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Sgomberi dell’ex residence San Giovanni di Castellaneta. Estate tranquilla per i cittadini che potranno rimanere a casa fino al prossimo ottobre. Il tar ha sospeso l’ordinanza del Comune, in attesa di valutarne la legittimità. Gli occupanti dell’ex residence San Giovanni di Castellaneta, destinatari di ordinanza di sgombero da dicembre scorso, potranno restare nello stabile fino al prossimo 19 ottobre, data in cui il tar di Lecce si pronuncerà sulla questione. Prima però il tribunale, accogliendo le richieste dell’avvocato Paolo Clemente che tutela 2 cittadini che hanno fatto ricorso, sospende momentanemante l’ordine di sgombero, chiedendo al Comune ulteriore documentazione sulla destinazione d’uso della palazzina. Questo servirà a stabilire se l’ordinanza di sgombero è legittima o meno. Risale alla fine degli anni ’90 l’ultimo cambio di destinazione d’uso: da singoli alloggi popolari sono diventati, in blocco, struttura ricettiva alberghiera.

Rigettati i ricorsi presentati contro la graduatoria delle ultime elezioni di novembre scorso. Gli aspiranti consiglieri Sergio Blasi del Pd, Francesca Bottalico della lista Decaro Presidente e Domenico Damascelli per Fratelli d’Italia per ora restano fuori dal Consiglio Regionale pugliese.  Il Tar di Bari ha infatti rigettato i ricorsi presentati contro la graduatoria delle ultime elezioni di novembre scorso. Di certo la battaglia giudiziaria proseguirà davanti al Consiglio di Stato.  Oggetto di contestazione da parte del collegio difensivo, l’interpretazione data dalla Corte d’Appello sui criteri di attribuzione dei seggi in case a quanto previsto dalla legge regionale.  In particolare, la deroga al principio della ripartizione proporzionale dei voti. È stata rinviata al prossimo 20 maggio, invece, la discussione dei ricorsi presentati da Lucia Parchitelli, prima dei non eletti nella lista Pd della circoscrizione di Bari, Alleanza Verdi e Sinistra e Gianni Stea per Avanti Popolari.

L provvedimento arriva dopo il ricorso presentato il 24 aprile dai legali di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. Il Tar di Lecce ha disposto la sospensione cautelare dell’ordinanza firmata il 14 aprile scorso dal sindaco di Taranto, Piero Bitetti, che imponeva entro 30 giorni lo stop alla centrale termoelettrica dell’ex Ilva,gestita da Adi Energia srl in amministrazione straordinaria. Il provvedimento arriva dopo il ricorso presentato il 24 aprile dai legali di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. Secondo il sindaco, la società non avrebbe ancora adempiuto alla trasmissione del piano richiesto dopo la pubblicazione del rapporto di Valutazione del danno sanitario (Vds) 2024 per l’area di Taranto, redatto da Arpa Puglia, Aress e Asl. In particolare, viene contestata l’inadempienza rispetto agli interventi necessari per ridurre il rischio non cancerogeno per via inalatoria legato a sostanze come arsenico, nichel e cobalto.I legali dell’azienda avevano sollecitato una trattazione urgente della richiesta cautelare, evidenziando che dal 13 maggio 2026 sarebbe scattato l’obbligo di fermare l’impianto. Il Tar ha accolto l’istanza, sospendendo l’efficacia del provvedimento in attesa della decisione nel merito. 

Si affida alla forza della giustizia Antonio Calò, l’ex sottocapo aiutante della Marina miliare congedato a marzo 2025 per stress ansioso e reattivo sul posto di lavoro. In sostanza licenziato per aver litigato ad ottobre 2024 con un suo superiore quando era in servizio alla Marintendenza Brindisi. Da allora Calò, 48 anni salentino di Squinzano, porta avanti una complessa battaglia giudiziaria tra delusioni e speranze. Sposato con due figli, invalido, senza più un sostentamento economico. Chiede che il Ministero della Difesa gli riconosca i suoi diritti lesi, ovvero di ritornare a lavorare in Marina come civile se non da militare. Sulla richiesta di reintegro i giudici del Tar si sono riservata la decisione per i prossimi giorni.

Secondo i giudici amministrativi, la revoca della qualifica di agente di pubblica sicurezza e la restituzione dell’arma di servizio erano privi di adeguata motivazione e assunti senza i necessari presupposti di legge Il tar ha accolto i ricorsi di tre vigilesse del Comune di Bari, annullando i decreti del prefetto Francesco Russo che, nell’ambito dell’inchiesta “Codice Interno”, avevano revocato loro la qualifica di agente di pubblica sicurezza e imposto la restituzione dell’arma di servizio. Secondo i giudici amministrativi, i provvedimenti erano privi di adeguata motivazione e assunti senza i necessari presupposti di legge.Le tre agenti tornano così in servizio con piena qualifica, mentre in un quarto caso – quello di una vigilessa sospesa per tre mesi dal Ministero dell’Interno – il Tar ha annullato anche la sanzione. Per quest’ultima, però, il Comune ha nel frattempo avviato la procedura di licenziamento dopo la conclusione del procedimento disciplinare.

