorso, con riferimento anche alla polemica scoppiata successivamente sulle responsabilità della distruzione dell’altoforno.
“È stato affermato che nessuno aveva chiesto interventi urgenti per la salvaguardia dell’altoforno – ha dichiarato il ministro – ma gli atti dicono il contrario” “I responsabili dell’impianto avevano segnalato alla magistratura che gli interventi da fare per evitare il collasso dell’altoforno erano urgenti ma la Procura ha negato la richiesta”. Il ministro delle Imprese usa toni perentori sulla questione ex Ilva parlando di gravissima anomalia istituzionale. Urso, da Fabriano, ha commentato ancora una volta l’accaduto: “la Procura ha fornito informazioni non corrispondenti al vero” ha dichiarato il ministro, “Parliamo di un impianto industriale strategico per il Paese che, a causa di una gestione non coordinata dell’atto giudiziario, rischia ora danni irreversibili, l’impianto è compromesso”. “È inaccettabile – ha aggiunto – che una comunicazione ufficiale della Procura abbia negato la richiesta di tali interventi, quando oggi emergono prove che tali richieste erano state presentate fin dal primo momento”.
Il ministro invita tutti alla responsabilità, è un dossier delicato “Più che le trattative in corso l’incidente può compromettere la ripresa degli stabilimenti el’occupazione. Verosimilmente l’impianto è del tutto compromesso”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine dell’evento “Made in Italy. Made in Appennino Centrale”. “Si è intervenuti troppo tardi, rispetto a quanto era stato richiesto sulla base di chiare perizie tecniche, bisognava farlo entro 48 ore e purtroppo non hanno avuto l’autorizzazione a farlo. È un danno notevole che avrà inevitabilmente immediate ripercussioni sull’occupazione”, ha detto. “Invito tutti allaresponsabilità perché questo dossier è particolarmente sfidante e delicato”, ha sottolineato Urso.
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Il 17 aprile la Conferenza dei servizi a Roma Di Alessandra Martellotti
Il ministro Urso al taglio del nastro:” Il futuro dell’industria italiana passa da economia dello spazio” Servizio di Anna De Feo riprese e montaggio di Orazio Corbacio Intervistati: Adolfo Urso, Ministro Imprese e made in Italy, Chiara Pertosa, Cel Sitael
Alla Camera ha parlato anche di dazi Usa e della necessità di evitare guerre commerciali
Il ministro ha incontrato al MIMIT le associazioni di filiera per illustrare le misure a sostegno del settore Servizio di Stefania Rotolo riprese e montaggio di Massimo D’Olimpio
Su Versalis, invece, il governatore ha chiesto di rinviare la chiusura del cracking in attesa che l’Unione Europea decida in che maniera intervenire sulla crisi Servizio di Stefania RotoloRiprese e montaggio Massimo d’OlimpioIntervista a Michele Emiliano, Governatore Puglia
Urso:” Valutiamo partecipazione minoritaria dello Stato” È stato raggiunto, al ministero del Lavoro, l’accordo per la proroga della cassa integrazione straordinaria per 12 mesi per i lavoratori di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, ovvero l’ex Ilva, scaduta il 28 febbraio scorso. Coinvolti in totale , fanno sapere i sindacati, 3.062 lavoratori rispetto alla richiesta iniziale di 3.400. A firmare l’intesa i rappresentanti dell’azienda e di Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm, Usb e Ugl. Tra gli altri principali punti dell’accordo raggiunto, l’integrazione salariale al 70% e la rotazione dei lavoratori coinvolti, senza alcuna sospensione a zero ore. Tra le novità previste anche l’esclusione dalla cassa dei manutentori impegnati nel piano di ripartenza, la maturazione dei ratei di tredicesima e di almeno un giorno di ferie. Intanto all’orizzonte potrebbe profilarsi anche una partecipazione minoritaria dello Stato. “Se gli attori dovessero chiederlo potremmo mettere in campo una partecipazione pubblica che ci consente di garantire meglio lo sviluppo industriale degli impianti evitando gli errori del passato “. A dirlo Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, a margine di una visita al Centro Enea del Brasimone in provincia di Bologna. “Non escludiamo affatto che ci sia una partecipazione largamente minoritaria dello Stato che possa accompagnare questo processo di rilancio produttivo e di riconversione industriale dai forni a caldo ai forni elettrici”. La partecipazione pubblica sarà valutata sulla base delle proposte presentate. La priorità è che le attività del siderurgico proseguano secondo un progetto industriale chiaro e che ci siano tutte le garanzie sul piano finanziario, industriale, ambientale e sanitario “per fare di quel polo – ha spiegato Urso – un modello e un esempio in Europa. Sarebbe una grande battaglia vinta”.
Oggi ha avuto un incontro con il ministro Urso per la vendita dell’ex Ilva E’ giaà al lavoro Giuliana Perrotta, commissario prefettizio, nominata venerdi dopo lo scioglimento del consiglio comunale di Taranto. Ha incontrato a Roma, al Mimit, il ministro delle imprese, Urso. La questione dell’ex Ilva è stata al centro dell’incontro. Urso ha illustrato lo stato di avanzamento della procedura competitiva per l’assegnazione degli impianti e i piani di rilancio e decarbonizzazione che la gestione commissariale sta portando avanti. Il commissario Perrotta è attesa per domani mattina a Palazzo di Città per l’insediamento dopo la sfiducia di 17 consiglieri al sindaco Melucci.
Esponente salentino della Dc ed ex presidente della Provincia di Lecce, è scomparso all’età di 99 anni Lutto nel mondo della politica salentina per la scomparsa questa mattina a 99 anni dell’ex deputato della Dc ed ex sottosegretario Giacinto Urso. Urso si è spento nella sua casa di Nociglia dove si era ritirato per vie delle precarie condizioni fisiche. Urso rappresenta un pezzo importante della storia politica del Salento: deputato per 5 legislature, dal 1963 al 1983, due volte sottosegretario della pubblica istruzione. Dal 1985 al 1990 è stato anche presidente della Provincia di Lecce e sindaco di Nociglia. “La nostra terra perde un punto di riferimento raro, non solo per l’alto valore politico, ma anche per le nobili qualità umane” il cordoglio del presidente della Provincia di Lecce Stefano Minerva

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