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stalking

A marzo vi abbiamo raccontato di un condominio, a Taranto, trasformato in una piccionaia. Nonostante l’ammonimento del questore, il condomino-allevatore continua a perseguitare i vicini. È il primo caso di stalking condominiale del genere: un cittadino di Taranto alleva nello stabile almeno una 80ina di piccioni e quindi cumuli di escrementi e cattivo odore. Nel condominio si è verificato anche un caso di infezione respiratoria. Non solo: “il signore dei piccioni” perseguita i condomini con lanci di uova, taglio di cavi di luce e rete internet, manomissione dei citofoni e danni alle auto. Il paradosso è che la storia dello stabile di via Mazzini va avanti da 20 anni. Un accanimento, in particolare contro tre condomini, difesi dall’avvocato Ivan Zaccaria.L’assurdo caso del signore dei piccioni qui

Decisivo il video registrato dalla vittima: l’uomo era già stato ammonito e arrestato per atti persecutori. Con l’accusa di atti persecutori, stalking ai danni della ex compagna., la polizia ha arrestato in flagranza differita a Gallipoli un 33enne , già noto alle forze dell’ordine e già destinatario di un ammonimento del Questore di Lecce e arrestato ai domiciliari nel settembre dello scorso anno per gravi episodi persecutori contro la stessa donna. Ottenuta la libertà nell’aprile di quest’anno, il 33enne aveva inizialmente tentato di riallacciare i rapporti con la vittima , ma dopo una brevissima frequentazione, sono riemerse le stesse condotte persecutorie. L’episodio culminante è avvenuto la scorsa notte, quando l’uomo si è scagliato con calci contro la porta d’ingresso dell’abitazione della donna, nel tentativo di irrompere nell’appartamento. Non riuscendovi, ha infranto il vetro della finestra della camera da letto lanciando una pietra. Nonostante il terrore, la vittima è riuscita a filmare con il proprio smartphone l’aggressore e grazie all’analisi di queste prove , l’uomo è stato arrestato in flagranza differita, una nuova procedura introdotta dalle recenti modifiche al cosiddetto “Codice Rosso rafforzato“, che permette alla Polizia Giudiziaria di procedere all’arresto anche se l’autore non viene colto sul fatto, purché vi sia documentazione video o fotografica che attesti in modo inequivocabile la condotta delittuosa.

La donna lo scorso agosto era stata raggiunta da un divieto di avvicinamento al prete, con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico, misura caduta alla luce della sentenza . Una donna di Taviano di 52 anni è stata assolta dall’accusa di stalking nei confronti del parroco del suo paese. Era stata accusata di aver avuto, dal 2022 al 2025, comportamenti ossessivi nel confronti del sacerdote. Il pm Maria Grazia Anastasia aveva chiesto la condanna di un anno ma il gup Angelo Zizzar,i al termine del rito abbreviato, ha disposto l’assoluzione “ perché il fatto non sussiste”. Il parroco si era costituito parte civile. La donna lo scorso agosto era stata raggiunta da un divieto di avvicinamento al prete, con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico, misura caduta oggi alla luce della sentenza assolutoria