Un’opera finanziata dai Giochi del Mediterraneo Il Tar del lecce ha respinto il ricorso sull’assegnazione del lavori per la copertura dello stadio di Lecce, opera finanziata dai Giochi del Mediterraneo. La realizzazione proseguirà con il secondo classificato, che ha già iniziato, si tratta del consorzio stabile Build di Roma che ha indicato due consorziate per l’esecuzione dei lavori: la Cea Construction di Mesagne e la Alfer di Brindisi. il ricorso era stato presentato dal consorzio ITM di Milano che il 5 settembre si era classificato primo nella gara. Un vizio nella documentazione amministrativa, non sanato, ha portato a puntare sulla seconda classificata. Per il Tar il ricorso appare infondato e i provvedimenti impugnati pienamente legittimi.

L’azienda si era rivolta ai giudici amministrativi contro le osservazioni critiche regionali sul progetto di ampliamento del gasdotto. “TAP si riserva di agire contro ogni eventuale atto attuativo della Regione” Il Tar del Lazio ha dichiarato inammissibile il ricorso di TAP contro la Regione Puglia, che aveva espresso alcune osservazioni critiche sul progetto di ampliamento del gasdotto. La vicenda riguarda la richiesta di TAP, fatta nel 2024, di raddoppiare la capacità del gasdotto, da 10 a 20 miliardi di metri cubi di gas all’anno, attraverso l’aggiunta di nuove apparecchiature nel terminale di Melendugno. Il Ministero dell’Ambiente aveva avviato la procedura per capire se l’intervento dovesse essere sottoposto a una Valutazione di Impatto Ambientale. La Regione Puglia, nel corso di questo iter, aveva inviato al Ministero le proprie osservazioni tecniche e ambientali. TAP ha però deciso di impugnare queste note davanti al Tar, giudicandole lesive dei propri interessi. I giudici amministrativi hanno però dato ragione alla Regione, ritenendo che le sue osservazioni non sono atti amministrativi vincolanti, ma semplici pareri espressi nell’ambito di una procedura statale, quindi non producono effetti diretti nei confronti della società e non possono essere oggetto di ricorso. TAP ne prende atto e “si riserva di agire – si legge in una nota – contro ogni eventuale atto attuativo della Legge Regionale Puglia n.28/2022, ritenendola viziata, fra l’altro, da plurime questioni di legittimità costituzionale”.

Lo ha deciso il Tar dopo un ricorso presentato dalla lista civica “Lesina Futura” Il Tar Puglia ha disposto l’apertura di un’istruttoria per verificare la regolarità delle elezioni comunali nel comune di Lesina svoltesi il 25 e 36 maggio scorsi. Il tribunale amministrativo ha accolto il ricorso presentato dalla lista civica “Lesina Futura” a giugno del 2025. Saranno quindi acquisiti atti e documenti in Prefettura per poter procedere con le operazioni di controllo. L’udienza è fissata per il 15 gennaio prossimo.

Lo stabile era contestato dai residenti Il Tar della Puglia ha disposto la sospensione del permesso di costruire per la realizzazione di un edificio residenziale e delle relative opere di urbanizzazione nella zona 167 di Barletta, nell’area compresa tra via Leonardo Da Vinci e via Palmitessa. Si tratta di uno stabile la cui realizzazione è stata da subito avversata dai residenti del quartiere secondo i quali il fabbricato, il primo di tre, sarebbe troppo vicino ad altre costruzioni e la sua altezza avrebbe lo stesso effetto di una saracinesca. Per i giudici amministrativi si rende necessaria una verifica sulla distanza tra l’immobile di proprietà di una ricorrente, rappresentata dall’avvocato Marco Palieri, e l’edificio in costruzione, oltre che sui volumi e sulla possibilità che l’intervento edilizio determini una significativa compressione in termini di luce e panorama fruibili. Altri sette proprietari di villette nella stessa zona hanno proposto un ricorso straordinario davanti al capo dello Stato. Dal comitato della zona 167 ricordano che su quello stesso suolo fu già scongiurata la realizzazione di un centro di raccolta rifiuti. Chiedono che ci sia un polmone verde e non altro cemento.

Contestano, tra gli altri, l’aggiudicazione a Barozzi per un presunto errore nella valutazione dell’offerta tecnica in relazione alle prestazioni energetiche Il progetto del Parco della Giustizia a Bari rischia di subire un brusco stop. Il raggruppamento di imprese composto da Manelli, Debar, Guastamcchia, Itm e Coebo, arrivato secondo nella gara, ha infatti presentato un ricorso al Tar. Contestano l’aggiudicazione a Barozzi per un presunto errore nella valutazione dell’offerta tecnica in relazione alle prestazioni energetiche. Ma contestano anche costi e tempi di realizzazione, superiori rispetto ai loro. Manelli e soci chiedono intanto la sospensiva, per bloccare la stipula del contratto e, quindi, la progettazione, a cui farà seguito l’inizio dei lavori, e poi l’annullamento dell’aggiudicazione dell’opera da oltre 300 milioni a Cobar in loro favore.