Respinto il ricorso di un uomo che aveva perseguitato e ferito l’ex compagna e il nuovo partner: la gelosia “morbosa” può diventare aggravante. La gelosia non può mai giustificare la violenza, nemmeno quando nasce da un tradimento. A ribadirlo è la Corte di Cassazione, che ha respinto il ricorso di un uomo condannato per aver perseguitato e ferito l’ex compagna e il suo nuovo partner, escludendo qualsiasi attenuante legata al movente passionale. Secondo la Suprema Corte, la gelosia invocata dall’imputato non è un sentimento comprensibile, ma una forma “morbosa”, espressione di supremazia e possesso, incompatibile con una riduzione della responsabilità penale. Al contrario, in casi come questo può configurare l’aggravante dell’aver agito per motivi futili o abietti. Il principio della Cassazione Nel motivare la decisione, i giudici chiariscono che la fine di una relazione o la scoperta di un tradimento non legittimano comportamenti violenti, persecutori o vendicativi. La gelosia, spiegano, non è una reazione inevitabile, ma una costruzione psicologica che riflette una concezione proprietaria dell’altra persona, in contrasto con i principi di libertà e autodeterminazione. La Corte sottolinea inoltre che il richiamo a sentimenti passionali non può essere utilizzato per attenuare la gravità di condotte che sfociano in stalking, aggressioni e violenza fisica. Il caso Il procedimento riguarda un uomo che, dopo la fine della convivenza, aveva dato avvio a una serie di atti persecutori nei confronti dell’ex compagna, arrivando ad aggredire sia lei sia il nuovo compagno. La difesa aveva chiesto il riconoscimento delle attenuanti generiche, sostenendo che l’azione fosse stata determinata dallo stato emotivo conseguente a un tradimento. Una linea difensiva respinta in modo netto dalla Cassazione, che ha ribadito come la gelosia, quando si traduce in controllo, ossessione e violenza, non sia una spiegazione, ma un elemento di ulteriore gravità. Una linea dura contro la violenza La sentenza si inserisce nel solco di una giurisprudenza sempre più attenta a contrastare la violenza di genere e a smontare l’idea che passioni e sentimenti possano in qualche modo giustificare o ridimensionare comportamenti criminali.

L’uomo aveva con sé un coltello a serramanico di grosse dimensioni. Si è presentato sul luogo di lavoro dell’ex convivente e l’ha minacciata di morte. Aveva con sè un coltello a serramanico di grosse dimensioni. Per questo i carabinieri della compagnia di Taranto hanno arrestato in flagranza e messo ai domiciliari un 49enne del posto, ritenuto responsabile di atti persecutori. La vittima, una 44enne, ha contattato il 112 cogliendo la gravità della situazione e permettendo l’immediato intervento dei militari che hanno bloccato e perquisito l’uomo trovandogli indosso il coltello. Nel formalizzare la denuncia, la donna ha ricostruito un contesto definito allarmante: da circa un anno, dal marzo 2025, l’ex compagno avrebbe messo in atto comportamenti vessatori continui, tra minacce e aggressioni fisiche, mai denunciati prima per paura di ritorsioni. Alla luce degli elementi raccolti, è stato attivato il protocollo Codice Rosso, garantendo tutela immediata alla vittima e avviando le procedure previste per i casi di violenza e stalking. L’uomo è stato posto agli arresti domiciliari nella sua abitazione.

La ex convivente di un 33enne barese e un amico di lei, accusati di aver perseguitato il papà della bambina per quasi due anni. Saranno processati per stalking e danneggiamenti la ex compagna convivente di un 33enne barese e un amico di lei, accusati di aver perseguitato l’uomo per quasi due anni. Il giudice, al termine dell’udienza predibattimentale, ha fissato l’inizio del processo al 4 giugno 2026. La presunta vittima si è costituita parte civile. Secondo l’accusa, i fatti si sarebbero verificati tra novembre 2023 e giugno 2025, dopo la fine della relazione, cessata a settembre 2023. La donna e il 37enne avrebbero pedinato l’uomo, appostandosi sotto casa e sul luogo di lavoro, danneggiando il suo cellulare e tentando in un’occasione di tamponarlo con l’auto. Le condotte si sarebbero intensificate da aprile 2025, dopo la decisione del Tribunale per i Minorenni di affidare la figlia di quattro anni al padre. Da quel momento sarebbero partite minacce e insulti, anche via sms, con frasi come “salteranno le teste”. Le intimidazioni avrebbero coinvolto anche la nuova compagna dell’uomo. Dopo la denuncia, la donna era stata posta ai domiciliari. La misura è stata successivamente revocata e sostituita con il divieto di avvicinamento.

Cinque denunce in un anno, ora la Procura indaga per stalking Intervista: Fabio Spada, sindaco di Statte

Il giovane ha 22 anni Un uomo di 62 anni è stato arrestato dalla Polizia su disposizione del Gip di Potenza, perché gravemente indiziato di essere l’autore di vari episodi di violenza sessuale e stalking commessi nel mese di settembre, ai danni di un ragazzo potentino di 22 anni, affetto da problemi cognitivi e disturbi mentali. Nello specifico, l’uomo avrebbe indotto il ragazzo in più occasioni ad avere rapporti sessuali all’interno dei bagni pubblici di un parco nel Comune di Potenza ed in altre occasioni lo avrebbe convinto a seguirlo presso la sua abitazione. L’individuazione del 62enne, attualmente in carcere, è stata possibile grazie all’attività di indagine portata a termine da personale della Squadra Mobile di Potenza che ha effettuato mirati servizi finalizzati all’identificazione del destinatario della misura cautelare. 

I poliziotti hanno perquisito la sua auto: hanno trovato un coltello a serramanico e diversi arnesi da scasso Un 31enne di Grottaglie è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di stalking, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo era stato più volte denunciato dalla ex compagna per minacce e comportamenti persecutori. Gli agenti lo hanno sorpreso nel cortile dell’abitazione della donna, alla loro vista ha reagito con violenza, cercando lo scontro fisico. Dopo averlo fermato, i poliziotti hannoperquisito la sua auto: qui vi hanno trovato un coltello a serramanico e diversi arnesi da scasso.

La fine di una storia mai accettata dall’uomo, diventato sempre più violento I Carabinieri di Carovigno hanno eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di un uomo accusato di atti persecutori e lesioni personali aggravate: si tratta di un caso, purtroppo consueto, di violenza di genere ai danni dell’ex compagna, aggravato in seguito alla separazione. Dall’inizio dell’anno, la donna è stata vittima di violenze fisiche e verbali per mesi: dopo l’ultima aggressione, nella quale anche un suo amico è stato coinvolto, la vittima ha riportato diverse lesioni, tra cui una frattura all’ulna destra, con prognosi di 30 giorni. Ad alimentare la rabbia, secondo le ricostruzioni, una malsana gelosia che non lasciava mai libera la donna, vittima di stalking. L’aggressore ha continuato a manifestare atteggiamenti intimidatori anche in presenza dei famigliari della donna e davanti alle forze dell’ordine, a cui ha opposto resistenza al momento dell’arresto.

Il colpevole avrebbe ripetutamente seguito i movimenti della donna limitandone la libertà Una separazione mai accettata e da lì l’escalation di atti intimidatori e pedinamenti protratti per mesi nei confronti della ex compagna, culminati con l’occupazione di una casa. Un 53enne di Massafra è stato arrestato in flagranza dai Carabinieri questa mattina con l’accusa di stalking: la donna non aveva formalmente denunciato, ma aveva comunicato agli investigatori il clima di terrore diventato insostenibile e i continui cambiamenti di abitudini per evitare intrusioni dell’uomo. Gli accertamenti hanno rilevato un quadro grave che ha richiesto un intervento tempestivo: la vittima è stata messa in sicurezza, mentre le autorità giudiziarie hanno disposto l’arresto immediato per lo stalker, attualmente rinchiuso nel carcere di Taranto.

La Polizia ha rintracciato il presunto autore dell’omicidio di Fatimi Hayat , 46 anni È stato fermato dalla Polizia, a Roma, il presunto autore dell’omicidio di Fatimi Hayat, la donna di 46 anni accoltellata nella notte in vico Cibelle, una traversa del centro storico di Foggia. La donna lo aveva già denunciato per ripetuti episodi di pedinamento e minacce ma nonostante un’ordinanza di custodia cautelare in carcere lui non era stato rintracciato Servizio di Giuseppe Capacchione

La polizia lo ha rintracciato a Roma, aveva ancora gli abiti sporchi di sangue C’è un fermo per il femminicidio avvenuto la notte scorsa a Foggia. La polizia ha fermato a Roma il presunto responsabile, si tratta dell’ex compagno della vittima, un 46enne con il quale la donna aveva avuto una relazione e che aveva denunciato per stalking. L’uomo, prima dell’omicidio di Hayat Fatimi, era stato già destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare ma era risultato irreperibile. Era stato disposto per lui anche il braccialetto elettronico ma per non meglio specificati motivi tecnici non lo aveva mai indossato. Quando è stato fermato dai poliziotti aveva ancora gli abiti sporchi di sangue.