Proposta al governo: il siderurgico assorba gli operai in esubero, impiegandoli in bonifiche e cura del verde pubblico Questa mattina a Taranto una delegazione di ambientalisti ha consegnato una lettera in prefettura, nella quale si spiegano le motivazioni del ricorso al Tar contro il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale per il siderurgico. “E’ inaccettabile autorizzare altri 12 anni di carbone, senza una adeguata valutazione di impatto sanitario – scrivono i rappresentanti di Peacelink e dell’associazione ‘Giustizia per Taranto’. La lettera contiene anche una proposta concreta per i lavoratori: far transitare in Ilva gli operai in esubero, impiegandoli in bonifiche e cura del verde pubblico. “Se fermiamo altiforni e cokerie – ha detto Alessandro Marescotti di Peacelink – l’inquinamento calerà drasticamente e la spesa sanitaria si ridurrà considerevolmente”.  Di Alessandra Martellotti

Le aree parcheggio dei lidi tornano al centro di contrasti tra comune e giustizia amministrativa Il Tar di Lecce ha nuovamente bocciato l’ordinanza del Comune di Otranto circa l’inagibilità – e chiusura – di un’area parcheggio del Lido “Due Laghi”. Si tratta del terzo caso analogo alle precedenti incongruenze riguardanti le aree dei lidi “Balnearea” e “2Mori”, sempre ad Otranto. Le ordinanze anti-incendio, firmate dal Comune e dalla Regione Puglia, impedivano l’apertura del parcheggio per rischio d’incendio: una condizione che non sussiste, secondo il Tar, in quanto lo spazio in questione sarebbe privo di vegetazione e dunque sicuro. Il giudice rileva inoltre la presenza di due aree disponibili, che consentirebbero il transito dei bagnanti, la cui chiusura avrebbe gravemente compromesso gli afflussi più intensi o l’ingresso di persone a mobilità ridotta. Lo stabilimento “Due Laghi” ha dunque il via libera, mentre Comune e Regione non si sono ancora costituiti in giudizio.

Il Tribunale Amministrativo Regionale di Bari ha sospeso un provvedimento con cui la Regione Puglia aveva ordinato l’eradicazione in agro di Triggiano, su ricorso presentato dal proprietario. A settembre si entrerà nel merito, ma la decisione fa già discutere Servizio di Antonio Procacci Montaggio di Pasquale D’Attoma

Davanti al Tar di Lecce, il Comitato Civico “Giuggianello non è inerte” ha espresso il suo dissenso alla realizzazione di un sito di stoccaggio per rifiuti pericolosi Servizio di Stefania Congedo, interviste a Luca Benegiamo, sindaco di Giuggianello e ad Albina Seviroli, presidente comitato “Giuggianello non è inerte”

12 concessionari contro il bando del Comune per la ridistribuzione dei lidi, dettata dalla direttiva europea Bolkestein Concessioni balneari di Ginosa marina. Il tar di Lecce ha accolto i ricorsi dei 12 concessionari contro il bando del Comune per la ridistribuzione dei lidi, dettata dalla direttiva europea Bolkestein. La decisione del tribunale si basa principalmente sull’assenza del Piano comunale delle coste, presupposto necessario per avviare la gara. Il Comune aveva messo a bando 20 lotti demaniali per fini turistici. A supporto del bando, aveva allegato una planimetria aggiornata dall’ufficio tecnico comunale, approvata dalla giunta. Documentazione ritenuta dai giudici insufficiente e non paragonabile o sostitutiva del Piano delle coste. il comune promette battaglia, e annuncia che impugnerà la sentenza davanti al Consiglio di Stato”. L’amministrazione replica di aver agito sempre rispondendo a criteri di legalità, trasparenza e visione strategica, sottolineando che quello del tar è solo un primo grado di giudizio, che in tutta la Regione solo 5 comuni hanno il Piano delle Coste e che la Regione stessa aveva autorizzato a procedere coi bandi di gara. La situazione è paradossale, perché molti concessionari uscenti sono risultati vincitori di gara, la quale però ora è stata annullata a causa del ricorso presentato dagli stessi quando fu pubblicato il bando. Per il Comune “sarà compito del Consiglio di Stato definire quale interpretazione sia maggiormente coerente con i principi di legalità e concorrenza: se quella che tutela la certezza del diritto e l’evidenza pubblica, o quella che consente proroghe a chi ha scelto di non partecipare ai bandi”.

Non sono stati trovati i documenti originali delle prove sostenute durante l’Erasmus Lo ha stabilito il Consiglio di Stato che ha ribaltato il verdetto con il quale il Tar Puglia, nel luglio dello scorso anno, aveva ritenuto illegittimo l’annullamento della laurea, bacchettando l’Ateneo per aver smarrito i documenti. 

Sospeso il nuovo disciplinare regionale. La Regione: “Nessuno perderà il beneficio”

E’ stata giustificata dalla presenza di errori nell’offerta tecnica Servizio di Linda Cappello;

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