La vittima perseguitata da mesi, costretta anche a ricorrere alle cure ospedaliere per ansia. Si era invaghito di una donna e per questo la seguiva fino a casa e sul posto di lavoro, inviandole messaggi e facendo appostamenti. Un 61enne di Gallipoli, professionista del posto è stato così arrestato in flagranza di reato e posto ai domiciliari con l’accusa di atti persecutori, aggravati dall’uso di strumenti informatici, violazione di domicilio e porto abusivo di oggetti atti a offendere. Nel corso di una perquisizione nella sua auto, gli agenti hanno trovato due coltelli da cucina e un bastone di ferro. L’ultimo episodio risale allo scorso fine settimana, quando l’uomo si è introdotto nel cortile di casa della vittima approfittando dell’apertura del cancello automatico, sorprendendola insieme ai suoi tre figli. La donna ha raccontato di essere stata perseguitata per mesi con irruzioni nel suo ufficio, messaggi ossessivi e avances indesiderate. In un’occasione l’uomo l’ha raggiunta sul luogo di lavoro, spingendola per lo spavento a recarsi in ospedale in stato di ansia.

Arrestato un 35enne di Gravina Servizio di Linda Cappello

Un vero incubo per un ricercatore universitario barese di 40 anni, residente in una palazzina a pochi passi da parco 2 Giugno Decine e decine di messaggi su Whatsapp, accompagnati da minacce di morte. Un vero incubo per un ricercatore universitario barese di 40 anni, residente in una palazzina a pochi passi da parco 2 Giugno, finito nel mirino di una vicina convinta che dalla sua abitazione provengano i rumori molesti che le impediscono di riposare. La donna, una 60enne, ha ricevuto nei giorni scorsi un avviso di conclusione delle indagini preliminari a firma del pm Desiree Digeronimo, che le contesta il reato di stalking. Servizio di Linda Cappello

Il bilancio della Polizia nel 173° anniversario: in calo i reati, ma crescono stalking, maltrattamenti e violenza negli stadi

E’ stato giudicato con rito abbreviato l’agente accusato di atti persecutori nei confronti della ex ragazza, militare. Il poliziotto è stato condannato a 1 anno con pena sospesa Di Alessandra Martellotti

L’accusa è di stalking ai danni di una donna georgiana di 30 anni più giovane Servizio di Linda Cappello

Era stato già condannato in passato per lesioni, ha patteggiato due anni e 6 mesi e si trova ai domiciliari. Il ministero della Difesa lo ha sospeso e avviato l’iter per il licenziamento Un caporal maggiore dell’Esercito di 48 anni originario di Corsano e in servizio a Lecce ha patteggiato davanti al giudice monocratico Marco Mauro Marangio una condanna a 2 anni e 6 mesi per stalking, lesioni e maltrattamenti ai danni della ex convivente. L’imputato era stato già condannato per lesioni a carico di un’altra donna. Nell’ottobre del 2024 era stato arrestato dopo essere stato denunciato per ll’ennesima aggressione subita dalla ex, finita al pronto soccorso. Nonostante la denuncia il militare avrebbe continuato però a perseguitarla. L’uomo si trova attualmente detenuto ai domiciliari. Il Ministero della Difesa ha sospeso il militare dal servizio avviando l’iter per il licenziamento.

Stalking, condannato poliziotto

E’ stato giudicato con rito abbreviato l’agente accusato di atti persecutori nei confronti della ex ragazza, militare. Il poliziotto è stato condannato a 1 anno

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